TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

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lunedì 15 giugno 2009

Diritti civili. La Cina si avvicina?

Shanghai, in centinaia hanno partecipato al primo Gay Pride

Reuters


Centinaia di uomini e donne gay, alcuni con bandiere arcobaleno dipinte sul volto, hanno preso parte ieri alla prima manifestazione omosessuale di Shanghai.

Non c'è stata una parata, e la folla non era certo quella di eventi analoghi a Sydney o San Francisco, ma alcune persone trovano un atteggiamento più internazionale e aperto nella capitale finanziaria cinese che si prepara a ospitare l'Expo dell'anno prossimo aspira a diventare un centro finanziario globale.
"Non credo che la Cina ora sia molto conservatrice. Shanghai si sta sviluppando molto rapidamente e sta diventando sempre più internazionale", ha detto Amy Lin, 17enne di Taiwan che ha partecipato alla manifestazione di ieri, a cui però erano presenti soprattutto stranieri.
Tra gli eventi di ieri, danze tradizionali cinesi eseguite da drag queen.
"Abbiamo organizzato eventi in passato, eventi sociali per la comunità Lgbt (lesbo, gay, bisessuale, transgender), degustazioni di vino, letture, drag show. Ma è la prima volta che abbiamo fatto tutto questo in una settimana chiamandolo festival gay pride", ha spiegato Hannah Miller, del gruppo organizzativo.

lunedì 1 giugno 2009

Candidati. Emanuele Bresci.

Volevo informarvi che sono candidato con la lista “Sinistra e Libertà” per il Consiglio Comunale di Prato e per il Consiglio Comunale di Montemurlo.

Ho deciso di farlo perché ho ritenuto che fosse importante provare a portare in campagna elettorale e magari nelle istituzioni comunali tutta una serie di tematiche che spesso passano sotto silenzio.
Sto parlando della laicità dello stato e delle istituzioni, della parità dei diritti civili per tutti e tutte, apertamente compresi/e/* gay lesbiche bisessuali e trans , della lotta al pregiudizio, del superamento degli stereotipi di genere e di un vero antirazzismo.
Ritengo infatti che non ci sia sufficiente chiarezza su tutti questi temi nel nostro territorio, un territorio in cui nel tempo si sono combinati una pesante influenza clericale, l’imbarazzo di un ex-post PCI-PDS-DS schiacciato da un alienante “senso comune” e nuovi razzismi prodotti dalla paura e dalla crisi.
All’involuzione della società italiana penso si debba rispondere con parole d’ordine chiare, senza timidezze o tatticismi, affermando la necessità di pari diritti, doveri e opportunità per tutti-tutte-tutt* nel quadro di una necessaria laicità, unica garanzia per un effettivo incontro fra diverse culture, tradizioni e costumi, contro le pericolose sovrapposizioni fra fondamentalismi e razzismi.
Portare questa voce rappresenta il mio impegno e la mia specificità nell’ambito di Sinistra e Libertà.
Per questo, se condividi il mio progetto,
vota sulla scheda azzurra per il Consiglio Comunale a Prato o a Montemurlo:
“Sinistra e Libertà”
e scrivi accanto “Emanuele Bresci”.

Emanuele Bresci
Si impegna nella difesa dei diritti civili e sociali di tutti e di tutte, perché "pari opportunità" non restino parole vuote.
Difende la laicità delle istituzioni come valore fondante della vita civile moderna, unico modo per permettere la pacifica coesistenza delle differenze, da vivere come ricchezza senza la necessità di ricondurle ad una omogeneità triste e monocromatica .
Riconosce differenti forme di famiglia come realtà sociali di pari dignità e bisognose di pari sostegno.
Ritiene che le politiche sociali ed abitative in città non dovrebbero considerare quale loro obiettivo esclusivamente le famiglie tradizionali secondo l'interpretazione cattolica, ma tenere presente ogni forma di aggregazione e anche la realtà di persone singole. Intende a tal fine adoperarsi affinché venga istituito il registro delle unioni civili.
Afferma che la consapevolezza delle differenze di genere e di orientamento sessuale andrebbe manifestata chiaramente sia negli atti amministrativi che nelle iniziative di comunicazione con i cittadini e le cittadine.
Ritiene che le cooperative o aziende cui vengono affidati servizi comunali dovrebbero garantire la non discriminazione relativamente all'orientamento sessuale, all'origine, alla religione e a qualunque condizione personale.
Si impegna perché l’Amministrazione comunale, in questo momento di crisi, si adoperi a valorizzare tutte le risorse del territorio, si impegni nella formazione e attui anche al suo interno politiche contro la precarietà, riconoscendo nel senso di insicurezza generato dalla precarietà stessa una delle matrici della crisi.
Condivide le tematiche di rispetto per l’ambiente riconoscendo uno stretto legame fra chi vive in un luogo ed il luogo stesso. Si impegna a intensificare le politiche comunali di riciclaggio e tutela del territorio riconoscendovi un profondo valore culturale, sociale ed anche economico.
Auspica che il Comune organizzi, in collaborazione con le associazioni presenti sul territorio, campagne informative periodiche volte a combattere la discriminazione e il pregiudizio in base all'orientamento sessuale, all'identità di genere, all'origine, alla nazionalità, alla religione o a qualunque condizione personale.
Ha intenzione di adoperarsi perché l'Amministrazione realizzi campagne di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, con la distribuzione gratuita di profilattici e pubblicazioni informative in tutti i luoghi di aggregazione giovanile.
www.sinistraprato.it

venerdì 29 maggio 2009

Diritti. Rimossa dalla Carfagna la questione della parità Gay.

Sul sito del ministero sparito ogni riferimento alla lotta contro l'omofobia
Eliminata anche una commissione per i diritti delle persone GLBT



Pari opportunità, ma non per i gay

Carfagna cancella la pagina web

Il dicastero: "Era stata istituita dal precedente ministro, l'attuale non ha ritenuto di mantenerla" L'Arcigay: "E' evidente che manca la volontà politica di affrontare la questione"
di MARCO PASQUA

ROMA - Pari opportunità per tutti, ma non per i gay. Sembra essere questo il messaggio che arriva dalla nuova versione del sito del ministero delle Pari opportunità. Versione presentata ufficialmente al Forum P. A. lo scorso 14 maggio. Ma rispetto a quella precedente, manca ogni riferimento alla lotta all'omofobia. Vengono citate varie categorie di persone soggette a discriminazioni, dai disabili alle donne, passando per i bambini contesi. Nessun riferimento ai gay. Non solo: Mara Carfagna ha anche deciso di cancellare una commissione per i diritti e le pari opportunità delle persone GLBT, istituita dalla precedente ministra, Barbara Pollastrini. "Non è stata ritenuta prioritaria", fanno sapere dal ministero. Per Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, "La Carfagna dovrebbe dimettersi: il suo ministero non ha fatto nulla per le persone GLBT".
Quando al ministero era in carica la Pollastrini, era stata creata una pagina web in cui veniva riportato l'elenco dei gruppi vittime di discriminazione, per motivi religiosi, di disabilità, per la razza e, infine, per l'orientamento sessuale. "Stereotipi e pregiudizi nei confronti di omosessuali, transessuali e bisessuali - si leggeva, tra le altre cose, nella sezione dedicata - sono ancora radicati culturalmente, ma l'orientamento sessuale appare ancora oggi un fattore di discriminazione anche sul piano normativo".
Citando un rapporto europeo, veniva riferito che "le discriminazioni sull'orientamento sessuale sono diffuse, secondo il 73% degli italiani". Di quella pagina, oggi, si è persa ogni traccia e, anche utilizzando il motore di ricerca interno del sito, non si trovano riferimenti alla lotta all'omofobia.
Sparisce anche ogni documento relativo alla Commissione per i diritti e le pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transgender. Istituita nel 2007 dalla Pollastrini, secondo un apposito decreto doveva rimanere in carica per tre anni. "La commissione - si spiegava nel documento istitutivo, oggi sparito dal sito - fornisce consulenza e supporto tecnico-scientifico nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche per i diritti e le pari opportunità per lesbiche, gay, bisessuali e transgender. La commissione elabora proposte di provvedimenti da adottare al fine di rimuovere suddette cause di discriminazione ed ogni effetto pregiudizievole ed elabora studi e ricerche in materia".
Secondo quanto riferisce l'ufficio stampa del ministero, "quella commissione era il risultato di un decreto di Gabinetto, e non era prevista da nessuna disposizione normativa. Si era riunita una volta sola, ed è decaduta insieme al governo Prodi. Il ministro Carfagna non ha ritenuto di mantenerla".
Tuttavia, nelle motivazioni che portarono alla sua creazione, da parte della Pollastrini, si partiva da alcune importanti risoluzioni e direttive europee in materia. Tra queste: la risoluzione sulla "Parificazione dei diritti di gay e lesbiche nella Comunità Europea" adottata dal Parlamento europeo nella seduta dell'8 febbraio 1994; la raccomandazione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa n. 1117 del 1989 sulla non discriminazione delle persone transessuali; infine, la risoluzione "Sulla parità di diritti per gli omosessuali nell'Unione Europea" adottata dal Parlamento europeo nella seduta 17 settembre 1998. Decisioni europee, il cui fine era chiaro: lotta contro l'omofobia e le discriminazioni dei gay.

Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, non si stupisce: "E' evidente che non c'è la volontà politica di affrontare la questione delle discriminazioni verso i gay e come associazione non ci meravigliamo di questo comportamento da parte della Carfagna. Il ministro non ha mai voluto affrontare con le associazioni l'argomento omofobia e non ha mai fatto nulla. Mentre con alcuni ministeri, come quello della Gioventù o della Salute, abbiamo rapporti istituzionalmente corretti, con la Carfagna non siamo mai riusciti ad interagire. Persino Stefania Prestigiacomo, quando fu ministro, ci chiamò, anche se poi concretamente non fece nulla. Per noi, un ministro delle Pari opportunità che non si occupa delle pari opportunità dei gay, si dovrebbe dimettere".
La replica del ministero: "La pagina relativa alla lotta alle discriminazioni era stata inserita nel 2007 dal precedente ministro, nell'ambito dell'anno europeo delle pari opportunità, e rimossa a inizio 2008". Pochi mesi fa, in realtà, era presenta un link tramite il quale era ancora raggiungibile. Quanto all'assenza di ogni riferimento alla lotta all'omofobia, il ministero conferma e dice: "Se ne sta occupando il Parlamento, nella persona del deputato del Pd, Anna Paola Concia, anche per conto del Pdl".
Chiamata in causa Concia commenta: "Dal momento che il Parlamento da circa un anno sta lavorando a una legge contro l'omofobia è inspiegabile che il ministro Carfagna abbia cancellato dal sito del ministero ogni riferimento alla lotta contro le discriminazioni omosessuali".
Più dure altre reazioni. Musacchio (Sinistra e libertà) dice: "La Carfagna si allontana dall'Europa". Imma Battaglia, presidente di DìGayProject, chiede le dimissioni del ministro. Il Pdci la definisce "un passacarte di una destra illiberale". L'europarlamentare Pia Locatelli, capodelegazione Ps a Strasburgo attacca: "La Carfagna dovrebbe dimettersi perché è chiaramente insensibile al problema della discriminazione".

(27 maggio 2009 repubblica.it)

domenica 17 maggio 2009

Diritti. Manganelli russi sui gay.

Tafferugli e arresti all'appuntamento organizzato in occasione di Eurovision
Tra i fermati il leader della protesta: "L'omofobia è una vergogna per la Russia"
Mosca, manganelli contro il Gay pride
Ammanettati venti manifestanti

MOSCA - Tensioni tra polizia e dimostranti del Gay pride a Mosca nel giorno della festa canora Eurovision che oggi terrà la sua finale nell'arena olimpica della capitale. La polizia ha arrestato stamane almeno 20 attivisti poco prima dell'avvio della manifestazione costata oltre 42 milioni di dollari.
Le organizzazioni degli omosessuali russi hanno deciso di tenere la loro parata nonostante il divieto del sindaco Jurij Luzhkov. La polizia è in stato di allerta da ieri con migliaia di uomini dei reparti speciali pronti a intervenire in tutta la città. In Russia fino al 1993 l'omosessualità era considerata un crimine e solo nel 1999 ha smesso di essere classificata come una malattia mentale.
Proprio per la visibilità di Eurovision, che fa impazzire i russi come soltanto il festival di Sanremo in Italia, gli omosessuali hanno deciso di scegliere il 16 maggio per la loro manifestazione. All'appuntamento non autorizzato vicino a un ateneo nella parte sudoccidentale di Mosca, i manifestanti gridavano "L'omofobia è una vergogna per la Russia!" e "Diritti uguali per tutti". Una ventina sono stati ammanettati poco dopo, mentre cercavano di parlare con i giornalisti. Fra i fermati c'è anche Nikolai Alekseev, fondatore del sito gayrussia.Ru e principale organizzatore della manifestazione.
Le prime avvisaglie di disordini si erano avute giovedì, quando diversi manifestanti si sono messi a lanciare uova contro i concorrenti di Eurovision 2009, giunti allo stadio Olympiisky per le prove. "Il 7% dei russi è gay" ha sottolineato Alekseev, eppure "negli ultimi 4 anni abbiamo cercato in tutti i modi di ottenere il permesso di sfilare, e non ci è mai stato concesso dalle autorità". E ancora una volta, nel 2009, è venuto un niet secco dal sindaco Yurij Luzhkov.
Da qui l'idea di salire in qualche modo sul carro della 54esima edizione dell'Eurovision, organizzata dalla Russia. Oltretutto all'inizio della settimana una coppia di lesbiche, Irina Fedotova e Irina Shapitko, aveva chiesto per provocazione di ufficializzare il loro legame a uno dei municipi più omofobici in Europa, Mosca appunto. Ma la risposta è stata secca: "Non possiamo accettare la loro richiesta" poiché non "conforme al principio della volontaria unione tra un uomo e una donna".

(16 maggio 2009 la Repubblica.it))

venerdì 15 maggio 2009

Diritti. Contro l'omofobia.


Giornata Internazionale Contro l’Omofobia

In occasione della Giornata Internazionale Contro l’Omofobia, domenica 17 Maggio, Sinistra e Libertà insieme al Comitato Gay e Lesbiche di Prato promuove l’iniziativa dal titolo “La cura siamo noi”. Presso la Libreria Art Cafè Aspettando Hemingway (via del Carmine, 15), dopo un apericena introduttivo alle ore 19.30, seguirà alle ore 21 la proiezione del video shock dell’attore militante Saverio Tommasi “Chiesa ed omosessualità: guarire si deve”, reportage all’interno dei gruppi di “guarigione” di matrice fondamentalista cattolica. Grazie agli spunti offerti dal video sarà poi possibile ascoltare alcune testimonianze e partecipare al pubblico dibattito, alla presenza dello stesso Saverio Tommasi. Sinistra e Libertà, con la sua partecipazione, desidera sottolineare nuovamente il suo appoggio al movimento gay e lesbico e il suo totale impegno nella lotta contro ogni tipo di discriminazione