TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

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sabato 16 maggio 2009

Scuola. Paperino, la scuola museo e i bambini senza maestri...

Come al solito un po' di confusione, tanto per neutralizzare l'importanza della notizia.
Prima di tutto c'è lo scandalo che si protrae da tre anni di una città grande e importante come Prato dove non è garantito un posto a tutti i bambini alla materna di stato. Ci si chiede cosa facciano all'Ufficio scolastico provinciale se non riescono a programmare le cattedre in base all'aumento della popolazione scolastica.
Qualche millantatore da campagna elettorale birmana ci bombarda ANCORA CON LA FROTTOLA DELL'ESERCITO PER LA STRADA MENTRE I NOSTRI BAMBINI NON HANNO INSEGNANTI SUFFICIENTI!
Noi torniamo a chiedere con forza un intervento straordinario di politica sociale per salvare questa città dal collasso e per ridare forza ai cittadini , affinchè possano lavorare e reinventare un futuro, affdandosi ad un minimo servizio pubblico.


Poi c'è il caso della scuola elementare di Paperino che è in costruzione (!) e che subisce un altro stop dei lavori, causato da una nuova e rilevante scoperta archeologica nel nostro territorio, questa volta del periodo romano. Non conosciamo l'entità della scoperta e neppure la sua rilevanza scientifica ma sulla base dell'esperienza relativa a Gonfienti, ci fidiamo poco o niente. La sovrintendenza è pronta a raccattare reperti in fretta e furia e a coprire tutto, mentre bisognerebbe rivedere rapidamente il progetto e pensare a come includere parti delle antiche strutture nei quasi 10.000 mq del futuro edificio scolastico. Si realizzerebbe così un meraviglioso connubio fra le testimonianze archeologiche e il luogo della diffusione del sapere: una scuola-museo come non ve ne sono altrove.
E' questo che dovrebbe essere fatto e senza creare ulteriori ritardi, perchè si è partiti a costruire il plesso dopo anni di manifesta necessità.
MV


da la Nazione del 16/05/09
Materne, 250 bimbi fuori Paperino vuole la nuova scuola Proteste nella frazione: chiesta un’assemblea pubblica
DUECENTOCINQUANTA bambini non hanno un posto a scuola e sette non hanno un posto a Paperino. Quella di ieri non è stata una grande giornata sul fronte della scuola, con notizie negative arrivate da ogni parte. Di prima mattina hanno cominciato le famiglie di Paperino, per voce di andreina Casini e Giorgio Silli, candidati Pdl, protestando perché il cantiere della nuova scuola, promessa da anni e ancora lontana dall’essere realizzata, è vuoto e fermo. A fine mattinata è stato invece l’assessore alla scuola Giuseppe Gregori a portare a Prato una brutta notizia: al momento non ci sono gli insegnanti per attivare le nove classi in più di materna che il Comune aveva chiesto e così 250 bambini ad oggi non possono frequentare una scuola pubblica. Un bel problema, anche perché al massimo, una volta definito l’organico di fatto, le nuovi classi potranno essere quattro o cinque e quindi 100-120 bambini resteranno comunque a casa.

A PAPERINO intanto la dirigente scolastica sta cercando di evitare l’ennesimo sorteggio per assegnare i posti disponibili. Sette bambini di prima elementare dovranno andare a Cafaggio e così si stanno mettendo a punto delle regole che stabiliscano chi può restare in paese e chi no.
«Da quando l’appalto per la nuova scuola è stato assegnato, nell’agosto del 2008, sono stati fatti solo gli scavi — protestano Casini e Silli — Nel 2007 l’assessore Giardi promise che la scuola sarebbe stata costruita molto prima della fine della legislatura, ma non ha detto quale... La popolazione di Paperino è in attesa di risposte e le vuole prima della fine di questo mandato, in una riunione pubblica dentro la vecchia scuola. Se il nuovo edificio non sarà completato entro l’inizio dell’anno scolastico 2010 saranno guai seri, perché anche le famiglie delle Fontanelle rischieranno a quel punto di trovarsi senza classi disponibili visto che Cafaggio, dove molti bambini già andranno da settembre, non può accogliere tutti».

L’ASSESSORE Cardillo dal canto suo assicura ancora una volta che il cantiere è fermo solo perché la soprintendenza deve completare l’elenco dei reperti trovati a Paperino: «Lunedì chiamerò la soprintendente e solleciterò di nuovo il lavoro degli archeologi». Invece l’assessore Gregori sottolinea l’aspetto burocratico del problema: «Il ministero non vuole classi parziali e quindi finché a Paperino non ci saranno 41 bambini qualcuno dovrà andare a Cafaggio».

giovedì 10 aprile 2008

Etruschi: un sostegno dall'assessore Baronti.

Riceviamo dal Comitato per la Città Etrusca sul Bisenzio e dagli amici dell'associazone culturale Camars questo resoconto della serata di ieri a Viaccia.
MV

RESOCONTO DI UNA SERATA ALL’INSEGNA DELL’ARCHEOLOGIA PRATESE
Gli Etruschi a Prato: un motore per lo sviluppo della città

A Viaccia, in un’affollata sala parrocchiale, alla presenza di una nutrita rappresentanza di comitati cittadini ed associazioni pratesi, si è svolta per iniziativa del gruppo culturale di Viaccia, la conferenza di Giuseppe Centauro per la presentazione degli studi archeologici recentemente pubblicati dall’Associazione Camars, in collaborazione con il gruppo Narnalinsieme e con il contributo finanziario della Provincia di Prato.
Il prof. Giuseppe Centauro, in qualità di curatore della pubblicazione, dopo la presentazione del libro “Presenze Etrusche in Calvana. Siti e necropoli”, ha illustrato quelle che sono le straordinarie risorse archeologiche del territorio pratese e le nuove tematiche di ricerca che si stanno attualmente perseguendo in una chiave di valutazione delle prospettive future di sviluppo e valorizzazione del territorio che hanno avuto come esito lo svolgimento di un dibattito intenso e molto proficuo sul piano delle proposte.
L’Ass. all’Urbanistica della Provincia di Prato, Nadia Baronti, ha ribadito la centralità dell’argomento in relazione alle future politiche territoriali di pianificazione e l’intenzione di sostenere le ricerche promosse dalle associazioni. E per citare solo alcuni dei numerosi interventi della serata: Oliviero Giorgi (presidente di Narnalinsieme) ha informato l’uditorio della proposta, da lui stesso già avanzata in mattinata al convegno sui destini dell’area ex Banci (masterplan Urban), di creare all’interno del costituendo Parco urbano dell’Expò di Prato sulla declassata una struttura museale permanente dedicata alle presenze etrusche sul nostro territorio, ricordando anche l’iniziativa parlamentare del 2006, da reiterare nella prossima legislatura, al fine di promuovere una legge speciale per costituire e finanziare, nel segno di Camars, un archeo-parco dei Monti della Calvana e di Gonfienti da far crescere intorno alla “Via etrusca dei due mari”.
Con la solita vis dialettica Fulvio Silvestrini (Ass. La Bottega d’arte comune di Iolo) ha ribadito invece la necessità di dare sempre più spazio alla conoscenza diffusa come condizione di condivisione per una diversa politica territoriale che nasca dal basso, fuori dai partiti, nonché di rilanciare prontamente la proposta di Centauro (v. intervista Tirreno del 6 aprile) di organizzare un Convegno internazionale sulle presenze etrusche a nord dell’Arno.
Francesco Fedi (portavoce del Comitato Città Etrusca sul Bisenzio) ha anticipato i contenuti del progetto culturale della prossima estate, nato per mettere in scena a poggio Castiglioni una rappresentazione teatrale ispirata al mondo etrusco in concomitanza con la tappa pratese della grande escursione transappenninica che si farà in luglio da Spina (Adriatico) a Pisa (Tirreno), inaugurando così la “Via etrusca dei due mari”, tuttavia premettendo che di queste eccellenti iniziative verrà data puntuale informazione in una grande conferenza stampa che si terrà più avanti, entro il corrente mese.
Ancora tra i presenti in sala, oltre al presidente dell’Ass. Camars, Roberto Tazioli, anche altri autori dei testi pubblicati, in particolare, Silvio G. Biagini e Marisa Perazzoli, artefici delle segnalazioni dei ritrovamenti di Gonfienti e della necropoli della Lastruccia in Calvana.
Tutti i presenti hanno ribadito concordemente che non saranno ammessi ulteriori scippi delle risorse archeologiche pratesi a cominciare dalla costituzione in loco, con riferimento agli scavi di Gonfienti, di un antiquarium in grado di ospitare tutti gli straordinari reperti venuti alla luce nell’insediamento etrusco sulle rive del Bisenzio, contestualizzandoli in modo univoco al sito originario che li ha generati.

giovedì 28 febbraio 2008

La partecipazione "Declassata"

Venerdì 22 febbraio si è tenuta al Museo Pecci l'iniziativa, organizzata dall'Amministrazione comunale di Prato, per la presentazione della variante all'attuale Piano Strutturale che interesserà la cosiddettà "Declassata" e le aree adiacenti - in particolare, la zona dell'ex-Banci dove dovrebbe sorgere il prossimo Polo "Multifunzionale", destinato ad eventi ed esposizioni.
Non vogliamo aggiungere niente di particolare alle cronache apparse sui media locali nei giorni successivi (di cui riportiamo un "assaggio" in calce), e sugli aspetti propriamente tecnici di questa variante contiamo di tornarci successivamente (giusto il tempo di "metabolizzarla"): vogliamo invece riportare nuovamente l'attenzione su un concetto, quello di "partecipazione", più volte evocato nel corso della serata, ed in particolar modo nel dibattito.
Concordando con tutti i rilievi ed i problemi esposti da Mauro Vannoni, da Leonardo Becheri, dall'architetto Paoletti e da Tommaso Rindi, vorremmo però riflettere sulle parole del sindaco Romagnoli, in conclusione di serata, che riportiamo di seguito:
"Quando ci sono i contenuti, bisogna anche esprimersi e partecipare sui contenuti. Non si può, di fronte ai contenuti, porre questioni di metodo di nuovo, sul grado di partecipazione, sulla insufficienza... La partecipazione è sempre insufficiente! Io ho fatto una battuta banale ad un tavolo, e ho detto "Questa città ha 185000 abitanti. è insufficiente (la partecipazione - NdR) fino a che non coinvolge 185000 abitanti." Coinvolgere 185000 abitanti è un'impresa titanica che presuppone tra l'altro che tutti siano disponibili a farsi coinvolgere, cosa che per chi fa politica da tempo sa che è una delle questioni più difficili far partecipare le persone. Quindi. Partecipazione. Benissimo, facciamola. Ci sono le proposte. Non bastano? Facciamone di più, va bene. Vorrei appunto che si cominciasse però non tutte le le volte da zero."
La domanda sorge spontanea: è stato veramente fatto di tutto per tentare questa "titanica impresa"?
Ci permettiamo di sollevare, in proposito, qualche dubbio. A partire dalla stessa iniziativa del Pecci, annunciata poco più di una settimana prima ed organizzata per le 15 di un giorno lavorativo (già di per se "castrante" verso quei cittadini, altrettanto interessati, che magari lavorano fino alle 18/19...). Vogliamo aggiungere la carenza di informazioni e di comunicazione verso tutta la cittadinanza? Per caso è stato prodotto ed inviato del materiale illustrativo (e comprensibile) per tutte le famiglie? E potremmo continuare, con gli esempi...
Questo per ricordare che le questioni di metodo sono fondamentali, quando si parla di partecipazione (e non solo), perché tutto dipende dal metodo che si sceglie e come questo viene implementato.
Certo, nessuno dice che sia un processo facile, o rapido: abbiamo la sensazione, però, che più dei tempi, dei metodi, delle persone, e via dicendo, siano i possibili risultati - magari ben diversi dai "desiderata" - a determinare le incertezze, in questo percorso, dell'Amministrazione.
Forse è per questo che si è optato per una partecipazione "declassata"?

Municipio Verde



L'intervento di Tommaso Rindi, consigliere comunale dei Verdi. Alla sua dx. Stefano Ciuoffo, Assessore all'Urbanistica del Comune di Prato, il sindaco Romagnoli, la dott.ssa Daria Risaliti, garante della comunicazione, e l'architetto Gorelli, consulente generale del Progetto del Piano Strutturale


L'intervento dell'architetto Paolo Paoletti


L'intervento di Mauro Vannoni


Le fasi iniziali del dibattito, con l'intervento dell'architetto Gianfranco Gorelli.

venerdì 15 febbraio 2008

Seminario "Declassata e Polo espositivo: la città che cambia"

Attraverso la newsletter del Comune di Prato, siamo venuti a conoscenza del seminario, organizzato dall'amministrazione, su Declassata e Polo espositivo, che vedrà la partecipazione delle "massime" autorità cittadine (vedi scheda del seminario)
Pur accogliendo molto positivamente la notizia, ci saremmo aspettati un evento accessibile ai più - magari di sabato - dato che si sta presentando le basi di discussione di due delle varianti decisive per il futuro urbanistico della città. Invece, il tutto si terrà venerdì 22 febbraio dalle 15 in poi.
Ci vien da dire che l'orario è l'ideale per evitare affollamenti indesiderati in un luogo angusto come la sala conferenze del Museo Pecci... oltre che per evitare troppe contestazioni o domande scomode...
Insomma, se il "processo partecipativo" inizia così, qualche perplessità sulle reali volontà di avviarne uno sono legittime!
L'occasione rimane comunque "ghiotta", per cercare di capire sia i progetti preliminari, sia le possibilità di intervento sulle decisioni che si stanno per prendere, e quindi consigliamo vivamente a tutti la partecipazione.

Municipio Verde

Seminario "Declassata e Polo espositivo: la città che cambia" - venerdì 22 febbraio 2008

Centro per l'Arte Contemporanea ''Luigi Pecci''

Indirizzo Viale della Repubblica, 277 Uscita autostradale Prato-Est Prato 59100 (PO)

Programma

ore 15.00
Marco Romagnoli, Sindaco del Comune di Prato
- Introduzione e apertura dei lavori
Luisa Garassino, Collaboratrice alla Progettazione Generale del Piano Struttturale
- La Variante al Piano Strutturale e il percorso valutativo

Anna Maria Berti, Presidente Circoscrizione Est
Alberto Manzan, Presidente Circoscrizione Nord
Rosita Mattei, Presidente Circoscrizione Centro
Giovanni Mosca, Presidente Circoscrizione Ovest
Luisa Peris, Presidente Circoscrizione Sud

Il dibattito sarà coordinato da Daria Risaliti, Garante della Comunicazione

ore 17.00
Interventi:
Fabio Giovagnoli, Assessore allo Sviluppo Economico e Piano Strategico
Tommaso Rindi, Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio Comunale
Riccardo Pecorario, Dirigente settore Pianificazione Urbanistica
Gianfranco Gorelli, Consulente Generale del Piano Strutturale
Lorenzo Frasconi, Dirigente settore Mobilità
Loris Zanfranceschi, Presidente di Urban s.p.a.
Rappresentanti di ordini professionali, associazioni e categorie economiche cittadine
Conclusioni - Stefano Ciuoffo, Assessore all'Urbanistica

Per informazioni: 0574 1835922 per informazioni: 0574 1835922
Settore Sviluppo e Governo del Territorio Settore Sviluppo e Governo del Territorio


martedì 12 febbraio 2008

Perché il Capodanno Cinese diventi una festa di tutta Prato

Sabato e domenica prossimi si terranno a Prato le sfilate del Dragone tradizionali per i festeggiamenti del Capodanno cinese. Un momento fondamentale per i tanti cittadini pratesi di etnia cinese, ed una occasione per dare un segnale diverso da quelli degli anni passati, spesso caratterizzati da polemiche e posizioni dal forte sentore xenofobo.
E ci fa piacere che quest'anno i festeggiamenti si tengano con il sostegno dell'Assessorato alla Città Multietnica, una vera svolta rispetto allo scorso anno: di questo, è bene ricordarlo, dobbiamo ringraziare l'azione non solo delle associazioni della comunità cinese, ma anche delle tante associazioni italiane che si sono impegnate in tal senso.
Anche noi di Municipio Verde speriamo che questo sia il primo passo perché il Capodanno cinese diventi una festa di tutta la città, e non solo di una parte di essa: una grande occasione di incontro, scambio, conoscenza e perché no, divertimento comune.
Per questo, invitiamo tutti i nostri lettori ad assistere alle sfilate, in particolare a quella di domenica che toccherà tutto il centro cittadino, a partire dalle 9,00, e si concluderà in piazza del Comune.

Municipio Verde

martedì 5 febbraio 2008

Edilizia scolastica a Prato

L'assemblea di Casale ha trattato anche l'argomento scuola.
Abbiamo appreso dalle parole di un genitore della zona, che la scuola primaria del paese, a causa dell'aumento della popolazione verificatosi negli ultimi tempi e al conseguente aumento delle classi, è priva della palestra e del refettorio. I bambini mangiano in classe e, quando il tempo lo consente, fanno attività fisica in giardino.

Chi ci segue sa già che ci siamo occupati in più occasioni del colpevole ritardo dell'amministrazione pratese nel campo dell'edilizia scolastica. Molti edifici sono sovrappopolati e gli alunni hanno poco spazio a disposizione per muoversi, dentro e fuori dalle classi. Sono ormai state occupate tutte le aule utili ad attività specifiche, come la pittura, l'espressione corporea e il teatro e le biblioteche. Scarsi e malfunzionanti sono i servizi igienici. Minima la sicurezza delle strutture e degli impianti. Per non parlare di cortili e giardini.
L'assessore E. Giardi ha detto che il Comune "vuole garantire ad ogni alunno un banco ed una sedia..." coprendosi di ridicolo per questa affermazione da politico di un paese africano.
Ha anche affermato che Prato è in testa alla classifica nazionale stilata da Lega Ambiente nel marzo scorso, ( e da noi definita "la prima marchetta di primavera"), da cui si ricava che i dati delle scuole pratesi in materia di sicurezza e qualità ambientali sarebbero i più confortanti di tutta Italia.
Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti e le parole vuote e i tecnicismi non bastano più a confondere i cittadini più sensibili e attenti
Purtroppo la nostra amministrazione ha sbagliato la programmazione della politica scolastica. Non si è resa conto che si doveva considerare il problema dell'aumento della popolazione scolastica, in ovvia relazione con quello dell'immigrazione e dell'esodo dai comuni fiorentini. Si è fatto un grosso errore che ora, purtroppo pagheremo con il peggioramento dell'offerta formativa e del benessere dei bambini.
Chi ha dormito, smetta di far finta di niente e si sbrighi a far qualcosa.
Quello per le scuole era l'unico cemento che serviva veramente.

Municipio Verde

Note a margine dell'assemblea di Casale

All'assemblea pubblica organizzata dalla Circoscrizione Sud nel paese di Casale eravamo presenti anche noi di Municipio Verde - così come eravamo presenti a Tobbiana, e come cercheremo di seguire l'intero sviluppo di questa importante iniziativa di confronto tra le istituzioni e i cittadini della circoscrizione.

L'incontro è stato sicuramente partecipato e, ancora una volta, sono stati molti i momenti di contestazione nei confronti degli amministratori presenti (oltre al sindaco Romagnoli e alla presidente Peris, gli assessori Giardi, Curcio e Stancari): dalla viabilità ai trasporti, dalla scuola ai servizi essenziali, fino all'inceneritore, i cittadini di Casale hanno fatto sentire tutte le proprie ragioni - anche con una certa esuberanza-, hanno posto le proprie domande e hanno legittimamente preteso risposte.
Risposte che, oggettivamente, non hanno soddisfatto la numerosa platea, soprattutto negli interventi dell'assessore Giardi (ancora una volta in grossa difficoltà anche solo ad illustrare i progetti di viabilità alternativa e a dare risposte sulla situazione dell'edilizia scolastica) e dell'assessore Curcio.
Per molti aspetti, proprio quest'ultima è stata la più deludente: ai rilievi puntuali di Caterina Gestri, del Comitato Ambientale di Casale, oltre che di altri cittadini ben preparati sull'argomento della gestione dei rifiuti, ha risposto molto genericamente, e non nascondendo una certa malsopportazione, dichiarando inapplicabili alla situazione pratese le soluzioni individuate in tanti altri contesti (da Capannori in poi), senza però entrare nel dettaglio dei "perché" - cosa che sarebbe risultata indubbiamente più utile al dibattito e alla comprensione - fino ad esplicitare, pur con tutti i "se" e i "ma" del caso, il suo sostegno all'ipotesi inceneritorista come termine del ciclo dei rifiuti, negando la validità e l'applicabilità di altri tipi di trattamenti.
Come Verdi (e come cittadini), la posizione dell'assessore all'Ambiente ci delude, e non poco: ci saremmo aspettati una più decisa volontà di esplorare soluzioni diverse ed innovative, come richiesto dai tanti comitati contro gli inceneritori e come recentemente proposto anche dalla stessa Federazione dei Verdi di Prato, attraverso il suo portavoce. Mentre, dobbiamo ammetterlo, le parole del sindaco sull'argomento ci hanno aperto una speranza, dichiarando, a precisa domanda, di essere opporsi alla costruzione dell'inceneritore sin quando ci saranno rischi per la salute dei cittadini: ottimo! questi rischi esistono già (Montale, Terni e Brescia son lì a dimostrarlo), e ci permettiamo di far notare che esistevano già anche quando Comuni, province e Regione hanno sottoscritto l'accordo interprovinciale. A parte questo, contiamo che alle parole seguano coerenti scelte politiche.
Molto meno, nell'intervento del sindaco (che nel complesso si è dimostrato comunque più "solido" che a Tobbiana), abbiamo apprezzato quanto detto sull'immigrazione, in particolare quella cinese. Troviamo, francamente, che sostenere che Prato ha subito solo effetti negativi e nessuno positivo dall'ondata migratoria una concessione inammissibile, da parte della massima autorità cittadina, a quelle posizioni intolleranti (spesso sconfinanti nella xenofobia) da combattere con più decisione, e con politiche realmente multiculturali (altrettanto importanti delle politiche legalitarie e sulla sicurezza).
Nel complesso, dopo aver assistito a queste due prime iniziative, possiamo rilevare alcune questioni che sembrano caratterizzare l'inizio del percorso : intanto, che queste "assemblee" vanno puntualmente (e fortunatamente, aggiungiamo) oltre l'intenzione che la stessa presidente Peris ha ribadito più volte, e cioè la "comunicazione" di idee e scelte dell'amministrazione comunale per il territorio (tanto da dichiarare che alcune questioni non erano proprio all'ordine del giorno dell'assemblea), piuttosto che il "confronto" vero e proprio; in secondo luogo - ma ovviamente collegato - almeno per il momento, il "registro comunicativo" adottato risulta inadeguato, e non si riescono a trasmettere nemmeno le informazioni essenziali dei progetti presentati, il che ovviamente contribuisce ad aumentare la percezione negativa da parte dei cittadini.
Ma il "dato politico" più rilevante che emerge è sicuramente il fatto che il tema centrale del dibattito, in due "frazioni" diverse (seppur contigue), è uno: il progressivo peggioramento delle condizioni strutturali e dei servizi essenziali, a causa di anni di scelte rivelatesi, alla prova dei fatti, nel migliore dei casi inadeguate. Ribadiamo, quindi, la necessità non solo di un cambio di rotta deciso, ma anche (e forse soprattutto) una più netta assunzione di responsabilità da parte della classe dirigente cittadina, che non può oggettivamente cavarsela scaricando buona parte delle "colpe" sui propri predecessori. Forse, e sottolineamo il "forse", sarebbe molto apprezzato dagli stessi cittadini.

Lanfranco Nosi
Riccardo Buonaiuti
Municipio Verde



Il volantino che Municipio Verde ha distribuito in occasione dell'assemblea


L'intervento conclusivo del sindaco Romagnoli


L'apertura della presidente Peris


L'intervento dell'assessore Stancari

Urla e contestazioni a Casale

Riceviamo e pubblichiamo con piacere l'intervento di Francesco Fedi, del Coordinamento dei Comitati Cittadini.
MV

Non essendo molto pratico della zona, ho capito di trovarmi nella piazza della Chiesa di Casale, quando ho visto un grosso autotreno parcheggiato in mezzo tante autovetture...
Avevo infatti più volte ascoltato gli amici di Casale lamentarsi dei problemi della viabilità della frazione e della presenza di grosse aziende in ambito residenziale; con tutti questi amici, assieme a molte altre persone, ci siamo ritrovati tutti la sera di lunedi 4 Febbraio, all'assemblea pubblica con i politici locali, tenutasi in una sale parrocchiale della Chiesa di Casale.
Parcheggiata la macchina in uno dei pochi posti rimasti nella piazzagremita di veicoli, mi sono avviato verso i locali dove si stava già svolgendo l'incontro con la Presidente della Circoscrizione, il Sindaco e gli assessori Giardi e Curcio, seguendo "ad orecchio" la direzione delle urla che giungevano nella piazza.
Immaginavo, infatti, che la discussione avrebbe preso toni accesi, ma francamente non avrei mai pensato di assistere a scene da "Assalto al forno delle Grucce" di manzoniana memoria: dentro la sala affollata, presenti qualche centinaia di pesone, comuni cittadini inveivano urlanti nei confronti dei politici convenuti.
Gli argomenti trattati sono stati tanti e tutti spinosi: viabilità, immigrazione, trasporti pubblici, presenza di servizi essenziali, ma credo che alla fine l'argomento principe, agognato e temuto, altri non poteva essere che l'impianto di incenerimento rifiuti de Il Calice. E' proprio su questo argomento che la discussione raggiunge il suo momento topico e dove i cittadini si dimostrano più attenti ed informati, sferrando un'attacco diretto alla tecnica dell'incenerimento, di cui si spiega trattarsi di un sistema con cui si passa da rifiuti ad altri rifiuti, fin troppi, comunque pericolori e da sottoporre ad ulteriori trattamenti.
Sull'argomento risponde, in primis, la presidente Peris, che tergiversa, girando intorno al concetto per cui, quello dei rifiuti, è un problema da affrontare e che, all'attualità non ci sono elementi sostanziali su cui disctere, non essendoci per questo, all'attualità, alcun atto deliberativo specifico.
Sulla scorta di tali affermazioni, Caterina Gestri, nota cittadina attiva del locale comitato ambientale, controbatte con un intervento ben circostanziato, citando tutta una serie di documenti, già approvati in ambito regionale e provinciale, in cui la zona de Il Calice viene indicata come "papabile" della costruzione di un nuovo impianto.
L'Assessore Curcio allora entra più nel vivo, con un'esternazione secondo cui le soluzioni di raccolta differenziata porta a porta, così come invocate dai cittadini urlanti in sala, non sono fattivamente applicabili al contesto pratese, per morivi legati alle dimensioni della popolazione ed alla struttura urbanistica del territorio, e non nascondendo la propria accondiscendenza nei confronti di un impianto sul modello del tanto decantato termovalorizzatore bresciano.
A chiudere i conti ci pensa però Gianfranco Ciulli, altro cittadino impegnato e particolarmente preparato sul campo delle problematiche della gestione dei rifiuti, il quale azzittisce tutti, riportando l'esempio del Comune di Novara, paragonabile per numero di abitanti al Comune di Prato, che ha brillantemente risolto le proprie questioni di "monnezza" con una virtuosa raccolta differenziata.
A chiudere la serata è il Sindaco Romagnoli, che riesce ad andare al di là del banale alterco fra politico e cittadino esasperato, intavolando un intervento politicamente ben struttuto, nel quale
abbraccia anche altri importanti argomenti, con nodi da sciogliere, che coinvolgono l'intera città, come la gestione dei cimiteri e delle scuole materne. il Sindaco Romagnoli riesce ad avere l'abilità e l'intelligenza necessaria per produrre un'intervento composto, anche se tutto ciò apparirà come preparatorio e distensivo, per affrontare nel finale, necessariamente, la patata bollente dell'inceneritore. Romagnoli conclude il suo intervento, senza eslcudere l'eventualità della costruzione dell'inceneritore de Il Calice, ma pur, al tempo stesso, parlando sempre di decisioni e valutazioni che saranno prese in tempi non immediati e nell'ambito di accordi di carattere sovracomunale.
Così, mentre l'asemblea si scioglie e tutti si alzano per farsi verso casa, con grinta, la Gestri irrompe, riprende la parola e, su quest'utlimo argomento, a microfono spento, rivolge al Sindaco un'ultima domanda, ben diretta: "Alla fine, Lei, in qualità di massima autorità sanitaria cittadina, cosa intende fare?", "In qualità di massima autorità cittadina," - risponde deciso Romagnoli - "farò tutto quello sarà necessario per risolvere il problema, garantendo la salute dei cittadini!".
Insomma, alla fine questa dichiarazione del sindaco, sembra proprio di quelle da inserire negli annali delle cronache della politica cittadina: speriamo dunque che le stesse cronache, negli anni successivi, possano un giorno riporatre che, grazie all'impegno del Sindaco Romagnoli, alla fine l'inceneritore non fu più costruito e la zona tra il Calice e Pantanelle sarà per sempre un'immensa zona verde, dove varie specie di volatili possano volare in libertà...

Francesco Fedi - CCC Prato

giovedì 24 gennaio 2008

La carica degli "inceneritoristi del fare"

Abbiamo letto l'interrogazione - riportata in calce - sul ciclo dei rifiuti nell'area pratese che il consigliere comunale del PD Fabio Caregnato (qui una sua scheda sintetica) ha presentato alcuni giorni orsono, e che ancora è in attesa di risposta da parte dell'assessore Curcio.
Il testo, ammettiamo, è notevole, soprattutto nella parte dove si chiede " se l’Amministrazione Comunale non ritenga opportuno, in assenza di ulteriori definiti segnali da parte della Regione Toscana, concordare con l’Amministrazione Provinciale modalità e tempi per l’avvio dell’iter tecnico amministrativo per la progettazione e la realizzazione di un termovalorizzatore da collocare nel territorio comunale al fine di salvaguardare l’autonomia dell’area pratese rispetto alla soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti".
Ovviamente curiosi di sapere cosa risponderà l'assessore, non possiamo non sottolineare come anche a Prato il PD, dopo l'uscita dell'assessore Arrighini, torni alla carica sulla costruzione dell'inceneritore a Prato. Certo, l'ingegner Caregnato non è nuovo nel sostegno a questa ipotesi (vedi articolo su PratoBlog), ma il segnale che gli "ambientalisti del fare" (o, permetteteci, "inceneritoristi del fare") stanno inviando è chiaro: non solo non c'è l'intenzione di rispettare l'accordo che rimandava al 201o la decisione sull'inceneritore, prendendo a pretesto la situazione campana, ma non c'è nemmeno una seria volontà di prendere in considerazione ipotesi alternative!
A noi di Municipio Verde, francamente, farebbe piacere vedere un solo "incenerimento": quello, definitivo, del progetto di termovalorizzatore al Calice!

Lanfranco Nosi
Riccardo Buonaiuti


Interrogazione: Pianificazione della gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti dell’area pratese

ìPrendendo spunto dalla crisi attualmente in corso nel sistema di gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania e considerata la criticità attesa nei prossimi anni relativamente alle gestione del ciclo di smaltimento rifiuti nella nostra area, in assenza di scelte decisive sulla realizzazione degli impianti, volevo richiedere un aggiornamento puntuale e tempestivo sulla pianificazione in corso, richiamando in particolare l’attenzione sulle seguenti questioni:
1) quale è lo stato di attuazione della/delle società che dovranno gestire le fasi di progettazione, costruzione e gestione degli impianti di smaltimento dei rifiuti previsti nell’accordo interprovinciale siglato tra Prato, Firenze e Pistoia;
2) se l’Amministrazione Comunale non ritenga opportuno sollecitare una correzione del dimensionamento degli impianti previsti nell’accordo interprovinciale basati sulle previsioni elaborate dalla Regione Toscana sia in termini di riduzione della produzione dei rifiuti che di aumento della raccolta differenziata, previsioni che risultano sostanzialmente non rispondenti a realtà;
3) se l’Amministrazione Comunale non ritenga opportuno, in assenza di ulteriori definiti segnali da parte della Regione Toscana, concordare con l’Amministrazione Provinciale modalità e tempi per l’avvio dell’iter tecnico amministrativo per la progettazione e la realizzazione di un termovalorizzatore da collocare nel territorio comunale al fine di salvaguardare l’autonomia dell’are a pratese rispetto alla soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti;
4) se corrisponda al vero, come riportato da alcuni organi di stampa, che una parte dei rifiuti raccolti in modo differenziato nel Comune di Prato non venga destinato al recupero ma bensì smaltito in discariche autorizzate a trattare rifiuti non differenziati e, se vero, in quale misura e con quale frequenza ciò accade;
5) se sia stata sottoposta a verifica l’incidenza dei costi della raccolta differenziata e della raccolta porta a porta anche in considerazione dei benefici economici attesi;

Chiedo che la presente interrogazione venga posta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

Il Consigliere Comunale
Fabio Caregnato


martedì 22 gennaio 2008

Riflessioni sul Sindaco a Tobbiana

Ieri sera si è tenuto al circolo ARCI di Tobbiana la prima di una serie di "assemblee" pubbliche che dovrebbero servire, nelle intenzioni dell'amministrazione e della circoscrizione sud, a "comunicare, e quindi discutere le proposte elaborate in risposta ad alcuni dei problemi più delicati del territorio" (citiamo l'articolo apparso oggi su Il Tirreno).
Si sa, però, che spesso si ottengono risultati diversi da quelli sperati, e quindi, nell'assemblea di Tobbiana, molto partecipata, la cittadinanza della frazione (e non solo) non si è limitata a ricevere le comunicazioni dell'assessore Giardi sulle proposte di viabilità alternativa, ma ha più volte fatto presente le vere questioni che pesano sull'abitato, tutti centrati sulle carenze dei servizi pubblici (dal trasporto pubblico alle scuole, passando anche per la viabilità, ma non solo...). E ancora una volta, molti più sono stati gli applausi alle contestazioni che alle parole degli amministratori, che anche in questa occasione si sono dimostrati spesso insofferenti di fronte alle critiche.
La cosa dovrebbe far riflettere, e non poco, la classe politica cittadina, ed in particolare quella che ha amministrato la città negli ultimi anni. Perché, se da una parte il sindaco Romagnoli ha assolutamente ragione a rimarcare la complessità del governo di una città come Prato, e a ricordare come, se oggi ci sono carenze nei servizi pubblici, queste sono dovute alla scarsità di risorse a disposizione, è bene che prenda atto che la situazione che ha ereditato, fatta anche di tante scelte sbagliate (dalla Multisala all'Interporto, tanto per allargare il discorso a tutta Prato), è frutto del "lavoro" delle stesse persone che oggi, in buona parte, compongono la sua giunta e la "componente forte" della sua maggioranza .
Che Tobbiana serva di lezione per il prossimo futuro, e per tutti: la cittadinanza è sempre meno disponibile a concedere deleghe in bianco, e a ricevere "passivamente" le "comunicazioni" dell'amministrazione. E non ci si illuda di poter superare questa situazione proponendo "simulacri" di processi partecipativi, per ora, anche questi, molto più annunciati che messi in pratica!

Lanfranco Nosi
Municipio Verde

il sindaco Romagnoli nella chiusura di serata

l'assessore Giardi


La presidente Peris