TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

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lunedì 15 giugno 2009

Prato. Ogni tanto bisogna dare un'innaffiatina!

Oggi sono due gli articoli degni di questo nome sui giornali locali.

Il primo è quello di Maria Lardara sul Tirreno, in cui impariamo qualcosa sulla brutta storia delle Cascine di Tavola, e non si va per il sottile con il potere costituito (non nel senso che si costituisce alla polizia, o almeno non ancora purtroppo).
Il secondo è sulla Nazione, di Leonardo Montaleni e ve lo riassumo io perchè la rassegna stampa elettronica a pagamento non funziona (a' ridatece i sordi!).
Si tratta del caso di oltre cento alberi morti stecchiti perchè piantumati da Asm (criminal service in Prato) e poi abbandonati, dimenticando di fare il collegamento dell'impianto di irrigazione. Il crimine si è svolto in quel di S.Giorgio a Colonica dove la signora Curcio, miss Ambiente della Giunta del saprofago Romagnoli, ha fatto finta di ripiantare dei sostituti degli alberi abbattuti nella città densa.
Intanto il gaudente Benigni ( non il comico del PD ma il presidente più pagato da tutte le Tia e Tarsu d'Italia), si trastulla sulla sua poltrona di plastica riciclata nella sede della municipalizzata più potente, dopo il Consiag, e nessuno gli va a dire, a lui e a quel simpaticone del direttore generale, che i 70.000 euro buttati via con questa intelligentissima operazione di malgoverno del territorio, li dovrebbe ripagare lui mettendo la mano grassoccia nella gonfia tasca del suo retroporto.
Sarà difficile persino per la destra pratese (intelligenze allo sbaraglio) trovare, nel caso di vittoria al ballottaggio, qualcuno più orgogliosamente decerebrato di loro.
Finito il riassunto.
La zia Alma

domenica 14 giugno 2009

Criminali in libertà. La dottoressa morte.


Assassinio volontario

Ma non si vergogna!
Anzi trova sempre nuove occasioni per continuare sulla sua strada fallimentare!

Lei e la sua banda di amici e parenti degli amici hanno ucciso il partito dei Verdi.
Se la vedete in giro ricordategli che è responsabile di questo orrore politico e storico.
MV

giovedì 11 giugno 2009

Prato. Ballottaggio (risposta a MV)

Riceviamo da un gruppo di cittadini del centro storico (non seguono firme), e volentieri pubblichiamo.
Senza avere la pretesa di rispondere adeguatamente con un commento, faccio presente che la posizione espressa nella lettera è identica a quella di tanti nostri amici che militano in Sinistra e Libertà.
Questi compagni hanno scelto da subito di sostenere il Partito Democratico nel progetto di ricomposizione del suo potere pluto-masson-cattolico, affidato di malavoglia alle cure del buon Carlesi.
Lo fanno con sincera convinzione, ci mettono la faccia e il nome, le energie personali e il tempo e pensano che sia il loro primo dovere arginare il Male, incarnato dalla destra mefitica.
Noi abbiamo denunciato con altrettanta forza e con il nostro lavoro, la balla di Cenni uomo libero e ragionevole, fuori dalle ideologie e autonomo da partiti e banche. Abbiamo anche fatto una piccola inchiesta sulle cattive amicizie della Sasch e, da quando esiste questo blog, ogni mattina abbiamo attaccato senza riserve gli industriali e le loro strategie e analisi, quelle esplicite e quelle subdole e nascoste.
Ma dal primo istante in cui si è parlato di elezioni, abbiamo dichiarato un progetto politico. Molto semplice. Far crescere una forza autonoma, ecologista e umanista che proponga davvero un'ipotesi di cambiamento.
Questo processo nel nostro paese ha avuto negli ultimi anni un nemico giurato: il Partito Democratico.
Il caso vuole che sia lo stesso partito che ha seppellito la città etrusca, ha innescato una corsa al consumo di territorio, non ha sviluppato una politica adeguata dell'accoglienza per gli stranieri, si alimenta nel potere delle aziende municipalizzate, mantiene una casta di funzionari potenti e vanitosi e...
Io comunque invito gli scriventi ad iscriversi a sinistra e libertà e a dare una mano a quei compagni che tanto si impegnano ad imbellettare il cadavere...
Riccardo Buonaiuti


In risposta al testo di Municipio Verde del 10 giugno 2009 sul ballottaggio alle amministrative


Caro MV,

non capiamo come non si possa dire semplicemente che il Cenni vince a Prato perché corrisponde ad un movimento di opinione europeo e a un movimento di interessi locali. Un movimento di opinione che invece di sentire disgusto e sofferenza e dubbio, approva ed è soddisfatto di veder respinti in mare 250 ragazzi africani verso i carceri della Libia (senza neanche farli salire a bordo di una nave per controllare le loro provenienze) e senza percepire l’eroismo e la dimensione umana della loro disperazione. Un movimento di opinione che converge con l’interesse di certi industriali pratesi di mantenere (non di conquistare) uno spazio d’azione e di partecipare ad affari utili, assai utili soprattutto ora che (quasi) non si può più costruire sui vecchi magazzini. Il desiderio di cambiamento di una parte dell’elettorato dà un aiuto, ma non avrebbe avuto esito se non vi fosse chi questo desiderio cerca di strumentalizzarlo e di sollecitarlo, se non vi fosse chi si propone rimanendo nell’ombra, nascondendo le sue vere intenzioni. Se si dicessero queste semplici cose, semplici e obiettive, nessuno che ama la democrazia dovrebbe aver dubbi su come comportarsi quanto al voto del 21 giugno.

Lo slogan elettorale del Cenni dice infatti il contrario della realtà: si dovrebbe votare per lui per non cambiare affatto! Perché nei sessant’anni di politica pratese le responsabilità sono sì della classe dirigente che stava in via Frascati, ma anche di quegli industriali che hanno sempre ottenuto tutto quello che volevano: l’acqua, quando il Bisenzio cambiava colore, a seconda delle esigenze del così detto mercato libero; gli indici di fabbricabilità quando l’accondiscendenza di alcuni consentiva ad altri di costruire secondo le esigenze del così detto mercato. Gli attori di questa politica e i loro eredi rimarranno in campo, se Cenni vince, operando magari un adeguamento nell’iniziativa di alcuni gruppi industriali, nel senso che dopo aver per tanti anni guadagnato godendo di impunità ecologica e costruendo residenze integrate con servizi, ora guadagneranno con la partecipazione più diretta ai meccanismi istituzionali e alle ex-municipalizzate dei servizi e dell’energia.

E’ vero che si potrebbe fare l’elenco delle cose che non vanno nel programma del Carlesi, ma con il Carlesi sindaco un interlocutore è presente, un interlocutore che non è l’icona di gruppi non del tutto evidenti. Con lui non si contratta sul potere alla vigilia del ballottaggio, ma con lui si potrà discutere sui contenuti della politica, se venisse eletto. E non ci pare che valga la pena ostacolarlo. Con i nostri sensi di colpa per-non-aver-cambiato-il-mondo e i conseguenti rifugi utopici, noi rischiamo di pregiudicare anche quel piccolissimo cambiamento che il Carlesi può rappresentare. Lo si può aiutare continuando a pensare a un altro ordine del mondo, soprattutto se lo si aiuta senza attendere alcun contraccambio. Non sostenendo il Carlesi noi rischiamo invece di agevolare un personaggio obiettivamente non chiaro, affidandogli di organizzare la città e i servizi energetici che le servono.

Cenni è obiettivamente non chiaro, perché tale è chi si dice disponibile ad accordi con gli esperti leader di Rifondazione e insieme ha al suo interno forze che si riferiscono alla destra più estrema; è non chiaro chi non si impegna su nessun punto programmatico, chiedendo semplicemente fiducia per la sua persona, persona obiettivamente abbastanza difficile da decifrare, dato che fino ad ora (giustamente) impegnata soprattutto a fare procedere i propri affari di industriale (affari che appunto hanno bisogno di riservatezza per raggiungere il loro successo nella dura-vita-moderna); non chiaro è chi si presenta come signorino elegante del tutto indipendente da gruppi di potere, in una situazione in cui i poteri sono precisamente in gioco e con un passato nel quale con i poteri ha dovuto per l’appunto confrontarsi.

Crediamo che sia un dovere della cultura politica di sinistra cercare di essere concreti. E’ una questione di stile. Siamo in un momento in cui non si riesce a capire come in una parte importante dell’opinione pubblica l’evidenza delle cose non si affermi. Non si afferma neanche l’evidenza che il prevalere delle Destre comporta gravi danni per molti degli stessi che le votano; non si afferma l’evidente assurdità delle parole d’ordine che la Destra fa circolare. Si crede nel merito senza rendersi conto che è proprio la subcultura dei dirigenti che dovrebbero sancire il merito ad aver dato un grosso contributo a portare il Paese in una situazione catastrofica. Si ascolta il capo degli industriali come se rappresentasse la luce nelle tenebre, dopo che gli industriali italiani si sono distinti in un incredibile susseguirsi di disastri. Passano pochi mesi e nessuno ricorda più l’affare FIAT, dove non si capisce come alcune banche abbiano potuto sanare un debito colossale senza garanzie; l’affare Parmalat, dove la totale irresponsabilità ha governato l’operare dell’azienda; l’affare Telecom, bancarottiere e spione; l’affare Alitalia truffaldino, l’affare Malpensa; l’affare Mediaset ecc. ecc. ecc. e ancora ecc., e ancora si crede negli industriali promotori della civiltà e intanto si attacca il pubblico impiego, che è quello dal cui lavoro provengono le risorse per costituire ammortizzatori sociali, di cui gli industriali si approfittano per agevolare il loro disimpegno produttivo. Si desidera sicurezza e si dimentica l’insicurezza tragica delle condizioni del lavoro e si è soddisfatti per soluzioni che (a parte il disgusto che dovrebbero generare in una democrazia), in realtà minano la sicurezza pubblica gravemente, come l’istituzioni di ronde, come l’allontanamento degli emigrati dai servizi sanitari e scolastici, con tutti i rischi che queste esclusioni comportano, per l’anima e per il corpo dei presunti rassicurati. Si chiede una scuola libera e si pongono le premesse perché l’ingresso all’Università sia condizionato nelle classi meno agiate dalla necessità di stipulare un mutuo (per le banche bisognose) e si favoriscono processi che portano il governo delle Università in mano ai partiti e ai gruppi di potere locali e grazie ai quali i suoi beni immobili potranno transitare nelle casse di quei gruppi di cui si parlava prima (mentre i debiti delle Università saranno pagati dallo Stato, come quelli di Alitalia). E non è che queste siano parole da anarchici e da comunisti, e anche sappiamo bene che il PD di ieri e di oggi non è una soluzione soddisfacente, incapace com’è di impostare anche solo una politica sulle autorità di garanzia. Diciamo solo che se vince Cenni (e anche, sigh!, se vince l’Attucci) per Prato è peggio. E non mi pare che ci si possa prendere il lusso di disinteressarsi al meno peggio. E Muncipio Verde farebbe meglio a dirlo chiaro e tondo.

Un gruppo di residenti di Prato Centro

lunedì 18 maggio 2009

Editoriale. Municipio Verde, Grillo e le elezioni.

In seguito ai commenti scaturiti dal comizio di Beppe Grillo a Prato, vorrei chiarire alcune cose.

Prima di tutto ricordo ai lettori e partecipanti al blog che il gruppo politico Municipio Verde non partecipa alle elezioni amministrative.
Viceversa sono nella competizione elettorale la lista Per il bene Comune, la Lista a Cinque stelle di Beppe Grillo e Sinistra Rossoverde.
Lo ribadiamo affinchè si comprenda che, nonostante la candidatura di Lanfranco Nosi in quest' ultima formazione, l'associazione resta indipendente.
Abbiamo espresso in molti modi, scritti e orali, la nostra simpatia per i contenuti e le persone di tutti e tre questi raggruppamenti che, per onorare la ragione, il buon senso o lo "gnegnero" che dir si voglia, avrebbero dovuto presentarsi insieme (e anche con altri) alle elezioni.
Ma mentre questi gruppi lavorano, e si spera per un buon risultato elettorale, noi continueremo a criticare gli aspetti che non ci piacciono e le cose su cui non siamo d'accordo e lasceremo liberi i redattori di evidenziare le loro perplessità .
Su Beppe Grillo, ribadisco quello che il blog ha sempre sostenuto.
Il movimento nazionale da lui animato è molto simile a una chiesa americana di uno di quei reverendi che predicano in televisione. E' affascinante ma anche un po' inquietante come fenomeno di questa strana democrazia italiana. Diciamo che fa il paio con Berlusconi in quanto ad anomalia politica.
Nello stesso tempo abbiamo sempre seguito i contenuti del Metup, visto che per la maggior parte sono gli stessi della nostra tradizione ecologista dai primi anni ottanta. Meno interessante reputiamo l'apparentamento con il giustizialismo dell'Italia dei Valori.
Ma quello che Kritias faceva notare nel suo commento, era che il reverendo Grillo, dando un senso nazionale al suo movimento, ha probabilmente fondato un partito. Solo questo.
Questo non vuol dire che non ci piacciano Barosco, Fedi e compagni... Anzi.

Piuttosto non ci si dovrebbe offendere se le critiche arrivano a colpire qualche punto debole o forniscono un'interpretazione un po' poco amichevole. Si tratta di dibattito politico.
Riguardo a Municipio Verde bisogna anche sottolineare che noi cerchiamo di dare spazio a tutti i soggetti fin qui citati, sempre che lo desiderino, ma non intendiamo prendere da nessuno lezioni di spirito unitario. Abbiamo già scritto su questo argomento. Se qualcuno lo risolleva nei nostri confronti saremo costretti a rispondere in modo circostanziato e approfondito.
Per MV
Riccardo Buonaiuti

mercoledì 22 aprile 2009

Archeambiente. Res horrenda relatu.

Leggendo gli articoli di stampa che danno notizia della pubblicazione di una Carta Archeologica della Provincia, veniamo investiti da una serie di irritanti vagheggiamenti, imprecisioni, coperture, disorientamenti e destabilizzazioni, volti a confondere le idee a chi negli ultimi anni ha cercato di seguire la tragica storia del sito etrusco di Gonfienti.
E se qualcuno è riuscito davvero a capire il percorso decennale che ha portato alla scoperta della città sul Bisenzio, fino alla sua definitiva sparizione, trova veramente insopportabile che nessuno, neppure i giornalisti, provi a mettere in fila i fatti senza perderne metà per la strada e che invece si dia credito alle dichiarazione di dipendenti del ministero dei beni culturali e delle amministrazioni locali, senza fare, o farsi mai una domanda che faccia riferimento a quanto è successo in passato e perchè e come si è giunti a un tale livello di degrado, incuria e di incredibile spreco di risorse.
Quando un articolista esperto e informato della storia del sito negato, lascia che una dichiarazione come quella che segue, passi come normale, senza una controdomanda, almeno un "perchè?", egli contribuisce senza pietà alla condanna a morte dell'archeologia pratese.
«L’esperienza di Gonfienti – dice Poggesi – ci ha insegnato ad agire con prudenza. Se negli anni ’80, alle prime scoperte, ci fosse stato uno strumento come la Carta, i progetti avrebbero potuto andare avanti anche allora, evitando ‘dolori’ inimmaginabili a tutti i livelli».
Una morte, fortemente e convintamente voluta dal funzionariato archeologico e dalle autorità locali di comune e provincia.
Noi, in compagnia di tanti uomini e donne innamorati della cultura, della storia e della nostra città, che hanno continuato per anni e anni a sacrificare il loro tempo libero, le loro energie e il loro denaro, per cercare di proteggere dall'oblio questo inestimabile tesoro ancora in gran parte nascosto fra il Bisenzio e la Calvana, non accetteremo che si possa dare ad intendere ai cittadini che bastava un censimento scritto dei luoghi delle presenze etrusche perchè andasse tutto diversamente.
Ma che vuol dire?
Ci viene il dubbio che le archeoburocrati implicate abbiano scansato Gonfienti perchè non vi erano pubblicazioni finanziate dalla Provincia, atte a dar loro la richiesta notorietà. O no?
A nome del Verde Municipio
Riccardo Buonaiuti

sabato 18 aprile 2009

Inquinamento. Baciacavallo e i polli alla diossina.


Al caffè delle Logge, una ricca conferenza stampa dei Comitati e dei gruppi politici contro gli inceneritori, ha tenuto in ascolto per un' ora i giornalisti convenuti, cittadini interessati e comuni passanti.
L'occasione - l'ennesima per questo combattivo schieramento civico che comprende, oltre ai Comitati della Piana (Casale in testa come sempre), anche il nostro MV, i cosiddetti grillini e l'associazione Per la Sinistra - era lo scandalo dei dati sulla diossina presenti negli animali da cortile allevati nel circondario dell'inceneritore di Baciacavallo, nella zona sud di Prato. I dati, piuttosto sconcertanti, vicini ai valori dei famosi maiali irlandesi di cui tanto si è parlato, sono venuti fuori quasi per caso, quando, campionando varie zone come termini di paragone per scagionare l'inceneritore di Montale (PT), si è visto che l'unica zona messa altrettanto male, era quella circostante l'impianto di smaltimento dei fanghi industriali.
In altre parole, senza volerlo, le autorità di controllo hanno smascherato una situazione molto grave che però, in assenza delle denunce dei comitati, sarebbe passata sotto silenzio, come una cosa normale. Anzi sarebbe servita per far passare come ordinario inquinamento anche quello di Montale.
L'ottima esposizione, chiara e puntuale, di Gianfranco Ciulli, potete sostituirla con la lettura del documento che segue.
MUNICIPIO VERDE


Polli alla diossina anche a Prato
La ASL tace, ma se ne parla anche in Europa
I comitati cittadini pratesi, chiederanno l'intervento dei ministeri della Salute e dell'Agricoltura, si rivolgeranno alla Procura di Prato, e chiederanno che la Comunità Europea dia seguito alla interrogazione che l’Eurodeputato Umberto Guidoni ha presentato sui polli alla diossina trovati in allevamenti fra Prato, Montemurlo e nella provincia di Pistoia.
E’ strabiliante ma soprattutto tragico che della diossina trovata in dosi elevatissime nei polli allevati e mangiati a Prato, se ne parli in Europa, ma non se ne parli a Prato.
La diossina nei polli pratesi si è trovata per puro caso, grazie (si fa per dire) alle indagini sugli alimenti che la ASL di Pistoia, insieme a quella di Prato che le ha seguite per la parte di competenza territoriale, ha fatto per verificare se e quanto l’inceneritore di Montale abbia inquinato gli alimenti: carne, uova, latte ecc,.
Le indagini sono state fatte a seguito delle pressanti richieste di comitati e popolazione, preoccupate per la salute, dopo i ripetuti superamenti dei limiti di emissione (di quasi 7 volte) delle diossine da parte dell’inceneritore di Montale, situazione che si protratta per mesi e ha esposto la popolazione a massicce dosi di cancerogeni certi.
Da queste indagini ( se pur con immenso ritardo) è emerso che le diossine sono fuori legge oltre che nella carne di pollo, anche nella carne di manzo e nelle uova di gallina; della carne di maiale non si sa nulla solo perché non è stata indagata.
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, nella relazione che ha accompagnato i dati sui campioni animali, ha riconosciuto che esiste una contaminazionepreoccupante che per una quota parte sicuramente è stata causata dall’inceneritore di Montale ma ha ipotizzato l’esistenza anche di altre fonti perché uno dei campioni di carne di pollo più inquinati 46,2 ng (contro un limite di legge di 4.0) proviene da un allevamento distante da Montale e fuori area di ricaduta.
Grazie a questo campione gli amministratori pistoiesi, sostenuti da ASL e ARPAT, hanno cercato di assolvere l’inceneritore di Montale trincerandosi nella tesi di un inquinamento pesante si!, ma ubiquitario, quindi non esclusivamente attribuibile all’inceneritore.
Ebbene non si erano accorti che il campione di pollo ad elevatissimo contenuto di diossina di Prato era lontano dall’inceneritore di Montale, ma vicinissimo a quello di Baciacavallo.
Ecco il nuovo indagato ! L’inceneritore di Baciacavallo non è nuovo a questi colpi di scena, è dal 1999 che periodicamente si fanno indagini epidemiologiche che puntualmente mettono in evidenza un progressivo incremento di rischio, statisticamente significativo, per tumore al polmone (l’unico indagato), al diminuire della distanza dall’inceneritore: in parole povere nell’area di ricaduta dell’inceneritore si registrano più tumori rispetto alle aree più distanti.
Nonostante questi dati siano noti da oltre dieci anni, e siano puntualmente riconfermati da studi successivi, si continua a gettare “fumo” negli occhi e si dice che ancora c’è da studiare e da approfondire. Nel corso di questi anni si è detto che non era sufficiente aver trovato il cancro (e il suo collegamento con l’inceneritore), perché si doveva trovare anche il “killer” ambientale. Adesso il killer c’è, sono le diossine (inclusi PCB dioxin-like), trovate in quantità esagerata (46,2 ng contro un limite di legge di 4,0 ) nei campioni di carne di pollo e che con tutta probabilità si trovano anche nel latte, nelle uova, e in tutti i cibi prodotti localmente e perciò anche nei nostri corpi e in quelli dei nostri figli. Siamo estremamente preoccupati per le gravi conseguenze di ciò sulla nostra salute e siamo anche dispiaciuti e per i danni economici e di immagine che i nostri produttori locali e tutta l’economia agroalimentare del territorio subiranno.
Chiediamo che la ASL intervenga a far rispettare la legge, c’è un decreto legislativo specifico, il n° 158 del 2006 che attua la direttiva europea 2003/74/CE che, in particolare agli articoli 22, 23 e 25 dispone precisi obblighi per le autorità competenti alla vigilanza degli alimenti e per l’incolumità della salute pubblica.
Ci stupisce e ci scandalizza il pesante silenzio della ASL che avrebbe già dovuto disporre almeno l’ordinanza di divieto di consumo e commercializzazione degli alimenti contaminati.
Ci stupisce e ci scandalizza l’assoluta mancanza di trasparenza dei dati relativi alle emissioni dell’inceneritore di Baciacavallo del quale non si fa neppure menzione nel sito internet di GIDA S.p.a..
Vogliamo sapere perché i dati sulle emissioni non sono pubblici, vogliamo sapere quanti e quali controlli vengono fatti e vogliamo che i loro risultati siano pubblicati e resi accessibili a tutti.
In assenza di provvedimenti tempestivi volti a tutelare la salute e la sicurezza alimentare dei cittadini, i comitati si rivolgeranno alle istanze superiori e valuteranno con i loro avvocati l’opportunità di intraprendere azioni legali mirate ad individuare e perseguire specifiche responsabilità penali non solo per omissione di atti dovuti ma anche per danni gravi a carico della salute.
Prato, 18 Aprile 2009

Coordinamento dei Comitati della Piana FI-PO-PT
Comitato Ambientale di Casale (PRATO)
Coordinamento dei Comitati Cittadini - PRATO
Municipio Verde
Il Meet up Beppe Grillo - Prato
L'Associazione per La Sinistra

sabato 19 aprile 2008

Prato. Va avanti la politica del licitte.

Ancora un messaggio in bottiglia di DNA. Ormai lo consideriamo un appuntamento fisso.

MV

Gotham city prende forma

Vedete, è stato tutto facile! La semplicità vince e la politica dei licitte sta già andando a segno. L’auspicio di vedere moltiplicare la presenza di questo primario servizio urbano ha trovato una prima, concretissima risposta e pure, per quanto ne posso sapere, residenza stabile accanto ad un Datini finalmente non più rattristato dalle maleodoranti esalazioni che lo mortificavano ad ogni trascorrer di notte. Oggi, infatti, il buon Francesco di Marco sta in simpatica compagnia di un bel Davidde, assai fotogenico e rinvigorito, che ben catalizza l’attenzione nella sua splendente cornice; un licitte di gusto, una degna immagine per la piazza del Comune che da sola (l’immagine) qualifica la virilità stessa del pratese autoctono, fin qui depresso per il vano peregrinare notturno.
E’ davvero una grande soddisfazione constatare che il mio appello sia stato subito e ben raccolto:
Gotham city prende forma!
Direi che il postribolo di quartiere potrebbe essere un secondo ed ancor più illuminante passo da fare per garantire servizio e decoro alla nostra città. E per i bambini direi che si potrebbe allestire prontamente, e con poca spesa, uno zoo nei giardini del Mercatale in modo che anche le mamme più riottose potrebbero tenere occupati i più piccoli, girando e girando con il gippone nell’ovale di piazza, semmai in attesa di trovar posto sui marciapiedi tutt’intorno. Ci sarebbe poi,così facendo, da dar lavoro a tanti nullafacenti, oltre tutto riciclando tanti rifiuti organici per farne pastoie per gli animali, e così via dicendo.
Infine, un ultimo suggerimento, che però richiede un poco più di pazienza vista l’esosa burocrazia di oggi, ma domani chissà: abbattere di piccone tutte le misere casupole di via Santa Margherita e fare così un piacevole e comodo slargo, con tanto di ampie fermate bus, affinché dal Canto del Mercatale si possa passare senza alcun disturbo direttamente al centro.
Che altro debbo dirvi! Ma ricordate non è che posso risolvere io tutti i problemi, perché ci vuole la collaborazione dei concittadini, quelli ruspanti.

DNA

mercoledì 9 aprile 2008

Fabio Roggiolani a Prato

Fabio Roggiolani, presidente della Commissione Sanità della Regione Toscana e candidato alla Camera dei Deputati per la Sinistra l'Arcobaleno, ha dato un suo importante contributo alla campagna elettorale anche sul territorio pratese.
Iniziando con la partecipazione all'iniziativa sulle discipline bionaturali de la Sinistra l'Arcobaleno svoltasi domenica scorsa alle Cascine di Tavola, con la fondamentale collaborazione dell'associazione Neidan SoleLuna, Roggiolani ha avuto modo di discutere e confrontarsi con i numerosi cittadini intervenuti sui temi del benessere e della salute, e come queste possano essere raggiunte ponendo l'uomo e il suo equilibrio naturale al centro dell'attenzione.

Le ragazze ed i ragazzi del Soleluna nella dimostrazione di "tuina" - antica tecnica di massaggio cinese

Fabio Roggiolani durante il dibattito. Alla sua sx, Alfredo Albiani, animatore della Neidan SoleLuna

La giornata elettorale è proseguita a Vaiano, dove si è tenuto un partecipato incontro sul tema della sanità pubblica. In questa occasione, Roggiolani ha prima di tutto evidenziato quella che è già oggi l'azione della Sinistra Arcobaleno in Consiglio Regionale - dai progetti di ristrutturazione organizzativa dei CUP alla stabilizzazione dei medici del 118, passando per l'apertura alle medicine tradizionali ed alternative - per poi concentrarsi sulle proposte presenti nel programma elettorale della coalizione, basato prima di tutto sul mantenimento e potenziamento della sanità pubblica, contro qualsiasi tentativo di privatizzazione e smembramento.
Nella giornata di lunedì 7, Roggiolani è intervenuto come rappresentante de La Sinistra l'Arcobaleno al confronto tra le forze politiche organizzato dalle associazioni di categoria pratesi - Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato Imprese Prato, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop, Unione Commercianti, Unione Industriale Pratese - presso la sede dell'Unione Industriali.


L'intervento introduttivo di Carlo Longo, presidente dell'Unione Industriali di Prato. Da sx a dx: Fabio Roggiolani, Andrea Lulli (PD), Umberto Cecchi (moderatore dell'incontro), Riccardo Mazzoni (PDL), Nedo Poli (UDC)


Roggiolani ha puntato prima di tutto l’attenzione sulla questione del risparmio energetico, come chance positiva per le imprese, e come "chiave di volta" che può dare occupazione e competitività, ma non ha tralasciato temi quali la sicurezza e il fisco, puntando il dito contro la politica degli "acconti" sulle imposte, e toccando un tema scottante quale quello della estensione dei sistemi di welfare anche ai piccoli imprenditori ed artigiani.
Queste iniziative legate alla campagna elettorale hanno dimostrato non solo come la Sinistra l'Arcobaleno sia presente sul territorio, ma anche e soprattutto come la coalizione sia in grado di proporre soluzioni ed idee innovative sulla scena politica, fornendo risposte "di parte", ma capaci di proporre una alternativa di governo al duopolio centrista PD/PDL.

Municipio Verde

domenica 6 aprile 2008

Gotham1 e Gotham 2. Appello all'unità

Oltre alla città oscura in cui il miliardario Bruce Wayne, alias Batman, lotta contro il male assoluto del potere corrotto, la famosa e qui più volte nominata Gotham City, esiste un'altra Gotham.
Quest'ultima è una località inglese, nota per la fama di stupidi che hanno i suoi cittadini e su cui fioriscono storie, proverbi e leggende.
Per fare un esempio si dice che gli abitanti di Gotham, quella vera, siano molto abili a navigare in una scodella.
Qualcuno sostiene però che questa fama non molto lusinghiera, gli antenati di questi cittadini se la siano meritata per un atto in verità tutt'altro che sciocco: al passaggio dell'esercito di re John, per cercare di salvare i campi dalla distruzione delle coltivazioni, si sarebbero finti pazzi e squilibrati, tanto da convincere l'avanguardia a deviare il percorso. Salvarono il raccolto ma si guadagnarono il titolo di matti.
Esser presi per sciocchi se si cerca ad ogni costo e con l'ingegno di evitare il saccheggio non è bello ma può valerne la pena.
Chi afferma che a Prato manca il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte fondamentali della politica rigurdanti l'urbanistica e i Beni comuni, dice una semplice verità, affatto smentita dai rari ed autoreferenziali incontri istituzionali. Chi la considerasse una sciocchezza potrebbe procurarsi la relazione fatta su questo tema da David Fanfani al convegno dei 38-1, mercoledì scorso.
Il relatore ha posto all'attenzione dei convenuti la vasta fenomenologia del "partecipare", illustrando i vari gradi e livelli di informazione, approfondimento, verifica e decisione, già sperimentate in vari municipi europei. Si è capito che già con gli strumenti legislativi a disposizione, si può costruire un percorso condiviso e molto allargato di cambiamenti importanti e che la nostra Amministrazione non è affatto preparata o semplicemente intenzionata a praticare questa strada.
E' perciò piuttosto insensato che dalle file dell'unica sinistra presente in città, l'Arcobaleno, si stacchino fogli notes recanti opinioni personali del tutto immotivate sul piano dei fatti e su quello delle strategie politiche, tendenti a sostenere l'operato della Giunta. Ci riferiamo alla lettera Mazzeo-Colzi-Mazzeo apparsa sulla stampa e da noi riportata.
D'altro canto crediamo di non poter ricevere, come Verdi e come appartenenti all'Arcobaleno, delle invettive generalizzate a tutta la compagine e invitiamo tutti i soggetti municipalisti e democratici della sinistra e dei comitati ad unire le forze e ad inventare delle strategie e delle proposte comuni che abbiano la forza di affermarsi anche a livello istituzionale.
Occorre costruire da subito un'abitudine al confronto, sostenuta da da un sincero e paziente rapporto che non venga messo in crisi alle prime note stonate .
I leaders dell'Arcobaleno devono dare prova di credere nella partecipazione democratica, anzi, come gli abitanti di Gotham, quella vera, dovrebbero dare di matto per non fare distruggere il più prezioso dei valori, il senso del bene comune.
Questo è un invito ad unirsi.

Municipio Verde

venerdì 4 aprile 2008

Partecipazione e scelte urbanistiche

Riportiamo di seguito l'interessantissimo documento dei "38-1" che ha costituito il fil rouge dell'incontro di mercoledì 2 aprile.
MV


Partecipazione e scelte urbanistiche

Gotham City: la città più oscura dell’America contrapposta a Metropolis, città della luce e della tecnologia. Il dibattito in città sembra riferirsi ad una città irreale, che non esiste. Occorre riportarlo sulla Prato vera, sui problemi effettivi, sul concreto profilo dei processi in atto.
C’è una parte di città che vuole discutere, approfondire, partecipare al dibattito sulla variante declassata e sul piano. L’azione della amministrazione sembra invece determinata e condizionata da un’urgenza che male si rapporta alla complessità della situazione, ed alla necessità di individuare soluzioni adeguate ed efficaci
La discussione sui destini della città è uno degli elementi più significativi per la vita della città medesima, in particolare in un periodo di così profonda trasformazione. Il momento che Prato sta attraversando, con le profonde trasformazioni economiche (distretto), i cambiamenti del profilo sociale (immigrazione), e le criticità, spesso drammatiche, che si accompagnano a tali processi (p.e. le nuove povertà, la percezione di insicurezza, la conflittualità sociale), pone la questione di una “rifondazione della città” (diremmo della polis) con tutto quel che ne consegue, sotto il profilo dello sviluppo economico possibile, dell’aggregazione, della cultura, etc .
Rilanciare quindi i temi delle grandi idealità, accogliere e sviluppare le richieste di maggior sapere e maggior coinvolgimento come elementi di arricchimento delle proposte anziché di distrurbo.
Un invito quindi, o un mezzo, per colmare l’attuale distacco fra il “Palazzo” e la popolazione e far si che dal contributo di tutti nasca una proposta virtuosa.
L’iniziativa si propone tre temi che hanno sempre caratterizzato l’azione dei 38-1: Partecipazione, Approfondimento strategico, Conoscenza presentando analisi e punti di vista che non sono elaborazione solo dei 38-1.
Al di là delle diverse ipotesi di soluzione od interpretative è sempre più evidente che la città si trova ad affrontare una fase di cambiamento importante e critica dei suoi assetti sociali ed economici e del modello di sviluppo che ne derivava.
A fronte di tali cambiamenti, come sempre abbiamo ricordato, non sembrano sufficienti – anche se talvolta la reazione dell’abitudine porta a questo – soluzioni tattiche, di breve respiro, tese a replicare modelli di intervento, relazioni più o meno corporative, forme di costruzione delle politiche, soluzioni e progetti, che sono prevalentemente retaggio del passato e certamente non più adeguate, né pertinenti, né soddisfacenti, rispetto al nuovo contesto.
Si tratta di due aspetti complementari: il primo appare determinante per assumere decisioni il più possibile consapevoli ed efficaci intorno a questioni di crescente complessità e a selezionare quindi gli aspetti chiave e determinanti per affrontare le sfide che abbiamo di fronte.
Il mentre il secondo si alimenta del primo proprio poiché non si può dare una reale partecipazione se questa – a differenza dell’assemblearismo – non sviluppa un processo di crescita conoscitiva e di approdo progettuale fondato su un insieme adeguato di scambio e di produzione di conoscenze condivise.
Da questo punto di vista le ultime vicende legate, per esempio, alle scelte e ai provvedimenti urbanistici per la nostra città non sembrano fornire spunti molto incoraggianti.
Intorno a questi provvedimenti – la variante per la declassata, la variante al regolamento urbanistico e la disciplina per le funzioni – l’esplicitazione degli obiettivi, la individuazione e prefigurazione delle ricadute progettuali, il coinvolgimento effettivo della comunità nelle sue plurali espressioni, la stessa costruzione tecnica, sono apparsi inadeguati al governo di quella complessità cui facevamo riferimento in precedenza e agli stessi requisiti di partecipazione che sono ormai richiesti anche dalle normative regionali vigenti in materia.
Non vogliamo leggere in questo una intenzionalità a tenere nascoste ed opache alcune scelte, vogliamo però sostenere che gli effetti di questa scarsa costruzione di conoscenza e della scarsa innovazione nella governance possono essere estremamente pericolose per la città.
In particolare non appare più sufficiente il ricorso agli strumenti ordinari della democrazia rappresentativa e a forme ormai poco più che “rituali” perché rivolte a soggetti “interni” alla organizzazione della vita amministrativa – pensiamo per esempio al decentramento amministrativo –, forme che hanno smarrito da tempo una relazione significativa con la domanda sociale e che tendono spesso a riprodurre pratiche di auto legittimazione piuttosto che lasciarsi interrogare ed attraversare dal cambiamento.
Non intendiamo dire che queste debbano essere eliminate, ma certamente integrate con altri strumenti o rinnovate di nuovi contenuti e pratiche relazionali e partecipative.
In questa prospettiva crediamo si debba guardare la elaborazione del nuovo piano strutturale e la definizione degli importanti nodi per il futuro della città che questo dovrà affrontare, le questioni in agenda sono moltissime, soprattutto dal punto di vista dei diversi stili di sviluppo che si possono o meno favorire:
- il problema della domanda abitativa e della sua reale configurazione in relazione ad una scelta esplicita, sostenibile e consapevole intorno ai destini “demografici” della città;
- la riqualificazione della città densa e il trattamento della rilevante quota di edilizia produttiva che presumibilmente entrerà nel mercato del recupero;
- il possibile passaggio da una struttura economica monofunzionale, manifatturiera e fondata sulla rendita fondiaria ad una che individuai percorsi innovati e di diversificazione ove la conoscenza , anche formale, trovi un ruolo più significativo;
- la riqualificazione dell’ambiente urbano e di quello naturale per la costruzione di una città più abitabile ed in grado di affrontare sfide di livello nazionale ed internazionale dove la qualità non è un costo ma una risorsa;
- la costruzione di una società locale multiculturale, in grado di mettere in valore differenze e culture con stile di tolleranza, legalità e fiducia.
Uno strumento che intenda affrontare queste sfide con l’armamentario amministrativo e gestionale del passato e che lasci in mano tutto alla conoscenza limitata e “di parte” di alcuni soggetti più o meno legittimati istituzionalmente, nasce sconfitto in partenza e foriero di gravi rischi per la città e per il territorio beni - lo ricordiamo - limitati e non riproducibili. .
Auspichiamo quindi che si avvii per la elaborazione del nuovo piano strutturale un percorso strutturato di ascolto e partecipazione così come la legge regionale 1/2005 e la più recente legge regionale sulla partecipazione permettono di fare e come in gran parte fu fatto nella elaborazione dello stesso piano Secchi.
E’ chiaro che alla fine del percorso vi siano decisioni da prendere, ed è ovvio che a farlo sia la Politica, che però non può essere fatta coincidere esclusivamente con i politici, ma con il significato più alto della Polis, con la sua complessità di energia, conflitti, articolazioni sociali, capacità intellettuali, esperienza e conoscenze del contesto.

Ancora su partecipazione e Declassata

In questi giorni è ripresa con un certo vigore la discussione sulla variante urbanistica che interesserà l'area della Declassata, grazie anche all'incontro - più volte citato - organizzato dagli architetti del "38-1".
Su questo blog abbiamo già fatto notare come la Sinistra Arcobaleno, sul tema, avesse posizioni molto "articolate", emerse anche durante il Consiglio Comunale che ha approvato il documento sulla Declassata. Una divisione che riemerge anche su un tema collegato, quello della "partecipazione", con la lettera a firma di alcuni compagni della Sinistra pubblicata sulla stampa locale (e che riportiamo in calce). Si sostiene infatti che l'Amministrazione avrebbe "aperto alla partecipazione", proprio mentre, tanto per fare un esempio, Leonardo Becheri, all'iniziativa di mercoledì scorso, chiedeva addirittura di iniziare una raccolta firme per attivare quei processi partecipativi che la legge consente e che l'amministrazione si è ben guardata dall'attivare (una proposta che ci trova sostanzialmente favorevoli, giusto per inciso).
Questa presa di posizione ha suscitato anche una comprensibilissima reazione di Francesco Fedi, del Coordinamento dei Comitati Cittadini, che da tempo contesta all'Amministrazione proprio la mancanza di apertura alla cittadinanza (riportiamo in calce anche questo commento).
La nostra posizione, sul tema della partecipazione, pensiamo sia già ben chiara, e che non abbia bisogno di ulteriori specificazioni (i post in proposito sono già diversi...).
Ci teniamo, però, a riportare, giusto per la cronaca e per dare altri elementi di dibattito, le frasi pronunciate dall'architetto Pecorario, dirigente del Settore urbanistica, in occasione del suo intervento all'incontro su "Gotham City". Parlando della "partecipazione", ha infatti ricordato che il Comune aveva già fatto abbondantemente la sua parte pubblicando il materiale sul sito internet e che, comunque, lui stesso aveva "incontrato cittadini veri che hanno esposto i problemi veri" durante le riunioni organizzate dai Quartieri interessati.
A parte il fatto che prima o poi speriamo che ci vengano illustrati i criteri sui quali si valuta la "verità" di un cittadino rispetto ad un altro, ci viene il forte sospetto che non si abbia ben chiaro il concetto stesso di "partecipazione", e che tale concetto non può essere confuso con la semplice (e nemmeno poi tanto chiara) "informazione", e tantomeno con il "mettere su un sito" del materiale ai più incomprensibile.
A questo punto, è l'ora che sul tema si faccia chiarezza!

Municipio Verde

da Il Tirreno del 04/04/08

Non tutta la Sinistra è contro il progetto

Sulla declassata si è detto molto forse troppo e adesso anche taluni di noi della “Sinistra” cominciamo ad avere posizioni non più del tutto coincidenti.
Visto e considerato che nella Sinistra non abbiamo un “pensiero unico” è bene che esprimiamo ciascuno di noi una propria articolata posizione, anche sulla variante lungo la Declassata, che certamente sia chiara ed inequivocabile che non sia necessariamente aprioristicamente sempre contro questa amministrazione.
Abbiamo partecipato alle riunioni indette dalla Circoscrizione Sud sul tema della Declassata e dell’area ex-Banci. Ad onore del vero come non mai, in quelle seppure rare occasioni di partecipazione realmente aperta a tutta la cittadinanza tenutesi in Circoscrizione Sud, abbiamo potuto liberamente presentare e fatto registrare ai tecnici presenti del “Piano” e alla Garante della Comunicazione, dottoressa Risaliti, alcuni interessanti spunti di riflessione specie su come realizzare l’intera volumetria prevista dall’intervento urbanistico mantenendo pressoché inalterato il verde esistente.
E’ stata proposta e presentata al vaglio degli Uffici tecnici competenti e della responsabile della comunicazione un prototipo di proposta, naturalmente non ci illudiamo che sia la panacea di tutti i mali o l’unica soluzione possibile, ma nella nostra proposta introducevamo: 1) Una struttura a “portale” tipo autogrill, di collegamento tra le due aree divise dall’arteria della declassata.
Sono state inoltre proposte: un’idea di centrale di produzione di energia autonoma ed assolutamente ecologica che renda indipendente la “cittadella fieristica”. La possibilità di beneficiare di contributi della comunità europea sullo sviluppo di nuove architetture bio-climatiche eco-compatibili ed eco- sostenibili. Una struttura certamente unitaria, ma a cavallo tra l’area del Castagno e quella delle Badie, riteniamo contribuisca a “consumare meno territorio verde” strappandolo alle grinfie di un inutile cementificazione un’utile spunto di riflessione ed un contributo certamente positivo all’idea più ampia di partecipazione.
Non è vero che l’amministrazione non ha aperto alla partecipazione, in quell’occasione ripetiamo seppure rara le porte erano aperte ma nessuno o quasi è intervenuto tranne noi assieme ad un motivato gruppo di cittadini residenti in zona Le Badie.
Alessio Mazzeo Francesco Colzi Sandro Mazzeo

"From Rainbow to rain"


Eccoci già all’inciucio di casa nostra! Sì, signori è proprio così! Mentre a livello nazionale i “partiti minori”, quelli del “voto inutile”, quelli che ricevendo voti favoriscono il diretto avversario, hanno già più volte annunciato l’esistenza di un patto d’acciaio sull’asse Berlusconi-Veltroni, dalle nostre parti registriamo la prima avance della Sinistra Arcobaleno nei confronti dei cugini del PD.
Già, chi avrebbe mai immaginato, che ben tre esponenti della Sinistra Arcobaleno pratese avrebbero testimoniato in favore del fatto che per la variante urbanistica per la Declassata, l’Amministrazione Comunale ha effettivamente attivato dei processi partecipativi della cittadinanza? Cosa ancor più buffa, più è che queste dichiarazioni arrivano proprio a valle dell’incontro organizzato mercoledì scorso (2 Aprile) dal Gruppo dei 38-1, presso la Libreria Soprattutto libri, ovvero proprio dopo uno dei rari momenti illustrativi della variante per l’area della declassata, ed in cui le perplessità sul tema della partecipazione si sono rese palesemente manifeste.
Fra i relatori dell’incontro dal titolo “Variante a Gotham –City”, vi era l’Ing. Zanfranceschi, presidente di Urban, società incaricata della fase esecutiva del progetto di Massimiliano Fuksas, invitato ad esporre i contenuti del lavoro che la stessa Urban sta svolgendo.
L’esposizione, pur annunciatamente sommaria a causa della future ed imminente presentazione ufficiale, ha permesso di far emergere l’indeterminazione sulla destinazione funzionale delle due mega-torri progettate da Massimiliano Fuksas, delle quali è stato appunto detto che, per motivi legati alle dimensioni troppo ridotte per poter competere con il colossi di Bologna e Milano, non potrà trattarsi di un “centro-fiere” o “polo –espositivo”, bensì, più genericamente, di un “centro-eventi”, e che potrà anche funzionare da compenso al polo fiorentino della Fortezza da Basso. Di tali eventi, stimati in circa una ventina complessivi all’anno;è stato spiegato che potranno trattarsi di tornei di ping-pong, biliardo o quant’altro.
In ogni caso, chi ha potuto essere presente che, pur nello specifico vaghe (ricordiamo che è stato fatti un cenno anche al futuro ed effettivo percorso della tramvia, tuttora alquanto incerto…), le decisioni già ci sono e la sensazione è che ci fossero già prima di attivare gli incontri con i cittadini.
Nella parte terminale della serata, nello spazio aperto al dibattito, l’argomento della partecipazione si può ben dire di aver fatto proprio la parte da leone. Sulla partecipazione, o più in particolare sul modo in cui la si è intesa realizzare, si è assistito ad un’autentica partita di tamburello: a chi diceva che la partecipazione c’era stata, rispondeva chi diceva il contrario, visto che, gli incontri organizzati con i cittadini, sarebbero consistiti in una mera attività di comunicazione frontale sull’avanzamento del progetto.
Teatrini a parte, dovrebbe apparire di per sé assai singolare il fatto che un atto di pianificazione urbanistica, prenda spunto dal progetto di una singola opera, che appare un autentico pretesto per costruirvi attorno qualcosa come 12.000 alloggi!
Ma in fondo quest’ultimo aspetto, in città è sempre stato un po’ il segreto di pulcinella, visto che a suffragio di ciò, nel febbraio scorso, era già apparso sul quotidiano La Nazione un divertentissimo e ben congegnato articolo di giornalismo d’inchiesta, in cui si parlava di una riunione di massima segratezza avvenuta presso la sede di CariPrato, fra i vari soggetti portatori di interessi diretti sulla variante, dei quali venivano fatti nomi, cognomi ed ammontare complessivo del giro di affari connesso con l’operazione. Insomma, qui appare tutto capovolto: invece di attivare prima i processi partecipativi per capire i reali e concreti bisogni della cittadinanza, e dunque riflettere approfonditamente su come e con cosa oggi si possa fattivamente perseguire “l’interesse pubblico”, per poi basare su questo i conseguenti atti di pianificazione territoriale ed, in ultimo, i progetti, si parte da interessi marcatamente privati e si arriva ad un atto di pianificazione attraverso un mega “progetto-civetta”, di cui, infine, ci si preoccupa di dare comunicazione alla cittadinanza.
Alla fine della fiere, mentre in natura l’arcobaleno compare nel cielo quando la luce vi irrompe bruscamente dopo la pioggia, nell’ambito della politica locale, chi dell’Arcobaleno si è attribuito il nome, sembra proprio cavalcare l’aria di tempesta… sembra proprio volere regredire dall’arcobaleno verso la pioggia, ovvero …“FROM RAINBOW TO RAIN” ….
Francesco Fedi - CCC Prato

giovedì 3 aprile 2008

Declassata: l'elisir degli architetti.

"Tirare ad indovinare in maniera persuasiva è un ingrediente fondamentale della capacità di leadership da così tanto tempo – anzi lo è stato per tutto il corso dell’esperienza umana – che non c’è affatto da sorprendersi se ancora oggi gran parte dei leader del pianeta, nonostante tutte le informazioni di cui possiamo disporre, vogliono che il meccanismo continui.
Adesso è il loro turno di tirare ad indovinare, tirare ad indovinare e avere intorno chi gli dà retta…
I nostri leaders sono stufi marci delle tonnellate di informazioni valide che sono state riversate sul genere umano dalla ricerca, dallo studio e dal giornalismo investigativo.
Pensano che ne sia stufa anche la nazione e potrebbero anche avere ragione. Non è al sistema aureo che vogliono riportarci. Vogliono scendere ad un livello ancora più elementare. Vogliono riportarci al sistema degli elisir dei ciarlatani."
Kurt Vonnegut
Un uomo senza patria, 2005

Pur riferendosi a tutt'altro contesto, questo brano di un noto scrittore americano descrive in modo perfetto il governo della nostra città.
Certamente prende in esame solo la parte esteriore del potere, quella dei politici. Non tratta dei poteri economici e dell'ineluttabile e continuo flusso di ricchezza pubblica a gruppi finanziari sempre più forti e sempre più scaltri.
Un flusso che comunque deve essere garantito.
Si faccia pure una Multisala, un Centro Commerciale, un Centro Espositivo troppo piccolo, un Palabiliardo o un Interporto. L'importante è che si riversino tonnellate di cemento sulla città. E milioni di euro vadano nelle casse di immobiliaristi e costruttori.
zia Alma

lunedì 31 marzo 2008

Incontro pubblico a Montale

INCONTRO PUBBLICO SULL'INCENERITORE A MONTALE
  • NO alla sua riapertura
  • NO al suo potenziamento
  • NO a nuovi impianti
  • SI alla bonifica del sito
Incontro pubblico:
Lunedì 7 Aprile 2008 ore 21.15
presso la sala parrocchiale Chiesa di Montale - P.zza Giacomo Matteotti
  • Perchè siamo tra i comuni con più bassa raccolta differenziata, solo il 23% mentre altri, come Capannori, sono oltre l’80%?
  • Perchè spendiamo 28 Milioni di € per raddoppiare l’inceneritore chiuso per le emissioni di diossina anziché investirli nella raccolta differenziata?
  • Cosa ne sarà della salute dei nostri figli?
LE ALTERNATIVE ESISTONO!!! BASTA VOLERLE!!!

Ne Parleremo con:
Dr.ssa Patrizia Gentilini - Oncoematolga ISDE
Adriana Pagliai - Coordinamento dei comitati della piana

Sono stati invitati: i Sindaci dei Comuni di Agliana, Quarrata,Montale e Montemurlo

LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE E INTERVENIRE

Per contatti:
tel. 320-1592293 dalle15 alle19
e-mail no.incenerit-montale@libero.it

Trasporti pubblici nel Quartiere Sud

Quello della mobilità tra i "tanti cuori" della nostra città è un tema che più di una volta la cittadinanza ha posto sul tavolo dei politici e dell'amministrazione, ottenendo il più delle volte risposte assolutamente insoddisfacenti.
Pubblichiamo quindi con piacere l'interpellanza presentata da Alessandro Bonacchi, consigliere di Rifondazione Comunista - la Sinistra l'Arcobaleno al Quartiere Sud, che riporta l'attenzione su questa problematica.
E sarebbe l'ora che, a fronte dei "fantasmagorici" (e costosissimi) progetti di tramvia, si iniziasse invece a prendere sin da subito provvedimenti per la soluzione delle questioni sollevate!

MV

Al Presidente del Quartiere Sud
All’assessore alla mobilità del comune di prato Enrico Giardi
Al Sindaco del Comune di Prato

Oggetto: Interpellanza

Argomento: Trasporti pubblici nel quartiere Sud

Considerato che:

l'articolo 16 della costituzione italiana recita: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. ”
L' attesa di un mezzo di trasporto pubblico per muoversi dalla periferia al centro della città di Prato è in alcune tratte di 30 minuti, ma alcune volte si riesce ad arrivare nel centro della città in tempi accettabili. Nei giorni festivi nelle frazioni è necessario aspettare 1 ora prima di poter prendere il mezzo pubblico.

Dopo le 22 non transita alcun autobus.Comunque le cose cambiano notevolmente se il cittadino ha l'ardire di spostarsi con l'autobus tra due frazioni del quartiere prato sud e fare 2 – 4 Km ciò diventa una piccola avventura.
Ad esempio Jolo e Tavola distano circa 3 km. Da Jolo autobus per il centro e dal centro autobus per Tavola. Tempo necessario in un giorno feriale 1 ora riuscendo a prendere le coincidenze. Discorso analogo si può fare per altre tratte ad esempio:
Santa Maria a Colonica – Fontanelle, Paperino – Tavola , San Giusto – Casale, San Giorgio a colonica -Paperino, Tobbiana – San Giorgio a colonica
Quindi muoversi con i mezzi pubblici tra le frazioni del quartiere Prato Sud è praticamente impossibile non possedendo o non potendo usare un mezzo proprio.
Queste storiche frazioni ricche di patrimonio artistico, densamente abitate, con numerose attività artigianali, commerciali ed industriali, che non sono ragionevolmente collegate ne tra di loro ne con le zone limitrofe o dell'area metropolitana.
Inoltre dalle frazioni del nostro quartiere è molto difficile raggiungere il centro civico della circoscrizione con i mezzi pubblici.
Considerata il diritto di residenti, pendolari , lavoratori , pensionati , studenti, turisti, di poter lavorare, fare commissioni studiare e divertirsi anche senza il possesso di un mezzo di trasporto proprio o volendolo lasciare in garage.
Vorrei sapere se fornendendo un trasporto pubblico di fatto non funzionante si ritiene di permettere ad “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente” tramite il servizio pubblico possa essere considerata una discriminazione per le scelte personali (non acquistare un mezzo proprio) o economiche (non potersi permettere un mezzo proprio) e di fatto una limitazione nel godimento di un diritto riconosciuto dall'articolo 16 della Costituzione della Repubblica Italiana
Vorrei sapere quali sono le politiche dei trasporti che l'amministrazione comunale intende portare avanti per permettere alle persone di usufruire pienamente del diritto alla libera circolazione sancito dall'articolo 16 della costituzione ed in quali tempi l'amministrazione ritiene di adeguare le linee degli autobus alle necessità dei cittadini che legittimamente vorrebbero usare il trasporto pubblico per muoversi.

Bonacchi Alessandro
Capogruppo Rifondazione Comunista - La Sinistra L'arcobaleno
Quartiere Prato Sud

Stanze del buco contro l'ipocrisia

Sulla Nazione di Prato di Domenica 30 Marzo, viene trattato ampiamente il problema del degrado della stazione del Serraglio, del parcheggio vicino e degli spazi antistanti l'università. Dal momento che l'argomento ci sta molto a cuore, e con esso il destino di quei giovani che conducono una vita precaria ai margini della società, vorremmo aggiungere una precisazione.
Dobbiamo ricordare che la definizione "stanze del buco", usata per il titolo dell'articolo in terza pagina, è apparsa circa un anno fa, (forse proprio sulla Nazione), in occasione di una proposta di legge regionale presentata dal Consigliere dei Verdi e presidente della Commissione Sanità Fabio Roggiolani.
L'idea, sperimentata con successo in altri paesi europei, era volta proprio ad evitare fenomeni come quello del Serraglio e prevedeva dei luoghi, al chiuso e controllati sanitariamente, dove i tossicodipendenti da droghe iniettabili potessero consumare la loro dose.
Il senso di questa proposta è facilmente comprensibile: controllare il fenomeno, evitare ai cittadini spettacoli tristi o inquietanti, ed impedire tragiche trasmissioni di gravi malattie fra i consumatori di sostanze, consentendo loro anche in momenti così difficili di non perdere la dignità.
Mentre in Toscana questa soluzione è rimbalzata contro un muro di pregiudizio bigotto, in almeno un'altra regione italiana si sta sperimentando la cosa con il parere favorevole del Ministero della Salute. A Prato invece, sia l'opposizione di destra che la Giunta vorrebbero combattere il degrado riaprendo al traffico delle auto le strade del centro storico.
Non è inevitabile che i tossici debbano trasformarsi tutti in delinquenti o barboni, mettendo in pericolo la sicurezza e la salute propria e degli altri; bisogna avere il coraggio di affrontare queste criticità sociali, cominciando ad accettare la loro esistenza senza volerla nascondere.
Al Serraglio, non di Stanze del Buco si tratta ma di solitudine, paura e malattia, spesso aggravate dall'ipocrisia sociale di chi non vuole affrontare con coraggio i problemi.

Municipio Verde

domenica 30 marzo 2008

Etruschi. Che la politica confermi gli impegni presi

Riceviamo queste precisazioni riguardo agli esiti della tavola rotonda sugli Etruschi che si è svolta ieri al circolo Costa Azzurra. Ovviamente la nostra relazione non poteva che essere una sintesi. Chiunque voglia aggiungere qualcosa o precisare il suo intervento è ovviamente invitato a scriverci.
R.B.
per Municipio VerdeL'intervento di Francesco Fedi

A seguito di quanto riportato da Municipio Verde, vorrei aggiungere alcune precisazioni, circa gli slanci compiuti da qualcuno fra i convenuti sui quali sarà assolutamente importante inserirsi.
1) Innanzitutto la Presidente Berti, circa la valorizzazione del sito, ha espresso il concetto del "partire con il piccolo", ovvero con interventi, (e qui voglio intendere anche iniziative) fattibili nell'immediato. Nella fattispecie il riferimento è sembrato essere soprattutto legato alla necessità di mettere in siurezza il sito e renderlo più presentabile, ma al di là di ciò, è forse il concetto che fa più ben sperare, visto che una piccola proposta, con riflessi di valorizzazione del territorio etrusco esiste già! Sotto tale aspetto, possiamo infatti dire che i vari comitati e le associazioni, che si sono uniti nel richiedere il patrocinio per la rappresentazione dello spettacolo "Laris Pulenas", nel luglio prossimo a Poggio Castiglioni, in proposito abbiano anticipato la Circoscrizione Est.
Se ci pensiamo bene, la richiesta che sta sul tavolo della Circoscrizione, come pure di altri assessorati coinvolti, si dimostra assai modesta rispetto alle opere da subito necessarie!...
Per questa, infatti, essendo fondamentalòmente a costo zero, (dunque non ci si potrà trincerare dietro il "vorrei/mi piacerebbe ma non ci sono risorse"...) tenuto conto delle affermazioni di stamani, come si potrà tirare indietro?
E'immediato che la rappresentazione di "Laris Pulenas", avvenendo su Poggio Castiglioni, richiamerà l'attenzione sul problema della fruibilità della città Etrusca, visto che non ci si potrà non chiedere il perchè questa non sia potuta avvenire a Gonfienti.
Tra l'altro, proprio in quel momento la stessa Gonfienti potrebbe essere interessata dalla consueta rassegna estiva de "Le Notti dell'Archeologia", o dalle immanncabili polemiche per la sua esclusione all'intreno di questa.
Detto questo, se per luglio Gonfienti non sarà "aperta", abbiamo l'obbligo di credere che si siano creati i presupposti per esserlo almeno metaforicamente.
Tengo a precisare che non voglio illudermi, ma crederci ( ...e soprattutto continuare a lavorarci...).
2) Il presidente Napolitano ha vavanzato l'ipotesi di un coinvolgimento del comitato e di Camars nelle valutazioni sui saggi attualmenti in corso nell'ulteriore zona di ampliamento nel territorio di Campi Bisenzio. Giustamente, il Dott. Pofferi ha chiarito che l'importanza non sta nella parteciapzione del comitato, che non può assolutamente essere competetente (vedi partecipazione su urbanistica secondo Martini..), bensì che il tutto avvenga in estrema trasparenza e che i risultati dei saggi siano sottoposti a serie ed attente valutazioni, soprattutto ricorrendoli alle valutazioni di etruscologi di fama internazionale.
In coda, Napolitano ha anche detto che presto Interporto sarà una società in attivo e che, non potendo per legge redistribuire utlili, potrà finanziare la realizzazione del Parco Archeologico:
questa il Comitato se la lega stretta al dito!
3) Il presidente della Commissione Cultura del Consiglio Regionale, Ambra Giorgi, a fronte della richesta di un impegno programmatico sul punto della realizzazione del Parco Archeologico, ha risposto che quando ci sarà un progetto si penserà a come finanziarlo: se anche su questo punto non sarò l'unico pazzo a volerci credere, il comitato si metterà al lavoro per consegnare a chi di dovere tutto l'occorrente per passare finalmente dalle parole ai fatti!
4) Un'ultima, ma forse ancor più importante punto da annotare, è il richiamo che ho voluto fare all'importanza della tutela dei beni comuni e quello che essi siano.
Ho voluto cogliere l'occasione per ricordare a tutti che quando si interviene su vaste aree di territorio, si interviene su un bene di tutti e per questo, necessariamente, la politica deve preoccuparsi di riscuotere il più vasto consenso, oltre raccogliere ed incamerare i sentimenti della cittadinanza.
A riguardo, ho ricordato come la cittadina continuamente attribuisca spontaneamente valori importanti a luoghi, edifici o strutture, e che questi valori siano solo tardivamente recepiti dagli strumenti di tutela del bene.
Riportando l'esempio di Piazza Mercatale o dell'Ex-Banci, ho spiegato quanto sia fastidioso, discutere sui limiti o sulla sussistenza o meno di un vincolo monumentale, quando si è a conoscenza che il vero vincolo di cui che decide dovrebbe tener conto è dovrebe essere quello imposto dal sentimento popolare.
Ho spiegato che non credo che ai comitati, interessi fare l'anti o l'altra-politica, ma interessa che la politica faccia la politica, e che se questa debba spendersi per tutelare gli interessi dei cittadini tutti e non solo di qualcuno in particolare.
Francamente, è un mio desiderio profondo che la politica sia "La Casta", purchè la casta sia una casta di nobili, ma soprattutto di nobili in fatto di intenti.

Francesco Fedi - Comitato Città Etrusca sul Bisenzio

sabato 29 marzo 2008

Etruschi bene comune. Ancora vivo l'interesse per la città sul Bisenzio.

Come avevamo annunciato, stamane si è svolta la tavola rotonda organizzata da Arci Turismo in occasione dei 100 anni di vita del Circolo Costa Azzurra, avente per argomento il futuro della città etrusca di Gonfienti.
Il sito archeologico, ormai noto in Toscana perchè in più di un'occasione ne è stata proclamata l'eccellenza regionale, si trova nella stessa area in cui si è deciso, di costruire e poi di estendere le strutture dell'Interporto.
Forse gli organizzatori non si aspettavano di riempire la sala in un periodo, com'è l'attuale, di vacche magre per chi cerca di coinvolgere i cittadini su argomenti di politica culturale. Invece la questione etrusca sembra ancora in grado di interessare i pratesi che già più di un anno fa si erano dati appuntamento in piazza Duomo per una manifestazione-presidio di grandi proporzioni.

La presentazione dei relatori: da dx a sx, Claudio Pofferi (Ass. Camars), Francesco Fedi (Comitato Città Etrusca sul Bisenzio), Osvaldo Coppini (Legambiente), Ambra Giorgi (Pres. Commissione Cultura del Consiglio Regionale della Toscana), Fabio Barni (Il Tirreno)

I relatori al tavolo erano i rappresentanti delle istituzioni coinvolte ( la circoscrizione, il comune e la provincia), il Presidente della società Interporto della Toscana, dottor Napolitano, e alcuni rappresentanti delle associazioni in difesa del sito.


L'intervento di Ambra Giorgi. Alla sx del moderatore, il presidente della Società Interporto Napolitano

La presidente della Commissione Cultura della Regione, Ambra Giorgi, si è subito detta ancora disponibile a contribuire alla realizzazione del Parco Archeologico annunciato due anni fa, (nel frattempo si è permessa la copertura di diversi ettari dello stesso).
La presidente della circoscrizione Est si è impegnata a guidare una campagna di bonifica e di messa in sicurezza dell'area degli scavi e di quella circostante.
L'assessore Mazzoni, che gestisce i fondi della cultura per il Comune, è sempre impegnato sulla questione museo. Dove raccogliere i reperti (che intanto non sappiamo neppure dove sono)? Realizzare un nuovo antiquarium o portare tutto ad Artimino? Soldi non ne abbiamo perchè assorbono tutto o quasi il Metastasio e il Centro per l'Arte Contemporanea.
L'assessore al Turismo della Provincia ci ha assicurati che se si potesse puntare sul turismo archeologico sarebbe il primo a tuffarsi nell'avventura, che purtroppo attualmente è un irrealizzabile investimento.
Napolitano ha messo in chiaro che la società Interporto ha fatto tutto quello che le leggi prevedono e che ha cospicuamente contribuito alle spese per lo scavo e la ricerca. Sulle polemiche sollevate dai comitati ha lasciato la parola alla Soprintendente che però, come sempre, non era presente per partecipare al dibattito.
Per farla breve, niente di nuovo dal fronte orientale. Niente è cambiato, si è disposti a conversare amabilmente sull'argomento, dimostrando grande attaccamento alle nostre radici storiche ma niente più.
Non si parla mai di scelte politiche generali, di opportunità di riconversione economica del distretto, di rivitalizzazione della Cultura, intesa come processo di identificazione e conoscenza. Non si è parlato altro che di difficoltà tecniche e di raccordo fra le istituzioni e si badi bene che tutte le istituzioni coinvolte sono in mano allo stesso partito.
Per fortuna si è sentito anche altro.
Il Comitato ha parlato per bocca del suo coordinatore, Francesco Fedi che per la prima volta è stato chiamato a confrontarsi direttamente con le istituzioni. -Certo che se questo confronto si fosse svolto un anno fa, ha detto Fedi, ci sarebbe stata ancora la possibilità di discutere del futuro di quei significativi resti urbani, oggi tombati sotto un bello strato di asfalto o in procinto di esserlo.-
Con il suo intervento, il rappresentante del comitato ha posto l'attenzione sul valore politico e sociale dei sentimenti dei cittadini e del loro legame con la storia e la cultura della nostra città.
-Non vogliamo sostituirci alle soprintendenze, agli studiosi, agli assessori, vogliamo capire perchè si debba mai distruggere ciò che sta a cuore alla gente-.
Claudio Pofferi, studioso dell'Associazione Culturale Camars, ha tracciato la storia della scoperta e le fasi della messa in tutela dei terreni interessati dai resti di strutture urbane e abitative del mondo preromano. Con la definizione di "barbara e folle operazione" ha denunciato la copertura del cosiddetto "decumano etrusco", avvenuta nonostante i continui e diperati tentativi di salvarlo da parte delle associazioni e di molte voci della cultura.
Scetticismo riguardo alla possibilità di far convivere Interporto e Parco Archeologico è venuto dal rappresentante della Lega Ambiente, Osvaldo Coppini, il quale ha citato un altro caso di grave attacco all'ambiente e alla cultura, quello del Parco delle Cascine di Tavola in cui si è permesso la realizzazione di molti appartamenti.
Anche dal pubblico si sono fatti sentire gli interventi e, sebbene il WWF non fosse stato invitato con un proprio relatore, Carlo Magni ha fatto sentire la presenza convinta dell'associazione e il suo desiderio di continuare a coniugare la difesa dell'ambiente con quella dei beni culturali. Magni ha esortato la classe politica a non fare meri calcoli economici ma a restituire alla gente la possibilità di identificarsi in un sogno collettivo e coinvolgente.
Era fra il pubblico anche Daniela Morra, candidata della Sinistra, L'Arcobaleno alle prossime politiche, che ha dato un taglio decisamente più forte al dibattito sulla questione dell'Interporto. -Un'infrastruttura discutibile che da anni succhia soldi pubblici senza restituire un beneficio di riduzione dell'inquinamento del traffico su gomma , e che anzi lo attrae, funzionando tutt'ora come un parcheggio per Tir, di gigantesche proporzioni-.
Dal mondo della cultura si è levata la voce di Maila Ermini, regista e attrice, nonchè produttrice dei suoi spettacoli dal contenuto politico, la quale ha annunciato un progetto per la prossima estate. All'inizio di Luglio, forse a Poggio Castiglioni, luogo simbolo dell'areale etrusco che domina perfettamente l'abitato della pianura lungo il Bisenzio, verrà messo in scena per la prima volta il dramma Laris Pulenas, la storia di un sacerdote, vittima e artefice di un sistema politico corrotto imposto dai dominatori Romani.
Pierantonio Gualtieri, presidente dell'associazione Amici degli Etruschi, ha incalzato gli amministratori a spiegare perchè l'Interporto non possa venire spostato al Macrolotto uno o al Macrolotto due, cioè nelle zone industriali della città e perchè non si sia fatta questa operazione quando è venuto alla luce l'abitato etrusco.
-Non possiamo fidarci di chi sta consentendo la distruzione della più grande tomba etrusca della Toscana settentrionale- ha detto Leonardo Pampaloni, maestro di scuola - Il sito della Montagnola, a Sesto Fiorentino, è stato massacrato per permettere la costruzione della Tav-

Sì, niente di nuovo da parte delle amministrazioni e neppure è cambiata l'arroganza corporativa della Sovrintentenza ai Beni Archeologici. Ma se i cittadini, associati e singoli, lo vorranno, forse potrà riprendere il dibattito sui destini dell'archeologia pratese che era ormai soffocato, come il decumano, sotto un cospicuo strato di asfalto.
Spetta anche ad Arci, che ha rimesso in gioco la partecipazione dei cittadini, a proseguire su questa strada, senza fermarsi all'inizio del percorso.
Chissà che non possa fare qualcosa di importante per convincere il Partito Unico che governa la regione a dare importanza a quel Bene Comune, imprescindibile per l'uomo contemporaneo, che è la conoscenza.

Municipio Verde

lunedì 24 marzo 2008

Ex-Banci, i progetti sono due.

Mentre il documento sulla Variante alla Declassata arriva in Regione, dove avverrà una discussione, speriamo approfondita e sincera, giunge finalmente la notizia che di progetti per l'area ex-Banci ce ne sono due.
Il primo è stato partorito dall'Ufficio di Piano per l'Assessorato all'Urbanistica, il secondo è stato commissionato da Consiag, proprietario dei terreni, alla partecipata Urban.
Al di là delle questioni finanziarie che vedono un costo complessivo di queste attività di studio e progettazione sulla Variante che si aggira intorno al milione di euro, ci interesserebbe sapere quali sono le differenze fra i due master plan.
L'Assessore Ciuoffo è vago e laconico. Da una parte dichiara che il lavoro di Urban è utilissimo, dall'altro dice di non vedere sostanziali differenze fra i due progetti.
Quello che invece sappiamo in base ad indiscrezioni giornalistiche è che vi sarebbe già una forte opposizione dell'assessorato nei confronti delle idee partorite da Urban.
Qualche giorno fa, in un commento su questo blog, il coordinatore del comitato per la Città Etrusca, Francesco Fedi, ci ricordava il grande valore storico e architettonico dell'ex fabbrica che rappresenta per la città uno spaccato importantissimo della sua storia di città laniera e il meglio dell'impegno imprenditoriale di coniugare il profitto al benessere sociale dei lavoratori e dei cittadini in genere. Sia o no stata costruita da grandi firme dell'architettura europea degli anni cinquanta o semplicemente da comuni intelligenze di architetti che hanno saputo prendere il meglio del loro tempo, poco importa. La cosa che ci deve far riflettere è la bellezza di un edificio che tra le altre cose è circondato da un'area verde utile e di pregio.
Siamo già qui a farci la prima domanda. Visto che le informazioni che filtrano danno per scontato che nel progetto dell'ufficio di piano non verrebbe recuperato quasi niente del vecchio edificio, che cosa prevede il progetto Consiag -Urban in merito al recupero del vecchio stabilimento?
Si sa che è proprio ad Urban che sono stati affidati, dal Consiglio Comunale, gli studi relativi alle attività produttive e funzionali per l'area in questione. Una copia di questi studi riuscirà a giungere sul tavolo dei consiglier comunali per consentire una vera e pubblica discussione?
Oppure accadrà come nel caso della Multisala di Capezzana, dove gli studi preliminari di fattibilità son0 stati commissionati e poi messi da parte?
In questo dualismo, solo sulla carta stimolante ma in realtà decisamente costoso, cosa ne guadagnerà la città, la circoscrizione sud, il lavoro, l'ambiente?
La nostra sostanziale avversione all'idea del centro espositivo, che servirebbe ad accogliere la seconda scelta di Firenze in quel settore, non restituendo alla città neppure le spese e attraendo finanziamenti che sarebbero necessari per ben altro, non deve farci disinteressare di questa fase.
L'applicazione di un progetto oppure di un altro può cambiare moltissimo il futuro, soprattutto quando in un secondo tempo si dovessero variare o rendere flessibili le funzioni del complesso.
Anche l'estensione del verde pubblico è un punto per noi prioritario e se la continuità del parco dovesse richiedere l'interramento di un pezzo in più della declassata, noi saremmo d'accordo.
Vedremo nei prossimi giorni se il presidente di Consiag Paolo Abati farà un passo avanti con in mano il progetto Urban; in tal caso sarà assai interessante un confronto. Altrimenti il master plan potrebbe anche finire la propria vita in un cassetto dell'assessorato. E sarebbe un sequestro...

Municipio Verde

sabato 22 marzo 2008

TRENI a pezzi. Appello di Municipio Verde

E' un incubo.
Trenitalia ha pronto un piano di tagli che decreta la morte del trasporto ferroviario in Toscana o comunque gli infligge un colpo che nelle condizioni in cui già si trova è pesantissimo.
Si parla di gravi riduzioni dei servizi alle stazioni e addirittura di una possibile chiusura di quella di Massa. Tagli all'assistenza e alla biglietteria perfino nella già negletta stazione centrale di Prato, l'unica che in città era degna di questo nome.
A Firenze riduzione di personale anche nella poverissima stazione di Rifredi, quella che se la cerchi nemmeno la trovi perchè in città è segnalata pochissimo.
Tagli a Campo di Marte.
Cancellati numerosi intercity verso Roma e verso Milano da più di una provincia toscana.
Si tratta di grave arretramento della nostra mobilità su rotaia che si aggiunge alla già grave situazione che avevamo già denunciato.
Ci lamentavamo per le nostre stazioni di Porta al Serraglio e Borgonuovo e ci ritroviamo senza neppure quella centrale per intero.
Una città di 200000 abitanti senza uno scalo ferroviario adeguato. Addio sogni di gloria.
Ma di cosa abbiamo parlato fino ad ora?
Dove sarebbe finita l'idea di utilizzare il treno per mettere in comunicazione tutti i centri della piana da Firenze a Pistoia. Dove si infrange il sogno di diminuire i trasporti su gomma?
Si parla di automazione delle biglietterie. Ma se anche questo fosse necessario, e già richiederebbe uno sforzo di organizzazione e di impegno che è cosa impossibile per questa gestione di Trenitalia, cosa si intende fare, abbandonare altre stazioni a sè stesse tutta la notte e parte dela giorno, per farle diventare terra di conquista per tutti i border line delle città, luoghi insicuri e lugubri, senza alcun conforto?
Siamo dell'idea che contro questa gestione delle ferrovie ci voglia una forte presa di posiozione di tutta la società civile, a partire dai sindacati, dagli studenti e dal movimento dei comitati toscani. La sinistra arcobaleno non deve mollare la presa su questo tema che riguarda il lavoro, l'economia in genere e la salvaguardia dell'ambiente.
La riduzione del traffico ferroviario è infatti un sicuro impulso verso un maggior uso dei mezzi privati su gomma e spinge verso un ulteriore imbarbarimento del modo di viaggiare dei cittadini.
Bisogna organizzare al più presto una dimostrazione popolare, magari occupando la stazione di Prato o l'assessorato regionale ai trasporti. Oppure blocchiamo un casello autostradale o i pullman della Cap.
Non aspettiamo le elezioni, uniamoci tutti, comitati per il paesaggio e partiti dell'arcobaleno, grillini e comitati della piana, ambientalisti e lavoratori!
Abbiamo diritto ad un trasporto ferroviario adeguato alla nostra ricchezza nazionale e alla dignità delle persone.
MUNICIPIO VERDE

martedì 18 marzo 2008

ALCUNE IDEE PER IL CENTRO STORICO di M.R. Cecchini

Riceviamo questo contributo dalla nostra amica e compagna verde Maria Rita Cecchini e pubblichiamo con entusiasmo, convinti che le sue idee siano un importante e concreto contributo al dibattito sul futuro urbanistico di Prato.
Invitiamo tutti ad esaminarle con attenzione.
mv

ALCUNE IDEE PER IL CENTRO STORICO
( Proposta a cura di Maria Rita Cecchini, Verdi Prato )

“Il centro storico è luogo molto particolare, che vive di delicati equilibri tra gli spazi pubblici e quelli privati, tra il cittadino residente ed il commerciante (che spesso hanno esigenze diverse, se non, in alcuni casi, opposte), nonché di compromessi tra strutture edilizie antiche ed esigenze moderne”. Lavorare, da Verdi, su questi temi, vuol dire oggi avanzare delle proposte di trasformazione, con l’obiettivo è rendere più vivibile, attraente, abitato e frequentato il cuore della città; risvegliare il desiderio di risiedere in Centro Storico, con l’assunzione degli oneri e degli onori che questo comporta; risvegliare il flusso di frequentazione verso il Centro, garantendo che sia costante ma proporzionato alla sua capacità di carico.
Il ruolo del progetto urbano nella riqualificazione del Centro Storico può essere riassunto per alcuni grandi temi:

1. FORMAZIONE DEL SOGGETTO CITTADINO
2. RECUPERO DI CONTENITORI E INSEDIAMENTO DI NUOVE FUNZIONI
3. RESIDENZA E SERVIZI PER LA RESIDENZA
4. PROMOZIONE CULTURALE
5. POLITICHE ECONOMICHE
6. MIGLIORAMENTO DELL’ACCESSIBILITA’ E PARCHEGGI


OGNI LUOGO DELLA CITTA’ HA IL SUO CITTADINO

1. OGNI LUOGO DELLA CITTA’ HA IL SUO CITTADINO. Ogni luogo, avendo caratteristiche diverse, deve essere diversamente abitato; bisognerebbe favorire l’abitare in centro storico di persone con buona propensione alla socialità, più orientati ad un concetto di mobilità sostenibile, ad un modo di abitare meno “tecnologico” e più “ecologico”; nostro obiettivo politico è quello di promuovere e sostenere nuovi stili di vita.

2. LAVORARE ALLA FORMAZIONE DEL SOGGETTO CITTADINO, attraverso la richiesta, su temi specifici, di proposte elaborate da gruppi di cittadini sull’uso e la trasformazione del Centro Storico. Il coinvolgimento sta alla base del cambiamento.

3. CERCARE SOLUZIONI COLLETTIVE ANCHE PER PROBLEMI INDIVIDUALI, attraverso sistemi di aggregazione e di partecipazione; isolati sostenibili, esperienze di cohuosing, che dovrebbero trovare il sostegno economico delle Amministrazioni.

INSEDIAMENTO DI NUOVE FUNZIONI

1. UN MERCATO ALIMENTARE STABILE. Chi vive in centro non ha un mercato alimentare coperto giornaliero, che per un centro storico è una funzione imprescindibile; sarebbe importante attivare con l’Unione Commercianti e Confesercenti un piano di fattibilità per progettare un luogo in cui anche i negozianti di alimentari abbiano interesse a trasferirsi, che potrebbe di notte costituire una sorta di città dei divertimenti (bar, locali, ristoranti, piazze coperte interne, uno spazio connettivo da usare di notte per le funzioni legate al tempo libero).
Un luogo possibile: il Palazzo delle Ex Poste in Piazza San Marco; con questa destinazione prenderebbe più senso anche un parcheggio come quello di via Arcivescovo Martini
2. UNA SEDE IN CENTRO STORICO PER I GAS ( Gruppi di Acquisto Solidale), per promuovere forme di acquisto sostenibili.

3. IN CENTRO STORICO UN LUOGO SIMBOLO DELL’INTEGRAZIONE E DELLA MULTICULTURALITA’. Un padiglione Italia/ Cina/ Resto del mondo, per promuovere rapporti culturali e commerciali con gli immigrati; un luogo fisico in cui promuovere un incontro fisico; ma anche un luogo simbolico (progetto a molteplici mani fra architetti di varie provenienze)..


RESIDENZA E SERVIZI PER LA RESIDENZA

IL PARCO. Supplire alla deficienza degli standard a verde in Centro Storico con l’attuazione di un Parco; la sede dell’attuale Ospedale è adatta, ma rischia di vedere la sua realizzazione in tempi troppo incerti e troppo lunghi, legata com’è al trasferimento del vecchio Ospedale; ci pare più consona l’area del Mercatale, che potrebbe vedere l’incremento del Verde già esistente e la sua messa in relazione con il Parco Fluviale, così come previsto dal secondo progetto vincente il Concorso.

PROMOZIONE CULTURALE

L’UNIVERSITA’ IN CENTRO STORICO. Resta fondamentale collocare l’Università accanto alle stazioni ferroviarie. Ma è altrettanto importante costruire un percorso con il quale collocare a Prato facoltà attinenti alla sua realtà e alle sue vocazioni: Prato è famosa per le sue invenzioni e per la capacità di innovazione; coltivare questo talento è in linea con la storia della città e dei suoi cittadini.
L’apertura ai rapporti con altri paesi può essere favorita da una facoltà, ad esempio, di Lingue Orientali; si potrebbero pensare a percorsi di Alta Formazione, con facoltà che abbiano attinenza con l’Agricoltura (il parco agricolo della piana, a cui stiamo lavorando con altre associazioni, è una concreta risorsa economica), l’Economia Ambientale (per dirla con Confindustria, se l’ambientalismo può essere di parte….: “Ambiente come fattore di competitività, come risorsa aggiuntiva e non come un problema di costi. Adottando una strategia impostata sulla protezione dell’ambiente e sul risparmio di energia e materie prime, le aziende trasferiscono direttamente nel loro conto economico i vantaggi e i risparmi dell’ accresciuta competitività”); da non trascurare SCUOLE DI FORMAZIONE E SUPERIORI per le nuove tecnologie per l’Energia (un Buzzi delle rinnovabili….).


POLITICHE ECONOMICHE PER IL CENTRO STORICO

UNA SOLUZIONE ARCHITETTONICA INSOLITA. Manca al centro storico la possibilità di usufruire di una concentrazione diversificata di servizi, mantenendo l’attenzione sulla citata diversificazione, in realtà auspicabile ma non programmabile, si propone la chiusura con coperture di vetro, smontabili e apribili, ombreggiate d’estate, di alcune strade del centro (risultati attesi: impatto acustico controllato, possibile riscaldamento/raffrescamento dei percorsi; come nell’area commerciale di Siviglia, un luogo coperto dove passeggiare, lavorare, provvedere ai bisogni quotidiani, socializzare e divertirsi).

MIGLIORE ACCESSIBILITA’ E PARCHEGGI

CONTROPARTITE ALL’ABBANDONO DELL’AUTO PER LA FREQUENTAZIONE DEL CENTRO STORICO. Restando un punto fermo e irrinunciabile la sua pedonalizzazione, occorre creare una serie di servizi alternativi per i cittadini che lo frequentano, con l’obiettivo di rendere il flusso delle persone costante, e permettere così il sostegno delle attività. Tutto questo senza pesare sull’organizzazione della vita dei residenti.
Per il commercio, creare una figura di Facilitatore al Centro Storico; qualcuno che alle porte del centro si occupi di sistemare l’auto, di intrattenere i bambini, di coordinare il trasporto degli acquisti, una sorta di maggiordomo o uomo della hall, trattando il Centro Storico come si tratterebbe un unico edificio con la sua reception. Questa la possibile offerta di servizi:

· Servizi di accoglienza per il Centro Storico; informazioni, offerte del giorno, avvenimenti nei negozi; una rete puntuale di notizie quotidiane, in piccoli chioschi informatizzati e interattivi posti agli ingressi principali del Centro Storico, o nei parcheggi, o direttamente sugli autobus; un servizio di SMS (notizie sul Centro Storico) con la stessa funzione.
· Ludoteche, cinema e attività per piccoli, in luoghi in cui i bambini vengano sorvegliati e intrattenuti più a loro misura mentre i genitori usufruiscono dei servizi del Centro Storico (cinema, teatri, negozi, saloni di bellezza, etc.)
· Trasporto a domicilio degli acquisti, effettuato con mezzi ecologici; il servizio sarà gratuito per chi si muove in autobus, o per chi esibisce lo scontrino di un parcheggio strategico per la sosta ai limiti del Centro.
· Biglietti autobus famiglia (con un solo biglietto, viaggiano membri della stessa famiglia).Possibilità di prenotare telefonicamente un posto nel parcheggio più utile; da ASM va pretesa una gestione dei parcheggi contemporanea e sperimentale