TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

domenica 30 dicembre 2007

Dal ministro per l'ambiente: incentivi più mirati.

Per ridurre le auto circolanti.

Sono anni che in Italia si faceva la rottamazione auto, solo come forma di incentivo a nuovi acquisti. Magari riducendo l'inquinamento - perchè le vecchie auto Euro 0 e d Euro 1 inquinano fino al 70/80% in più rispetto alle nuove auto - ma non riducendo il volume delle auto circolanti.
Questo è il motivo per cui, durante il dibattito per la finanziaria, i Verdi ed io, come ministro dell'Ambiente, ci siamo opposti ad una proroga della vecchia normativa sulla rottamazione. Nel Consiglio dei Ministri di oggi il ministero dell'Economia e dello Sviluppo Economico hanno accolto le nostre proposte e finalmente si cambia registro [...]

1 si può dare un contributo a chi cambia auto solo se questa nuova auto ha anche un livello massimo di emissioni di Co2 - quindi di anidride carbonica al Km.;

2 l'incentivo vale solo per le auto di cilindrata di 1.200, 1.300 cc;

3 l'incentivo sarà maggiore per le auto che vanno sotto l'emissione di Co2 di 120 gr/km, quindi finalmente una misura che può essere contabilizzata per il Protocollo di Kyoto e non un regalo all'industria automobilistica;


4 altro aspetto importante è che chi elimina la propria auto e non vuole comprarne una nuova, riceve oltre ai 150 euro di contributo per la rottamazione, anche 3 gratuiti di abbonamento ai mezzi pubblici oppure l'abbonamento al car sharing;

5 un' altra novità è che se in famiglia si decide di rottamare due auto per comprarne una sola - contribuendo alla riduzione delle auto in circolazione - si ha un incentivo aggiuntivo.


Perchè deve essere chiaro che l'obiettivo è ridurre il parco auto che circola in Italia.Il nostro Paese ha il record europeo di auto per abitante e questo non è un indice di sviluppo ma di degrado, perchè molte altre nazioni che stanno molto meglio avendo una qualità della vita migliore della nostra, hanno meno auto per abitante e si circola meglio. Finalmente rompiamo un meccanismo: l'Italia deve ridurre il numero di auto circolanti perchè siamo intasati e pieni di smog, ma deve anche capire che le auto circolanti devono essere meno inquinanti, non a caso in questo decreto c'è un particolare incentivo se uno compra auto elettriche, ibride o a idrogeno, non appena saranno disponibili
.

Alfonso Pecoraro Scanio

sabato 29 dicembre 2007

PORTATORI DI LEGITTIMI INTERESSI... E DI PIOMBO

E' di oggi la notizia che è stata intercettata dalla Digos una busta indirizzata all'assessore Stefano Ciuoffo, contenente un proiettile Winchester e un articolo del Tirreno di qualche giorno fa. Il tutto firmato Brigate Rosse e riportante il simbolo anarchico della A maiuscola.
L'articolo del Tirreno che è stato allegato alla minaccia titolava (qualcuno lo ricorderà): "Meno appartamenti dalle ex fabbriche", ed aveva come oggetto il nuovo regolamento urbanistico e in particolare l'articolo 23 che riduce le volumetrie consentite, in maniera abbastanza consistente e con esse i guadagni dei costruttori e dei proprietari.
Il coinvolgimento delle BR è stato definito anche dalla stampa, come improbabile.
Il messaggio minatorio è una reazione ai nuovi regolamenti, è contro la limitazione della libertà di speculare ai danni della città e quindi non ha senso che ciò parta dagli ambienti dell'eversione anticapitalista, oltre tutto e per fortuna rarefatti e malconci fantasmi di un tempo che fu.
Proprio ieri, dalle colonne dello stesso quotidiano, il sindaco di Prato Marco Romagnoli, ha detto a chiare lettere che il regolamento in questione verrà applicato e che l'amministrazione metterà avanti a tutto l'interesse collettivo, i cittadini. Ha invitato gli imprenditori a non contare più solo sull'edilizia per uscire dalla crisi. Ha ricordato loro che si può investire anche in cultura e turismo.
Sono parole che noi di Municipio Verde, e che tutti noi Verdi, abbiamo sempre auspicato ed atteso, in una situazione come quella Toscana che davvero si è fatta molto triste e pericolosa per l'ambiente urbano e il suo contesto naturale.
Ma oltre al danno irreversibile della cementificazione, abbiamo sempre denunciato assieme a comitati e associazioni, il concreto pericolo del dilagare dell'illegalità, nella violazione delle regole sul lavoro, nell'evasione fiscale e nella gestione dei cantieri.
Non basta. La possibilità di infiltrazioni mafiose è la minaccia sociale più forte che si ha il dovere di prevenire con lungimiranza.
L'assessore all'urbanistica, a cui va la nostra totale e incondizionata solidarietà per l'episodio, sostiene si possa trattare del gesto di uno squilibrato, comunque da non sottovalutare, e che non può pensare che qualcuno colpito nel suo interesse sia arrivato a tanto. E aggiunge: " Mi sembrerebbe di criminalizzare dei portatori di legittimi interessi".
A noi venga concesso di dubitare.

municipio verde

giovedì 27 dicembre 2007

la grande svolta del PD è alle porte

Qui di seguito una notizia di agenzia.
AMBIENTE. Parte da Firenze la campagna sull’ambiente e lo sviluppo sostenibile del Partito Democratico. Si terrà infatti nel capoluogo toscano il prossimo 25 gennaio la sua prima iniziativa nazionale del 2008 con al centro i temi ambientali. Il segretario Walter Veltroni, insieme all’ex vicecancelliere tedesco Joschka Fischer, lancerà da Firenze il New Deal ambientalista del Pd, le proposte che permetteranno al nostro paese di rispettare gli impegni di Kyoto e di fare della qualità ambientale un’occasione di innovazione e competitività economica. "La scelta di dedicare all’ambiente la prima iniziativa nazionale del Pd - spiega Roberto Della Seta, responsabile ambiente dell’esecutivo nazionale del Pd - nasce dalla convinzione che il benessere e il progresso del XXI secolo siano inseparabili da un forte investimento sull’ambiente". "E' significativo -dice il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli - che la prima iniziativa nazionale sull’ambiente venga fatta in Toscana. È un riconoscimento verso una Regione che fa dello sviluppo sostenibile il cuore delle proprie politiche".

Udite udite! La svolta ambientalista del partito democratico, il new deal!
SE ciò è vero allora è fatta.
Possiamo essere sicuri che:
l'inceneritore del calice non verrà mai fatto
l'inceneritore di Montale verrà chiuso definitivamente
l'impegno per la raccolta differenziata dei rifiuti sarà massimo
l'allargamento dell'interporto sarà fermato
si farà un parco archeo- naturale del Bisenzio
si fermerà la corsa alla cementificazione forzata dagli interessi privati
si bloccherà lo sventramento delle città con parcheggi inutili
si manterranno i giardini alberati, anzi si aumenteranno
niente gassificatori
niente autostrada tirrenica ma completamento della superstrada
niente ecomostri a Fiesole, a Greve, a Castelfalfi,
e ancora
e ancora...

Che il testimonial di questo lancio pubblicitario sia l'ex ministro dei Verdi tedeschi, Fischer, disorienta un po'. D'altra parte il nostro famoso vice cancelliere, giunto all'apice della carriera politica con il nostro partito, ha visto bene di garantirsi una serena vecchiaia in luoghi confortevoli e soprattutto più confacienti alla sua levatura di statista.
Noi di Municipio Verde siamo pronti, in caso decida veramente di venire, a fornirgli un giusto quantitativo di pomodori maturi per un assaggio. La chiameremo "missione sapori mediterranei".

MUNICIPIO VERDE municipioverde@gmail.com

lunedì 24 dicembre 2007

WWF Prato: A volte ritornano...

Riceviamo dagli amici del WWF di Prato e volentieri pubblichiamo.


Vi segnaliamo il ritorno sui giornali, dopo 20 anni (!), di dichiarazioni a favore dell'installazione sulla Calvana del monumento Torre del Vento di Dani Caravan. Già mercoledì 19 sul Tirreno era apparso il primo articolo sull'argomento.
Contrariamente a quanto auspicato da Vittorio Giugni a nome del "Comitato Nazionaledel Paesaggio", come Wwf Prato siamo ancora contrari a questo progetto per gli stessi motivi per cui lo eravamo prima:
1 la necessità di realizzare una base di cemento molto solida e profonda per una torre alta decine di metri, in barba alla natura carsica e "fragile" del terreno sottostante;
2 la necessità di realizzare la viabilità necessaria per la costruzione e la raggiungibilità del sito, con conseguente impatto sul sistema naturale della Calvana;
3 l'inquinamento acustico e luminoso, nonché impatto sul paesaggio, causati da una torre che si illumina e suona con il vento: effetti questi, ancora più gravi in un ambiente che per le sue peculiarità naturali è stato giustamente riconosciuto come SIC cioè Sito di Interesse Comunitario.
WWF PRATO


se qualcuno ha ancora dei dubbi e volesse rispolverare questo antica e visionaria idea... altrimenti ci sarebbe un Cristo di 40 metri in vetro e acciaio con il cuore che si illumina, visibile da piazza Duomo... m.v.

NATALE TALE E QUALE?

Il politico palazzinaro che domina la splendida galleria di personaggi ideati da Antonio Albanese, per intendersi quello del "più pilu pe' tutti", esprime in una sola frase l'ideologia del bel paese sul cemento.
- In amore e in edilizia- dice - è vietato vietare. Non si può fermare un'emozione!-

Di diverso avviso è il consigliere dei Verdi, Tommaso Rindi, che ha presentato degli importanti emendamenti sulla disciplina dei depositi all'aperto, spesso collocati in zone umide e aree abitate e dove, come in una terra di nessuno, vi si possono fare trasformazioni di materiali inquinanti.
Di diverso avviso è, oltre ai Verdi, l'intera Sinistra Arcobaleno che ha fatto il suo esordio, come tale, Venerdì 21 Dicembre in Consiglio Comunale, presentando e facendo approvare una mozione che impegna la Giunta a predisporre delle serie analisi socioeconomiche e demografiche per orientare le scelte urbanistiche future e ad aprire un dibattito partecipativo sulle varianti al piano strutturale.
Municipio Verde ringrazia e promette di continuare a spingere perchè ciò avvenga davvero.

Nel frattempo, ci segnalano la presenza in città di un altro circo che impiega gli animali negli spettacoli. Ci uniamo convintamente alle proteste della Lega Antivivisezionistica e vorremmo che il Comune non concedesse più il permesso per questo genere di cose e che anzi non ne permettesse neppure la sosta, il transito e la pubblicizzazione nel nostro territorio.

Buoni festeggiamenti solstiziali a tutti, agli uomini e agli altri animali!!!
municipio verde

sabato 22 dicembre 2007

dal comitato di via Pier Cironi

Ciao a tutti e AUGURI!
Breve rapporto sull'incontro che diversi residenti di via Cironi hanno avuto con Rosita Mattei, assessori Giardi e Milone, Benigni e Berti di ASM Essegiemme nella sede della Circoscrizione Centro.
In via Cironi verranno tolti i panettoni di cemento che impediscono l'accesso a via Santa Margherita, la strada rimarrà nella zona pedonale, la sosta su un solo lato avrà l'orario di tutte le strade pedonali e quindi ci potrà essere la pulizia notturna. L'assessore Giardi ha chiaramente detto che non verranno messi i varchi elettronici perchè non ci sono i soldi.
Evito di commentare...Credo però che bisognerebbe cominciare una seria battaglia per i varchi elettronici, che da dieci anni ci vengono prospettati come unica soluzione al controllo degli accessi, ma che non risultano mai meritevoli di investimento.
E questo senza contare che il pagamento del permesso residenti doveva servire per finanziare le porte elettroniche, che il parere del comandante dei vigili urbani è sempre stato favorevole e che nel progetto dell'assessorato al centro storico sono espressamente menzionate.
Auguri a tutti (bondezirojn in esperanto)
Leonardo

La ronda di notte, (per non parlar del cane)

Come in un quadro fiammingo di qualche secolo fa, ha fatto la sua comparsa a Prato una ronda di giovani della Lega Nord, che nella fredda notte prenatalizia ha battuto il centro incurante del gelo, infilando nei portoni dei foglietti da metronotte. Hanno pattugliato le strade con il loro aspetto bonario, da giovanotti semplici, magari senza neanche sapere che gli unici partiti europei che han fatto le ronde prima di loro, sono stati quelli nazisti e fascisti.
Evidentemente, per loro non importa conoscere la Storia, basta guardare la televisione e leggere i giornali, riempiendosi il cervello di luoghi comuni come "Padroni a casa nostra" o "No ai clandestini" e recitare vuote epigrafi inneggianti alla sicurezza e contro il degrado.
Purtroppo queste proteste sono le uniche ascoltate nel Palazzo del Comune. Ignoranza e paura sono le forme più efficaci per consolidare il potere, soprattutto quando è in crisi.
Comunque la nottata è passata tranquilla e di fuorilegge neanche l'ombra. Nessuna traccia anche delle forze dell'ordine ma per sapere questo non c'era bisogno della Lega Nord.
Per fortuna l'intelligenza era comunque rappresentata da un simpatico cane di nome Cesare che, proprio come nel dipinto di Rembrandt, ha accompagnato la pattuglia nel suo giro.
Quindi, se li vedete passare ancora, ricordate di allungare dalla finestra, oltre ad una tazza di brodo caldo per gli umani, un osso per il paziente e comprensivo animale.
R.B.

venerdì 21 dicembre 2007

Una lettera sulla Stazione di Borgonuovo

Riceviamo e pubblichiamo con piacere


Dopo aver visitato il Blog di Municipio Verde, ed aver letto che c'è un interesse a conoscere meglio la situazione dei treni e le magagne delle stazioni di Prato, mi sono ricordato delle foto che ho scattato alcuni giorni fa, alla stazione ferroviaria di Borgonuovo, zona San Paolo, dove vado frequentemente, per prendere il treno che porta a Firenze.

Con grande compiacimento, per chi non lo sapesse, ogni ora, ai 34 minuti, passa un locale da Pistoia, che in circa trentacinque minuti va a Firenze Santa Maria Novella, da cui puoi tornare alla stessa stazione di partenza ed oltre, ogni ora, ai 47 minuti( se ben ricordo questo orario).
Questo servizio pubblico, è molto pratico (anche perché si può avere al seguito la propria bici, pagando ovviamente il plus biglietto); ma i treni, spesso non rispettano gli orari prestabiliti; infatti, alcune volte ci vuole più di un'ora a percorre i diciotto chilometri di questo tratto ferroviario. Pazienza, l'importante è arrivare, soprattutto senza aver preso l'auto.
Vengo al dunque.....................Ho allegato alcune foto, che riguardano la stazione di Borgonuovo e da come si vede, il degrado di questo luogo, è angosciante.
So bene, dopo tanti anni di vita, di personale esperienza (nella tratta Serraglio-Firenze, ho fatto il pendolare per otto anni), che le stazioni non possono offrire il calore di un luogo familiare, ma guardate le foto, che non rendono in vero, quello che è lo scempio di una costruzione recente:oltre ai "murales" dei mancati Giotto e Raffaello, l'orologio per obliterare il biglietto al binario per Firenze, che nonostante le ripetute segnalazioni al capotreno, è sempre guasto, i vetri delle pensiline sono stati infranti a colpi di bastone, sudicio ovunque, bottiglie di plastica vuote,sacchetti ecc.....; questa è l'inciviltà del nostro popolo che ignorate, oppiato dal calcio e dalle giornate passate nelle Multisale, non da esempi etici e che oltretutto, non sa decifrare, per mancanza di tempo o voglia di farlo, i segnali che ogni giorno, i nostri figli mandano.
Vorrei però denunciare altro che non dipende dall'educazione e dall'esempio che noi genitori diamo ai nostri pargoli, ma da chi, pagato coi soldi del contribuente, dovrebbe svolgere un lavoro quotidiano e da chi dovrebbe vigilare sulle cose pubbliche, affinchè non vengano deturpate: come si vede in foto, alla stazione, l'erba è altissima, lo sporco si ammucchia ovunque, sembra che non sia passato alcun operatore ecologico da settimane,il parcheggio auto sul retro è sterrato con dislivelli d'accesso pericolosi per le coppe dell'olio delle auto (capisco ora perché i pratesi comprano tutti i fuoristrada; non è solo moda, ma forse necessità ?!?!).Questa denuncia non vuole essere altro che un messaggio a chi ci amministra, affinchè non abbandoni le opere pubbliche, spesso eseguite solo per fini elettivi ed interessi personali, non vuole essere altro che un monito a chi ha dei figli, affinchè, durante le sere di sballo, insieme al branco, non si trasformino, in lupi famelici e commettano atti vandalici.Le opere pubbliche vanno terminate e seguite, non abbandonate............(vedi anche le piste ciclabili).
Grazie "Municipio Verde".

MG

La risposta dei Verdi alla relazione del Presidente della Provincia Renzi sul Bilancio 2008

La risposta dei Verdi alla relazione del Presidente della Provincia Renzi sul Bilancio 2008

Nel corso della presentazione del bilancio della provincia, il presidente Renzi ha attaccato violentemente i Verdi accusandoli di essere i paladini “del no a tutto”, anzi, di aver votato si a tutto
fino a quando erano in giunta, e poi di aver cambiato linea.

Innanzi tutte queste affermazioni non rispondono al vero, in quanto i Verdi sono rimasti in maggioranza anche dopo l’immotivata espulsione del loro assessore, per ben un anno, dal 2005 al 2006, e hanno poi rotto sul merito, ovvero su una politica dei rifiuti assolutamente inadeguata e affaristica.

Non è vero che quando eravamo in giunta abbiamo votato sempre di si: abbiamo votato contro molti provvedimenti riguardanti l’urbanistica e la caccia, mentre sui rifiuti non furono presentate in quell’anno delibere di alcun tipo.

Non è vero che, dopo la nostra espulsione dalla giunta, abbiamo solo fatto opposizione.
Ad esempio, il Presidente dovrebbe avere l’onestà di ammettere che due idee che egli ha ultimamente pubblicizzato (le briglie idroelettriche dell’Arno e i pannelli solari sulle scuole della Provincia), sono idee suggerite dai Verdi: siamo disposti a rendergli merito se, oltre ad annunciarle propagandisticamente, avrà anche la compiacenza di metterle realmente in pratica.

Non è vero, in generale, che oggi critichiamo Renzi in quanto cacciati dalla giunta: è vero l’esatto contrario, ovvero che Renzi ci ha cacciati, senza nemmeno volerci ascoltare, proprio perchè fin dall’inizio abbiamo detto quello che diciamo anche adesso, sottoponendogli quelle idee ragionevoli e concrete che oggi torniamo a riproporre.

Fin dall’insediamento di Renzi nel 2004, abbiamo richiesto un coordinamento fra le aziende, l’ato e i comuni, per la capillare diffusione delle migliori pratiche sulla raccolta differenziata e sulla riduzione, in particolare sul metodo porta a porta, che costa poco ed è efficace in pochi mesi.

Il nostro assessore Romanelli, nel primo anno di mandato, aveva presentato a tutta la maggioranza uno studio sulle esperienze di raccolta porta a porta a Pisa, Bologna e Venezia, dove veniva evidenziato che questo metodo comporta, se correttamente realizzato, un incremento della raccolta differenziata fino al 70% , una riduzione dei rifiuti prodotti e la creazione di posti di lavoro.

Se il Presidente avesse realizzato per tempo queste idee, oggi non saremmo in “emergenza rifiuti”, emergenza che peraltro sostiene solo lui, visto che così non la pensano né il Presidente della Regione, Martini, né l’assessore all’ambiente della Provincia, Nigi. In ogni caso è singolare che si pensi di affrontare un emergenza con la costruzione di impianti che vedranno la luce tra 8 anni come minimo….

Matteo Renzi dovrebbe essere onesto e non cercare di intorbidire le acque con argomentazioni pretestuose. La realtà è che egli, in perfetta malafede, ha sempre mirato a realizzare quello che finalmente nel 2006 è riuscito a compiere: una giunta trasformista da cui sono stati cacciati i Verdi e la sinistra D.S., che avevano contribuito alla sua elezione, e in cui invece sono stati immessi transfughi di Forza Italia che, al contrario, le elezioni le avevano perse.

Il Capogruppo dei Verdi
Luca Ragazzo

mercoledì 19 dicembre 2007

Non si ferma la smania di tagliare. Ora tocca ai platani di viale Montegrappa

La presidente della Circoscrizione Est, prendendo atto del piano dell’Assessorato all’Ambiente e di ASM, afferma che viale Montegrappa era stato alberato in tempi in cui la città densa non era ancora arrivata in quella zona e adesso non sono più adatti. Secondo gli esperti del Comune, l’attuale situazione demografico-urbanistica richiede che gli alberi vengano in più fasi sostituiti con specie arboree più piccole e più ornamentali.
In pratica si parla di mettere ligustri o prugni da fiore, al posto di platani e tigli per quasi tutto il viale.

Perché non siamo d’accordo:
1 Piante di dimensioni molto più esigue delle attuali non fanno quasi ombra, non possono ospitare uccelli, assorbono poca acqua dal suolo, producono molto meno ossigeno. In compenso consentono di creare più posto per le auto in sosta e in movimento.
2 Le attuali alberature non fanno parte del cosiddetto “arredo urbano”.
Sono una parte inalienabile del carattere della nostra città, come il Cassero, il Duomo e le Cascine di Tavola e non possono essere eliminate né subito, né progressivamente.
3 In ogni città ci sono dei viali storici e alberati che a maggior ragione hanno senso di esistere proprio perché si trovano nella città densa, e di imporre la loro presenza di presidio all’imbarbarimento urbanistico.

Questa smania di eliminare le alberature della città, rientra in un processo di omologazione urbanistica che tende a fare metropoli tutte uguali, sostituendo tutto ciò che è storico, caratteristico e caratterizzante.
Noi intendiamo opporci a questo tipo di sviluppo e perciò vogliamo che siano mantenuti gli alberi del centro e di ogni piccolo centro, affinchè Prato non diventi soltanto la periferia di qualcos’altro e le frazioni, una periferia della periferia.

martedì 18 dicembre 2007

Informazione e partecipazione

Venerdì 14 dicembre si è tenuto, in un Palazzo Novellucci gremito, l'incontro organizzato dal Coordinamento dei Comitati Cittadini e il mondo dell'informazione a Prato, rappresentato per l'occasione da Luigi Caroppo, caporedattore della cronaca locale de "La Nazione", e da Paolo Toccafondi, caporedattore del "Tirreno" di Prato, e moderato da Lanfranco Binni.

(da sx a dx: Paolo Sanesi, Luigi Caroppo,Paolo Toccafondi, Lanfranco Binni, Franco Aspite, Massimiliano Meoni, Adriana Pagliai)

(uno scorcio della sala di Palazzo Novellucci)
I due giornalisti sono stati messi immediatamente di fronte alle criticità dei media a Prato, incalzati dalla precisione dei rilievi portati dai rappresentanti dei comitati su quattro "aree tematiche" fondamentali - informazione, partecipazione, urbanistica, rifiuti - e spesso sono stati costretti ad ammettere le carenze dell'informazione locale. In particolare, sono state evidenti le difficoltà nel ribattere all'accusa di dare eccessivo spazio alle "veline" delle amministrazioni locali - tanto da passarle come "cronaca" senza indicarne sostanzialmente la fonte - e di essere carenti sul piano del "giornalismo d'inchiesta", fatto solo in parte giustificabile dalle condizioni strutturali del giornalismo locale (redazioni ridotte, pochi collaboratori, etc).
Il dibattito successivo, aperto alle domande del pubblico, non è stato meno vivace: gli interventi decisi di Mauro Vannoni (Prato Viva) e Fulvio Silvestrini hanno posto l'attenzione sull'etica della stampa e dei giornalisti, oltre che dei loro rapporti con il "potere" inteso in senso lato; Riccardo Buonaiuti e Francesco Fedi, del Comitato per la Città Etrusca sul Bisenzio, hanno insistito sulla incapacità dei media locali di riprodurre non solo la complessità di un movimento come quello dei comitati, ma anche nel "ricostruire" i fili logici delle vicende, come nel caso di Gonfienti; Lanfranco Nosi (Municipio Verde) ha ricordato il silenzio, non giustificabile, dei due quotidiani sull'affaire FIL. Non sono mancate le note polemiche anche negli interventi di Stefano Bellanca (Forza Italia) e Damiano Baroncelli (Giovani e Famiglia).

(l'intervento di Riccardo Buonaiuti)

(ancora Sanesi, Caroppo, Toccafondi e Binni, durante il dibattito)

L'incontro ha sicuramente segnato una tappa importante nel rapporto tra i media e i comitati, che sembrava aver raggiunto un punto critico in occasione dell'iniziativa, organizzata dal Coordinamento nell'estate scorsa, che aveva visto come protagonista Giulietto Chiesa e ancora il tema dell'informazione al centro del dibattito.
E altrettanto sicuramente ha evidenziato la voglia e la richiesta dei cittadini di partecipare attivamente alla vita e alle trasformazioni della città, anche e soprattutto attraverso la richiesta di una informazione corretta, libera e completa, asse portante di qualsiasi processo partecipativo.
Un vero peccato che, a seguito dell'incontro, l'unico articolo sulla cronaca locale sia stato quello pubblicato domenica scorsa da "La Nazione" - che riportiamo integralmente in calce - e che, dispiace dirlo, ma è facilmente constatabile, glissa sul tema centrale della serata- appunto, il ruolo dei media - e sul j'accuse rivolto proprio alla stampa, oltre ad una chiosa finale su una "serpeggiante" e fantomatica "lista civica" perlomeno incomprensibile.
Speriamo che, nei prossimi giorni, qualcosa veramente cambi!!!

Municipio Verde

da "La Nazione" di domenica 16 dicembre 2007
COORDINAMENTO COMITATI

‘Giunta facci partecipare’
Rifiuti e variante: chiediamo ascolto e scelte condivise

«FATECI partecipare, ascoltateci e dialoghiamo»: dal fronte del no alla fase della proposta. I comitati pratesi stanno facendo un «salto di qualità» passando dalla protesta al confronto di idee. E lo si è visto anche l’altra sera quando il coordinamento che li raggruppa ha organizzato un faccia a faccia con le testate locali della Nazione e del Tirreno. Il Ccc, il coordinamento dei comitati cittadini, chiede da un po’ di tempo ormai di essere riconosciuto autorevole e quindi di essere ascoltato in primo luogo dal sindaco Romagnoli e dalla sua giunta. Uscito delusi dall’ennesimo incontro in Comune dell’altra settimana, il Ccc mette sul tavolo la legge regionale sulla partecipazione, i cui contenuti sono evidenziati anche nello statuto comunale. «Siamo cittadinanza attiva, siamo cittadini a cui interessa la cosa pubblica e il futuro della città: facciamo domande e vorremmo avere risposte. Ma forse il solo fatto di fare domande disturba il manovratore» è stato ribadito nell’incontro sull’informazione a palazzo Novellucci. Il Cct punta il dito in primo luogo sul sindaco, sulla tendenza ormai consolidata alla «negazione al confronto» e sul fatto che sono stati identificati i componenti del Cct «come le solite facce». Ma anche se fossero le solite facce, ci si domanda, che male c’è? E poi «le solite facce» sono sicuramente veicolo di comunicazione, un passaparola organizzato spesso con una rete di mail e blog. Perché ignorarli? E sopratutto perché evitare, come spesso avviene (l’ultimo caso a Casale) di partecipare come amministratori e interlocutori principi alle assemblee?
L’attenzione dei comitati l’altra sera è stata puntata sul corretto modo di fare informazione e in particolare in relazione alla partecipazione, all’urbanistica, ai rifiuti. Nella folta platea tanti rappresentanti dei comitati: da Casale a quello che rivendica la tutela del patrimonio etrusco di Gonfienti, da Viaccia al centro; e ancora il consigliere Mauro Vannoni, i rappresentanti di Giovani e famiglia, e di Municipio verde e tanti altri. I comitati cittadini hanno fatto, è chiaro, un salto di qualità prima di tutto unedosi nel coordinamento: realtà sinergica di forze che può dare risultati in qualità rappresentativa, inoltre stretti sono i legami con le altre realtà dei comitati della Toscana. In più il Cct pratese, dopo la battaglia di piazza Mercatale (progetto accantonato), ha voglia di domandare, di avere risposte, ma anche di proporre: scelte condivise con la società civile, si dice. E l’ombra della lista civica? Serpeggia. Sotto sotto può covare anche questa volontà da parte di qualcuno, ma è ancora presto per dirlo. Anche se qualche spinta in avanti c’era stata dopo il successo del Vday di Beppe Grillo.
L.C.

sabato 15 dicembre 2007

dalla Regione: Fabio Roggiolani ancora Presidente della Commissione Sanità

Fabio Roggiolani riconfermato presidente della commissione sanità Il Consigliere regionale dei VERDI per l'Unione, Fabio Roggiolani, è stato rieletto all'unanimità presidente della IV Commissione Sanità del Consiglio regionale."E' con particolare orgoglio che commento oggi - ha dichiarato Mario Lupi, capogruppo VERDI per l'Unione in Regione Toscana - la riconferma di metà legislatura di questa importante commissione di Fabio Roggiolani. Non avevamo dubbi che il consigliere verde si fosse fatto apprezzare superpartes nelle questioni in discussione più delicate, come la bioetica, come organizzatore di tantissime audizioni esterne e come inventore della formula della commissione "aperta" al pubblico e alla stampa, per una sempre maggiore trasparenza dellapolitica. Rinnovo a lui il ringraziamento di tutti i verdi per la suadedizione eper il suo impegno ideale nella prosecuzione del lavoro istituzionale della commissione salute."Congratulazioni e auguri di buon lavoro sono arrivate a Fabio Roggiolani anche dai Portavoce Regionale del Sole che Ride, Mauro Romanelli e Daniela Morra, e dagli eletti verdi nei consigli comunali e nelle Province della Toscana.
MUNICIPIO VERDE si unisce ai portavoce nel congratularsi con Fabio Roggiolani e lo ringrazia per il lavoro fin qui svolto.

lunedì 10 dicembre 2007

Verdi: riuscita la manifestazione di protesta contro Renzi.

Riuscita la manifestazione di protesta dei Verdi contro Renzi, che si è tenuta stamani nei pressi di Palazzo Medici-Riccardi sede della Provincia di Firenze.

La manifestazione si è svolta per denunciare il comportamento e le dichiarazione del presidente della Provincia Matteo Renzi in merito all’esito referendario di Campi Bisenzio contro l’inceneritore.
Alla manifestazione sono intervenuti spontaneamente il comitato conto l’inceneritore di Montale e Antonio Laganà dei comitati, l’uomo che è salito sull’albero in Viale Morgagni.
Erano presenti al sit-in il Portavoce regionale dei Verdi, Mauro Romanelli, i consiglieri regionali Mario Lupi e Fabio Roggiolani, il consigliere provinciale Luca Ragazzo.
Si allegano il volantino distribuito durante la manifestazione e l’interrogazione presentata in Consiglio provinciale dal consigliere verde

Luca Ragazzo.

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RENZI, RISPETTA I CITTADINI !

Lo scorso 2 dicembre, i cittadini di Campi Bisenzio sono stati chiamati ad esprimersi su due quesiti riguardanti l’inceneritore di Case Passerini e la politica di incenerimento in generale: quasi il 90% dei votanti ha rispostodi NO ad entrambi i quesiti. Tutti i mass-media e i commentatori politici hanno parlato di un risultato netto ed inequivocabile contro l’incenerimento: persino il Pro-Sindaco di Campi Bisenzio Adriano Chini, pur tardivamente, ha ammesso il grande significato democratico della consultazione.
L’affluenza alle urne è stata di circa il 32%, pari a oltre 11.000 campigiani, mentre la soglia da tutti riconosciuta come significativa dipartecipazione era di 10.000. Ricordiamoci che alle ultime amministrative inToscana la partecipazione al voto è scesa a circa il 60%, e che comunque questa consultazione si svolgeva solo su 12 ore, in seggi diversi da quelli a cui sono abituati i cittadini, e in un clima in cui si tentava di dare il messaggio che la consultazione sarebbe stata inutile. In queste condizioni riteniamo, e tutti i commentatori obiettivi sono concordi, che si è trattato di un grande evento di partecipazione democratica !
Il Presidente della Provincia Matteo Renzi, unico anche tra i politici favorevoli all’inceneritore, persiste in un atteggiamento arrogante e antidemocratico che non riconosce e non rispetta il voto dei cittadini definendolo “INUTILE”.
Nonostante che egli abbia speso 650.000 € di soldi pubblici, per propagandare il SI al referendum, persino con dati falsi (ha affermato che non si può riciclare più del 50% dei rifiuti mentre esistono esperienze documentate che arrivano oltre il 90%), ha affermato, dopo aver visto il risultato, che quei cittadini di Campi Bisenzio che non sono andati a votare la pensano come lui: questo sarebbe sostenibile se egli avesse invitato ad astenersi, mentre invece ha chiaramente fatto campagna per il SI, riportando una sonora sconfitta, che dovrebbe avere l’onestà di ammettere.
Il Presidente afferma il suo diritto a non tenere conto del voto dei cittadini di Campi in quanto eletto nel 2004 Presidente della Provincia: dovrebbe ricordarsi che è stato eletto in quanto candidato della coalizione di centro-sinistra (che a Firenze è vincente da decenni), all’interno della quale vi erano anche Partiti come Verdi, Italia dei Valori e Comunisti Italiani che a Campi si sono schierati per il NO. Quindi, anche molti elettori che lo hanno votato nel 2004 non la pensano come lui su questo tema, e di ciò un politico serio e democratico dovrebbe tenere conto!
Tra l’altro, nel programma elettorale del Presidente Matteo Renzi, si affermava che, prima di dare corso “al Piano provinciale dei rifiuti” (si è naturalmente ben guardato dallo scrivere la parola “inceneritore”), si sarebbero dovute rendere capillari le politiche di riduzione e di raccolta differenziata, mentre invece Renzi, dimostrando così assoluta malafede, ha cancellato ogni fondo finalizzato alla raccolta differenziata, anche i pochi soldi stanziati dalla precedente Giunta Gesualdi.
Inoltre, il programma elettorale prevedeva di attendere la Valutazione di Impatto Sanitario, che ha poi chiarito, una volta ultimata, quanto la Piana Fiorentina sia in stato di allarme ambientale e sanitario, anche senza l’inceneritore, a causa di traffico locale, aeroporto e autostrade.
I Verdi della Provincia di Firenze chiedono:
ADEGUATI STANZIAMENTI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA, come già parzialmente fatto dalla Regione Toscana,
REVISIONE DELLA QUANTITA’ DI RIFIUTI DA SMALTIRE TRAMITE IMPIANTI (Firenze è la Provincia più inceneritorista d’Italia con ben 3 nuovi impianti in programmazione)
REVISIONE DELLE LOCALIZZAZZIONI PIU’ DISCUTIBILI (Case Passerini a causa della criticità ambientale e sanitaria, Selvapiana e Testi per i valori agrobiologici e paesaggistici della zona Rufina-Chianti)
APERTURA DI UN FORUM PARTECIPATIVO TRA ISTITUZIONI, COMITATI E ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE che definisca un percorso tecnico trasparente per applicare il principio Europeo della ”migliore tecnologia disponibile” (oggi esistono tecnologie alternative all’inceneritore meno inquinanti e meno costose)
In fin dei conti … la nostra speranza è che prevalga il buonsenso !

Contatti : Mauro Romanelli Portavove Verdi Toscani, Luca ragazzo Consigliere provinciale Verdi, Tommaso Grassi Giovani Verdi

domenica 9 dicembre 2007

Stampa, informazione e opinioni

venerdì 14 dicembre alle ore 21, a palazzo novellucci in via cairoli 25, prato
il coordinamento dei comitati dei cittadini, invita tutta la cittadinanza ad un incontro con i rappresentanti della stampa locale per discutere sul tema dell'informazione nella nostra città e di come le persone formano le proprie idee e opinioni.
MUNICIPIO VERDE ci sarà.

Mentre il mondo impazza dietro al global christmas e ai regali imposti dal per niente libero mercato, il CCCP ci regala un'altra occasione di riflessione da non perdere.
La serata cade a poca distanza temporale dal trattamento ricevuto dai quotidiani sugli esiti dell'incontro in consiglio comunale dal titolo PIANIFICAZIONE E PARTECIPAZIONE, di cui abbiamo relazionato nei giorni scorsi.
Ci incuriosisce sapere quale riflesso avrà sul dibattito questo "fattaccio brutto" dell'informazione.
Chi comunque pensasse che i comitati abbiano organizzato la serata per "dirgliene quattro ai giornalisti", non si illuda; chi conosce lo stile e l'intelligenza del CCCP sa che questo non accadrà e che ancora una volta verrà offerta alla cittadinanza un'occasione per pensare con ironia e disincanto ai problemi della città.
Ci auguriamo che i Verdi siano presenti in massa e partecipino ad un dibattito che li riguarda molto da vicino.
Il trattamento riservato al nostro partito dalla stampa non è dissimile da quello riservato ai comitati o ai vari gruppi di opinione.
Purtroppo ciascuno ha coscienza solo dei propri dolori e non immagina facilmente le difficoltà degli altri. Sarebbe un bel risveglio, venerdì, se qualcuno prendesse la parola a nome del partito e raccontasse la considerazione dei giornalisti per i piccoli partiti, soprattutto quando rappresentano una voce fuori dal coro.
Prima di tutto è utile capire che i quotidiani, in questa fase della storia e della democrazia, non riflettono la vita della città, ma la negano; non la illustrano ma la cerniscono e la indirizzano; non la bonificano ma la paludano; non la amano ma la scherniscono.
Ne parleremo venerdì, non mancate!
Ronaterihonte (mohawk).

venerdì 7 dicembre 2007

dai Verdi di Firenze

riceviamo da firenze e diffondiamo:

SIT – IN : VERDI CONTRO RENZI

LUNEDI’ 10 DICEMBRE 2007 ORE 12.30
VIA CAVOUR, 1

I Verdi di Firenze manifestano in Via Cavour, 1 davanti al Palazzo Medici – Riccardi con striscioni, volantini e bandiere per protestare contro Matteo Renzi sulla vicenda inceneritore.

Info : Luca Ragazzo 328 / 5664170 Mauro Romanelli 334 / 1162260 Tommaso Grassi 329 / 2250819


DOMANDA DI ATTUALITA’ URGENTE

Considerati i risultati del referendum di Campi sul tema dell’inceneritore

Considerate le dichiarazioni del ProSindaco Chini che ammette l’eccezionale rilievo del voto contrario all’inceneritore

Considerato il programma elettorale di Matteo Renzi con cui si è presentato ai cittadini che prevedeva, prima dell’attuazione del Piano dei Rifiuti, un’azione capillare di riduzione e differenziazione che non è stata svolta, oltre alla valutazione di impatto sanitario che, pur non tenendo conto dell’ampliamento dell’aeroporto di Peretola ha evidenziato comunque uno stato di criticità ambientale e sanitario diffuso nella zona della Piana fiorentina

Considerato che il Presidente Renzi no ha rispettato il suo impegno elettorale

Considerato che è stato eletto principalmente in quanto rappresentante della coalizione di Centro-Sinistra che prevedeva il proprio interno anche partiti e quindi elettori che a Campi si sono schierati contro l’inceneritore

Considerato che Renzi si è schierato a favore del si al referendum spendendo più di 650.000 € di denaro pubblico per la campagna pubblicitaria

Considerato che il risultato finale ha nettamente sconfessato la sua tesi, dimostrando che i cittadini che l’hanno votato non la pensano come lui su questo tema

Considerate le esternazioni sulla stampa di Renzi prima e dopo il referendum, caratterizzate da assoluta mancanza di rispetto verso i cittadini che l’hanno votato

SI INTERROGA IL PRESIDENTE

Se non ritenga giusto rettificare le proprie posizioni e chiedere scusa ai cittadini di Campi, sia quelli che hanno votato no all’inceneritore, che quelli che non sono andati a votare, dei quali il Presidente ha preteso d’interpretare la volontà affermando che essi sono d’accordo con lui sulla posizione a favore dell’inceneritore

Se il presidente non intende riconsiderare il piano dei rifiuti, alla luce del l nuovo ATO regionale, delle potenzialità della raccolta porta a porta, delle nuove tecnologie disponibili meno costose e meno inquinanti rispetto all’inceneritore, del risultato democratico del referendum di Campi

"Velina" e risposta

Nei giornali di oggi è stata riportata, quasi integralmente, la "velina" uscita dall'ufficio del Sindaco sulla serata dedicata a "Progettazione e partecipazione".
Ritenendo inutile il rifermerimento ai giornali, riportiamo integralmente il comunicato stampa dell'Amministrazione, che merita una risposta sintetica, ma adeguata...

Sindaco“Pianificazione e partecipazione” nel Salone consiliare

«I cittadini sono i nostri referenti»

Sulle aree “dismesse” le conferme: «Ridotte superfici e volumetrie per la residenza»
«Il confronto con la città sulle scelte di pianificazione è utile e lo faremo. La nostra disponibilità è piena. Ma il confronto e la discussione vanno fattti coi cittadini, quelli che non sono in queta sala, e che spesso non hanno voce o non si esprimono. Non esiste un “monopolio alla partecipazione” riservato a pochi. E comunque non è così che avviene la partecipazione».
Due e più ore di serrato dibattito, che hanno impegnato esponenenti dei comitati ed una nutrita pattuglia di consiglieri comunali, in un salone consiliare gremito, per l'appuntamento di ieri sera (mercoledì) su “Pianificazione e partecipazione”, cui hanno preso parte anche il presidente della Provincia Massimo Logli e gli assessori regionali Agostino Fragai e Riccardo Conti, concluso dal sindaco Marco Romagnoli, che ha risposto agli interrogativi sollevati, ma soprattutto ha precisato «che le decisioni spettano a chi istituzionalmente ha la rappresentanza della cittadinanza, poichè questo potere di rappresentanza non può essere affidato a portatori di istanze che valgono solo per chi le sottoscrive, senza la pretesa di essere la “voce” dei cittadini, quando il problema vero è riuscire a far partecipare effettivamente questi ultimi. Ormai sono tanti i dibattiti fatti, e mi pare di vedere che ci sono sempre le solite persone».
Il sindaco ha ripetuto, come fatto in altre occasioni, nell'intervento finale della serata, «che la partecipazione è sì un diritto, ma anche un dovere per chi la promuove e per chi vuole praticarla, e costa fatica, perchè c'è un dovere di informarsi oltre che ad essere informati, sgombrando il campo da interpretazioni caricaturali su ciò che hanno intenzione di fare le istituzioni e su cosa dicono o hanno detto».
«Ad esempio - ha proseguito il sindaco - non ho mai detto, come qualcuno stasera ha affermato, che in virtù della “variante declassata”, ossia l'idea di creare nuove funzioni su un un asse importante per lo sviluppo dell'area metropolitana, si debbano costruire parcheggi sotterranei nel centro storico. Ho detto che bisogna intervenire per riqualificare e valorizzare la parte antica della città, perchè non si possono lasciare le cose come sono ora».
Ma a proposito di “interpretazioni caricaturali” il sindaco ha aggiunto: «Non si può sostenere che la Toscana è il luogo dello scempio urbanistico, perchè francamente non si ha idea di ciò che accade in altre parti d'Italia. E questo vale anche per Prato, che non è una sorta di Bronx. Non è vero, non è reale».
I problemi non mancano, ad iniziare da una costante crescita demografica causata dall'immigrazione «che è un fenomeno globale che va governato», ma rispetto ai problemi «l'Amministrazione si sta sforzando di dare risposte, ad iniziare dalle cosidette “aree dismesse”, prevedendo un'ipotesi di pianificazione volta a ridurre le volumetrie e le superfici da destinare alla residenza».
Su tutto questo, e sulle scelte urbanistiche, «svilupperemo - ha chiuso il sindaco - una iniziativa, anche di informazione e di partecipazione, fra l'altro già iniziata nelle Circoscrizioni. Le scelte riguardano i cittadini e a questi, prima di tutto, ci rivolgiamo».

4481/07

Non è possibile tacere sull'atteggiamento che traspare da queste righe, di assoluta malsopportazione di qualsiasi istanza critica nei confronti dell'operato della giunta. Possiamo anche concordare sul fatto che ci siano state delle intemperanze verbali, da parte di alcuni membri dei comitati, ma questo non può giustificare la posizione assunta dal Sindaco, che si arroga il diritto di scegliere quali cittadini ascoltare e quali no (cittadini, signor Sindaco, sono anche i membri dei comitati...)
Se l'Amministrazione vuole informare, lo faccia, ma lo faccia bene: infatti, su un tema cruciale quale il Piano Strutturale, a parte qualche manifesto, non c'è stata una capillare diffusione, attraverso TUTTI i mezzi disponibili, delle tematiche in gioco, e mercoledì sera di tutto si è parlato, fuorché di come il comune intenda, nei tempi e nei metodi, intraprendere il percorso "partecipativo". Troppo facile, veramente troppo, chiedere che siano gli altri, ad "informarsi", soprattutto in un contesto ove allo stesso Consiglio comunale la presentazione della variante sulla declassata avviene dopo che l'amministrazione ne ha abbondantemente anticipato i contenuti alla stampa. Se questa è la considerazione che viene riservata ai luoghi cardine della democrazia rappresentativa, difficile pensare che miglior trattamento venga riservato a soggetti non istituzionali.
Se c'è qualcuno che sta facendo "interpretazioni caricaturali", ci sembra di poter dire che questo sia proprio il Sindaco, spacciando per "partecipazione" qualcosa che inizia a non averne nemmeno la parvenza!

Municipio Verde

giovedì 6 dicembre 2007

Progettazione e Partecipazione... ?


Ieri sera si è tenuto quello che, nelle intenzioni della Giunta, doveva essere una "passerella" per la presentazione del famoso "percorso partecipativo" in vista della redazione del nuovo Piano Strutturale, alla presenza, oltre che del Sindaco Romagnoli e del Presidente della Provincia Logli, dell'Assessore alla partecipazione Agostino Fragai e dell'Assessore al territorio Riccardo Conti.
Gli interventi hanno deluso chi si aspettava, in questa occasione, un'indicazione precisa di tempi e modi di questa tanto sbandierata partecipazione, e così la serata è stata animata da chi, spesso inascoltato, la partecipazione (vera) la chiede da tempo: numerosi infatti gli esponenti dei Comitati cittadini e i protagonisti storici della sacrosanta contestazione alle politiche di devastazione del territorio, come Fulvio Silvestrini (autore di un grandissimo intervento).
Soprattutto le domande, pacate e puntuali, di Paolo Sanesi, del Coordinamento dei Comitati, e i rilievi, precisi, dell'architetto Paoletti, del gruppo "38-1", hanno messo in luce nella maniera migliore gli aspetti più discutibili dell'intero processo, e hanno posto delle domande che l'intera classe politica pratese non può disattendere.

L'intervento di Paolo Sanesi

E, ancora una volta, i "punti interrogativi" delle domande senza risposta hanno fatto la loro comparsa...

I "punti interrogativi"

martedì 4 dicembre 2007

A Casale il comitato del sì

Sala piena nei locali della parrocchia di Casale, dove ieri sera si è svolta una nuova assemblea del comitato locale per la salute e contro il disagio, con la partecipazione di tutti i comitati della piana e di quelli del centro di Prato.
Diserzione di massa degli amministratori invitati che hanno preferito ancora una volta evitare il confronto con i cittadini delle frazioni sempre più penalizzati dalle decisioni della Giunta di aggiungere problema a problema, disagio a disagio. Sono intervenuti i cittadini della zona per evidenziare che ogni intervento del Comune su Casale, Iolo e Vergaio, passa sempre sulla testa dei cittadini.
Municipio Verde è stato presente con alcuni di noi e ha lanciato la proposta di un'oasi naturale a Pantanelle e di una richiesta ufficiale alla Provincia di istituire una vasta area protetta nelle zone umide tra il Comune di Prato e quello di Agliana.
Ci faremo gruppo di pressione nei confronti dell'assessore alle aree protette Baronti per ottenere dei risultati entro la legislatura in corso.
Intanto incassiamo questo bel risultato di partecipazione popolare che neppure la politica subdola e impopolare di questa Giunta è in grado di spengere.
MP

Partita chiusa per gli etruschi?

Le cronache locali hanno battuto la notizia di una definitiva rinuncia dei nostri amministratori all’ormai noto sito archeologico di Gonfienti.
Infatti, grazie all’acquisto di un treno che tre volte a settimana collegherà Prato a Livorno, si annuncia che l’Interporto di Prato comincerà ad esistere in quanto tale, cioè per il trasferimento delle merci "da gomma a rotaia".
Senz’altro una bella notizia per chi si illude che dopo tanti anni di sub-esistenza di questa infrastuttura che ha attratto il traffico dei tir, anche non diretto a Prato e che, nei soli ultimi tre anni, ha sperperato centinaia di migliaia di euro, possa nascere qualcosa di buono per il manifatturiero pratese.
Noi invece pensiamo che questo interporto non solo sarà letale per la città etrusca e per la cultura ma contribuirà in modo rilevante a trasformare il nostro distretto in un luogo di passaggio delle merci, dove non si inventa più, né tantomeno si produce.
Non sono solo gli etruschi a finire sotto l’asfalto, ma l’identità culturale di un territorio, la piccola impresa, il turismo e l’ambiente naturale che queste attività ospita o potrebbe ospitare.
Quindi un ennesimo grazie sentito da parte nostra al presidente della società Interporto, che pare sia candidato ad una bella carica nazionale come riconoscimento del suo grande valore manageriale, per quanto fa e ha fatto per danneggiare l’economia di Prato.
Ma soprattutto un grande ringraziamento al Sindaco che non smette mai di stupirci per la sua assoluta sordità alle ragioni della cultura e dell’ambiente.
Municipio Verde
Riccardo Buonaiuti
Lanfranco Nosi
Leonardo Pampaloni

Comunicato stampa dei Verdi sul referendum di Campi

"Ora è necessario rivedere ilPiano Provinciale dei Rifiuti, alla luce dei risultati referendari, riconsiderando le localizzazioni, tenendo conto delle potenzialità ormai evidenti della raccoltaporta a porta, e col criterio europeo delle migliori tecnologie disponibili""Le dichiarazioni di Renzi si collocano fuori da ognicultura istituzionale e democratica, chieda scusa o sidimetta""I Verdi invitano tutte le forze politiche del centrosinistra a livello della Provincia di Firenze a tenerein grande considerazione il risultato del referendumcampigiano, che segna un esito trionfale, aldilà diogni ottimistica previsione, per il fronte del no". Loaffermano i Portavoce provinciali dei Verdi fiorentiniCarlo Bastiani e Cristina Volpini, il Capogruppo inProvincia Luca Ragazzo, e il Portavoce Regionale MauroRomanelli."E questo no - proseguono i Verdi - è un noall'incenerimento in toto, come dimostra il risultatodel primo quesito, non solo all'incenerimento a CasePasserini" "Ora è necessario rivedere il Piano Provinciale deiRifiuti, considerando anche che la riorganizzazionedegli ato a livello regionale impone una rivalutazione complessiva del problema""Si dovrà tenere conto dei risultati referendari,ovviamente, e riconsiderare le localizzazioni, daquella di Rufina, che va a impattare su un aziendabiologica di pregio, e insiste nella cassa diespansione del fiume Sieve, a quella della piana,un'area già a forte criticità ambientale e sanitaria,come tutti gli indicatori ci mostranoinconfutabilmente (aeroporto, autostrada)""Ma si dovrà anche riconsiderare la quantità dirifiuti da trattare per via impiantistica, quantitàche si può ridurre drasticamente, se solo si volessefinalmente investire risorse adeguate su politiche diprovata efficacia per la riduzione e ladifferenziazione, come il sistema del porta a porta""Infine, si dovranno adottare procedure trasparenti,magari mediante l'istituzione di un forumpartecipativo con tecnici di entrambe le parti, alfine di applicare il principio europeo delle miglioritecnologie disponibili per trattare quella parte deirifiuti non differenziabile: da un procedimento onestoe dalla valutazione dei dati tecnici, i Verdi sonocerti che l'opzione dell'incenerimento risulteràevidentemente la più costosa, inquinante e obsoleta""Rispetto ai commenti e alle prese di posizionecircolate nel mondo politico, i Verdi si dichiaranoallibiti dall'atteggiamento arrogante eantidemocratico del Presidente Renzi, che si ponefuori da ogni cultura istituzionale e da ognisensibilità democratica""Le affermazioni di disprezzo verso i cittadini chehanno votato, il volersi appropriare, in maniera goffae ridicola, di quelli che non hanno votato, offendegli uni e gli altri, così come è inaccettabile epoliticamente disonesto confondere il voto alla suapersona nel 2004, frutto solamente dell'essere statoil candidato della coalizione di centro sinistra, conun voto pro-inceneritore: tra l'altro il suo programmaprevedeva investimenti capillari nella raccoltadifferenziata, promessa di cui è stata poi fatta cartastraccia""Chiediamo ufficialmente e perentoriamente a Renzi dichiedere scusa ai cittadini di Campi che ha offeso -concludono i Verdi -. In mancanza, che si dimetta daun incarico che ricopre sempre più indegnamente" Mauro Romanelli

lunedì 3 dicembre 2007

Specchio, specchio delle mie brame. I nostri complimenti ad ASM

Come la matrigna di Biancaneve, che consultava più volte al giorno lo specchio fatato per sapere se era sempre la più bella, la nostra azienda per i servizi municipali (ASM), ricorre frequentemente ai sondaggi per dimostrare la sua efficienza e la qualità dei suoi servizi.
Immancabilmente i sondaggi rilevano giudizi positivi a favore dell’azienda, e il parere dei cittadini si dimostra sempre più lusinghiero; caso assai singolare in un periodo in cui risulta evidente a chiunque il sentimento diffuso di sfiducia e di malessere nei confronti dei pubblici servizi e dell’amministrazione.
Ma la bella e crudele matrigna aveva senz’altro una concorrente importante da tenere sotto controllo, mentre la nostra vanesia partecipata del comune, può dormire sogni tranquilli nella lunga notte dei monopoli cosiddetti “in house”, assieme a Consiag e ad altre consorelle.
L’angoscia di dover sempre dimostrare, per altro sulla base di numeri assai esigui (501 intervistati), che si è efficaci e adeguati alle esigenze dei cittadini e di una città moderna e in espansione, ci appare come un brutto segno di debolezza. Meglio sarebbe che i dirigenti e gli amministratori coinvolti accettassero realmente di confrontarsi in occasioni pubbliche con i tanti cittadini insoddisfatti per la pessima e addirittura mortale manutenzione del verde, per una raccolta differenziata dei rifiuti ormai del tutto ferma o in regressione, per la partecipazione dell’azienda a progetti di grandi opere, inutili alla città e molto vantaggiosi per la stessa.

Municipio Verde

domenica 25 novembre 2007

Cosa è l'Esperanto?

L’Esperanto è una lingua internazionale, cioè nata per la comunicazione fra persone e popoli di lingua diversa.
L’Esperanto è una lingua artificiale, nel senso che ha un autore e un inizio preciso: l’autore è il medico polacco L.L. Zamenhof, la data di inizio è il 1887, durante il quale venne stampato il primo libro. Da allora l’Esperanto ha raggiunto i 120 anni di vita, si è diffuso nel mondo, articolato in gruppi ed associazioni di tutti i tipi: secondo stime attendibili sono attualmente due milioni i locutori, a vario livello.
La fortuna dell’Esperanto è nella sua stessa struttura: la regolarità, la semplicità e la logicità permettono di soddisfare compiutamente i bisogni della comunicazione.
Si racconta che Tolstoj l’abbia appreso in sole due ore, ma chiunque, anche il più digiuno di conoscenze linguistiche, nel giro di un mese sarebbe in grado di leggere, scrivere e parlare correntemente: grammatica e sintassi sono logiche e lineari, il patrimonio lessicale è tratto soprattutto dalle lingue europee, badando a scegliere le radici secondo un principio di massima diffusione, per rendere quanto più immediata l’acquisizione del vocabolario.
E accanto agli aspetti linguistici gli esperantisti si propongono impegni sociali e culturali in genere: la solidarietà, la diffusione delle conoscenze, la promozione della tolleranza e della pace, realizzabili attraverso una fitta rete di comunicazioni, scambi culturali, incontri e congressi.
Nell’estate 2006 a Firenze si è svolto il 91° Congresso Mondiale di Esperanto, che ha riunito oltre 2200 esperantisti provenienti da tutto il mondo. Il tema del Congresso era “Lingue, culture ed educazione per uno sviluppo sostenibile”. Vari studiosi si sono avvicendati per sostenere che la diversità culturale è una ricchezza dell’umanità, è l’humus da cui possono sbocciare nuove idee e nuove soluzioni per i problemi del mondo; questa diversità va quindi preservata contro il rullo compressore di quanti tendono a considerare la globalizzazione un mezzo per esportare la propria lingua e la propria cultura.
L’Esperanto si pone in questo quadre come quella lingua che ha vantaggi tecnici ed ideali: dal punto di vista tecnico è molto meno costoso insegnare l’Esperanto rispetto alle altre lingue, essendo più facile e regolare; dal punto di vista ideale, essendo seconda lingua per tutti, è uno strumento neutro e paritario di “democrazia linguistica”, protegge inoltre i vari idiomi e le varie culture perché non ha un retroterra nazionale e quindi non dovrebbe diventare strumento di omologazione culturale e fagocitazione linguistica.
Per informazioni e approfondimenti sull’Esperanto non mancano certo le fonti e gli studi: può essere utile, ad esempio, il testo di U. Eco “La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea”; fra i manuali, quello classico e semplice di Bruno Migliorini; fra i vocabolari, quello più recente è lo Zanichelli Esperanto-Italiano Italiano-Esperanto, pubblicato nel 2004 a cura di Umberto Broccatelli.
In Italia esiste la Federazione Esperantista Italiana (F.E.I.), il cui indirizzo internet è:
http://www.esperanto.it

ARCHEOLOGIA E AMBIENTE NELL’AREA PRATESE. UN IMPEGNO VERDE.


La questione della città etrusca di Gonfienti, scoperta durante i lavori di scavo per la costruzione dell’Interporto, ha stimolato un grande interesse in merito al destino dei siti archeologici della nostra provincia, ponendo la questione a fianco di altre importanti e conclamate emergenze di ecologia urbana, come la ristrutturazione di piazza Mercatale, condizionata dalla costruzione del parcheggio sotterraneo, o come la costruzione della multisala di Capezzana, volano per la cementificazione di una vasta area periferica.
Nel corso degli ultimi due anni, i Verdi sono stati in prima linea nel cercare di proteggere e valorizzare i resti dell’antica città etrusca, promuovendo a fianco del WWF, di Italia nostra e dell’Associazione Culturale Camars, la costituzione di un comitato civico, organizzato da cittadini di vari quartieri, molto motivati.
Per lungo tempo si è creduto possibile essere ascoltati: il comitato ha cercato di fare pressione sugli Enti Locali interessati e sulla Sovrintendenza, perché rimettessero in moto gli scavi di Gonfienti, ormai sospesi da tempo e privi di qualsiasi tutela, portando a compimento “la più importante scoperta archeologica dell’Etruria settentrionale”.
Ma la macchina dello “sviluppo a tutti i costi” è andata avanti, molto più di quello che si pensasse e, oltre a non riprendere le ricerche a proceduto alla copertura di un'ampia fetta di terreno.
Questo aggregato politico vive ancora, sebbene la sua prima battaglia si possa in gran parte archiviare come perduta, dal momento che si sta già procedendo a coprire con il cemento una vasta porzione degli scavi, per far posto all’allargamento dello scalo ferroviario dell’Interporto.
La proposta del comitato era e rimane quella di costituire un parco archeonaturale della Calvana e del Bisenzio, includente il sito archeologico, le rive del Bisenzio e le zone umide circostanti, valorizzando il borgo e realizzando un centro didattico per la ricerca, visitabile, all’interno della villa Niccolini. Tutto questo collegato alla città con piste ciclabili e bus elettrici e da un percorso per la Calvana e le Necropoli a partire dagli abitati sulle pendici.
Certamente la decisione di allargare l’interporto e di togliere di mezzo molte importanti strutture, venute alla luce nell’ultimo periodo, fa sì che non vi siano le premesse per una libera ricerca. In questo modo si addomestica l’archeologia in modo da renderla compatibile con la corsa al cemento e capace di adattarsi a campionare degli spicchi di terreno, prelevare tutto ciò che è mobile e ricoprire rapidamente.
Si pone quindi, in modo urgente, la questione dell’indipendenza delle soprintendenze dalle pressioni degli enti locali e delle lobby dei costruttori. Pressioni finalizzate a superare il problema: “bonificare” le aree archeologiche e le aree urbane più preziose, per lasciare spazio ad infrastrutture costose e di dubbia utilità.
Il rapporto di solidarietà tra la Società Interporto e i responsabili dei Beni Archeologici è evidente a partire dalla sfrontata brochure dell’Interporto che utilizza gli Etruschi come marchio, nello stesso momento in cui si procede a bitumare una sostanziosa porzione di scavi. Oppure si palesa nei tentennamenti dei Beni culturali nel salvaguardare il giardino del Mercatale e l’ovale del Valentini.
Restando alla sola archeologia e ai numerosi siti della Provincia, ma più in generale dell’area metropolitana, ci sembra evidente il legame strettissimo che intercorre fra le ragioni della cultura e quelle della difesa dell’ambiente e del territorio in cui essi sono presenti.
La nostra proposta di Parco Archeologico a Gonfienti ha lo scopo di armonizzare la presenza umana e le attività economiche con l’ambiente naturale e di valorizzare i beni culturali, per farli diventare un valore aggiunto nell’economia di una comunità in trasformazione.

Per informazioni sul Comitato per la Città Etrusca sul Bisenzio, scrivere a maito://cittaetrusca@gmail.com/ oppure visitare il blog del Comitato

Riccardo Buonaiuti
Municipio Verde

sabato 24 novembre 2007

24 novembre 2007 - Manifestazione a Montale contro l'inceneritore

Nonostante la pioggia battente, già dalle 8,30 una quarantina di abitanti della zona intorno all'inceneritore di Montale, insieme ai militanti dei Comitati della Piana e dei vari gruppi che hanno aderito alla manifestazione - tra cui anche Municipio Verde - hanno realizzato un picchetto ordinato e civile, contro la riapertura dell'inceneritore e contro tutti i progetti di futuri impianti nella zona. In poco più di un'ora, almeno tre camion hanno deciso di non entrare nello stabilimento...


Assemblea Provinciale dei Verdi di Prato

L'intervento di Riccardo Buonaiuti all'Assemblea dei Verdi pratesi

giovedì 15 novembre 2007

"Municipio Verde" - Documento politico per l’Assemblea della Federazione Provinciale dei Verdi di Prato – 17/18 novembre 2007

Documento politico per l’Assemblea della Federazione Provinciale dei Verdi di Prato – 17/18 novembre 2007

“municipio verde”

Il partito dei cittadini ecologisti

Nel quadro politico locale i Verdi sono una piccola forza che è vissuta finora nell’alveo del centro sinistra in maniera satellitare, orbitando intorno ai due partiti che oggi compongono il neonato Partito Democratico e che costituiscono da molto tempo un blocco compatto di potere, radicato ad ogni livello della vita pubblica.
Questo ruolo, che ben poco ha permesso di trasmettere al programma di governo di questa maggioranza, è rimasto negli anni marginale, relegando il nostro partito a rappresentanza di una ristretta élite di appassionati sostenitori della difesa dell’ambiente, ricchi di cultura scientifica quanto pragmatici nell’azione di governo, consapevoli della gravità della situazione quanto possibilisti nell’attuazione di strategie veramente molto deboli di difesa del territorio, della qualità dell’aria, dell’acqua e dei beni comuni.
Questo modo di fare politica, soggiacente all’autoritarismo paternalista del Partito Democratico, degno erede del Partito Comunista, dal lato dell’arroganza e della volontà egemonica, e della Democrazia Cristiana, sul piano delle manovre sotterranee e spartitorie per il controllo dei posti chiave dell’economia pubblica, non ha portato niente ai Verdi.
La nostra forza è rimasta relegata ad una piccolissima percentuale di voti, strutturandosi come una frangia del centro sinistra, capace solo di allinearsi gratuitamente su scelte decisamente difficili da sostenere e praticare per un partito ecologista, ma anche difficilmente spiegabili ad un elettorato popolare che cerchi da noi un po’ di coerenza, di perseveranza, di continuità, nella direzione limpida della difesa dell’ambiente.
Tutti conoscono le incertezze e i balbettii che il nostro partito ha fatto su questioni di enorme importanza locale: la multisala di Capezzana, i tre inceneritori, l’interporto di Gonfienti.
Incertezze che solo la nuova presidenza regionale e il lavoro dei Consiglieri Regionali ha eliminato, spingendo con decisione la federazione pratese verso una strada di decisa e trasparente coerenza.
Queste difficoltà in cui ci siamo dibattuti hanno origini antiche ma sono state volutamente e colpevolmente perpetuate da chi, ancora a questo congresso, si presenta sostenendo tutto e il contrario di tutto, con il solo scopo di accreditarsi presso i centri del potere, ma senza alcuna seria intenzione di arginare il processo di metropolizzazione forzata, l’aumento della popolazione, la riduzione dei servizi, il degrado delle periferie. Né tantomeno di provare a suggerire un disegno, una proposta, che metta al centro del dibattito la nostra visione delle cose e soprattutto la cultura ambientalista.


Sviluppo sostenibile o sviluppo ad ogni costo.

La cultura ambientalista non è presente nel governo del nostro territorio.
Non si scambi l’obbligo che i Sindaci o il presidente della provincia hanno di attuare direttive nazionali o comunitarie, per un interesse reale.
Né è prova il comportamento degli assessori all’ambiente, passati da difensori del patrimonio e dei Beni Comuni a garanti della fattibilità di scempi legalizzati.
Incuranti dell’accresciuta sensibilità dei cittadini nei confronti della vita vegetale, che è vita e dà vita alla città e ai borghi, programmano l’annientamento di giardini monumentali, l’abbattimento di storici filari che danno un carattere ed una particolarità alle nostre strade, migliorano la qualità dell’aria e rendono più umane e gradevoli le nostre attività all’esterno.
I Verdi hanno il dovere di difendere senza incertezze gli alberi e non basta la piantumazione di nuovi individui, dal momento che gli esemplari che si vogliono abbattere costituiscono un Bene Comune già presente, storico, monumentale e affettivo, quindi inalienabile. Ciò vale certamente per la piazza del Mercatale ma anche per i pini di via Roma e non di meno per i platani di Casale.
Fare posto alle auto e consentire una maggiore velocità di transito, abbattendo gli alberi non è e non può essere accettato dai Verdi.
Ma se gli alberi sono i primi a fare le spese di una dissennata politica urbanistica, non di meno gli esseri umani che risiedono nel nostro distretto, sentono peggiorare di giorno in giorno la qualità della loro vita.
Il rapido quanto prevedibile processo di conurbazione dei piccoli centri che perdono la loro natura indipendente per diventare le periferie di una disordinata metropoli piena di quartieri dormitorio e ghetti etnici può e deve essere modificato.
Il fondamentalismo liberista della classe dirigente economica e politica che sembra schierarsi senza indugi e remore per modelli urbanistici tipici di megalopoli di paesi in via di sviluppo, può e deve essere ostacolato e corretto.
Il nostro territorio ha subìto e sta subendo una trasformazione economica che non promette niente di buono per l’ambiente, per la cultura e per le persone.
Da un’economia di trasformazione manifatturiera, il comprensorio pratese viene costretto dalla logica del profitto, così imposta dai grandi poteri finanziari, a diventare “luogo di transitodelle merci, “non luogo” della cultura e “luogo di solo rifugio notturno” delle persone.

I fatti che possiamo brevemente elencare sono noti ai presenti.
Prima di tutto la concessione d’uso o la vendita dei beni culturali e ambientali, siano essi bastioni medioevali, edifici medicei, testimonianze di archeologia industriale, aree verdi o resti della civiltà etrusca.
Secondo elemento, da valutare in una dimensione regionale, il proliferare di infrastrutture quali la TAV, i gassificatori, gli interporti, gli inceneritori. Un tipo di opere, questo che richiede da parte nostra un impegno prioritario di attenzione e di sapienza politica e strategica, giacché se ne tessono innumerevoli e menzognere lodi.
Terzo, lo spazio urbano diventa merce per la rendita fondiaria e la speculazione edilizia e la corsa a chiudere le attività produttive per vendere ai costruttori, capaci di offrire lauti e ben più facili profitti, è inarrestabile.
Unità immobiliari vengono progettate per ogni spazio libero, per finanziare qualsiasi piano o variante di interesse pubblico.
I capitali immobiliari privati, e solo essi, costituiscono la base finanziaria dei piani urbanistici, sottraendo di fatto agli amministratori gran parte dei loro poteri.
Quarto punto, l’immigrazione viene presentata come un problema e su di essa si concentra l’attenzione relativa ai problemi della legalità, della salute, della disoccupazione, mentre allo stesso tempo la si coltiva e si favorisce perché è un’importante risorsa proprio per giustificare l’allargamento della città con la costruzione di nuove case. Così per foraggiare la rendita immobiliare si attira un’immigrazione a scopo di residenza anziché di lavoro, sganciata dal tessuto sociale ed economico del nostro territorio e assente alla vita della città.
Quinto elemento: i servizi sono l’unica componente che non sviluppa in modo proporzionato al resto: i trasporti urbani ancora da piccolo centro, le piste ciclabili orientate più al cicloturismo che all’uso di utilità, la sicurezza sociale e l’edilizia scolastica lasciate all’abbandono e all’improvvisazione, la manutenzione del verde pubblico orientata ad eliminare anziché curare.
Nella nostra provincia i servizi vengono gestiti da società partecipate che sono orientate ad un perenne conflitto di interessi fra i profitti aziendali e l’interesse pubblico. I consigli di amministrazione ormai monocolore, dopo la riduzione del numero dei membri voluto dalla Finanziaria, sono il governo reale della cosa pubblica.
Consiag, Asm, Urban, Sori, Fil, Creaf, Publiacqua, Società Interporto sono solo i nomi più conosciuti, mentre meno conosciuti sono gli intrecci finanziari fra questi enti sempre indirizzati a fare la parte di chi affida il lavoro e di chi lo svolge, di chi paga e di chi riscuote.
Di fatto queste società rappresentano il vero potere politico nella nostra provincia e il veicolo più torbido della partitocrazia.
Ultimo punto ma non meno importante è l’apertura di divertimentifici, quale è la Multisala,la riminizzazione notturna della città (come nel caso dei giardini della Passerella), la rimozione della cultura, vista come ostacolo al divertimento e all’economia (vedi la devastazione della Città Etrusca e i faraonici progetti di scempio dell’Ex Banci), la corsa a sostituire il sole con il solarium, l’acqua con le piscine, la terra con i piazzali di cemento, come nel progetto degli Alcali.
Questo è solo un breve resoconto ma ci aiuta a capire quanta responsabilità ricada sui Verdi, nel compito di arginare questa involuzione sociale e di fare invertire la rotta ai governi locali della Toscana.

Il nuovo Municipio: compiti prioritari.
Il programma che la nuova maggioranza che guiderà la Federazione provinciale dei Verdi dovrà darsi, può essere sintetizzato come qui di seguito.
Costituire un insieme di strutture organizzative tali da permettere il lavoro del partito e la comunicazione con la cittadinanza. Prioritaria è la questione economica e l’acquisizione di una sede, l’istituzione di un sito web e di un numero telefonico.
Gestire il bilancio in modo chiaro e trasparente, creando le condizioni per un rispetto generale delle regole di partecipazione economica, necessario al sostentamento del Partito.

Collegare il lavoro istituzionale a quello del partito
. Riallacciare un rapporto ufficiale e creare unioni di intenti con il gruppo consigliare in Comune. Valorizzare e lavorare accanto all’assessore alle aree protette, facendo tesoro delle cose realizzate e progettando insieme l’ultima parte della legislatura.
Costruire un ruolo forte e peculiare dei Verdi nella maggioranza di governo, partendo dalla nostra agenda politica e dalla nostra forza propositiva senza cedere alla tentazione di fare i gregari davanti alle grandi tematiche ambientali o ad eventi importantissimi come il nuovo piano strutturale di Prato.
Partecipare alla costruzione di una sinistra dell’unione, forte, moderna e democratica, unita nella difesa dei diritti civili e dell’ambiente, autonoma dal centrismo estremista che si finge moderato.
Ascoltare e dialogare, senza alcun intento egemonico o elettorialistico, con la cittadinanza attiva dei comitati, forte dell’entusiasmo e del sacrificio di tanti pratesi democratici che contestano alla politica scelte sbagliate e guidate dagli interessi di pochi, contro il benessere e i diritti di molti. E’ doveroso, come sta facendo la nostra presidenza regionale che si persegua una politica di ascolto e di attenzione a questo fenomeno, che pur rimanendo minoritario nella società civile, è la rappresentanza più sana, più partecipativa, e più impegnata dello scontento popolare nei confronti della politica. Occorre dire anche che dal movimento dei comitati sono emerse conoscenze, idee e anche indignazioni che hanno imposto ai Verdi nuovi approcci e nuove strategie nella difesa del territorio.

Questo è il cambiamento che deve consentirci di arrivare pronti e rinnovati al prossimo appuntamento elettorale, fiduciosi e uniti nella costruzione di un partito più grande, ma più grande perché più coerente, più autonomo e più presente nella vita pubblica.

mercoledì 7 novembre 2007

29/10/07 - Municipio Verde contro i tagli degli alberi.

Municipio Verde contro i tagli degli alberi.
Uniamo la nostra voce a quella delle associazioni ambientaliste, per ribadire che i Verdi sono nettamente contrari all’abbattimento massiccio di alberi, previsto in via Roma.
Ancora una volta l’amministrazione comunale progetta un’eliminazione di piante arboree, che oltre a rappresentare un baluardo contro l’inquinamento, sono ormai parte dell’aspetto urbanistico della nostra città. I pini di via Roma, come altri filari urbani di strade e viali, caratterizzano certe zone, anche periferiche e le rendono più umane e più naturali.
Chiediamo con forza alla Giunta di sospendere questo taglio e di rimettere in discussione il progetto, sfruttando invece l’occasione del nuovo piano strutturale per aumentare considerevolmente le aree verdi in città.
Pensiamo che sia venuto il momento per l’assessore Curcio di convocare un tavolo di tutti gli ambientalisti per discutere insieme il futuro dei filari urbani nei piani di sviluppo territoriale, coinvolgendo anche l’azienda municipale che cura la manutenzione e gli abbattimenti.
La sensibilità per il verde in città è cambiata. Più posto alle auto e meno piante non è un passo avanti.
Il verde pubblico è bene comune dei cittadini necessario e inalienabile. Eliminarlo, ridurlo e lasciarlo degradare con l’incuria è un grave danno alla collettività.

26/10/07 - FIL: Occorre chiarezza!

FIL: Occorre chiarezza!

L'approvazione, per quanto scontata, da parte del Consiglio provinciale della proroga a FIL SpA del contratto di gestione del Centro per l'Impiuego non può che lasciarci insoddisfatti.
Pur riservandoci di riesaminare la delibera adottata, ci chiediamo infatti su quali criteri effettivi si sia basata la scelta di un prolungamento così ampio (due anni), quando in linea teorica in questi dieci mesi poteva essere risolto tutto, magari ipotizzando l'acquisto, da parte della Provincia, delle quote di FIL detenute dai soci privati, ed eliminando così qualsiasi ostacolo, piuttosto che passare alla gestione diretta. Dieci mesi erano anche congrui per giungere alla soluzione che verrà comunque adottata, e cioè l'affidamento in house ad una nuova società (ma c'è veramente bisogno di creare un nuovo soggetto? Forse che di partecipate la Provincia ne ha poche?).
Le parole dell'assessore Giugni continuano a non convincere, all'esame dei fatti, e sinceramente non vediamo alcuna lungimiranza in tale scelta.
Se a questo aggiungiamo che il destino di FIL sembra essere quello di agenzia formativa, non possiamo non ribadire quanto da tempo sostenuto, e cioè che, data la quota di maggioranza detenuta dalla Provincia, è evidente il conflitto di interessi, e l'alterazione di quel “regime di libera concorrenza” citato dall'assessore, visto che l'ente titolare dell'esame dei progetti e dell'assegnazione dei fondi è la stessa Amministrazione. Un “conflitto di interessi” che risulterebbe ancora più evidente qualora venissero confermate le indiscrezioni sul fatto che FIL abbia utilizzato, e pagato, per delle docenze nei corsi attivati funzionari dell'Area Istruzione, Formazione Orientamento e Lavoro della Provincia – la stessa area deputata alla valutazione dei progetti.
Ancora una volta, occorre chiarezza!

24/10/07 - SCANDALOSA LA PROROGA A FIL

SCANDALOSA LA PROROGA A FIL
Apprendiamo dalle pagine dei giornali che la Giunta provinciale, nella veste dell’assessore Giugni, porterà in Consiglio una proposta di delibera per la proroga del contratto di servizio per la gestione del Centro per l’Impiego a FIL SpA.
Riteniamo la decisione assolutamente scandalosa, anche per le motivazioni addotte dall’assessore.
Risale infatti al maggio scorso un’intervista all’assessore Giugni che diceva esattamente le stesse cose dette oggi, sulle strade da intraprendere per la gestione del Centro Impiego, così come sullo “studio della fase di passaggio”.
Peccato che questo “studio”, secondo la deliberazione del Consiglio provinciale del 21.12.06 n° 95, dovesse svolgersi nei dieci mesi di proroga (definita “tecnica”) che FIL aveva ottenuto, guarda caso sempre all’ultimo momento, e che scadono proprio il 31 di questo mese: tale termine era tutt’altro che indicativo, come si può desumere dalla deliberazione, visto che non solo la dotazione finanziaria era parametrata a questa scadenza, ma si specificava che la normativa comunitaria prevede che i contratti di servizio possano essere prorogati solo per un periodo di tempo non superiore alla metà della originaria durata contrattuale.
Tutto questo è stato semplicemente ignorato!
C’è di più: FIL era talmente tranquilla della prosecuzione dell’affidamento che, agli inizi di questo mese, ha provveduto ad inviare alle aziende pratesi degli opuscoli informativi sui servizi che, in linea teorica, avrebbe dovuto abbandonare alla fine dello stesso.
La Federazione dei Verdi ha, nel luglio scorso, più volte chiesto che si aprisse un dibattito chiaro e trasparente sul futuro di FIL, e non solo per quanto riguarda l’affidamento dei servizi del Centro per l’Impiego, richiesta ribadita recentemente anche dal nostro gruppo, ma l’Amministrazione si è ben guardata dall’aprire un tavolo di confronto: oggi, ancora una volta, mettono di fronte al fatto compiuto, senza dare possibilità di scelta al Consiglio, e sarebbe interessante saperne le reali motivazioni!

19/10/07 - FIL: Finito Il Lavoro?

FIL: Finito Il Lavoro?
In un momento estremamente delicato per il tessuto industriale e lavorativo pratese (non ultima, ad esempio, la vicenda SINT), è necessario riportare al centro dell’attenzione il tema delle politiche per il lavoro che le amministrazioni locali intendono porre in essere.
Partiamo quindi dall’esemplare vicenda di FIL SpA: non è stato possibile, ad oggi, capire quanto e come FIL abbia realmente contribuito, al di là delle campagne stampa e degli opuscoli informativi, ad attenuare gli effetti della crisi dell’industria pratese sull’occupazione, soprattutto attraverso le ottimamente finanziate attività formative.
Per i segnali pervenutici in questi mesi, purtroppo la valutazione non può essere che negativa: la netta impressione è infatti che l’attività della società sia stata slegata non solo da un qualsiasi indirizzo politico, ma anche scarsamente ancorata alla modificazione del tessuto industriale.
Se a questo aggiungiamo che tra pochi giorni scadrà la proroga dell’assegnazione a FIL della gestione del Centro per l’Impiego stabilita nel dicembre dell’anno scorso (e anche su questo non è stato possibile, in questi mesi, avere una chiara indicazione da parte dell’assessore Giugni su come si sarebbe garantita la continuità di un servizio strategico), è lecito chiedersi che senso abbia l’esistenza di una società a preponderante partecipazione pubblica la cui “ragione sociale” rimanga esclusivamente la formazione, non potendo più, anche in questo campo, operare in regime di monopolio ma dovendo rimanere un attore al pari degli altri.
Sotto quest’ultimo profilo, inoltre, non possiamo passare sopra ad un palese conflitto di interessi nel momento in cui l’Ente che è preposto alla valutazione dei progetti formativi e all’erogazione dei fondi, oltre che al successivo controllo, e quindi la Provincia, detiene anche il controllo del beneficiario dei finanziamenti.
Occorre chiarezza, ed occorre subito!