TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

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mercoledì 17 giugno 2009

Europa. Mancano i Verdi.

UE: COHN BENDIT, NESSUN VERDE ITALIA PER MANCATA COALIZIONE

(ANSA) - BRUXELLES, 16 GIU - L'''incapacita'' di formare una coalizione pro-europea che si esprimesse ''in modo radicale'' sulla crisi e sui temi ambientali ha fatto si' che non ci sia nemmeno un eurodeputato italiano verde. E' l'analisi del capogruppo uscente dei verdi all'Europarlamento Daniel Cohn Bendit, secondo il quale l'Italia ''si sta avvicinando alla condizione di 'failed state''', ad una situazione ''aberrante'' nella quale ''rinvia i richiedenti di asilo a Gheddafi che diventa il garante dei diritti umani'' e caratterizzata dalla ''disintegrazione'' della sinistra e dell'estrema sinistra.
''Sinistra e Liberta' aveva un programma molto vicino ai verdi europei, ma poi non e' stato possibile renderlo chiaro ai cittadini'', ha segnalato Cohn Bendit, secondo il quale invece un'alleanza con i radicali avrebbe consentito di ''giocare un ruolo parallelo a quello di Di Pietro''. ''Non c'e' stata la capacita' di creare un rassemblement che avrebbe potuto affrontare Berlusconi e il grigiore del Pd'', ha osservato.
Monica Frassoni, che nella scorsa legislatura e' stata copresidente del gruppo dei Verdi, ha sottolineato di avere fortemente premuto per un'alleanza con i radicali, osservando che in ogni caso ''in Italia le regole del gioco elettorale sono, a differenza della Francia, fortemente truccate''. ''Nella nostra repubblica televisiva anche Dani (Cohn Bendit ndr) non avrebbe avuto spazio'', ha commentato.
(ANSA).

lunedì 15 giugno 2009

Toscana. Cenni trasformista, Roggiolani a tutto campo.

Ieri sul Tirreno c'erano un sacco di cose interessanti (a parte i nostri interventi che non ci pubblicano). Qualcuno si sta accorgendo che le prospettive cambiano...
mv

Prato val bene un inceneritore

Destra a caccia del voto rosso nelle città, anche a costo di cambiare idea
Il segretario regionale Parisi detta la linea: basta ideologie, Galli è andato a parlare in una casa del popolo...
MARIO LANCISI
da il Tirreno del 14.06.'09

Roberto Cenni, industriale tessile di Prato, maggio 2005. Alla domanda di quali - tra i grandi progetti pratesi - avesse avuto bisogno la città, rispose includendo anche l’inceneritore. Ora lo stesso Cenni, da candidato del Pdl a sindaco per il centrodestra, dichiara, per strizzare l’occhio a Rifondazione e ai comitati, che «dell’inceneritore se ne può fare a meno». Cenni uno e due. Quello che gli andava bene come industriale non gli va più bene come candidato a sindaco.
Ad una settimana dai ballottaggi, che in Toscana riguarderanno dieci Comuni e tre Province, il centrodestra va a caccia del voto rosso. Dai comunisti al Prc. Dai Verdi alle liste di Grillo.
Né destra e né sinistra. «Siamo per una politica del fare. La politica del fare non è una politica di destra o di sinistra, ma una politica dei cittadini a favore dei cittadini. Per questo chiedo limpidamente il voto a tutti i cittadini di destra, di sinistra, di centro, indipendenti, civici», è l’appello di Alessandro Antichi per superare in volata il candidato del Pd Leonardo Marras, ex sindaco di Roccastrada. Antichi parte dal 41,6% contro il 48% del rivale. Si è apparentato con la Destra di Storace (2,71%), ma non basta. Da qui la caccia al tesoretto (6%) di voti presi da Rifondazione e Comunisti italiani.
Le spine di Renzi. Né di destra e né di sinistra? Meglio sarebbe dire: di destra e di sinistra. Pur di vincere nelle roccheforti rosse il Pdl le tenta tutte. Fa il pieno di alleanze nel centrodestra, salvo l’Udc abbastanza riottosa e oscillante, e tenta il corteggiamento a sinistra, persino dei comunisti. In tre modi. Il primo è quello alla luce del sole. Giovanni Galli, ex portiere del Milan e della Fiorentina, a Firenze ha invitato a cena Valdo Spini, che ha ottenuto l’8%, con una lista in cui è inclusa anche Rifondazione. Angelo Pollina, vicepresidente del consiglio regionale, grande sponsor di Galli, non ha dubbi: «Il 40% di coloro che hanno votato Spini al ballottaggio saranno dalla nostra parte. Gli altri, soprattutto quelli di Rifondazione, che detestano politicamente Renzi, resteranno a casa».
«Renzi? Meglio Galli». Forse Pollina è troppo ottimista. Forse la sua analisi è un grande spot per Galli. Fatto è che tra Spini e Renzi c’è il grande gelo. Che persino l’ex direttore dell’Unità Furio Colombo ha bacchettato l’Obama dei lungarni per essere stato troppo ruvido con Spini. Che il portavoce regionale Mauro Romanelli dei Verdi ha spiazzato tutti o quasi: «Non trovo motivi per votare Renzi, per Galli invece...». E’ vero che Romanelli è stato uno degli assessori che Renzi in Provincia mandò a casa. E’ vero Renzi non va d’accordo con i Verdi. Però quella di Romanelli è quasi una dichiarazione di voto. Per Galli. Per la destra.
Tentazioni verdi. Fabio Roggiolani, leader storico, non arriva a tanto (se non altro perché i Verdi fanno parte della giunta regionale e sono alleati del Pd in molti Comuni). Però se la prende con i democratici: «Danno per scontato che i nostri elettori alla fine votino per loro. Ma è una convinzione errata. Perché io so bene che le avances della destra sono strumentali, ma gli elettori spesso non vanno troppo per il sottile. Non mi fai l’inceneritore? E io ti voto. Poco importa se sei di destra o di sinistra», spiega Roggiolani.
Cari elettori di sinistra...Si dirà: manovre e promesse da ballottaggio. Non è così. C’è una strategia nella caccia del Pdl al voto della sinistra. Lo ha spiegato a questo giornale qualche giorno fa il ministro Altero Matteoli: «In Toscana non si vincerà mai se saremo ideologici. La sinistra la possiamo battere solo se saremo pragmatici, se ci batteremo sui contenuti, e non sulle bandiere». L’indomani il ministro è andato a Cecina, nella sua città, per fare il tifo per il suo amico candidato a sindaco e ha lanciato un appello al voto sui contenuti. «Ci sono piccoli industriali, artigiani e commercianti che hanno sempre votato a sinistra per avere la governabilità. Ma il vento è cambiato e ora possono passare dalla nostra parte», sottolinea il ministro.
E anche il segretario regionale del Pdl Massimo Parisi, stretto collaboratore di Denis Verdini, fa appello ad un voto «non ideologico». E cita il caso di Galli che è andato a parlare in una casa del popolo. «Si è aperta una nuova fase in Toscana in cui è giusto dialogare con gli elettori di sinistra. In nome di un’alternativa al potere rosso», conclude Parisi.

Ballottaggio. Che figura!

Toh, guarda! Ieri ci era sfuggita questa perla... Ma Bellandi non ci aveva detto che aveva parlato con tutti quelli della lista prima di dedicarsi a fare il manicure di Carlesi? O Renzo, caro, queste gaffes sono un po' gravine. Forse la politica non è proprio, proprio la cosa che ti viene meglio, no? Non ti offendere, sai, perchè chi ha fatto la bischerata di votarti è più arrabbiato di te!
Per MV
Riccardo Buonaiuti

Il partito umanista non appoggia nessuno
Il Partito Umanista, prende una posizione diversa dalla Sinistra Rosso Verde, con cui ha fatto campagna elettorale, alla cui lista ha contribuito con 9 candidati. Al ballottaggio non appoggeremo nessuno, lasciamo liberi i nostri votanti di esprimersi o no. Non siamo per la politica di questo centro sinistra, e siamo sempre stati all’opposto della destra. Non ci può accusare nessuno di lasciare il campo alle destre, perchè non siamo stati noi al potere fino ad ora, e il nostro “0,” in percentuale non abbia spostato niente. La “sinistra” dovrebbe fare una grossa autocritica, che però sembra non abbia intenzione di fare. Pensiamo che centro destra e centro sinistra siano due facce della stessa medaglia e che per la gente non cambierà niente.
Su Sinistra Rosso Verde: Il percorso con loro, per ora è finito, gli auguriamo di raggiungere gli obiettivi prefissati, ma la prossima volta se ci sarà, dovremmo chiarire molte cose prima di qualsiasi alleanza.
Gisberto Gallucci
Partito Umanista Prato

il Tirreno 14 giugno 2009

sabato 13 giugno 2009

Ballottaggio. Lettera di Mario Lenzi.

Ringraziamo di cuore Mario Lenzi per il suo intervento chiaro e sincero. E' difficile rispondere proporzionatamente al suo attestato di stima, in quanto ben conosciamo la sua storia e il suo impegno sociale e culturale che, fuori dagli schiamazzi della politica, tanto hanno dato al nostro territorio. Spero di avere modo di farlo personalmente in una delle tante occasioni in cui ci troveremo a fianco in qualche battaglia civile a favore della pace, della democrazia e dell'ambiente. Leggete con attenzione le sue parole.
Riccardo Buonaiuti
per MV

Caro Riccardo (e cari amici di Municipio Verde)

ho letto il tuo intervento pubblicato da MV il 10 giugno scorso: PRATO. UNA GIORNATA AL MARE.

Devo dirti subito che non accetto assolutamente il tuo amaro invito “vacanziero” per i giorni dei ballottaggi. Per la stima che ho di te (ti conosco come un insegnante eccellente, una personalità creativa, ricca di carisma e di comunicativa, da spendere nell’impegnativa interazione relazionale e cognitiva che sta alla base del processo educativo) sento il bisogno di fare il tentativo di spiegarne le ragioni (in tal modo spero di chiarirle e di esplicitarle in modo più disteso anche a me stesso).
Condivido sostanzialmente la tua analisi sulla crisi del sistema che ha controllato la città per più di mezzo secolo, superando (solo in apparenza) indenne la caduta del “muro”, l’implosione dell’URSS, la morte della ideologia rivoluzionaria marxista leninista. Leggo (e sono pienamente d’accordo) nel documento stilato dalla Rete dei Comitati (e pubblicato da MV il 4/12/08): “le forme di governo della città, allontanandosi da ogni reale pratica di controllo e di partecipazione da parte dei cittadini, si sono sclerotizzate nella gestione del potere da parte di una ristretta oligarchia di intoccabili ..”.
Quello che rifiuto nettamente, però, è la sbrigativa apertura di credito a Cenni, percepito come puro e verginello (forse caduto dalla luna?) e la preconcetta ripulsa di Carlesi, inchiodato nel ruolo bieco di paladino del decrepito regime che vuole sopravvivere a tutti i costi.
La questione cruciale da dipanare, secondo me, è questa: Carlesi significa continuità con le passate amministrazioni, è rappresentante paradigmatico della nomenclatura che ha controllato la città dal dopoguerra a oggi, comportandosi come una potente e ristretta oligarchia?
Oppure Carlesi costituisce un elemento di sostanziale discontinuità, è un attivo fattore di cambiamento, a cui dare fiducia e fornire sostegno proprio in nome di una necessaria riforma della politica, di un nuovo e vitale rapporto fra cittadini e istituzioni comunali?
Per me, ovviamente, non ci sono dubbi; è valida, evidentissima la seconda che ho detto!!
D’altra parte un altro aspetto importante della questione è, se il prevalere a Prato dello schieramento di un centrodestra, fortemente caratterizzato dal berlusconismo dilagante e dalla montante xenofobia leghista, può essere valutato come apertura positiva a una dialettica politica “normale”.
E’ accettabile e normale, io mi domando, che il candidato consigliere comunale più votato nel centrodestra (con il numero più alto di preferenze in assoluto!) si schieri ossessivamente contro il
multiculturalismo? Si legge nelle schede programmatiche, inviate anche per posta agli elettori: “L’idea che Prato debba essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere il nostro sentimento di appartenenza e le nostre tradizioni”. Tali tradizioni vengono poi elencate – penso in ordine di importanza decrescente – la fede in Dio, la bandiera tricolore, il corteggio storico, la palla grossa ... (implicita e sottintesa rimane la rivista delle pagliette, evento a cui il candidato afferma di essere orgoglioso di aver partecipato per 11 volte).
E’ forse questa acqua tiepida e insipida o siamo di fronte alle premesse urticanti di una bruciante offensiva reazionaria? E’veramente solo un pulviscolo fastidioso di banalità che si dissolverà da solo?
Siamo sicuri che non stiamo toccando con mano i sintomi di una malattia allarmante per i suoi effetti regressivi sulla nostra vita sociale? E’ solo semplificazione demagogica, populista di problemi globali complessi o ci aspetta un irreversibile imbarbarimento culturale e politico che deteriorerà profondamente la convivenza civile nella nostra città, da sempre tollerante e inclusiva?
Leggo nel documento dei comitati.
“Il governo presieduto da Berlusconi ha imboccato strade pericolose e inaccettabili.”
Segue poi la denuncia di alcune scelte negative, come il sostegno da parte del governo alle “tesi più estreme dell’industrialismo sviluppistico” e alla “ripresa in grande del nucleare”; ma quello che ferisce maggiormente gli estensori del documento è “una metodologia di governo che sistematicamente mortifica tutti gli spazi di discussione e di confronto.”.
Se questo è vero (ed è verissimo!), non riuscire a capire, che la priorità oggi è quella di impegnarci tutti insieme a costruire un argine contro il berlusconismo, rappresenta la conferma letale della autoreferenzialità e dell’autolesionismo della sinistra antagonista (alla quale anch’io ho fatto e faccio riferimento, sia pure come “cane sciolto”, non inserito in alcuna forma-partito); sono evidenti i limiti di un antagonismo radicale prigioniero dei suoi schemi concettuali astratti e non in grado di diventare (come potrebbe e dovrebbe) un pungolo di critica costruttiva e di creatività dal basso.
E’ certo che rimanere neutrali significa diventare complici di Berlusconi nella degradazione morale e culturale cui è sottoposta la società italiana, senza contare che l’ostentazione sfacciata di ricchezza e volgarità, furbizia ed egoismo individualistico, prepara il terreno a un golpe costituzionale, con il quale si punta a svuotare di sostanza la nostra democrazia, indirizzandola verso un populismo plebiscitario che trasforma i cittadini sovrani in consumatori e utenti passivi, in spettatori non più protagonisti delle scelte importanti per il progresso della comunità nazionale.
Può costarci molto caro questo strabismo politico-ideologico che ha portato a un rifiuto preconcetto di Carlesi, in quanto candidato sindaco del Partito Democratico e della coalizione di centrosinistra; non ci si è resi conto che la sua vittoria alle “primarie” come outsider, in opposizione al candidato espresso dagli organi dirigenti, depositari dello status quo, è stato il colpo a sorpresa che ha spiazzato i poteri forti della città.
Pertanto faccio un appello contro l’aristocratico astensionismo dei “duri e puri” per difendere l’umile fatica dell’urna, di chi sente la responsabilità di una scelta a sostegno del tessuto democratico e popolare della nostra città e che voterà, magari storcendo un po’ il naso perché non ha trovato la scarpa che collima con il suo piede, ma esprimerà il suo voto, comunque, per riaffermare la maggioranza del popolo di sinistra, proponendosi nel contempo di far pesare il più possibile la propria sensibilità e i propri valori (ambientalismo, democrazia partecipativa ..) nel processo di rinnovamento della politica, che è stato avviato dall’iniziativa anomala e coraggiosa di Massimo Carlesi. E’ ovvio che se vincerà dovrà sentirsi puntate addosso le armi critiche dei cittadini consapevoli che lo hanno scelto, attenti a verificare l’attuazione delle promesse fatte, la realizzazione delle speranze suscitate.
Quindi NO alla gita al mare, SI’ al voto a favore di Carlesi, nei giorni del ballottaggio!!
Io, caro Riccardo, andrò a votare e farò la mia scelta senza essere costretto a tapparmi il naso, perché proprio per merito di Massimo Carlesi avverto profumo di belle novità e non puzzo di putrefazione (i formicai impazziti e impauriti è bene che sprofondino giù, giù, sotto terra).
Affermo questo perché conosco la storia personale di Massimo, il quale è quanto di più lontano possibile possa esistere dalla figura del funzionario di partito o del tecnocrate asettico formato in un centro-studi. Infine non trascuro e non dimentico come è emersa e si è imposta la sua candidatura: per la prima volta attraverso consultazioni primarie “vere” e combattute a viso aperto, facendo leva sul coinvolgimento e la partecipazione della società civile, operazione politica subita con evidente imbarazzo e aperta avversione dall’oligarchia del partito.

Ti saluto con affetto sincero e rinnovata stima (nonostante la distanza delle nostre posizioni)
Mario Lenzi

venerdì 12 giugno 2009

Sinistra e libertà. Felici di non piacere.

Ormai non sappiamo più cosa dire.
Ai Verdi però dobbiamo parlare per forza. Se non è possibile togliere di mano il simbolo del sole che ride a questa signora e al suo gruppo di geni, proviamo a fare un nuovo partito. Ma facciamolo al più presto, senza sempre di mezzo la parola sinistra per gratificare i conservatori e tranquillizzare gli insicuri e poi rimanere ogni volta al palo. Cominciamo con un movimento toscano degli ecologisti, liberiamo le energie positive che ci sono in giro e facciamo davvero qualcosa di sinistra invece di autonominarsi partigianio della democrazia e poi sostenere un partito centrista, egemonico e conservatore, nemico della natura e della libertà di pensiero.
mv

Sinistra e Libertà, il progetto continua.


Il progetto di una sinistra moderna, ecologista, laica ed innovativa continua.
Sono concordi i segretari delle forze che hanno dato vita a Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, Grazia Francescato, Riccardo Nencini, Claudio Fava e Umberto Guidoni che in una riunione svoltasi ieri sera hanno analizzato i risultati elettorali.
Sinistra e Libertà, innanzitutto, ringrazia il milione di elettrici e di elettori che l’hanno sostenuta. Il risultato alle elezioni europee, ottenuto in condizioni difficilissime con l’oscuramento da parte dei media e con scarsissime risorse a disposizione è sicuramente una base di partenza incoraggiante e da non disperdere.
Per questa ragione nella riunione si è deciso di dar vita ad una serie di incontri nazionali aperti al contributo dei territori, di personalità della società civile nel mese di luglio e di sostenere i candidati del centrosinistra impegnati dei ballottaggi, laddove ci siano le condizioni politiche.
Sinistra e Libertà ha deciso, infine, di non appoggiare il referendum che rappresenta un attacco alla democrazia ed al pluralismo.
L’indicazione di Sinistra e Libertà sarà, infatti, quella di invitare gli elettori a non andare a votare per il referendum e di non ritirare la scheda del referendum nelle località dove si svolgono i ballottaggi.

Lo rende noto l’Ufficio Stampa di Sinistra e Libertà.

giovedì 11 giugno 2009

Prato. Ballottaggio (risposta a MV)

Riceviamo da un gruppo di cittadini del centro storico (non seguono firme), e volentieri pubblichiamo.
Senza avere la pretesa di rispondere adeguatamente con un commento, faccio presente che la posizione espressa nella lettera è identica a quella di tanti nostri amici che militano in Sinistra e Libertà.
Questi compagni hanno scelto da subito di sostenere il Partito Democratico nel progetto di ricomposizione del suo potere pluto-masson-cattolico, affidato di malavoglia alle cure del buon Carlesi.
Lo fanno con sincera convinzione, ci mettono la faccia e il nome, le energie personali e il tempo e pensano che sia il loro primo dovere arginare il Male, incarnato dalla destra mefitica.
Noi abbiamo denunciato con altrettanta forza e con il nostro lavoro, la balla di Cenni uomo libero e ragionevole, fuori dalle ideologie e autonomo da partiti e banche. Abbiamo anche fatto una piccola inchiesta sulle cattive amicizie della Sasch e, da quando esiste questo blog, ogni mattina abbiamo attaccato senza riserve gli industriali e le loro strategie e analisi, quelle esplicite e quelle subdole e nascoste.
Ma dal primo istante in cui si è parlato di elezioni, abbiamo dichiarato un progetto politico. Molto semplice. Far crescere una forza autonoma, ecologista e umanista che proponga davvero un'ipotesi di cambiamento.
Questo processo nel nostro paese ha avuto negli ultimi anni un nemico giurato: il Partito Democratico.
Il caso vuole che sia lo stesso partito che ha seppellito la città etrusca, ha innescato una corsa al consumo di territorio, non ha sviluppato una politica adeguata dell'accoglienza per gli stranieri, si alimenta nel potere delle aziende municipalizzate, mantiene una casta di funzionari potenti e vanitosi e...
Io comunque invito gli scriventi ad iscriversi a sinistra e libertà e a dare una mano a quei compagni che tanto si impegnano ad imbellettare il cadavere...
Riccardo Buonaiuti


In risposta al testo di Municipio Verde del 10 giugno 2009 sul ballottaggio alle amministrative


Caro MV,

non capiamo come non si possa dire semplicemente che il Cenni vince a Prato perché corrisponde ad un movimento di opinione europeo e a un movimento di interessi locali. Un movimento di opinione che invece di sentire disgusto e sofferenza e dubbio, approva ed è soddisfatto di veder respinti in mare 250 ragazzi africani verso i carceri della Libia (senza neanche farli salire a bordo di una nave per controllare le loro provenienze) e senza percepire l’eroismo e la dimensione umana della loro disperazione. Un movimento di opinione che converge con l’interesse di certi industriali pratesi di mantenere (non di conquistare) uno spazio d’azione e di partecipare ad affari utili, assai utili soprattutto ora che (quasi) non si può più costruire sui vecchi magazzini. Il desiderio di cambiamento di una parte dell’elettorato dà un aiuto, ma non avrebbe avuto esito se non vi fosse chi questo desiderio cerca di strumentalizzarlo e di sollecitarlo, se non vi fosse chi si propone rimanendo nell’ombra, nascondendo le sue vere intenzioni. Se si dicessero queste semplici cose, semplici e obiettive, nessuno che ama la democrazia dovrebbe aver dubbi su come comportarsi quanto al voto del 21 giugno.

Lo slogan elettorale del Cenni dice infatti il contrario della realtà: si dovrebbe votare per lui per non cambiare affatto! Perché nei sessant’anni di politica pratese le responsabilità sono sì della classe dirigente che stava in via Frascati, ma anche di quegli industriali che hanno sempre ottenuto tutto quello che volevano: l’acqua, quando il Bisenzio cambiava colore, a seconda delle esigenze del così detto mercato libero; gli indici di fabbricabilità quando l’accondiscendenza di alcuni consentiva ad altri di costruire secondo le esigenze del così detto mercato. Gli attori di questa politica e i loro eredi rimarranno in campo, se Cenni vince, operando magari un adeguamento nell’iniziativa di alcuni gruppi industriali, nel senso che dopo aver per tanti anni guadagnato godendo di impunità ecologica e costruendo residenze integrate con servizi, ora guadagneranno con la partecipazione più diretta ai meccanismi istituzionali e alle ex-municipalizzate dei servizi e dell’energia.

E’ vero che si potrebbe fare l’elenco delle cose che non vanno nel programma del Carlesi, ma con il Carlesi sindaco un interlocutore è presente, un interlocutore che non è l’icona di gruppi non del tutto evidenti. Con lui non si contratta sul potere alla vigilia del ballottaggio, ma con lui si potrà discutere sui contenuti della politica, se venisse eletto. E non ci pare che valga la pena ostacolarlo. Con i nostri sensi di colpa per-non-aver-cambiato-il-mondo e i conseguenti rifugi utopici, noi rischiamo di pregiudicare anche quel piccolissimo cambiamento che il Carlesi può rappresentare. Lo si può aiutare continuando a pensare a un altro ordine del mondo, soprattutto se lo si aiuta senza attendere alcun contraccambio. Non sostenendo il Carlesi noi rischiamo invece di agevolare un personaggio obiettivamente non chiaro, affidandogli di organizzare la città e i servizi energetici che le servono.

Cenni è obiettivamente non chiaro, perché tale è chi si dice disponibile ad accordi con gli esperti leader di Rifondazione e insieme ha al suo interno forze che si riferiscono alla destra più estrema; è non chiaro chi non si impegna su nessun punto programmatico, chiedendo semplicemente fiducia per la sua persona, persona obiettivamente abbastanza difficile da decifrare, dato che fino ad ora (giustamente) impegnata soprattutto a fare procedere i propri affari di industriale (affari che appunto hanno bisogno di riservatezza per raggiungere il loro successo nella dura-vita-moderna); non chiaro è chi si presenta come signorino elegante del tutto indipendente da gruppi di potere, in una situazione in cui i poteri sono precisamente in gioco e con un passato nel quale con i poteri ha dovuto per l’appunto confrontarsi.

Crediamo che sia un dovere della cultura politica di sinistra cercare di essere concreti. E’ una questione di stile. Siamo in un momento in cui non si riesce a capire come in una parte importante dell’opinione pubblica l’evidenza delle cose non si affermi. Non si afferma neanche l’evidenza che il prevalere delle Destre comporta gravi danni per molti degli stessi che le votano; non si afferma l’evidente assurdità delle parole d’ordine che la Destra fa circolare. Si crede nel merito senza rendersi conto che è proprio la subcultura dei dirigenti che dovrebbero sancire il merito ad aver dato un grosso contributo a portare il Paese in una situazione catastrofica. Si ascolta il capo degli industriali come se rappresentasse la luce nelle tenebre, dopo che gli industriali italiani si sono distinti in un incredibile susseguirsi di disastri. Passano pochi mesi e nessuno ricorda più l’affare FIAT, dove non si capisce come alcune banche abbiano potuto sanare un debito colossale senza garanzie; l’affare Parmalat, dove la totale irresponsabilità ha governato l’operare dell’azienda; l’affare Telecom, bancarottiere e spione; l’affare Alitalia truffaldino, l’affare Malpensa; l’affare Mediaset ecc. ecc. ecc. e ancora ecc., e ancora si crede negli industriali promotori della civiltà e intanto si attacca il pubblico impiego, che è quello dal cui lavoro provengono le risorse per costituire ammortizzatori sociali, di cui gli industriali si approfittano per agevolare il loro disimpegno produttivo. Si desidera sicurezza e si dimentica l’insicurezza tragica delle condizioni del lavoro e si è soddisfatti per soluzioni che (a parte il disgusto che dovrebbero generare in una democrazia), in realtà minano la sicurezza pubblica gravemente, come l’istituzioni di ronde, come l’allontanamento degli emigrati dai servizi sanitari e scolastici, con tutti i rischi che queste esclusioni comportano, per l’anima e per il corpo dei presunti rassicurati. Si chiede una scuola libera e si pongono le premesse perché l’ingresso all’Università sia condizionato nelle classi meno agiate dalla necessità di stipulare un mutuo (per le banche bisognose) e si favoriscono processi che portano il governo delle Università in mano ai partiti e ai gruppi di potere locali e grazie ai quali i suoi beni immobili potranno transitare nelle casse di quei gruppi di cui si parlava prima (mentre i debiti delle Università saranno pagati dallo Stato, come quelli di Alitalia). E non è che queste siano parole da anarchici e da comunisti, e anche sappiamo bene che il PD di ieri e di oggi non è una soluzione soddisfacente, incapace com’è di impostare anche solo una politica sulle autorità di garanzia. Diciamo solo che se vince Cenni (e anche, sigh!, se vince l’Attucci) per Prato è peggio. E non mi pare che ci si possa prendere il lusso di disinteressarsi al meno peggio. E Muncipio Verde farebbe meglio a dirlo chiaro e tondo.

Un gruppo di residenti di Prato Centro

martedì 9 giugno 2009

Satira sui sinistrati.

martedì 2 giugno 2009

Prato verso le amministrative. Barosco e le tecnologie per i rifiuti.



Ti invitiamo
giovedì 4 giugno alle ore 18.30 presso la sala Convegni del Museo Pecci
per l'incontro con
dott.ssa Patrizia Gentilini,
Carla Poli
e con Fausto Barosco, candidato sindaco
per la lista civica "Prato 5 Stelle - beppegrillo.it"
su
Moderne metodologie di gestione dei rifiuti in alternativa a discariche ed inceneritori.

All'incontro hanno confermato la loro presenza i candidati alla presidenza della provincia:
Francesco Querci dell'UDC
Lanfranco Nosi
de la Sinistra Rosso Verde.

Firenze verso le amministrative. La chiusura di Spini.


Loggia del Porcellino Chiusura campagna elettorale 4 giugno 2009 ore 21:00

Dalle ore 21,00 in poi festa di chiusura della campagna elettorale della lista
SPINI PER FIRENZE
nella magnifica cornice della Loggia del Porcellino,
in pieno centro storico a Firenze (fra via Calimala e via Porta Rossa)

Cabaret con Paolo Migone, direttamente dalla trasmissione satirica Zelig.
Intervengono Furio Colombo e David Riondino.
Partecipano i candidati al Consiglio comunale, fra i quali il Verde Gianni Varrasi, e ai Consigli di Quartiere.
Conclude la serata il candidato Sindaco di Firenze Valdo Spini.

venerdì 15 maggio 2009

Diritti. Contro l'omofobia.


Giornata Internazionale Contro l’Omofobia

In occasione della Giornata Internazionale Contro l’Omofobia, domenica 17 Maggio, Sinistra e Libertà insieme al Comitato Gay e Lesbiche di Prato promuove l’iniziativa dal titolo “La cura siamo noi”. Presso la Libreria Art Cafè Aspettando Hemingway (via del Carmine, 15), dopo un apericena introduttivo alle ore 19.30, seguirà alle ore 21 la proiezione del video shock dell’attore militante Saverio Tommasi “Chiesa ed omosessualità: guarire si deve”, reportage all’interno dei gruppi di “guarigione” di matrice fondamentalista cattolica. Grazie agli spunti offerti dal video sarà poi possibile ascoltare alcune testimonianze e partecipare al pubblico dibattito, alla presenza dello stesso Saverio Tommasi. Sinistra e Libertà, con la sua partecipazione, desidera sottolineare nuovamente il suo appoggio al movimento gay e lesbico e il suo totale impegno nella lotta contro ogni tipo di discriminazione

mercoledì 13 maggio 2009

Europa. Colori intonati.

Comunicato Stampa - Bruxelles, 12 maggio 2009
Alleanza rosso-verde al Parlamento europeo

Monica Frassoni, accoglie con favore la dichiarazione di Rasmussen per l'alleanza rosso-verde
Monica Frassoni, capolista di Sinistra e Libertà per il Nord Ovest, e Presidente dei Verdi/ALE al Parlamento Europeo, facendo seguito alla dichiarazione di Poul Nyrup Rasmussen, Presidente del Partito socialista europeo, in merito alla decisione di abbandonare l'alleanza informale con i cristiano democratici in favore di un alleanza con il gruppo Verde nella prossima legislatura del Parlamento europeo, ha così commentato:
"La dichiarazione del rappresentante dei socialdemocratici europei è ineccepibile. Dopo la crisi finanziaria ed economica l'Europa ha bisogno di una netta rottura con il passato e deve invece impegnarsi per un "New Deal verde", unendo il lavoro stabile, la lotta contro il riscaldamento climatico e la giustizia sociale. Questo tipo di politica potrà essere messa in atto più facilmente con un'alleanza rosso-verde. Questo significa anche, come ha sottolineato lo stesso Rasmussen, che la rielezione di Barroso a capo della Commissione non è possibile. Non posso quindi che rallegrami di questa presa di posizione che va nella direzione nella quale il gruppo Verde si è da tempo impegnato con la campagna "Stop Barroso". Barroso ha, infatti, la responsabilità di aver promosso le politiche neoliberiste che hanno portato l'Europa nella peggiore crisi economica e finanziaria dagli anni '30. Riproporre Barroso sarebbe quindi masochista."
"L'alleanza rosso-verde è un'alternativa credibile alla grande coalizione attuale, socialisti-popolari, che paralizza l'Europa. Resta il fatto che la sola alleanza socialisti-verdi non sarà sufficiente a garantire il cambiamento di cui l'Europa ha disperatamente bisogno. La grande sfida dopo le elezioni sarà quella di costruire intorno a questo nocciolo rosso-verde una maggioranza nel Parlamento europeo. Se questa sarà raggiunta," conclude l'eurodeputata "si potrà non solo opporsi a Barroso ma determinare la scelta del nuovo Presidente del Parlamento europeo, attualmente frutto dell'accordo tra socialisti e popolari."

martedì 12 maggio 2009

Editoriale. Municipio Verde per i coraggiosi.

Elezioni amministrative. Municipio Verde: la campagna elettorale.

Anche quest'anno il nostro blog cercherà di seguire la campagna elettorale delle amministrative.
Come sanno coloro che seguono queste pagine web, il nostro gruppo non parteciperà come tale a questa importante scadenza politica.
E' importante comunque sottolineare che questo resta un blog “di parte” e che il nostro sostegno va ad alcuni e non ad altri.
Come abbiamo sempre espressamente dichiarato siamo contrari alla scelta fatta dai Verdi di Prato di allearsi aprioristicamente con il PD pratese, formando con i socialisti e la sinistra vendoliana una coalizione strutturata già per l'”appoggio esterno” al partitone.
Il partito democratico è e resta un avversario dell'ecologismo politico e della società solidale.
Continuiamo pertanto a credere in un'azione ecologista autonoma e di impronta civica e laica, animata da programmi chiari, semplici e radicali e a favore della partecipazione diretta dei cittadini nei percorsi di trasformazione urbanistica e sociale della città.
Detto questo non si vuol significare che smetteremo di operare anche secondo il criterio del servizio alla comunità. Quindi nel blog troverete uno spettro abbastanza ampio di notizie anche da liste o partiti che non condividono con noi questo momento politico. Restano le distanze ma è altrettanto viva la necessità di portare l'acqua del fiume nello stesso letto e di preparare il confronto e il dialogo fra coloro che dovrebbero condividere tanti tracciati e tante visioni della società.
Fra tutti coloro che invece direttamente apprezziamo, spicca come è logico il nostro Lanfranco Nosi che con altri amici di Municipio Verde è entrato a far parte della lista di Sinistra Rossoverde, candidandosi per la Presidenza della Provincia. Per loro batte il cuore del Municipio ecologista e loro sono i nostri coraggiosi.
Per il comune abbiamo diversi candidati che si cimenteranno per la poltrona di sindaco e tutti hanno condiviso e continuano a condividere con noi mille battaglie di civiltà e per la qualità urbana: Maila Ermini per la lista “Per il Bene Comune”, unica donna in lizza, Fausto Barosco della Lista “Prato a cinque stelle- Metup Beppe Grillo”, Paolo Paoletti con Rifondazione Comunista e, ovviamente, il candidato della Sinistra Rossoverde Renzo Bellandi.
Fatti i nomi delle teste di serie, ci riserviamo di ricordarvi nelle settimane a venire, quelli dei tanti amici e compagni impegnati in prima persona in questa avventura politica.
In bocca al Lupo da tutto il gruppo di MV e...
only the brave!
Riccardo Buonaiuti

martedì 5 maggio 2009

Rifiuti. Aumenta la Tia ma non la raccolta.

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra europea

Federazione di Prato
Via M. Nistri, 15
59100 Prato (Prato)
tel / fax 0574 30613


Prato 5 / 5 / 2009
La stampa riporta la notizia che il Consiglio Comunale ha approvato ,per l’anno 2009, l’aumento del 3,5% della TIA. Si tratta di un aumento significativo, di una tassa già molto onerosa, che andrà a gravare in modo pesante su singoli, famiglie ed attività.
In un momento in cui Prato è investita da una crisi senza precedenti,che vede la chiusura di numerose aziende,l’aumento del numero dei cassa-integrati e l’insorgere di nuove povertà è doveroso chiedersi se sia stato fatto tutto il possibile per evitare quest’aumento oppure questa decisione non rappresenti un ulteriore indicatore del distacco fra i problemi reali della gente e la politica. Un altro aspetto che ci preme sollevare è quello della trasparenza e della comprensibilità delle decisioni;non risulta infatti chiaro,qual è il rapporto ,ad esempio, fra costi e nuovi servizi, ed in quale percentuale incidano sulla determinazione dell’aumento approvato,non c’è alcun riferimento alla diminuzione del quantitativo di rifiuti prodotti determinato dalla chiusura di numerose aziende del distretto,non ci sono dati statistici comparativi, né vengono fornite indicazioni sulle strategie attuate per il recupero del fenomeno dell’evasione della TIA,ed infine non viene riportato il costo dell’apparato e la sua incidenza sul costo globale.
Inoltre ci lascia perplessi il fatto che in un momento di grande dibattito sulla questione dello smaltimento rifiuti, si proceda senza avanzare alcuna riflessione sul tipo di sistema,come ad esempio la differenziazione della raccolta, ed il riferimento con gli obbiettivi Regionali, la raccolta porta a porta ecc; né si ipotizzi, almeno come linea di tendenza, una modifica sostanziale per il calcolo della tassa legandola alla effettiva produzione dei rifiuti anziché a parametri del tutto aleatori ed abbastanza generici, come quelli attuali.
La questione dell’erogazione dei servizi ed il nodo delle Società Partecipate sono temi che dovranno essere affrontati con decisione dalle future Amministrazioni, certamente in termini di rapporto fra costi e qualità dei servizi,ma ancora di più per recuperare la dimensione e la finalità pubblica rispetto ad una subalternità alle logiche di globalizzazione del mercato, ed infine per sciogliere, una volta per tutte, l’intreccio fra Aziende e politica.
Paolo Paoletti Candidato Sindaco
Calogero Messina Candidato Presidente della Provincia

martedì 28 aprile 2009

Firenze. La sinistra del XXI secolo.

SPINI, INTENDO RAPPRESENTARE TUTTA LA SINISTRA, ANCHE QUELLA CHE C’E’ NEL PD
FURIO COLOMBO: “LA CANDIDATURA DI SPINI RESTITUISCE SENSO POLITICO A QUESTE ELEZIONI”

Firenze 27 aprile 2009 – “Mi presento come candidato di una coalizione di sette tra partiti e gruppi di sinistra, di centrosinistra e civici. E questo è già un bel risultato. Ma la mia candidatura si propone un obiettivo più largo. Ed è quello di rappresentare, come candidatura a Sindaco, tutta la sinistra, anche quella presente nel partito democratico. Una sinistra del XXI secolo, una sinistra moderna, non certo la nostalgia del novecento o dell’ottocento”. Così il candidato sindaco Valdo Spini ha aperto l’incontro con la stampa, che si è tenuto oggi pomeriggio allo Spazio Incontri, insieme a Furio Colombo.
Colombo, giornalista e scrittore, deputato in carica del Pd e già direttore dell’Unità, ha detto: “Sono venuto a Firenze per confermare il mio sostegno per Valdo Spini perché mi interessano candidati con un vero passato e un vero curriculum, che hanno fatto cose importanti per ragioni importanti in cui continuare a credere”.
“A me importa molto, in una città come Firenze, che è costantemente sotto lo scrutinio internazionale, che queste elezioni non appaiano povere e disadorne – penso a Parigi, penso a New York – come sarebbero state senza la candidatura di Spini. Il punto quindi è la testimonianza. Vita vera, vero passato, e non una competizione anagrafica che conta solo per le mamme degli interessati e che per il resto è del tutto priva di senso politico.
La candidatura di Spini – ha continuato Colombo - restituisce senso politico a queste elezioni: un fatto che, a parte la speranza (che è legittimo continuare ad avere), è comunque un contributo importante a una città importante come Firenze”. Vuol dire che la vita continua, da un lato contro una destra prepotente e di plastica, e dall’altro per riportare tutto ciò che è sinistra democratica ad essere di nuovo la voce mancante di tanti cittadini che credono nella Costituzione. Tutto ciò prenderà il posto di definizioni vaporose e incomprensibili come l’elogio del moderatismo.
Il confronto non è fra persone moderate e persone facinorose, il confronto è fra persone che hanno passato e idee, e dunque cariche di futuro, e persone che, più o meno a destra o a sinistra, non ne hanno”. Valdo Spini nel suo intervento si è riferito a un articolo di un giornale cittadino di ieri in cui “il candidato Pd Matteo Renzi rivolge un appello agli elettori moderati.
A parte il fatto che nelle concrete condizioni della vita quotidiana fiorentina ritengo giusto rivolgere un appello agli elettori arrabbiati, – ha detto Spini - (anche di quelli del centro-destra), dal punto di vista politico la Firenze che voglio rappresentare è quella dei La Pira, dei Calamandrei, dei Fabiani, non quella di un moderatismo che insegue il centro-destra. Ecco perché ho invitato qui Furio Colombo, un democratico che incarna quei valori che mi propongo di rappresentare”.
“Non mi presento contro qualcuno – ha concluso Spini - ma per la città innanzitutto, e per rappresentarne in positivo l’anima di un riformismo e di un solidarismo laico, attento ai valori spirituali e religiosi. E’ un’alternativa al duello Renzi-Galli che interessa tutta la sinistra”.

lunedì 27 aprile 2009

Terremoti. Disastri istituzionali.

Terremoto in Abruzzo
Un disastro ‘naturale’ o un disastro
istituzionale?
Le priorità del territorio

Martedì 28 Aprile ore 21,15
Giardino dei ciliegi - Via dell'Agnolo, 5

Partecipano:
Dimitrij Palagi - volontorio Brigate solidarietà attiva *campo di Tempera
Giulia Spalla- volontaria psicologa *campo di ONNA
Francesco Indovina -urbanista
Giancarlo Paba- urbanista
Raffaele Palumbo- inviato in Abruzzo di Popolare network
Stefano Tanini- Genio Civile Firenze



Associazione X una Sinistra Unita e Plurale Firenze
www.
xsinistraunitaeplurale.it

domenica 26 aprile 2009

Prato verso le amministrative. Insieme per Prato con Carlesi

A dire la verità, noi ci eravamo pure scordati che esistesse, "Insieme per Prato", ed in effetti, se guardate un po' i siti internet, scopirete che è un po' tutto fermo. Pare che a questo giro di giostra i trasversalissimi bandoleros optino per Carlesi, realizzando così una convergenza fra Radicali di varie famiglie.
Un valore aggiunto? Beh con questi chiari di luna va bene tutto, basta spendere poco.
MV


da pratoblog.it del 22/04/09
Insieme per Prato si schiera con Massimo Carlesi


Prato, 22 aprile 2009 - Sembra sia ormai cosa fatta. Insieme per Prato, una delle liste civiche "storiche" della città che nella legislazione 1999-2004 è riusicta ad esprimere anche un consigliere comunale, ha scelto di appoggiare la candidatura a sindaco di Prato di Massimo Carlesi. La scelta dei dirigenti della lista civica che da sempre ha un po' rappresentato la trasversabilità politica cittadina costituisce una poderosa "virata" alle posizioni fino ad oggi sostenute (nell'ultima campagna elettorale Insieme per Prato aveva appoggiato la candidatura di Filippo Bernocchi).
A questo punto per i dirigenti di Insieme per Prato si potrebbe prospettare un necessario momento di riflessione interna considerando le diverse anime politiche della lista civica pratese come, per esempio, l'ex presidente Mauro Vaiani che attualmente è portavoce di Alessandro Antichi, candidato alla Provincia di Grosseto per il PdL ed il rappresentante di una delle componenti radicali cittadine Fioravante Scognamiglio. Per Massimo Carlesi un "valore aggiunto" sicuramente importante alla sua campagna elettorale.

domenica 19 aprile 2009

Prato verso le amministrative. Rifondazione fuori dal centrosinistra, ricorre a Paoletti.

E' ufficiale: Rifondazione è stata rifiutata dallo schieramento di centrosinistra. Intanto si continua a parlare della candidatura di Paolo Paoletti, ma ci sembra strano che il partito inserisca un capolista indipendente. sarebbe una bella novità. Comunque ragazzi sbrigatevi perchè il tempo stringe!
MV

Da decidere ancora i candidati
Rifondazione comunista correrà da sola
il Tirreno 19/4/'09

PRATO. E’ deciso: Rifondazione Comunista correrà da sola. Nessun accordo possibile con il Pd anche per la netta opposizione della componente ex centrista ma anche di Sinistra e Libertà che riunisce vendoliani, Verdi e Sinistra democratica.
Entro pochi giorni - la data è mercoledì quando si riunirà il direttivo provinciale - il partito governato da Alessio Laschi dovrà decidere i nomi dei candidati sindaco a presidente della Provincia. In pole - ma non si sa ancora per quale poltrona - ancora il nome dell’architetto Paolo Paoletti che dovrebbe correre in tandem con un candidato di bandiera.
Rifondazione lancia un appello per una lista unitaraia della sinistra «perta a tutte quelle persone, associazioni, liste civiche, comitati, esponenti del mondo del lavoro e del sindacato - scrivono in una nota - che condividono con noi la critica al sistema di potere cittadino, alla gestioone dell’ambiente e dei rifiuti e dei beni comuni di questa città».

sabato 21 marzo 2009

Prato verso le amministrative. Si presenta Sinistra e Libertà a Prato

Anche a Prato si costituisce l'alleanza elettorale denominata sinistra e Libertà. E' noto a tutti i nostri amici e simpatizzanti che MV ha scelto un'altra strada. Abbiamo cercato di spiegare più chiaramente possibile i motivi della nostra scelta; tali motivazioni, purtroppo non sono venute meno negli ultimi mesi ma anzi si sono rafforzate. Quest'apertura tardiva ai contributi della società civile, dell'associazionismo e dai comitati, dopo aver trattato "a monte" con il PD e aver partecipato al baraccone delle primarie, ci sembra decisamente triste.

Ci auguriamo comunque che in questa occasione vengano realizzate aperture concrete alle istanze civiche e ambientaliste della città, magari concretizzate in una critica chiara ed esplicita alla politica urbanistica della giunta uscente e alla farsa del processo anti-partecipativo da essa gestito. Magari persino con un pronunciamento di stop al Town meeting che si terrà il 28 marzo prossimo. Ma la cosa più facile è che si tenda a menare il can per l'aia fino a che non sarà Carlesi a scavalcare la Sinistra a Sinistra

MV

Ciò nonostante saremo felici di dare ampio spazio alle iniziative e ai percorsi di questa coalizione, in spirito di servizio ma senza risparmiare critiche.

dal sito Sinistraprato.it
Sinistra e Libertà, il progetto politico per l’Europa, lanciato da alcune forze della sinistra si riproduce anche a Prato.

Verdi, Partito Socialista, Sinistra Democratica e Movimento per la Sinistra, il movimento avviato da Vendola, hanno concordato di lavorare insieme per una nuova proposta da offrire sul territorio aprendo ad associazioni, comitati e singoli contributi che potranno venire dalla società civile.

Proprio per questo il 25 prossimo ci sarà il lancio pubblico di Sinistra e Libertà che intende essere “laboratorio aperto e inclusivo” di una “sinistra attiva e di governo” che apre con alcuni temi: il lavoro, lo sviluppo urbano, la coesione sociale, il rispetto delle regole, la sicurezza, l’ambiente come valore e risorsa, la responsabilità della politica e la sua trasparenza, la partecipazione civica ai processi decisionali.

Ma prima di tutto il lavoro e l’occupazione. Da una parte rafforzando le richieste urgenti di assistenza che provengono dagli inoccupati, lavoratori o piccoli artigiani, e i bisogni delle imprese di accesso al credito, contrazione della pressione fiscale, rilancio degli investimenti e costruzione di una forte immagine internazionale del prodotto pratese.
Dall’altra chiedendo con forza che sia lanciata una poderosa campagna di investimenti, pubblici e privati, verso lo sviluppo di un’economia-verde, nuova frontiera dello sviluppo mondiale. Riciclo e recupero dei rifiuti, ristrutturazione degli edifici per risparmiare energia, sostituzione dell’intera illuminazione pubblica, produzione diffusa di energia solare, eolica, geotermica, recupero sistematico delle acque, sono tutte opportunità di “nuovo lavoro” e di “nuova occupazione” per il nostro distretto manifatturiero.

Sinistra e Libertà, osservando lo scenario che si prospetta per le prossime amministrative, ritiene che l’unità delle forze del centro-sinistra, in una prospettiva responsabile di governo, sia un valore per il quale spendersi fin da subito.

Pertanto, Sinistra e Libertà, come nuova entità politica e sulla base di nuovi contenuti, intende avviare immediatamente un confronto a tutto campo con le altre forze collocate nel centro-sinistra.

Carlesi ha interpretato, durante le primarie, il bisogno di un cambio di passo ed è su questa frequenza che intendiamo sintonizzarci verificando la condivisione dei contenuti programmatici per la città. Anzi, desidereremmo proprio partecipare, con pieno titolo, alla scrittura del programma di governo per una nuova Prato.

Il Coordinamento Politico di Sinistra e Libertà

Verdi - Celso Bargellini,

SD - Michele Mezzacappa,

Mps - Nunzio Martino,

PS - Alessandro Michelozzi