TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

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giovedì 21 maggio 2009

Toscana. Un bene abusato: Biutiful Cauntri

Sabato 23 MAGGIO, ore 18,00
Centro Civico Circoscrizione Prato Centro (g. c.)
via dell'Accademia, 42
PRATO

IL NOSTRO TERRITORIO, UN BENE COMUNE ABUSATO.
Appunti a margine del documentario-denuncia
"BIUTIFUL CAUNTRI"
di

Calabria, D'Ambrosio, Ruggiero.

Intervengono:
Federico Gasperini, Responsabile Commissione Acqua Legambiente Toscana
Ecosistemi fluviali: un'altra gestione è possibile
Alessio Ciacci, Assessore all'Ambiene del Comune di Capannori (LU)
Rifiuti zero: a Capannori il futuro è adesso

Siete invitati a partecipare.

Per informazioni: acquabenecomuneprato@alice.it


Fabiana Fabbri
per il
Comitato Acqua Bene Comune Prato

venerdì 15 maggio 2009

Diossina. Petizione popolare.

Vi informiamo che Beppe Grillo sarà a Prato

domani 16 Maggio ore 17:30 in piazza del Comune,
contestualmente alla sua presenza noi chiederemo di firmare una
Petizione Popolare
che chiede provvedimenti urgenti ai Sindaci del Comune di Prato e del Comune di Montemurlo in risposta dell’EMERGENZA DIOSSINE NEGLI ALIMENTI prodotti nelle aree di ricaduta degli inceneritori di Prato (Baciacavallo) e di Montale/Montemurlo. Coordinamento Comitati Piana Fi-Po-Pt

giovedì 14 maggio 2009

Prato verso le amministrative. La retorica sulle donne.

mailaperilbenecomune@libero.it
LA (SOLITA) RETORICA SULLE DONNE

In questi ultimi giorni, sui giornali e blog pratesi, alcuni candidati si fanno vanto di aver inserito donne nelle proprie liste, o di fare politiche a favore delle donne o, più teneramente, delle 'mamme'.
Da anni si sentono gli stessi discorsi a ogni campagna elettorale. Da anni nulla cambia; anzi, a ogni tornata elettorale si vedono sempre meno donne nella politica, a dispetto di tutti gli slogan, di tutte le promesse. Le cosiddette ‘quote-rosa’ sono rispettate solo sulla carta, poco incide la legge sulla prassi quotidiana.
In Italia seguire la politica, così come oggi è impostata, è un’attività impraticabile per una donna se non è appoggiata, aiutata nel lavoro casalingo, che spetta a lei, e solo a lei.
La donna non può fare politica se non è benestante, innanzi tutto.
Nella vita quotidiana la maggior parte delle donne si trova svantaggiata, in particolar modo in famiglia, dove si carica di un lavoro costante e silenzioso. Questo è il 'non detto' di ogni famiglia italiana e che nessun candidato 'femminista' può dire.
In questo senso il maschio italiano non è europeo.
Il maschio italiano è indifferente alle questioni pratiche delle casa. Alla cura dei familiari, dei vecchi, delle persone.
Poco e nulla è stato fatto in questi anni; oggi, mediamente, i ragazzi sono ancor più ‘tradizionalisti’ nei loro comportamenti dei nonni e in casa delegano alle sorelle, se le hanno, o alle mamme.
Certo, più aiuti e strutture (asili nido, sostegno economico, ecc.) sono essenziali, ma non basta.
Bisogna affrontare seriamente le discriminazioni di genere; bisogna che venga inserito ‘altro’ nella politica che facciamo che dia man forte alla trasformazione, al cambiamento.
Che si affronti la questioni dal di dentro, non solo esternamente.
Non accetto che si parli così furbescamente in materia femminile per fini elettorali. In sostanza la donna è ancora oggi, in moltissimi casi, 'lo schiavo' della famiglia, a cui non è corrisposto alcun compenso, sui cui si fa affidamento, che si 'sfrutta.'
Signori uomini, signori candidati, di questo non parlate!
Dico no a quegli uomini che, ancora una volta - come sempre! -parlano artatamente di noi.
Spero che la mia candidatura - la prima donna candidato sindaco a Prato - sia uno spunto di riflessione e un incitamento per le donne a pensare un cambiamento sostanziale e una maggiore partecipazione nella vita politica; spero che continuino ad aiutarmi in questo faticoso percorso per una politica diversa.

Maila Ermini Lista civica
PER IL BENE COMUNE

sabato 9 maggio 2009

Prato verso le amministrative. Maila Ermini e il Bene Comune.


Conferenza Stampa
PER IL BENE COMUNE - PRATO -

Maila Ermini, candidato sindaco per la lista civica nazionale PER IL BENE COMUNE, terrà la prima conferenza stampa dal titolo Perché scendo in campo.
Introdurrà Emanuele Catarzi. Saranno presenti anche Monia Benini presidente della lista civica nazionale PBC e Fernando Rossi ex senatore .

Lunedì 11 maggio, ore 14, presso il caffè artistico libreria
Aspettando Hemingway
( via del Carmine, 15, Prato)


PROGRAMMA
Introduzione di Emanuele Catarzi

MAILA ERMINI CANDIDATO SINDACO :
“ Perché scendo in campo ”


PARTECIPANO
Monia Benini ( Presidente Nazionale di Per il Bene Comune )
Fernando Rossi ( Ex Senatore )

www.perilbenecomune.org
www.perilbenecomune/blogspot.com
contatti Prato
perilbenecomuneprato@libero.it
http://perilbenecomune-prato.blogspot.com/

martedì 5 maggio 2009

Infanzia. Nidi: la stretta.

I tagli al personale, le restrizioni sulle supplenze... tutte cose già viste nella scuola, che adesso arrivano agli asili nido comunali. Una patata bollente per l'amministrazione che cerca di bypassare il sindacato seminando sconforto e malumore fra gli operatori.

Un servizio di primaria importanza, quello dei nidi, che richiederebbe una sana riorganizzazione e un notevole potenziamento. Così non sarà ancora per molto tempo. mv


da la Nazione del 05/05/09
Asili nido, educatrici in rivolta e sindacati divisi
«IL COMUNE di Prato vuole un servizio di baby sitter, non di educatrici».

Michele Boccardi, della Cisl, sintetizza così il malessere delle insegnanti (o educatrici) degli asili nido che sono sul piede di guerra contro i tagli dell’utilizzo delle supplenze, ma soprattutto contro «il metodo di convocare le lavoratrici per discutere di materie strettamente di competenza sindacale, come l’organizzazione del lavoro». Una questione che vede i sindacati piuttosto disuniti, ognuna delle tre organizzazioni che fa assemblee per conto suo, la Uil che proclama lo stato di agitazione contro «l’insostenibile gestione degli asilini nido comunali» e le «gravi violazioni degli accordi sindacali decentrati e contrattuali», mentre la Cisl attacca il Comune, ma polemizza anche con la Uil per l’iniziativa solitaria. «Manca un coordinamento — tuona Giancarlo Morini della Cisl nel corso di un’assemblea delle iscritte al suo sindacato — l’amministrazione comunale gioca a dividere i lavoratori e le organizzazioni sindacali, non solo in questo settore, ma in tutta la macchina comunale». Nell’assemblea emerge tutto il malcontento delle educatrici di fronte a una riorganizzazione del lavoro che molte non gradiscono. «Alcune di noi — racconta un’educatrice — sono state chiamate e ci hanno detto che c’è stato un eccessivo utilizzo delle supplenti nei mesi scorsi e che se manca una collega non bisogna subito ricorrere alla supplente, ma verificare prima il numero dei bambini di quel giorno, sostenendo che noi dobbiamo essere flessibili e passare da bambini più piccoli a bambini più grandi a seconda delle esigenze». Il punto è quello del mantenimento del rapporto tra bambini e personale educatore stabilito dale norme (6 a 1 per i più piccoli, 9 a 1 per i più grandi) che secondo le educatrici della Cisl finisce per essere puntualmente sballato da questo tipo di morganizzazione. «Come facciamo a sapere fino alle 9 e mezza quanti saranno i bambini quel giorno? E solo a quel punto è possibile chiamare la supplente? Questo è assurdo», dice un’altra insegnante. «Il punto vero — aggiunge Boccardi — è che è sbagliato il concetto di calcolare il rapporto tra bambini ed educatrici sulla media delle presenze, invece che sulle iscrizioni come sarebbe giusto». Al di là delle questionoi specifiche, dall’assemblea delle educatrici Cisl arriva una forte richiesta di chiarezza: «Non possono darci indicazioni a voce, o farci pressioni su criteri che non stanno scritti da nessuna parte — aggiunge un’educatrice — vogliamo che mettano tutto nero su bianco». Stessa sottolineatura da parte di Morini: «Devono esserci cose scritte e, comunque, non è ammissibile convocare direttamente le lavoratrici su questioni come l’organizzazione del lavoro senza sentire i sindacati».Anche Luciano Memcacci, segretario della Cgil Fp, nella sua nota insiste su questo: «L’amministrazione comunale dovrà comunicare ai lavoratori del settore, di ruolo e supplente, nel rispetto del diritto amministrativo, le disposizioni di servizio tramite appositi ordini scritti e notificati e non “scaricare” sul personale amministrativo le tensioni ele inefficienze dell’assessorato».
R.D.P.

mercoledì 22 aprile 2009

Archeoambiente. Ora basta.

Che vergogna. Oggi si legge sui giornali che la Provincia di Prato spende 80 mila Euro per la carta archeologica realizzata dalla Soprintendenza, e non riesce a trovare 20 mila euro per tagliare la sterpaglia che domina la città etrusca sul Bisenzio. Lo farà l’Interporto. Anche la cura dei reperti uscirà dal cappello magico dell’Interporto.
Insomma, si creano ancora servitù e intrecci, come se non bastassero quelli che finora sono stati creati, fra Interporto, Soprintendenza, Comune e Provincia.
La signora Poggesi, Ispettrice, che mai è stata vista alle nostre numerose proiezioni su Gonfienti muore e Gonfienti è morta, video determinanti per il dibattito in corso e che da mesi segnalano alla pubblica opinione l'attuale stato della città etrusca, addirittura contempla "sempre di più l'ipotesi di un "insabbiamento" della città etrusca per non dover rimettere mano ogni anno alla spesa di 20 mila euro di manutenzione dell'erba", quando è noto che associazioni competenti lo avrebbero fatto volontariamente.
So che recentemente, in un consesso archeologico internazionale a Bonn, e lo so perché leggo il tedesco, la signora Poggesi si fa vanto della città antica, parlando di tutt’altro che di sabbia da buttare sulla NOSTRA città.
Per questo dubbio uso che viene fatto di un bene collettivo, chiedo le dimissioni della Ispettrice con delega per il Territorio di Prato della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, Gabriella Poggesi, ormai evidentemente incapace di gestire ciò a cui è preposta.
E’ l’ora di far sapere anche a Bonn cosa veramente succede a Prato.

Maila Ermini
Lista civica Per il Bene Comune

venerdì 17 aprile 2009

Parco della Piana. La Terra di Mezzo e il Regno del Nulla.

Ieri sera mi sono recato, per interesse personale e del Verde Municipio, alla presentazione del progetto del Parco della Piana, svoltosi alla Circoscrizione Sud, in occasione di un consiglio aperto alla cittadinanza.

La mia delusione è stata grandissima. Tralascerò di fare la cronaca e di elencare gli interventi.
L'incontro era organizzato nello stesso modo dei precedenti a cui abbiamo assistito: una presentazione da parte del prof. Morisi, garante della partecipazione, proiezione del documentario illustrativo, interventi del pubblico, repliche dello stesso Morisi.
All'inizio ero stupito del fatto che a fine legislatura, il consiglio di quartiere avesse sostenuto questo sforzo inusuale di convocarsi su un simile tema, impegnativo e poco interessante per il comune elettore. Poi, quando alle 22,40 i consiglieri, riscosso il gettone, si sono ridotti alla metà, ho riposto i miei entusiasmi e sono ritornato alla realtà: consiglieri assenti o annoiati, pubblico composto da quindici persone compreso me. Probabilmente la buona volontà era scaturita da motivi di coinvolgimento personale o familiare della presidente Peris (Arci e Slow food fanno parte del Forum del parco agricolo )
Ma incredibilmente, la seduta di ieri è stata molto più chiarificatrice delle precedenti e, seppure a fatica, il professore, emissario dell'assessore Conti, stimolato dalle domande, ha potuto fornire risposte dirette e dal contenuto disarmante.
Proverò a riassumere in queste righe che cosa ho capito.
La porzione di territorio intercomunale denominata Parco della Piana dovrebbe essere una zona verde con: un aeroporto, almeno due inceneritori, discariche, un interporto, l'autostrada e molte altre infrastrutture.
Vi si potrà costruire quanto si è già stabilito, più quello che può venire fuori dal meccanismo della perequazione applicato dai singoli comuni ai piani strutturali. Tutto ciò con l'aiuto del piano casa, obbrobrio governativo ora nelle mani della stessa Regione. Le infrastrutture che ci sono rimangono e possono essere potenziate e ampliate. Non vi sarà alcun divieto di caccia. Non vi saranno altre particolari limitazioni ai prelievi dall'ambiente naturale nè ad altre attività umane, agricole o manifatturiere. Neppure per direzionare la produzione agricola che deve essere attivata al suo interno. Nessun interesse è stato espresso per il terzo paesaggio, cioè per i terreni incolti, necessari al mantenimento della biodiversità.
Vi saranno delle infrastrutture definite leggere, come una rete ciclabile turistico ricreativa e alcuni edifici che dovranno funzionare da centri direzionali del parco.
Nient'altro.
Anzi no, ci saranno i cartelli che indicheranno che ci si trova nel parco della Piana (cosa perfettamente inutile se non vi è nessun richiamo a comportamenti particolari).
In altre parole il parco non esiste, è un colossale bluff inventato dall'assessore Conti per adagiare su un manto di seta tonnellate e tonnellate di cemento, tenendo impegnati gli ambientalisti su vaghe promesse di conservazione del verde. Ma neppure di conservazione si è parlato ieri sera: Morisi ha parlato di sviluppo, di infrastutture, di assenza di divieti.
Ieri sera il garante si è espresso proprio come Riccardo Conti, cioè ha fatto capire che non sarà certo il parco a fermare lo sfruttamento in atto e la violenza su natura e beni culturali.
Si è parlato ipocritamente delle Cascine di Tavola, della città Etrusca di Gonfienti e di altri tesori assassinati da queste amministrazioni, senza accennare minimamente a ciò che si dovrebbe fare per recuperarli.
Ieri si è fatta decisamente chiarezza e si è delineato un nuovo campo di azione e di resistenza in difesa del territorio.
Il parco è soltanto un escamotage, ordito allo scopo di aumentare il valore degli immobili e di attirare finanziamenti europei. Detto questo, abbiamo deciso di rimuovere il link del progetto di partecipazione e di lasciare il professor Morisi nelle mani del suo mandante.
Ovviamente non mancheremo di essere presenti ai prossimi incontri per contribuire a smascherare questa ennesima bidonata targata Martini e co.
Riccardo Buonaiuti per Municipio Verde

venerdì 20 marzo 2009

Comunicato stampa. La lezione di Montale

Gli ultimi rilievi fatti nella zona circostante l'inceneritore di Montale che, lo ricordiamo, si trova a due passi dai Comuni di Prato e Montemurlo, hanno evidenziato un'importante presenza di diossina e di altre sostanze inquinanti, negli animali prelevati nella zona. Il rapporto ufficiale che interpreta i dati, fornito dalle autorità competenti, ci appare a dir poco preoccupante ma non solo per i tassi di veleni depositati in animali destinati all'alimentazione, - cosa che purtroppo non ci stupisce - ma soprattutto per la solerzia con cui esso scagiona l'impianto di incenerimento dei rifiuti, ipotizzando altre non identificate cause di inquinamento ambientale.
La realtà però non la si può sempre facilmente coprire se non cadendo nell'assurdo e nella manipolazione: l'inceneritore di Montale è un impianto vecchio e insicuro che ha già avuto i suoi periodi di chiusura per il livello di emissioni velenose che distribuiva su tutto il territorio e che nonostante ciò, si vuole forzatamente tenere in piedi e anzi raddoppiare. Dalla sua riapertura, la situazione non è migliorata e pensiamo che i metodi con cui si monitora l'impianto non siano adeguati.
La scadenza elettorale si avvicina e chi intende competere per amministrare le città e la Piana si trova di fronte a una scelta. La prima possibilità è quella di continuare una politica dei rifiuti basata sull'incenerimento, condannando l'ambiente a ricevere subdoli e letali veleni per accontentare gruppi industriali e piccoli potentati locali.
La seconda è invece quella di puntare sul riciclo, sul riuso, sulla riduzione a monte degli imballaggi e su tutte le tecnologie senza combustione che sono già a disposizione.
E' il momento di cambiare registro e di dimostrare ai cittadini che non si intende né vendere né negoziare la salute.
Questa è la vera sfida di questo tempo difficile: costruire un limite politico, netto e invalicabile a difesa del bene comune. E l'addio agli inceneritori è una parte importante di questa sfida.

Municipio Verde