TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

Visualizzazione post con etichetta Nucleare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nucleare. Mostra tutti i post

giovedì 14 maggio 2009

Nucleare. Antidemocratico.

NUCLEARE:
FRANCESCATO, E' RITORNO A PASSATO E ANTIDEMOCRATICO (ANSA)
-
FIRENZE, 14 MAG - ''Il nucleare e' un ritorno al passato, ed e' anche antidemocratico dato che lo si vuol calare dall'alto sui territori senza che le Regioni possano dire qualcosa, alla faccia del tanto declamato federalismo''. Lo ha detto il segretario nazionale dei Verdi Grazia Francescato intervenendo oggi a Firenze a un'iniziativa elettorale insieme al candidato per le europee Giovanni Cimini, imprenditore marchigiano del settore delle energie rinnovabili. ''Al nucleare - ha aggiunto Francescato - diciamo convintamente no, perche' non e' stato ancora risolto il problema delle scorie, perche' e' costoso dato che una centrale media costa 6 miliardi di euro, e perche' ci condanna nuovamente alla dipendenza energetica da altri paesi visto che l'uranio non si trova qui da noi''. Secondo il segretario verde ''l'efficienza energetica e le rinnovabili messe insieme potrebbero invece ridurre la nostra bolletta del 50% e creare molti posti di lavoro. In quest'ottica i Verdi europei hanno presentato un piano chiamato 'New deal verde' e calcolato che con lo 0,75% del prodotto lordo europeo, circa 500 miliardi di euro, si potrebbero creare in 5 anni 5 milioni di posti di lavoro. Non e' un'utopia, e anche per questo abbiamo deciso di mettere in lista un rappresentante di questi lavoratori come Giovanni Cimini''. (ANSA)

giovedì 7 maggio 2009

Nucleare. Veronesi franco, obiettivo e... molto finanziato.

NUCLEARE: PER VERONESI E' UNA FONTE PULITA, ERRORE BOCCIARLO
(ANSA) - ROMA - L'Italia ''ha commesso un errore'' bocciando il nucleare. ''Attualmente il nucleare si presenta come una fonte di energia 'pulita', con rischi pressoche' azzerati perche' la sicurezza ha fatto enormi passi avanti''. Lo scrive il prof. Umberto Veronesi in un messaggio inviato alla conferenza stampa di presentazione di un nuovo blog creato da Chicco Testa (http://www.newclear.it/) per discutere di questi temi ''in maniera franca e obiettiva''. Secondo Veronesi, ''purtroppo la parola stessa nucleare spaventa piu' degli incidenti che potrebbe causare. Fobie popolari, preclusioni irrazionali e retaggi storici fanno ancora di piu' dell'sos cancro con i suoi morti reali per i prodotti del petrolio e derivati''. Veronesi sottolinea pero' i problemi legati allo smaltimento delle scorie e dello smaltimento delle centrali obsolete. Su questi ''la ricerca scientifica puo' essere di grande aiuto. Il rischio di incidente e' oggi gia' vicino allo zero e per le scorie - scrive ancora Veronesi - sono state messe a punto tecniche di stoccaggio ad altissima sicurezza''. In conclusione Veronesi sottolinea comunque la necessita' nel breve e medio periodo di ricorrere a un mix energetico perche' visti i tempi della tecnologia e di realizzazione delle centrali nucleari, l'atomo ''difficilmente potra' da solo far fronte ai bisogni energetici''.
07/05/2009

Energia. Nucleare smascherato.

NUCLEARE: EURISPES; FRASSONI (SL), ITALIANI HANNO CAPITO È INSOSTENIBILE


“Gli italiani hanno capito che il nucleare è una falsa soluzione per la sicurezza energetica e un problema sicuro per la sicurezza delle persone e dell’ambiente” “I risultati presentati oggi dall’Eurispes sull’orientamento degli italiani rispetto alla reintroduzione del nucleare in Italia confermano che gli italiani hanno capito, nonostante le insostenibili proposte del Governo, che il nucleare non è una risposta. Negli ultimi 30 anni infatti non ha risolto né il problema della sicurezza energetica né quello della gestione delle scorie radioattive”. Lo dichiara Monica Frassoni, presidente del Verdi europei e capolista al nord ovest di Sinistra e Libertà commentando i dati del rapporto Italia 2009 dell’Eurispes.
Imbarcarsi nella costruzione di centrali nucleari di terza generazione, già vecchie oggi, al fine di coprire dopo il 2020 il 20% del fabbisogno di energia elettrica in Italia, spendendo decine di miliardi di euro, significa rinunciare a investire in energia pulita. Perché non ci sono le risorse per fare tutte e due le cose - ha aggiunto la Frassoni -. O si investe subito in rinnovabili e risparmio energetico, creando migliaia di lavori e imprese verdi; o si punta su 4 centrali nucleari attive fra venti anni, affidate a grosse imprese che lucrano sul denaro pubblico.
“La ricerca ha dimostrato come sia possibile coprire subito e a costi più contenuti una percentuale importante del fabbisogno investendo su case ben isolate, trasporti sostenibili e poco inquinanti, sulla riduzione dei carburanti fossili, sul sole e sul vento - ha concluso la Frassoni -. Questo è il grande cantiere del futuro, altro che atomo!”

lunedì 27 aprile 2009

Nucleare. Do you remember Cernobyl?

CERNOBYL:

23 ANNI DA CATASTROFE;
LEGAMBIENTE RICORDA PERICOLI (ANSA)
- ROMA - ''Due esplosioni, una dietro l'altra, la notte del 26 aprile 1986 al reattore della quarta unita' di Cernobyl. 11 miliardi di miliardi di Bequerel la radioattivita' rilasciata dalle esplosioni, un valore 30 miliardi di volte superiore alla dose massima utilizzata per terapie radiologiche di tumori, con 6 pompieri, 24 dipendenti e 31 liquidatori morti quasi subito per effetto delle radiazioni immediate e un numero difficilmente quantificabile di vittime per gli effetti a lungo termine di quelle assorbite''. Comincia cosi' il ricordo che Legambiente fa della catastrofe piu' grave della storia del nucleare civile all'approssimarsi del suo 23/mo anniversario. ''Dieci i giorni impiegati per spegnere gli incendi, 130 mila gli abitanti dei 76 villaggi evacuati nel raggio di 30 km dalla centrale. La centrale di Cernobyl ha cessato la sua attivita' il 15 dicembre del 2000, ma ancora oggi le conseguenze sono gravissime. Il fall-out radioattivo, infatti, ha interessato oltre 150mila chilometri quadrati di territorio tra Bielorussia, Ucraina e Russia, coinvolgendo piu' di 3 milioni di persone'', ricorda Legambiente ''per non perdere la memoria e ribadire il suo 'no' ad un ritorno a produrre energia nucleare in Italia''. ''A 23 anni dall'incidente di Cernobyl, il nucleare pone ancora gravi problemi di sicurezza'', afferma il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani, aggiungendo che ''non abbassera' affatto la bolletta energetica nazionale, non ridurra' la dipendenza italiana dall'estero e non ci permettera' di rispettare la scadenza europea del 2020 per la riduzione delle emissioni di gas serra prevista dall'accordo europeo 20-20-20''. ''Non e' del nucleare che l'Italia ha bisogno per rilanciare l'economia e risolvere la sua dipendenza dalle fossili - conclude Ciafani - ma di un mix di efficienza, risparmio energetico e fonti rinnovabili''. Molte le iniziative organizzate in tutto il Paese dall'associazione per l'anniversario del 26 aprile. Dibattiti, proiezioni di film, banchetti informativi nelle piazze, convegni e rassegne si aggiungeranno a centinaia di eventi simultanei annunciati per il 25 e 26 aprile nel 'Cernobyl Day', l'iniziativa internazionale coordinata a livello europeo da Sortir du Nucleaire (Francia), una federazione di 842 associazioni che si battono contro il ''potere nucleare''.
24/04/2009

giovedì 19 marzo 2009

Nucleare. Il deserto di Chernobyl.

Da Green Report 18.03.'09

Chernobyl: gli animali come i torsoli di mela

LIVORNO. «Le mele di Chernobyl sono buone? Certo, basta seppellire il torsolo bene in profondità» recitava una delle tante barzellette in circolazione dopo il disastro nucleare alla centrale ucraina avvenuto il 26 aprile del 1986.
Ma a non stare troppo bene (oltre alla popolazione) sono anche gli animali che vivono vicino al sito dove è avvenuto il disastro nucleare di 23 anni fa. Uno studio condotto dal Centro nazionale per la ricerca scientifica in Francia e reso noto oggi, rivela infatti che gli animali a Chernobyl sono stati colpiti dalle radiazioni in modo molto più grave di quanto si pensasse. E soprattutto rispetto a quanto il governo ucraino vorrebbe far credere, diffondendo la convinzione che la vita naturale nella zona si sta riprendendo.
Lo studio ha dimostrato che il numero di calabroni, farfalle, ragni e altri invertebrati è inferiore nelle zone contaminate rispetto alle altre aree a causa degli elevati livelli di radiazioni rimasti dopo l´esplosione avvenuta oltre 20 anni fa. Un risultato che mette in dubbio le ricerche precedenti secondo cui la popolazione animale si stia accrescendo nuovamente intorno all’area dichiarata off limits dopo l’esplosione della centrale ucraina, che obbligò migliaia di persone ad abbandonare la propria casa e ad evacuare la zona.
«Siamo molto colpiti nel constatare che non sono stati fatti studi sulla questione» ha detto in un´intervista telefonica, riportata su agenzie di stampa, Anders Moller, il ricercatore che ha condotto lo studio.
«La nostra- ha proseguito Moller- è stata la prima ricerca a focalizzarsi sulla ricchezza della popolazione animale». I ricercatori hanno spiegato di aver confrontato le popolazioni animali nelle zone radioattive con quelle di zone meno contaminate e di aver concluso che in alcune aree la vita animale è quasi completamente scomparsa.
«Ci sono aree con 100 animali al metro quadro- ha spiegato Moller- e altre con una media di meno di un esemplare per metro quadro; e questo succede per tutte le specie osservate».
I ricercatori hanno anche messo in evidenza che si riscontra una maggiore frequenza di deformazioni negli animali che vivono nell’area attorno al reattore di Chernobyl.
Evidenze che smentiscono la visione che il governo ucraino vorrebbe dare del sito di Chernobyl dopo due decenni dall’incidente: una riserva naturale, con abbondanza di animali selvatici.
Ma così come non sono buone le mele a Chernobyl, non se la passano bene nemmeno i pochi animali rimasti.

lunedì 16 marzo 2009

Bambini. Di Cernobyl.

Giovanardi: patto con Minsk per non trattenerli La Bielorussia vieta le vacanze
all'estero ai ragazzi di Chernobyl Nuovo caso Vika negli Usa. I volontari italiani: protocollo sui 14enni in vigore in Germania e Belgio

ROMA — Il disastro nucleare ha divorato il loro futuro, condannandoli a una vita breve e, spesso, già compromessa da tumore o leucemia. Ma ora Alexander Lukashenko, leader della Bielorussia considerato l'ultimo dittatore europeo, ha deciso di fare di più, rovinando anche il presente dei bambini di Chernobyl. La misura è il divieto per i maggiori di 14 anni di trascorrere vacanze all'estero. L'ha resa nota ieri il Sunday Times, evidenziando anche che il governo di Minsk ha già firmato due accordi bilaterali, con Italia e Irlanda, a garanzia del rientro in Bielorussa di ogni singolo bambino a fine vacanza.
La notizia del blocco per i ragazzi più grandi ha gettato nello scompiglio le associazioni che in estate e sotto Natale regalano piccole, fondamentali, dosi di serenità ai bimbi bielorussi. «Sarebbe gravissimo» commenta il sottosegretario con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi «perché creerebbe una forte delusione nei bambini che magari sono già venuti in Italia, nelle famiglie che li hanno ospitati, e in quelli che aspettavano di poter avere la stessa gioia». E promette: «Credo che il governo si attiverà per scongiurare questa ipotesi. Anche perché l'Italia ha sempre improntato i rapporti con la Bielorussia alla correttezza. C'era stato solo un caso di una bambina trattenuta, ma era una iniziativa unilaterale di una singola famiglia, a fronte di tante che vanno anche là ad aiutare i bambini e i loro parenti».
Il caso era quello di Vika-Maria, bambina che aveva raccontato alla famiglia ospite le violenze subite nell'orfanotrofio bielorusso, delle quali portava i segni nel corpo e nel cuore. Invano le due "nonne" estive l'avevano nascosta per sottrarla al destino di violenze. Le forze dell'ordine l'avevano trovata e riportata a Minsk, dove ora è affidata alla famiglia che aveva già in affido il fratello. Quella fuga non era piaciuta al governo Lukashenko che aveva vietato le trasferte in Italia. C'era voluto quell'impegno a riconsegnarli tutti per superarlo. Ora il nuovo irrigidimento dopo un altro «caso Vika» negli Usa: una quattordicenne aveva tentato di restare lì. Per questo il divieto generalizzato, malgrado la ragazza sia poi tornata. Carlo Antonio Bianchi, presidente onorario della federazione Avib (Associazioni di volontariato italiane in Bielorussia) si attiva per capire: «Il nuovo ambasciatore bielorusso in Italia ci ha assicurato che non gli risulta un simile provvedimento. Se esiste probabilmente riguarda solo la Gran Bretagna».
Gian Emilio Crippa di Help for Children contatta il suo omologo in Bielorussia e aggiunge un elemento: «Secondo nostre informazioni qualificate per noi resta in vigore l'accordo che prevede il permesso di trasferte fino ai 18 anni. Ma il problema è cosa accadrà alla sua scadenza? Tutti i nuovi protocolli contengono quel divieto, sarebbe già accaduto per l'accordo con il Belgio e con la Germania. Speriamo che non avvenga. Sarebbe terribile». Olga Semionova, quindicenne condannata da un tumore al cervello spiega quanto con una domanda: «Non ho molte cose da poter attendere con ansia, perché qualcuno dovrebbe essere contro il fatto che io faccia una vacanza?»

Virginia Piccolillo
16 marzo 2009
Il Corriere della Sera

martedì 8 aprile 2008

Firenze. Grande spettacolo antinucleare di Jacopo Fo

MARTEDI’ 8 APRILE ALLE 10, GRANDE SPETTACOLO ANTINUCLEARE DI JACOPO FO AL PIAZZALE MICHELANGELO, A FIRENZE

Preceduto da una processione di zombi nucleari, che partendo da Piazza del Duomo alle 9 si snoderà per le vie di Firenze, l’artista, attore e intellettuale Jacopo Fo terrà un grande spettacolo a Piazzale Michelangelo, dalle 10, per ricordare la follia nucleare che ci attende in caso di vittoria di Berlusconi, il cui piano prevede anche una centrale atomica presso Scarlino, in Maremma.

Accompagnato dal candidato alla Camera per la Sinistra l’Arcobaleno, Fabio Roggiolani, ideatore delle nuove incentivazioni alle energie rinnovabili, Jacopo Fo rappresenterà in una cornice mozzafiato il dramma di una storia già vissuta e che doveva essere superata per sempre, al tempo stesso ricordando che le energie rinnovabili possono completamente sostituire il nucleare e anche le fonti fossili come petrolio e gas.

Ospiti d’eccezione saranno la vecchia Cinquecento che un gruppo di ingegneri toscani ha convertito all’elettrico, e un po’ di vecchie auto che attendono questa conversione: lo stesso Jacopo Fo, insieme ad alcuni esperti, spiegheranno come fare e come risparmiare con questa operazione l’ottanta per cento dei costi del carburante e dell’energia, senza immettere nell’ambiente inquinanti ne’ rumore.