TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

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lunedì 1 giugno 2009

Terra Futura. Bio novità

Le novità: dalla birra “bio” all’intimo in fibra naturale
da il Tirreno 31 maggio 2009

FIRENZE. «Le fiere delle idee e dei progetti futuribili sono da ricercarsi altrove; qua ogni anno, vengono esposte soltanto realtà di buone pratiche già ampiamente consolidate». Così il padrone di casa Claudio Martini, sintetizza il perché della VI edizione di Terra Futura, la mostra-convegno internazionale sulla eco-sostenibilità che si chiude oggi alla Fortezza da Basso di Firenze. Di seguito le più innovative buone pratiche esposte quest’anno fra i padiglioni della storica fortezza medicea, a cominciare dalla birra a impatto zero.
Prodotta quest’ultima da tre anni nel comune di San Godenzo, in provincia di Firenze, utilizza materie prime del luogo di produzione. Oltre all’impiego del fotovoltaico per la produzione dell’energia elettrica necessaria all’imbottigliamento, richiede ad ogni cliente la restituzione del vuoto per ogni nuova partita di birra acquistata.
Intimo bio. Prodotto da “Made in No”, impresa artigianale nata tre anni fa a Novara, utilizza per i suoi prodotti cotone acquistato direttamente da coltivatori diretti brasiliani. Un completo da donna, in fibra al 100% naturale e non decolarata tramite agenti chimici, viene immesso sul mercato al prezzo di 21 euro.
Diario eco friendly. Da una grafica moderna e accativante, l’agenda 2009-2010 realizzata da Fiba-Cisl e destinata agli studenti medi della nostra regione, raccoglie per ogni giorno dell’anno una massima di vita consegnataci dai più grandi personaggi della storia. Chiunque fosse interessata a riceverla gratuitamente, può farlo inviando una mail a toscana@fiba.it.
Asilo in legno. Dalla superficie di 700 metri quadri e destinato ad accogliere 44 bambini, sarà realizzato a Poggio Picenza, comune dell’acquilano devastato dal terremoto del 6 aprile scorso. «Abbiamo ricevuto la concessione edilizia martedì; puntiamo a completarlo entro il 30 settembre prossimo», assicura Enrico Martini della Service Legno, impresa trevigiana specializzata nella bio-edilizia.
Ga.Fi.

venerdì 17 aprile 2009

Scuola/Edilizia. In Lucchesia un modello di bioarchitettura

Si può sempre sperare
mv


da la Nazione 16/4/'09
FABBRICHE DI VALLICO La piccola scuola modello di bioarchitettura
Moderna, funzionale, e soprattutto simbolo di un paese della montagna garfagnina radicato nella sua terra
Lucca, 16 aprile 2009 - La nuova scuola del piccolo paese di Fabbriche di Vallico, in Lucchesìa, poco più di cinquecento anime in una zona sismica come la Garfagnana, è la dimostrazione concreta di come ci sia anche chi continua ad investire sul suo territorio. E adottando la tecnologia per andare incontro alle esigenze di sicurezza. Soprattutto quando si parla di scuola e istruzione.
La nuova struttura, costruita nella piccola frazione di Isola, a circa 4 chilometri dal capoluogo, è stata inaugurata ieri mattina ed è la prima in Toscana realizzata secondo la tecnica della bioarchitettura e, al tempo stesso, pienamente rispettosa delle vigenti normative antisismiche. Le sue cinque aule andranno a ospitare la scuola dell’infanzia e quella primaria. Tante le autorità intervenute alla cerimonia, con in testa il sindaco, il prefetto, il comandante della compagnia dei carabinieri e il comandante provinciale dell’Arma. E proprio per non dimenticare le terribili conseguenze dei terremoti, soprattutto di fronte al dramma dell’Abruzzo, è stata scoperta una targa intitolata ai bambini deceduti per il sisma che distrusse la scuola di San Giuliano di Puglia.
La costruzione è costata 580mila euro, e resa possibile dal contributo di enti e istituzioni, a cominciare dal Ministero delle Infrastrutture, della Regione e delle Fondazioni Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lucca. Realizzata con materiali in legno ad alta compatibilità ambientale, la struttura rappresenta un modello di avanguardia architettonica, impiantistica e strutturale.

Cristiano Consorti - Simone Dinelli

martedì 14 aprile 2009

Edilizia. Una nuova tipologia abitativa.

ROGGIOLANI : TERREMOTO IN ABRUZZO


Firenze 14 aprile ‘09
“Nel terremoto in Abruzzo – ha dichiarato Fabio Roggiolani, consigliere Verdi in Regione Toscana e membro Esecutivo Federazione Nazionale dei Verdi – si è verificato il fallimento di un modo di costruire incentrato sul cemento e sulla filiera delle costruzioni in calcestruzzo che si è rivelato inefficace di fronte all’emergenza terremoto. Non è un fallimento dovuto solamente alla minor quantità di ferro o all’inserimento di sabbia di mare nel calcestruzzo, ma è l’intero sistema delle vecchie costruzioni a non aver retto il confronto con il terremoto. Ricostruire oggi con gli stessi criteri richiede molti anni e purtroppo non dà garanzie certe.
Da oltre due anni noi – ha spiegato l’esponente verde – abbiamo seguito la costruzione di una nuova tipologia di abitazione, di cui c’è un esempio ad Asciano in provincia di Siena, in legno semi prefabbricato abbinato all’utilizzo di materiali da costruzioni tipici del nostro patrimonio architettonico.
Tale tipo di costruzione, seguita anche dagli uffici tecnici della Regione Toscana, ha rivelato alcune caratteristiche che sono fondamentali per la ricostruzione in aree terremotate: 1) la rapidità; in trenta giorni si costruisce il grezzo e quindi i terremotati potrebbero uscire dalle tende e avere già un primo tetto ben più solido e capace di resistere alle intemperie rispetto alle tende. 2) l’invincibilità sismica, ovvero la straordinaria resistenza sia nella struttura esterna che nelle componenti interne. 3) l’edificio è completamente autosufficiente sul piano del riscaldamento e della climatizzazione e con un tetto di pannelli solari anche autonomo per l’energia elettrica. 4) il modo con cui si utilizza il legno rende questa casa più resistente al fuoco di una casa con tipologia costruttiva di vecchio tipo; inoltre il legno utilizzato proviene dalle nostre foreste e quindi anche in Abruzzo è possibile avviare una filiera corta del legno per ricostruire anche il tessuto produttivo in sede locale. Con questo sistema si possono ricostruire anche le città storiche riutilizzando una parte dei materiali terremotati: il costo di tutto questo è pari alle case in cemento.
Per questo – ha aggiunto Fabio Roggiolani – ho già fatto richiesta di incontro urgente con i tecnici della Protezione Civile Nazionale e chiederò un incontro con un esponente del governo per poter illustrare questa proposta. Sarebbe utile che la Regione Toscana facesse confluire i propri aiuti nella ricostruzione utilizzando questa tipologia costruttiva. Sto chiedendo aiuto a tutte le aziende del settore per poter ottenere finanziamenti per costruire un primo centro sociale in un terreno predisposto dagli esponenti abruzzesi di Sinistra e Libertà.
Infine – ha concluso Roggiolani – chiedo che questa nostra proposta venga vagliata con la dovuta attenzione e metteremo in campo iniziative per far conoscere tutto questo: già con il consigliere regionale Verde d’Abruzzo, Valter Caporale, avremo un confronto con il comitato di cittadini per la ricostruzione di Onna.”