TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

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mercoledì 17 giugno 2009

Toscana. Il nuovo codice del paesaggio.

Consiglio: adottato il Codice del Paesaggio

Lupi: va a completare il lungo lavoro del PIT (Piano di Indirizzo Territoriale)

Firenze 17 giugno ‘09

“Il Codice del Paesaggio è a garanzia di tutela dei paesaggi regionali e prevede vincoli, direttive e prescrizioni a cui devono riferirsi con coerenza tutte le scelte urbanistiche - ha dichiarato Mario Lupi, capogruppo Verdi in Regione Toscana.
Conia una nuova e moderna definizione di paesaggio inteso come risorsa e come fattore di competitività e di attrattività dei territori; adesso l’atto sarà sottoposto al vaglio di associazioni, categorie, istituzioni e cittadini potranno avanzare osservazioni in merito.
La Toscana – ha proseguito Lupi - si conferma tra le Regioni europee più tutelate: l’insieme delle aree vincolate per legge (zone lungo la costa, laghi, fiumi, parchi e riserve, boschi, montagne, usi civici, zone umide, aree archeologiche) raggiunge il 61,8 per cento del territorio regionale. Ma la normativa paesaggistica contiene, per le altre aree, prescrizioni e obiettivi di qualità anche in funzione del Piano energetico regionale. Le 38 zone individuate nel Codice dialogano tra loro anche attraverso il recupero di strade storiche che offrono un panorama a rete del territorio regionale.
Soddisfazione inoltre nel vedere accolti nell’articolo 34 ter le nostre proposte inerenti gli itinerari storici espressamente enunciati: le vie consolari Aurelia, Cassia e Clodia, la Via Francigena e le sue diramazioni, i tracciati legati alla difesa del territorio (coma la Via dei Cavalleggeri), le strade della transumanza e i percorsi del lavoro e delle fede come le strade del ferro, del sale e del marmo, che diventano vere e proprie infrastrutture a tutela del paesaggio e della ruralità.
Questi elementi – aggiunge Lupi, che per altro rappresenta la Regione Toscana nell’Associazione Europea delle Vie Francigene – sono così acquisiti nella pianificazione territoriale e negli strumenti urbanistici come “invarianti strutturali”.
Necessario adesso che la Regione ed il territorio, con i Comuni e le Province, utilizzino questi strumenti normativi come una “chiave” per la tutela dei paesaggi, della ruralità, dei sistemi agricolo-pastorali, della cultura e del turismo fino ad arrivare alla new economy.”

martedì 31 marzo 2009

Toscana. Paesaggio: un altro Piano.

Non sarà solo nuova burocrazia? Perchè i fatti smentiscono sempre i buoni propositi?

mv

Piano paesaggistico della Toscana: la regione in 38 schede dalla Lunigiana alla Valdorcia

Martedì 31 marzo 2009, 14:05 da Nove.Firenze.it

Firenze– Un atlante del paesaggio con 38 schede, dalla Lunigiana alla Valdorcia passando per Garfagnana, Casentino, Valdinievole, Valdarno, Valdichiana, Versilia, Maremma, Val di Cornia, Argentario, Chianti, Crete senesi, Amiata: è questa la Toscana disegnata dal Piano paesaggistico regionale, presentato oggi a Palazzo Panciatichi in un seminario organizzato dalla commissione Territorio e ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Erasmo D’Angelis. “Un piano che esprime la migliore cultura di governo del territorio del nostro Paese, e non sono parole di rito – commenta D’Angelis (PD) – La tutela del paesaggio è la nostra priorità, e queste norme sono l’evoluzione di un quadro di riferimento che qui da noi è stato più robusto che altrove”. Il Piano del paesaggio integra e completa il PIT (Piano di indirizzo territoriale), e sarà a breve discusso prima in commissione e quindi in Aula. Per ognuna delle 38 schede vengono delineati caratteri strutturali, valori e obiettivi di qualità paesaggistica, fino alla formulazione delle azioni prioritarie per il conseguimento degli obiettivi di qualità e all’attribuzione di ruoli a Province e Comuni. “Oggi rendiamo più efficace la nostra normativa incardinando gli strumenti urbanistici locali su posizioni più chiare e in linea con le finalità di coerenza e sostenibilità e garantendo procedimenti più snelli, aumentando gli anticorpi contro il consumo delle risorse ambientali, contenendo quelle fortissime pressioni speculative di chi guarda alla Toscana solo come a un territorio da conquistare o da lottizzare”. “Noi non siamo signornò, né vogliamo stare fermi – spiega D’Angelis – ma una cosa chiara il Piano paesaggistico la dice: qui non c’è un metro quadrato di spazio disponibile per abusi, illegalità, edilizia selvaggia e fuori da ogni regola”. D’Angelis, che ha svolto la relazione introduttiva al seminario, ha ripercorso la storia del territorio toscano, ricordando l’evoluzione millenaria del paesaggio e la nascita delle prime regole per la conservazione e la tutela dell’ambiente, a partire dal lontano 1206 quando a Siena la Signoria impose l’obbligo di “sorveglianza, conservazione e rimboschimento” di Pian del Lago, istituendo anche gli “ufficiali di sorveglianza dei boschi”. “Ma a differenza che nel passato – aggiunge Andrea Agresti (An-PdL), vicepresidente della commissione - è oggi che la tutela del paesaggio si impone come una necessità, perché ai giorni nostri tutto si è velocizzato e i mutamenti territoriali non sempre garantiscono la tutela del paesaggio”. “Il territorio toscano è fra i più belli d’Italia – continua Agresti - Il nostro paesaggio ha subito metamorfosi lente ma continue grazie al lavoro dell’uomo. Dobbiamo molto alle generazioni passate, che hanno saputo adattare il paesaggio alle necessità delle attività umane, senza stravolgerlo. Viene da qui il nostro comune impegno a tutelare un patrimonio che è frutto del lavoro umano, e che ha reso la Toscana famosa in tutto il mondo”.
“Siamo davanti a un passaggio che porta a compimento il PIT (Piano di indirizzo territoriale) dandogli una valenza oltre che politico-istituzionale anche culturale – afferma Severino Saccardi (Pd), consigliere regionale membro della commissione Attività culturali e turismo, che ha introdotto e coordinato la prima parte del seminario – Il paesaggio va visto come elemento da custodire, sì, ma anche come dimensione soggetta a una metamorfosi continua, che va gestita: da questo punto di vista il Piano contribuisce a dare un quadro di riferimento che allo stesso tempo tutela e promuove lo sviluppo, la qualità della vita, il vivere civile, il senso dell’etica e dell’estetica che fa del paesaggio toscano una realtà del tutto peculiare”. Sono stati Riccardo Baracco e Marco Gamberini, della Direzione generale Politiche territoriali e ambientali della Regione, ad illustrare nel dettaglio gli aspetti normativi e le caratteristiche delle schede dei 38 paesaggi toscani. Al seminario sono intervenuti quindi Mario Lolli Ghetti (Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana – Ministero per i Beni e le attività culturali), Felicia Bottino (Università IUAV di Benezia) e Luciano Piazza (INU Toscana). A seguire si è svolto un dibattito coordinato da Andrea Agresti e intorodotto da Massimo Morisi, Garante regionale della comunicazione nel governo del territorio. Numerosi i presenti al seminario tra i quali anche altri consiglieri regionali, membri della commissione Territorio e ambiente. “Le odierne vicende hanno restituito grande attualità al tema della disciplina del paesaggio, un argomento spesso marginale e specialistico – ha commentato l’assessore regionale al Territorio, Riccardo Conti – Volutamente il Piano ribadisce il ruolo del paesaggio come leva essenziale per le politiche orientate alla competitività del territorio, come fattore qualificante rispetto alla capacità di attrrarre investimenti da parte di imprese portatrici di reddito, e non di rendita. Il piano infatti non è solo uno strumento che mantiene un grande patrimonio collettivo: è anche uno strumento di semplificazione, resa possibile proprio grazie al quadro di certezze di cui oggi siamo dotati”.

(ab)

sabato 21 marzo 2009

Italia. Il governo strazia la Maddalena.


G8 della Maddalena: l’Ue “avverte” l’Italia per la Via
Frassoni: «il governo non potrà più far finta di nulla»


BRUXELLES. Ieri la Commissione europea ha deciso di inviare all’Italia un ultimo avvertimento scritto per l’adozione di una legge (ordinanza) in contrasto con le norme comunitarie che impongono di eseguire valutazioni dell’impatto ambientale per determinati progetti. L’ordinanza del governo Berlusconi istituisce un regime giuridico semplificato per le opere connesse alla riunione dei capi di Stato del G8 che si terrà sull’isola sarda della Maddalena e per quelle riguardanti le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia nel 2011.
«L’ordinanza prevede, in particolare – scrive l’Ue - la possibilità di dare inizio ai lavori prima del completamento delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale. In base alla normativa comunitaria, gli Stati membri devono provvedere affinché l’autorizzazione di progetti con un potenziale impatto significativo sull’ambiente e l’inizio dei lavori ad essi connessi siano subordinati a una valutazione dell’impatto ambientale. Una lettera di costituzione in mora è stata trasmessa alle autorità italiane nel giugno 2008. Essendo il regime giuridico istituito dall’ordinanza tuttora in contrasto con la pertinente normativa Ue ed essendo stato dato inizio ai lavori sull’isola della Maddalena prima del completamento delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale, la Commissione si appresta ad inviare all’Italia un parere motivato».
Secondo Monica Frassoni, presidente dei Verdi/Ale al Parlamento europeo, «La decisione della Commissione di inviare un secondo richiamo all´Italia si basa sul ricorso presentato nel marzo 2008 dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, e sostenute da due mie interrogazione alla Commissione Ue. In tutti questi mesi il governo italiano tramite, il dipartimento della protezione civile, ha trattato con sdegno i nostri ripetuti appelli per applicare correttamente la legislazione europea in campo ambientale nelle procedure connesse a quello che dovrebbe essere la vetrina delle capacità organizzative italiane. Incredibilmente il Dipartimento di protezione civile è giunto ad affermare che la Commissione europea aveva comunicato ufficialmente la piena regolarità dei lavori. Preoccupa quindi che non solo siano stati avviati degli imponenti lavori in un luogo unico e prezioso per bellezza e ricchezza naturalistica senza un´adeguata valutazione degli impatti ambientali, ma che il governo italiano non sia neanche in grado di capire se la Commissione stia proseguendo una procedura d´infrazione o meno. In conclusione se l´Italia vuole svolgere un ruolo di primo piano sulla scena mondiale farebbe bene ad applicare le normative e a tener in maggior conto le istituzioni europee. Spero che gli elettori si ricordino al momento del voto di giugno, per il rinnovo del Parlamento europeo, che si tratta di un luogo di importanti decisioni in cui i politici al tramonto e i personaggi dello spettacolo non hanno ragion d´essere».