TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

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giovedì 18 giugno 2009

Grazie a tutti!

Il blog di Municipio Verde chiude qui la sua triplice attività di informazione, riflessione e animazione politica.

Termina così un lavoro e un'esperienza che ci ha tenuti impegnati per quasi due anni, durante i quali siamo stati apprezzati, detestati, ignorati.
Abbiamo lavorato infaticabili per contribuire alla formazione di una coscienza politica ecologista, civica e umanista, nella nostra città, tenendo contatti in tutta la Toscana.
Abbiamo portato avanti il nostro progetto per Prato, alternativo sia alla destra che alla sinistra post comunista, arroccata nel suo potere conservatore e piegata agli interessi dei potenti, trovando tanti compagni di viaggio con cui dividere l'impegno e l'entusiasmo, le delusioni e gli insuccessi.
Abbiamo incontrato tante persone che ci hanno insegnato cose che non conoscevamo e ci hanno aiutato a capire cosa volevamo veramente.
Con grande piacere vogliamo ringraziare almeno alcuni di coloro che hanno arricchito questo blog, inviandoci i loro contributi, incoraggiandoci e discutendo con noi.

In modo particolare vogliamo dire il nostro grazie
al prof. Giuseppe Centauro
a Maila Ermini e Gianfelice D'Accolti, della Primavera di Prato
all'arch. Paolo Paoletti e al gruppo dei 38-1
a Rita Cecchini di Lega Ambiente
a Francesco Fedi del Comitato per la città Etrusca
ad Alessandro Bonacchi di Rifondazione Comunista
a tutti gli amici del Metup-Beppe Grillo di Prato
ad Annamaria Cocchi, Valerio Vagnoli e a tutti gli amici del WWF
a Fabrizio Bastianoni del CEDA
a Enrico Mungai dei Cittadini Uniti di Montemurlo
a Vittorio Giugni dei Radicali
a tutti i membri del coordinamento dei comitati cittadini, a partire da Paolo Sanesi, Sergio Benvenuti, Franco Aspite, Damiano Baroncelli, Fiorella Ciardi, Giulietta Bensi, Santo Russo, Paola Bocci, Sara Bellandi, Roberto Dei, Fulvio Silvestrini, Mino Giunti , Amerigo Bigagli e i tanti altri che riempirebbero questo post con i loro nomi e non basterebbe.
Ringraziamo anche i compagni dei Comitati della Piana e in particolare Adriana Pagliai, Gianfranco Ciulli e Michelangelo Bolognini,
poi Pietro Calzolai e tutto il Comitato delle Badie
e ancora
i Verdi fiorentini Gianni Varrasi, Paolo Gori Savellini, Tommaso Grassi,
e tutti gli altri Verdi che hanno avuto fiducia in noi, a partire da Fabio Roggiolani, Mario Lupi, Mauro Romanelli, Andrea Cheli, Sauro Valentini, Maria Grazia Campus, Lorenzo Lombardi, Vladimiro Barberio, Stefano Barbieri e ancora e ancora...

Per finire un abbraccio a tutti i compagni del gruppo, Daniela, Leonardo, Fabrizio, Lorraine, Edoardo, Pietro, Eugenio, Rita, Claudia... e a tutti coloro che ci hanno seguiti in questo periodo e con cui in futuro speriamo di poter condividere un nuovo progetto.

La Redazione del Verde Municipio

Municipio Verde è morto. Viva Municipio Verde!



“Avendo io detto tanto in difesa di quel Bosco Sacro ed avendo imbarazzato le Segreterie ed i Tribunali con non pochi miei scritti ad esso relativi, voglio provare se a non ne parlar più venisse presa la sua difesa da un nome più aggradito del mio Marchese Matteo Biffi Tolomei

Questo che vi apprestate a leggere è l'ultimo editoriale di Municipio Verde.
Da questo momento faremo silenzio.
Quello che rimarrà della forza biodegradabile di Mv sarà questo blog aperto per la nostra memoria, e in esso idee, sentimenti e cronache di uomini, animali e piante. Di dedizione e di offese alla natura, alla dignità, alla giustizia.
La visione ecologica è la grande svolta dell'evoluzione umana, il passo decisivo dopo la prima pietra scheggiata nelle mani dell'Homo Abilis. La fine della competizione dell'uomo con l'ambiente. Il Nuovo Patto fra l'essere vivente più potente e distruttivo e la Vita stessa. La Rivoluzione del ventunesimo secolo.
Come abbiamo detto tante volte, è il tempo dei Coraggiosi. E' la volta dei Liberi.
Noi forse non ne saremo testimoni ma questo non conta affatto perchè ci basta sentirne il profumo che giunge con una debole brezza. Ci basta immaginare ciò che un giorno diventerà un fatto concreto.

La politica ecologista – si badi bene, non l'ambientalismo della sostenibilità, pallida ombra di una mutazione ancora tutta esteriore – è un tramite fondamentale del cambiamento. Su questa abbiamo investito la nostra energia e abbiamo voluto imbastire un discorso.
Forse siamo riusciti a farci capire. Forse no.
Abbiamo cercato di applicare questa idea ad un'ipotesi di governo della città, e l'abbiamo chiamata Municipio Verde, senza escludere gli abitanti delle case sparse e delle campagne. Senza escludere le minoranze e sempre attenti ai diritti individuali e collettivi. Senza escludere i senza voce, i bambini, i cani , i pipistrelli, gli alberi. Sensibili ad ogni sfruttamento, ad ogni prevaricazione.
Con questo abito ci siamo messi in cammino nel concreto vivere della città e, come recita una poesia di Whitman, abbiamo cercato di essere “allievi di tutti, maestri di tutti, e di tutti amanti”.
Abbiamo cercato la rivolta, senza rinnegare i Ciompi, i Carbonai, le Mondine e i Partigiani, ma sempre convinti che fosse soprattutto importante cogliere il nuovo del nostro tempo.

Tra pochi giorni si compirà un passaggio importante della politica locale. La città, la Provicia e i quartieri avranno un governo nuovo. Nuovo ma comunque vecchio, come che vada.
Noi non ci saremo, né a commentare né a proporre. Speriamo soltanto che l'assenza di questo strumento si faccia sentire, faccia scoprire strumenti nuovi e vedere strade finora avvolte nella nebbia.
Noi non ci saremo ma non intendiamo lasciarvi adesso con dei proclami.
Solo un invito. Volgetevi sempre all'essenziale. Diventate o restate figli della terra e dell'acqua. Credete nella diversità biologica e delle forme del pensiero.
Non siate schiavi di modi vecchi di vedere il mondo, non credete al Pil, alla moneta e alle banche.
Non credete al dualismo pubblico privato come ce lo presentano: chi possiede deve assumersi una pubblica responsabilità nei confronti di tutti e ciò che è pubblico è di tutti e non di chi lo arraffa.

Questo è il nostro taglio. Il taglio finale.

Municipio Verde

sabato 13 giugno 2009

Editoriale. Che la Pacha Mama vi protegga!

Sembra ormai chiaro che gli aderenti a MV andranno verso l'appuntamento elettorale del ballottaggio con idee e strategie diverse.
Come coordinatore provvisorio del gruppo prendo atto di questa diversità di vedute e non posso che esserne in fondo soddisfatto.
Le teste pensanti che lavorano a questo blog e soprattutto alla rifondazione ecologista, sono in grande fermento e si impegnano senza tregua per l'affermarsi di un nuovo modo di governare la città e i suoi difficili problemi.
Lancio per questo un nuovo appello ai nostri amici aderenti e simpatizzanti per guardare oltre, alla costruzione di un ampio movimento ecologista nuovo, autonomo e libero, civico e laico. Prepariamoci per le elezioni regionali e che la Pacha Mama vi protegga tutti!
E ricordate che la salvezza è nella diversità!
Ma se vogliamo formare una grande orchestra bisogna subito cominciare ad accordare gli strumenti e ad individuare le donne e gli uomini che ci dovranno rappresentare. Per fare questo ci vorrà pazienza, disponibilità ad ascoltarsi e pochi personalismi. Dovremo migliorare i rapporti umani e la nostra capacità di comunicare in modo nonviolento anche se passionale.
Guardatevi questo film e godete.
Riccardo Buonaiuti
Municipio Verde


Home , il film-documentario che ha accompagnato la campagna elettorale di Europe Ecologie.
Prodotto da Luc Besson e diretto da Yann-Arthus Bertrand, in libera visione su YouTube fino a domenica 14 giugno.

Dura 1ora e 33 min. Ne vale la pena.

http://www.youtube.com/user/homeproject

giovedì 11 giugno 2009

Prato. Sbracamenti rossoverdi!

Sul giornale di oggi, compare per due volte la Sinistra Rossoverde.
La prima in una lettera firmata da Bellandi e Nosi che fa il punto sul loro risultato elettorale.
In essa, dopo aver riconosciuto di aver ricevuto una dose omeopatica di voti, spiegano che l'esperienza della lista non è che un inizio poiché con essa si apre un percorso per la costituzione di un soggetto politico di sinistra ed ecologista, creato dal basso.
Concludono il comunicato rendendosi disponibili per un confronto con il PD e con lo schieramento di centrosinistra. "I nostri cellulari li hanno o li possono certamente trovare" concludono i due ex-candidati.
La seconda apparizione è in un riquadro collegato all'articolo: Ballottaggio, il Pd "chiama alle armi", dove il giornale registra in due righe che l'alleanza fra la lista RossoVerde e Carlesi "sembra già avvenuta".
Prima di tutto cerchiamo di capire. A poche ore dai risultati elettorali, i titolari del simpatico simbolo del sole verde hanno scritto al candidato del PD per consegnargli il loro appoggio.
Altrettanto prontamente l'aspirante sindaco li ha chiamati e, in men che non si dica, le due parti si sono accordate.
La cosa ci appare a dir poco incomprensibile. Talmente incomprensibile che verrebbe voglia di liquidarla con una grassa risata e qualche battuta che normalmente riserviamo ai voltagabbana. Ma purtroppo non possiamo sorvolare perchè uno dei due personaggi politici di cui parliamo è il nostro Lanfranco Nosi di MV.
Dando per scontato che vorrà parlarcene al più presto su queste pagine, gli poniamo subito alcune domande molto semplici.
1 Quali motivazioni politiche (tralasciamo quelle di altro tipo) vi hanno indotto a chiedere udienza al candidato del Centrosinistra, per offrirgli quasi immediatamente (ancora prima di RC) il vostro appoggio?
2 Quali motivazioni politiche hanno indotto il buon Carlesi a prendervi sul serio con il vostro panierino di 200 voti, visto che una buona parte del vostro elettorato poteva in modo naturale spostarsi verso il centrosinistra per affinità ideale, senza bisogno del vostro invito?
3 Dal momento che vi siete aggregati poco prima del voto, mettendo insieme in modo estemporaneo le merendine che avevate in cartella e i vostri elettori non hanno nè tessere nè senso di appartenenza, perchè questi dovrebbero darvi retta?
Come potete sapere cosa ne pensano quei duecento che vi hanno sostenuto, dopo tanti vostri proclami contro il Partito Democratico e le sue nefandezze politico-amministrative, di uno sbracamento così solerte da fare invidia ai Comunisti Italiani o ai Verdi Cicala di Celso Bargellini?
4 Quali accordi avete preso per giustificare questo abbraccio? Vi hanno fatto qualche promessa su politica dei rifiuti, consumo di territorio, qualità della vita, verde, immigrazione, mobilità...?
Detto questo, aspettiamo con ansia un chiarimento.
Intanto Municipio Verde conferma l'invito a tutti gli ecologisti, civici e antagonisti che seguono questo blog, di non partecipare con il loro voto al ballottaggio.
I motivi sono molteplici e decisivi e non sono stati messi in discussione da nessuna affermazione, ferma e circostanziata, dei due candidati a Sindaco.

Municipio Verde

mercoledì 10 giugno 2009

Prato. Una giornata al mare...
















Il sei giugno a Prato è andato in crisi un regime.

Il sistema di controllo politico, istituzionale ed economico che durava da oltre sessantanni, cioè da più di mezzo secolo, ha fatto prima vedere le sue crepe e poi si è silenziosamente sgretolato.
Il potere del Partito Democratico e dei suoi centri di vassallaggio politico (verdi, pdci, italia dei valori...) si è ridimensionato, lasciando spazio a un possibile processo di alternanza e a una dialettica politica "normale".
In questi giorni, come in un formicaio demolito da un piede umano, centinaia di affiliati alla sinistra pratese si stanno agitando e vagano in cerca di rassicurazioni e di punti di riferimento, non solo e non tanto psicologici, ma soprattutto occupazionali ed economici.
Pensano che la destra cattiva non li farà più mangiare alla grande tavola e che sostituirà i commensali uno ad uno.
Ovviamente questo in una certa proporzione potrebbe accadere, ma nella maggioranza dei casi basterà un cambio di casacca per poter rientrare.
Ma difficilmente Cenni vincerà al ballottaggio. Il popolo di sinistra, ancora maggioritario nella nostra provincia, dimenticherà la cementificazione, i veleni, la scarsità di servizi, accorrerà in soccorso di Carlesi e cercherà di salvare la baracca prima del crollo definitivo.
Salvando così, anche un sistema di appalti, concessioni, convenzioni, finanziamenti, collaborazioni che insieme alle municipalizzate costituiscono la vera base del consenso.
Ma con grande acume politico, il candidato della destra ha già fatto sapere che è disponibile a discutere di contenuti con le liste antagoniste e di non avere pregiudizi ideologici.
In particolare ha citato Grillini, Bene Comune e Rifondazione.
Siamo molto interessati a sapere come questi ed altri soggetti civici e di sinistra gestiranno questo passaggio, se decideranno di sostenere Carlesi per vicinanza ideale o chiederanno qualcosa da scambiare (città etrusca, inceneritore, variante urbanistica).
Le stesse cose che potrebbero, forse con maggior successo, discutere con Roberto Cenni.
Da parte nostra cerchiamo di mantenere un minimo di lucidità mentale. Lasciamo i nostri amici delle varie liste a contare i loro zero virgola come i grani di un rosario (a cominciare dalla Sinistra Rossoverde, probabilmente votata a stento anche dai parenti dei candidati) e invitiamo tutti ad una bella giornata di mare.
Anzi potremmo proprio darci appuntamento, magari a Rosignano o a Baratti e scattare una bella foto di gruppo.
La didascalia potrebbe essere:
abbiamo perso una grande occasione per contare qualcosa, frantumandoci in tante listine inutili che hanno tutte ottenuto risultati indegni;
ci siamo separati sotto la spinta dei più infantili egocentrismi individuali e di bottega;
ce ne siamo fregati del programma comune che avevamo già elaborato, portandoci via qualche brandello;

abbiamo fatto una campagna elettorale che non si sarebbe notata neppure in un villaggio di cento anime;

non avevamo soldi, uomini e mezzi (e anche la fantasia scarseggiava);

siamo sereni ma non sappiamo perchè.

Riccardo Buonaiuti

per MV

domenica 7 giugno 2009

Ecomostro! Comunicato MV.


Comunicato Stampa- Un ecomostro a Gonfienti!

Mentre scriviamo stanno per concludersi le votazioni per il rinnovo delle amministrazioni locali e per quelle europee.

Finita la sbronza elettorale con il suo carico di vaghe e inconsistenti promesse, dobbiamo tornare al più presto a denunciare il perpetuarsi dello stato di colpevole abbandono in cui versa la zona archeologica di Gonfienti e la continua e devastante opera di cementificazione e di offesa al paesaggio e all'ambiente naturale da parte dell'Interporto della Toscana Centrale, nome altisonante e apparentemente positivo per l'ambiente, dietro cui si cela una società immobiliare a maggioranza pubblica che affitta capannoni e niente altro. L'ultimo sfregio al paesaggio, l'ultima offesa al suolo, agli etruschi e ai pratesi odierni è costituita da una costruzione di 200.000 mc, proprio a ridosso dell'area vincolata dove invece affogano nel fango e nelle ortiche le preziose vestigia dei nostri evoluti predecessori.

Questa mostruosità si staglia contro la veduta delle pendici della Calvana e infligge un colpo brutale a quel lembo di pianura che dovrebbe ospitare, secondo gli intenti tanto sbandierati dalla Regione, il Parco della Piana. Ma quale Parco assessore Conti! Lei sta dileggiando la popolazione di oltre un milione di persone che vive nell'area. Noi ci opporremo e invitiamo la cittadinanza pratese, ma anche di Calenzano, Sesto e Campi a resistere a questo scenario di devastazione inutile a cui è sottoposto il nostro territorio, l'ambiente naturale residuale e i beni archeologici, nonché alla copertura oleografica che lei vorrebbe dare a questi orrori.

Gruppo ecologista Municipio Verde- Prato

municipioverde@gmail.com

martedì 26 maggio 2009

Editoriale. Una poltrona per nove.

A Palazzo Novellucci, serata di confronto con i nove candidati a sindaco di Prato, organizzata dal CCC. Cenni e Carlesi legittimati dai comitati ad essere i majors. Paoletti tiene testa su tutti gli argomenti.


La sala gremita a Palazzo Novellucci , nonostante il week end che la calura pienamente estiva rendeva ancora più adatto al relax e allo svago.
Nove candidati sindaci per tre domande capitali uguali per tutti:
1 Cosa intendi farne della Variante urbanistica sull'asse della Declassata? 2 Come la mettiamo con gli inceneritori che spargono diossina nell'aria, nell'acqua e negli alimenti? 3 Quale futuro intendi riservare alle aziende municipalizzate che invece di svolgere un servizio pubblico, sono dei potentati economici in mano ai partiti che fanno affari con i soldi dei cittadini?
Domande puntuali, studiate e circostanziate, forse troppo per una campagna elettorale fatta di allineamenti e sovrapposizioni, dove quattro candidati fra i presenti hanno lavorato a fianco dei comitati e ne condividono ogni istanza e due, Cenni e Carlesi, non avevano certo bisogno di un'ulteriore platea per esprimersi e farsi conoscere.
Nonostante questo qualche sorpresa c'è stata (anche per chi legge MV): prima di tutto un Cenni senza cravatta, garbato e sciolto anche più di altre volte, a suo agio davanti ad un pubblico variegato ma educato, e sostenuto da qualche unità da accompagnamento e applauso. Disposto a tutto sulla carta, come se non fosse il rappresentante del centro destra, cioè lo schieramento del governo nazionale in carica, ma un cittadino libero di seguire il buon senso e il pubblico sentire.
Diversamente è apparso Carlesi, sorvegliato speciale del suo partito (in sala Benedetta Squittieri e diversi mandarini abbronzatissimi della maggioranza uscente) che ha dimostrato già chiaramente di potersi muovere soltanto in continuità con la giunta precedente e di non avere alcun motivo serio per dare una svolta al governo della città.
Opaco il terzo incomodo Milone, spiazzato dalla serietà delle domande e dal modo approfondito di porle. Seccato dello scarso rilievo dato all'unico tema a lui caro, cioè cinesi e paura, si è spento a poco a poco evidenziando la sua particolare inconsistenza politica.
Peccato che da questo balletto a tre, nel quale il globalizzatore (lui stesso lo preferisce a delocalizzatore) ha senz'altro spiccato, non ne potessero approfittare più di tanto i quattro antagonisti degli schieramenti civici e di sinistra che, al termine della parte strutturata del dibattito, sono stati trascurati dal pubblico che ha espresso quasi tutte domande a favore dei due maggiori candidati.
Perfino dichiarati sostenitori del Bene Comune, delle lotte civiche e dei comitati hanno preferito rivolgersi a Cenni e Carlesi concedendo loro ancora spazio e possibilità di prevalere.
Comunque si è potuto vedere un Paoletti sciolto e preparato, pronto su tutti i temi, sui quali per altro aveva lavorato a lungo per e con i comitati, e capace di affondare le sue critiche all'amministrazione uscente nei tempi ristretti del dibattito, non trascurando di proporre una visione diversa del governo locale e accendendo anche qualche riferimento ideale ai principi di uguaglianza e libertà.
Maila Ermini, la pasionaria degli etruschi, sempre in prima linea per la difesa dell'ambiente e per una diversa e radicale politica dei rifiuti, ha denunciato con forza il sistema bloccato della politica culturale e l'esistenza di una "municipalizzata" della cultura che ne impedisce ogni sviluppo vitale.
Anche Fausto Barosco, alfiere dei cittadini contro la partitocrazia, ha convinto del contrario chi riteneva il suo movimento di pura protesta. Preparato e appassionato, aveva il difficile compito di essere il primo a dover rispondere alle domande, ma è riuscito a esprimere la grande ricchezza di elaborazione politica del suo gruppo.
Infine Renzo Bellandi che ha posto sempre l'accento sulla necessità di un rinnovamento sociale e culturale improntato al ridimensionamento degli interessi privati a favore del bene comune e dei problemi dei ceti più deboli. Crisi ambientale e crisi del lavoro, sono per Bellandi due facce dello stesso problema e come tali devono essere affrontati.
Restano inespresse le due domande che Municipio Verde si è portato dietro e ha riportato a casa.
ai comitati
1 Che bisogno c'era di organizzare una nuova tribuna per i due big, che ogni sera hanno le loro sale a disposizione, piene di supporters, denaro e giornalisti al seguito, magari accontentando anche gli altri candidati ma tenendo gli occhi puntati solo su di loro?

ai candidati degli schieramenti antagonisti:
2 Perchè non siete insieme in un unico schieramento che porta avanti unito le tante istanze comuni, frutto di battaglie animate da tutti noi in egual modo? Chi di voi dovrebbe votare, una persona che si definisce ecologista, che crede nella priorità delle politiche sull'ambiente e sulla salute, che aspira a vivere in una città viva, moderna ma sana e libera dai potentati economici di ogni razza e colore?

Per Mv Riccardo Buonaiuti.

martedì 12 maggio 2009

Editoriale. Municipio Verde per i coraggiosi.

Elezioni amministrative. Municipio Verde: la campagna elettorale.

Anche quest'anno il nostro blog cercherà di seguire la campagna elettorale delle amministrative.
Come sanno coloro che seguono queste pagine web, il nostro gruppo non parteciperà come tale a questa importante scadenza politica.
E' importante comunque sottolineare che questo resta un blog “di parte” e che il nostro sostegno va ad alcuni e non ad altri.
Come abbiamo sempre espressamente dichiarato siamo contrari alla scelta fatta dai Verdi di Prato di allearsi aprioristicamente con il PD pratese, formando con i socialisti e la sinistra vendoliana una coalizione strutturata già per l'”appoggio esterno” al partitone.
Il partito democratico è e resta un avversario dell'ecologismo politico e della società solidale.
Continuiamo pertanto a credere in un'azione ecologista autonoma e di impronta civica e laica, animata da programmi chiari, semplici e radicali e a favore della partecipazione diretta dei cittadini nei percorsi di trasformazione urbanistica e sociale della città.
Detto questo non si vuol significare che smetteremo di operare anche secondo il criterio del servizio alla comunità. Quindi nel blog troverete uno spettro abbastanza ampio di notizie anche da liste o partiti che non condividono con noi questo momento politico. Restano le distanze ma è altrettanto viva la necessità di portare l'acqua del fiume nello stesso letto e di preparare il confronto e il dialogo fra coloro che dovrebbero condividere tanti tracciati e tante visioni della società.
Fra tutti coloro che invece direttamente apprezziamo, spicca come è logico il nostro Lanfranco Nosi che con altri amici di Municipio Verde è entrato a far parte della lista di Sinistra Rossoverde, candidandosi per la Presidenza della Provincia. Per loro batte il cuore del Municipio ecologista e loro sono i nostri coraggiosi.
Per il comune abbiamo diversi candidati che si cimenteranno per la poltrona di sindaco e tutti hanno condiviso e continuano a condividere con noi mille battaglie di civiltà e per la qualità urbana: Maila Ermini per la lista “Per il Bene Comune”, unica donna in lizza, Fausto Barosco della Lista “Prato a cinque stelle- Metup Beppe Grillo”, Paolo Paoletti con Rifondazione Comunista e, ovviamente, il candidato della Sinistra Rossoverde Renzo Bellandi.
Fatti i nomi delle teste di serie, ci riserviamo di ricordarvi nelle settimane a venire, quelli dei tanti amici e compagni impegnati in prima persona in questa avventura politica.
In bocca al Lupo da tutto il gruppo di MV e...
only the brave!
Riccardo Buonaiuti

venerdì 1 maggio 2009

Parco della Piana. Il paesaggio degli ingegneri.

Pubblichiamo qui una nota di Mariangela Sirca al nostro documento Terzo Paesaggio, (postato sul forum del Parco della Piana) con un'istruttiva nota su inceneritori e Comune di Sesto.
MV
23/04/2009
Mariangela Sirca
Il paesaggio degli ingegneri
Il documento di Municipio Verde è bellissimo, articolato e forse troppo complesso per chi ha riapparecchiato magari approssimativamente un progetto che si strascica stancamente (dal 1993 un pò si è logorato, una ripittata non so quanto non possa sembrare accanimento terapeutico) da troppo tempo.
Senza voler aggiungere nulla al documento, forse interesserà questa spigolatura.
COMUNICATO DEL COMITATO CONTRO GLI INCENERITORI, SESTO FIORENTINO
I disegni sull’inserimento paesaggistico dell’inceneritore e la passerella di un piazzista della WTERT che annovera la Martin GmbH, tra i costruttori del termodistruttore di Brescia
PER FORTUNA BARAK OBAMA STA CON PAUL CONNETT E NON CON NICHOLAS THEMELIS!
Il 20 aprile 2009 il Comune di Sesto F.no ha presentato lo studio per l’inserimento paesaggistico dell’inceneritore, o “termovalorizzatore”, come impropriamente questi fans continuano a definirlo. Nella presentazione non c’è stata traccia di una seria analisi del “paesaggio” inteso come ecosistema, né una analisi diagnostica delle relazioni ecologiche, territoriali, e dei flussi degli inquinanti.
Ci diranno sicuramente (e il Sindaco di Sesto in parte lo ha detto) che quella non era la sede e non era l’obiettivo del lavoro commissionato. In un recente comunicato avevamo criticato che si buttassero via così tanti soldi per “far divertire” gli studenti di Archittettura. 180.000€ buttati via (questa è la cifra comunicata a suo tempo dal Sindaco di Sesto). Lo ripetiamo, una spesa degna di miglior causa e poco cambia se R. Gabellini Presidente dell’ATO esteso, chissà perché ha voluto puntualizzare che i soldi per questo “divertissement” sono usciti da “economie di bilancio” delle gestioni/Istituzioni, di questi tempi è un salasso molto consistente, ingiustificato, incomprensibile.
Inoltre, molta parte delle serata è stata in realtà presa da un pittoresco professore a cui almeno un pregio lo riconosciamo: un inglese elementare e chiaro tanto da rendere quasi inutile la traduzione dell’interprete peraltro molto imprecisa. Le diapositive o slides che dir si voglia, del professore avevano il bollo WTERT (Waste to Energy Research and Technology) organismo internazionale che fa capo alla Columbia University che si occupa appunto di promuovere l’incenerimento e gli inceneritori. Evidentemente convinto di parlare a una platea di “analfabeti” in materia il professore ha pensato di vendere la sua mercanzia illustrando schemi e funzionamenti nemmeno di ultima generazione tanto che alla fine Marco Bottino si è sentito di dover rettificare sulle metodiche che qui da noi verrebbero adottate prima il conferimento al forno e la tipologia della griglia. Un altra clamorosa “imprecisione” (chiamiamola così) è quella da lui detta e ribadita sugli unici 2 modi con cui secondo lui si possono gestite i “rifiuti” e cioè: incenerimento o discarica. Ha saltato a piè pari quella che è in costante avanzata, specialmente a partire dal 2004 tanto da disputarsela alla grande con la costruzione di nuovi inceneritori e cioè la costruzione degli impianti a freddo di ultima generazione, finalizzati al massimo recupero dei materiali da riciclare e produzione del biogas dalla frazione organica (questa davvero energia rinnovabile).
Questi impianti sono meno costosi, più semplicemente manutenibili, flessibili e modulari, costano molto meno degli inceneritori e hanno un impatto paesaggistico assai contenuto.
Ma il professore ha gli inceneritori da vendere. A questo scopo ha elogiato e sciorinato le immagini dei grandi inceneritori in giro per il mondo e specialmente il gioiello per eccellenza, l’inceneritore di Brescia. Ne ha decantato i pregi per cui nel 2006 ottenne l’Oscar quale “migliore inceneritore del mondo” (i padroni lo chiamano “termodistruttore”). Quello che non ci ha detto il prof. Nicholas Themelis è che il termodistruttore di Brescia se lo sono costruito e poi se lo sono premiato e ora soddisfatti dell’affare ne vogliono fare altri tra cui uno sulla pelle dei cittadini della Piana!*
“Ogni scarraffone è bello a mamma sua” ma un po’ di pudore non guasterebbe, specialmente da parte di chi ci amministra.
Per fortuna Barak Obama sta con Paul Connett e non con Nicholas Themelis ma noi a Sesto o nella Piana non abbiamo esemplari di specie così evolute che ci governino, dobbiamo pensare in prima persona alla nostra salute e preoccuparci dello spreco dei nostri soldi!
** Comitato contro gli inceneritori, Sesto Fiorentino,
Coordinamento dei Comitati della Piana FI PO PT
22 aprile 2009

Prato/Satira. Pronto, chi guida?

Colto in fragrante mentre non telefona. Autista Lam sorpreso e fotografato in piazza Mercatale.
Tronchetti Provera: "Se si arriverà ad un processo, ci costituiremo parte civile."
Nostro servizio MV

“Un caso più unico che raro, non mi sembra se ne possa fare un dramma”, così commenta il fatto il presidente della Cap, da noi interpellato in merito al conducente della Lam fotografato da un cittadino mentre guidava senza il cellulare all'orecchio.
“Se si continua così non si sa dove si va a finire, la sicurezza stradale non è un argomento che si può tirare fuori solo quando ci fa comodo. Rischiamo che gli autobus non saltino più le fermate e non investano più i passanti.” dice la lettera di accompagnamento alle foto inviate al nostro giornale.
Preoccupato anche l'assessore Giardi che ha convocato un tavolo di lavoro per lunedì mattina, a cui parteciperanno vari tecnici dell'amministrazione, la presidente della Circoscrizione centro, Rosita Mattei e l'assessore Breschi, che tanto ha una mattinata libera e non sa che fare.
“Il fatto che l'episodio sia stato rilevato nel centro storico non significa che non possa accadere anche in periferia; non capisco queste strumentalizzazioni a cosa mirino” ha dichiarato la Mattei, ormai riconfermata dal suo partito per un altro mandato.
Intanto finisce sotto accusa il vertice di Cap che pare non abbia permesso agli autisti di tenere a bordo il caricabatterie.
“Guarda caso, queste cose vengono fuori sempre in campagna elettorale” fa notare Benedetta Squittieri, segretaria del PD, “mai che a metà legislatura si sollevino problemi di questo tipo. “Evidentemente – ha aggiunto la giovane e volitiva leader – qualcuno cerca di speculare sulla solitudine di un conducente che probabilmente non ha nessuno a cui dire al telefono: Butta la pasta, arrivo!”
Critiche come sempre costruttive vengono da Lega Ambiente che per bocca di Paolo Balestri fa sapere: " Con il tram, questi episodi non si verificano e gli autisti possono usare anche il portatile."
Sprezzante il commento di Roberto Cenni, candidato del Pdl alla poltrona di Sindaco: “Quando mettiamo in guardia la società civile dalle storture del comunismo, è questo che intendiamo. E' chiaro che il prossimo passo sarà quello di cacciare gli autisti italiani e di sostituirli con quelli cinesi”
Silenzio di Carlesi, il padre di questo servizio di trasporti urbani, che ha organizzato con i suoi una veglia di preghiera in Duomo.

giovedì 23 aprile 2009

Partecipazione. Parte la Fabbrica del Futuro.

intervento di Mv


al tavolo delle associazioni

Giovedì sera, nella sede della Circoscrizione centro, in via dell'Accademia, si è svolto un singolare meeting sul tema della partecipazione, organizzato dall'associazione Venti di Terra. La serata si è aperta dando la parola alle assocazioni impegnate sul tema del coinvolgimento dei cittadini alle scelte sui beni comuni e sulle trasformazioni urbanistiche della città. Erano presenti, oltre a Municipio Verde, Paolo Sanesi, portavoce del Coordinamento dei comitati cittadini, Paolo Balestri di Lega Ambiente, Fulvio Batacchi degli Ecodem, Luigi Rivieri per l'Arci, Fabiana Fabbri rappresentante del "Forum acqua bene comune", Boretti della rivista Crocevia e infine Nadia Solitario del gruppo organizzatore.
Tre le domande a cui eravamo invitati a rispondere:
1 Cosa salvereste del processo partecipativo fin qui attuato dall'amministrazione?
2 Cosa buttereste?
3 Cosa proponete per la nuova legislatura?
Le proposte o le considerazioni dei relatori, che erano invitati a non uscire dai sette minuti previsti per ogni intervento, venivano sintetizzati via via e proiettati alle spalle del tavolo. Su quei temi erano poi chiamati ad esprimersi i cittadini presenti, votando con dei cartoncini colorati. Con il rosso si esprimeva il completo dissenso, con il bianco la disponibilità a considerare l'idea e il verde la propria adesione. i candidati a sindaco

Dopo il riscontro del gradimento dei presenti, al tavolo sono stati chiamati alcuni candidati a sindaco della città che si sono resi disponibili: Fausto Barosco della lista Amici di Beppe Grillo, Renzo Bellandi per la Sinistra Rossoverde (formazione in cui è schierato anche il nostro Lanfranco Nosi, candidato però alla presidenza della Provincia) e infine Massimo Carlesi, del PD, candidato per la coalizione di Centrosinistra.
L'ultimo segmento della serata è stato impegnato con alcuni interventi dal pubblico (termine improprio, in un incontro in cui era richiesta una presenza attiva) e per finire dalle repliche dei candidati.
Abbiamo spiegato con una certa precisione l'articolazione dell'incontro perchè esso costituiva di per sè una proposta e non solo di metodo. Un esempio, quello di Venti di terra, decisamente contrastante con l'organizzazione del Town Meeting che, anche se non si è mai accesa una polemica aspra e i toni sono rimasti pacati e dialoganti, è stato il grande accusato della serata. Il titolo scelto per l'incontro la dice lunga: "La fabbrica del Futuro". e il futuro di cui si parla non può essere troppo lontano, oppure verrà compromessa in modo irrimediabilmente pesante ogni possibilità di recupero della fiducia della gente verso le amministrazioni locali e verso la politica in generale.
La serata non è stata solo piacevole per l'impegno di tutti a rispettare le regole e l'impostazione data ma anche per la disponibilità dei candidati a mettersi in gioco, senza ergersi su alcun piedistallo , accettando di confrontarsi in modo reale, senza ricette prefabbricate e con la voglia di
ascoltare.
Presto saranno disponibili i filmati realizzati dagli Amici di Beppe Grillo e dagli stessi organizzatori, quindi non ci dilungheremo in sintesi poco rispettose della complessità delle idee esposte. Vogliamo però soffermarci su un punto importante sollevato da Municipio Verde che ha destato un po' di contrapposizione ed è rimasto forse poco chiaro.
Il tema era: può la partecipazione dei cittadini costituire un momento deliberativo diretto, visto che la nostra democrazia prevede che le decisioni siano prese negli organi elettivi dei consigli comunali, provinciali e così via?
La nostra opinone, che qui cerchiamo di enunciare nuovamente, è che a ciò si può ragionevolmente arrivare attraverso la costruzione di un patto partecipativo, accettato dagli eletti che preveda il rispetto delle decisioni, o degli orientamenti, presi.
Il presupposto è quello di invitare i rappresentanti politici e i cittadini ad una forma di codeliberazione, che riporti questi ultimi al centro della polis, lasciando fuori dal gioco le logiche spartitorie e le dinamiche di scambio di privilegi fra poteri forti. Tutto ciò deve essere regolato da principi di correttezza sottoscritti da tutti, che pongano termine all'arroganza di chi si rifiuta di considerare i risultati dei referendum consultivi (vedi inceneritore di Case Passerini) o all'ipocrisia di chi sventola bandiere verdi, prospetta parchi naturali, agricoli e archeologici e invece semina cemento e diossina su tutto.
Perchè il vero problema con le amministrazioni toscane di centrosinistra è proprio vedere traditi quegli ideali comuni tanto sbandierati che, nel generale torpore della fiducia e della delega in bianco,
finiscono sepolti dagli interessi privati confliggenti con il bene comune, proprio mentere si presenta l'interesse pubblico come prioritario.
Qui non rifaremo elenchi conosciuti ma ci corre l'obbligo di ricordare che "l'eccellenza" città etrusca di Gonfienti giace sotto l'asfalto e che sta per arrivare al traguardo la grande truffa urbanistica della Multisala di Capezzana. E come non ricordare che con la complicità dell'opposizione di facciata della PDL, si va avanti con la Variante sull'asse del viale Leonardo da Vinci (declassata) che di fatto condizionerà tutto il piano strutturale.
Come non rammentare il fantomatico progetto di parco della piana, inventato dalla mente contorta dell'assessore Conti per fare da specchietto per le allodole e placare coloro che, fidandosi, si accontentano di parole.

MUNICIPIO VERDE


domenica 19 aprile 2009

Inquinamento. La diossina nei polli 2

Ecco lo scarno articolo concesso dai giornali alla nostra conferenza stampa sulle diossine nelle carni animali del nostro comprensorio. Peccato che tanto lavoro volontario di cittadini responsabili che non cercano visibilità elettorale ma di informare la gente, venga così poco valorizzato dalla stampa ufficiale. Leggetevi il nostro articolo con il comunicato scritto.
mv

«Polli alla diossina: ma perché nessuno interviene?»
I comitati territoriali pratesi intenzionati a rivolgersi al Governo e alle Procure
il Tirreno 19.04.'09

PRATO. «La salute dei cittadini non interessa all’amministrazione di questa città». È l’accusa mossa dai comitati territoriali pratesi, i quali chiederanno l’intervento dei ministeri della Salute e dell’Agricoltura, e si rivolgeranno alle Procure di Pistoia e Prato per essere tutelati, visto che su 8 campioni di carne di pollo ben 5 sono risultati fuori norma per il contenuto di diossine.
«Nonostante la legge preveda il divieto di consumo - sostiene Gianfranco Ciulli rappresentate del coordinamento dei comitati della Piana -, nessuna autorità è intervenuta per impedire la commercializzazione di questi prodotti». Sotto accusa l’inceneritore di Baciacavallo nelle cui vicinanze, precisamente in un allevamento distante poche centinaia di metri dall’impianto, sono stati raccolti campioni di carne di pollo contenenti una dose di diossina undici volte superiore al limite di legge (pari a 4 nanogrammi al chilogrammo). Dal rapporto dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle regioni Lazio e Toscana, incaricato di verificare l’incidenza della sostanza nel territorio circostante l’inceneritore di Montale, è emerso infatti che uno dei campioni più inquinati (46,2 nanogrammi) proveniva da un allevamento vicinissimo all’impianto di Baciacavallo.
Lo stesso Riccardo Valeri direttore tecnico della Gida, (gestore dell’impianto di depurazione e dell’annesso termodistruttore per fanghi) si era difeso dichiarando che «il materiale incenerito in questo forno è costituito unicamente da fanghi di depurazione delle acque reflue urbane e pertanto, non responsabile della generazione di diossine».
«Ci aspettavamo che gli organi preposti alla salute pubblica rassicurassero la popolazione - commenta Ciulli -. Vogliamo sapere da Arpat e Asl perché i dati sulle emissioni non sono pubblici, quanti controlli vengono fatti e perché non sono già stati presi dei provvedimenti per tutelare la salute dei cittadini». Mentre in città la Asl per ora tace, in Parlamento europeo si discute sul caso dei polli alla diossina degli allevamenti di Prato. L’eurodeputato Umberto Guidoni ha presentato infatti un’interrogazione per chiedere alle istituzioni comunitarie di informarsi presso le autorità sanitarie locali allo scopo di verificare la relazione tra la contaminazione del bestiame e le emissione di diossina degli inceneritori.
Barbara Burzi



LA PROTESTA

‘Gida e Arpat, fuori i dati’
Comitati all’attacco sull’allarme diossina
la Nazione 19.04.'09

SONO DECISI più che mai a dare battaglia se «entro due settimane non saranno resi noti dalla Gida e dall’Arpat i dati sul monitoraggio del termovalorizzatore di Baciacavallo». Il coordinamento dei comitati della piana di Firenze, Prato e Pistoia non usa mezzi termini e promette di chiedere la scesa in campo del ministero della Salute e dell’agricoltura e della Comunità europea informata della questione attraverso l’interrogazione dell’eurodeputato Umberto Guidoni, che nel documento chiede di fare luce sui polli alla diossina trovati tra Prato e Pistoia oltre a minacciare un esposto in procura, se entro pochi giorni l’ente proprietario dell’impianto di Baciacavallo (nella foto) insieme ad Arpat e Asl non farà luce sui dati resi noti dalla Asl di Pistoia che evidenziano nella zona di ricaduta dell’inceneritore di Baciacavallo in uno dei campioni analizzati di carne di pollo, un’incidenza di diossina 11 volte superiore ai limiti consentiti dalla legge
PER RENDERE più incisivo e sicuramente di impatto l’incontro, il coordinamento dei comitati della piana ha esposto due polli acquistati nell’area di maggior ricaduta dell’inceneritore di Baciacavallo come simbolo di protesta: «Denunciamo la mancanza di trasparenza a seguito dell’indagine portata avanti dalla Asl di Pistoia e Prato sull’inceneritore di Montale — attacca Gianfranco Ciulli — Per puro caso le indagini sugli alimenti hanno preso anche alcuni campioni dalla zona di ricaduta di Baciacavallo evidenziando una contaminazione da diossina di 11 volte superiore alla quantità consentita. Vorrei sottolineare che per chiudere l’inceneritore di Montale sono bastati sforamenti di 7 volte superiori. Chiediamo quindi che siano pubblicati tutti i risultati del monitoraggio avvenuto sull’impianto pratese perchè ne va di mezzo la salute». A preoccupare i comitati ci sono soprattutto i numerosi agricoltori e allevatori di polli e conigli che operano nella zona e che quotidianamente immettono sul mercato.

«PARLANO di adeguate misure di controllo, ma le analisi su polli e uova parlano di contaminazione — conclude Ciulli — Chiediamo provvedimenti per fermare la commercializzazione dei prodotti contaminati che paradossalmente sono quelli più richiesti dalle famiglie visto che si tratta di animali ruspanti». Se entro due settimane i comitati non avranno risposta promettono una serie di azioni di contrasto mentre Municipio verde annuncia manifestazioni. Nei giorni scorsi Gida aveva precisato che nelle emissioni dell’inceneritore di Baciacavallo non sono presenti diossine. E il presidente Bruno Ferranti puntualizza: «Basta con i falsi allarmi. Gida è una casa di vetro, tutte le analisi sono a disposizione di chi le vuol vedere».
Silvia Bini

venerdì 17 aprile 2009

Conferenza stampa. Inquinamento!

Il Comitato Ambientale di Casale (PRATO),
Il Coordinamento dei Comitati della Piana FI-PO-PT
Il Coordinamento dei Comitati Cittadini - PRATO
Municipio Verde
Il Meet up Beppe Grillo - Prato
L'Associazione per La Sinistra;

INVITANO ALLA CONFERENZA STAMPA

che si terrà

SABATO 18 APRILE 2009
alle ORE 12.00
Presso il Caffe' Le Logge - P.zza del Comune, 15 - PRATO

Per annunciare i dati sconcertanti emersi dai risultati di campionamenti effettuati sulle carni di vari animali nell'area pratese. L'altissima percentuale di inquinanti riscontrati è tale da generare grande preoccupazione e allarme per la salute di noi cittadini.
L'invito e' per i giornalisti e per chiunque sia interessato ad informarsi sull'argomento.

Parco della Piana. La Terra di Mezzo e il Regno del Nulla.

Ieri sera mi sono recato, per interesse personale e del Verde Municipio, alla presentazione del progetto del Parco della Piana, svoltosi alla Circoscrizione Sud, in occasione di un consiglio aperto alla cittadinanza.

La mia delusione è stata grandissima. Tralascerò di fare la cronaca e di elencare gli interventi.
L'incontro era organizzato nello stesso modo dei precedenti a cui abbiamo assistito: una presentazione da parte del prof. Morisi, garante della partecipazione, proiezione del documentario illustrativo, interventi del pubblico, repliche dello stesso Morisi.
All'inizio ero stupito del fatto che a fine legislatura, il consiglio di quartiere avesse sostenuto questo sforzo inusuale di convocarsi su un simile tema, impegnativo e poco interessante per il comune elettore. Poi, quando alle 22,40 i consiglieri, riscosso il gettone, si sono ridotti alla metà, ho riposto i miei entusiasmi e sono ritornato alla realtà: consiglieri assenti o annoiati, pubblico composto da quindici persone compreso me. Probabilmente la buona volontà era scaturita da motivi di coinvolgimento personale o familiare della presidente Peris (Arci e Slow food fanno parte del Forum del parco agricolo )
Ma incredibilmente, la seduta di ieri è stata molto più chiarificatrice delle precedenti e, seppure a fatica, il professore, emissario dell'assessore Conti, stimolato dalle domande, ha potuto fornire risposte dirette e dal contenuto disarmante.
Proverò a riassumere in queste righe che cosa ho capito.
La porzione di territorio intercomunale denominata Parco della Piana dovrebbe essere una zona verde con: un aeroporto, almeno due inceneritori, discariche, un interporto, l'autostrada e molte altre infrastrutture.
Vi si potrà costruire quanto si è già stabilito, più quello che può venire fuori dal meccanismo della perequazione applicato dai singoli comuni ai piani strutturali. Tutto ciò con l'aiuto del piano casa, obbrobrio governativo ora nelle mani della stessa Regione. Le infrastrutture che ci sono rimangono e possono essere potenziate e ampliate. Non vi sarà alcun divieto di caccia. Non vi saranno altre particolari limitazioni ai prelievi dall'ambiente naturale nè ad altre attività umane, agricole o manifatturiere. Neppure per direzionare la produzione agricola che deve essere attivata al suo interno. Nessun interesse è stato espresso per il terzo paesaggio, cioè per i terreni incolti, necessari al mantenimento della biodiversità.
Vi saranno delle infrastrutture definite leggere, come una rete ciclabile turistico ricreativa e alcuni edifici che dovranno funzionare da centri direzionali del parco.
Nient'altro.
Anzi no, ci saranno i cartelli che indicheranno che ci si trova nel parco della Piana (cosa perfettamente inutile se non vi è nessun richiamo a comportamenti particolari).
In altre parole il parco non esiste, è un colossale bluff inventato dall'assessore Conti per adagiare su un manto di seta tonnellate e tonnellate di cemento, tenendo impegnati gli ambientalisti su vaghe promesse di conservazione del verde. Ma neppure di conservazione si è parlato ieri sera: Morisi ha parlato di sviluppo, di infrastutture, di assenza di divieti.
Ieri sera il garante si è espresso proprio come Riccardo Conti, cioè ha fatto capire che non sarà certo il parco a fermare lo sfruttamento in atto e la violenza su natura e beni culturali.
Si è parlato ipocritamente delle Cascine di Tavola, della città Etrusca di Gonfienti e di altri tesori assassinati da queste amministrazioni, senza accennare minimamente a ciò che si dovrebbe fare per recuperarli.
Ieri si è fatta decisamente chiarezza e si è delineato un nuovo campo di azione e di resistenza in difesa del territorio.
Il parco è soltanto un escamotage, ordito allo scopo di aumentare il valore degli immobili e di attirare finanziamenti europei. Detto questo, abbiamo deciso di rimuovere il link del progetto di partecipazione e di lasciare il professor Morisi nelle mani del suo mandante.
Ovviamente non mancheremo di essere presenti ai prossimi incontri per contribuire a smascherare questa ennesima bidonata targata Martini e co.
Riccardo Buonaiuti per Municipio Verde

Prato. Biblioteca: Taiti e i Vecchi pratesi dov'erano...

... quando Municipio Verde denunciava la situazione della Biblioteca, in più occasioni?
Forse erano troppo impegnati a tubare come piccioncini gli uni con Milone, l'altro con il PD prima che venisse scaricato...
Se questa è l'opposizione a Prato, c'è da stare freschi!
MV

da la Nazione del 17/04/09
Nuova Lazzerini in ritardo L’apertura slitta a settembre

Taiti e Giovani pratesi: «Basta disagi»
RIMANDATA a settembre. L’inaugurazione della nuova biblioteca Lazzerini, nell’area ex Campolmi, si farà dopo l’estate, sempre che tutto fili liscio. Il tabellino di marcia subisce una battuta d’arresto di cinque mesi (il taglio del nastro era previsto per queste settimane) che servirà a ripetere la gara per la posa dell’illuminazione, a cablare l’edificio e a completare la fornitura dei ripiani per i libri. Uno stop che non soltanto allunga i tempi di apertura della nuova biblioteca, ma che mette in difficoltà laureandi e studenti prossimi alla maturità o alle prese con il rush finale che già da dicembre scorso stanno facendo a meno della Lazzerini, chiusa per consentire il trasferimento del materiale nei nuovi locali. Per poter consultare di nuovo libri, raccolte e archivi, si dovrà aspettare ancora qualche mese.
«L’operazione di chiusura e trasferimento della biblioteca è stata gestita in maniera impropria — commenta Massimo Taiti della lista civica Taiti per Prato — La decisione di chiudere è stata presa quando la biblioteca nuova non dava alcuna garanzia di essere pronta per la sistemazione, poichè mancavano infrastrutture essenziali. Adesso si fissa a settembre la nuova inaugurazione. Ci permettiamo di dubitarne. Quello che è sicuro è che ad oggi Prato non ha attivi né il museo civico né la biblioteca centrale. Proprio un bel viatico per una città che vuol puntare a diversificare, anche attraverso la cultura, la propria economia e vita».
Di disagi parla la lista civica Giovani pratesi: «Da tempo — scrivono Andrea Pippa e Francesco Cappelli — i frequentatori sono costretti a sopportare una situazione difficile. Sono più di cinque mesi che la biblioteca è stata chiusa al pubblico per dar modo al personale di organizzare il trasferimento “in tempi brevi”. Ora, come troppo spesso accade, ci troviamo a confrontarci con una realtà diversa. Gli orfani della Lazzerini non potranno contare sulle grandi sale di lettura ancora per diversi mesi e soprattutto non avranno la possibilità di consultare i volumi». I Giovani pratesi se la prendono anche con il direttore della Lazzerini, Franco Neri, che nei giorni scorsi ha parlato delle alternative: biblioteca Roncioniana, Pecci e biblioteche decentrate: «Queste strutture sono assolutamente insufficienti a soddisfare le esigenze degli utenti».
Nadia Tarantino

domenica 12 aprile 2009

Editoriale. Grigiocemento? Fate presto e bene.

"Fate presto e bene", ha detto Alberto Magnolfi, gran mandarino del PDl regionale, quando si è reso conto che la Martini's Band aveva accolto con favore il Piano casa del Governo e anzi, l'avrebbe suonato a tutto volume e potenziato con effetti sonori speciali.

Sì, fate presto e bene. Queste parole, pronunciate a labbra socchiuse, con lo sguardo rivolto in basso e le mani un po' sudate, ci richiamano alla mente l'immagine di un mandante in un film di mafia.
Ma la Giunta regionale non ha bisogno di mandanti. Prima ha sbandierato la sua assoluta contrarietà ai provvedimenti governativi in materia di edificazione, urlando e battendo i piedi, poi come se nulla fosse, ricevendo garanzie che la sua sovranità non era messa in discussione, è balzata sul dorso della tigre e si prepara a far man bassa.
Ovviamente di questo cambiamento di rotta - cambiamento per modo di dire, si trattava certo di una manfrina - non si parla affatto. Se n'è accorto forse Domenici che, voltandosi indietro sulla strada di Bruxelles, si è rammaricato di non poter essere presente al saccheggio.
Se n'è accorto il centrodestra che esulta e canta l'alleluja pasquale. Se n'è accorta la schiera dei consorzi edili e il gran capo delle betoniere Riccardo Fusi.
Con il Venerdì di Repubblica, inserto settimanale dell'organo del PD, davano un simpatico gadget:
una cartina della regione costiera che va da Rosignano ad Ansedonia, con il tracciato dell'Autostrada tirrenica.
Il frontespizio della mappa, fatta con i soldi della Regione, cioè pubblici, titola: Nei collegamenti fra l'Europa e il sud Italia c'è un buco nero. Che vogliamo colmare. Con tanto verde.
Tanto verde. Memorizzate questa frase da trasmettere ai posteri.
All'interno un comunicato del Granduca in persona scandisce:
"La maggioranza degli Enti locali, delle Associazioni e dei cittadini è favorevole al completamento della tirrenica. La maggioranza ha sempre torto?"
E poi continua con l'elenco degli assensi e delle approvazioni istituzionali e non (dal mago Matteoli, quello che fa sparire la terra sotto il cemento, al Cipe). Poi dice:
"Certo qualcuno ha manifestato dissenso.
Una minoranza di cittadini e di comuni preoccupati dall'impatto ambientale, dalla salvaguardia del paesaggio e di aree archeologiche, hanno espresso i loro legittimi dubbi.
Con queste minoranze noi continueremo a discutere per cercare soluzioni più condivise possibili, prima del varo del progetto definitivo. Ma sia chiaro CHE NON POTRA' ESSERE UNA MINORANZA A DETTARE LEGGE. SAREBBE UN CONCETTO DI DEMOCRAZIA QUANTOMENO CURIOSO."
Infatti. la vera democrazia è la sua, o quella di Federico Gelli, o quella di Alberto Magnolfi. Una democrazia basata sulla disinformazione e il consenso passivo. Quella che ha permesso il dissesto idrogeologico del Mugello ad opera dei cantieri della Tav, la stessa che ha seppellito gli scavi etruschi di Gonfienti. La partecipazione è solo una battuta di spirito per tenere buoni la rete dei comitati e i fanatici dei beni comuni. Siamo tanti siamo più forti, abbiamo i muscoli e possiamo fare una nuova e bella strisciata di asfalto e dividere a metà quella noiosissima pianura, come si chiama? Maremma?
Fate presto e bene.
Municipio Verde


Rifiuti. Incombente disastro nella Toscana Infelix.

Gli articoli che seguono sono tratti dal Tirreno di ieri, Sabato 11 Aprile.
Parlano della grande crisi di domani. Quella causata dal malgoverno dei rifiuti in questa nazione (attualmente in mano al cavalier Trombetta e al suo baraccone di ignorantoni in doppio petto) e da quello infingardo e ipocrita del partito che comanda la nostra infelice Regione.
Come cerchiamo, molto umilmente, di spiegare sulle pagine di questo blog, si profila un terribile disastro, preparato per favorire la costruzione degli inceneritori già programmati, a Case Passerini e al Calice (PO). L'assessore Bramerini, che a quanto pare riscuote le simpatie anche dei Verdi, ha continuato l'inazione del suo predecessore Artusa, lasciando alle aziende municipalizzate (asm, publiambiente e quadrifoglio), la conduzione della politica dei rifiuti e ai loro interessi paraprivati. Il sistema di riciclo fa acqua da tutte le parti: raccolta, selezione e trasformazione. Non si investe, non si promuove, non si fa cultura. non si rinnovano i macchinari, non si sostiene la filiera e non si acquistano neppure i prodotti riciclati attraverso gli enti locali. Questa è la Regone del "un tanto al chilo". I cittadini non sanno niente dei rifiuti che producono: vedono la raccolta differenziata come un modo scomodo e misterioso di fare sparire la spazzatura, senza rendersi conto che quello che buttiamo è soggetto ad una complicata filiera di trasformazione. Non sanno collaborare perchè non conoscono i processi che seguono alla raccolta. Si pensa di cambiare le abitudini della gente distribuendo, molto tardivamente, dei bidoncini. Non vengono attivati processi di partecipazione popolare con assemblee e iniziative. Non vengono curate le campagne scolastiche, nè quelle nei posti di lavoro. Non si lavora per la riduzione a monte e sul rapporto con il settore produttivo che tanto pesa sulla quantità complessiva dei rifiuti.
La Toscana Infelix di Martini ha uno dei suoi massimi punti di forza in questa retrograda e imbelle politica dei rifiuti. Eppure la crisi economica potrebbe in questo caso essere una grande occasione di cambiamento..
Per MV
la zia Alma


La catena del riciclaggio è bloccata
Giù il mercato di carta e plastica: una montagna di rifiuti fermi La filiera si ferma sui piazzali della Revet di Pontedera, dove giacciono montagne di “balle” ANNA CECCHINI
Ore 8: ogni giovedì mattina le strade di San Pietro in Palazzi sono un cimitero di rifiuti. Nel quartiere a nord di Cecina la Rea Spa, l’azienda di igiene ambientale ha avviato da alcuni mesi la raccolta differenziata porta a porta. A quell’ora sacchi azzurri ricolmi di plastica, vetro e alluminio (in gergo, multimateriale) tappezzano i marciapiedi.
Ore 10: la zona è perfettamente linda; i netturbini hanno fermato il camion ogni dieci metri e ripulito le vie da tutti gli scarti.
Ore 12: i rifiuti sono arrivati alla discarica di Scapigliato (Rosignano), destinazione temporanea in attesa di essere riciclati.
Montagne di “balle”. Stessa ora, altro luogo. Pontedera, sede della Revet, l’azienda che si occupa di selezionare e suddividere i diversi rifiuti plastici da vetro e alluminio. Sui piazzali giacciono montagne di “balle” da riutilizzare. Cumuli di pacchettoni in plastica pressata ed etichettata (larghi un metro per 80 e lunghi 2) ammassati uno sull’altro.
La filiera si ferma. Ecco, è qui che la filiera del riciclo si ferma. Perché quella non è plastica qualunque: è quella che arriva dalle raccolte differenziate di tutta la Toscana. È destinata al riciclo per “tornare a nuova vita”, sotto forma di panchine, imbottiture per abiti e divani, filati tessili, flaconi di detersivi e bagnoschiuma e pozzetti per l’edilizia, e che invece trova sempre meno utilizzo.
Ogni parallelepipedo (300 chili di peso) contiene migliaia di bottiglie o flaconi di detersivi appositamente suddivisi per essere riciclati e poi immessi sul mercato. Ma non c’è mercato a sufficienza per i prodotti delle poche aziende che hanno fatto del riciclo il loro business.
Dove si accumula la plastica. Il capannone della Revet, che nel 2008 ha selezionato e suddiviso 102mila tonnellate tra plastica, vetro, alluminio e tetrapack provenienti da tutta la Toscana, è stracolmo di balle. Ce ne sono di tutti i generi; le balle del Pet, che poi sono le bottiglie di plastica per l’acqua minerale, e quelle dell’Hdpe, vale a dire i flaconi dei detersivi. E poi ancora balle, fatte di buste di plastica pressate o di cassette per la frutta. Sono talmente tante, soprattutto dopo il surplus di materiali arrivati in Revet l’estate scorsa, che l’azienda sta costruendo a fianco degli impianti di selezione una nuova area di stoccaggio con una tettoia ampia più di 7mila metri quadrati per sistemare temporaneamente i pacchettoni appena “strizzati”, in attesa che il Corepla, il consorzio nazionale per il recupero di rifiuti da imballaggi in plastica, gestisca i processi di acquisto.
Un mercato in crisi. «Non c’è sbocco finale dei materiali destinati al riciclo - spiega Alfredo De Girolamo, presidente Cispel Confservizi Toscana (associazione regionale delle imprese del servizio pubblico) - e quindi rimangono lì. La carta da riciclare nei mesi scorsi veniva pagata 70 euro alla tonnellata, adesso nessuno la vuole e così costa pochi centesimi. Negli ultimi tempi nelle piattaforme del Conai (il Consorzio nazionale per il recupero dei materiali da imballaggio) sono rimaste stoccate 120mila tonnellate di carta, eppure i costi per arrivare a quelle balle di carta ci sono stati, per la raccolta e la lavorazione».
Stop alle aste. Per la plastica non va meglio. Anzi. Basta dire che le aste on-line organizzate da Corepla per vendere interi lotti di balle, come quelle accumulate in Revet, alle aziende che trattano plastica da raccolta differenziata, vengono svolte sempre più di rado. «Prima le facevamo con cadenza mensile, mentre adesso ogni sei mesi - dice Gianluca Bertazzoli, responsabile ufficio stampa di Corepla - Il prezzo della plastica da destinare al riciclo è calato molto. Per esempio, nel 2008 una tonnellata di Pet (bottiglie di plastica) veniva pagata 300 euro, adesso siamo sui 60 euro». Per non parlare dei contributi che i produttori di imballaggi (in plastica, carta o alluminio) pongono sui materiali in uscita dalle loro aziende. Contributi ambientali che, sulla base di una convenzione, vengono versati al Conai. «Negli ultimi dieci anni, questi contributi ambientali sulla plastica erano di 72,3 euro a tonnellata - prosegue Bertazzoli - dal primo gennaio 2009 sono saliti a 105 euro e già è stabilito che da luglio arriveranno a 195 euro a tonnellata, almeno per tutto il 2009».
I motivi del crollo. Perché una flessione così consistente nel mercato del riciclo? «Perché c’è bisogno di materie da riciclare sempre più pulite e pregiate - spiega Leonardo Marchetti, fino a dicembre 2008 amministratore delegato Revet e per 4 anni presidente della Ferver (la Federazione europea del riciclo con sede a Bruxelles) - Il Corepla ha ristretto i capitolati di accettazione della qualità delle plastiche da destinare al riciclo, vale a dire che i contributi vengono dati soltanto alle aziende che riciclano plastica di qualità».
Impianti di selezione più moderni. Per far ripartire la filiera del riciclo una possibilità è quella di alimentarla con rifiuti plastici sempre più puliti. «In Toscana gli impianti sono fermi al 2003 - prosegue Marchetti - quando invece in Germania ci sono impianti che riescono a effettuare una selezione ottica del 40 per cento delle plastiche sporche che noi mandiamo in discarica perché è impossibile avviarle al riciclo». In alternativa si può pensare di tornare indietro, alla raccolta separata di ogni tipo di rifiuto che oggi viene inserito nella campana del multimateriale. «Di certo si avrebbero rifiuti più selezionati e meglio riciclabili - dice Marchetti - ma questa operazione peserebbe troppo in termini di costi per nuovi contenitori e aumento del personale destinato alla raccolta. Meglio ammodernare gli impianti».
I Comuni non comprano i prodotti riciclati. Un altro versante da rivedere è quello del post-riciclo. Perché alcune aziende che producono materiali da rifiuti, siano essi plastica o scarti organici, esistono. Soltanto che i loro prodotti li comprano in pochi, tantomeno gli enti pubblici che invece dovrebbero farlo per legge. «Esiste una normativa secondo cui il 30 per cento degli acquisti di Comuni, Province e Regioni devono essere verdi - sottolinea Ermete Realacci, ministro ombra Pd all’Ambiente e presidente onorario di Legambiente - ossia derivanti da riciclo, come ad esempio arredo urbano fatto di plastica riciclata o compost da rifiuti organici. Questo non avviene, ma è fondamentale che le amministrazioni, nel rispettare le normative, facciano ripartire il mercato». Tanto è vero che la Regione Toscana ha deciso di chiudere i contributi a quei Comuni che non rispetteranno la legge degli acquisti verdi.
«Tutti devono rispettare questa norma - spiega Erasmo D’Angelis, presidente della commissione rifiuti del Consiglio regionale toscano - e credo che avverrà, anche perché è stata adottata la decisione di negare i finanziamenti a quei Comuni che non acquistano almeno il 30 per cento di prodotti verdi. E poi bisogna pensare di allargare il mercato ad altri soggetti; come Regione faremo partire un progetto pilota in tre edifici scolastici toscani, che adotteranno banchi e sedie provenienti dalla filiera del riciclo».
Le contraddizioni del “porta a porta”. Nell’ultimo anno praticamente tutte le aziende di igiene ambientale della regione hanno avviato sperimentazioni di raccolta “porta a porta”. L’intento è quello di aumentare il quantitativo di rifiuti differenziati già all’origine, direttamente nelle case dei cittadini. In sè il servizio funziona correttamente. Eppure c’è chi dice che il “porta a porta” è soltanto un modo per raggiungere le percentuali di raccolta differenziata previste dalla legge (55 per cento nel 2010, 65 nel 2012), ma non per avere materiali effettivamente selezionati da destinare al riciclo. «L’Italia ha un’anomalia rispetto agli altri paesi europei. In materia di differenziata - continua Marchetti - da noi si conta la quantità dei materiali raccolti, mentre in Europa si considerano i quantitativi che effettivamente vanno al riciclo. E’ chiaro che il “porta a porta” è un modo per aumentare velocemente i volumi, ma è deteriore per la pulizia dei rifiuti. Perché in verità il 50 per cento dei rifiuti in ogni sacco prelevato con questo tipo di servizio non è assolutamente differenziato; dentro a un sacco del multimateriale trovano polli interi, abiti o pezzi di carta».
I controlli sui sacchi. Insomma, servono sistemi di verifica su quello che viene inserito dai cittadini nei sacchi per il “porta a porta”. «E’ una buona organizzazione - conclude Realacci - certo bisogna fare informazione ai cittadini su come si differenzia e poi le aziende devono fare controlli sui sacchi».



Anche la spazzatura ha il suo cimitero
Nemmeno i Comuni, che pure dovrebbero farlo per legge, comprano i prodotti riciclati
Con la crisi del mercato del riciclo il rischio è che le aree di stoccaggio provvisorio dei materiali da raccolte differenziate diventino una sorta di “cimitero dei rifiuti”. Discariche, per dirla breve.
«In genere queste aree possono tenere i materiali - dice Ermete Realacci, presidente onorario Legambiente - per un tempo abbastanza limitato. Per esempio la carta può restare in piattaforma al massimo un anno. Dopo non può essere più commercializzata. Bisogna prolungare la durata dele autorizzazioni perché altrimenti le piattaforme diventano discariche».
Dello stesso parere anche la Regione Toscana. «La plastica viene ritirata a prezzi stracciati - spiega Annarita Bramerini, assessore regionale all’ambiente - per la carta la flessione del commercio con la Cina fa stagnare il mercato, che non può essere alimentato dalle sole cartiere italiane. Il legno sembra sia abbandonato nelle piattaforme».
«Gli unici ritiri vengono effettuati per merito degli accordi tra l’Anci, l’associazione dei Comuni, e Rilegno, il consorzio che gestisce il recupero degli imballaggi in legno. Bisogna aumentare il numero di piattaforme dove stoccare tutti i tipi di rifiuto in attesa del riciclo».

Intanto si allunga la vita delle discariche
La Regione Toscana ripete da tempo che le discariche hanno vita breve, ma gli amministratori di Scapigliato (Rosignano) e Peccioli assicurano che rimarranno essenziali nella filiera del rifiuto. «Nel 2012 le discariche esauriranno i volumi fino ad oggi autorizzati - assicura Annarita Bramerini, assessore all’ambiente della Regione - bisogna puntare sugli impianti di termovalorizzazione e sull’incremento della differenziata».
Ma chi quelle discariche le gestisce, garantisce che non si arriverà alla completa dismissione. «Vanno incrementati la filiera del trattamento e il mercato del riciclo - dice Fabio Ghelardini, presidente di Rea, società che gestisce la discarica di Scapigliato - per inviare meno materiali in discarica, ma credo che anche quando questo nuovo sistema andrà a regime le discariche avranno comunque il loro peso, importante, per sistemare i residui dei trattamenti».
Anche Renzo Macelloni, presidente di Belvedere - la società che gestisce la discarica di Peccioli - spiega che «le discariche hanno una vita infinita, perché ogni forma di rifiuto ha una percentuale che non può essere riciclata e finisce in discarica. E poi sono sistemi flessibili, non divengono obsolete come gli impianti».

venerdì 27 marzo 2009

Editoriale. Terzo Paesaggio.

Come ci ha ben spiegato il professor Morisi nel primo incontro di presentazione del progetto regionale di parco della Piana, questa nuova entità territoriale, posta fra Prato e Firenze, non è un'area protetta né un parco naturalistico. Rappresenta, a detta degli esperti, una specie di “sovrainfrastruttura verde” comprendente aree verdi e zone prive di costruzioni ma anche tutto ciò che in essa è esistente di abitativo, servizi, infrastrutture vere e proprie e ovviamente strade di varia entità e funzioni. Questa identità polimorfa e polifunzionale era già nota a chi come noi aveva visionato qualche carta e letto i primi documenti istitutivi. Pertanto avevo pensato di intervenire all'assemblea, presieduta dal garante regionale per la comunicazione, con l'intervento che segue. Ma la ricchezza dei contributi presentati e il livello di consapevolezza dei convenuti, mi ha convinto ad assecondare la pigrizia e a rinviare il mio modesto discorso.
Visto però che abbiamo a disposizione il blog, ritengo che dire adesso qualcosa, possa servire a mantenere vivo il dibattito e a prevenire inaspettati balzi in avanti di chi nelle amministrazioni dei comuni e delle province non ha a cuore -o crede solo di averlo- l'equilibrio ambientale, oppure non sente il tema della biodiversità come prioritario.
Andiamo subito al dunque.

L'altra sera si è avuto un piccolo anticipo di un processo di partecipazione. Che si sia soddisfatti o meno degli esiti del confronto, che si condivida o no l'organizzazione della riunione, si è visto finalmente un incontro in cui cittadini e amministrazione sedevano dalla stessa parte e a presiedere c'era un terzo soggetto -arbitrale-, designato altrove. Un numero incredibile di gruppi, comitati, associazioni, enti che spesso non si conoscono e non si incontrano, siedeva nella stessa sala.
Ciascuno aveva con sé un bagaglio di esperienza, di competenze, di conoscenze, ma anche un portato di amarezza e di contrapposizione nei confronti dei governi locali, frutto di anni di lotte per la difesa del territorio, per la salute pubblica e per i diritti dei cittadini.
Ognuno di noi, a suo modo, e in diverse proporzioni ha passato la serata a chiedersi se ciò che stavamo facendo era la partecipazione ad una nuova fantasiosa farsa ordita dai politici per distrarci dalle nostre battaglie o era la grande occasione di unire le forze ed affrontare tutti insieme un grande progetto, capace di porre il limite a cemento e veleni e di fermare la distruzione del territorio. Io credo che in questo caso la verità stia decisamente nel mezzo e che a noi spetti di cercare di spostare l'ago dalla parte giusta.
Nella sala c'erano tutte le criticità divenute lotte per centinaia e centinaia di cittadini: la Multisala di Capezzana, l'Interporto di Gonfienti e la Città Etrusca, la soppressione del verde nella città densa, piazza Mercatale e il progetto di parcheggio sotterraneo, l'ex Banci e la Variante della Declassata, le Cascine di Tavola, Pantanelle, gli inceneritori, le discariche, i tralicci, l'aeroporto. Queste e molte altre ancora erano le spine che impedivano alla mano dei partecipanti di stringere con fiducia il pugno attorno al progetto di Parco.
Proprio mentre scrivo, arrivano al nostro blog altre segnalazioni di svendita del territorio e di continua marginalizzazione delle zone di non costruito, di continue aggressioni al suolo, all'acqua, al cono visivo del paesaggio e dell'orizzonte, alla qualità dell'aria (a S. Lucia, a Tavola, a Vergaio).
E mentre i cittadini sono così pesantemente concentrati sulle criticità ambientali e sulle loro battaglie, ecco che giunge dalla Regione un' ipotesi di sanatoria generale; di grande patto intercomunale per la pace e la collaborazione.
Nel frattempo però, niente si arresta: quello che c'è rimane, quello che si è già deciso continuerà il suo sviluppo e, naturalmente, anche i nuovi progetti andranno avanti senza che nessuno possa bloccarli in nome del Parco. Per i Comitati, tutto ciò ha il sapore di un grande condono. Sarebbe impossibile mandare giù un boccone di questo genere.
La mia opinione è che in questa proposta di processo partecipativo dobbiamo starci.
Dobbiamo starci senza cedere di un passo nelle nostre iniziative politiche, civiche e ambientaliste. Dobbiamo starci senza cedere, ma anzi con rinnovato impegno, nella lotta contro la svendita del territorio, contro i cancrovalorizzatori, contro i megaparcheggi, a favore del trasporto pubblico, delle bici e del verde urbano. Dobbiamo starci perchè è un'occasione di controllo, di conoscenza, di visione complessiva dell'area vasta su cui si muove più di un milione di persone.
Dobbiamo starci anche se, come qualcuno ha già fatto notare, si trattasse soltanto di una sorta di Piano di indirizzo territoriale in versione allargata (proprio l'area vasta).
Dobbiamo starci anche se l'altra sera, la parola più usata per descrivere il Parco è stata “infrastruttura” verde. Una parola, infrastruttura, che viene disinvoltamente usata per definire tanto un servizio, quanto un impianto o un'istallazione. E di istallazioni che di parco non hanno nulla, la piana ne ha già moltissime.
Dobbiamo starci perchè se vogliamo ottenere qualche risultato, ci corre l'obbligo di confrontarci anche nelle sale istituzionali, affinchè rimanga traccia del nostro lavoro e della nostra esperienza
In attesa che il mio assenso venga confermato o smentito dai fatti, vorrei porre subito una questione fondamentale che motiva fortemente l'operato di Municipio Verde e il suo impegno per la città.
Il Parco è costituito da tre tipi di ambiente. Potremmo anzi usare il termine di paesaggi, usando una classificazione non mia.
Il primo paesaggio è quello più propriamente urbano, occupato da costruzioni e anche al suolo coperto di asfalto e cemento. Esso è presente in modo comunque importante in quasi tutte le zone del parco.
Il secondo paesaggio, in grandissima parte ancora da recuperare, è quello rurale, destinato a colture autoctone e a basso impatto ambientale, a produzioni finalizzate alla distribuzione locale, all'agricoltura biologica.
Il terzo è l'incolto. Il luogo della natura. La parte di territorio dove si svolge la riproduzione biologica, dove volano gli stormi, dove nidificano le molte specie migratrici, dove vivono rospi lucertole e salmandre. Il paesaggio colonizzato dalle erbe selvatiche, dagli insetti, dai roditori, percorso da cervi, volpi e faine. Solcato da corsi d'acqua che formano bacini lacustri e zone umide.Il terzo paesaggio è l'incolto, il non sfruttato, il non produttivo.
E' costituito dalle zona dove avviene il gratuito processo di rigenerazione della vita, altrove aggredita, schiacciata, eliminata per far posto alle attività umane.
Con Municipio verde, io ritengo che questa frazione di territorio debba rimanere tale, non possa contrarsi ulteriormente e non debba indebolirsi a favore delle altre due. Si potrebbe adesso introdurre uno slogan come “consumo di territorio 0”, ma forse svilirebbe un discorso che ha ragioni articolate e supportate scientificamente, oltre che dal buonsenso e dalle normali esigenze umane di tutela della salute.
Per qualcuno è forse necessaria una precisazione. In questo caso l'incolto non significa, l'abbandono e l'incuria; non descrive una panchina coperta dai rovi nel giardino pubblico o la rotonda invasa dalle erbacce. L'incolto non ha funzioni strettamente legate alla vita urbana ma semmai al tempo libero e rigenerante del non lavoro.
Il Terzo paesaggio è la dannazione degli amministratori perchè viene considerato improduttivo e insicuro. Esso richiama alla mente dei politici terribili immagini di delinquenti padroni della boscaglia, spacciatori appostati fra gli alberi e stupri in quantità. Ci viene in mente subito l'abbattimento degli allori attorno al castello dell'imperatore, con la motivazione che erano rifugio dei drogati ma gli esempi di questa assurda idea di desertificare per portare il crimine allo scoperto, sono tanti.
La politica è portata a negare il terzo paesaggio perchè non riesce a controllarlo.
E siccome non è in grado di farlo lo svende e evidentemente non per mantenere la sua funzione di gratuita, lo ripeto, rigenerazione.
Io credo che Il Parco della Piana possa e debba esistere proprio in funzione della difesa del terzo paesaggio e del recupero equilibrato del rurale.
Tutto il resto non richiede un parco per esistere.
Noi saremo senz'altro disponibili a discutere e a confrontarci, senza trattare alcunchè sulle infrastrutture venefiche e distruttive che attanagliano l'uomo e gli altri animali.

Per, con e a
Municipio Verde,
Riccardo Buonaiuti