TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

Visualizzazione post con etichetta immigrazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta immigrazione. Mostra tutti i post

mercoledì 10 giugno 2009

Immigrazione. Come un uomo sulla Terra.


Ciao, sono Fabio Bracci di SpazioPubblico,
per lunedì sera alle 21.15 al caffè del teatro insieme ad altre sette associazioni (vedi intestazione dell'invito allegato) abbiamo organizzato la proiezione di 'Come un uomo sulla terra', film documentario su ciò che accade nei campi di detenzione libici (informazioni sul film si trovano qui http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/).
La serata si inserisce nell'ambito della campagna 'Io non respingo' (http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/io-non-respingo-campagna-nazionale-dal.html), che da oggi al 20 giugno (giornata internazionale del rifugiato) vedrà svolgersi diverse iniziative in tutta Italia.
Sarà presente Gabriele Del Grande, promotore di Fortresseurope ed autore di 'Mamadou va a morire', reportage sulle rotte dei migranti nel Mediterraneo e consulente giornalistico del film-documentario.

Stati canaglia. Italia.

Sempre per la serie "pillole per la memoria" si può andare indietro nel tempo per rivedere l'atteggiamento dei governi italiani (centrodè e centrosinì parimenti) sulla questione degli stranieri irregolari e soprattutto del diritto di asilo di molti di essi che rispediti in patria fanno la fine del topo in trappola. E' un ripescaggio di un ripescaggio che ci fa saltare di tre in tre anni. MV


Tratto da Etnie.org
22 September 2006
Storie di ordinaria ingiustizia


Ciao a tutti,
cercando altre informazioni per la campagna per la chiusura dei cpt, ho
trovato questa “perla”:

Luglio 2003: Mohammad Said Al-Sahri cittadino Siriano espulso. “GOVERNO ITALIANO MORALMENTE CORRESPONSABILE MORTE DI AL SARI. L’ITALIA RISCHIA UNA CONDANNA DA PARTE DELLA CORTE DI STRASBURGO”
Morto sotto tortura. Tra bastonate e scosse elettriche, Mohammad Said Al-Sahri, l’ingegnere siriano espulso dall’Italia insieme alla moglie e ai quattro figli nel novembre scorso, sembra che sia stato ucciso. Ha incontrato il suo boia, in un carcere di sicurezza alle porte di Damasco, dove era detenuto da quando l’Italia lo ha rispedito nel suo paese, nonostante avesse richiesto l’asilo politico perchè perseguitato politico. A darne la notizia sono il Cir (Consiglio italiano per i rifugiati) e la famiglia che attualmente vive a Londra. «Abbiamo avuto la notizia da alcuni parenti che vivono a Damasco», dice Murhaf Lababidi, cognato di Mohammad (…).

(Sempre nel 2003 - tratto dal sito del Senato)
I Capigruppo dell’Ulivo in Senato Gavino Angius (Ds) e Willer Bordon (Margherita), hanno presentato oggi un’interrogazione al governo sulla vicenda del cittadino siriano Muhammad Al Sari, espulso dall’Italia “nonostante pendesse sulla sua testa una condanna a morte”. Il testo, sottoscritto da una trentina di senatori di tutti i gruppi dell’Ulivo e di Prc, parla di una “violazione delle norme sul diritto di asilo politico previste dalla nostra Costituzione e delle norme sui rifugiati politici. La vicenda è stata trattata con burocraticità e spregiudicatezza, sulla base degli indirizzi politici predisposti dalla
Bossi-Fini, secondo la quale dietro alle richieste di diritto di asilo si celerebbe un tentativo di aggirare il divieto di immigrazione clandestina”.
“Questa tragedia dimostra — spiegano i senatori — come sia quanto mai urgente rivedere la Bossi — Fini e dare attuazione, anche con una normativa apposita, al diritto di asilo”.
I firmatari chiedono anche “quali siano le considerazioni del governo in relazione al procedimento pendente presso la Corte di Strasburgo a carico dell’Italia per questa vicenda”.
Contemporaneamente, nel corso della commissione per i Diritti Umani di Palazzo Madama, i senatori dell’Ulivo, su iniziativa della senatrice Tana de Zulueta, hanno chiesto che il governo venga a riferire nella stessa sede sul mancato riconoscimento del diritto di asilo al cittadino siriano. Con una seconda interrogazione, i parlamentari chiedono “quali iniziative siano state effettivamente assunte dal governo italiano nel corso di questi mesi presso le autorità siriane per assicurare il rispetto dei diritti umani fondamentali nei confronti del signor Al Sari e della sua famiglia”.

Questo avveniva nel luglio del 2003. Oggi (2006 ndr) Amir rischia lo stesso destino.
Oggi al Governo ci sono gli stessi incoerenti che all’epoca presentarono l’interrogazione con accusa di violazione delle norme sul diritto di asilo politico. Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo. Quello che invece non è affatto superfluo, ma urgente e necessario a continuare questa battaglia per tutti gli “Amir” rinchiusi nei cpt, diffondendo queste notizie e informando la gente di cosa sono in realtà i cpt e quale destino attende chi vi è rinchiuso.
AMIR LIBERO!

mercoledì 3 giugno 2009

Toscana. Altro che legge caos!


Consiglio Regionale: legge immigrazione

Firenze 1 giugno ‘09

“E’ stata dipinta come una legge caos – ha dichiarato Mario Lupi, capogruppo Verdi in Regione Toscana nell’intervento in aula di Consiglio nel dibattito sulla proposta di legge 316 sull’immigrazione – si aprono le porte ai delinquenti, si vuole infondere paura e timore. Ma questa legge si rivolge soprattutto agli immigrati regolari, a coloro che vivono già nelle nostre case come badanti, nelle nostre aziende come operai, nelle nostre campagne come aiuto all’agricoltura, ecc…

L’elettorato toscano è pensante e consapevole e saprà capire lo spirito ed i contenuti veri della legge, ed avere in questa occasione dalla Toscana, così come è accaduto in altre vicende (vedi in campo energetico con il PIER) forse un segnale importante, che poteva essere colto anche dal centrodestra, ma che purtroppo ha preferito fare della discussione un momento della campagna elettorale in maniera strumentale e artificiosa.

In tutti gli interventi in aula del centrodestra – ha proseguito Lupi – è stato fatto riferimento a Berlusconi (meno male che Silvio c’è) ma Berlusconi non appartiene alla cultura toscana e non riuscirà a detoscanizzarci. Molti dei colleghi del centrodestra che parlano di legge scellerata, sono certo che si prodigherebbero per chiamare un veterinario per curare un cane mentre vogliono a fini elettorali speculare sulla politica e si opporrebbero alle cure di un essere umano, di una donna in carne ed ossa fatta di corpo ed anima e la lascerebbero morire per strada in nome di qualche voto in più, in nome di Silvio; e questa morirebbe per strada per paura di essere denunciata, di essere additata, e con ciò rappresenterebbe un grosso problema sia per lei che per i nostri concittadini toscani.

In questi giorni di Consiglio Regionale c’è stata una discussione molto dura, (sprezzante in alcuni interventi), nei confronti di esseri umani. E non voglio essere “buonista”come intendono farci passare i colleghi del centrodestra, cercando di farci apparire come coloro che si preoccupano degli immigrati irregolari a discapito dei cittadini italiani. La nostra storia, la nostra cultura è di tolleranza e di comprensione; sono convinto che i cittadini toscani che non hanno ancora affittato il loro cervello capiranno il senso vero di questa legge.
Siamo convinti – ha concluso Lupi – che la paura principale dei toscani non sia per gli immigrati regolari ma per la crisi economica che ridurrà il lavoro e che potrà venire a mancare.”.

lunedì 1 giugno 2009

Toscana. La nuova legge sugli immigrati.


Regione Toscana, sì ad assistenza sanitaria a clandestini

notizia Reuters





Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza, con il voto contrario del centrodestra, la nuova legge sull'immigrazione che prevede, tra l'altro, l'assistenza sanitaria per gli immigrati clandestini.

L'approvazione avvenuta dopo una discussione fiume durata tre sedute e oltre 30 ore per l'ostruzionismo del Pdl che al momento del voto uscito dall'aula, lasciando 4 consiglieri per evitare che la legge venisse approvata all'unanimità.
La legge sostiene che tutte le persone dimoranti nel territorio regionale, anche se prive di titolo di soggiorno, possono fruire degli interventi socio-assistenziali urgenti e indifferibili, necessari per garantire il rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti ad ogni persona in base alla Costituzione ed alle norme internazionali.
La legge toscana, che si muove in controtendenza rispetto alle disposizioni contenute nel disegno di legge del Governo in materia di immigrazione approvato recentemente alla Camera, prevede anche l'estensione del diritto di voto ai cittadini stranieri residenti, l'accesso alle graduatorie per l'edilizia popolare e al servizio civile per i giovani immigrati.
Il Pdl aveva presentato oltre 100 emendamenti con l'obiettivo di far slittare il voto a dopo le elezioni. La situazione è stata sbloccata da un "maxi-emendamento" della maggioranza, che ha vanificato quelli dell'opposizione, permettendo di arrivare all'approvazione finale.
Nel disegno di legge sulla sicurezza approvato nelle settimane scorse dalla Camera e ora all'esame del Senato, viene introdotto il reato di immigrazione clandestina, che esclude gli irregolari dai pubblici servizi, ad eccezione però di scuola e sanità.

sabato 30 maggio 2009

Clima/Migranti. Un'atroce necessità.

Clima: Legambiente, 6 Mln Profughi
In Fuga Da Cambiamenti


(ASCA) - Firenze, 30 mag - Nel mondo ci sono 37,4 milioni di profughi, di cui oltre la meta' in fuga da catastrofi naturali. Presto, secondo l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, 6 milioni di persone ogni anno saranno costrette a fuggire dai danni provocati dai cambiamenti climatici, ma per loro non varra' lo status di 'rifugiato'. Lo denuncia Legambiente, nel dossier 'Profughi ambientali', presentato nell'ambito di 'Terra Futura', la mostra sulle buone pratiche di sostenibilita' in corso alla Fortezza da Basso di Firenze. Leggendo il dossier si apprende che l'Unicef tra il 2005 e il 2007 ha risposto a 276 emergenze in 92 Paesi, oltre la meta' delle quali causate da calamita', il 30% da conflitti e il 19% da problemi sanitari. Inoltre, secondo i dati del programma Onu per lo sviluppo umano, oggi sono 344 milioni le persone a rischio di cicloni tropicali e 521 quelle a rischio di inondazioni. Le previsioni presentano un quadro drammatico: per l'Unicef nel 2010 50 milioni di persone soffriranno la fame a causa di emergenze umanitarie e climatiche e per l'Alto commissariato Onu per i rifugiati i cambiamenti climatici potrebbero costringere 6 milioni di persone all'anno a lasciare le loro case. Un dato che per il 2050 potrebbe arrivare all'astronomica cifra di 200/250 milioni di persone. ''Il fenomeno dei migranti e rifugiati per cause ambientali e' gia' oggi di notevole entita' e aumentera' in modo drastico - spiega Mautizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria di Legambiente -. Eppure non si riesce a dare un numero preciso di quanti siano al momento o a dare loro assistenza adeguata, perche' giuridicamente i rifugiati ambientali non esistono''. Le conseguenze dei cambiamenti climatici, rileva ancora il dossier di Legambiente, toccano anche l'Italia che negli ultimi 20 anni ha visto triplicare l'inaridimento del suolo. L'associazione stima che il 27% del territorio nazionale sia a rischio desertificazione con sette regioni particolarmente esposte: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

venerdì 29 maggio 2009

Immigrazione. Non ci portano via il lavoro.

da ILSOLE24ORE.COM
Gli immigrati non rappresentano un pericolo per il lavoro degli italiani
29 maggio 2009
Sono più giovani e meno istruiti. Sono necessari meccanismi di integrazione

L'aumento dei flussi migratori e la maggior partecipazione degli stranieri al mercato del lavoro non rappresenta un pericolo per i salari e le prospettive occupazionali dei lavoratori italiani. La Banca d'Italia nella sua relazione annuale dedica uno specifico capitolo all'analisi delle conseguenze dell'immigrazione. È più che raddoppiato tra il 2003 e il 2008 il numero di stranieri residenti in Italia, passato a 3,4 milioni di persone, circa il 6 per cento della popolazione. Nel confronto con i principali paesi europei, gli immigrati residenti in Italia rappresentano una quota più bassa di popolazione e sono più giovani e meno istruiti. Nel triennio 2005-07 l'età media della popolazione straniera regolarmente residente era pari a 38 anni, simile a quella registrata in Spagna e molto inferiore a quella, superiore ai 50 anni, riscontrabile in Germania e Francia. Poco meno della metà della popolazione straniera residente, di età compresa tra i 25 e i 55 anni, é in possesso al più di un titolo di istruzione corrispondente all'obbligo scolastico, quota che é superiore di circa 16 punti rispetto alla media dei paesi dell'Unione europea. Ma solo il 15% ha un titolo di studio di livello universitario, contro una media europea attorno al 36 per cento.
Necessari meccanismo di integrazione. La componente straniera, sottolinea la relazione di Palazzo Koch, «contribuirà in misura significativa a definire il livello e la qualità futuri del capitale umano che sarà disponibile in Italia». Ed è per questo che «se non accompagnata da meccanismi efficaci di integrazione, questa rapida espansione aumenterà il già ampio divario nella dotazione di capitale umano del nostro paese nel confronto internazionale, poiché la popolazione scolastica straniera registra significativi ritardi che si manifestano già nella scuola primaria e si ampliano ulteriormente nei livelli scolastici successivi».
Pagano meno imposte, ricevono meno prestazioni. Le differenze nella struttura socio economica e demografica tra gli italiani e gli stranieri, spiegano ancora gli economisti di Bankitalia, «determinano significativi divari nei flussi economici da e verso la finanza pubblica. Gli immigrati pagano proporzionalmente meno imposte e ricevono meno prestazioni per previdenza e sanità».

giovedì 28 maggio 2009

Immigrati/Diritti. Arrivano le Rondini.

Solidarieta' : ecco le ''Rondini''
''Ci vogliamo chiamare ''Rondini'' come gli uccelli migranti per eccellenza, – ha dichiarato Fabio Roggiolani, consigliere Verdi in Regione Toscana - quelli che senza frontiere vanno e vengono dal Sud al Nord del mondo. Un nome femminile perche' nessuno pensi che e' tornato il tempo dei servizi d'ordine o delle volanti rosse : noi siamo nonviolenti in tutto e per tutto; usiamo la conoscenza e il sorriso, ma abbiamo deciso di non restare chiusi. Le nostre sedi, i nostri luoghi, le nostre case non ci bastano piu' a comprendere la realta'; c'e' un mondo che sfrutta l'immigrazione clandestina per lavorare al nero senza alcuna protezione sociale. Le carrette del mare come i valichi di Gorizia portano esseri umani che sanno che da noi esiste un mercato del lavoro per clandestini gestito da clandestini. E' la nuova schiavitu' che andremo a scovare nei cantieri edili e nei luoghi nascosti per salvare gli immigrati e denunciare gli sfruttatori. Attiveremo un numero ''Sos giustizia'' di cui daremo notizia non appena avremo concordato con le istituzioni preposte come salvaguardare e proteggere chi fa le segnalazioni. Chiederemo al Ministero dell'Interno di garantire la non espulsione per chi denuncia gli sfruttatori e grazie anche alle leggi della nostra Regione, che il centrosinistra unito sta portando in approvazione nelle sedute del Consiglio Regionale, cercheremo di portare sollievo materiale e umano ai disperati. Non lasceremo in mano le nostre citta' a stupidi o peggio violenti che vogliono sostituirsi al ruolo delle forze dell'ordine e agli organi dello Stato. Tornare in strada – ha concluso Roggiolani – per imparare che il terrore seminato ogni giorno dai telegiornali delle grandi reti nazionali può essere curato con una nuova solidarieta' umana.''

sabato 23 maggio 2009

Prato verso le amministrative. Faccia a faccia per i giovani.

Anche La Nazione relaziona sull'incontro svoltosi a Officina Giovani. Punti salienti oltre alla cravatta di Cenni: immigrazione, legalità, crisi economica.
Visto che i giovani chiedono di essere inclusi nella politica, (e di partecipare) speriamo che dal dibattito sia emerso qualche contenuto interessante perchè a leggere dal giornale (noi non eravamo presenti) il piatto è sempre il solito riscaldato.
Altro che giovani!
mv




Faccia a faccia a «Officina» ‘Candidati, pensate ai giovani’

da La Nazione 23/5/'09

COME Berlusconi, che firmò il «patto con gli italiani», così sette dei nove candidati sindaco ieri pomeriggio hanno firmato il patto con il «Comitato autonomo pratese», che ha organizzato il primo incontro-scontro nella sede di Officina Giovani. Un patto con il quale, in caso elezione, si impegnano a coinvolgere maggiormente i giovani nelle scelte, nell’organizzazione di eventi e iniziative. Un modo, a detta del comitato, per «valorizzare il ruolo dei giovani, ancora troppo esclusi dalla politica e dalle scelte di Palazzo». A parte la firma del patto che ha movimentato il caldissimo pomeriggio agli ex macelli, il dibattito è scorso via senza grossi colpi di scena. Look disinvolto e informale per tutti i candidati, a parte Cenni l’unico a vestire la cravatta, tre minuti a testa per rispondere alle domande del Comitato e del pubblico che, oltre ad avere la facoltà di porre quesiti, poteva esprimere il proprio appoggio o meno per le risposte dei candidati alzando un cartellino verde in segno di condivisione, giallo intermedio e rosso come completa disapprovazione.
Ad aprire il dibattito, seguito da circa un centinaio di giovani rappresentativi di un po’ tutti gli schieramenti (dai leader di Azione giovani fino a Rifondazione), è stata la classica domanda sulla crisi seguita a ruota dal problema cinesi. Ad incassare i maggiori favori del pubblico sono state le proposte di avviare una seria integrazione tra italiani e orientali: tesi in parte bocciata da Cenni e Milone, che invece hanno parlato di combattere con strumenti più incisivi l’illegalità diffusa. E’ Fausto Barosco (Lista Beppe Grillo) a paventare il pericolo della mafia gialla, che secondo lui avrebbe messo radici a Prato a causa di responsabilità politiche che non sono state prese. Tra le proposte emerse, il cinese Wong ha chiesto di valorizzare la comunità orientale, mentre altri, sull’onda fiorentina, hanno proposto un assessorato alla partecipazione. Infine, c’è stato anche chi ha chiesto ai candidati sindaco di collaborare con la Guardia di finanza per contrastare il flusso di evasione, non della comunità cinese, ma degli imprenditori italiani.

venerdì 22 maggio 2009

Consiglio Regonale. Immigrati e integrzione partecipe.

Consiglio: Votazione sulla proposta di Legge n. 316: Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana

Firenze 21 maggio ‘09

“In merito alla discussione della proposta di legge n. 316 (Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana), all’esame dell’odierna seduta di Consiglio regionale non possiamo che rilevare e stigmatizzare l’atteggiamento palesemente ostruzionistico messo in atto dal centrodestra, che con la presentazione di emendamenti strumentali e l’utilizzo totale degli ampi tempi di intervento che il regolamento concede persegue lo scopo di non consentire l’approvazione dell’intero articolato nei tempi obbligatoriamente previsti per la conclusione dei lavori di seduta. La consapevolezza di tale situazione, unitamente alla ferma convinzione dell’importanza del provvedimento, che da piena attuazione alle previsioni statutarie - approvate dallo stesso centrodestra – in materia di “accoglienza solidale delle persone immigrate, secondo i principi del pluralismo delle culture, del reciproco rispetto e dell’integrazione sociale” (art. 4 comma 1 lettera ‘t’ dello statuto della Regione Toscana), motivano pertanto la scelta di rimandare il prosieguo della votazione del provvedimento alla prossima seduta di Consiglio in programma per il 27 di maggio, al fine di garantirne così l’approvazione. Una decisione, questa, assunta per non far sottostare alle strumentazioni illogiche e infondate del centrodestra un provvedimento che offrirà un fondamentale contributo alla costruzione in Toscana delle condizioni per il governo del fenomeno dell’immigrazione all’insegna di una maggiore sostenibilità e legalità, di una più forte solidarietà, di una reale diffusa tutela e garanzia dei diritti e dei doveri.


Alberto Monaci (PD) Monica Sgherri (PRC) Pieraldo Ciucchi (PS) Alessia Petraglia (SD) Mario Lupi (Verdi) Paolo Marini (PdCI) Marco Montemagni (Misto)

Prato verso le amministrative. RC su salute e immigrazione.

Un altro stralcio dal programma di Rifondazione Comunista per le amministrative di Prato. Due temi importantissimi. mv

SALUTE E SICUREZZA SOCIALE

I prossimi anni saranno attraversati da una pesante crisi sociale e ciò si ripercuoterà inevitabilmente anche nell’erogazione dei servizi e quelli maggiormente penalizzati, anche per la natura stessa del servizio, saranno la salute e la sicurezza sociale. I tagli che il Governo opererà non sono ancora quantificabili ma sono certi già i 5 miliardi sulla sanità e contemporaneamente il taglio di 20 miliardi agli Enti Locali nel settore sociale.
Il nostro primo obiettivo dovrà essere quello di non permettere alcun taglio a livello locale su un sistema che noi consideriamo universalistico. In questa direzione l’istituzione di un Fondo Regionale per la non autosufficienza è solo un primo passo in questa direzione, certamente non sufficiente ma senz’altro di controtendenza.
Le Società della salute, che avevano l’obiettivo dell’integrazione sociosanitaria,non hanno raggiunto lo scopo per cui erano nate, anzi si fa sempre più reale il rischio che le risorse finanziarie ed umane siano attratte più dalle strutture ospedaliere che dai distretti sul territorio.
Le Società della Salute, oltre ad essere guidate da Consigli di Amministrazione agiscono in piena autonomia; gli stessi piani attuativi sono redatte dalle stesse Società con un apporto pressoché nullo da parte dei Comuni che ne sono semplicemente informati. E’ necessario invece che i Comuni partecipino attivamente alla redazione dei Piani ed abbiano reali capacità di controllo e di verifica e di intervento attivo sulle prestazioni offerte.
Contemporaneamente prevedere laddove sono presenti la valorizzazione delle strutture di volontariato e dell’associazionismo per i servizi alla persona e all’infanzia.La sicurezza sociale a carico dell’ Amministrazione Comunale si rivolge solo verso i casi di forte disagio sociale, mentre in genere non vi è mai un monitoraggio tempestivo che permetta di riorganizzare il servizio e le risorse verso le nuove povertà. Aumentano e si diversificano i bisogni ma a queste novità non corrisponde un dinamismo dell’ Amministrazione Comunale.
Il PRC s’impegnerà per il rafforzamento degli uffici comunale previsti al sociale, perché dovrà essere proprio il Comune a stabilire una strategia d’intervento dato che le ASL troppo spesso si muovono in maniera burocratica e non intercettano ad esempio le nuove povertà.
Il PRC ritiene che il sociale e il sanitario siano diritti universali e che, in generale, non siano previste partecipazioni alla spesa da parte dei parenti degli utenti. Le risorse si possono avere dalla riorganizzazione della macchina comunale e destinarle al sostegno delle famiglie in difficoltà



IMMIGRAZIONE

Sulle questione della immigrazione in sede di stesura di un programma per il Comune e la Provincia bisogna dissipare un equivoco che è stato volutamente mantenuto in vita e strumentalizzato da chi ha associato spesso immigrazione e criminalità facendoci apposite campagne elettorali. Bisogna mettere in evidenza che la lotta all’immigrazione irregolare che è un aspetto del problema immigrazione perché non tutti sono clandestini,è un compito governativo, che deve rispettare normative europee e prevedere una concertazione con quei paesi da cui proviene l’immigrazione. Affermare cose diverse significa fare demagogia e in ultima istanza non lavorare efficacemente per contrastare la clandestinità come dimostrano ampiamente sia una linea fatta di sanatorie sia una politica semplicemente repressiva come dimostra anche l’ultimo ddl 733/09.
E’ comunque necessario sgomberare il campo da un equivoco culturale che emerge spesso nei dibattiti e nelle analisi che affrontano il tema dell’immigrazione:quella attuale è cosa del tutto diversa rispetto ai flussi migratori che hanno interessato la nostra città nei decenni passati.Diverse sono le modalità,diversi gli attori,diverse le dinamiche di insediamento nel contesto urbano,inoltre sostanzialmente modificato è il contesto socio economico.Aver affrontato queste nuove dinamiche secondo i vecchi schemi e soprattutto confidando che la città,nel suo insieme,dal tessuto urbanistico al contesto economico,assorbisse il fenomeno in maniera naturale, e che le cose quindi “ si sarebbero aggiustate da sole”,ha trasformato le problematiche in criticità ed ha consentito anche che si raggiungessero livelli
preoccupanti di contrasto sociale.
E’ la condizione di chi è immigrato/a che deve essere attentamente valutata e verificare cosa può fare un Comune.
La prima distinzione è quella che tiene conto del fatto se sono cittadini europei oppure no.L’altra valutazione importante consiste nel verificare coloro che tendono a rimanere e manifestano una volontà di radicamento sul nostro territorio con una prospettiva di stabilizzazione. Sul terreno dei diritti e dei doveri non ci sono distinzioni in quanto una società è tanto più civile quanto più sa garantire condizioni dignitose e pari opportunità per tutti mentre sulle politiche che l’istituzione Comune dovrà sviluppare bisogna saper individuare bene gli strumenti operativi.
Inoltre esistono immigrati che hanno un attività economica rilevante in grado di pesare all’interno del tessuto produttivo e questo è principalmente rivolto ad un esame della comunità cinese.
Occorre evidenziare,però,come la questione della presenza cinese,abbia in qualche modo alterato una corretta interpretazione dell’immigrazione;infatti le comunità straniere a Prato sono molte (Rumeni, Pakistani, Albanesi, Senegalesi ecc) ciascuna ha proprie caratteristiche specifiche e modalità di relazione che vanno attentamente analizzate senza sottovalutazioni di sorta.
E’ indubbio che sul problema immigrazione si condensano fattori che spingono a situazioni anomale e c’è chi cerca di lucrare su chi si trova in difficoltà perché sfidiamo chiunque a dire che la condizione di immigrato/a sia una situazione di felicità. Proprio in rapporto a quello che abbiamo detto sulla crisi economica a livello mondiale pensiamo che il flusso migratorio andrà ad aumentare e allora oggi più che mai bisogna saper governare i problemi e non esorcizzarli.
Bisogna altresì dire che il problema dell’integrazione non si può efficacemente risolvere se non si coinvolgono le stesse comunità perché nel momento che esse vengono coinvolte sarà più facile instaurare un dialogo.
L’integrazione nella comunità passa attraverso la partecipazione in prima persona su tutto ciò che la comunità esprime e propone.

Per questo è necessario che con criteri di rappresentanza il più credibili possibili si possa dare il diritto di voto nelle consultazioni elettorali.
Al Comune quindi dobbiamo chiedere di farsene promotore
Tutti hanno un problema iniziale di comunicazione. Sulla questione di una efficace integrazione dei migranti, gli enti locali possono dare un contributo notevole potenziando gli sportelli informativi e la mediazione culturale come strumenti per superare la difficoltà di impatto con una realtà che non conoscono. Proprio in base a quella differenziazione che è nei fatti affinché si possa favorire un reale processo di integrazione successivamente al loro arrivo per chi cerca una stabilizzazione definitiva
è necessario che il Comune si attivi presso i competenti organi governativi per favorire il ricongiungimento familiare che rende meno precaria la propria condizione e che promuova corsi di lingua per adulti.
Analizzare il problema dell’immigrazione extracomunitaria su Prato impone necessariamente una riflessione sull’immigrazione cinese che ha un’ influenza sul nostro tessuto economico-sociale non paragonabile ad le altre comunità.
Se non si analizzano le ragioni strutturali di questa immigrazione restiamo invischiati in polemiche sterili e fuorvianti che alimentano xenofobia, pregiudizi e razzismo vero e proprio.
La tendenza di questa comunità a riprodurre un proprio microcosmo, non è dovuta solo alla loro millenaria cultura e ai propri costumi ma è anche una forma di autodifesa. In questo tentativo L’integrazione di questa comunità è una scommessa per la quale bisogna investire risorse culturali e organizzative.
Bisogna denunciare con forza la condizione operaia dei lavoratori e delle lavoratrici cinesi che è caratterizzata da uno sfruttamento intensissimo e bestiale. La manodopera cinese lavora in condizioni di assenza di diritti sindacali,in luoghi spesso privi di garanzie igieniche ci fa capire come
non sia più rinviabile un impegno del Comune e della Provincia affinché le norme previste dal Testo Unico sulla Sicurezza D.lgs 81/08 (ex 626/94),la medicina del lavoro, e i diritti sindacali entrino con forza dentro questi luoghi.
Per questo tra la manodopera cinese e quella italiana c’è più vicinanza di quanto si possa credere, così pure tra gli imprenditori cinesi e quelli italiani.
La caratterizzazione e la distinzione di un gruppo sociale si stabilisce in base al ruolo sociale che esso svolge e non in base alla provenienza e alla etnia di appartenenza
Dal momento che parliamo giustamente di diritti dei lavoratori non possiamo fare discriminazioni. I diritti si estendono e non si riducono come avviene nei luoghi di produzione cinesi anche a causa di una specificità legata alla presenza di un’ immigrazione clandestina.
Bisogna dire che per gli imprenditori italiani, la manodopera cinese ha svolto una duplice funzione:da un lato ha garantito prezzi stracciati e consegne immediate e dall’altro ha funzionato da contenimento dei prezzi per la manodopera italiana. Un vero e proprio esercito salariale di riserva come si legge nei manuali di economia. Questo meccanismo però alla lunga ha determinato sempre più una penetrazione nell’economia cittadina e adesso una fuoruscita di massa dal contesto pratese ne determinerebbe un pesante contraccolpo.
Nel passaggio decisivo da profitto a rendita, una delle cause del declino del distretto tessile pratese, i cinesi hanno determinato la fortuna di chi ha ritenuto di cedere i propri laboratori,a volte fatiscenti, a prezzi esosi. Inoltre non producendo loro il tessuto ma utilizzando quello finito, la loro produzione ha permesso a imprenditori italiani di avere uno sbocco di mercato. Non è esagerato dire che ai fini della commercializzazione della produzione siano stati un elemento anticrisi. Giova inoltre ricordare che la comunità cinese non hanno né marchi propri né una loro struttura distributiva.
Indicarli pubblicamente come causa della crisi, come si fa quotidianamente anche sugli organi di stampa, e farci affari in privato è tuttora una pratica corrente e diffusa.
La questione cinese pone altri problemi che devono essere ricondotti alla carenza di leggi nazionali, alla legalità che in quanto tale deve osservata da tutti nessuno escluso.
Gli obbiettivi della prossima Amministrazione,dovranno a nostro avviso riaffermare in primo luogo Il rispetto della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, rifiutando di fatto i concetti di extra territorialità ,che hanno consentito che nella nostra città si consolidassero situazioni molto vicine alla schiavitù,che non avremmo mai accettato se si fosse trattato di nostri concittadini. Ci sentiamo di affermare che se tali diritti fossero stati difesi e attuati,probabilmente ciò avrebbe avuto conseguenze positive anche per il settore produttivo.
E’ inoltre necessario elaborare progetti e praticare percorsi “comuni”,che interessino non solo gli immigrati,ma tutti i cittadini,al fine di sviluppare e consolidare un comune senso di appartenenza ed una condivisa speranza per il futuro.
Altri campi di integrazione sono necessariamente:
La conoscenza della Lingua e della storia della Città.
La Scuola
Lo sviluppo delle Relazioni Internazionali che possono fare di Prato un importante Centro Interculturale e creare un clima più favorevole per le varie Comunità Nazionali.
Infine come candidati di Rifondazione Comunista :
Proponiamo il rilancio del Premio Letterario Prato ,dedicato atematiche che facciano riferimento all’integrazione fra i popoli.

Scuola. Di polizia.

IL CASO. La preside aveva messo all'indice alcuni studenti stranieri
Il Pd: rischi di denuncia dei futuri studenti maggiorenni è vicino anche senza riforma
Clandestini segnati sulla lavagna
in Parlamento il caso di Genova
di MASSIMO CALANDRI

GENOVA - Finisce in Parlamento il caso degli studenti di origine straniera segnalati sulla lavagna dalla preside perché in odore di "clandestinità". La senatrice Roberta Pinotti e la deputata Sabina Rossa hanno presentato un'interrogazione chiedendo al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini "precise spiegazioni e un intervento immediato". E stamani, dopo le rivelazioni di Repubblica, scatta in tre istituti genovesi l'ispezione ordinata dal provveditore agli studi del capoluogo ligure, Sara Pagano. Che spiega: "Sicuramente quella preside ha sbagliato. Non credo ci fosse discriminazione razziale, nel suo gesto. Voleva fare chiarezza sulla posizione di alcuni ragazzi che stanno diventando maggiorenni e che senza permesso di soggiorno rischiavano di non poter essere ammessi all'esame di maturità. Ma ha violato la privacy degli studenti".
Al di là del censurabile episodio, l'attenzione si concentra sul disegno di legge in materia di sicurezza e sul diritto-dovere delle istituzioni scolastiche di segnalare presunte situazioni di irregolarità di alunni stranieri o dei loro genitori. "Avevamo denunciato - dice Roberta Pinotti - che il disegno di legge, mantenendo il reato di immigrazione clandestina, avrebbe implicato la possibilità di denuncia da parte di presidi, insegnanti e medici. Purtroppo la possibilità sembra concretizzarsi ancora prima che il provvedimento diventi legge". Il pericolo è che gli studenti immigrati quasi maggiorenni scelgano di abbandonare la scuola. Decine di loro a Genova lo hanno già fatto, consapevoli che il percorso scolastico non verrà loro riconosciuto. "Qualcuno pensa davvero che spingere i ragazzi fuori dalla scuola sia un modo per aumentare la sicurezza dei cittadini italiani o di governare il fenomeno dell'immigrazione?", si chiede la Pinotti. Citando la recente denuncia del presidente Napolitano sulla retorica pubblica che incorpora accenti di intolleranza o xenofobia. "E' evidente che questo è il clima che la maggioranza e il governo stanno creando in questo Paese. Per questo chiediamo al ministro Gelmini di sapere cosa sta succedendo nelle scuole italiane e se sono state emanate disposizioni sugli studenti immigrati o di origine straniera. Vogliamo che queste pratiche siano immediatamente interrotte".

Anche secondo l'assessore regionale all'immigrazione, Enrico Vesco, "è evidente come questi siano i risultati delle pesantissime scelte politiche del governo in materia di immigrazione. Scelte talmente discriminatorie da indurre l'adozione di comportamenti inaccettabili in un mondo come quello scolastico, che in Liguria si è sempre distinto per grande sensibilità e impegno nell'integrazione dei minori stranieri". Un nuovo caso è stato raccontato ieri da Elisabeth, diciottenne di origine cilena che è riuscita in extremis ad ottenere un permesso di soggiorno per motivi di salute. Frequenterà così l'ultimo anno dell'istituto alberghiero Bergese. "Ma dopo la mia storia, la responsabile del corso ha preteso che i miei sette compagni di classe stranieri dimostrassero di poter ottenere il permesso, una volta maggiorenni".

(20 maggio 2009 Repubblica.it)

mercoledì 20 maggio 2009

Infanzia/Immigrazione. Chi fa la spia non è figlio di Maria...


Firmate l'Appello

all’obiezione di coscienza della scuola

alla denuncia dei bambini clandestini

noi educhiamo non denunciamo


http://www.firmiamo.it/noieduchiamoenondenunciamo

venerdì 15 maggio 2009

Sanità/Immigrazione. Prima ti curo e poi ti arresto.

Due articoli dallo stesso giornale da cui si evince che la Regione Toscana non negherà le cure ai clandestini, ma a quanto pare questo non ha a che fare con la faccenda della denuncia alla pubblica sicurezza degli stessi clandestini che vengono curati. Ne consegue che chi sa di poter essere denunciato non si farà curare.
mv


EMIGRAZIONE: PRIMO SI’ IN COMMISSIONE ALLA REGIONE Toscana controcorrente Cure mediche ai clandestini — FIRENZE —
ASSISTENZA SANITARIA e interventi urgenti anche ai clandestini. La Toscana, ancora una volta, va controcorrente. Mentre il governo respinge i barconi di chi tenta di sbarcare in Italia, la Commissione attività produttive del Consiglio regionale approva coi voti del centrosinistra (contrario il Pdl) una legge che andrà in aula il 19 maggio per il sì definitivo.
Nel testo si legge: «Tutte le persone dimoranti nel territorio regionale, anche se prive di titolo di soggiorno, possono fruire degli interventi socio-assistenziali, urgenti e indifferibili, necessari a garantire il rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti a ogni persona dalla Costituzione e dalle norme internazionali».
La proposta, ha spiegato il presidente della commissione, Vittorio Bugli (Pd), detta norme ispirate a principi di uguaglianza e pari opportunità per gli stranieri. Ma Alberto Magnolfi, capogruppo di Forza Italia-Pdl, si è scagliato contro: «Abbiamo espresso il nostro giudizio politico negativo. E siamo convinti che questa legge si scontri con sentenze della Corte Costituzionale. Confermiamo il voto contrario, che ripeteremo in aula, e siamo dell’idea che, nonostante le modifiche, frutto di un lavoro anche abile, non cambiano i fondamenti della legge, a nostro parere molto discutibili».
Soddisfatti, e convinti a difendere la legge fino in fondo, Luca Ciabatti di Rifondazione comunista e Alessia Petraglia di Sinistra Democratica. Col plauso di Gianni Salvadori, assessore alle Politiche sociali: «Mi riconosco in pieno nel testo che traduce la proposta della giunta senza contraddizioni».
E ora? E’ probabile che il governo ricorra alla Corte Costituzionale. Ma la Regione dovrà difendersi anche da cittadini contrari alla legge. Che da ieri hanno cominciato a inviare e-mail di protesta.
Sandro Bennucci la Nazione 14.05.09



Va a togliersi i punti Ma è clandestino: arrestato
E’ ANDATO IN ospedale a farsi togliere i punti ma alla fine è finito in galera. La polizia l’altro giorno si è portata al pronto soccorso su richiesta del personale sanitario per identificare un cinese senza documenti. Si trattava di Z. T. B., orientale di 22 anni e irregolare, già destinatario di precedenti provvedimenti di espulsione emessi dal prefetto e dal questore e non osservati. Pertanto, terminate le medicazioni, l’uomo è stato portato in questura e arrestato in flagranza di reato.
la Nazione 14.05.09

martedì 12 maggio 2009

Immigrazione. Novecento/America.

Ringraziamo Jackson Olol per la sua ricerca e per averci aiutato a ricordare. mv


"Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali". La relazione così prosegue: "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Il testo è tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912

Scuola/Prato. Sorpasso.

Ehilà! Si brinda!
Dopo aver appreso di questo primato, la domanda: cosa viene fatto di specificoe di forte per aiutare la scuola pratese ad accogliere questa popolazione di bambini stranieri? E' pronto l'esercito dei mediatori culturali, dei facilitatori, degli educatori, degli animatori, degli insegnanti che si occupino di integrazione e formazione?
Macchè. Ma non ci si può arrabbiare solo con quelle bestiole da soma dei leghisti. Sono responsabili anche i facenti parte del partitone che stracomanda qui in Toscana e che puntano a vincere le elezioni amministrative per restare altri cinque anni a giocare a conchino alle nostre spalle.
Davvero, ve lo diciamo con affetto: amici del PD, non siete all'altezza dei tempi difficili che stiamo attraversando. Chiudete bottega!
MV

Pubblicazione sugli stranieri Prato supera Milano nella maggiore incidenza di alunni stranieri
Nel 2006-2007 Milano era il capoluogo con la più alta incidenza di alunni stranieri (14,2%), ma dall'anno scorso questo primato è passato a Prato con il 15,2%.
Mantova si conferma la provincia che nel complesso ha la più alta densità straniera nelle scuola: era del 14% ed è passato al 15,4%.
Il territorio del Nord-Est, con l'Emilia Romagna (11,8%) in testa, si conferma come il territorio con maggiore presenza di alunni con cittadinanza non italiana con il 10,3% (un punto di aumento in percentuale in un solo anno).
Sono questi alcuni dei dati contenuti nella annuale pubblicazione del ministero dell'istruzione sugli alunni con cittadinanza non italiana presenti nelle scuole statali e non statali nell'anno scolastico 2007-2008.
Complessivamente risultavano presenti più di 574 mila alunni stranieri (6,4% sul totale della popolazione scolastica), di cui quasi 200 mila di seconda generazione, cioè nati in Italia. tuttoscuola.com martedì 12 maggio 2009

sabato 9 maggio 2009

Immigrazione. Fassino parla con l'elefante.

Quanti ricordi ci suscita Fassino, riportando alla memoria il governo Prodi e le sue prodezze! Comunque, anche se le sue parole non contano nulla, neppure per il suo partito, poteva risparmiarsi un commento non aderente ai fatti e decisamente non esatto.
mv


IMMIGRATI: FASSINO, LEGITTIMO RESPINGERLI A FRONTIERE
(AGI) - Roma, 8 mag. - "Il respingimento alle frontiere e' un'azione legittima di contrasto dell'immigrazione clandestina previsto da tutti i documenti dell'Unione Europea e dagli accordi internazionali, praticato anche durante il governo di centro sinistra". Lo ha dichiarato Piero Fassino (Pd) durante la trasmissione 'Parliamo con l'Elefante' condotta da Giuliano Ferrara su Radio 24 commentando la decisione del ministro Maroni di respingere le imbarcazioni dei clandestini. "Il tema e' delicato quando il respingimento avviene in mare - ha aggiunto Fassino - perche' il diritto internazionale prevede il soccorso di chi e' in difficolta' e non e' sempre facile individuare da dove le imbarcazioni sono partite". Interrogato da Ferrara sulla condanna dell'Onu, Fassino ha riconosciuto che le contestazioni sono legittime "in linea di principio", perche' prima del respingimento bisognerebbe identificare tutti gli emigranti e distinguere quelli che hanno diritto a chiedere l'asilo politico, ma nella pratica si tratterebbe di una procedura "molto complessa e molto difficile da gestire".

venerdì 8 maggio 2009

Immigrazione. Violazione del diritto internazionale.

Comunicato Stampa - Bruxelles, 8 maggio 2009

Diritti umani
Frassoni: "Gi eurodeputati di Sinistra e Libertà sollecitano le istituzioni europee ad intervenire di fronte alla violazione del diritto internazionale ed europeo commessa dall'Italia respingendo in Libia 227 persone"
Monica Frassoni, capolista di Sinistra e Libertà per il Nord Ovest, e Presidente dei Verdi/ALE al Parlamento Europeo annuncia che gli eurodeputati di Sinistra e Libertà hanno sollecitato i coordinatori di tutti i gruppi politici del Parlamento europeo nonché il Presidente della Commissione Libertà civili (LIBE) Deprez ad attivarsi presso il Commissario Barrot, responsabile della Direzione Generale giustizia libertà, e sicurezza della Commissione europea, perché venga fatta un'analisi urgente dell'operato del Governo italiano in merito alla vicenda delle 227 persone respinte verso la Libia e della rispondenza di tale atto con il diritto comunitario. Gli eurodeputati di Sinistra e Libertà propongono quindi di convocare d'urgenza, sulla base della risposta della Commissione UE, una riunione straordinaria della commissione LIBE. Risulta infatti evidente che quanto accaduto è del tutto al di fuori del diritto internazionale ed europeo. L'Europa non può stare zitta di fronte a violazioni di questo tipo.

Immigrazione. Apartheid milanese.

Si profila, per caso, una destra frequentabile o la situazione è così triste che persino Fini rifulge di luce nuova?
mv
Metrò Per Soli Milanesi, Fini: ''Proposta Offende Costituzione e Dignità Persone''

Milano, 8 mag. (Adnkronos) - Il presidente della Camera Gianfranco Fini censura senza appello la proposta del deputato leghista milanese Matteo Salvini di riservare dei vagoni della metropolitana ai residenti del capoluogo lombardo.
''Basta leggere la Costituzione, una proposta come quella che è stata fatta - ha detto Fini - è offensiva della Costituzione e della dignità delle persone''.

Immigrazione. L'avanguardia della disumanità.

Alessandro Dal Lago

il Manifesto 6.5.2009
Aggressione all'umanità, siamo all'avanguardia


Quando qualcuno, affamato, malato o bisognoso, bussa alla nostra porta, dovrebbe scattare un imperativo primordiale al soccorso. Questo almeno sostengono le mitologie religiose. L’umanità, prima ancora di un’astrazione filosofica, è l’espressione di questo riflesso. Anche se non crediamo al diritto naturale e tanto meno alla retorica dei diritti umani, soprattutto nell’epoca delle guerre umanitarie, sappiamo che il limite minimo della comune condizione umana è definito da quell’imperativo. Rinviando i barconi dei migranti in Libia, il governo italiano ha deciso di rinunciare di fatto e di diritto a qualsiasi minima considerazione umana. O meglio: ha stabilito che la cittadinanza, italiana o occidentale che sia, è il requisito indispensabile perché qualcuno sia trattato da essere umano. E dunque che abbia diritto a vivere, a essere curato e trattato come una persona.Tra i migranti respinti senza nemmeno mettere piede sul nostro sacro suolo ci sono persone in fuga dalla guerra, dagli stermini e dalla fame. Impedendo loro persino di chiedere asilo e riconsegnandoli ai porti d’imbarco, l’Italia li condanna alla detenzione, alle angherie e, come è già documentato da anni, alla morte. Così nel nome della difesa paranoica della nostra purezza territoriale che accomuna la maggioranza di destra e parti consistenti dell’opposizione, noi rispediamo nel nulla i nostri fratelli, uomini, donne e bambini. Proprio come, a diecimila chilometri di distanza, in nome della nostra sicurezza, le nostre pallottole uccidono i bambini e le nostre bombe cancellano dalla faccia della terra cento civili in un colpo solo.A questo punto, non c’è nemmeno bisogno di insistere nelle analisi. Il quadro appare chiaro. Dentro la nostra fortezza, norme discriminatorie, che si appoggiano a una cultura trionfante della delazione pubblica e privata, tengono in riga, nell’ombra e nello sfruttamento, gli stranieri di cui abbiamo bisogno. Fuori, c’è l’espulsione preliminare, concordata con la Libia. Curiosi ricorsi storici: i nostri ex colonizzati, a suo tempo decimati e rinchiusi nei campi di concentramento di Graziani, si incaricano, in cambio di soldi, contratti e autostrade, di respingere e internare i profughi e gli affamati di un continente. Qui le leggi razziali, rispolverate da qualcuno, non c’entrano proprio. C’è invece quella linea, profonda come la faglia di Sant’Andrea, che separa il mondo sviluppato dal resto della terra. In un romanzo di Saramago, la penisola iberica si staccava dall’Europa. Ma ora è questa che scava un fossato incolmabile con la povertà esterna; la Lega è la punta estrema e paranoica di questa cultura del respingimento. E in Italia, ventre d’occidente, non valgono nemmeno le finzioni umanitarie di burocrati e giuristi europei. Qui da noi, mentre la stampa si affanna intorno ai casi privati del padrone, tutto è divenuto possibile. Ma ci si sbaglierebbe a credere che la nostra sia un’eccezione. Dopotutto, il fascismo è nato in una pianura tra le Alpi e gli Appennini. Oggi, l’Italia è l’avanguardia di un’aggressione all’umanità.

giovedì 7 maggio 2009

Immigrazione. Go home!

Un momento storico... è vero, speriamo che sia breve, oltre che storico.
mv


Respinti in Libia migranti presi in mare, Onu preoccupata


Notizia Reuters

Tre barconi con a bordo clandestini provenienti dalle coste libiche, intercettati ieri dalle motovedette italiane, sono giunti questa mattina nel porto di Tripoli.


Un'operazione che il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha definito "storica" e frutto dell'intensa attività diplomatica con la Libia in materia di immigrazione, mentre l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite (Unhcr) e l'ong Medici Senza Frontiere (Msf) hanno commentato con preoccupazione.
"Per la prima volta nella storia siamo riusciti a rimandare direttamente in Libia i clandestini che abbiamo trovato ieri in mare su tre barconi. Fino ad adesso dovevamo prenderli, identificarli, mandarli nelle nazioni di origine...per la prima volta la Libia ha accettato di prendere cittadini extracomunitari che non sono libici ma che sono partiti dalle coste della Libia", ha detto oggi il ministro Maroni intervenendo a una trasmissione tv, confermando l'attracco dei tre barconi con 227 migranti a bordo, scortati dalle motovedette italiane.
"Abbiamo lavorato per un anno intero. (Si tratta di) un risultato storico e mi auguro prosegua così questo comportamento leale della Libia nei nostri confronti", ha detto Maroni, aggiungendo che il merito "è degli accordi fatti e dell'intensa attività diplomatica".
IL VIMINALE: "NESSUNA VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE"
Maroni ha annunciato poi in una conferenza stampa che il respingimento in Libia dei clandestini partiti dalle sue coste e soccorsi in acque non italiane sarà d'ora in poi la regola e che questo non costituisce alcuna violazione del diritto internazionale.
"Il respingimento dei clandestini prima che mettano piede nel territorio italiano prescinde dai motivi per cui questi sono venuti", ha detto Maroni rispondendo a una domanda se le azioni di ieri notte non violassero i diritti dei richiedenti asilo politico, tanto più che sono stati riportati nel porto di Tripoli a bordo di navi italiane.
"Tutto si è svolto in modo conforme ai trattati internazionali. Con il respingimento al di fuori delle acque italiane, l'asilo non può essere una preoccupazione del nostro governo".
"Gli immigrati respinti torneranno in Libia e lì le organizzazioni presenti verificheranno se ci sono richieste di asilo".
Il ministro ha aggiunto che, nel quadro degli accordi stipulati con Tripoli, il 14 maggio partiranno da Gaeta sei motovedette italiane destinate al pattugliamento congiunto delle coste libiche per prevenire il traffico di clandestini.
Queste navi batteranno bandiera libica e avranno a bordo "personale operativo libico affiancato da addestratori italiani".

PREOCCUPAZIONI DI ONU E MSF

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha però espresso "grave preoccupazione" per la sorte dei migranti, soccorsi nella zona marittima SAR (Search and Rescue) di competenza maltese "e ricondotti in Libia senza un'adeguata valutazione delle loro possibili necessità di protezione internazionale", come è scritto in un comunicato dell'Unhcr.
L'agenzia dell'Onu ritiene infatti probabile che fra le persone respinte "ci siano individui bisognosi di protezione internazionale".
"Questo incidente mostra un radicale mutamento nelle politiche migratorie del governo italiano e rappresenta fonte di grave preoccupazione", ha detto l'Alto Commissario António Guterres nel comunicato. "L'Unhcr esprime profondo rammarico per la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato lo svolgersi di questo episodio".
Critiche sul rimpatrio di migranti provenienti dalla Libia sono venute anche dall'ong Msf.
"Per noi il fatto che 227 persone siano state rimpatriate forzatamente in Libia non è un risultato storico, dal nostro punto di vista è un fatto che dovrebbe essere duramente condannato come è già avvenuto in precedenza", ha commentato Loris De Filippi, direttore di Msf Italia, sottolineando che la Libia è un Paese che "non riconosce la convenzione di Ginevra".
"Vogliamo capire dal governo italiano se questo è il nuovo trend, perché se lo è, è molto preoccupante", ha aggiunto De Filippi.
Intanto, la polizia ha reso noto oggi che nel 2008 sono stati "effettivamente allontanati" 24.234 immigrati irregolari e 8.340 sono stati riammessi nei Paesi di provenienza, mentre sono stati organizzati 38 voli charter per i rimpatri.
Affrontando la questione dei rapporti con Malta in materia di immigrazione, Maroni ha auspicato una maggiore collaborazione del governo della Valletta.
"Noi siamo andati oltre 600 volte a recuperare migranti in acque maltesi. Ho deciso che da ora in avanti ciò che è compito nostro lo faremo e ciò che non lo è non lo faremo".
Malta contesta la versione italiana dicendo che il diritto internazionale a cui si è vincolata prevede che gli immigrati vadano portati nel porto più vicino, che nella maggior parte dei casi è quello di Lampedusa.
Il mese scorso Italia e Malta sono state protagoniste di un braccio di ferro per accogliere i 140 migranti salvati nel Mediterraneo dalla nave turca Pinar, in un impasse che ha visto i due Paesi rimpallarsi la responsabilità fino a quando l'Italia non si è detta disponibile a farli sbarcare in Sicilia.