TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

Visualizzazione post con etichetta notizie verdi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta notizie verdi. Mostra tutti i post

venerdì 10 aprile 2009

Scuola. Gli educatori protestano.

Manifestazione degli educatori davanti alla Provincia

Sostegno dei Verdi. Tommaso Grassi e Luca Ragazzo: “Insabbiata in Consiglio Provinciale una nostra mozione sul tema”
9/4/'09 Firenze
“I Verdi sostengono le ragioni della manifestazione che ha visto oggi protagonisti diversi operatori delle cooperative di educatori per il sostegno scolastico” dichiarano il Portavoce Provinciale dei Verdi di Firenze Tommaso Grassi e il Consigliere Luca Ragazzo .
“Stiamo seguendo la vicenda da molto tempo – dichiarano i due esponenti Verdi -abbiamo presentato una mozione in Provincia per sottolineare l’importanza di questo tipo di servizi nelle scuole e per chiedere che fossero introdotte regole che rendessero omogenei (per qualità e tutela dei lavoratori) i servizi su tutto il territorio fiorentino, e abbiamo realizzato un Convegno, insieme ai diretti interessati, il 17 maggio scorso, dal titolo L’Educatore, una professione tra presente e futuro ”
“Durante l’estate, abbiamo sollecitato la Provincia ad organizzarsi per garantire la continuità dei servizi, visto che una sentenza del Consiglio di Stato trasferiva le competenze dai Comuni alle Provincie stesse, senza ricevere dall’Amministrazione alcun cenno di risposta o interessamento”
Purtroppo su questa vicenda esistono evidentemente degli interessi “intoccabili” – concludono Tommaso Grassi e Luca Ragazzo -: la discussione della nostra mozione, ad esempio, è stata rimandata due volte in Consiglio Provinciale, poi reinviata in Commissione Lavoro, “per approfondimenti”, quindi insabbiata nella Commissione stessa, dove sarebbe dovuta da tempo iniziare una serie di audizioni conoscitive, mai neppure avviata

Tommaso Grassi – Portavoce Provinciale
Luca Ragazzo - Consigliere Provinciale dei Verdi

giovedì 9 aprile 2009

Verdi. Il Quotidiano.

Di un giornale ecologista ce n'è tanto bisogno, ma questo sa tanto di un ente di collocamento per i quadri disoccupati di un partito alla frutta.

Comunque non ve lo fate mandare a casa perchè il postino ve ne porta sette tutti insieme e non ce la fate a leggerli (con conseguente spreco di carta).
mv


Cara, caro,
mercoledì prossimo, 15 aprile, esce in edicola un nuovo quotidiano nazionale: Terra, giornale di politica, ambiente, cultura e informazione pulita.

È il compimento di una trasformazione che ci ha portato a creare da NotizieVerdi una nuova proposta editoriale, più ricca di contenuti e, ci auguriamo, capace di incontrare l’interesse di tutti coloro che sono sensibili alle tematiche ecologiche. Il tutto senza rinunciare alla nostra identità.
Terra esce in circa 60 città (la lista completa la trovi sul sito http://www.terranews.it/). Ti ricordiamo che, qualora, il quotidiano non fosse presente nella tua città, abbiamo un programma di abbonamenti per farti recapitare il quotidiano direttamente a casa o nella sede di tua preferenza la mattina stessa del giorno d’uscita del giornale.
Contiamo sul tuo sostegno per fare di Terra, non solo un successo editoriale, ma soprattutto per assicurare finalmente al paese una voce di informazione sostenibile, credibile e visibile su tutti i temi che ci stanno a cuore.
Vi aspettiamo numerosi da mercoledì prossimo, 15 aprile, in edicola!
Grazia Francescato, portavoce dei Verdi

sabato 4 aprile 2009

Firenze. La Multisala Galli/Renzi.

ENNESIMO TENTATIVO DI SANATORIA DEL MULTIPLEX DI NOVOLI: IMPEDIAMOLO!!!

NESSUNA SANATORIA PER LA MEGA MULTISALA DI NOVOLI !

COMUNICATO STAMPA Firenze, 4 aprile 2009
RINNOVO CONVENZIONE AREA EX-FIAT, VERDI: “CERCHIAMO DI IMPEDIRE L’ENNESIMO TENTATIVO DI SANATORIA DEL MULTIPLEX DI NOVOLI. MA CI PREOCCUPANO GLI INTERESSI TRASVERSALI.”
“Lunedì scorso il tempestivo e immediato intervento di coloro che da anni si occupano della vicenda della multisala di Novoli, ha permesso di evitare l’approvazione implicita della sanatoria della multisala. L’autorizzazione regionale all’esercizio cinematografico, la quale ha valore anche urbanistico, è scaduta da gennaio, e si è cercato e si sta ancora cercando, in extremis, di approvare una delibera che possa sanare ciò su cui la Magistratura sta indagando e che risulta sequestrato”.
“Oggi la notizia che la Immobiliare Novoli, ha deciso di accettare il ripristino delle superfici dell’intera area ex-Fiat come previste nel 2001 e che in terza Commissione lunedì mattina saranno dati ai Consiglieri i chiarimenti tecnici sulla delibera ci fanno pensare che, pur di aver sanato il Centro Commerciale e la Multisala cinematografica dell’UMI F, la proprietà sta cedendo su ogni aspetto, e ci fa constatare che il Comune, incomprensibilmente, si sta dimostrando pronto a riportare la delibera in aula in tempi record, cercando di approvare la delibera entro la fine del mandato, e aspetto ancor più grave, interferendo durante la fase finale delle indagini della Magistratura”.
“COME MAI ? – ci domandiamo da mesi – Sicuramente coloro che da un’eventuale, e da noi osteggiata, sanatoria ne trarrebbero beneficio sono senz’altro, la proprietà, ovvero l’Immobiliare Novoli, a cui il Comune ha concesso di cementificare tutta l’area, e l’esercente cinematografico della multisala, ovvero la berlusconiana Medusa. Due interessi che si ritrovano a condividere questo ‘affare’, apparentemente contrapposti, ma che nell’ipotesi in cui dovesse andare in porto questa ‘graziosa’ concessione si rivelerebbero coincidenti.”
“Questo interesse trasversale ci preoccupa sinceramente e sarebbe politicamente rilevante in vista delle future elezioni fiorentine, se la delibera fosse approvata con l’assenza tattica o, addirittura, con il voto favorevole di alcuni esponenti dell’opposizione di centro-destra. Questo significherebbe che le differenze tra le due coalizioni che sostengono Galli e Renzi, sono meramente virtuali, e che entrambi hanno fatto propria una visione di Firenze fatta solo di centri commerciali e multisale, dove chiudono i piccoli negozi e i cinema di quartiere, rendendo un deserto i luoghi dove i fiorentini sono nati e vissuti.”

Tommaso Grassi Portavoce provinciale dei Verdi di Firenze

sabato 21 marzo 2009

Italia. Il governo strazia la Maddalena.


G8 della Maddalena: l’Ue “avverte” l’Italia per la Via
Frassoni: «il governo non potrà più far finta di nulla»


BRUXELLES. Ieri la Commissione europea ha deciso di inviare all’Italia un ultimo avvertimento scritto per l’adozione di una legge (ordinanza) in contrasto con le norme comunitarie che impongono di eseguire valutazioni dell’impatto ambientale per determinati progetti. L’ordinanza del governo Berlusconi istituisce un regime giuridico semplificato per le opere connesse alla riunione dei capi di Stato del G8 che si terrà sull’isola sarda della Maddalena e per quelle riguardanti le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia nel 2011.
«L’ordinanza prevede, in particolare – scrive l’Ue - la possibilità di dare inizio ai lavori prima del completamento delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale. In base alla normativa comunitaria, gli Stati membri devono provvedere affinché l’autorizzazione di progetti con un potenziale impatto significativo sull’ambiente e l’inizio dei lavori ad essi connessi siano subordinati a una valutazione dell’impatto ambientale. Una lettera di costituzione in mora è stata trasmessa alle autorità italiane nel giugno 2008. Essendo il regime giuridico istituito dall’ordinanza tuttora in contrasto con la pertinente normativa Ue ed essendo stato dato inizio ai lavori sull’isola della Maddalena prima del completamento delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale, la Commissione si appresta ad inviare all’Italia un parere motivato».
Secondo Monica Frassoni, presidente dei Verdi/Ale al Parlamento europeo, «La decisione della Commissione di inviare un secondo richiamo all´Italia si basa sul ricorso presentato nel marzo 2008 dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, e sostenute da due mie interrogazione alla Commissione Ue. In tutti questi mesi il governo italiano tramite, il dipartimento della protezione civile, ha trattato con sdegno i nostri ripetuti appelli per applicare correttamente la legislazione europea in campo ambientale nelle procedure connesse a quello che dovrebbe essere la vetrina delle capacità organizzative italiane. Incredibilmente il Dipartimento di protezione civile è giunto ad affermare che la Commissione europea aveva comunicato ufficialmente la piena regolarità dei lavori. Preoccupa quindi che non solo siano stati avviati degli imponenti lavori in un luogo unico e prezioso per bellezza e ricchezza naturalistica senza un´adeguata valutazione degli impatti ambientali, ma che il governo italiano non sia neanche in grado di capire se la Commissione stia proseguendo una procedura d´infrazione o meno. In conclusione se l´Italia vuole svolgere un ruolo di primo piano sulla scena mondiale farebbe bene ad applicare le normative e a tener in maggior conto le istituzioni europee. Spero che gli elettori si ricordino al momento del voto di giugno, per il rinnovo del Parlamento europeo, che si tratta di un luogo di importanti decisioni in cui i politici al tramonto e i personaggi dello spettacolo non hanno ragion d´essere».

martedì 1 aprile 2008

Rubbia. Il sole non è soggetto a monopoli

Se a qualcuno fosse sfuggita questa intervista al premio Nobel Rubbia, ve la riportiamo qui sotto. Contiene delle affermazioni importanti e tante conferme per noi Verdi.
mv

Rubbia: "Né petrolio né carbone soltanto il sole può darci energia"
di GIOVANNI VALENTINI

GINEVRA - Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare?
Ritorno al carbone? Fonti rinnovabili? Andiamo a lezione di Energia da un docente d'eccezione come Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il Cern, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Qui, a cavallo della frontiera franco-svizzera, nel più grande laboratorio del mondo, il professore s'è ritirato a studiare e lavorare, dopo l'indegna estromissione dalla presidenza dell'Enea, il nostro ente nazionale per l'energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana.
Da qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, " con particolare riferimento - come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a concentrazione". Un progetto affascinante, a cui il premio Nobel si è dedicato intensamente in questi ultimi anni, che si richiama agli specchi ustori di Archimede per catturare l'energia infinita del sole, come lo specchio concavo usato tuttora per accendere la fiaccola olimpica. E proprio mentre parliamo, arriva da Roma la notizia che il governo uscente, su iniziativa dello stesso ministro dell'Ambiente e d'intesa con quello dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha approvato in extremis un piano nazionale per avviare anche in Italia questa rivoluzione energetica.
Prima di rispondere alle domande dell'intervistatore, da buon maestro Rubbia inizia la sua lezione con un prologo introduttivo. E mette subito le carte in tavola, con tanto di dati, grafici e tabelle.
Il primo documento che il professore squaderna preoccupato sul tavolo è un rapporto dell'Energy Watch Group, istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti, come osservatori indipendenti. Contiene un confronto impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA, l'Agenzia internazionale per l'energia. Un "outlook", come si dice in gergo, sull'andamento del prezzo del petrolio e sulla produzione di energia a livello mondiale. Balzano agli occhi i clamorosi scostamenti tra ciò che era stato previsto e la realtà.
Dalla fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra l'outlook della IEA e l'effettiva dinamica del prezzo del petrolio è andata sempre più allargandosi, nonostante tutte le correzioni apportate dall'Agenzia nel corso del tempo. In pratica, dal 2000 in poi, l'oro nero s'è impennato fino a sfondare la quota di cento dollari al barile, mentre sulla carta le previsioni al 2030 continuavano imperterrite a salire progressivamente di circa dieci dollari di anno in anno. "Il messaggio dell'Agenzia - si legge a pagina 71 del rapporto tedesco - lancia un falso segnale agli uomini politici, all'industria e ai consumatori, senza dimenticare i mass media".
Analogo discorso per la produzione mondiale di petrolio. Mentre la IEA prevede che questa possa continuare a crescere da qui al 2025, lo scenario dell'Energy Watch Group annuncia invece un calo in tutte le aree del pianeta: in totale, 40 milioni di barili contro i 120 pronosticati dall'Agenzia. E anche qui, "i risultati per lo scenario peggiore - scrivono i tedeschi - sono molto vicini ai risultati dell'EWG: al momento, guardando allo sviluppo attuale, sembra che questi siano i più realistici". C'è stata, insomma, una ingannevole sottovalutazione dell'andamento del prezzo e c'è una sopravvalutazione altrettanto insidiosa della capacità produttiva.
Passiamo all'uranio, il combustibile per l'energia nucleare. In un altro studio specifico elaborato dall'Energy Watch Group, si documenta che fino all'epoca della "guerra fredda" la domanda e la produzione sono salite in parallelo, per effetto delle riserve accumulate a scopi militari. Dal '90 in poi, invece, la domanda ha continuato a crescere mentre ora la produzione tende a calare per mancanza di materia prima. Anche in questo caso, come dimostra un grafico riassuntivo, le previsioni della IEA sulla produzione di energia nucleare si sono fortemente discostate dalla realtà.
Che cosa significa tutto questo, professor Rubbia?
Qual è, dunque, la sua visione sul futuro dell'energia?
"Significa che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra".
Eppure, dagli Stati Uniti all'Europa e ancora più nei Paesi emergenti, c'è una gran voglia di nucleare.
Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei, sbagliano tutti?
"Sa quando è stato costruito l'ultimo reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico.
Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie".
Ma non si parla ormai di "nucleare sicuro"? Quale è la sua opinione in proposito?
"Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile:
e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo".
In che cosa consiste?
"Nella possibilità di usare il torio, un elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un reattore non critico, che non provoca cioè reazioni a catena. Non produce plutonio. E dal torio, le assicuro, non si tira fuori una bomba. In questo modo, si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile".
Lei sarebbe in grado di progettare un impianto di questo tipo?
"E' già stato fatto e la tecnologia sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantità di energia".
Ora c'è anche il cosiddetto "carbone pulito". La Gran Bretagna di Gordon Brown ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche Hillary Clinton s'è detta favorevole...
"Questo mi ricorda la storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell'umanità.
Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso".
E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l'uranio ed escluso il carbone, quale può essere a suo avviso l'alternativa?
"Guardi questa foto: è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo
18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell'elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità".
Ma noi, in Italia e in Europa, non abbiamo i deserti...
"E che vuol dire? Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l'uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma".
Il sole, però, non c'è sempre e invece l'energia occorre di giorno e di notte, d'estate e d'inverno.
"D'accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l'energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l'acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente".
Se è così semplice, perché allora non si fa?
"Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa".

da La Repubblica 30 marzo 2008)

giovedì 27 marzo 2008

Frassoni e Cohn Bendit: "La Ue boicotti la cerimonia d'apertura"

GRUPPO VERDI/ALE AL PARLAMENTO EUROPEO

COMUNICATO STAMPA Bruxelles, 26 marzo 2008

Frassoni e Cohn Bendit: "La Ue boicotti la cerimonia d'apertura"

Monica Frassoni e Daniel Cohn-Bendit, Co-Presidenti del Gruppo dei Verdi/ALE, si sono così espressi in merito all'opportunità o meno di boicottare i giochi olimpici cinesi che sarà al centro del dibattito di questo pomeriggio al Parlamento europeo:
"Come Verdi/ALE non crediamo che i giochi olimpici rappresentino solo un evento sportivo: essi devono poter rappresentare anche l'occasione per l'apertura di un dibattito e per migliorare in modo visibile la situazione dei diritti umani e della democrazia in Cina, anche in riferimento alla situazione del popolo tibetano e di altre minoranze etniche e religiose.
Occorre pensare alla possibilità di boicottare i giochi olimpici senza farne un tabù, perché sapere quali debbano essere le condizioni di libertà e democrazia perché un paese organizzi un simile evento è cosa che va al di là della questione cinese e della sua situazione in materia di diritti umani.
Quindi dobbiamo aprire il dibattito sul boicottaggio della cerimonia di apertura dei giochi olimpici da parte dei Capi di Stato, degli sportivi e dei giornalisti.
Inoltre occorre pensare ad azioni sostegno del popolo tibetano e di altre minoranze, così come abbiamo già fatto in passato con l'iniziativa de "il passaporto della libertà" per i dissidenti cinesi, per esempio indossando il nastro verde, come proposto dal portavoce degli atleti francesi, o una sciarpa arancione da parte di atleti, pubblico e stampa.
L'obiettivo di queste azioni deve essere quello di spingere il partito comunista cinese a fare dei passi concreti in direzione di un'apertura alla democrazia e al rispetto dei diritti umani o a rimpiangere di aver organizzato i giochi olimpici in condizioni non adeguate.
Non è accettabile che la Ue per vendere delle centrali nucleari o delle fabbriche di auto non dica nulla sulla situazione del popolo tibetano e dei dissidenti cinesi.
I Verdi/ALE chiedono alla Presidenza di turno slovena e alla futura presidenza francese di prendere l'iniziativa e boicottare, come Unione europea, la cerimonia di apertura."
In occasione del dibattito in aula nella giornata di oggi 26 marzo i deputati del gruppo Verdi/ALE indosserà le T-shirt di protesta prodotte da Reporters sans Frontières (RSF).

Tavola rotonda. Quale futuro per la città etrusca di Gonfienti?

Circolo ricreativo “Costa Azzurra” La Macine
via Firenze 253 - Prato

SABATO 29 MARZO 2008 - ore 10.00
QUALE FUTURO PER LA CITTÀ ETRUSCA DI GONFIENTI?
TAVOLA ROTONDA


Intervengono: AMBRA GIORGI, Presidente V Commissione Consiglio Regionale della Toscana; ROBERTO ROSATI, Assessore al Turismo Provincia di Prato; ANDREA MAZZONI, Assessore alla Cultura Comune di Prato; ANNA MARIA BERTI, Presidente Circoscrizione Prato Est; ANTONIO NAPOLITANO, Presidente Società Interporto della Toscana Centrale; GIUSEPPE CENTAURO, Università di Firenze; CLAUDIO POFFERI, Associazione Camars; OSVALDO COPPINI, Legambiente Prato; RICCARDO BONAIUTI, Comitato per la Città Etrusca di Gonfienti.
Introduce e modera: FABIO BARNI, giornalista

CONSIGLIO : CONSULTAZIONI SUL PIANO ENERGETICO REGIONALE

Riportiamo il comunicato stampa diffuso da Mario Lupi, capogruppo dei Verdi in Consiglio Regionale.

MV


“Ho fatto presente e ho richiesto, in sede di Commissione, un allargamento ad altri soggetti delle Consultazioni sulla Proposta di Deliberazione n. 495 “Piano di indirizzo energetico regionale – PIER” - ha dichiarato Mario Lupi, capogruppo VERDI per l’Unione in Regione Toscana.

Mi pare importante che partecipino alla consultazione le Agenzie energetiche provinciali, che invece inaspettatamente non sono previste, le quali si dedicano al risparmio energetico, allo sviluppo delle fonti rinnovabili, alla comunicazione e alla educazione ambientale, che formulano i piani energetici provinciali e che vanno ad organizzarsi come sportello unico per le pratiche di realizzazione di progetti di energia rinnovabile.

Ed anche – ha aggiunto Lupi – che vengano ascoltate in Commissione l’opinione delle Direzioni e Autority dei porti, aereoporti e interporti toscani per la risposta quantitativa e qualitativa che queste strutture possono dare alla applicazione di energie alternative, come il solare e l’eolico, e la Fidi Toscana per la possibilità di accesso al credito dei progetti di energie rinnovabili per la logistica toscana.”

martedì 18 marzo 2008

Fabio Roggiolani. Lettera aperta agli elettori.

Caro amico, Cara amica

Ti scrivo perché con una buona dose della mia consueta incoscienza ho accettato la candidatura al quinto posto nelle liste in Toscana della Sinistra l'Arcobaleno, per la Camera dei Deputati.

Partecipo alla competizione elettorale ignobilmente organizzata senza “preferenze”. C’è una bassa probabilità di essere eletto ma non raramente gli eventi creduti impossibili hanno prodotto dei risultati eccellenti. Occorre un buon risultato della lista e questo è alla nostra portata, indubitabile a mio parere. Risulterà necessario ed essenziale l’impegno di tutti coloro che hanno apprezzato gli obiettivi che insieme abbiamo conseguito in questi anni e che mi auguro apertamente realizzeremo ancora ed insieme, per i tempi futuri.

Reputo di poter affermare con certezza di aver dato inizio, nel settore dei trasporti, all’importante cambiamento per la realizzazione delle “autostrade del mare”. Infatti con l’iniziativa Duel (la valorizzazione del trasporto navale per ridurre il carico ormai insostenibile del trasporto pesante dalle strade) ed il lavoro del governo - anche grazie al mio contributo e quello dei miei collaboratori - il trasporto via mare dei Tir ha superato in quantità negli ultimi mesi quello movimentato nei container via terra.

Con tutti gli amici del gruppo per l’innovazione e l’energia in Toscana abbiamo reso possibile:

  • la realizzazione del Conto energia , meccanismo di svolta previsto ripetutamente in decreti ministeriali, regolamenti attuativi e Finanziaria, per l’incentivazione dell’energia solare, che ha generato decine di migliaia di posti di lavoro stabili, qualificati e remunerativi;
  • la promozione, a livello regionale, del Fondo di garanzia , per dotare anche le classi meno abbienti della possibilità di diventare produttori “puliti” di energia;
  • il sostegno al lavoro di Stefano Boco per lo sviluppo delle filiere corte delle biomasse enrgetiche , che insieme al fotovoltaico stanno già rappresentando una nuova provvidenziale fonte di reddito per l’agricoltura e una risorsa per tutta la comunità;
  • l’impulso, con Mario Lupi, al debutto di interesse culturale per le strade antiche che hanno un significato storico, la via Francigena in particolare.

Con il mondo delle medicine complementari e delle discipline bionaturali sono riuscito a far approvare le uniche leggi riconosciute in Italia, ed ancora vigenti in materia, e a rendere possibile il progetto per il primo ospedale di medicina integrata mai prima realizzato nel nostro Paese, che rappresenta un eccellente modello anche a livello europeo.

Ho detto tanti no e tanti ne dirò ancora, per difendere la salute, la sicurezza, il paesaggio, la biodiversità, i diritti degli esseri umani e degli animali. Mai rinuncerò a proporre soluzioni alternative atte a promuovere:

  • tutte le energie rinnovabili, anche quelle straordinariamente innovative attese nei prossimi anni, in sostituzione progressiva delle fonti fossili;
  • l’uso diretto del gas naturale liquefatto (GNL) per la trazione dei veicoli pesanti, al posto dei rigassificatori;
  • la mobilità elettrica e ad emissioni zero, migliorando quella collettiva e sostenendo il decollo di quella privata, anche mediante la conversione all’elettrico dei veicoli circolanti;
  • l’uso ed il riutilizzo dei prodotti sfusi e alla spina per ridurre lo spreco di contenitori;
  • le tante innovazioni metodologiche e tecnologiche nel campo dei rifiuti che sono in grado di rappresentare una valida alternativa agli inceneritori.

Ritengo che la tipologia di crescita attualmente diffusa, fondata su petrolio, gas naturale e carbone, le filiere lunghissime e la finanza di carta, sia malata e sbagliata: si manifesta ormai agli occhi di tutti come un evidente collasso, piuttosto che lo sviluppo annunciato ed invocato. Insieme sarà possibile aprire un’altra fase economica con imprenditori il cui successo sarà basato soprattutto sul rispetto della salute delle persone e sul benessere dell’ambiente.

Lavoro per costruire una nuova sinergia tra i lavoratori e gli imprenditori. Perché possano insieme sviluppare ed attuare un nuovo modello di economia dove la comunità e i suoi bisogni - insieme ai diritti di tutti - siano al centro delle prospettive di sviluppo, anche economico.

Per questa scelta ho subito spesso critiche da parte di quella classe politica vecchia e conservatrice che si annida in ogni partito politico e che preferisce all’innovazione assecondare i sentimenti meno nobili dell’opinione pubblica.

Sono stato accusato anche di aver preso soldi a destra e sinistra. Tu sai che le cose non stanno così. Il rapporto che abbiamo costruito in questi anni è fatto di stima e reciproco rispetto. Sai che mi batterò sempre perché la mia e la tua innovazione si incontrino e trionfino.

Oggi ti chiedo di essere a mio fianco in questa battaglia, votando e facendo votare per Sinistra Arcobaleno, sostenendo nella più assoluta trasparenza, con gli essenziali contributi materiali e con idee, lo sforzo elettorale.

Grazie per avermi ascoltato

Fabio Roggiolani
candidato alla Camera dei Deputati per la Sinistra - l'Arcobaleno

venerdì 7 marzo 2008

Donne. La parola al silenzio

comunicato stampa

8 MARZO : UN RICORDO STRUGGENTE
Lupi : penso a Tina Lagostena Bassi che ha dato la parola al silenzio

Firenze 7 marzo ‘08

“Ancora pochi giorni e l'8 marzo l'avrebbe vista ancora protagonista come lo era sempre stata nelle ricorrenze precedenti. E per questa festa della donna penso a Tina Lagostena Bassi che è morta proprio pochi giorni fa. - ha dichiarato Mario Lupi capogruppo VERDI per l’Unione in Regione Toscana –
A Lei va, in questo giorno, il mio pensiero e il ringraziamento per essere stata la prima ad abbattere il muro del conformismo e a parlare, sempre appassionata, dei fatti senza quelle velature che la società voleva. Tina che ha dato parola al silenzio. Con lei non ci sono state più giustificazioni a quanto avveniva tra le pareti domestiche, ha usato la parola stupro... la verità, cruda ma reale.
In queste occasioni – ha spiegato Lupi - mi convinco sempre più che la politica deve riconoscere che le donne sono per le istituzioni una risorsa rimasta per troppo tempo sottovalutata e non utilizzata; le tematiche della politica e della società in generale, affrontate dal punto di vista femminile e organizzate dalle donne, si collocano su un livello imprescindibile, per profondità, impegno e proposta.”

giovedì 6 marzo 2008

Dialogo col Pd?

Apprendiamo dal sito dei Verdi della risposta a D'Alema da parte di Pecoraro Scanio.
Una breve riflessione è necessaria, visto che la posizione dalemiana è sintomatica della volontà egemonica del PD, non solo a livello nazionale. "Noi siamo maggioritari, voi dovete adattarvi": in sintesi, questa è la linea... Siamo felici, quindi, di vedere che la Sinistra l'Arcobaleno rovescia l'impostazione, chiedendo al PD di modificare le proprie posizioni prima dell'apertura di qualsiasi dialogo.
Vorremmo, fortemente, che fosse così anche a livello locale: è chiedere troppo???

Municipio Verde

da Notizieverdi


Per convergere con la Sinistra Arcobaleno dopo il voto, come ipotizzato da Massimo D'Alema, il partito democratico dovrà rivedere alcune posizioni.
Lo sostiene il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, replicando all’esponente del Pd e vicepremier che oggi ha ipotizzato convergenze possibili a patto che Sa condivida l’impostazione programmatica del Pd.

Pecoraro ha però precisato che “solo se il Pd rivedrà alcune posizioni, su precariato, energie alternative e laicità dello Stato, si potrà riaprire il dialogo. Ma questo sarà possibile solo se la sinistra sarà forte e se il Pd interrompe la deriva centrista". E sulle candidature Pecoraro ha precisato che quella di “Gianfranco Amendola, presidente della Costituente ecologista'', rappresenta una candidatura indipendente.

Il leader dei Verdi si è anche detto soddisfatto dell'ingresso di Rita Borsellino nella lista di Sinistra Arcobaleno. Sempre sulle candidature Sinistra Arcobaleno ha definito il mosaico delle liste per le prossime politiche. Il candidato premier, Fausto Bertinotti, sarà capolista alla Camera a Roma; il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, in Toscana; il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio in Puglia; il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, a Torino; il coordinatore di Sinistra democratica, Fabio Mussi, a Milano.

Ad Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera, è invece toccato il compito di bacchettare il leader del Pd Veltroni, al quale ha chiesto se condivide il giudizio espresso ieri a Ballarò da Massimo Calearo, capolista del Pd in Veneto, che ha lodato Mastella per aver fatto cadere il governo Prodi. “È bene che gli italiani lo sappiano – dice Bonelli: il candidato osannato dai dirigenti del Pd usa lo stesso linguaggio di Berlusconi: le sue dichiarazioni rappresentano la degenerazione del sistema politico, che non ha più regole né punti di riferimento, e che non sa cosa è la coerenza”.

Coerenza dimostrata, dice Bonelli, dimostrata “certamente da Calearo nelle parole che ha sempre detto e ripetuto sulla battaglia per lo sciopero fiscale, gli attacchi al sindacato e il ricorso alla maggiore precarizzazione del lavoro. Chi, invece, non è affatto coerente è il Pd, che sta proponendo una ricetta contro i lavoratori".

martedì 4 marzo 2008

Pistoia. Chi mangia sui controlli alle caldaie?

Lunedì scorso in consiglio comunale è stato approvato il nuovo regolamento di Publicontrolli. Tale società ha il compito di dare bollini! Praticamente per legge ogni anno la caldaia va controllata; Publicontrolli esige ogni due anni un bollino di conformità della caldaia che costa 10 euro. Ho dibattuto io in aula l’argomento avendolo seguito in commissione. Le modifiche non sono rilevanti ( molte cose tecniche ed adeguamenti alla finanziaria) ma si sono ridotti dal 10 al 5% i controlli a campione. Quindi meno lavoro per Publicontrolli e gli stessi soldi. Poi durando statisticamente una caldaia 10 anni col 5% dei controlli ci vorrebbe 20 anni per controllare tutte quelle di Pistoia, quindi alcuni non avrebbero mai il controllo per verificare se ha seguito la giusta manutenzione.
LA mia richiesta e motivazione di voto contrario è semplicemente questa: visto che tale società svolge un servizio di controllo e tassazioni su altre leggi e sostanzialmente il lavoro è assai limitato perché non chiudere Publicontrolli ( riducendo la presenza di una delle 80 partecipate del comune) e tale servizio non farlo svolgere al comune di Pistoia? Se ciò succedesse in primo luogo si eviterebbero i costi dell’apparato politico nominato dal sindaco ( Presidente, Vicepresidente, Consiglio d’amministrazione e collegio dei revisori) e soprattutto, visto che tale società è una macchina da soldi ( praticamente conferisce bollini e manda saltuari controlli, quindi ha spese bassissime contro entrate ampie) perché far guadagnare tale soldi al Comune. Tali entrate sarebbero poi ancora maggiori non essendoci stipendi di Presidenti, consigli amministrazione e company.
Un dato interessante: i "politici" in Publicontrolli sono o 4 o 6 ( Presidente, vice, cda) oltre al collegio dei revisori ( sempre nominati dal sindaco) di altri 3. Quindi 9 politici e …..17 tra operai ed impiegati! E stranamente il Presidente ( circa 18000 euro l’anno) e l’ex sindaco ds di Serravalle! ( pensionato tra l’altro).
Basterebbe che il comune smantellasse Publicontrolli ed assumesse i 17 dipendenti per fare tale servizio ( i cui stipendi sono ampiamente coperti già ora dagli utili della società). Meno costi della politica e più guadagno per il comune? Sembrerebbe tanto semplice, ma quando ci sono da piazzare i vari ex sindaci, ex assessori, trombati alle elezioni certe società ( create coi soldi nostri) fanno comodo a chi di dovere

LORENZO LOMBARDI
CONSIGLIERE COMUNALE VERDI ARCOBALENO SU PISTOIA PRESIDENTE COMMISSIONE AMBIENTE RESP. NAZIONALE DIRITTI ANIMALI GIOVANI VERDI
338 5229541

lunedì 3 marzo 2008

"Es que somos reformistas, no de izquierdas"... Walter dixit!

E così, dopo non essere mai stato comunista pur avendo passato tutta la sua carriera politica nel PCI e nei suoi maggioritari derivati, Walter Veltroni dichiara al quotidiano spagnolo "El Paìs" che il PD non è di sinistra, ma è una formazione "riformista"... ovviamente aggiungendo che l'alleanza con la cosiddetta "sinistra radicale" (noi preferiamo la Sinistra l'Arcobaleno) è stata chiusa - dal PD - perché le differenze erano abissali in molti campi.
Non che ci aspettassimo dichiarazioni poi tanto diverse, ma, a parte il fatto che ci piacerebbe sapere cosa ne pensano gli ex democratici "di sinistra" e tutti quelli che al "centrosinistra" si sono richiamati in questi anni e che hanno aderito al progetto veltroniano, ci chiediamo cosa aspetti la Sinistra ad essere altrettanto chiara e netta sulla distanza dal PD, e non solo a livello nazionale.

Municipio Verde

ed ecco a voi Walter...

P. La izquierda radical se siente abandonada por su decisión de presentarse solo. Y usted evita pronunciar la palabra izquierda...

R. Es que somos reformistas, no de izquierdas. Los ciudadanos son ciudadanos antes que nada. No se levantan diciendo soy de centroderecha. Hemos cerrado la alianza con ellos porque las diferencias eran abismales en muchos campos. Hemos tenido el valor de decirlo, y ahora la cosa está cada vez más clara.

domenica 2 marzo 2008

Il dissociatore molecolare di Peccioli pronto tra 5 mesi

Riportiamo, dal sito Greenreport, la notizia dell'avvio della costruzione di un dissociatore molecolare presso la discarica di Peccioli.
La dissociazione molecolare è indicata da molti come una delle possibili soluzioni alternative all'incenerimento (è possibile consultarne una breve scheda tecnica sul sito di Ecquologia), per quanto sia sottoposta anche ad una attenta verifica e ad una serie di critiche da parte dei comitati ambientalisti (vedi il dossier presente su NoInceneritori): a prescindere da questo, l'esperimento di Peccioli, il secondo in Italia - dopo quello di Benevento, ancora non attivo - sicuramente costituirà un punto di svolta anche nel dibattito in corso sulla gestione del ciclo dei rifiuti in Toscana.

Municipio Verde

da Greenreport.it

LIVORNO. «L’eventuale successo della sperimentazione della dissociazione molecolare potrà aprire una nuova opportunità nel campo del trattamento dei rifiuti. L’impegno di Federambiente, d’altra parte, serve anche a offrire un riferimento a tutte quelle amministrazioni e a quegli operatori che, preoccupati dell’incombere di crisi locali e, per questo, alla ricerca di soluzioni, potrebbero finire per rivolgersi a tecnologie la cui piena e totale affidabilità d’esercizio è ancora da acquisire».

Con queste parole il presidente di Federambiente Daniele Fortini, ha presentato a Roma la sperimentazione del primo dissociatore molecolare dell’Unione europea, che sarà installato all’interno degli impianti della Belvedere Spa, proprietaria della discarica di Peccioli.

Si tratterà quindi di una sperimentazione a tutti gli effetti, che sarà valutata passo passo in ogni sua fase, dalla progettazione alla costruzione alla gestione, e consentirà di ottenere dati certi sulle qualità e sulle eventuali criticità di questa tecnologia ai fini di una sua possibile diffusione a livello industriale.

«È positivo che si sperimentino nuove tecnologie – ha affermato il ministro dell’Ambiente Alfonso pecoraro Scanio – che possono ridurre i rischi per l’ambiente e per la salute. Questo tipo d’impianto potrebbe contribuire al raggiungimento degli obiettivi italiani di contenimento delle emissioni di gas serra previsti dal Protocollo di Kyoto. È poi apprezzabile che contemporaneamente s’intenda incrementare raccolta differenziata e porta a porta».

«L’impianto – ha annunciato il presidente di Belvedere SpA, Renzo Macelloni – sarà pronto fra 4-5 mesi. Questa sperimentazione è condotta con il metodo del consenso, con un costante confronto serio e trasparente con i cittadini fin dalla progettazione e dalla costruzione dell’impianto”.

sabato 1 marzo 2008

Pistoia. Verdi contro i bocconi avvelenati

Riceviamo da Lorenzo Lombardi e pubblichiamo con piacere. MV

Ieri mattina ho tenuto una conferenza stampa sempre sul tema delle esche avvelenate. Come ricordate fui attaccato dal PD per aver sprecato soldi per gli animali, purtroppo invece avevo ragione, e se la Giunta mi avesse dato retta ci sarebbero meno cani morti; i dati 2007 della polizia provinciale, unico organo che si occupa dell’argomento nonostante i soli 13 agenti ( contro i 97 della Municipale, con 5 recenti assunzioni) mostrano nel comune un incremento del 150% rispetto al 2006. Al 21 febbraio 2008 ci sono stati già 9 casi ( quelli di Cireglio) mentre in tutto il 2006 furono nel comune 8.
Ultimo caso è stato quello di un airone cinerino ritrovato avvelenato nella zona di San Pellegrino, comune di San Buca Pistoiese, dove voci da bar dicevano che i 3 airone lì stanziati davano noia a qualche pescatore perché gli mangiava il pesce ed a qualche cacciatore ( che voleva forse fare il tiro al bersaglio). Fatto sta che 2 sono spariti e il terzo è stato ritrovato morto; ho preso il corpo e l' ho portato alla Polizia Provinciale che ha eseguito l’analisi: avvelenamento da topicidi. Evidentemente hanno sviscerato un pesce e lo hanno riempito di topicidi. Ho sporto denuncia ed ho fatto avviare l’indagine, ho poi contattato l’amico Massimo Vitturi, responsabile nazionale Lav fauna selvatica, che mi ha sostenuto mettendo 1000 euro di taglia sulla testa dell’assassino; chi darà informazioni utili alla cattura e condanna avrà la ricompensa.
Ho poi presentato 2 interpellanze, la prima per chiedere l’applicazione della legge regionale sulle esche avvelenate (che prevede tabellazione e bonifica del territorio su iniziativa del comune verso la provincia) e che il corpo della Municipale costituisca un nucleo per i reati ambientali, che possa aiutare i cittadini e la polizia provinciale. Ricordo che nel 2007 su 2,5 milioni di fatturato di multe della Municipale i reati ambientali erano circa 13 ( 468 euro). Ho inoltre sollecitato per l’ennesima volta la provincia ad aumentare l’organico della polizia provinciale.
Lorenzo Lombardi
consigliere comunale dei Verdi a Pistoia

giovedì 28 febbraio 2008

Idee e concretezza

da Notizie Verdi

Oggi pomeriggio, dopo la riunione definitiva tra Bertinotti e le segreterie dei quattro partiti, sarà licenziato il programma della Sinistra Arcobaleno, cui hanno lavorato i "tecnici" di Verdi, Rifondazione, Sinistra democratica e Comunisti italiani e che sarà presentato agli elettori domenica 2 marzo, al teatro Ambra Jovinelli di Roma.

Ce ne dà qualche assaggio Natale Ripamonti, senatore dei Verdi che ha partecipato al tavolo del programma e che ha in mano le 30 pagine della bozza: "Va ulteriormente asciugato, ma ne è già stato tratto il volantone che sarà utilizzato per le iniziative di sabato e domenica prossima. Anche i materiali preparatori circoleranno tra i partiti e nei vari siti internet, in modo da rendere disponibili i diversi contributi".

Il programma della Sinistra Arcobaleno è suddiviso in sette capitoli: 1) precarietà; 2) laicità e diritti civili; 3) ambiente, territorio, beni comuni, mobilità e tutela dei consumatori; 4) Europa, pace, disarmo; 5) nuovo welfare; 6) conoscenza, istruzione e ricerca; 7) costi della politica e difesa della democrazia.

"Una delle proposte più interessanti, che tiene insieme le iniziative contro la precarietà e per il nuovo welfare - afferma Ripamonti - è l'introduzione del reddito sociale, che in alcuni paesi europei già esiste e su cui anche noi Verdi abbiamo lavorato negli ultimi anni".

In pratica, un reddito garantito ai cittadini disoccupati dopo la scuola dell'obbligo - che la Sinistra Arcobaleno porta fino ai 18 anni -, in sostituzione degli attuali ammortizzatori sociali, e che legandosi a formazione e a misure per il rientro nel mondo del lavoro "non è da intendersi come assistenzialismo".

Un'autentica rivoluzione energetica, con la sfida rilevante sulle energie pulite, è al centro del capitolo dedicato all'ambiente, per partire dal 20 - 20 - 20 obiettivo dell'Unione europea - riduzione del 20% di anidride carbonica e produzione del 20 % di energia da fonti rinnovabili al 2020 - e andare oltre il protocollo di Kyoto.

Sempre in questo capitolo rientrano l'acqua come bene comune, la proposta di una nuova legge quadro per il governo del territorio, la tutela dei diritti degli animali e infine le grandi opere: la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, i treni per i pendolari, le infrastrutture per la rete di trasporto nel mezzogiorno.

"Di rilievo in questa parte del programma, sotto la voce 'tutela dei consumatori' - aggiunge Ripamonti - è la lotta al caro prezzi che prevede, accanto a provvedimenti più tradizionali di sostegno al reddito, la possibilità di vendere i prodotti a filiera corta: si incentiva la vendita diretta e la nascita dei Gas, i gruppi di acquisto solidale".

Per quanto riguarda la ricerca, al sesto punto del programma, la Sinistra Arcobaleno intende garantire autonomia al mondo scientifico ma "è dal pubblico che la ricerca deve essere finanziata, perché il sistema produttivo italiano, basato su piccole e medie imprese, non ce la fa. Autonomia sì - precisa il senatore - ma nella logica di superare la sperimentazione sugli animali", cosa peraltro possibilissima come dimostra l'accordo siglato in Usa tra tre importanti agenzie federali.

In attesa del varo definitivo del programma, ci limitiamo a citare qui alcuni punti, tra gli altri, del programma: la libera scelta delle donne, nel capitolo laicità e diritti, il superamento della legge 30, nel primo sulla precarietà, la riduzione del numero dei parlamentari ma anche delle consulenze esterne, prassi quotidiana negli enti locali, alla voce costi della politica.

Gli obiettivi della Sinistra Arcobaleno sono alti, ma i piedi ben piantati in terra: "Il programma ha copertura, ha la sua sostenibilità finanziaria - spiega ancora Ripamonti -, che non è avventuristica né avveniristica. Sono previste misure di razionalizzazione, la riduzione dei costi, in particolare della pubblica amministrazione, si ripropongono le iniziative contro l'evasione fiscale, aspetto questo che coincide col programma dell'Unione e del governo Prodi. Inoltre c'è un'omogeneizzazione della fiscalità sulle rendite finanziarie, che riguarda, per esempio, anche la tassa che si paga sulle stock-options, ora al 12,5, che noi portiamo al 20%".

Non è un programma che vuole accontentare tutti: è una "Scelta di parte", ed è questo il titolo, tra l'altro, dell'appuntamento del 2 marzo all'Ambra Jovinelli di Roma.


L'ambientalismo nella campagna elettorale

Pubblichiamo di seguito un editoriale di Monica Frassoni, deputata verde al Parlamento Europeo e Presidente dello stesso gruppo parlamentare.

Municipio Verde

L'ambientalismo nella campagna elettorale

In questa campagna elettorale, c’è un tema che ritorna spesso e che ci riguarda direttamente. E’ la contrapposizione dell’ambientalismo del « fare » rispetto a quello del « non fare ». Il primo è quello dei responsabili e dei moderni, leggi il PD; il secondo è quello dei Verdi. L’ambientalismo del fare è il classico concetto veltroniano che include in sé tutto e il suo contrario; erge a metodo permanente il concetto del « dare un colpo al cerchio e uno alla botte ». Per carità, va benissimo. Penso che con il paese e i media che ci ritroviamo, allergici a ogni dibattito serio e di sostanza, è il meglio che Veltroni possa fare; francamente, Binetti e cementificatori a parte, se cosi facendo ci evita la beffa e il danno di rivedere Berlusconi a Palazzo Chigi, non mi lamento di certo.
Ma questo non significa che non dobbiamo reagire.
In questa campagna, anzi, spingere sull’inconsistenza pratica dell’ambientalismo del « fare » rispetto ai fatti concreti e argomentare pazientemente su tutte le proposte e alternative intorno alle quali diciamo alcuni no, può essere un modo efficace di strutturare la nostra campagna.
Io, come molti e fino a prova contraria, penso che nella testa dei suoi inventori l’ambientalismo del fare sia una riedizione patinata di un concetto di « modernità » stile anni ’50.
Quello delle infrastrutture che non importa siano utili, basta che siano grandi, veloci, maschie e soprattutto costose, quello che liquida le ragioni e la voglia di partecipare delle comunità locali con uno sprezzante rifiuto del « nimby », quello che si vergogna di avere votato contro il nucleare e continua a sottovalutare l'enorme occasione di innovazione che possono rappresentare l'ecoefficienza e le rinnovabili, quello che non si cura di continuare ad accumulare infrazioni alle leggi europee, quello che nello sfascio campano sa vedere solo le colpe di chi si è opposto a inceneritori fatti male o a discariche traboccanti di veleni e non quelle degli abusi di amministratori e imprenditori incompetenti o della camorra. Tutto questo ha naturalmente poco a che vedere con le battaglie dei Verdi e degli ecologisti, in Italia e in Europa. E' uno slogan che confonde le idee e mortifica il dibattito, un'ideologia indifferente al merito e alla complessità dei problemi che spinge nell'angolo tutti coloro che temono che questo cosiddetto ambientalismo del fare è quello che continuerà a dire sì alla cementificazione del territorio e alla progressiva riduzione dei paesaggi come quello di Spello in isolate macchie verdi in un territorio brutto, disordinato e inquinato.
Non è un caso che sul terreno della velocità, della ricchezza e della crescita senza limiti si perda per strada la vera priorità che in Europa fa ormai parte del dibattito politico quotidiano ma che in Italia non si trova nei 12 punti di Veltroni, non ha spazio nei talk show o nei sondaggi: la lotta ai cambiamenti climatici, la discussione su un modello di sviluppo che a partire da quella difficile sfida globale fa della sostenibilità il cuore di un messaggio « rivoluzionario », non mortificante per il cittadino e che non contrappone le classi , ma è allegro, nuovo e portatore di qualità e felicità.
In molti casi, anche i nostri amici della Sinistra Arcobaleno arrancano un po’ su questi temi. Fausto Bertinotti ci prova generosamente, ma quella non è la sua cultura né la sua priorità vera. Pensa, come molti dei suoi e qualcuno dei nostri, che dire « attenzione sparisce la Sinistra » oppure «bisogna evitare di finire con un sistema bipartitico come gli americani » (quando negli USA si sta svolgendo sui nostri temi una campagna appassionante che coinvolge milioni di persone) o ancora «la Sinistra l’Arcobaleno è più di un'allenza elettorale » possa davvero mobilitare gli elettori.
Fosse tutto così semplice sarebbe fantastico. Ma dai tempi dell’Unione Sovietica sappiamo che ciò che unisce lavoratori e imprenditori è la legittima volontà di disporre di abbastanza denaro e risorse; nell’Italia del XXI secolo la priorità dell’elettore medio, se non è più quella di essere come Berlusconi, è sicuramente quella di avere più reddito e migliori servizi, di pagare meno tasse e di sentirsi sicuri per strada, con buona pace di cambiamenti climatici ed emergenze ambientali che sono ancora visti in Italia come elementi totalmente secondari.
Io penso che mai come in questa campagna noi dobbiamo essere con i nostri alleati e con il PD a battere e a ribattere sui nostri temi e le nostre priorità. Non certo per un problema di identità o di conservazione del nostro partito sempre più malandato. Meglio, se fosse per questo, dedicarsi al panda. Ma perché, nonostante i nostri problemi e debolezze, e nonostante i solerti « ambientalisti del fare » siamo ancora soprattutto noi a portare nel dibattito il tema complicato e controverso dell’ambientalismo del « fare bene ». E senza un ambientalismo fatto bene c’è poco futuro per chiunque vinca le elezioni.

Monica Frassoni - Presidente Gruppo Verdi al Parlamento Europeo

lunedì 25 febbraio 2008

Non votare Pd? Risponde Giulietto Chiesa

dal sito Megachip.info

Cari amici, io ho espresso il mio punto di vista nelle mie ultime prese di posizione (che potrete trovare tutte sul mio sito www.giuliettochiesa.it, e nelle risposte che ho già dato a diversi lettori). Alcuni chiedono una sintesi, giustamente, perchè alla fine bisogna tirare delle somme. Parto dal fondo.
L'argomento principale per cui non si deve votare PD è che il PD è nato per esprimere gl'interessi di coloro che hanno depredato il paese economicamente in questi anni, facendo arretrare le condizioni di vita dei lavoratori in generale. Oggi si sta peggio di ieri. E' una responsabilità netta, chiara, precisa. In più si aggiunge l'inganno, perchè Veltroni e i suoi sodali, fingono di essere di sinistra, mentre stanno andando a destra.
C'è un altro argomento da smontare: ma se Veltroni non vince, vincerà Berlusconi. Falso in molti sensi. Berlusconi vincerà perchè Veltroni ha deciso di correre da solo, rompendo con la sinistra. Questa sarà la causa prima, principale, inequivocabile, della sconfitta. Ma non è tutto.
Veltroni fa questa scelta non perchè vuole perdere. Non è stupido e non è idealista. La fa perchè sa che dopo le elezioni potrà giocarsi la partita con il centro e con la destra, a seconda dei risultati di alcune forze intermedie.
Tutto potrà accadere, dopo questo voto, salvo un'alleanza tra il PD e le sinistre. Questa è la mia analisi. Se sbaglierò sono pronto a offrirvi un pranzo nella migliore trattoria che frequento, con dolce e anche un buon vino. Ma so di non sbagliare. Infine, last but not least: se ci troviamo con un Berlusconi imperante è
perchè coloro che hanno dato vita all'ectoplasma del Partito Democratico non hanno fatto niente per togliergli il potere mediatico monopolistico di
fatto che egli ha, per altro, conquistato fraudolentemente. Potevano farlo e non l'hanno fatto. Perchè votarli visto che sono inciuciati con Berlusconi? E potrei continuare a lungo, ma penso che possa bastare.
Veniamo alla sinistra, cioè alla cosa rossa-arcobaleno. Per essere franchi - e l'ho già scritto - la considero corresponsabile di molti dei guai attuali. Ma non abbiamo di meglio, al momento attuale. Non credo che l'astensione sia una buona cosa. Non l'ho mai praticata. Con l'attuale sistema elettorale, sistema porcata, si può, senza fare errori gravi, dire alla gente di a) non votare PD; b) votare a sinistra del PD.
Ogni voto che va in quella direzione è "meglio che niente". c) Chiedere fino all'ultimo che i quattro partiti non si dividano i posti disponibili tra i loro apparati e si aprano per quanto possono fare al paese. Non è mai troppo tardi. Del resto è per il loro bene. Io sono convinto che, comunque, queste elezioni saranno uno spartiacque per la sinistra. Dopo si dovrà aprire una discussione a tutto campo per decidere dove e se vogliamo, possiamo andare, tutti insieme a ricostruire
una visione alternativa all'attuale delirio autodistruttivo del pianeta.
Io sto costruendo, per quanto posso, un piccolo bastione, che si chiama Il Bene Comune. Il mio scopo è costruire. Non presumo di avere tutte le
ricette pronte. Sono pronto ad ascoltare. E a lavorare con gli altri. Certo non posso volerli indebolire perchè penso che saranno miei interlocutori. Ma anche per loro non ci saranno sconti se non capiranno che devono cambiare rotta.
Questo è quello che penso, senza volpi sotto le ascelle, senza trucchi e diplomazie. Di cui non abbiamo più bisogno. Il resto lo sapete. Alcuni di voi sanno che faremo il nostro telegiornale e metteremo tutti e due i piedi nel sistema dell'informazione-comunicazione, in nome, per conto, con i soldi, della gente semplice e normale come me e voi. Da lì si ricomincia. Nel Partito Democratico non si comincia niente, si finisce.

Cordiali saluti
Giulietto Chiesa

Ambientalismo “del fare” … fare cosa?

di Claudio Baccianti - dal sito Megachip.info

Lo slogan “l'ambientalismo del fare” è una sciocchezza. Fare cosa? E' questo il problema. Se chiedessimo a chi usa quello slogan se vogliono il ponte sullo Stretto di Messina loro risponderanno NO. Giustamente, ma allora non è un problema di dire sempre si o sempre no. Sembra quasi che dire “si” sia in e dire “no” sia out: le discussioni si concentrano solo su questo, creando un teatrino non all'altezza dei problemi che ci stanno sotto.
“Ecco la novità del nostro ambientalismo del fare: sì al coinvolgimento, alla partecipazione, alla consultazione dei cittadini in tutte le fasi di localizzazione, progettazione e costruzione; ma basta con l'ambientalismo che cavalca ogni movimento di protesta del tipo Nimby, “non nel mio giardino”, e impedisce di fare le infrastrutture necessarie al Paese. ” Questo ha detto Veltroni alla presentazione del programma del Pd per le elezioni politiche. E' importante notare che questo ragionamento presuppone che si sappia prima quali siano le infrastrutture necessarie al Paese: la popolazione può decidere il colore del camino dell'inceneritore ma non se farlo o no (infatti parla di localizzazione, progettazione e costruzione). Tant' è che poi aggiunge: “ Una volta assunta la decisione, deve essere previsto un divieto di revoca o l'applicazione di sanzioni pecuniarie elevate con responsabilità erariale a carico degli amministratori pubblici interessati. ” Queste persone hanno un loro progetto di politica ambientale e lo vogliono far applicare senza indugi, senza confrontarlo con altri progetti alternativi (un esempio: chi si oppone agli inceneritori propone sistemi avanzati di raccolta differenziata, come il porta a porta, e per il residuo l'uso di impianti di “trattamento a freddo”. Ne avete mai sentito parlare?).
Qual è questo progetto di politica ambientale? Dal modo in cui si presenta, sicuramente è molto “arrogante”. Purtroppo è anche molto superficiale. Per non ferire la fiducia dell'uomo nel progresso e non intaccare l'ideologia della “crescita illimitata”, mette sullo stesso piano l'ambiente e la crescita economica. Purtroppo il ma anche in questo caso non funziona. Ecco alcuni esempi: se aumentiamo l'efficienza di un elettrodomestico del 10 % (politica ambientale) ma la produzione di quel prodotto cresce del 15% (crescita economica) alla fine il saldo totale è negativo; se riduciamo le emissioni che escono da un impianto del 20%, ma l'anno dopo ne costruiamo un altro uguale, il saldo è negativo per il 60% (ne abbiamo due invece di uno). C'è un unico dato che interessa a “Madre Natura”: le quantità totali, non i procapite, né i g/km, né altre statistiche che vogliono mostrare la nostra buona volontà. Quando miglioriamo l'efficienza tecnologica facciamo diminuire il rapporto emissioni/Pil, cioè possiamo creare un euro di ricchezza con minore produzione di gas serra o altri inquinanti. Però le emissioni totali sono date dal prodotto tra emissioni/Pil e Pil: se contemporaneamente facciamo crescere il prodotto interno lordo il risultato sul totale, nonostante gli importanti progressi scientifici, possono essere comunque negativi. Lo stesso vale per i rifiuti e i prelievi di materia dall'ambiente: una maggiore efficienza porta ad un miglioramento che però viene compensato dalla crescita delle attività economiche. Ad oggi non esiste una economia al mondo che sia riuscita a crescere e insieme ridurre le proprie pressioni sull'ambiente naturale. Nemmeno i virtuosi paesi del Centro-Nord Europa lo hanno fatto e solo la Germania riesce con molti sforzi a tenere stabile la produzione di rifiuti.
Si potrebbe replicare dicendo che se l'efficienza crescerà più del Pil potremmo farcela, quindi questo pessimismo non è giustificato. Peccato che, come scrisse il grande economista Nicholas Georgescu-Roegen, l'efficienza ha un limite: “ la produzione finirebbe col diventare incorporea e la terra sarebbe di nuovo un paradiso terrestre ” 1 . Invece si vuole avere una crescita economica illimitata, ed è chiaro che le due cose confliggono.
“L'ambientalismo del fare” è superficiale.
Propaganda un nuovo modello di crescita basato sulla new economy, l'economia immateriale , che salverà il mondo dalla crisi ambientale. Il programmatore avrà comunque in casa la lavatrice, giocattoli per i figli e molti vestiti, prodotti non più in Italia ma in qualche altra parte del mondo: con la delocalizzazione industriale i paesi economicamente avanzati si liberano di fastidiose fonti di inquinamento (della produzione) ed acquistano i beni finali, scaricando le responsabilità sugli altri. Lo si vede chiaramente nelle statistiche Istat sui flussi di materia dell'economia italiana, nelle quali i dati dicono che vengono prelevati sempre meno materiali all'interno ma sempre più al di fuori dei nostri confini nazionali.
Promuove la Tav perché aiuta l'ambiente e favorisce la crescita dei movimenti di merci, quindi del Pil. Non tiene conto che un aumento sempre maggiore della movimentazione dei prodotti (causata anche dagli acquisti per corrispondenza, via internet) porterà sempre maggiori pressioni sull'ambiente, come sta avvenendo in questo periodo. Infatti nell'ultimo rapporto dell' Unione Europea “ Measuring progress towards a more sustainable Europe: 2007 monitoring report of the EU sustainable development strategy ” si delinea una situazione inaccettabile, perché crescono le emissioni totali di gas serra e “ non ci sono reali segni di decoupling [separazione nell'andamento di] tra consumi di energia dei trasporti e crescita economica ” (va discretamente bene l'intensità energetica, ma per i motivi detti prima, non è sufficiente).
“L'ambientalismo del fare” è solito denigrare chi si oppone agli inceneritori. Dicono che anche loro sostengono la raccolta differenziata, ma serve anche l'incenerimento. Peccato che siano incompatibili, perché i materiali con più alto potere calorifico sono sottratti dalla differenziazione, ma anche per un altro motivo. Mettiamo che si producano 100.000 ton di “rifiuti” e 40.000 ton siano raccolti in modo differenziato. Cosa fare degli altri 60.000? Incenerire, incenerire, incenerire. Si costruisce un inceneritore da 60.000 ton per questo residuo e, sia bene chiaro, visto che questo è un impianto industriale dovrà bruciare questa quantità di “rifiuti” finché sarà attivo (costa molti soldi costruirlo, quindi sarà tenuto acceso il più possibile). Siamo partiti con una raccolta differenziata al 40%. Mettiamo che qualche mese dopo il sindaco decida di introdurre il sistema porta a porta e la percentuale schizzi al 60% (cifra pessimista). Ora possono essere incenerite solo 40.000 ton e l'impianto è sovradimensionato. Ecco perché i tedeschi sono ben felici di prendere i rifiuti dall'ingenua Italia. La raccolta differenziata è l'unica via sostenibile e l'incenerimento rappresenterà un inaccettabile ostacolo all'obiettivo “rifiuti zero”, visto che esistono modi alternativi di gestire il residuo e visto che sono impianti pericolosi per la salute umana 2 .
Non si vuole mettere in dubbio il fatto che la nuova industria delle rinnovabili e del risparmio energetico creerà nuova occupazione, ma questo è un effetto secondario (e siamo felici che ci sia). Ciò però non significa che crescita e ambiente siano compatibili, come vorrebbero farci credere molti politici. Invece stanno riuscendo a far passare l'idea sbagliata che, viste queste nuove opportunità di lavoro, in futuro possiamo continuare a far crescere all'infinito l'economia.
Per concludere, è chiaro come il mito della “crescita illimitata” (quindi il capitalismo) sia incompatibile con la vita del pianeta, per i diversi motivi che sono stati accennati in questo articolo. Gli ecologisti, a cui gli “ambientalisti del fare” si vorrebbero contrapporre, lo hanno capito. Anche se non hanno ancora elaborato delle convincenti alternative, almeno non fanno il gravissimo errore di coprire la radice del problema con maquillage politico-ideologico . “L'ambientalismo del fare” invece lo fa e porta danni incalcolabili, perché promette quello che sembra proprio impossibile. Porterebbe la politica su un binario sbagliato, con il rischio di doverci accorgere dell'errore troppo tardi. Ricordiamoci: non abbiamo un'altra possibilità per salvare il pianeta.

1 Energia e miti economici , Bollati Boringhieri, Torino, 1998
2 Sul sito di Greenpeace si

venerdì 22 febbraio 2008

Un PD che promette danni

Pubblichiamo con molto piacere il comunicato stampa diffuso dai Verdi livornesi sull'ambientalismo di facciata del Partito Democratico. Ci sentiamo, in tutta onestà, di sottoscriverlo parola per parola.

MV

LIVORNO _ "Il primo punto del programma del PD prospetta inceneritori, rigassificatori e alta velocità per tutti. Una prospettiva dannosa per l'ambiente e la salute" sono parole di Gabriele Volpi, Capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale. "Il progetto del PD _ continua Volpi _ non è diverso da quello di Berlusconi. Gli inceneritori sono sistemi vecchi e superati. Sono molto attuali gli appalti per realizzarli. E sono quelli che fanno gola. E', infatti, di dominio pubblico che aziende che realizzano inceneritori hanno finanziato i partiti di Berlusconi e di Veltroni[1]".
Gina Truglio, portavoce dei Verdi, ricorda che "la questione rifiuti non si risolve promettendo inceneritori e tumori ai nostri figli. Le soluzioni ci sono e grandi città lo hanno dimostrato: Berlino ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%, quello che rimane dopo la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale, il riciclo di quanto raccolto in modo differenziato, va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con impianti di bioessicazione".
"I rigassificatori _continua Volpi _ non servono all'Italia. E' stato ampiamente dimostrato che il gas dei gasdotti è più che sufficiente. Il PD dovrebbe mettere al primo punto la difesa dei posti di lavoro che rischiano grosso con i cambiamenti climatici. Invece il PD promette il gas. Questo é l'ambientalismo del PD, non è quello del fare bene".
L'ultima riflessione é sull'alta velocità. "In Toscana _ afferma Marcello Allegri, portavoce dei Verdi _ siamo testimoni dei danni alla montagna del Mugello dove sono ancora in atto alcuni cantieri dell'alta velocità. La realtà è che l'alta velocità ha fatto danni inestimabili al Mugello ed ha sottratto fondi alla linea costiera. Ancora oggi gran parte della linea ferroviaria per Milano è quella del 1900!".
"L'ambientalismo del PD è una questione di facciata _ conclude Truglio _ Se avevamo un dubbio sulle intenzioni del PD, la lettura del suo programma ha confermato l'avvicinamento del PD alle posizioni di Berlusconi. Ce ne dispiace molto".

Livorno, 22 febbraio 2008


[1] da Report Rai3 1 ottobre 2006

BERNARDO IOVENE (fuori campo)
Nel 2000 le società del gruppo Waste Italia, hanno dato 100, 100 e 50 milioni a Forza Italia. Nel 2001 altri 200, 200, 200 e 150, e poi ancora 200, 200, 200 e 100. Parliamo di milioni di lire sempre a Forza Italia. Dal 2002 i contributi passano ad Alleanza Nazionale in euro: 103 mila, 103 mila. Nel 2004 100 mila, 100 mila, 100 mila e 100mila. Si tratta sempre dello stesso gruppo che si occupa di raccolta smaltimento rifiuti e termovalorizzatori. […]

PIETRO COLUCCI- Amministratore Delegato Waste Italia
Insisto, no, Alleanza Nazionale è uno dei partiti che abbiamo finanziato. Noi finanziamo sistematicamente i DS da anni senza visibilità perché lo facciamo attraverso il sostentamento di loro iniziative che, se mi consentite...