TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

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domenica 10 maggio 2009

Prato verso le amministrative. Sinistra e libertà apre la campagna.


www.sinistraprato.it
Festa e poi VENDOLA:
Sinistra e Libertà apre la campagna elettorale.

Si è svolta alle 14.30 di oggi, davanti ad una cinquantina di persone nei locali della sede di piazza Lippi, la conferenza stampa di presentazione delle liste di Sinistra e Libertà di Prato.

Da oggi è ufficialmente lanciata la campagna elettorale.
- lunedì prossimo, 11 maggio, dalle ore 20.00 festa di sinistra e libertà con i candidati al Keller Platz di Prato.
La cena ( pizza, dolce e bevuta) costa 13 euro.
A seguire musica rock dal vivo.
Partecipate numerosi.
(non c'è bisogno di prenotazione)
- sabato 16 maggio, alle ore 10.30 in piazza del comune,
comizio con NIKI VENDOLA,
Massimo Carlesi (candidato a sindaco) e Lamberto Gestri (candidato a presidente della provincia) del centrosinistra.

domenica 19 aprile 2009

Prato verso le amministrative. Rifondazione fuori dal centrosinistra, ricorre a Paoletti.

E' ufficiale: Rifondazione è stata rifiutata dallo schieramento di centrosinistra. Intanto si continua a parlare della candidatura di Paolo Paoletti, ma ci sembra strano che il partito inserisca un capolista indipendente. sarebbe una bella novità. Comunque ragazzi sbrigatevi perchè il tempo stringe!
MV

Da decidere ancora i candidati
Rifondazione comunista correrà da sola
il Tirreno 19/4/'09

PRATO. E’ deciso: Rifondazione Comunista correrà da sola. Nessun accordo possibile con il Pd anche per la netta opposizione della componente ex centrista ma anche di Sinistra e Libertà che riunisce vendoliani, Verdi e Sinistra democratica.
Entro pochi giorni - la data è mercoledì quando si riunirà il direttivo provinciale - il partito governato da Alessio Laschi dovrà decidere i nomi dei candidati sindaco a presidente della Provincia. In pole - ma non si sa ancora per quale poltrona - ancora il nome dell’architetto Paolo Paoletti che dovrebbe correre in tandem con un candidato di bandiera.
Rifondazione lancia un appello per una lista unitaraia della sinistra «perta a tutte quelle persone, associazioni, liste civiche, comitati, esponenti del mondo del lavoro e del sindacato - scrivono in una nota - che condividono con noi la critica al sistema di potere cittadino, alla gestioone dell’ambiente e dei rifiuti e dei beni comuni di questa città».

sabato 18 aprile 2009

Prato. Viabilità, Multisala e bufere.

E' incredibile come l'avvicinarsi delle elezioni veda il fiorire dei voti negativi da parte anche degli alleati del PD, che si ritrova solo - in questo caso - sulla variante al regolamento urbanistico che avrebbe dovuto risolvere il "nodo" della realizzazione della strada "di collegamento" tra via Tobbianese e la tangenziale, già causa di maretta nella scorsa settimana. Così, il voto contrario di Tommaso Rindi, consigliere comunale dei Verdi nonchè presidente della commissione urbanistica, che è approdato a tale risultato dopo l'astensione in commissione, è molto in odore di campagna elettorale, e ci chiediamo se qualche proposta alternativa lui l'abbia avanzata. Noi non ne sappiamo niente, ma d'altra parte la federazione dei Verdi di Prato non esiste più, nei fatti, visto che non si riunisce un esecutivo da nove mesi... Né il consigliere si è premurato di tenerci informati. Ma queste sono altre storie! Perlomeno Vannoni, che pure negli ultimi giorni abbiamo scoperto sostenere apertamente le candidature di Carlesi e Gestri con la partecipazione ad un comitato elettorale, ha mantenuto una sua coerenza, col voto contrario... MV

da la Nazione del 18/04/09
Variante viabilità multisala Bufera in consiglio

MOMENTI di tensione in consiglio comunale per l’approvazione della variante al regolamento urbanistico necessaria a realizzare la strada di collegamento tra la tangenziale (viale Ammende) e via Tobbianese. Il sì è arrivato solo dal Pd, mentre tutti gli altri hanno votato contro. La discussione è partita dal noto caso della gioielleria Paci di via Traversa Pistoiese, che dovrebbe essere demolita per far posto alla nuova viabilità, ma è scivolata spesso sulla multisala e sull’opportunità del progetto sia dal punto di vista urbanistico che da quello sociale.

L’ASSESSORE all’urbanistica Stefano Ciuoffo ha ribadito il prevalente interesse pubblico nella realizzazione dell’opera e la non percorribilità di soluzioni alternative: «Conosciamo le difficoltà denunciate dal laboratorio di oreficeria Paci — ha detto —, ma noi siamo chiamati a privilegiare l’interesse pubblico e dobbiamo considerare le richieste della circoscrizione e delle frazioni di Tobbiana e Vergaio, ‘tagliate fuori’ e penalizzate nei collegamenti dalla rotatoria di Capezzana». Come già fatto in precedenza con interrogazioni e question time, An ha affermato la propria assoluta contrarietà alla scelta che considera una «contraddizione in termini, perchè non funzionale e non essenziale alla viabilità, dato che l’agibilità e l’apertura della multisala saranno concesse prima della realizazione della strada».

RIFONDAZIONE e Sinistra per Prato hanno invece ribadito il loro no all’operazione multisala. «E’ un progetto avulso dal territorio e in cui si realizzano solo gli interessi di pochi, gestito male fin dall’inizio dal punto di vista politico e della concertazione», è l’opinione unanime dei consiglieri. Paradossalmente analogo il parere di Forza Italia, secondo la quale «la multisala rischia di essere una cattedrale nel deserto». Anche il voto negativo dei Verdi (che sono in maggioranza) nasce sia per la contrarietà alla multisala, sia per non aver trovato un’ipotesi alternativa per la viabilità, «su cui non ci sono stati nè grandi sforzi e su cui era necessario invece maggiore impegno».

INFINE, sono molto dure le proteste del comitato di Vergaio e Tobbiana: «Con questo atto irresponsabile non solo si vuol far chiudere un’attività storica di Tobbiana — commenta il portavoce Mirko Lafranceschina —, ma si vuol agevolare ancora una volta i ‘signori’ del complesso multisala & Coop. Il comitato vuole assolutamente il collegamento tra viale Allende e via Traversa Pistoiese per risolvere l’isolamento di Vergaio e Tobbiana, ma esistono valide alternative al progetto del Comune che non sono mai state prese in considerazione. Intanto i commercianti continuano a chiudere i battenti e i cittadini devono fare tanti chilometri in più».

sabato 21 marzo 2009

Prato verso le amministrative. Si presenta Sinistra e Libertà a Prato

Anche a Prato si costituisce l'alleanza elettorale denominata sinistra e Libertà. E' noto a tutti i nostri amici e simpatizzanti che MV ha scelto un'altra strada. Abbiamo cercato di spiegare più chiaramente possibile i motivi della nostra scelta; tali motivazioni, purtroppo non sono venute meno negli ultimi mesi ma anzi si sono rafforzate. Quest'apertura tardiva ai contributi della società civile, dell'associazionismo e dai comitati, dopo aver trattato "a monte" con il PD e aver partecipato al baraccone delle primarie, ci sembra decisamente triste.

Ci auguriamo comunque che in questa occasione vengano realizzate aperture concrete alle istanze civiche e ambientaliste della città, magari concretizzate in una critica chiara ed esplicita alla politica urbanistica della giunta uscente e alla farsa del processo anti-partecipativo da essa gestito. Magari persino con un pronunciamento di stop al Town meeting che si terrà il 28 marzo prossimo. Ma la cosa più facile è che si tenda a menare il can per l'aia fino a che non sarà Carlesi a scavalcare la Sinistra a Sinistra

MV

Ciò nonostante saremo felici di dare ampio spazio alle iniziative e ai percorsi di questa coalizione, in spirito di servizio ma senza risparmiare critiche.

dal sito Sinistraprato.it
Sinistra e Libertà, il progetto politico per l’Europa, lanciato da alcune forze della sinistra si riproduce anche a Prato.

Verdi, Partito Socialista, Sinistra Democratica e Movimento per la Sinistra, il movimento avviato da Vendola, hanno concordato di lavorare insieme per una nuova proposta da offrire sul territorio aprendo ad associazioni, comitati e singoli contributi che potranno venire dalla società civile.

Proprio per questo il 25 prossimo ci sarà il lancio pubblico di Sinistra e Libertà che intende essere “laboratorio aperto e inclusivo” di una “sinistra attiva e di governo” che apre con alcuni temi: il lavoro, lo sviluppo urbano, la coesione sociale, il rispetto delle regole, la sicurezza, l’ambiente come valore e risorsa, la responsabilità della politica e la sua trasparenza, la partecipazione civica ai processi decisionali.

Ma prima di tutto il lavoro e l’occupazione. Da una parte rafforzando le richieste urgenti di assistenza che provengono dagli inoccupati, lavoratori o piccoli artigiani, e i bisogni delle imprese di accesso al credito, contrazione della pressione fiscale, rilancio degli investimenti e costruzione di una forte immagine internazionale del prodotto pratese.
Dall’altra chiedendo con forza che sia lanciata una poderosa campagna di investimenti, pubblici e privati, verso lo sviluppo di un’economia-verde, nuova frontiera dello sviluppo mondiale. Riciclo e recupero dei rifiuti, ristrutturazione degli edifici per risparmiare energia, sostituzione dell’intera illuminazione pubblica, produzione diffusa di energia solare, eolica, geotermica, recupero sistematico delle acque, sono tutte opportunità di “nuovo lavoro” e di “nuova occupazione” per il nostro distretto manifatturiero.

Sinistra e Libertà, osservando lo scenario che si prospetta per le prossime amministrative, ritiene che l’unità delle forze del centro-sinistra, in una prospettiva responsabile di governo, sia un valore per il quale spendersi fin da subito.

Pertanto, Sinistra e Libertà, come nuova entità politica e sulla base di nuovi contenuti, intende avviare immediatamente un confronto a tutto campo con le altre forze collocate nel centro-sinistra.

Carlesi ha interpretato, durante le primarie, il bisogno di un cambio di passo ed è su questa frequenza che intendiamo sintonizzarci verificando la condivisione dei contenuti programmatici per la città. Anzi, desidereremmo proprio partecipare, con pieno titolo, alla scrittura del programma di governo per una nuova Prato.

Il Coordinamento Politico di Sinistra e Libertà

Verdi - Celso Bargellini,

SD - Michele Mezzacappa,

Mps - Nunzio Martino,

PS - Alessandro Michelozzi

venerdì 25 aprile 2008

Appello per la difesa della libertà di culto a Prato

Oggi, 25 Aprile, in tutta Italia festeggeremo la Festa di Liberazione Nazionale. Anche Prato, oggi, ricorda tutti quelli che sono caduti per assicurare al nostro paese quei diritti che oggi sono parte integrante della nostra Costituzione.
E’ anche per continuare a difendere a a far vivere quei diritti che promuoviamo l’Appello per la difesa della libertà di culto.
Non si tratta di favorire un progetto piuttosto che di un altro, o una localizzazione particolare a scapito di un’altra, quanto di sostenere il riconoscimento a tutte comunità presenti sul territorio del diritto di praticare la propria religione, contro chi lo vuole negare, nei fatti e nelle parole.
L’appello può essere sottoscritto da singoli ed associazioni inviando i propri dati alla casella municipioverde@gmail.com, accedendo al blog http://municipioverde.blogspot.com oppure direttamente al sito http://firmiamo.it/libertadicultoaprato.


Lanfranco Nosi
Riccardo Buonaiuti
Municipio Verde

APPELLO PER LA DIFESA DELLA LIBERTA' DI CULTO A PRATO

La nostra Costituzione, che proprio quest’anno compie sessant’anni, recita testualmente che “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.” (art. 19).
La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, sottoscritta anche dall’Italia, riprendendo la Dichiarazione Universale dei Diritti Dell’Uomo, dice “Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l'insegnamento, le pratiche e l'osservanza dei riti.” (art. 10)

Questi sono diritti fondamentali, di tutti gli uomini, a prescindere dalla loro cittadinanza.
Questi diritti, come la libertà di espressione, sono il fondamento di qualsiasi democrazia contemporanea, sono il fondamento della nostra democrazia!

Oggi, a Prato, c’è chi vuole negare questi diritti sanciti costituzionalmente.
Oggi, a Prato, c’è chi chiede che si impedisca la costruzione di luoghi di culto e che le manifestazioni della religiosità siano soggette a controlli e a censure.

Ma questa non può essere l’unica voce sull’argomento.
Noi crediamo che sia ancora possibile costruire insieme una città multiculturale che consenta ai popoli di convivere e di cooperare nello stesso territorio, armonizzando le abitudini civilmente, nel pieno rispetto dello stile di vita del popolo ospitante.
La moschea, il tempio buddista, il capodanno cinese, la chiesa ortodossa, e quant'altro rappresenti l'espressione di una cultura, contribuiscono a creare un tessuto sociale che migliora la vita degli immigrati e rasserena i rapporti umani nelle comunità: l'appartenenza ad una comunità religiosa è un fattore di coesione, sviluppa la solidarietà e aiuta ad affrontare il futuro.
Pertanto, così come è auspicabile che i cattolici possano realizzare la loro presenza sul territorio attraverso la costruzione di un certo numero di templi, adeguato alla popolazione e localizzato secondo regole urbanistiche valide per tutti, è altrettanto giusto che le comunità che ne hanno la possibilità, senza oneri per l'amministrazione, abbiano i loro spazi.

Se vogliamo che le comunità straniere presenti in città si integrino in un sistema normativo pienamente condiviso, dobbiamo promuovere ciò che rende la vita delle persone più dignitosa e più serena.

Chiediamo quindi a tutti i pratesi, memori della solida tradizione democratica della nostra città, di far sentire la propria voce, e di sostenere con forza il diritto degli individui e delle comunità presenti sul territorio a conservare e a praticare la loro cultura, anche religiosa, quando essa non contrasti con le leggi del nostro paese.


HANNO GIA’ ADERITO ALL’APPELLO
Daniela Morra (Portavoce Regionale Federazione dei Verdi Toscani), Alessio Nincheri (consigliere di Rifondazione Comunista nel Consiglio Provinciale di Prato), Leonardo Becheri (Capogruppo Rifondazione Comunista Consiglio Comunale di Prato), Francesco Berti (Capogruppo Rifondazione Comunista nel Consiglio della Circoscrizione Centro), Alfredo Albiani, Ass. Europa Plurale – Movimento per un Federalismo Globale, Gianpiero Lacovara, Augusto Buzzegoli, Fabrizio Masini

lunedì 14 aprile 2008

Stefano Boco: lettera ai Verdi.

Ringraziamo Stefano per questa lettera densa di spunti e soprattutto per questi anni di lavoro parlamentare. Saremo lieti di condividere con lui un fururo che speriamo veda il rafforzarsi delle istanze ecologiste in Toscana.
MV


Care amiche e cari amici Verdi,
dopo 12 anni di ininterrotta rappresentanza parlamentare per la nostra Federazione sento il bisogno di salutare e soprattutto ringraziare per aver avuto una irrepetibile opportunità che non saprò mai ripagare.
Non sono mai stato una figura fortemente pubblica, sono stato soprattutto uomo di partito che ha attraversato con intensità e slancio la nostra storia, vivendo la nostra organizzazione più come una comunità che come un partito. Se mi volto indietro percepisco i tanti silenzi, i tanti errori e vedo le tante classi dirigenti che ho ed abbiamo attraversato e di questi errori e silenzi non mi sento vittima, ma responsabile.
Oggi, per scelta piena e consapevole, di chi sa che nella vita ogni percorso se sano, ha un principio ed una fine, infatti ho sempre pensato che si esiste per vivere, per amare e per lasciare un segno, non per sedere in maniera continuativa in un'aula parlamentare, non ho la tensione del candidato e guardo con grande preoccupazione al nostro futuro.
Siamo nati come un arcipelago di territori ricco di diversità e ci siamo trasformati in monarchia assoluta, dove si straparla del "noi", pensando solo "all'io", dove si è dedicata la maggior parte delle energie alla demonizzazione dell'avversario interno e del diverso, uccidendo così la voglia e la volontà anche dei più giovani di avvicinarsi a noi, poiché abbiamo perso quella meravigliosa capacità di essere eretici e diversi nella politica.
La responsabilità non può essere ascritta ad un uomo solo al comando, la responsabilità va condivisa tra tutte quelle persone che hanno guidato il partito e che hanno determinato una diversa indole, cambiando le regole del gioco, facendo saltare in primo luogo, quel vincolo indissolubile con i territori. Nel corso delle passate stagioni, abbiamo perso insieme, l'etica della responsabilità, non ritenendoci mai responsabili dei nostri errori, pensando che appartenessero solo agli altri o che fossimo vittime di una congiura del mondo intero nei nostri confronti, come l'esperienza fallimentare del Girasole e la terribile emergenza rifiuti in Campania.
Credo che la chiave di volta di questo problema sia il ritornare alla nostra indole, il federalismo, tornare alle "Liste Verdi" su base locale, per far rinascere quella rappresentanza spontanea e legata alle problematiche e non agli interessi in ballo nelle giunte e nei consigli o nelle Camere, rispetto ai temi ambientali ed ecologisti.
Anche in questa occasione, non ritengo che ci serva più la ripartizione un pò ridicola dell'ennesimo rito sacrificale nei confronti del Presidente di Turno e dei vertici apicali, non serve continuare a darsi ragione e a nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere la realtà. I Verdi vinceranno la loro sfida se sapranno rilanciare la grande questione ecologista ripartendo dal concetto "agire localmente, pensare globalmente".
Gli anni che abbiamo davanti, non saranno i più facili, e chi come me è memoria di questo partito mette a servizio la propria esperienza per condividere questa lunga traversata del deserto, e mi auguro che si comprenda che un ciclo si è chiuso, un ciclo iniziato a Montegrotto con l'elezione di Ripa di Meana. Accorgersi della fine di qualcosa, è preparare un nuovo inizio.
In questo nuovo inizio mi auspico che non si perda nessuno e chi, come me, tanto ha ricevuto dai Verdi si candidi a fare il semplice militante, occupandosi di rigenerare energie e territori.
Le ricette ai nostri mali sono difficili, le finte ricette (sostituzioni guidate perché tutto rimanga inalterato) sarebbero mortali, per questo credo e lotterò perché il "solve et coagula" di Alex oggi sia reinterpretato e rilanciato.
La proposta è semplice, chiudere per riaprire, poiché non sono finiti i Verdi, è finito il Partito nazionale, è finita l'epoca, con la caduta del Governo Prodi del finto maggioritario e si è aperta la stagione del nuovo bipartitismo, e per i Verdi è finito il tempo di occupare uno spazio piccolo ed angusto, ma importante per l'agorà politica italiana. La cultura ecologista nel mondo e nel nostro Paese hanno attecchito nella società civile, rendendo tematiche sconosciute di pubblico domino, basti pensare al Premio Nobel dato ad Al Gore, o a i grandi concerti internazionali che radunano milioni di persone per dare voce alle istanze ecologiste. Tutto questo deve interrogarci se è ancora possibile una presenza autonoma dei Verdi nello scenario politico.
Occorre anticipare così, la riforma elettorale maggioritaria e federalista che la prossima legislatura proporrà, con un processo di autonomia territoriale vero e completo, dove i territori saranno proprietari della propria politica e del simbolo. Una federazione che abbia un solo coordinamento nazionale fatto da un rappresentante per ogni Regione, azzerando così di fatto le cariche di presidente, tesoriere ect.etc., cariche sostituite dal ruolo collettivo.
Il Federalismo vero, reale, deve essere non solo una forma organizzativa, ma una "forma mentis", ogni territorio dovrà predisporre di autonomia politica, finanziaria e gestionale e questo diverrà la migliore cura al protagonismo del singolo e alla creazione di feudi elettorali, svuotati di argomentazioni politiche.
Trovo vecchia e superata la problematica di schierarci tra i favorevoli ed i contrari al processo di unificazione iniziato con la Sinistra Arcobaleno, credo infatti, che questo interrogarsi sia come la metafora di chi pensa di cambiare rotta dopo che è avvenuta una collisione.
Come ho detto dovremmo attraversare un deserto, dove dovremmo insieme ricostruire la credibilità e l'immagine verde, nel nostro Paese è ancora troppo viva e reale la percezione dei rifiuti per le strade della Campania, che metaforicamente rappresentano la fine di un ciclo, di una classe dirigente nella quale io ci sono stato, di cui mi sento parte degli errori da noi fatti.
"Ho sempre amato il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio", ecco i Verdi come enunciava il Piccolo Principe nella sua meravigliosa solitudine dovranno imparare a percepire ciò che risplende nel silenzio, dovranno ascoltarsi e ripartire, perché questo Pianeta ha ancora bisogno di noi.
In conclusione, vi saluto, vorrei farlo singolarmente, perché ognuno di voi mi ha regalato qualcosa, un pezzettino del suo essere verde, essere ecologista, e dal 13 , mi candido ad essere un vostro militante, un compagno di viaggio, per attraversare insieme il deserto.
con affetto,
Stefano Boco

TBC e prove di "Grosse Koalition" a Prato

A Prato, succede anche di questo... Che il PD pratese, in Consiglio Comunale, approvi un ordine del giorno sulla questione della diffusione di malattie infettive presentato da Forza Italia e bocci quello presentato da un consigliere della stessa maggioranza, Tommaso Rindi dei Verdi.
Sembra che il "comune sentire" tra PD e PDL, dal livello nazionale, si stia diffondendo velocemente anche a livello locale: prove tecniche di "grosse koalition" pratese???

MV


La Nazione, 12/04/08
Pd e Pdl votano insieme L’Arcobaleno no

E’ SUCCESSO di tutto, l’altra sera in consiglio comunale, con il Pd che ha votato con Forza Italia e An, e la Sinistra Arcobaleno contro il Pd. Niente di fondamentale in discussione, solo un documento presentato da Forza Italia sul problema tbc e più in generale sui rischi delle malattie infettive in parte legate all’immigrazione, che ha spinto la Sinistra Arcobaleno a presentarne un altro. E l’esito del voto è stato a dir poco singolare, di certo imprevedibile.

IL TESTO di Forza Italia, illustrato da Roberto Baldi, impegnava il consiglio, in sinergia con l’Asl «a potenziare misure preventive da adottare in relazione alle necessità nuove che si prospettano nel campo delle malattie infettive», partendo dal presupposto che «in città si stanno determinando forme infettive nuove, derivanti in parte dai processi immigratori e dalle scarse cautele a queste connesse». Immediata la reazione dei consiglieri Arcobaleno: Leonardo Becheri ha chiesto di rinviare il dibattito ad un consiglio successivo; Mauro Vannoni (Sinistra Prato Viva) ha rilevato che la delicatezza della questione imponeva di non trattarla a due giorni dal voto, soprattutto per l’«equazione fra malattie infettive e immigrazione»; Moreno Zazzeri (Pdci) è addirittura uscito dall’aula. E’ così intervenuto il sindaco: «Nel 2006 sono stati 67 i casi di tbc — ha ricordato —, percentualmente doppio rispetto alle altre città toscane. E’ una malattia che ha le sue cause nella povertà, nell’alimentazione insufficiente, nelle condizioni di vita di estremo degrado. Sarebbe assolutamente sbagliato prendere spunto dai casi tbc che stanno emergendo anche nelle scuole per una campagna anti immigrati, ma il nostro compito è affrontare il problema e assumere tutte le misure necessarie per la tutelare la salute di tutti i cittadini. Non possiamo sottovalutare — ha concluso —, non dobbiamo drammatizzare».

PIÙ o meno tutti i consiglieri si sono trovati d’accordo col sindaco, ma questo non ha consentito di trovare un accordo sull’ordine del giorno. Il capogruppo dei Verdi, Tommaso Rindi, ha presentato un ulteriore documento, con un riferimento più «sfumato» alla questione immigrati, e così le votazioni sono state due. Il testo presentato da Forza Italia è stato sottoscritto e votato anche da Pd, Italia dei Valori, An e Taiti; quello dei Verdi è stato votato dall’Arcobaleno (Zazzeri escluso, perché rimasto fuori dall’aula) e da Bartoloni del Pd, mentre ha avuto il no di cinque consiglieri del Pd (Bartolotti, Ciambellotti, Mannocci, Romagnoli e Rosseti), convinti che si sarebbe potuto arrivare a un documento unitario e tutti gli altri si sono astenuti. Un «valzer» del genere non si vedeva da tempo in consiglio comunale.
an. be.

Il Tirreno, 14/04/08
La Tbc infiamma il consiglio comunale
Il sindaco: «Non creiamo allarmismi. Basta monitorare la situazione»
L’ordine del giorno è stato presentato dopo i due casi registrati a Prato

PRATO. La questione Tbc, scoppiata a seguito dei casi di infezione tubercolare registrati negli ultimi giorni nella nostra città, è stata oggetto di una lunga e animata discussione nell’ultimo consiglio comunale. Un ordine del giorno sul tema, firmato dai gruppi consiliari di Forza Italia, Partito democratico, Alleanza nazionale, Italia dei valori, Lista Taiti per Prato, è stato posto all’attenzione del consiglio subito dopo la conclusione del dibattito sugli argomenti in discussione nella seduta di ieri.
Il documento, illustrato dal consigliere di Forza Italia, Roberto Baldi, impegnava il Consiglio, in sinergia con l’Asl «a proseguire e potenziare misure preventive da adottare in relazione alle necessità nuove che si prospettano nel campo delle malattie infettive» partendo dal presupposto che «nella realtà locale, oltre ai noti fenomeni di persistenza e stabilità della malattia in soggetti autoctoni anziani, si stanno determinando recrudescenze e forme infettive nuove, derivanti in parte dai processi immigratori e dalle scarse cautele a queste connesse».
Immediata la reazione dei consiglieri Leonardo Becheri (Rifondazione Comunista), Mauro Vannoni (Sinistra per Prato Viva) e Moreno Zazzeri (Comunisti italiani): Becheri ha chiesto di rinviare il dibattito ad un consiglio successivo, visto che non era all’ordine del giorno della seduta; Zazzeri ha dichiarato di non partecipare al dibattito, uscendo dall’aula e motivando la sua decisione con il fatto che l’urgenza e le modalità di presentazione dell’ordine del giorno non erano giustificate da elementi informativi sufficienti a consentire una discussione seria su un argomento di così grande delicatezza.
L’intervento del sindaco a questo punto del dibattito ha, però, messo tutti d’accordo. «A Prato - ha osservato Romagnoli - dobbiamo fare i conti con una realtà che presenta caratteristiche diverse dagli altri territori della Toscana. Nel 2006 sono stati notificati 67 casi di infezione tubercolare, un numero basso se rapportato ai circa 200 mila abitanti, ma percentualmente doppio rispetto ad altre città della Toscana». «La Tbc - ha spiegato il sindaco - presenta due principale tipologie infettive: la prima, che rappresenta il 47 per cento dei casi, riguarda la popolazione anziana autoctona, la seconda, pari al 53 per cento, si riscontra nei giovani immigrati)». «E una malattia - ha proseguito il sindaco - ha le sue cause nella povertà, nell’alimentazione insufficiente, nelle condizioni di vita di estremo degrado». Sarebbe ingiustificato qualsiasi allarmismo e sarebbe assolutamente sbagliato - ha sottolineato Romagnoli - prendere spunto da quanto sta accadendo per una campagna anti immigrati: il nostro compito è affrontare il problema, tenere sotto controllo la situazione e assumere tutte le misure necessarie per la tutelare la salute e il benessere dei tutti i cittadini. Non possiamo sottovalutare, non dobbiamo drammatizzare».
Il consenso unanime sulle parole del sindaco - espresso da consiglieri dei vari gruppi - non ha comunque consentito di pervenire ad un accordo circa l’ordine del giorno che ha dato avvio alla discussione. Il capogruppo dei Verdi, Tommaso Rindi, ha presentato un ulteriore ordine del giorno sullo stesso tema. «Preso atto - si legge nel documento - che anche nella realtà locale si stanno determinando recrudescenze di forme infettive nella popolazione cittadina e considerato che tali forme infettive si siano determinate da fenomeni di persistenza e stabilità della malattia in soggetti autoctoni anziani, da scarse tutele a queste connesse e da situazioni di degrado e povertà nelle fasce deboli della popolazione immigrata e non. Si valuta la necessità di affermare azioni preventive maggiormente articolate e adeguate alle patologie insorgenti». Di qui l’impegno in sinergia con l’Asl «a proseguire le misure preventive ed a sviluppare un monitoraggio continuo in sinergia con la quinta commissione». Il capogruppo del Partito Democratico, Luca Roti, in accordo con il capogruppo di Forza Italia, Goffredo Borchi, ha tentato un accordo proponendo un emendamento. Verificata l’impossibilità di una mediazione fra le due posizioni,i due ordini del giorno sono stati quindi messi in votazione.

martedì 18 marzo 2008

ALCUNE IDEE PER IL CENTRO STORICO di M.R. Cecchini

Riceviamo questo contributo dalla nostra amica e compagna verde Maria Rita Cecchini e pubblichiamo con entusiasmo, convinti che le sue idee siano un importante e concreto contributo al dibattito sul futuro urbanistico di Prato.
Invitiamo tutti ad esaminarle con attenzione.
mv

ALCUNE IDEE PER IL CENTRO STORICO
( Proposta a cura di Maria Rita Cecchini, Verdi Prato )

“Il centro storico è luogo molto particolare, che vive di delicati equilibri tra gli spazi pubblici e quelli privati, tra il cittadino residente ed il commerciante (che spesso hanno esigenze diverse, se non, in alcuni casi, opposte), nonché di compromessi tra strutture edilizie antiche ed esigenze moderne”. Lavorare, da Verdi, su questi temi, vuol dire oggi avanzare delle proposte di trasformazione, con l’obiettivo è rendere più vivibile, attraente, abitato e frequentato il cuore della città; risvegliare il desiderio di risiedere in Centro Storico, con l’assunzione degli oneri e degli onori che questo comporta; risvegliare il flusso di frequentazione verso il Centro, garantendo che sia costante ma proporzionato alla sua capacità di carico.
Il ruolo del progetto urbano nella riqualificazione del Centro Storico può essere riassunto per alcuni grandi temi:

1. FORMAZIONE DEL SOGGETTO CITTADINO
2. RECUPERO DI CONTENITORI E INSEDIAMENTO DI NUOVE FUNZIONI
3. RESIDENZA E SERVIZI PER LA RESIDENZA
4. PROMOZIONE CULTURALE
5. POLITICHE ECONOMICHE
6. MIGLIORAMENTO DELL’ACCESSIBILITA’ E PARCHEGGI


OGNI LUOGO DELLA CITTA’ HA IL SUO CITTADINO

1. OGNI LUOGO DELLA CITTA’ HA IL SUO CITTADINO. Ogni luogo, avendo caratteristiche diverse, deve essere diversamente abitato; bisognerebbe favorire l’abitare in centro storico di persone con buona propensione alla socialità, più orientati ad un concetto di mobilità sostenibile, ad un modo di abitare meno “tecnologico” e più “ecologico”; nostro obiettivo politico è quello di promuovere e sostenere nuovi stili di vita.

2. LAVORARE ALLA FORMAZIONE DEL SOGGETTO CITTADINO, attraverso la richiesta, su temi specifici, di proposte elaborate da gruppi di cittadini sull’uso e la trasformazione del Centro Storico. Il coinvolgimento sta alla base del cambiamento.

3. CERCARE SOLUZIONI COLLETTIVE ANCHE PER PROBLEMI INDIVIDUALI, attraverso sistemi di aggregazione e di partecipazione; isolati sostenibili, esperienze di cohuosing, che dovrebbero trovare il sostegno economico delle Amministrazioni.

INSEDIAMENTO DI NUOVE FUNZIONI

1. UN MERCATO ALIMENTARE STABILE. Chi vive in centro non ha un mercato alimentare coperto giornaliero, che per un centro storico è una funzione imprescindibile; sarebbe importante attivare con l’Unione Commercianti e Confesercenti un piano di fattibilità per progettare un luogo in cui anche i negozianti di alimentari abbiano interesse a trasferirsi, che potrebbe di notte costituire una sorta di città dei divertimenti (bar, locali, ristoranti, piazze coperte interne, uno spazio connettivo da usare di notte per le funzioni legate al tempo libero).
Un luogo possibile: il Palazzo delle Ex Poste in Piazza San Marco; con questa destinazione prenderebbe più senso anche un parcheggio come quello di via Arcivescovo Martini
2. UNA SEDE IN CENTRO STORICO PER I GAS ( Gruppi di Acquisto Solidale), per promuovere forme di acquisto sostenibili.

3. IN CENTRO STORICO UN LUOGO SIMBOLO DELL’INTEGRAZIONE E DELLA MULTICULTURALITA’. Un padiglione Italia/ Cina/ Resto del mondo, per promuovere rapporti culturali e commerciali con gli immigrati; un luogo fisico in cui promuovere un incontro fisico; ma anche un luogo simbolico (progetto a molteplici mani fra architetti di varie provenienze)..


RESIDENZA E SERVIZI PER LA RESIDENZA

IL PARCO. Supplire alla deficienza degli standard a verde in Centro Storico con l’attuazione di un Parco; la sede dell’attuale Ospedale è adatta, ma rischia di vedere la sua realizzazione in tempi troppo incerti e troppo lunghi, legata com’è al trasferimento del vecchio Ospedale; ci pare più consona l’area del Mercatale, che potrebbe vedere l’incremento del Verde già esistente e la sua messa in relazione con il Parco Fluviale, così come previsto dal secondo progetto vincente il Concorso.

PROMOZIONE CULTURALE

L’UNIVERSITA’ IN CENTRO STORICO. Resta fondamentale collocare l’Università accanto alle stazioni ferroviarie. Ma è altrettanto importante costruire un percorso con il quale collocare a Prato facoltà attinenti alla sua realtà e alle sue vocazioni: Prato è famosa per le sue invenzioni e per la capacità di innovazione; coltivare questo talento è in linea con la storia della città e dei suoi cittadini.
L’apertura ai rapporti con altri paesi può essere favorita da una facoltà, ad esempio, di Lingue Orientali; si potrebbero pensare a percorsi di Alta Formazione, con facoltà che abbiano attinenza con l’Agricoltura (il parco agricolo della piana, a cui stiamo lavorando con altre associazioni, è una concreta risorsa economica), l’Economia Ambientale (per dirla con Confindustria, se l’ambientalismo può essere di parte….: “Ambiente come fattore di competitività, come risorsa aggiuntiva e non come un problema di costi. Adottando una strategia impostata sulla protezione dell’ambiente e sul risparmio di energia e materie prime, le aziende trasferiscono direttamente nel loro conto economico i vantaggi e i risparmi dell’ accresciuta competitività”); da non trascurare SCUOLE DI FORMAZIONE E SUPERIORI per le nuove tecnologie per l’Energia (un Buzzi delle rinnovabili….).


POLITICHE ECONOMICHE PER IL CENTRO STORICO

UNA SOLUZIONE ARCHITETTONICA INSOLITA. Manca al centro storico la possibilità di usufruire di una concentrazione diversificata di servizi, mantenendo l’attenzione sulla citata diversificazione, in realtà auspicabile ma non programmabile, si propone la chiusura con coperture di vetro, smontabili e apribili, ombreggiate d’estate, di alcune strade del centro (risultati attesi: impatto acustico controllato, possibile riscaldamento/raffrescamento dei percorsi; come nell’area commerciale di Siviglia, un luogo coperto dove passeggiare, lavorare, provvedere ai bisogni quotidiani, socializzare e divertirsi).

MIGLIORE ACCESSIBILITA’ E PARCHEGGI

CONTROPARTITE ALL’ABBANDONO DELL’AUTO PER LA FREQUENTAZIONE DEL CENTRO STORICO. Restando un punto fermo e irrinunciabile la sua pedonalizzazione, occorre creare una serie di servizi alternativi per i cittadini che lo frequentano, con l’obiettivo di rendere il flusso delle persone costante, e permettere così il sostegno delle attività. Tutto questo senza pesare sull’organizzazione della vita dei residenti.
Per il commercio, creare una figura di Facilitatore al Centro Storico; qualcuno che alle porte del centro si occupi di sistemare l’auto, di intrattenere i bambini, di coordinare il trasporto degli acquisti, una sorta di maggiordomo o uomo della hall, trattando il Centro Storico come si tratterebbe un unico edificio con la sua reception. Questa la possibile offerta di servizi:

· Servizi di accoglienza per il Centro Storico; informazioni, offerte del giorno, avvenimenti nei negozi; una rete puntuale di notizie quotidiane, in piccoli chioschi informatizzati e interattivi posti agli ingressi principali del Centro Storico, o nei parcheggi, o direttamente sugli autobus; un servizio di SMS (notizie sul Centro Storico) con la stessa funzione.
· Ludoteche, cinema e attività per piccoli, in luoghi in cui i bambini vengano sorvegliati e intrattenuti più a loro misura mentre i genitori usufruiscono dei servizi del Centro Storico (cinema, teatri, negozi, saloni di bellezza, etc.)
· Trasporto a domicilio degli acquisti, effettuato con mezzi ecologici; il servizio sarà gratuito per chi si muove in autobus, o per chi esibisce lo scontrino di un parcheggio strategico per la sosta ai limiti del Centro.
· Biglietti autobus famiglia (con un solo biglietto, viaggiano membri della stessa famiglia).Possibilità di prenotare telefonicamente un posto nel parcheggio più utile; da ASM va pretesa una gestione dei parcheggi contemporanea e sperimentale

giovedì 28 febbraio 2008

La partecipazione "Declassata"

Venerdì 22 febbraio si è tenuta al Museo Pecci l'iniziativa, organizzata dall'Amministrazione comunale di Prato, per la presentazione della variante all'attuale Piano Strutturale che interesserà la cosiddettà "Declassata" e le aree adiacenti - in particolare, la zona dell'ex-Banci dove dovrebbe sorgere il prossimo Polo "Multifunzionale", destinato ad eventi ed esposizioni.
Non vogliamo aggiungere niente di particolare alle cronache apparse sui media locali nei giorni successivi (di cui riportiamo un "assaggio" in calce), e sugli aspetti propriamente tecnici di questa variante contiamo di tornarci successivamente (giusto il tempo di "metabolizzarla"): vogliamo invece riportare nuovamente l'attenzione su un concetto, quello di "partecipazione", più volte evocato nel corso della serata, ed in particolar modo nel dibattito.
Concordando con tutti i rilievi ed i problemi esposti da Mauro Vannoni, da Leonardo Becheri, dall'architetto Paoletti e da Tommaso Rindi, vorremmo però riflettere sulle parole del sindaco Romagnoli, in conclusione di serata, che riportiamo di seguito:
"Quando ci sono i contenuti, bisogna anche esprimersi e partecipare sui contenuti. Non si può, di fronte ai contenuti, porre questioni di metodo di nuovo, sul grado di partecipazione, sulla insufficienza... La partecipazione è sempre insufficiente! Io ho fatto una battuta banale ad un tavolo, e ho detto "Questa città ha 185000 abitanti. è insufficiente (la partecipazione - NdR) fino a che non coinvolge 185000 abitanti." Coinvolgere 185000 abitanti è un'impresa titanica che presuppone tra l'altro che tutti siano disponibili a farsi coinvolgere, cosa che per chi fa politica da tempo sa che è una delle questioni più difficili far partecipare le persone. Quindi. Partecipazione. Benissimo, facciamola. Ci sono le proposte. Non bastano? Facciamone di più, va bene. Vorrei appunto che si cominciasse però non tutte le le volte da zero."
La domanda sorge spontanea: è stato veramente fatto di tutto per tentare questa "titanica impresa"?
Ci permettiamo di sollevare, in proposito, qualche dubbio. A partire dalla stessa iniziativa del Pecci, annunciata poco più di una settimana prima ed organizzata per le 15 di un giorno lavorativo (già di per se "castrante" verso quei cittadini, altrettanto interessati, che magari lavorano fino alle 18/19...). Vogliamo aggiungere la carenza di informazioni e di comunicazione verso tutta la cittadinanza? Per caso è stato prodotto ed inviato del materiale illustrativo (e comprensibile) per tutte le famiglie? E potremmo continuare, con gli esempi...
Questo per ricordare che le questioni di metodo sono fondamentali, quando si parla di partecipazione (e non solo), perché tutto dipende dal metodo che si sceglie e come questo viene implementato.
Certo, nessuno dice che sia un processo facile, o rapido: abbiamo la sensazione, però, che più dei tempi, dei metodi, delle persone, e via dicendo, siano i possibili risultati - magari ben diversi dai "desiderata" - a determinare le incertezze, in questo percorso, dell'Amministrazione.
Forse è per questo che si è optato per una partecipazione "declassata"?

Municipio Verde



L'intervento di Tommaso Rindi, consigliere comunale dei Verdi. Alla sua dx. Stefano Ciuoffo, Assessore all'Urbanistica del Comune di Prato, il sindaco Romagnoli, la dott.ssa Daria Risaliti, garante della comunicazione, e l'architetto Gorelli, consulente generale del Progetto del Piano Strutturale


L'intervento dell'architetto Paolo Paoletti


L'intervento di Mauro Vannoni


Le fasi iniziali del dibattito, con l'intervento dell'architetto Gianfranco Gorelli.

venerdì 22 febbraio 2008

Rifiuti, risorse e prospettive: reportage dall'incontro di Montale

Mercoledì 20 febbraio si è tenuto, presso il circolo ARCI di Montale, l'incontro organizzato dalla Federazione Regionale dei Verdi sul tema del trattamento dei rifiuti, e che ha visto la partecipazione di Fabio Roggiolani, consigliere regionale dei Verdi, Eugenio Baronti, Assessore regionale alla ricerca e all'università, Francesco Meneguzzo, climatologo del CNR ed esperto di tecnologie di smaltimento, Paolo Inguscio, esperto di rifiuti ospedalieri, e Lorenzo Lombardi, consigliere comunale dei Verdi a Pistoia.
Fabio Roggiolani ha ricordato come al centro di qualsiasi riflessione sul trattamento dei rifiuti ci debba essere la tutela della salute delle persone. In questa prospettiva, partendo dall'assunto che sia indispensabile l'adozione di politiche serie e decise sul fronte della riduzione, del riciclo e del riutilizzo dei cosiddetti "rifiuti" - che presuppongono una volontà politica - è comunque palese che anche nella migliore delle ipotesi ci sia un residuo complessivo di indifferenziato che deve essere trattato. Il punto decisivo è il come, e l'opposizione all'incenerimento è chiara, dato che le tecnologie utilizzate continuano a dare enormi problemi sul fronte della salute pubblica, sul fronte dell'inquinamento ambientale, sul lato prettamente economico (per gli elevati costi di costruzione e gestione degli impianti). - tutti effetti che ricadono, sostanzialmente, sulla cittadinanza.
Esistono soluzioni alternative, e già sperimentate in altri contesti, quali il Trattamento Meccanico Biologico e la dissociazione molecolare, che già ora sono disponibili ed utilizzabili, ma che ovviamente, nella loro applicazione, metterebbero in discussione quegli interessi consolidati che ruotano attorno alla costruzione degli impianti di termovalorizzazione (inclusi gli scandalosi CIP6 - solo recentemente riformati grazie all'azione dell'ex Ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio).
Francesco Meneguzzo è entrato nei dettagli più tecnici del processo di dissociazione molecolare, a confronto con il processo standard di incenerimento - processo che risulta oltretutto energeticamente inefficiente, tenendo conto di tutti i fattori che vi incidono.
L'intervento di Paolo Inguscio è stato invece centato sulle tecnologie alternative per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri e speciali.
Eugenio Baronti ha evidenziato come, anche all'interno della Giunta Regionale, esistano due scuole di pensiero, su quello che deve essere il ciclo dei rifiuti, e su come deve essere gestito. Secondo Baronti. la "battaglia" sta dando i primi frutti, con l'individuazione di nuove strategie di riduzione dei rifiuti e di aumento della raccolta differenziata, ma è lontano dall'essere vinta, ed è sul territorio che si presentano gli ostacoli più grossi.
Le provincie e le aziende dei rifiuti sono tra i maggiori detrattori dell'introduzione sia di nuove "filosofie", sia di nuove tecnologie. Ed il "caso Capannori" ha dimostrato, invece, che "se si vuole si può"! L'esperienza capannorese, che ha avuto un parto comunuque non privo di tensioni, è oggi esemplare in tutta Italia, e continua a dare i suoi frutti, raccogliendo sempre più consenso anche presso altre amministrazioni, in una sorta di contagio. Quindi, la strategia per vincere è costruire e far vivere un'alternativa, che dia spazio anche ad una forte azione culturale che orienti la cittadinanza verso un consumo critico e consapevole.
Agli interventi dei relatori è poi seguito un franco ed acceso dibattito con il pubblico, dove non solo è stato toccato lo spinoso tema della posizione delle forze politiche locali e regionali in relazione sia alla vicenda dell'inceneritore di Montale sia al tema più generale dei rifiuti, ma sono state anche presentate strategie alternative anche a quelle proposte durante la serata. In particolare, Gianfranco Ciulli (del Coordinamento dei Comitati della Piana) ha ricordato come, nel convegno tenutosi a Pistoia sul tema, fosse stata presentata l'esperienza del Centro Riciclo di Vedelago, nel quale lo stesso "rifiuto indifferenziato" viene trattato in modo tale da ottenere una materia prima derivata utile in altri settori produttivi - realizzando nel concreto un vero approccio di "rifiuti zero".

Questa brevissima sintesi non rende merito alla serata e al confronto che si è sviluppato, seppur contenuto nei tempi.
Il pubblico ed i relatori hanno dimostrato che, su questi temi, è possibile - e doveroso - dialogare su soluzioni possibili, e sulle alternative in campo: una situazione fortunatamente ben lontana dalla "visione" che, purtroppo, altre forze politiche vogliono far passare.
Forse assistere a questo incontro, così come a quello di Pistoia, e magari farlo senza "schemi precostituiti", avrebbe giovato e non poco a tutti quelli che si scagliano, un giorno si e l'altro pure, contro "l'ambientalismo del no" ed altre panzane del genere: avrebbero visto che le soluzioni per "fare" (ma per "fare bene") ci sono, e devono solo essere prese seriamente in considerazione.
Perché, però, questo possa accadere, e facciamo nostro l'appello di Roggiolani e Baronti, è necessario che si formi una sinergia tra cittadini, comitati e quelle forze politiche (e le stesse componenti di queste forze) che cercano, quotidianamente, di impegnarsi su questo fronte.

Municipio Verde


Lorenzo Lombardi, consigliere comunale dei Verdi a Pistoia, introduce la serata

L'intervento di Fabio Roggiolani, presidente della Commissone Sanità della Regione Toscana e consigliere regionale dei Verdi. A sx, l'Assessore Eugenio Baronti.

L'intervento di Gianfranco Ciulli, del Coordinamento dei Comitati della Piana

giovedì 21 febbraio 2008

La Sinistra - L'Arcobaleno a Montemurlo

da il Tirreno del 21/02/2008

Sinistra arcobaleno, al Tamare la prima riunione politica

MONTEMURLO. Stasera alla Casa del popolo, ovvero al circolo Meucci Tamare di piazza della Libertà, nascita della Sinistra Arcobaleno montemurlese, con prima riunione ufficiale dei 4 partiti dell’estrema sinistra. Per rifondazione ci sarà l’assessore Fausto Bagattini, la consigliere comunale Ilaria Maffei e il segretario Alessio Laschi, così come per i comunisti italiani toccherà al deux ex-machina, Fulvio Castellani, per la Sinistra democratica invece ecco l’ex assessore diessino Vito Cautillo, mentre arriverà da Prato il consigliere provinciale Michele Mazzacappa, per chiudere con Celso Bargellini per i Verdi.
“Come promuovere l’arcobaleno montemurlese”? Toccherà a loro buttare giù un programma, così come un comitato elettorale, in vista delle prossime scadenze elettorali, che verrà presentato nella prossima settimana.
Verranno anche affrontate le tematiche locali attuali più “scottanti”, come il trasporto pubblico, le problematiche ambientali legate allo smaltimento dei rifiuti e i nuovi Piani urbanistici.
Ri.Te.

venerdì 15 febbraio 2008

Verdi Toscani e rifiuti

Vi segnaliamo in modo particolare questa iniziativa dei Verdi Toscani.
Invitiamo tutti i cittadini pratesi interessati a partecipare anche se l'incontro si svolge in un comune limitrofo
MUNICIPIO VERDE


Mercoledì 20 febbraio, ore 21
Circolo Arci Montale

Dalla Raccolta Differenziata Porta a Porta al Trattamento Meccanico Biologico alla Dissociazione Molecolare. Come risolvere il problema rifiuti senza inceneritori.

Interventi:
Fabio Roggiolani: Presidente Commissione Sanità Regione Toscana – Gruppo Consiliare Verdi
Lorenzo Lombardi: Gruppo Consiliare Arcobaleno su Pistoia – Presidente regionale Giovani Verdi Toscana
Felicino Del Carlo, Paolo Inguscio, Francesco Meneguzzo, Giuseppe Vitiello, Alberto Zucchelli, Renzo Macelloni
Sono Invitati:
La Sinistra Arcobaleno
Eugenio Baronti: Assessore della Regione Toscana

gruppoverdi@consiglio.regione.toscana.it
http://www.verditoscana.it
http://www.ecquologia.it/

martedì 5 febbraio 2008

VERDI : COMMENTO SU OBIETTIVI IN MATERIA DI RIFIUTI

Comunicato stampa dei Verdi Toscani sugli obiettivi in materia di rifiuti

“Il presidente Martini finalmente svolta scegliendo il porta a porta – ha dichiarato Fabio Roggiolani, consigliere Verdi per l’Unione e Responsabile del programma della Federazione Nazionale del Sole che Ride, - che i Verdi propongono in Regione Toscana da oltre sette anni e ci fanno piacere i finanziamenti e gli impegni che si assumono verso il porta a porta; ci avrebbe fatto più piacere se le nostre proposte fossero state accettate senza un lustro di ritardo.
Apprezziamo comunque, – ha proseguito Roggiolani – e ora ci aspettiamo il pensionamento anticipato di decine di amministratori locali dei rifiuti cha hanno sempre sbeffeggiato questa modalità di raccolta e non sono capaci di realizzarla, primo fra tutti il Quadrifoglio.
Come ha detto anche la Commissione Interministeriale nell’incontro con le commissioni consiliari del consiglio regionale la raccolta porta a porta ha l’effetto di ridurre i rifiuti urbani di oltre il 15%; quindi con un risparmio molto forte dei nostri concittadini che oggi pagano i rifiuti abbandonati nei cassonetti da furbi che non vogliono smaltirli correttamente.
La Commissione ha certo detto che la termovalorizzazione è attualmente il sistema più sperimentato, ma ha consigliato la realizzazione di impianti come la dissociazione molecolare, che,come ha dichiarato il Prof. Cavaliere dell’Un. di Napoli, a fronte di un milione di tonnellate da smaltire in combustione può rappresentare oggi e in futuro un terzo dell’intero quantitativo.
Siamo contenti – ha aggiunto Roggiolani – che il presidente ascolti una Commissione da me fortemente voluta a livello nazionale; ora Martini si renda conto che gli impianti in Toscana, come ha detto esplicitamente la Commissione col Prof. Macchi dell’Un. Di Milano, sono in numero già oggi eccessivo. Noi ribadiamo l’esigenza che i nuovi impianti siano fatti con le nuove tecnologie, o che comunque le gare per questi siano aperte alle soluzioni più salutari per i cittadini, più sostenibili per l’ambiente e più competitive per l’economia.
Chiediamo a Martini di coinvolgere la Commissione nazionale come esperti nell’indizione delle gare per gli impianti, che vogliamo aperte a tutte le tecnologie e non solo ai cosiddetti termovalorizzatori ad alta temperatura; mentre proprio oggi in un’agenzia nazionale si segnalava che l’intero settore dell’acciaio si impegna a realizzare impianti di dissociazione molecolare nei prossimi due anni per un totale di oltre 200 mila di tonnellate di rifiuti, dieci volte tanto la cifra che il Presidente Martini indica come limite della dissociazione molecolare.”

Note a margine dell'assemblea di Casale

All'assemblea pubblica organizzata dalla Circoscrizione Sud nel paese di Casale eravamo presenti anche noi di Municipio Verde - così come eravamo presenti a Tobbiana, e come cercheremo di seguire l'intero sviluppo di questa importante iniziativa di confronto tra le istituzioni e i cittadini della circoscrizione.

L'incontro è stato sicuramente partecipato e, ancora una volta, sono stati molti i momenti di contestazione nei confronti degli amministratori presenti (oltre al sindaco Romagnoli e alla presidente Peris, gli assessori Giardi, Curcio e Stancari): dalla viabilità ai trasporti, dalla scuola ai servizi essenziali, fino all'inceneritore, i cittadini di Casale hanno fatto sentire tutte le proprie ragioni - anche con una certa esuberanza-, hanno posto le proprie domande e hanno legittimamente preteso risposte.
Risposte che, oggettivamente, non hanno soddisfatto la numerosa platea, soprattutto negli interventi dell'assessore Giardi (ancora una volta in grossa difficoltà anche solo ad illustrare i progetti di viabilità alternativa e a dare risposte sulla situazione dell'edilizia scolastica) e dell'assessore Curcio.
Per molti aspetti, proprio quest'ultima è stata la più deludente: ai rilievi puntuali di Caterina Gestri, del Comitato Ambientale di Casale, oltre che di altri cittadini ben preparati sull'argomento della gestione dei rifiuti, ha risposto molto genericamente, e non nascondendo una certa malsopportazione, dichiarando inapplicabili alla situazione pratese le soluzioni individuate in tanti altri contesti (da Capannori in poi), senza però entrare nel dettaglio dei "perché" - cosa che sarebbe risultata indubbiamente più utile al dibattito e alla comprensione - fino ad esplicitare, pur con tutti i "se" e i "ma" del caso, il suo sostegno all'ipotesi inceneritorista come termine del ciclo dei rifiuti, negando la validità e l'applicabilità di altri tipi di trattamenti.
Come Verdi (e come cittadini), la posizione dell'assessore all'Ambiente ci delude, e non poco: ci saremmo aspettati una più decisa volontà di esplorare soluzioni diverse ed innovative, come richiesto dai tanti comitati contro gli inceneritori e come recentemente proposto anche dalla stessa Federazione dei Verdi di Prato, attraverso il suo portavoce. Mentre, dobbiamo ammetterlo, le parole del sindaco sull'argomento ci hanno aperto una speranza, dichiarando, a precisa domanda, di essere opporsi alla costruzione dell'inceneritore sin quando ci saranno rischi per la salute dei cittadini: ottimo! questi rischi esistono già (Montale, Terni e Brescia son lì a dimostrarlo), e ci permettiamo di far notare che esistevano già anche quando Comuni, province e Regione hanno sottoscritto l'accordo interprovinciale. A parte questo, contiamo che alle parole seguano coerenti scelte politiche.
Molto meno, nell'intervento del sindaco (che nel complesso si è dimostrato comunque più "solido" che a Tobbiana), abbiamo apprezzato quanto detto sull'immigrazione, in particolare quella cinese. Troviamo, francamente, che sostenere che Prato ha subito solo effetti negativi e nessuno positivo dall'ondata migratoria una concessione inammissibile, da parte della massima autorità cittadina, a quelle posizioni intolleranti (spesso sconfinanti nella xenofobia) da combattere con più decisione, e con politiche realmente multiculturali (altrettanto importanti delle politiche legalitarie e sulla sicurezza).
Nel complesso, dopo aver assistito a queste due prime iniziative, possiamo rilevare alcune questioni che sembrano caratterizzare l'inizio del percorso : intanto, che queste "assemblee" vanno puntualmente (e fortunatamente, aggiungiamo) oltre l'intenzione che la stessa presidente Peris ha ribadito più volte, e cioè la "comunicazione" di idee e scelte dell'amministrazione comunale per il territorio (tanto da dichiarare che alcune questioni non erano proprio all'ordine del giorno dell'assemblea), piuttosto che il "confronto" vero e proprio; in secondo luogo - ma ovviamente collegato - almeno per il momento, il "registro comunicativo" adottato risulta inadeguato, e non si riescono a trasmettere nemmeno le informazioni essenziali dei progetti presentati, il che ovviamente contribuisce ad aumentare la percezione negativa da parte dei cittadini.
Ma il "dato politico" più rilevante che emerge è sicuramente il fatto che il tema centrale del dibattito, in due "frazioni" diverse (seppur contigue), è uno: il progressivo peggioramento delle condizioni strutturali e dei servizi essenziali, a causa di anni di scelte rivelatesi, alla prova dei fatti, nel migliore dei casi inadeguate. Ribadiamo, quindi, la necessità non solo di un cambio di rotta deciso, ma anche (e forse soprattutto) una più netta assunzione di responsabilità da parte della classe dirigente cittadina, che non può oggettivamente cavarsela scaricando buona parte delle "colpe" sui propri predecessori. Forse, e sottolineamo il "forse", sarebbe molto apprezzato dagli stessi cittadini.

Lanfranco Nosi
Riccardo Buonaiuti
Municipio Verde



Il volantino che Municipio Verde ha distribuito in occasione dell'assemblea


L'intervento conclusivo del sindaco Romagnoli


L'apertura della presidente Peris


L'intervento dell'assessore Stancari

mercoledì 30 gennaio 2008

Dalla differenziata all'inceneritore: l'autosufficienza di Benigni

E di questi giorni la presentazione, da parte di ASM, dei risultati sulla gestione dei rifiuti e in particolare sulla raccolta differenziata, dati presentati come un grande successo, ma che meriterebbero una più attenta riflessione, e soprattutto una serie di risposte da parte del presidente della municipalizzata Adriano Benigni, al momento che si va a confrontare la situazione pratese con quella di altre realtà italiane.
Dallo stesso comunicato stampa di ASM si può infatti evincere che l'incremento esiguo della differenziazione (un misero 0,71% dal 2006 al 2007) è stato interamente dovuto a scelte inerenti il trattamento di altri rifiuti differenziabili, in assenza delle quali si sarebbe addirittura assistito ad un sensibile decremento della percentuale.
Il dato ci preoccupa, perché, stante così la situazione, e visto che non accenna a diminuirene la produzione, il rischio è che l'area pratese inizia "retrocedere", invece che segnare nuovi passi avanti in una gestione oculata dei rifiuti.
E’ per questo che ci chiediamo di quanto sarebbe potuta aumentare la differenziazione se ASM avesse intrapreso prima, e con molta più decisione, altre strade, come quella, esemplare, del comune di Capannori - aderente al progetto Rifiuti Zero - che, grazie ad una strategia coniugante una differenziazione spinta alla diffusione capillare del porta a porta e del compostaggio domestico, oggi presenta un dato del 57% di raccolta differenziata e tassi di crescita annui intorno al 4%, tanto da puntare, per il 2009, al raggiungimento del 70%. Una virtuosità che si traduce non solo in un cospicuo risparmio nei costi di smaltimento, ma anche in una riduzione sostanziosa del carico della TIA sui cittadini!
L’esempio del comune toscano (ma potremmo farne altri, come Reggio Emilia) dovrebbe spingere a riflettere su che senso abbia puntare ancora alla costruzione di un termovalorizzatore, i cui costi economici evidenti di realizzazione andrebbero a gravare proprio sulla Tariffa di igiene ambientale, e i cui costi in termini di inquinamento sono ormai evidenti (dal caso di Terni a quello di Brescia, passando per lo scandalo di Montale). Purtroppo, invece, ci ritroviamo per l'ennesima volta di fronte alla folle politica "inceneritorista", in questo caso incarnata dal presidente di ASM che, ritornando sulla teoria della "autosufficienza pratese" in tema di rifiuti, sostiene che questa sarebbe raggiungibile puntando "sulla raccolta differenziata come su il termovalorizzatore e gli impianti di compostaggio".
Forse ASM farebbe meglio, piuttosto che dedicarsi alla gestione dei parcheggi, ai progetti faraonici sulle piazze e sui “cancrovalorizzatori”, a puntare i propri investimenti e le proprie energie (che poi sono quelle dei cittadini dei comuni gestiti da ASM) verso lo studio e l’applicazione su larga scala delle soluzioni virtuose. Ed in questo percorso potrebbe essere supportata con molta più decisione anche le Amministrazioni locali, che potrebbero orientare le loro politiche nella stessa direzione, invece di indicare come utopistici (vedi le dichiarazioni dell'assessore Arrighini di qualche settimana fa) risultati evidentemente alla portata di tutti. Sempre ci sia l'intenzione di raggiungerli.

Lanfranco Nosi
Riccardo Buonaiuti

Municipio Verde

martedì 29 gennaio 2008

Veronesi e conflitto di interessi

Riceviamo e pubblichiamo con piacere.
MV

Non si può che rimanere esterefatti, dalla prima pagina del quotidiano "Il Tirreno", nella quale viene presentato, in grande spolvero, il "pellegrinaggio inceneritorista" degli amministratori toscani a Brescia.
Sembra proprio che la sempre più grave questione rifiuti dei nostri connazionali campani, si stia rivelando una ghiotta occasione di scicalaggio mediatico per la politica di casa nostra.
L'enfasi con la quale l'argomento vine trattato, arriva al punto da presentare l'inceneritore di Brescia, come l'anello mancante per il benessere dei cittadini toscani.
E' anche vero che in un momento storico in cui un medico ed ex-Ministro della Salute, si presta a fare da testimoial per la promozione di simili impianti, durante la trasmissione "Che tempo che fa" di Fabio
Fazio, peraltro mandata in onda da una rete pubblica, la gita fuori porta al santuario breciano dei politici toscani, è decisamente poca cosa!
Mi sento dunque, ancora una volta, di rivolgere un'appello ai mezzi di informazione, ad essere liberi ed indipendenti, permettendo ai cittadini di farsi un'opinione seria della realtà dei fatti e delle
circostanze, senza prestarsi al ruolo di braccio armato di lobbies e becero strumento di propaganda di parti politiche.
Detto questo, continuo a ribadire che discariche ed incernitori in genere, non sono la sola ed unica soluzione al problema dei rifiuti!

Francesco Fedi - CCC Prato

venerdì 25 gennaio 2008

Interpellanza del consigliere: «Il servizio sui rifiuti è scadente»

Apprendiamo dai giornali dell'interrogazione del consigliere comunale del PD a Montemurlo, Andrea Cautillo, che denuncia le inadempienze di ASM nella gestione dei servizi affidatigli, ed arriva a chiedere all'amministrazione montemurlese di valutare addirittura un cambio di gestore.
La questione ci pare attualissima anche su Prato, al di là degli incredibili sondaggi che a scadenze regolari ASM ci propina sulla "soddisfazione per il servizio".
Per questo, sosteniamo in pieno la posizione di Cautillo, e ci permettiamo di consigliargli un altro piccolo "fronte di battaglia": sappiamo infatti che il passaggio ad ASM dei servizi cimiteriali, a Montemurlo, ha prodotto per la cittadinanza il raddoppio del contributo previsto per l'illuminazione delle tombe. Sarà il caso di mettere anche questo, nel conto da presentare alla grande municipalizzata?

Municipio Verde

da Il Tirreno - Prato del 25/01/08

Interpellanza del consigliere: «Il servizio sui rifiuti è scadente»

Cautillo mette sotto accusa Asm

MONTEMURLO. Sul servizio svolto dall’Asm nel nostro territorio, interviene con un’interpellanza urgente il consigliere comunale del Partito democratico Andrea Cautillo, sottolineando l’esistenza di «ampie zone del comune in cui il servizio Asm è alquanto scadente, sia per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, sia il pessimo stato i cui versano i marciapiedi, oramai distrutti e pieni di erbacce, come in via Ancona, Cagliari, Orvieto, Nuoro e Sassari».
Dopo aver sollecitato l’assessore competente, «intervenuto, a onor del vero, solo con interventi palliativi», Cautillo ora chiede al sindaco se «intende adottare una soluzione definitiva per tale incredibile stato di scarsa manutenzione ed incuria». E ancora «se anche alla luce del recente aumento di tariffe, il servizio Asm viene ritenuto all’altezza di ciò che pagano i cittadini tutti gli anni», prima di chiudere chiedendo al sindaco se ha mai preso in considerazione, anche alla luce delle ormai note “lenzuolate di Bersani”, un possibile cambio di gestore» che il consigliere di maggioranza Cautillo «non riterrebbe essere un’eresia».

La Sinistra-l’Arcobaleno lancia messaggi

da La Nazione - Cronaca di Prato del 25/01/08

ELEZIONI SINDACO POGGIO A CAIANO

La Sinistra-l’Arcobaleno lancia messaggi
PRIMI movimenti pre-elettorali anche a sinistra a Poggio a Caiano. La Sinistra-l’Arcobaleno lancia un messaggio importante ai probabili alleati del Partito Democratico: “Siamo disponibili a correre da soli ma anche a sostenere una lista unitaria di centro-sinistra, se ci saranno le condizioni”. Le segreterie provinciali dei Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Verdi hanno annunciato un altro passo avanti del Coordinamento de “la Sinistra-l’Arcobaleno” verso la realizzazione di un tavolo permanente per la valutazione e la condivisione delle azioni che riguardano la politica a Prato e provincia. “L’imminente elezione per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Poggio a Caiano – dicono i quattro partiti in un comunicato congiunto - vedrà i partiti che compongono “la Sinistra - l’Arcobaleno” partecipare unitariamente con propri candidati alla competizione elettorale. Il soggetto politico che va a costituirsi è disponibile alla costruzione di una lista che rappresenti lo schieramento di centro-sinistra, ove convergano le condizioni programmatiche necessarie per un rinnovamento della politica in direzione di una maggiore partecipazione dei cittadini”. Il Pd di Poggio a Caiano che nell’ultima settimana è stato impegnato nelle assemblee di circolo per l’elezione dei delegati, ufficialmente non si è ancora espresso in termini di alleanze sulle prossime elezioni anche se ormai è certo che sul piatto c’è la candidatura a sindaco dell’attuale vice Marco Martini.
M. Serena Quercioli

giovedì 24 gennaio 2008

La carica degli "inceneritoristi del fare"

Abbiamo letto l'interrogazione - riportata in calce - sul ciclo dei rifiuti nell'area pratese che il consigliere comunale del PD Fabio Caregnato (qui una sua scheda sintetica) ha presentato alcuni giorni orsono, e che ancora è in attesa di risposta da parte dell'assessore Curcio.
Il testo, ammettiamo, è notevole, soprattutto nella parte dove si chiede " se l’Amministrazione Comunale non ritenga opportuno, in assenza di ulteriori definiti segnali da parte della Regione Toscana, concordare con l’Amministrazione Provinciale modalità e tempi per l’avvio dell’iter tecnico amministrativo per la progettazione e la realizzazione di un termovalorizzatore da collocare nel territorio comunale al fine di salvaguardare l’autonomia dell’area pratese rispetto alla soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti".
Ovviamente curiosi di sapere cosa risponderà l'assessore, non possiamo non sottolineare come anche a Prato il PD, dopo l'uscita dell'assessore Arrighini, torni alla carica sulla costruzione dell'inceneritore a Prato. Certo, l'ingegner Caregnato non è nuovo nel sostegno a questa ipotesi (vedi articolo su PratoBlog), ma il segnale che gli "ambientalisti del fare" (o, permetteteci, "inceneritoristi del fare") stanno inviando è chiaro: non solo non c'è l'intenzione di rispettare l'accordo che rimandava al 201o la decisione sull'inceneritore, prendendo a pretesto la situazione campana, ma non c'è nemmeno una seria volontà di prendere in considerazione ipotesi alternative!
A noi di Municipio Verde, francamente, farebbe piacere vedere un solo "incenerimento": quello, definitivo, del progetto di termovalorizzatore al Calice!

Lanfranco Nosi
Riccardo Buonaiuti


Interrogazione: Pianificazione della gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti dell’area pratese

ìPrendendo spunto dalla crisi attualmente in corso nel sistema di gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania e considerata la criticità attesa nei prossimi anni relativamente alle gestione del ciclo di smaltimento rifiuti nella nostra area, in assenza di scelte decisive sulla realizzazione degli impianti, volevo richiedere un aggiornamento puntuale e tempestivo sulla pianificazione in corso, richiamando in particolare l’attenzione sulle seguenti questioni:
1) quale è lo stato di attuazione della/delle società che dovranno gestire le fasi di progettazione, costruzione e gestione degli impianti di smaltimento dei rifiuti previsti nell’accordo interprovinciale siglato tra Prato, Firenze e Pistoia;
2) se l’Amministrazione Comunale non ritenga opportuno sollecitare una correzione del dimensionamento degli impianti previsti nell’accordo interprovinciale basati sulle previsioni elaborate dalla Regione Toscana sia in termini di riduzione della produzione dei rifiuti che di aumento della raccolta differenziata, previsioni che risultano sostanzialmente non rispondenti a realtà;
3) se l’Amministrazione Comunale non ritenga opportuno, in assenza di ulteriori definiti segnali da parte della Regione Toscana, concordare con l’Amministrazione Provinciale modalità e tempi per l’avvio dell’iter tecnico amministrativo per la progettazione e la realizzazione di un termovalorizzatore da collocare nel territorio comunale al fine di salvaguardare l’autonomia dell’are a pratese rispetto alla soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti;
4) se corrisponda al vero, come riportato da alcuni organi di stampa, che una parte dei rifiuti raccolti in modo differenziato nel Comune di Prato non venga destinato al recupero ma bensì smaltito in discariche autorizzate a trattare rifiuti non differenziati e, se vero, in quale misura e con quale frequenza ciò accade;
5) se sia stata sottoposta a verifica l’incidenza dei costi della raccolta differenziata e della raccolta porta a porta anche in considerazione dei benefici economici attesi;

Chiedo che la presente interrogazione venga posta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

Il Consigliere Comunale
Fabio Caregnato


mercoledì 23 gennaio 2008

Arcobaleno: ‘Società dell’acqua Prima la legge poi la fusione’

da La Nazione - Cronaca di Prato - 23/01/08

Arcobaleno: ‘Società dell’acqua Prima la legge poi la fusione’
MENTRE A Firenze la tensione sulla fusione delle società dell’acqua è alle stelle, con Sinistra democratica, Verdi e Pdci che hanno fatto mancare il numero legale in consiglio comunale, la sinistra Arcobaleno pratese punta «a un testo condiviso che garantisca il carattere pubblico dell’acqua» e per questo Michele Mezzacappa (Sd), Nunzio Martino (Rifondazione), Matteo Barbarulo (Pdci) e Celso Bargellini (Verdi) sottolineano che «l’eventuale ratifica del protocollo che unifica i gestori dell’acqua a Firenze, Pisa, Prato, Pistoia, Siena e Grosseto da parte del Comune di Prato renderebbe vana questa discussione perché metterebbe il legislatore nella condizione di fare le norme su un fatto compiuto». Per la sinistra Arcobaleno «l’approvazione della legge regionale deve precedere e non seguire qualsiasi ratifica di protocolli da parte dei comuni». Poi la concluzione: «Rivolgiamo un appello al sindaco di Prato perché in questa fase si renda protagonista del percorso legislativo regionale garantendo il rispetto delle tappe descritte».