Ad oggi, siamo infatti ancora nella fase di ratifica, nei singoli paesi, del Trattato di Lisbona - che ha sostituto il defunto progetto di Costituzione Europea, e rispetto al quale rappresenta indubbiamente un passo indietro - i dubbi e le incertezze sull'esito sono più vivi che mai e, nonostante le (generiche) dichiarazioni di intenti che vengono da più parti, non si riesce ad intravedere all'orizzonte nessun serio progetto politico che possa portare l'Europa fuori da questa impasse politico-istituzionale senza farla precipitare verso una crisi irreversibile.
E per "serio progetto" si intende un progetto che, se necessario, rimetta in discussione anche radicalmente quanto fatto sinora: per sperare di arrivare finalmente ad un'Europa unita è necessario, infatti, tornare a proporre idee forti, "parole d'ordine", che possano mobilitare i popoli europei, ed abbandonare la retorica europeista che ha fatto abbondantemente il suo tempo, e tutto questo prima che le "idee forti" vengano dagli avversari della costruzione europea! Parlare, in maniera chiara ed univoca, di "Federazione", di "Assemblea costituente europea", di "popolo" e di "popoli", tanto per fare alcuni significativi esempi, è urgente.
L'alternativa è che, tra qualche anno, il 9 di maggio non ci sia niente da ricordare.
Lanfranco Nosi
Municipio Verde
Nessun commento:
Posta un commento