TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

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martedì 26 maggio 2009

Incontri. Madre terra.

Conferenza
Madre Terra
di
Guglielmo Pepe
Direttore National Geographic Italia.

Sarà presentato il video della mostra Madre Terra allestita dal 7 febbraio al 29 marzo al Palazzo delle Esposizioni, Roma.


Firenze, Fortezza da Basso,
Terra Futura 2009
Stand Regione Toscana
Sabato 30 maggio ore 10.00-12.00

Intervengono
:
L’Assessore alle Risorse idriche, tutela del suolo, parchi e biodiversità della Regione Toscana, Marco Betti
Il Presidente della Commissione Sanità della Regione Toscana, Fabio Roggiolani
Saida Grifoni, Geografa, Italia Nostra

martedì 22 gennaio 2008

Riflessioni sul Sindaco a Tobbiana

Ieri sera si è tenuto al circolo ARCI di Tobbiana la prima di una serie di "assemblee" pubbliche che dovrebbero servire, nelle intenzioni dell'amministrazione e della circoscrizione sud, a "comunicare, e quindi discutere le proposte elaborate in risposta ad alcuni dei problemi più delicati del territorio" (citiamo l'articolo apparso oggi su Il Tirreno).
Si sa, però, che spesso si ottengono risultati diversi da quelli sperati, e quindi, nell'assemblea di Tobbiana, molto partecipata, la cittadinanza della frazione (e non solo) non si è limitata a ricevere le comunicazioni dell'assessore Giardi sulle proposte di viabilità alternativa, ma ha più volte fatto presente le vere questioni che pesano sull'abitato, tutti centrati sulle carenze dei servizi pubblici (dal trasporto pubblico alle scuole, passando anche per la viabilità, ma non solo...). E ancora una volta, molti più sono stati gli applausi alle contestazioni che alle parole degli amministratori, che anche in questa occasione si sono dimostrati spesso insofferenti di fronte alle critiche.
La cosa dovrebbe far riflettere, e non poco, la classe politica cittadina, ed in particolare quella che ha amministrato la città negli ultimi anni. Perché, se da una parte il sindaco Romagnoli ha assolutamente ragione a rimarcare la complessità del governo di una città come Prato, e a ricordare come, se oggi ci sono carenze nei servizi pubblici, queste sono dovute alla scarsità di risorse a disposizione, è bene che prenda atto che la situazione che ha ereditato, fatta anche di tante scelte sbagliate (dalla Multisala all'Interporto, tanto per allargare il discorso a tutta Prato), è frutto del "lavoro" delle stesse persone che oggi, in buona parte, compongono la sua giunta e la "componente forte" della sua maggioranza .
Che Tobbiana serva di lezione per il prossimo futuro, e per tutti: la cittadinanza è sempre meno disponibile a concedere deleghe in bianco, e a ricevere "passivamente" le "comunicazioni" dell'amministrazione. E non ci si illuda di poter superare questa situazione proponendo "simulacri" di processi partecipativi, per ora, anche questi, molto più annunciati che messi in pratica!

Lanfranco Nosi
Municipio Verde

il sindaco Romagnoli nella chiusura di serata

l'assessore Giardi


La presidente Peris

lunedì 21 gennaio 2008

Esempio di Pandemia silenziosa.

Riceviamo e pubblichiamo.
MV

Esempio di Pandemia silenziosa.

Con l'emergenza Campania si vogliono riempire le discariche delle regioni italiane anche quelle delle più virtuose; quella di Pianura è un vero disastro ecologico, come esistono in tante parti d'Italia e sicuramente la discarica non verrà riaperta; questo subdolo disegno serve solo a mentire agli italiani sulla verità rifiuti, il tutto per costruire impianti d'incenerimento ovunque, e così bruciare gli assimilati industriali, in barba alla salute ed ai soldi dei cittadini.
Da noi a Prato di discariche ce ne sono diverse, ma una in particolar modo, la più pericolosa si chiama "CODERINO"; una discarica non protetta, senza teli protettivi che raccolgano il percolato, discarica riempita con rifiuti urbani e con sostanze tossiche (ospedaliere e tessili come il DFM, usato per i il tessuto non tessuto, altamente tossico quando si scioglie in acqua), che se non hanno ancora inquinato la falda acquifera sottostante, presto lo faranno.
La bonifica del sito, programmata da più di trenta anni, approvata dal comune da tempo, solo da pochi mesi viene messa in opera, ma come?.Infatti, senza rimuovere le sostanze depositate, si pomperanno le acque di scolo e si raccorderanno tramite un sistema di fognature, al depuratore delle Fontanelle (Gida) ed i fanghi verranno, come al solito bruciati e dispersi per l'aria.Palliativi nocivi, che non servono altro che ad imbonire chi protesta, come quelli di Pianura.
La massa dei cittadini dorme, in casa con le "fictions", il calcio tutti i giorni, la spazzatura dei servizi dei telegiornali, dove i politici si susseguono con gli anatemi, i rimproveri, le accuse, utili solo a rinsaldare la fede politica dei propri fedeli, che pur ignari, ma più poltroni che altro per non volere vedere ed ascoltare, presto, se già non avviene, cuoceranno gli spaghetti in quell'acqua putrida.

Mino Giunti (Prato)

mercoledì 9 gennaio 2008

Due giorni in Questura

Per motivi di lavoro, in questi giorni ho potuto toccare con mano il trattamento a dir poco vergognoso riservato agli immigrati che si rivolgono all'Ufficio immigrazione presso la Questura di Prato.



Possiamo iniziare, infatti, dalla lunghissima fila che, sin dalle prime ore della mattina, si forma davanti al cancello della Questura, in attesa che l'ufficio apra (alle 8,30), ovviamente questo a prescindere dalle condizioni atmosferiche: dato che, infatti, non è possibile far entrare tutti in una sola volta, è stato deciso di "scaglionare" gli ingressi, e gli "scaglioni" devono ovviamente sostare sul marciapiede antistante la struttura, che altrettanto ovviamente non è nemmeno dotato di una pensilina per potersi riparare in caso di pioggia come di sole cocente. Il primo giorno, questo ha voluto dire un'attesa, per la persona che accompagnavo, di più di due ore al freddo e all'umido... Il giorno dopo siamo stati più fortunati...




Non essendoci "numerini" o simili avanzati strumenti per il controllo degli accessi, e dato che gli "appuntamenti" rilasciati sembrano seguire una logica che a me personalmente sfugge, la coda si forma caoticamente, e non è difficile che in tale situazione si creino attriti (anche perché la prima cosa che imparano, in Italia, è che a fare i furbi e a saltare le file gira e rigira ci si guadagna sempre). E così, il primo giorno, dato il mio "travestimento" da immigrato slavo - cappellino e tratti somatici un po' più nordici della media - mi sono preso una non forte ma decisa gomitata sul torace da un poliziotto che "gentilmente" indicava a chi era arrivato dopo l'inizio della fila... ovviamente prima che potessi fargli notare, in un deciso toscano, che stavo accompagnando un'altra persona... Il giorno seguente, invece, meno in "incognito", ho assistito all'efficace chiamata di un altro agente che voleva sapere se "donn' incint' ce ne stanno?" (perché, giustamente, vengono fatte passare comunque prima).
E' bene far notare che l'attesa, tra uno scaglione e l'altro, è nell'ordine delle ore (da una a due), e questo a prescindere da quello che devi fare: dal chiedere una informazione a fare il fotoriconoscimento.
Al termine dell'attesa fuori, gli "scaglioni" vengono fatti "accomodare" in una stanzetta di una ventina di mq, dove ovviamente si riforma un caotico "bolo" di spintoni e lingue diverse, che letteralmente assale la postazione di visione delle pratiche, composta da un paio di persone dietro un banchetto di un metro di larghezza. Come stupirsi, quindi, se una ottantina di persone pigiate come sardine in una stanza di queste dimensioni non riescono a stare in fila? E come stupirsi, dall'altra parte, se gli impiegati che si trovano a dover gestire questo caos ogni tanto
sbottano?



E' però nè più nè meno questo lo "spettacolo" al quale ho assistito: un vero carnaio di gente stipata, logorata dalla lunga attesa, in una condizione anche igienicamente discutibile (siamo in piena emergenza influenzale, no?), con i nervi a fior di pelle, e giustamente indignata per essere trattata alla stregua del bestiame.



A prescindere, infatti, da alcuni comportamenti perlomeno discutibili di alcuni impiegati (tra i quali, i più leggeri sono sicuramente il fumare allo sportello e il ruminare una gomma a mo' di cammello...), il problema ha evidentemente carattere strutturale: non è possibile altrimenti spiegare, ad esempio, il perché una pratica, se manca una persona, debba essere riesaminata il giorno successivo - con conseguenti annessi e connessi - o il fatto che in un ufficio che vede giornalmente passare centinaia di immigrati non siano presenti mediatori linguistici - o meglio ancora, addetti in grado perlomeno di parlare tre lingue, invece che urlare in italiano.
A questo vero e proprio scandalo, civile ed umano, deve essere posto rimedio, e sono sicuro che sia la Questura che le autorità di governo cittadine possano mettere in atto adeguate misure!

Lanfranco Nosi
Municipio Verde

martedì 18 dicembre 2007

Informazione e partecipazione

Venerdì 14 dicembre si è tenuto, in un Palazzo Novellucci gremito, l'incontro organizzato dal Coordinamento dei Comitati Cittadini e il mondo dell'informazione a Prato, rappresentato per l'occasione da Luigi Caroppo, caporedattore della cronaca locale de "La Nazione", e da Paolo Toccafondi, caporedattore del "Tirreno" di Prato, e moderato da Lanfranco Binni.

(da sx a dx: Paolo Sanesi, Luigi Caroppo,Paolo Toccafondi, Lanfranco Binni, Franco Aspite, Massimiliano Meoni, Adriana Pagliai)

(uno scorcio della sala di Palazzo Novellucci)
I due giornalisti sono stati messi immediatamente di fronte alle criticità dei media a Prato, incalzati dalla precisione dei rilievi portati dai rappresentanti dei comitati su quattro "aree tematiche" fondamentali - informazione, partecipazione, urbanistica, rifiuti - e spesso sono stati costretti ad ammettere le carenze dell'informazione locale. In particolare, sono state evidenti le difficoltà nel ribattere all'accusa di dare eccessivo spazio alle "veline" delle amministrazioni locali - tanto da passarle come "cronaca" senza indicarne sostanzialmente la fonte - e di essere carenti sul piano del "giornalismo d'inchiesta", fatto solo in parte giustificabile dalle condizioni strutturali del giornalismo locale (redazioni ridotte, pochi collaboratori, etc).
Il dibattito successivo, aperto alle domande del pubblico, non è stato meno vivace: gli interventi decisi di Mauro Vannoni (Prato Viva) e Fulvio Silvestrini hanno posto l'attenzione sull'etica della stampa e dei giornalisti, oltre che dei loro rapporti con il "potere" inteso in senso lato; Riccardo Buonaiuti e Francesco Fedi, del Comitato per la Città Etrusca sul Bisenzio, hanno insistito sulla incapacità dei media locali di riprodurre non solo la complessità di un movimento come quello dei comitati, ma anche nel "ricostruire" i fili logici delle vicende, come nel caso di Gonfienti; Lanfranco Nosi (Municipio Verde) ha ricordato il silenzio, non giustificabile, dei due quotidiani sull'affaire FIL. Non sono mancate le note polemiche anche negli interventi di Stefano Bellanca (Forza Italia) e Damiano Baroncelli (Giovani e Famiglia).

(l'intervento di Riccardo Buonaiuti)

(ancora Sanesi, Caroppo, Toccafondi e Binni, durante il dibattito)

L'incontro ha sicuramente segnato una tappa importante nel rapporto tra i media e i comitati, che sembrava aver raggiunto un punto critico in occasione dell'iniziativa, organizzata dal Coordinamento nell'estate scorsa, che aveva visto come protagonista Giulietto Chiesa e ancora il tema dell'informazione al centro del dibattito.
E altrettanto sicuramente ha evidenziato la voglia e la richiesta dei cittadini di partecipare attivamente alla vita e alle trasformazioni della città, anche e soprattutto attraverso la richiesta di una informazione corretta, libera e completa, asse portante di qualsiasi processo partecipativo.
Un vero peccato che, a seguito dell'incontro, l'unico articolo sulla cronaca locale sia stato quello pubblicato domenica scorsa da "La Nazione" - che riportiamo integralmente in calce - e che, dispiace dirlo, ma è facilmente constatabile, glissa sul tema centrale della serata- appunto, il ruolo dei media - e sul j'accuse rivolto proprio alla stampa, oltre ad una chiosa finale su una "serpeggiante" e fantomatica "lista civica" perlomeno incomprensibile.
Speriamo che, nei prossimi giorni, qualcosa veramente cambi!!!

Municipio Verde

da "La Nazione" di domenica 16 dicembre 2007
COORDINAMENTO COMITATI

‘Giunta facci partecipare’
Rifiuti e variante: chiediamo ascolto e scelte condivise

«FATECI partecipare, ascoltateci e dialoghiamo»: dal fronte del no alla fase della proposta. I comitati pratesi stanno facendo un «salto di qualità» passando dalla protesta al confronto di idee. E lo si è visto anche l’altra sera quando il coordinamento che li raggruppa ha organizzato un faccia a faccia con le testate locali della Nazione e del Tirreno. Il Ccc, il coordinamento dei comitati cittadini, chiede da un po’ di tempo ormai di essere riconosciuto autorevole e quindi di essere ascoltato in primo luogo dal sindaco Romagnoli e dalla sua giunta. Uscito delusi dall’ennesimo incontro in Comune dell’altra settimana, il Ccc mette sul tavolo la legge regionale sulla partecipazione, i cui contenuti sono evidenziati anche nello statuto comunale. «Siamo cittadinanza attiva, siamo cittadini a cui interessa la cosa pubblica e il futuro della città: facciamo domande e vorremmo avere risposte. Ma forse il solo fatto di fare domande disturba il manovratore» è stato ribadito nell’incontro sull’informazione a palazzo Novellucci. Il Cct punta il dito in primo luogo sul sindaco, sulla tendenza ormai consolidata alla «negazione al confronto» e sul fatto che sono stati identificati i componenti del Cct «come le solite facce». Ma anche se fossero le solite facce, ci si domanda, che male c’è? E poi «le solite facce» sono sicuramente veicolo di comunicazione, un passaparola organizzato spesso con una rete di mail e blog. Perché ignorarli? E sopratutto perché evitare, come spesso avviene (l’ultimo caso a Casale) di partecipare come amministratori e interlocutori principi alle assemblee?
L’attenzione dei comitati l’altra sera è stata puntata sul corretto modo di fare informazione e in particolare in relazione alla partecipazione, all’urbanistica, ai rifiuti. Nella folta platea tanti rappresentanti dei comitati: da Casale a quello che rivendica la tutela del patrimonio etrusco di Gonfienti, da Viaccia al centro; e ancora il consigliere Mauro Vannoni, i rappresentanti di Giovani e famiglia, e di Municipio verde e tanti altri. I comitati cittadini hanno fatto, è chiaro, un salto di qualità prima di tutto unedosi nel coordinamento: realtà sinergica di forze che può dare risultati in qualità rappresentativa, inoltre stretti sono i legami con le altre realtà dei comitati della Toscana. In più il Cct pratese, dopo la battaglia di piazza Mercatale (progetto accantonato), ha voglia di domandare, di avere risposte, ma anche di proporre: scelte condivise con la società civile, si dice. E l’ombra della lista civica? Serpeggia. Sotto sotto può covare anche questa volontà da parte di qualcuno, ma è ancora presto per dirlo. Anche se qualche spinta in avanti c’era stata dopo il successo del Vday di Beppe Grillo.
L.C.

sabato 24 novembre 2007

24 novembre 2007 - Manifestazione a Montale contro l'inceneritore

Nonostante la pioggia battente, già dalle 8,30 una quarantina di abitanti della zona intorno all'inceneritore di Montale, insieme ai militanti dei Comitati della Piana e dei vari gruppi che hanno aderito alla manifestazione - tra cui anche Municipio Verde - hanno realizzato un picchetto ordinato e civile, contro la riapertura dell'inceneritore e contro tutti i progetti di futuri impianti nella zona. In poco più di un'ora, almeno tre camion hanno deciso di non entrare nello stabilimento...