TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

Visualizzazione post con etichetta Monica Frassoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Monica Frassoni. Mostra tutti i post

mercoledì 17 giugno 2009

Europa. Mancano i Verdi.

UE: COHN BENDIT, NESSUN VERDE ITALIA PER MANCATA COALIZIONE

(ANSA) - BRUXELLES, 16 GIU - L'''incapacita'' di formare una coalizione pro-europea che si esprimesse ''in modo radicale'' sulla crisi e sui temi ambientali ha fatto si' che non ci sia nemmeno un eurodeputato italiano verde. E' l'analisi del capogruppo uscente dei verdi all'Europarlamento Daniel Cohn Bendit, secondo il quale l'Italia ''si sta avvicinando alla condizione di 'failed state''', ad una situazione ''aberrante'' nella quale ''rinvia i richiedenti di asilo a Gheddafi che diventa il garante dei diritti umani'' e caratterizzata dalla ''disintegrazione'' della sinistra e dell'estrema sinistra.
''Sinistra e Liberta' aveva un programma molto vicino ai verdi europei, ma poi non e' stato possibile renderlo chiaro ai cittadini'', ha segnalato Cohn Bendit, secondo il quale invece un'alleanza con i radicali avrebbe consentito di ''giocare un ruolo parallelo a quello di Di Pietro''. ''Non c'e' stata la capacita' di creare un rassemblement che avrebbe potuto affrontare Berlusconi e il grigiore del Pd'', ha osservato.
Monica Frassoni, che nella scorsa legislatura e' stata copresidente del gruppo dei Verdi, ha sottolineato di avere fortemente premuto per un'alleanza con i radicali, osservando che in ogni caso ''in Italia le regole del gioco elettorale sono, a differenza della Francia, fortemente truccate''. ''Nella nostra repubblica televisiva anche Dani (Cohn Bendit ndr) non avrebbe avuto spazio'', ha commentato.
(ANSA).

venerdì 12 giugno 2009

Europa. Lasciali perdere, Monica.

Lasciali perdere Monica, ma non hai capito che loro esistono solo in funzione dello sterminio del mondo ambientalista italiano. Il disegno (anzi, lo scarabocchio) di questi signori è quello di eliminare i movimenti antagonisti ecologisti e di portare tutto dentro il PD. Su fatti coraggio, proponi qualcosa di nuovo!
mv


Nel come sempre interessante articolo di Francesco Ferrante e Roberto Della Seta sul risultato delle elezioni del 6 e 7 giugno, pubblicato su Europa di ieri, oltre al solito immancabile attacco ai Verdi italiani, sono contenute alcune riflessioni che vale la pena di riprendere ed approfondire.

Gli autori candidano il PD a riprendere in Italia la ricetta che ha fatto vincere al mio (ancora per pochi giorni) co-presidente Daniel Cohn-Bendit la partita in Francia, e cioè la scommessa sull’Europa e sulla rivoluzione verde come strade vincenti per tirare fuori il fronte progressista dalle pastoie nelle quali si trova. E’ normale che lo facciano, dopo una campagna elettorale nella quale il giochetto voluto da Veltroni del cambio della legge elettorale all’ultimo momento e l’esclusione dai media, (dalla TV ma anche dal « giornale-partito » Repubblica) dell’esperimento di Sinistra e Libertà, unica lista che ha fatto di questi due elementi il cuore della competizione, ha contribuito in modo decisivo a far fuori gli ambientalisti italiani dal PE.
Quindi ad oggi non ci sono ambientalisti riconoscibili dentro il PE, anche perché nessuna delle altre liste che sono riuscite ad eleggere eurodeputati ha ritenuto di candidarli.
Questo mi sembra un dato estremamente significativo della poca fattibilità, almeno per come sono i rapporti di forza nel PD oggi, della bella proposta di Ferrante e Della Seta di mettere al centro dell’azione del PD la rivoluzione verde di Cohn-Bendit e Obama. E questa è, tra l’altro, la situazione in tutti i grandi partiti del centro-sinistra europei, che non a caso hanno perso fragorosamente le elezioni europee. Neanche loro riescono a interpretare questa grandissima sfida.
Ciò detto, mi sembra che possiamo darci come ambientalisti dentro e fuori il PD, un obiettivo comune: gli ecodem si « sveglino » e ritrovino uno spirito di battaglia e di contrapposizione dura e di alternativa visibile a quelle forze che nel PD si beano di pensare al nucleare, al consumo del territorio, all’edilizia pazza , a ponti e autostrade come la strada per uscire dalla crisi economica. Da parte nostra, noi che stiamo fuori dal PD, impegnamoci a non finire nelle solite interminabili discussioni di lana caprina sull’identità di un nuovo partito/partitino più o meno di sinistra e più o meno tifoso o succube di Vendola, Ferrero o Pannella e ritroviamo la forza, la credibilità e la competenza per rilanciare l’iniziativa e la mobilitazione politica ambientalista ovunque si décida di stare, costruendo ponti fra noi e non facendoci la guerra.

Monica Frassoni
Co-presidente uscente del Gruppo dei verdi al PE

giovedì 7 maggio 2009

Energia. Nucleare smascherato.

NUCLEARE: EURISPES; FRASSONI (SL), ITALIANI HANNO CAPITO È INSOSTENIBILE


“Gli italiani hanno capito che il nucleare è una falsa soluzione per la sicurezza energetica e un problema sicuro per la sicurezza delle persone e dell’ambiente” “I risultati presentati oggi dall’Eurispes sull’orientamento degli italiani rispetto alla reintroduzione del nucleare in Italia confermano che gli italiani hanno capito, nonostante le insostenibili proposte del Governo, che il nucleare non è una risposta. Negli ultimi 30 anni infatti non ha risolto né il problema della sicurezza energetica né quello della gestione delle scorie radioattive”. Lo dichiara Monica Frassoni, presidente del Verdi europei e capolista al nord ovest di Sinistra e Libertà commentando i dati del rapporto Italia 2009 dell’Eurispes.
Imbarcarsi nella costruzione di centrali nucleari di terza generazione, già vecchie oggi, al fine di coprire dopo il 2020 il 20% del fabbisogno di energia elettrica in Italia, spendendo decine di miliardi di euro, significa rinunciare a investire in energia pulita. Perché non ci sono le risorse per fare tutte e due le cose - ha aggiunto la Frassoni -. O si investe subito in rinnovabili e risparmio energetico, creando migliaia di lavori e imprese verdi; o si punta su 4 centrali nucleari attive fra venti anni, affidate a grosse imprese che lucrano sul denaro pubblico.
“La ricerca ha dimostrato come sia possibile coprire subito e a costi più contenuti una percentuale importante del fabbisogno investendo su case ben isolate, trasporti sostenibili e poco inquinanti, sulla riduzione dei carburanti fossili, sul sole e sul vento - ha concluso la Frassoni -. Questo è il grande cantiere del futuro, altro che atomo!”

Europa. Etichettatura energetica.

Strasburgo, 6 maggio 2009 Etichettatura energetica "Frassoni: i voti di ieri e di oggi sono quasi un successo completo per i consumatori"

Ieri è stato approvato il rapporto riguardo alla direttiva sull'etichettatura e informazioni uniformi relative ai prodotti in materia energetica. Mentre oggi è stata votata la proposta di nuove etichettature sull'efficienza energetica per quanto riguarda frigoriferi e televisori. In ambedue i casi il gruppo dei Verdi/Ale auspicava l'approvazione delle relazioni presentate volte a respingere le proposte della Commissione europea redatte sotto l'influenza delle aziende produttrici.
Monica Frassoni, capolista di Sinistra e Libertà per il Nord Ovest, e Presidente dei Verdi/ALE al Parlamento Europeo ha cosi commentato :
"La scala attuale da A a G (con le varie barrette colorate) è stata molto apprezzata dai consumatori e costituisce un successo dell'Unione europea che è stato ripreso in altri paesi. L'aggiornamento della scala è stato però ostacolato dalle industrie che si sono opposte per anni ad un aggiornamento dei valori di efficienza corrispondenti delle varie classi energetiche. Attualmente ci troviamo quindi nella ridicola situazione del 95% dei frigoriferi ricadenti in classe A (quella della migliore efficienza energetica) vanificando quindi l'utilità della scala.
"In questo contesto le associazioni dei consumatori e gli ambientalisti si sono coalizzati per un aggiornamento dei valori delle classi energetiche e quindi per indicare sull'etichetta oltre alla classe di appartenenza il periodo di validità della stessa. In modo da avere una scala che sia sempre in grado di indicare i prodotti realmente più efficaci al momento premiando i migliori prodotti e garantendo trasparenza ai consumatori."
"La scelta dell'industria è stata invece quella di nascondersi dietro l'alibi dell'interesse del consumatore per continuare a presentare tutti i loro prodotti in classe A."
"Per fortuna il voto del parlamento non ha ceduto alle pressioni dell'industria e i consumatori potranno scegliere tra prodotti chiaramente identificati dal meno efficace, G al più efficace A dal punto del consumo energetico."
"Riguardo invece al voto di oggi in materie di etichettatura di televisori e frigoriferi gli eurodeputati si sono espressi con una schiacciante maggioranza (intorno al 60%) in favore dell'aggiornamento della scala A-G. Questo significa che anche per i Televisori verrà introdotta un'etichettatura sull'efficienza energetica che verrà periodicamente aggiornata."
"La soddisfazione sarebbe completa" conclude l'eurodeputata "se nel voto per l'etichettatura dei frigoriferi non si fosse rimasti sotto la soglia dei 393 voti necessari per respingere definitivamente la proposta della Commissione. Ad ogni modo il messaggio del parlamento è stato molto chiaro ritengo quindi che la Commissione debba prevedere l'etichettatura A-G non solo per i TV, come prescritto dal voto di oggi, ma anche per quanto riguarda i frigoriferi onde evitare un'inutile ritardo in quello che in ogni modo sarà il modello di etichettatura da adottare[1]".

[1] Con il voto di ieri è stata adottata la seguente disposizione: "Le misure applicative attualmente in vigore, che sono state adottate prima dell'entrata in vigore della presente direttiva, debbono adeguarsi alle prescrizioni della presente direttiva... non oltre i sei mesi dall'entrate in vigore della direttiva".


mercoledì 6 maggio 2009

Europa. Ambiente: la prima vittima della Mafia.

ECOMAFIA: FRASSONI (SL), CHIEDERO’ A DIMAS DI SOSTENERE OSSERVATORIO ECOMAFIE
Rapporto Legambiente dimostra che ambiente è tra le vittime principali della criminalità organizzata.“I dati del rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente dimostrano che l’ambiente in Italia è tra le principali vittime di criminalità. L’elemento importante emerso, in questo periodo di ricostruzioni e di grandi investimenti al Nord, è che i reati ambientali sono prevalentemente concentrati nel Mezzogiorno ma che è al contempo in espansione la ‘conquista’ del Nord da parte della criminalità organizzata, che qui vi trova attività redditizie in cui riciclare il denaro”. Lo ha dichiarato Monica Frassoni, Capolista di Sinistra e Libertà nella circoscrizione nord-ovest e copresidente del Gruppo Verdi/ALE al Parlamento europeo, che aggiunge: “E’ per questa ragione che trovo assolutamente condivisibile, e da sostenere, la proposta del Procuratore Grasso di istituire un Osservatorio nazionale sulle ecomafie, in seno alla Direzione Nazionale Antimafia, perché solo con un approccio sistemico è possibile avviare strategie efficaci di contrasto”.
“Chiederò al Commissario Ue all’Ambiente Stavros Dimas di verificare la possibilità di sostenere questo progetto, anche se l'Unione Europea è stata in questi anni ancora troppo poco consapevole della gravità e della diffusione delle mafie in Europa ed è ancora troppo esitante nell'utilizzo degli strumenti a disposizione, dalle infrazioni, alle sanzioni economiche e al blocco dei fondi strutturali, al controllo dell'uso dei contributi europei - conclude la Frassoni - Questo sarà un grande cantiere per la prossima legislatura. Sinistra e Libertà si impegna a restare in prima fila in questa battaglia”.

giovedì 16 aprile 2009

Autostrada Tirrenica: DEVASTANTE!

Questo Giuseppe Scalera del PD deve aver imparato a leggere in questi giorni e si è imbattuto in un libro dove si spiega cosa distruggerà l'autostrada Tirrenica nel tratto Toscano.
Meglio tardi che mai, anche per cambiare partito...
mv


L’autostrada in Maremma

Tirrenica, dubbi nel Pdl: così è devastante
da il Tirreno 16 Aprile 2009

ROMA. Chiedere all’ufficio progettazione dell’Anas di verificare il tracciato dell’autostrada tirrenica alla luce delle considerazioni fatte da Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali sulla devastazione che ne verrebbe per il patrimonio archeologico nazionale e in particolare della Valle d’Oro nel cuore della Maremma: è la richiesta contenuta in un’interrogazione parlamentare ai ministri dei Beni culturali e dell’Ambiente presentata da un gruppo di deputati del Pdl, primo firmatario Giuseppe Scalera.
Carandini, nel libro “Paesaggi d’Etruria”, aveva scritto tra l’altro: «Considerando queste campagne e in particolare il loro cuore, rappresentato dalla Valle d’Oro, resto ancora oggi pieno di ammirazione per la sorte toccata a questa parte d’Italia risparmiata quasi d’incanto alla cementificazione». Carandini è uno dei massimi archeologi europei e proprio nella zona dove è previsto il passaggio dell’autostrada ha lavorato per molti anni.
Sulla concessione della Sat, la Società autostrada tirrenica, pende anche un’interrogazione del gruppo verde, prima firmataria Monica Frassoni presso la Commissione europea.
E nelle prossime settimane si esprimerà anche il Tribunale amministrativo del Lazio in seguito a un esposto che è stato presentato dal Codacons.

sabato 21 marzo 2009

Italia. Il governo strazia la Maddalena.


G8 della Maddalena: l’Ue “avverte” l’Italia per la Via
Frassoni: «il governo non potrà più far finta di nulla»


BRUXELLES. Ieri la Commissione europea ha deciso di inviare all’Italia un ultimo avvertimento scritto per l’adozione di una legge (ordinanza) in contrasto con le norme comunitarie che impongono di eseguire valutazioni dell’impatto ambientale per determinati progetti. L’ordinanza del governo Berlusconi istituisce un regime giuridico semplificato per le opere connesse alla riunione dei capi di Stato del G8 che si terrà sull’isola sarda della Maddalena e per quelle riguardanti le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia nel 2011.
«L’ordinanza prevede, in particolare – scrive l’Ue - la possibilità di dare inizio ai lavori prima del completamento delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale. In base alla normativa comunitaria, gli Stati membri devono provvedere affinché l’autorizzazione di progetti con un potenziale impatto significativo sull’ambiente e l’inizio dei lavori ad essi connessi siano subordinati a una valutazione dell’impatto ambientale. Una lettera di costituzione in mora è stata trasmessa alle autorità italiane nel giugno 2008. Essendo il regime giuridico istituito dall’ordinanza tuttora in contrasto con la pertinente normativa Ue ed essendo stato dato inizio ai lavori sull’isola della Maddalena prima del completamento delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale, la Commissione si appresta ad inviare all’Italia un parere motivato».
Secondo Monica Frassoni, presidente dei Verdi/Ale al Parlamento europeo, «La decisione della Commissione di inviare un secondo richiamo all´Italia si basa sul ricorso presentato nel marzo 2008 dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, e sostenute da due mie interrogazione alla Commissione Ue. In tutti questi mesi il governo italiano tramite, il dipartimento della protezione civile, ha trattato con sdegno i nostri ripetuti appelli per applicare correttamente la legislazione europea in campo ambientale nelle procedure connesse a quello che dovrebbe essere la vetrina delle capacità organizzative italiane. Incredibilmente il Dipartimento di protezione civile è giunto ad affermare che la Commissione europea aveva comunicato ufficialmente la piena regolarità dei lavori. Preoccupa quindi che non solo siano stati avviati degli imponenti lavori in un luogo unico e prezioso per bellezza e ricchezza naturalistica senza un´adeguata valutazione degli impatti ambientali, ma che il governo italiano non sia neanche in grado di capire se la Commissione stia proseguendo una procedura d´infrazione o meno. In conclusione se l´Italia vuole svolgere un ruolo di primo piano sulla scena mondiale farebbe bene ad applicare le normative e a tener in maggior conto le istituzioni europee. Spero che gli elettori si ricordino al momento del voto di giugno, per il rinnovo del Parlamento europeo, che si tratta di un luogo di importanti decisioni in cui i politici al tramonto e i personaggi dello spettacolo non hanno ragion d´essere».

Verdi. Green New Deal


ANSA (ECO) - 20/03/2009
CRISI: VERDI, PATTO ECONOMIA-ECOLOGIA PER RILANCIO E LAVORO
''Un matrimonio fra ecologia ed economia'' per uscire dalla crisi globale, creando nuova occupazione. E' la ricetta ''green new deal'' proposta dai Verdi europei che mette insieme ''la dimensione economica, sociale ed ambientale'', per creare lavoro e far uscire il vecchio continente dall'empasse economico, hanno spiegato la portavoce dei Verdi italiani, Grazia Francescato, ed il co-presidente del gruppo dei Verdi all'Europarlamento, Monica Frassoni, intervenendo ad un dibattito sulle prossime elezioni europee, moderato dal direttore dalla Rappresentanza in Italia dell'Ue, Pier Virgilio Dastoli.
Il ''green new deal'' - e' stato spiegato - si tradurrebbe in occupazione a livello europeo, riconvertendo l'economia in senso ecologico: ''investendo 500 miliardi di euro su efficienze energetiche, bio-edilizia e sull'agricoltura ecologica - ha detto la Francescato - si possono creare 5 milioni di posti di lavoro, rispettando le esigenze del protocollo di Kyoto'' e rilanciando l'attivita' economica per uscire dalla crisi. Durante il dibattito, le due esponenti dei Verdi hanno affrontato a 360 gradi i temi europei, a cominciare dalla presidenza della Commissione, per la quale vorrebbero trovare una convergenza con le forze di centro-siunistra sulla candidatura, all'allargamento dell'Unione, che nel caso di Romania e Bulgaria, ha portato a ''risultati negativi - ha detto la Frassoni - perche' le riforme non erano complete al momento dell'adesione''. E' quindi necessario evitare di ripetere questo errore per quei paesi che oggi bussano alle porte di Bruxelles, come gli stati baltici, la Croazia, la Turchia, ''la cui adesione e' da considerare auspicabile ma senza imporre accelerazioni''. L'immigrazione e' ''una opportunita' e non una minaccia'', ha poi spiegato la Francescato. (ANSA).

giovedì 10 aprile 2008

Europa. Rifiuti: priorità alla riduzione e al riciclaggio

Comunicato stampa di Roberto Musacchio e Monica Frassoni, eurodeputati di "La Sinistra / L'Arcobaleno", sul risultato dei voti in commissione Ambiente del PE sulla Direttiva Rifiuti.


"RIFIUTI: grazie alla nostra iniziativa, confermate col voto di oggi le priorità della riduzione e del riciclaggio"

Bruxelles, 08/04/08,
"Grazie anche alla nostra iniziativa, sono stati confermati e rafforzati i punti cardine della politica
europea per i rifiuti. Rispetto ai peggioramenti introdotti dal Consiglio al testo votato in prima
lettura dall'Europarlamento ci sono significative correzioni:

1) viene riconfermata con chiarezza la gerarchia nella politica dei rifiuti a partire dalla loro riduzione e riciclaggio;

2) vengono inseriti obiettivi di riduzione e di riciclaggio il quale arriva al 50% dei domestici e al 70% di quelli delle costruzioni e degli industriali;

3) vengono inseriti i rifiuti industriali tra quelli per cui valgono le regole della direttiva.

Non è positivo, e perciò ci siamo astenuti nel voto finale, che si inserisca l'incenerimento tra le altre pratiche di recupero, anche se subordinato a una formula di rendimento energetico, meccanismo che peraltro, su nostra richiesta, dovrà essere verificato nel tempo. Ricordiamo però che il recupero energetico può esserci solo dopo il riciclaggio e solo come una delle tante forme di recupero, non rappresenta produzione di energia rinnovabile (se non per la parte biodegradabile) e non è economicamente incentivabile".

giovedì 27 marzo 2008

Frassoni e Cohn Bendit: "La Ue boicotti la cerimonia d'apertura"

GRUPPO VERDI/ALE AL PARLAMENTO EUROPEO

COMUNICATO STAMPA Bruxelles, 26 marzo 2008

Frassoni e Cohn Bendit: "La Ue boicotti la cerimonia d'apertura"

Monica Frassoni e Daniel Cohn-Bendit, Co-Presidenti del Gruppo dei Verdi/ALE, si sono così espressi in merito all'opportunità o meno di boicottare i giochi olimpici cinesi che sarà al centro del dibattito di questo pomeriggio al Parlamento europeo:
"Come Verdi/ALE non crediamo che i giochi olimpici rappresentino solo un evento sportivo: essi devono poter rappresentare anche l'occasione per l'apertura di un dibattito e per migliorare in modo visibile la situazione dei diritti umani e della democrazia in Cina, anche in riferimento alla situazione del popolo tibetano e di altre minoranze etniche e religiose.
Occorre pensare alla possibilità di boicottare i giochi olimpici senza farne un tabù, perché sapere quali debbano essere le condizioni di libertà e democrazia perché un paese organizzi un simile evento è cosa che va al di là della questione cinese e della sua situazione in materia di diritti umani.
Quindi dobbiamo aprire il dibattito sul boicottaggio della cerimonia di apertura dei giochi olimpici da parte dei Capi di Stato, degli sportivi e dei giornalisti.
Inoltre occorre pensare ad azioni sostegno del popolo tibetano e di altre minoranze, così come abbiamo già fatto in passato con l'iniziativa de "il passaporto della libertà" per i dissidenti cinesi, per esempio indossando il nastro verde, come proposto dal portavoce degli atleti francesi, o una sciarpa arancione da parte di atleti, pubblico e stampa.
L'obiettivo di queste azioni deve essere quello di spingere il partito comunista cinese a fare dei passi concreti in direzione di un'apertura alla democrazia e al rispetto dei diritti umani o a rimpiangere di aver organizzato i giochi olimpici in condizioni non adeguate.
Non è accettabile che la Ue per vendere delle centrali nucleari o delle fabbriche di auto non dica nulla sulla situazione del popolo tibetano e dei dissidenti cinesi.
I Verdi/ALE chiedono alla Presidenza di turno slovena e alla futura presidenza francese di prendere l'iniziativa e boicottare, come Unione europea, la cerimonia di apertura."
In occasione del dibattito in aula nella giornata di oggi 26 marzo i deputati del gruppo Verdi/ALE indosserà le T-shirt di protesta prodotte da Reporters sans Frontières (RSF).

giovedì 28 febbraio 2008

L'ambientalismo nella campagna elettorale

Pubblichiamo di seguito un editoriale di Monica Frassoni, deputata verde al Parlamento Europeo e Presidente dello stesso gruppo parlamentare.

Municipio Verde

L'ambientalismo nella campagna elettorale

In questa campagna elettorale, c’è un tema che ritorna spesso e che ci riguarda direttamente. E’ la contrapposizione dell’ambientalismo del « fare » rispetto a quello del « non fare ». Il primo è quello dei responsabili e dei moderni, leggi il PD; il secondo è quello dei Verdi. L’ambientalismo del fare è il classico concetto veltroniano che include in sé tutto e il suo contrario; erge a metodo permanente il concetto del « dare un colpo al cerchio e uno alla botte ». Per carità, va benissimo. Penso che con il paese e i media che ci ritroviamo, allergici a ogni dibattito serio e di sostanza, è il meglio che Veltroni possa fare; francamente, Binetti e cementificatori a parte, se cosi facendo ci evita la beffa e il danno di rivedere Berlusconi a Palazzo Chigi, non mi lamento di certo.
Ma questo non significa che non dobbiamo reagire.
In questa campagna, anzi, spingere sull’inconsistenza pratica dell’ambientalismo del « fare » rispetto ai fatti concreti e argomentare pazientemente su tutte le proposte e alternative intorno alle quali diciamo alcuni no, può essere un modo efficace di strutturare la nostra campagna.
Io, come molti e fino a prova contraria, penso che nella testa dei suoi inventori l’ambientalismo del fare sia una riedizione patinata di un concetto di « modernità » stile anni ’50.
Quello delle infrastrutture che non importa siano utili, basta che siano grandi, veloci, maschie e soprattutto costose, quello che liquida le ragioni e la voglia di partecipare delle comunità locali con uno sprezzante rifiuto del « nimby », quello che si vergogna di avere votato contro il nucleare e continua a sottovalutare l'enorme occasione di innovazione che possono rappresentare l'ecoefficienza e le rinnovabili, quello che non si cura di continuare ad accumulare infrazioni alle leggi europee, quello che nello sfascio campano sa vedere solo le colpe di chi si è opposto a inceneritori fatti male o a discariche traboccanti di veleni e non quelle degli abusi di amministratori e imprenditori incompetenti o della camorra. Tutto questo ha naturalmente poco a che vedere con le battaglie dei Verdi e degli ecologisti, in Italia e in Europa. E' uno slogan che confonde le idee e mortifica il dibattito, un'ideologia indifferente al merito e alla complessità dei problemi che spinge nell'angolo tutti coloro che temono che questo cosiddetto ambientalismo del fare è quello che continuerà a dire sì alla cementificazione del territorio e alla progressiva riduzione dei paesaggi come quello di Spello in isolate macchie verdi in un territorio brutto, disordinato e inquinato.
Non è un caso che sul terreno della velocità, della ricchezza e della crescita senza limiti si perda per strada la vera priorità che in Europa fa ormai parte del dibattito politico quotidiano ma che in Italia non si trova nei 12 punti di Veltroni, non ha spazio nei talk show o nei sondaggi: la lotta ai cambiamenti climatici, la discussione su un modello di sviluppo che a partire da quella difficile sfida globale fa della sostenibilità il cuore di un messaggio « rivoluzionario », non mortificante per il cittadino e che non contrappone le classi , ma è allegro, nuovo e portatore di qualità e felicità.
In molti casi, anche i nostri amici della Sinistra Arcobaleno arrancano un po’ su questi temi. Fausto Bertinotti ci prova generosamente, ma quella non è la sua cultura né la sua priorità vera. Pensa, come molti dei suoi e qualcuno dei nostri, che dire « attenzione sparisce la Sinistra » oppure «bisogna evitare di finire con un sistema bipartitico come gli americani » (quando negli USA si sta svolgendo sui nostri temi una campagna appassionante che coinvolge milioni di persone) o ancora «la Sinistra l’Arcobaleno è più di un'allenza elettorale » possa davvero mobilitare gli elettori.
Fosse tutto così semplice sarebbe fantastico. Ma dai tempi dell’Unione Sovietica sappiamo che ciò che unisce lavoratori e imprenditori è la legittima volontà di disporre di abbastanza denaro e risorse; nell’Italia del XXI secolo la priorità dell’elettore medio, se non è più quella di essere come Berlusconi, è sicuramente quella di avere più reddito e migliori servizi, di pagare meno tasse e di sentirsi sicuri per strada, con buona pace di cambiamenti climatici ed emergenze ambientali che sono ancora visti in Italia come elementi totalmente secondari.
Io penso che mai come in questa campagna noi dobbiamo essere con i nostri alleati e con il PD a battere e a ribattere sui nostri temi e le nostre priorità. Non certo per un problema di identità o di conservazione del nostro partito sempre più malandato. Meglio, se fosse per questo, dedicarsi al panda. Ma perché, nonostante i nostri problemi e debolezze, e nonostante i solerti « ambientalisti del fare » siamo ancora soprattutto noi a portare nel dibattito il tema complicato e controverso dell’ambientalismo del « fare bene ». E senza un ambientalismo fatto bene c’è poco futuro per chiunque vinca le elezioni.

Monica Frassoni - Presidente Gruppo Verdi al Parlamento Europeo