TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

Visualizzazione post con etichetta sanità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sanità. Mostra tutti i post

venerdì 15 maggio 2009

Sanità/Immigrazione. Prima ti curo e poi ti arresto.

Due articoli dallo stesso giornale da cui si evince che la Regione Toscana non negherà le cure ai clandestini, ma a quanto pare questo non ha a che fare con la faccenda della denuncia alla pubblica sicurezza degli stessi clandestini che vengono curati. Ne consegue che chi sa di poter essere denunciato non si farà curare.
mv


EMIGRAZIONE: PRIMO SI’ IN COMMISSIONE ALLA REGIONE Toscana controcorrente Cure mediche ai clandestini — FIRENZE —
ASSISTENZA SANITARIA e interventi urgenti anche ai clandestini. La Toscana, ancora una volta, va controcorrente. Mentre il governo respinge i barconi di chi tenta di sbarcare in Italia, la Commissione attività produttive del Consiglio regionale approva coi voti del centrosinistra (contrario il Pdl) una legge che andrà in aula il 19 maggio per il sì definitivo.
Nel testo si legge: «Tutte le persone dimoranti nel territorio regionale, anche se prive di titolo di soggiorno, possono fruire degli interventi socio-assistenziali, urgenti e indifferibili, necessari a garantire il rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti a ogni persona dalla Costituzione e dalle norme internazionali».
La proposta, ha spiegato il presidente della commissione, Vittorio Bugli (Pd), detta norme ispirate a principi di uguaglianza e pari opportunità per gli stranieri. Ma Alberto Magnolfi, capogruppo di Forza Italia-Pdl, si è scagliato contro: «Abbiamo espresso il nostro giudizio politico negativo. E siamo convinti che questa legge si scontri con sentenze della Corte Costituzionale. Confermiamo il voto contrario, che ripeteremo in aula, e siamo dell’idea che, nonostante le modifiche, frutto di un lavoro anche abile, non cambiano i fondamenti della legge, a nostro parere molto discutibili».
Soddisfatti, e convinti a difendere la legge fino in fondo, Luca Ciabatti di Rifondazione comunista e Alessia Petraglia di Sinistra Democratica. Col plauso di Gianni Salvadori, assessore alle Politiche sociali: «Mi riconosco in pieno nel testo che traduce la proposta della giunta senza contraddizioni».
E ora? E’ probabile che il governo ricorra alla Corte Costituzionale. Ma la Regione dovrà difendersi anche da cittadini contrari alla legge. Che da ieri hanno cominciato a inviare e-mail di protesta.
Sandro Bennucci la Nazione 14.05.09



Va a togliersi i punti Ma è clandestino: arrestato
E’ ANDATO IN ospedale a farsi togliere i punti ma alla fine è finito in galera. La polizia l’altro giorno si è portata al pronto soccorso su richiesta del personale sanitario per identificare un cinese senza documenti. Si trattava di Z. T. B., orientale di 22 anni e irregolare, già destinatario di precedenti provvedimenti di espulsione emessi dal prefetto e dal questore e non osservati. Pertanto, terminate le medicazioni, l’uomo è stato portato in questura e arrestato in flagranza di reato.
la Nazione 14.05.09

giovedì 14 maggio 2009

Sanità. Era solo una barbona...

L'hanno lasciata morire. Non c'erano parenti a proteggerla e nessuno ha ritenuto necessario un intervento operatorio. Per lo stesso motivo, nessuno verrà condannato. L'articolista del Tirreno ha già assolto i medici e con lui il serraglio del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Prato. MV



Inchiesta sul decesso di una cinquantenne
Due medici indagati per omicidio colposo
il Tirreno 14/5/'09

PRATO. Due medici dell’ospedale sono stati indagati per omicidio colposo in relazione alla morte di una donna di 50 anni, avvenuta lo scorso 24 marzo al “Misericordia e Dolce”.
A sollecitare l’interessamento della Procura potrebbe essere stato un collega dei due medici, subito dopo la constatazione del decesso. E il giudice per le indagini preliminari ha affidato a un consulente tecnico d’ufficio una perizia medica sulle cause della morte, perizia che verrà consegnata tra qualche settimana.
La donna morta in ospedale si chiamava Maria Clara Zeddita, aveva 50 anni ed era originaria della Sardegna. Nel pomeriggio del 23 marzo fu trovata dolorante su un marciapiede di via Fra’ Bartolomeo. Un passante l’avrebbe vista perdere l’equilibrio, cadere a terra e sbattere violentemente la testa. La donna fu soccorsa da un’ambulanza e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale, dove le fu riscontrato un forte trauma cranico e un’emorragia cerebrale che rese necessario il ricovero nel reparto di rianimazione. Ma nel corso della notte le sue condizioni peggiorarono e la mattina del giorno dopo il cuore smise di battere.
La polizia fu avvertita del decesso e la Procura ordinò un’autopsia per stabilire le cause della morte. Ora su quegli esami medici è in corso un’ulteriore perizia per capire se i medici (uno in servizio al pronto soccorso, l’altro di guardia) hanno fatto tutto il possibile per salvare la vita della paziente.
Al momento non ci sono elementi che portino verso una responsabilità dei medici, assistiti dagli avvocati Massimiliano Tesi e Simone Valenti. Bisognerà comunque attendere i risultati definitivi della perizia per fugare qualsiasi dubbio sulla morte della donna.
La cinquantenne non aveva una fissa dimora e aveva problemi di etilismo. Per questo era conosciuta dalle forze dell’ordine che in alcune occasioni l’avevano controllata. L’ipotesi è che non fosse lucida nemmeno quando è caduta per strada. Le analisi delle cartelle cliniche dovrebbero anche stabilire se la donna era debilitata al momento del decesso, un particolare che potrebbe spiegare l’esito fatale di quella che in un primo momento era sembrata una banale caduta.
P.N.

martedì 12 maggio 2009

Libri. La pazza morale.



Mercoledì 13 Maggio alle ore 21,15 la Libreria Al Castello, Viale Piave 12-14 Prato, ti invita alla presentazione del libro:

La pazza morale
Presentano Teresa Paladin e Giuseppe Panella
Sarà presente l’autore
a conclusione vin santo e pasticcini


La pazza morale

È la storia di un amore impossibile, ambientata nel 1877 a Firenze presso l’ospedale psichiatrico chiamato Bonifazio (oggi sede della Questura) in via S. Gallo.
I veri protagonisti però sono i pazzi. L’autore ci conduce in un mondo parallelo al nostro, apparentemente così distante e straordinario, ma in verità molto simile a quello reale, con le sue passioni, i desideri, le sofferenze: un viaggio della mente. Uno specchio dell’esistenza che, seppure deformato, ci induce a guardare con più attenzione alla nostra interiorità, ad ascoltare finalmente le nostre più autentiche aspirazioni.
Stefano Berni
(Firenze, 1960) svolge attività di ricerca presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Siena. Oltre a numerosi saggi e articoli di filosofia, diritto e estetica ha pubblicato il romanzo L’alchimia della ragione (Firenze, 1994) e l’opera teatrale Creonte (Firenze, 2006). Insegna psicologia al Liceo G Rodari di Prato.






per informazioni tel. 057420906

mail: libreriaalcastello@fastwebnet.it

domenica 10 maggio 2009

Salute. Traffici di principi attivi.

Farmaci irregolari dalla Cina, indagati i vertici Menarini L’accusa: importavano princìpi attivi coperti da brevetto.
L’azienda nega. Perquisita la sede dello stabilimento fiorentino


L’inchiesta porta un nome abba­stanza delicato — «Farmaco Scarlat­to » — ma la sostanza è ben diversa. O per lo meno è quello che spunta da un’indagine ben precisa. La magistra­tura fiorentina, diretta dal procurato­re capo Giuseppe Quattrocchi, sta in­fatti facendo luce su un presunto traf­fico internazionale di «principi atti­vi». Un giro di farmaci che, a detta dell’accusa, ruota attorno all’Italia, Honk Kong, la Svizzera e la Norvegia. A coordinare l’inchiesta è il sosti­tuto procuratore Luca Turco, che ha la fa­ma di magistrato duro e inflessibile. È stato lui che, ieri mattina, ha man­dato i carabinieri del Nas a perquisi­re diverse aziende farmaceutiche.

LE PERQUISIZIONI - A Firenze i militari hanno passato al se­taccio la Menarini, azienda leader del settore in Italia, secondo i rating diciannovesima in Europa (su 2.311 concorrenti) e trentaseiesima nel mondo (su 4.641 aziende). La procura fiorentina ha aperto un fascicolo in cui si ipotizza il reato di truffa. La vicenda ha per oggetto un presunto traffico internazionale di «principi attivi» protetti da brevetto. Secondo i primissimi risultati degli inquirenti, dietro ci sarebbe un mec­canismo ben preciso. Di fatto, alme­no secondo l’accusa, esiste una hol­ding capofila che ha sede a Lugano (Svizzera), che a sua volta si avvale per i suoi scopi di alcune società con­trollate da una terza società, diretta da due svizzeri. Un gioco a incastro, un puzzle che gli inquirenti hanno ri­costruito dopo diverso tempo. Sempre secondo l’accusa, la socie­tà luganese gestisce, per conto della Menarini, l’intero commercio delle materie prime attraverso una secon­da società, che per gli inquirenti rap­presenterebbe una sorta di «paraven­to ». Questi i dati che sono serviti a in­crociarsi con quelli di un contratto av­venuto alcuni anni fa proprio tra l’azienda farmaceutica fiorentina e un’altra società: quel contratto preve­de che venga concessa la licenza per due «princìpi attivi» ben precisi. Ov­vero la pravastatina e il fosinopril. Quel contratto, almeno secondo gli inquirenti, prevede che l’approvi­gionamento dei princìpi attivi avven­ga esclusivamente da una casa farma­ceutica. Ma è qua che il percorso de­via, sempre secondo quanto ipotizza­to dagli inquirenti: l’approvigioba­mento sarebbe avvenuto tramite un’altra società che ha sede in Nuova Zelanda. Con prodotti che arrivano direttamente da Honk Kong. La complessità dello schema delle varie società rappresenta molto bene un intreccio che deve essere ancora approfondito. Ed è per questo moti­vo che ieri mattina, oltre a perquisire la sede centrale della Menarini, i cara­binieri del Nas hanno perquisito an­che le abitazioni private di una deci­na di persone.

GLI INDAGATI - Sul registro degli inda­gati sono così finiti i vertici della casa farmaceutica del capoluogo toscano: il presidente del gruppo, il cavaliere del lavoro Alberto Aleotti, e gli assi­stenti del presidente, Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti. Si tratta, ov­viamente, di un atto dovuto. L’azienda replica: «Respingiamo nella maniera più decisa e categori­ca qualsiasi illazione in merito a una presunta importazione illegale di un principio attivo dalla Cina e alla violazione di qualunque diritto di brevetto». Al momento gli inquirenti fanno un’ipotesi ben precisa: grazie a que­sto presunto meccanismo, la fattura­zione dei prodotti importati sarebbe risultata superiore a quella reale. Ec­co perché accanto ai carabinieri del Nas ci sono anche i funzionari delle Agenzie delle Entrate, che stanno fa­cendo accertamenti per conto della magistratura. È chiaro che l’indagi­ne è appena all’inizio. E che tutto il materiale sequestrato sarà passato al setaccio del Nas. Non fosse altro per l’importanza dell’azienda che na­sce oltre un secolo fa (esattamente nel 1886) in un piccolo laboratorio della Farmacia Internazionale di Na­poli e si trasferisce a Firenze nel 1915, dove tuttora ha la sua sede cen­trale. Una storia importante come i dati stessi dell’azienda che, non più tardi di tre anni fa, dava lavoro a ol­tre diecimila dipendenti sparsi in tut­ta Italia. Produce 450 milioni di con­fezioni di medicinali all’anno nei due stabilimenti di Firenze, nel nuo­vo stabilimento di L’Aquila, e in quelli di Pisa, Lomagna , Barcellona, Istanbul e Berlino. Nel gennaio 2006 Menarini ha acquisito l’impianto far­maceutico AWD Pharma di Dresda che le ha permesso ti potenziare la propria presenza sui mercati dell’Eu­ropa centrale e orientale.

Simone Innocenti
08 maggio 2009
Corriere.it

giovedì 7 maggio 2009

Sanità. Il reparto di papà.

Dal Tirreno 7/5/'09 di Carlo Bartoli S. Chiara e Careggi, trenta parenti da separare Marito-moglie, padre-figlio: nelle Asl il maggior numero di casi è a Livorno La sanità pisana deve risolvere le situazioni di Nardi, Filipponi, Bruschini, Giunta e Favre
FIRENZE. Per la Regione è un problema da risolvere una volta per tutte, mentre per molte Asl e aziende ospedaliere sembra quasi che il fenomeno non esista. Avere alle proprie dipendenze in una struttura sanitaria pubblica un congiunto non è cosa di cui vergognarsi, soprattutto se il legame sentimentale è l’effetto di una carriera condivisa tra le stesse mura.
Ma se alcuni direttori generali difendessero gli utenti con lo stesso accanimento con cui difendono la privacy di primari e luminari imparentati tra loro, la Toscana avrebbe la sanità più efficiente del mondo. Eppure, la cosiddetta legge antinepotismo messa a punto dall’assessore regionale alla Salute Enrico Rossi, a parole, è condivisa da tutti.
Il fatto è che le Asl e le aziende ospedaliere fanno una gran fatica a ricordare quanti sono i casi che li riguardano.
Da una ricognizione effettuata, la maggioranza dei casi riguarda le aziende ospedaliere: a Careggi ci sono dieci coppie marito-moglie (o convivente) o padre-figlio da separare, a Pisa almeno cinque, al Meyer un caso, peraltro controverso. Si salva Siena, dove il precedente direttore generale, oggi dg dell’azienda ospedaliera pisana, aveva provveduto a sanare le situazioni esistenti. Nelle aziende sanitarie, il più alto numero di casi si registra a Livorno (4 o 5), seguita da Prato, che ha ancora due coppie da dividere, dalla Versilia e Arezzo e infine da Firenze con un solo caso. Vaga la risposta dell’Asl di Lucca, secondo cui sarebbero «pochissimi» i casi che ricadrebbero sotto la scure dela nuova legge. Niente da segnalare, invece, secondo le stesse Asl, a Massa Carrara, Pistoia, Siena.
Per capire meglio chi tocca la nuova legge ci siamo concentrati soprattutto sulle aziende ospedaliere. A Pisa, ad esempio, un caso da risolvere riguarda Franco Filipponi, ordinario di chirurgia generale e direttore della unità operativa di trapiantologia epatica alle cui dipendenze lavora la moglie. Situazione simile per Francesco Giunta, ordinario al dipartimento di Chirurgia e direttore della scuola di specializzazione di anestesia e rianimazione. Pure l’onocoematologo Claudio Favre lavora con la moglie Margherita Nardi. Diverso il caso dell’otorino Paolo Bruschini che ha sotto di sé il figlio Luca. Marco Nardi, a oculistica, ha invece al suo fianco la moglie Maria Rita Bartolomei.
All’azienda ospedaliera di Careggi il caso più eclatante riguarda il preside di Medicina Gianfranco Gensini: la moglie Rosanna Abbate dirige il dipartimento di area critica e la figlia Francesca è ricercatrice a fisiopatologia clinica. Sempre a Careggi ci sono Sandro Sorbi, direttore di neurologia, unità operativa nella quale lavora la moglie Silvia Piacenti. Ad anatomia patologica, il direttore Paolo Pacini ha ai soi ordini la figlia Alessandra, ricercatrice.
Un caso particolare riguarda Alessandra Novembri e Alessandro Pagliazzi all’azienda ospedaliera del Mayer. Sia il marito che la moglie sono infatti responsabili dello stesso servizio di ortopedia.
All’Asl 4 di Prato, fa sapere il dg Bruno Cravedi, all’arrivo della prima lettera di Enrico Rossi, che nel gennaio 2008 invitava a affrontare questi casi, si mossi subito e sei situazioni sono già state risolte: adesso ne rimangono ancora due in corso di soluzione.
All’Asl pisana resta un solo caso da sciogliere e riguarda la responsabile del dipartimento di prevenzione Nadi Serretti e il marito Domenico Taddeo, mentre a Firenze resta da risolvere la situazione dell’infettivologo Francesco Mazzotta.

domenica 3 maggio 2009

Salute/Animali. Uomini e maiali.

Nuova influenza/ Uomo contagia maiale,

in Canada storia capovolta
Allevatore di ritorno da Messico contagia il suo allevamento
da APCOM
Dopo giorni di "caccia al maiale", il caso fa notizia: in Canada un allevatore avrebbe contagiato con il virus H1N1 i suoi maiali.
Secondo le autorità sanitarie canadesi "è molto probabile" che l'agricoltore, di ritorno da un viaggio in Messico, abbia contratto l'influenza e l'abbia poi trasmessa agli animali del suo allevamento, in Alberta, ovest del Canada. L'uomo è guarito e tutti i suoi maiali anche, o sono in via di guarigione. L'Agenzia canadese di ispezione degli alimenti (ACIA) ha affermato che la sicurezza alimentare non è in pericolo. Ma l'annuncio potrebbe avere ripercussioni commerciali dato che una decina di paese, fra i quali Russia e Cina, hanno vietato o limitato le importazioni di carne di maiale o suoi derivati provenienti dagli Stati uniti, Canada e Messico. L'Egitto invece ha ordinato l'abbattimento in massa dei maiali sul suo territorio, una decisione contestata da diverse organizzazioni internazionali, prime fra tutte l'Oms, la Fao e l'Omc, per le quali la carne di maiale "non è una fonte di infezione".

venerdì 1 maggio 2009

Prato. Bambini shakerati.

E' proprio inconcepibile. Si sprecano fiumi di parole su argomenti secondari e si continua ad eludere la più urgente delle questioni: mettere in campo un esercito di operatori sociali, fra i quali comuni esperti di puericultura e cercare di ridurre al massimo gli effetti dell'ignoranza e di condizioni di vita distanti da un livello accettabile di umanità. Continueremo a dirlo: non basta la polizia, bisogna spendere, bene e subito in un progetto sociale interetnico di soccorso sociale.
mv

Prato, terzo caso tra i cinesi

Scuotono neonato: è in fin di vita
Il Tirreno 1/5/'09

PRATO. In Procura hanno coniato una definizione: “bambini shakerati”. Non c’è nulla di divertente. C’è solo dramma. Sono i bambini che chissà perché qualcuno scuote fino a procurare loro emorragie cerebrali. Spesso senza ritorno. Non capita a tutti: è un dato di cronaca. Ma frequentemente alla comunità cinese.
Lorenzo, cinque mesi e mezzo, un bambino dagli occhi a mandorla nato nel novembre scorso qui a Prato, è il terzo caso in due mesi. E’ ricoverato nel reparto di neurochirurgia del Meyer dopo 24 ore trascorse nel reparto di Pediatria del Misericordia e Dolce. Forse ce la farà. Ma non si sa come potrà vivere.
Ed è il procuratore capo Piero Tony a lanciare l’allarme: «Siamo preoccupatissimi della frequenza con la quale questi casi avvengono. Bisogna fare qualcosa, coinvolgere il console cinese, allertare i servizi sociali. Evidentemente le coppie cinesi, anche quelle con bimbi piccoli, sono costrette, per mantenere un ritmo di lavoro adeguato, a dare i propri figli a persone, a badanti, non affidabili». Sul suo tavolo e su quello del sostituto procuratore Laura Canovai è arrivato da poche ore un altro fascicoletto: pochi fogli, sufficienti. Un neonato cinese, la notte tra martedì e mercoledì, pochi minuti prima delle tre, è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale in gravissime condizioni. A trasportarlo un’ambulanza che l’ha prelevato probabilmente dalla casa della baby sitter che abita nella zona della Chinatown. Lorenzo era semi-incosciente, aveva convulsioni. «Manifestava i sintomi di una meningite - spiega il primario di Pediatria Pier Luigi Vasarri - poi abbiamo scoperto emorragie a livello retinico e altri versamenti di sangue intracerebrali».

giovedì 30 aprile 2009

Scuola/Sanità. Al Meyer niente più scuola?

La scuola primaria del Meyer rischia la chiusura


Da ormai 13 anni, all'interno dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, è garantito un servizio di docenza che permette ai bambini ricoverati di studiare e non perdere l'anno scolastico nonostante la degenza. Ora, come affermato dalla segreteria provinciale della Uil, ''La scuola primaria ospedaliera del Meyer è a rischio chiusura"


Firenze, nuovo ospedale pediatrico Meyer





Firenze, 27 aprile 2009 -
Da ormai 13 anni, all'interno dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, è garantito un servizio di docenza che permette ai bambini ricoverati di studiare e non perdere l'anno scolastico nonostante la degenza. Infatti dal 1996 un docente, in accordo con le scuole di provenienza dei piccoli degenti, svolge un programma didattico per assicurare il continuo dell'attività scolastica. Ora, come affermato dalla segreteria provinciale della Uil, ''La scuola primaria ospedaliera del Meyer è a rischio chiusura''.
Secondo la Uil, la scuola verrebbe soppressa perché l' insegnante ha ricevuto una notifica urgente, del dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Firenze, con cui viene assegnato ad altro incarico. Solo nell'anno scolastico 2007/2008, ricorda la Uil, ''gli ordini di scuola al Meyer hanno visto la presenza di 108 studenti di cui 38 della scuola primaria, con un successo scolastico del 98%''. ''La Uil Scuola di Firenze chiede che quanto prospettato non succeda'', e che la struttura scolastica nell'ospedale ''sia maggiormente potenziata e resa piu' efficiente possibile''.
La Nazione Firenze 27.04.'09

martedì 14 aprile 2009

Edilizia. Tremate c'è IMPREGILO!


08/04/2009
Senza vergogna

da Peace Reporter

Chi lo ha costruito, l'ospedale San Salvatore dell'Aquila?

Chi lo ha costruito, l'ospedale San Salvatore dell'Aquila?
Tutti gridano allo scandalo, e giustamente, perché quell'ospedale, finito di costruire e inaugurato alla fine degli anni '90, è venuto giù come un fuscello. Un'ala è completamente crollata, mentre il resto della struttura è stata dichiarata inagibile al 90 percento, mentre le autoambulanze continuavano a scaricare proprio lì decine di feriti.
Il crollo hanno causato la morte di due bambini ricoverati in pediatria.
I lavori di costruzione dell'ospedale sono iniziati nel 1972, trentasette anni fa. Per ultimarlo, dunque, ci sono voluti quasi trent'anni.
La spesa prevista era di 11 miliardi e 395 milioni di lire, la capienza di 1.100 posti.
Poi, mano a mano che il tempo passava, i posti letti previsti nel progetto originale, si sono ridotti a d essere 560. Un bel risparmio?
No di certo, perché quasi alla fine dei lavori l'ospedale sarà costato circa 164 miliardi di lire. Cioé circa 84.698.931 (leggasi più di ottantaquattro milioni di euro e mezzo).
L'Ospedale di cardiochirurgia che Emergency ha costruito a Khartoum (questo) è costato 12 milioni. Chiavi in mano. Attrezzature biomedicali comprese. Utile sapere però che sia le strutture che i biomedicali cardiochirurgici sono quanto di più caro esista in chirurgia.
Per costruire quell'ospedale (in Africa, nei pressi del deserto, non vicino ad un centro cittadino europeo) ci sono voluti meno di tre anni. I primi scavi erano partiti nell'ottobre 2004, l'ospedale si è inaugurato nel marzo del 2007. E, a detta di tutti i tecnici che lo hanno visto e toccato, e di tutti i chirurghi che ci han lavorato, quell'ospedale, con i suoi pannelli solari per l'energia, i suoi sistemi di filtraggio dell'aria e le altre tecnologie impegate, è uno dei più belli del mondo.
Dicevamo che l'ospedale San Salvatore, quasi alla fine dei lavori, era costato 84,7 milioni di euro. Quasi alla fine perché per finire i lavori ce ne sono voluti altri 16. Totale, quasi 101 milioni di euro. Nove volte di più di uno dei centri di cardiochirurgia migliori al mondo.
Una inchiesta parlamentare, che risale al 2000, che è anche l'anno in cui il San Salvatore fu inaugurato, aveva messo in rilievo «l'irrazionalità e l'obsolescenza dell'impianto costruttivo, la scarsa qualità dei materiali impiegati oltre all'enorme dispersione dei percorsi orizzontali».
Come dire, si sapeva tutto fin dal giorno dell'inaugurazione del San Salvatore.
Ma chi ha consegnato "chiavi in mano" quel catorcio assassino di ospedale alla Asl dell'Aquila? Una piccola ditta di costruzioni, poco nota al pubblico e alle cronache: l'Impregilo.
Cioé la più importante azienda di costruzioni italiane, quella stessa che apre il suo sito con la frase "il progresso, la più grande delle nostre opere", che nel 2007 ha chiuso con un fatturato di 2.627 miliardi di euro e con un risultato di 131.2 milioni.
Una azienda che ha tra i suoi consiglieri di amministrazione persone del calibro di Beniamino Gavio (Società iniziative Autostradali), Andrea Novarese (Gemina Spa), Giuseppe Piaggio e Claudio Cominelli, che sono anche consiglieri di amministrazione della Atlantia (la ex Autostrade Spa) del gruppo Benetton. In Atlantia Piaggio e Cominelli siedono di fianco a Alberto Clò, che a sua volta è consigliere della Italcementi, che vede nel consiglio di amministrazione anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Oltre a loro, nel consiglio di amministrazione siede anche Nicola Fallica, a sua volta consigliere di amministrazione della Immobiliare Lombarda della famiglia Ligresti.
Il gotha delle costruzioni, dunque, gestisce Impregilo, che è la stessa azienda che sta costruendo l'alta velocità tra Milano e Napoli e tra Torino e Venezia. Quella stessa che sta ammodernando (come ha ammodernato l'ospedale San Salvatore?) la Salerno-Reggio Calabria, per cui ha appena chiesto un prolungamento di tre anni per la consegna dei lavori.
Quella stessa a cui il governo vorrebbe affidare i lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina e delle nuove centrali nucleari.
Quella stessa che aveva in gestione, attraverso la Fibe, il processo di smaltimento dei rifiuti della regione Campania.
Per contratto, i lavori di costruzione dell'inceneritore di Acerra, sarebbero dovuti terminare nel 2003. Sono finiti nel 2009, con sei anni di ritardo. Sei anni che sono costati centinaia di milioni di Euro e la disperazione degli abitanti della Campania, sommersi dai rifiuti.
Fu l'Impregilo, dunque, a consegnare l'ospedale San Salvatore alla azienda sanitaria de L'Aquila. Quell'ospedale, l'altroieri, ha ucciso.

giovedì 27 marzo 2008

La Sinistra l’Arcobaleno a fianco dei lavoratori dell’ASl 4 di Prato

La Sinistra l’Arcobaleno a fianco dei lavoratori dell’ASl 4 di Prato in stato di agitazione
Da ormai 60 giorni i lavoratori del comparto dell’ASl 4 di Prato sono in Stato di Agitazione. La Sinistra l’Arcobaleno è a fianco dei sindacati e dei lavoratori che stanno combattendo questa lotta, nell’interesse di tutti, non solo nella tutela dei lavoratori ma anche nel sostegno alla natura pubblica del Servizio Sanitario Nazionale, che rischia di essere messa in discussione da politiche che mirano al mero risparmio economico a danno della qualità dei servizi erogati.
Siamo di fronte al paradosso che il contratto integrativo aziendale è scaduto ormai da anni, mentre i compensi dei manager, nel frattempo, sono lievitati.
Crediamo che solo il sistema sanitario pubblico e universalistico può dare risposte al bisogno di salute di tutti, per questo facciamo una scelta di parte, dalla parte dei lavoratori e dei cittadini utenti. Senza tentennamenti e distinguo, siamo solidali nella lotta che le OO.SS ed i lavoratori stanno portando avanti.