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La mer, la fin...

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domenica 12 aprile 2009

Prato verso le amministrative. Carlesi tutto solo in "via della Povertà"

Una campagna dura, "da mediano", è quella che ha intrapreso Carlesi, scegliendo fra i suoi primi interlocutori le associazioni dei consumatori. Provare ad essere di sinistra in un contesto così dissestato e contraddittorio, non è facile. Soprattutto è impossibile militando in un partito che di sinistra non è affatto e a cui il parco agricolo e comunque l'intero progetto di parco della piana, fa sostanzialmente "cacare" (come ebbe a dire il candidato per le europee Domenici). E' difficile per un partito sviluppista, filobancario e burocratico essere dalla parte dei disoccupati e dei cittadini alla ricerca di una nuova economia. Non lo voteranno neppure i suoi. A meno che... non siano tutte finzioni. mv



da il Tirreno del 12/04/09
Carlesi: terreni nella piana per le cooperative agricole E ribadisce che gli aiuti alle famiglie in difficoltà non seguiranno i criteri Isee

PRATO. Deroghe alle norme che impongono di ricorrere all’Isee per sostenere famiglie e persone in difficoltà, affidamento a cooperative agricole di alcuni terreni di proprietà comunale (vedi lascito Salvi Cristiani), programmazione continua degli interventi per il decoro della città, partecipazione delle associazioni alla preparazione del bilancio comunale. Massimo Carlesi e tre delle maggiori associazioni dei consumatori concordano su questi e altri punti. Un’ampia convergenza si registra fra gli impegni del candidato sindaco del centrosinistra e i responsabili di Adiconsum (Giovanni Mannocci), Federconsumatori (Maria Luisa Bechi e Paolo Noci) e Movimento consumatori (Donatella Colao).
«Il Comune dovrà essere più efficiente e più vicino alle associazioni che rappresentano e hanno il polso dei disagi e delle difficoltà dei cittadini - ha detto Carlesi - Sarà importante vedersi almeno tre volte l’anno, con il sindaco presente, per preparare il bilancio, verificare l’attuazione dei programmi e, infine, valutare i risultati».
Risposta affermativa, con tanto di una prima ricognizione dei terreni utili e liberi da contratti, è stata data alle tre associazioni che hanno chiesto di poter creare nel parco agricolo della piana cooperative capaci di dare risposte a coloro che restano senza lavoro passati i 40 anni e ai consumatori che non rinunciano a portare in tavola prodotti freschi e genuini, a prezzo contenuto. Per quanto riguarda il sostegno alle famiglie e ai lavoratori in difficoltà, Carlesi ha ribadito di voler derogare «alle norme che disciplinano gli aiuti, a cominciare dall’Isee, perché occorre rispondere immediatamente a chi non sa più come pagare bollette, affitto, mutui e libri scolastici. La nostra è una crisi nella crisi che colpirà con più durezza, secondo le previsioni, tra giugno e ottobre. Bisognerà essere pronti a sostenere tanto i dipendenti che perdono il lavoro quanto i piccoli imprenditori, a cominciare dagli artigiani che passano un momento terribile».
Sul decoro urbano, poi, Carlesi ha ribadito la necessità di procedere a una programmazione degli interventi e a un dialogo stretto con cittadini e associazioni, anche attraverso l’attivazione del numero verde multieutente che di fatto restituirà al solo Comune la responsabilità diretta di fornire risposte e tempi certi alle persone che segnalano determinate situazioni.

lunedì 31 marzo 2008

Stanze del buco contro l'ipocrisia

Sulla Nazione di Prato di Domenica 30 Marzo, viene trattato ampiamente il problema del degrado della stazione del Serraglio, del parcheggio vicino e degli spazi antistanti l'università. Dal momento che l'argomento ci sta molto a cuore, e con esso il destino di quei giovani che conducono una vita precaria ai margini della società, vorremmo aggiungere una precisazione.
Dobbiamo ricordare che la definizione "stanze del buco", usata per il titolo dell'articolo in terza pagina, è apparsa circa un anno fa, (forse proprio sulla Nazione), in occasione di una proposta di legge regionale presentata dal Consigliere dei Verdi e presidente della Commissione Sanità Fabio Roggiolani.
L'idea, sperimentata con successo in altri paesi europei, era volta proprio ad evitare fenomeni come quello del Serraglio e prevedeva dei luoghi, al chiuso e controllati sanitariamente, dove i tossicodipendenti da droghe iniettabili potessero consumare la loro dose.
Il senso di questa proposta è facilmente comprensibile: controllare il fenomeno, evitare ai cittadini spettacoli tristi o inquietanti, ed impedire tragiche trasmissioni di gravi malattie fra i consumatori di sostanze, consentendo loro anche in momenti così difficili di non perdere la dignità.
Mentre in Toscana questa soluzione è rimbalzata contro un muro di pregiudizio bigotto, in almeno un'altra regione italiana si sta sperimentando la cosa con il parere favorevole del Ministero della Salute. A Prato invece, sia l'opposizione di destra che la Giunta vorrebbero combattere il degrado riaprendo al traffico delle auto le strade del centro storico.
Non è inevitabile che i tossici debbano trasformarsi tutti in delinquenti o barboni, mettendo in pericolo la sicurezza e la salute propria e degli altri; bisogna avere il coraggio di affrontare queste criticità sociali, cominciando ad accettare la loro esistenza senza volerla nascondere.
Al Serraglio, non di Stanze del Buco si tratta ma di solitudine, paura e malattia, spesso aggravate dall'ipocrisia sociale di chi non vuole affrontare con coraggio i problemi.

Municipio Verde

lunedì 17 marzo 2008

Degrado urbano

Raccogliamo, dal Tirreno dello scorso sabato, un paio di segnalazioni che riprendono un tema a noi caro: quello del degrado urbano.
Sulla situazione delle stazioni pratesi, eravamo già intervenuti in passato, raccogliendo alcune segnalazioni pervenuteci.
Vogliamo aggiungere un nostro piccolo contributo: delle foto scattate lo scorso dicembre sempre al Macrolotto 2, che testimoniano non solo la condizione dei cassonetti, ma anche delle strade e del "verde"... che, se non ricordiamo male, dovrebbero essere manutenute da ASM...


Municipio Verde

da Il Tirreno del 15/03/08 Macrolotto 2 come Napoli, con enormi cumuli di rifiuti abbandonati ai bordi delle strade. Nell’area industriale si trova di tutto: montagne di laterizi rotti e lasciati lì, materiale edile di scarto accumulato, pneumatici, materassi, stracci vecchi. Per dirla con l’imprenditore che ha inviato al giornale una protesta: «E’ una vergogna. Ed è ciò che provo quando i clienti entrano in aziende e mi dicono di non essersi accorti di aver sbagliato strada e di trovarsi in Campania». In via Terrassa «dove i vigili fanno scuola guida - scrive - e quindi “vedono”» c’è una discarica a cielo aperto. «Possibile - conclude - che nessuno intervenga»? Degrado nella zona della stazione Borgonuovo e tra i cittadini si scatenano le proteste. Rifiuti sparsi dappertutto, roba lasciata qua e là e siringhe, a cui si aggiungono marciapiedi inesistenti per i pedoni nel tratto che da via Pistoiese (vicino a via Scarlatti), dopo il cavalcavia, porta a Narnali. La segnalazione arriva da una cittadina, Erina Giammanco, residente in via Ceri dietro la piccola stazione. «Per un pedone raggiungere Narnali è un’impresa - spiega la cittadina - dal parcheggio della stazione Borgonuovo si accede, tra i campi, ad un cancellino che immette su via Pistoiese in una zona preclusa ai pedoni. E’ qui che spesso mi imbatto in rifiuti di ogni genere e siringhe, rifiuti edili abbandonati senza ritegno. Le alternative di passaggio sono poche, tenendo conto del traffico che sull’altro lato ingorga la rotatoria sotto il cavalcavia per Galciana. In più, tutto l’asfalto che costeggia la ferrovia - continua - è in condizioni disastrate. Si tratta di una zona di confine tra due quartieri, abbandonata a se stessa». «Prima della stazione venendo da via Filzi sulla destra - aggiunge - c’è uno stretto ponticino che permette l’accesso alla zona di Chiesanuova, poco usato. La parte adibita al parcheggio è una zona incolta, basterebbe un po’ di pulizia e manutenzione per renderla vivibile, la stazione è stata costruita solo da poco più di un anno. Ho segnalato più volte, in accordo con gli altri residenti, il disagio al Comune, ma i tempi degli interventi sono sempre biblici. Mia figlia frequenta le scuole medie a Narnali. Confesso di non essere tranquilla all’idea che si imbatta in questi percorsi di guerra. Dovrebbero essere creati accessi alternativi o almeno essere ricostruiti marciapiedi laterali. Così com’è la strada non è agibile».