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La mer, la fin...

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mercoledì 23 aprile 2008

Massa. PD o PDL?


Strascichi di campagna elettorale...
In vista del ballottaggio che si terrà nel comune di Massa domenica prossima, e che vede fronteggiarsi PD e Sinistra Arcobaleno (si.. avete letto bene!), sono apparsi negli spazi dedicati alla propaganda elettorale i manifesti che potete vedere in foto.
Degni della "miglior" propaganda leghista.
E viene da chiedersi se a Massa, ma non solo a Massa, se ci si trova di fronte al PD... o alla PDL con una lettera in meno...

Municipio Verde

martedì 22 aprile 2008

Il bambino e l'acqua sporca

Un'altra riflessione dalla "base" della Sinistra Arcobaleno, tratta dalla mailing list della Sinistra Unita e Plurale di Firenze. Ringraziamo Giuliano per averci consentito la pubblicazione.
MV

Carissimi/e
, purtroppo i risultati elettorali hanno buttato via "il bambino", a vantaggio dell'"acqua della frammentazione e dell'ideologismo"(una parte... sperava in un cattivo risultato elettorale, per riproporre ulteriore frammentazione, ideologismi anacronistici, velleitarismi, ecc.) e - nonostante la buona riuscita dell'Assemblea del 19 al Palacongressi di Firenze(nel senso che c'è stato un dibattito molto costruttivo, rispettoso e che è stato seguito con attenzione.... ben oltre i 1000 partecipanti) - persino nel Prc e nei Verdi sembrano prevalere le tendenze identitarie/partitiche...

"Il bambino" era quella Sinistra Arcobaleno che muoveva i primi passi... cercando di dare un futuro alla Sinistra... cioè ad una Sinistra unita e rinnovata... anche nella capacità di fare analisi(assai più facili delle proposte) e proposte serie e credibili... finalizzate ad un cambiamento della società (proposte non astratte e velleitarie... ma facendo i conti con la realtà e individuando possibili soluzioni per camminare concretamente in una direzione diversa da quella imposta dal Dio Mercato e dai grandi e piccoli egoismi/profitti individuali che alimenta): senza CREDIBILITA' non è possibile raccogliere partecipazione diffusa a livello popolare.... indispensabile per avere non la piccola ambizione di ritagliarsi un ruolo di nicchia politica residuale.... ma per dare un futuro ad una Sinistra capace di misurarsi con i grandi problemi dell'epoca contemporanea(fame, disastro ecologico, lavoro precario senza diritti e senza dignità, welfare, beni comuni... a partire dall'acqua, stili di vita diversi, riduzione dei rifiuti e costruzione delle alternative concrete agli inceneritori e alle discariche... perchè, appunto, per essere credibili... prima di chiudere gli impianti esistenti... bisogna costruire le alternative concrete al problema quotidiano dei rifiuti... come per ogni altro problema della vita quotidiana delle persone) raccogliendo quella partecipazione diffusa e quel consenso elettorale indispensabile per realizzare - gradualmente ma concretamente - "elementi di socialismo" in direzione di una società diversa.

Questa ambizione (a mio parere) è assai diversa da quella di una Sinistra che dice "fai una scelta di parte": un ideale e un progetto di società diversa (sia pure grossolano... perchè nessuno può avere la presunzione di avere ricette sicure... e tante sconfitte sono lì a dirci che è meglio "camminare domandando") per essere credibile ha bisogno di parlare non ad una parte (e neanche, ovviamente, a tutti), ma sicuramente a tanti, alla maggioranza dei lavoratori (compresi i ceti medi... quelli riflessivi e quelli del lavoro autonomo che fanno impresa e che, per fare un esempio, potrebbero essere interessati ad un'economia finalizzata alla cosiddetta "filiera corta") e delle persone.

Se non riusciamo a contrastare il "berlusconismo" facendo (diffondendo costruendo) una cultura diversa e opposta (quella del bene comune e degli stili di vita diversi... intesi come migliori... più attraenti... di quelli imposti dal produttivismo e dal consumismo individuale che macina tutto..) allora diventa impossibile persino essere credibili tra gli operai... perchè, come dimostrano ampiamente (da decenni), Prato, Vicenza, il Nord-Est, ecc. anche tra gli operai prevale una concezione della vita e del benessere che da assai più valore ai soldi e al consumismo (facendo persino 70 ore di lavoro la settimana come avviene da decenni in centinaia di fabbriche pratesi e del nordest) e, di conseguenza, condividono la detassazione degli straordinari(infatti, chi li fa da decenni... li ha fatti volentieri in particolare quando venivano pagati "al nero"): se vogliamo conquistarli ad un'idea diversa di vita e di società, certo bisogna contrastare il lavoro precario, bisogna difendere i diritti (compreso il salario), la sicurezza e la dignità sul lavoro, ecc. ma senza proporre una cultura diversa e alternativa (che affermi il valore del tempo libero e di una diversa qualità della vita), sarà Montezemolo a prevalere dicendo "i lavoratori li rappresento più io dei sindacati... perchè lavorando di più e detassando gli straordinari, azienda per azienda, i prodotti diventano più competitivi sul mercato, gli operai guadagnano di più e possono sentirsi più inseriti nel modello di vita che gli proponiamo... ogni minuto dalle nostre televisioni, quello del consumismo, dei supermercati... fino al punto di passarci persino il poco tempo libero... la domenica".

Insomma, ritornando al tentativo della Sinistra Arcobaleno(partito tardi, senza convinzione di una parte dei promotori... e male... sotto l'imposizione della scadenza elettorale), è stato soffocato nella culla... ed è reale il rischio che prevalga lo scoraggiamento (almeno per chi, a Sinistra, è motivato da ideali e non da ideologismi che mascherano piccoli interessi/ambizioni personali): se qualcuno si illude di contrastare lo scoraggiamento con proposte tipo quella della "Federazione" (che, a mio parere, non può raccogliere la partecipazione e l'impegno di tante persone di sinistra che non fanno parte degli attuali piccoli e residuali soggetti politici), le indicazioni e le proposte scaturite dall'Assemblea di Firenze andranno poco lontano.
Anche la proposta di fare gruppi di lavoro e seminari di approfondimento tematico(sulle regole e sulle forme di un nuovo soggetto politico... che, anche a mio parere, sono importanti), possono coinvolgere e motivare l'impegno di poche decine di persone: SE NON CI SONO SOGGETTI POLITICI (Associazioni della Sinistra che vuole unirsi...., pezzi di forze politiche reali, ecc.) CHE, A LIVELLO LOCALE E NAZIONALE, TROVANO IL CORAGGIO DI APRIRE RAPIDAMENTE UN CAMMINO COSTITUENTE DI UN NUOVO SOGGETTO POLITICO PER UNA SINISTRA "ROSSO/VERDE" (rinnovata nei contenuti e democratica nei metodi... come hanno detto, per chiarire cosa intendo, Paul Ginsborg e Nichi Vendola), TEMO CHE LE BUONE INTENZIONI SCATURITE DALL'ASSEMBLEA NON ANDRANNO MOLTO LONTANO(anche perchè, ripeto, motiveranno l'impegno di poche decine di persone e non di tante tra quelle che hanno votato la Sinistra Arcobaleno o che hanno votato PD pur condividendo i contenuti e gli ideali della Sinistra Plurale).

Un caro saluto(con tanti dubbi... anche su quanto ho scritto sopra con apparente certezza).
Giuliano, operaio tessile in mobilità(ancora per pochi giorni... perchè sta per finire anche quella) e "comunista difettoso".

VERDI TOSCANI:campagna elettorale sbagliata e troppo centralismo

Qui di seguito pubblichiamo il documento che è scaturito dal Consiglio federale dei Verdi di domenica scorsa. Siamo convinti che sia un buon punto di inizio per impostare l'incerto futuro che ci sta davanti e quindi lo condividiamo.
Un grande e sincero buona fortuna a tutti i Verdi.
MV

Considerati i risultati elettorali delle elezioni politiche e delle elezioni amministrative svoltesi nei giorni 13 e 14 Aprile 2008,
il Consiglio Federale dei Verdi della Toscana
valuta negativamente il risultato conseguito dalla Sinistra Arcobaleno alle elezioni politiche, ma ritiene incoraggianti i dati conseguiti alle elezioni amministrative, sempre dalle liste Arcobaleno;
ritiene responsabile del risultato negativo delle elezioni politiche in particolare i gruppi dirigenti nazionali di tutti i partiti componenti l’Arcobaleno, il metodo centralistico di composizione delle liste, i criteri di scelta esclusivamente improntati alla mera conservazione del gruppo dirigente stesso;
ritiene inadeguato e sbagliato il modo in cui è stato presentato ai militanti e ai cittadini il progetto della Sinistra Arcobaleno, una fusione a freddo fatta all’ultimo minuto, imposta dall’alto, che ha generato insoddisfazione sia in quei militanti attaccati all’identità ideale della propria forza, sia in quei cittadini desiderosi di unità vera e non posticcia;
ritiene inadeguata e sbagliata la campagna elettorale, in particolare la scelta di "separazione consensuale"
dal Pd, che anziché denunciare con veemenza com’era necessario l’operazione di Veltroni e dei poteri forti di questo Paese volta a marginalizzare la Sinistra e gli Ecologisti in Italia, ha di fatto significato l’accettazione compiacente di un ruolo marginale, minoritario, di ricerca del puro consenso di protesta, protesta peraltro poco credibile da parte di chi proviene da due anni di Governo;
ritiene sbagliato il linguaggio che si è usato, l’utilizzo di armamentari ideologici storicamente superati, oltre alle tendenze egemoniche anche sul piano organizzativo che si sono manifestate nello svolgersi quotidiano della campagna;
ritiene che siano state assolutamente carenti le tematiche ecologiste, la questione dei cambiamenti climatici, dell’energia, della tutela della biodiversità, dei diritti degli animali e della valorizzazione delle filiere corte, delle medicine complementari, ma anche la mancanza di interlocuzione con i mondi dei giovani, della ricerca, della cultura, della scuola e dell’università, oltre che la aprioristica e sistematica esclusione dai nostri referenti sociali ed elettorali del mondo dell’impresa innovativa, dell’artigianato, del piccolo commercio minacciato dalla grande distribuzione, dei professionisti non ancora riconosciuti e tutelati, dell’impresa legata al territorio che subisce la concorrenza sleale dei grandi monopoli pubblici e privati;
ritiene invece positivo il lavoro svolto dalle forze dell’Arcobaleno a livello Toscano, nelle realtà in cui si è votato, Pisa, Massa, Viareggio, in cui i risultati sono stati lusinghieri, perché aperte e legate alle tematiche concrete del territorio;
ritiene necessario un segnale forte e immediato di svolta e rinnovamento, senza infingimenti e mezze misure, a livello dei Verdi Italiani;
ritiene necessario per i Verdi Italiani ripartire da una svolta verso una confederazione, e auspica che il Consiglio Federale Nazionale del 10 e 11 Maggio prossimi adotti la scelta di traghettare i Verdi ad un nuovo congresso costituente, da svolgersi entro Luglio e guidato da garanti e non dall’attuale dirigenza, per rifondare i Verdi su basi regionali, adottando la scelta di rotazione delle cariche, di trasparenza nella gestione dei finanziamenti pubblici, di struttura nazionale leggera, di democrazia partecipata;
prendendo atto della volontà della parte più ideologica dei Comunisti Italiani e di Rifondazione di rilanciare la presenza di un soggetto neo-comunista in Italia, ritiene necessario che i Verdi rinnovino fin da subito l’impegno per riprendere il percorso dell’Arcobaleno, insieme alle forze più innovative disponibili a questo progetto, dalla parte migliore della Sinistra, all’area laico-socialista non affarista e di potere, alle culture libertarie e del cattolicesimo di base, solidaristico e non clericale, al mondo civico, associativo e di movimento, rilanciando fortemente la centralità programmatica delle tematiche ecologiste all’interno di questo soggetto, e impegnandosi per farne una formazione popolare, non imposta dall’alto, partecipata e trasparente;
per fare tutto ciò noi Verdi Toscani, credendo profondamente ad un vero processo confederativo, riteniamo doveroso rispettare, attendere, aiutare, le decisioni delle varie forze politiche impegnate nei vari congressi di partito;
prende atto con soddisfazione e speranza dei segnali di vitalità, di voglia di riscatto e di partecipazione che tanti cittadini e militanti che si sono riconosciuti nell’Arcobaleno hanno manifestato nei giorni successivi alla chiusura delle urne, in particolare in occasione dell’assemblea al Palazzo dei Congressi di Firenze, e dà mandato alla dirigenza regionale per proseguire il percorso intrapreso, volto alla costruzione di un soggetto Arcobaleno che sia federato e federalista, fortemente incentrato sulle autonomie locali, provinciali e municipali, in cui si mantenga l’identità e l’autonomia legale, organizzativa e il simbolo dei Verdi.
Consiglio Federale dei Verdi della Toscana

lunedì 21 aprile 2008

Ripartire dai territori

Sul sito nazionale di Rifondazione Comunista è possibile trovare due interessanti interviste ai segretari provinciali di Pisa e Massa Carrara, dove alle amministrative (che ricordiamo si sono tenute in contemporanea alle Politiche) la Sinistra l'Arcobaleno ha ottenuto dei risultati complessivamente positivi.
Le parole dei due segretari meritano molta attenzione, e potrebbero dare spunti di riflessione e di azione anche alle realtà delle nostre parti.
MV

Pisa, dove la Sinistra raddoppia i consensi e punta sul territorio Voto in controtendenza
Dario Danti*


Da dove ripartire dopo la sconfitta del 13 e 14 aprile? Sicuramente dai territori. Lo dicono le esperienze locali delle amministrative in Toscana. Lo dicono anche i risultati ottenuti a Pisa e in provincia.
Tre realtà - due sotto i 15mila abitanti e il comune capoluogo - andavano al voto e in ognuna abbiamo avuto situazioni diversificate e articolate. A Santa Maria a Monte la Sinistra l'Arcobaleno si presentava in alleanza con Pd e socialisti, dopo cinque anni di governo, ed è stata determinante nella vittoria contro la destra. A Montecatini Val di Cecina, realtà nella quale il Prc non si era presentato alle amministrative nelle scorse tornate, erano in campo, oltre a due liste di destra, quella del Pd e la Sinistra che ha raggiunto il 26% dei consensi (il 6% alla Camera). Anche a Pisa città la Sinistra ha raddoppiato i consensi rispetto al dato nazionale passando dal 5,8% al 9,5%, superando i 5.400 voti. Un dato importantissimo, frutto di un lavoro iniziato molti mesi fa.
A Pisa l'amministrazione uscente guidata da Paolo Fontanelli vedeva solo Rifondazione all'opposizione. Le forze della sinistra, pur da differenti collocazioni, avevano scelto, già da due anni, di dare vita a un coordinamento istituzionale: un vero e proprio patto di consultazione. Da settembre, poi, hanno cominciato a scrivere il programma della sinistra con cinque gruppi di lavoro aperti alla cittadinanza e alla società: un vero programma partecipato.
Pisa, in questi anni, è diventata un città complessa e molti sostengono che si stia avviando ad essere una «metropoli di seconda generazione»: una città fatta di terziario e produzioni high-tech, una città turistica e universitaria. Lo spopolamento dei residenti e l'aumento dei migranti e degli universitari fuorisede vanno di pari passo con la completa desertificazione dei tessuto produttivo tradizionale. I progetti in cantiere dalla giunta Fontanelli, per i prossimi dieci anni, prevedono investimenti per oltre un miliardo di euro: porto turistico, spostamento dell'Ospedale, riconversione delle tre caserme e un nuovo stadio. Su tutto questo si gioca il futuro riassetto urbanistico: il rischio è che le aree che si libereranno nel centro vengano adibite quasi esclusivamente a residenze di lusso, attività commerciali, uffici e studi privati.
Del tema dell'urbanistica partecipata parla il programma della Sinistra: la partecipazione, appunto, pilastro di un'altra idea di comune, con la lotta alla precarietà e per la dignità del lavoro, inclusione sociale e cittadinanza. Su questi temi la rottura con il Pd e una campagna elettorale molto dura. Purtroppo il Pdci, con la motivazione della necessità della "falce e martello" sulla scheda, ha corso con una propria candidatura a sindaco. Il nostro risultato, con Carlo Scaramuzzino, ha sfiorato il 10% e il candidato del Pd, Marco Filippeschi, si è fermato al 47%; il Pdci al 2%, senza neanche un consigliere. Ora il ballottaggio.
Serve ripartire dal territorio e da quello che abbiamo sedimentato e costruito in questi mesi. Non servono processi e colpevoli: la responsabilità della sconfitta è collettiva, come ha detto Nichi Vendola su questo giornale. Serve al paese una sinistra nuova e di popolo, a partire da Rifondazione Comunista.
*Segr. prov. Prc-Se Pisa


Massa Carrara. Un lungo impegno fuori dai palazzi
Gemma Contin

Martina Nardi è la segretaria del Prc di Massa Carrara, dove si è votato sia per le politiche sia per il comune e la provincia, con un risultato opposto all'andazzo nazionale. Infatti, Rifondazione comunista e la Sinistra arcobaleno hanno ottenuto il 10% nel voto amministrativo (l'8% alle politiche), addirittura il 15 se si sommano i voti di una lista civica di sinistra, tanto da andare al ballottaggio contro il Pd, e l'11% in quello provinciale, in una realtà territoriale dove il centrodestra si presenta con la faccia di Sandro Bondi, candidato del Pdl alla presidenza.
Come si spiega l'"anomalia" di Massa Carrara?
Noi abbiamo messo in campo un'operazione politica abbastanza significativa che si è trascinata anche la vicenda provinciale. L'epicentro però è stato la città capoluogo, ed è evidente che il dato "politico" più alto è stato proprio su Massa. La vicenda politica, che ha dato vita anche a una terza lista, ha a che fare con la spaccatura del Partito democratico che ha amministrato la città. L'operazione è stata quella di entrare a piedi pari nelle contraddizioni del Pd, che si presenta come un magma privo di un'anima vera e propria, con molte facce ereditate dall'Ulivo, ma per lo più provenienti dalla Margherita, che qui ha in particolare il volto più retrivo della vecchia Dc. Un Pd che, se ha identificato la sua via maestra a livello nazionale, qui ancora è la sommatoria di tante cose, molto legate a vecchie logiche di potere.
Voi cosa avete fatto?
Non abbiamo fatto altro che lavorare su queste contraddizioni. Un lavoro di lunga lena, durato questi cinque anni di opposizione al comune di Massa, dove una coalizione di centrosinistra, che comprendeva tutti ad esclusione di Rifondazione comunista, aveva il 64% dei consensi. In consiglio comunale noi rappresentavamo una piccola entità, marginale rispetto a una maggioranza schiacciante, ma aver lavorato sulle contraddizioni ha fatto sì che la maggioranza è andata assottigliandosi, prima con l'uscita dei Comunisti italiani, poi con l'uscita dei Verdi, poi della Sinistra democratica. Alla fine un pezzo dello stesso Pd ha condiviso con noi molte battagliea sia nella città che in consiglio comunale.
Parole chiave sono "radicamento nei territori" e "appeal tra i lavoratori". A Massa com'è andata?
Per quanto riguarda questa realtà io credo abbiano giocato alcune cose: la prima è la credibilità di un partito e di una coalizione che non comprendeva gente solo di Rifondazione. C'erano anche le altre componenti della Sinistra arcobaleno che hanno costruito in sinergia questa credibilità, con una relazione continuativa con quello che si muoveva sul territorio, facendo sì che quando si è nelle istituzioni non ci si chiude nel "palazzo". Il palazzo può essere estremamente affascinante, che si tratti del comune, della provincia o di Montecitorio. Ma noi non abbiamo mai perso di vista quello che avveniva sul territorio e abbiamo mantenuto una relazione strettissima con la realtà fuori dal palazzo, tanto che l'anno scorso quanto il Pd, con un'operazione tutta politicista, ci ha proposto un buon numero di assessorati, ma senza nessun punto programmatico per la città, noi non ci siamo stati. Credo che questo sia stato il cemento su cui abbiamo poi potuto costruire un'alternativa credibile, e un'alleanza con la "sinistra diffusa", che ha spaccato il Pd.
Adesso c'è il ballottaggio contro il Partito democratico al comune, mentre alla provincia si sfidano il Pd e il Pdl. E poi?
Io non sono dell'idea dell'"autosufficienza" del partito. Sono più d'accordo con la pratica della relazione politica e con la costruzione di un'alleanza della sinistra, con una matrice più legata alla proposta della Sinistra arcobaleno, ma anche allargata all'idea di una sinistra italiana che ne comprenda tutte le componenti che hanno condiviso con noi le battaglie di democrazia per il territorio. E' così che abbiamo costruito la nostra lista, portando via al Pd tanti ex assessori ed ex consiglieri, e proponiamo come sindaco una persona autorevole, che era già stato per otto anni sindaco Ds, prima di quello uscente. Io penso che il Pd può essere battuto perché non è un partito omogeneo ma un gruppo, diciamo di mero ceto politico, che si fa la guerriglia interna.

L'Assemblea della Sinistra Unita e Plurale a Firenze

Riportiamo il testo del documento finale della Sinistra Unita e Plurale che si è tenuta a Firenze il 19 aprile.
Di seguito, i messaggi e la registrazione audio dell'assemblea.
MV

DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALL'ASSEMBLEA DEL 19 APRILE 2008 A FIRENZE – PER LA SINISTRA

La grande partecipazione di oggi ci dice che la sconfitta elettorale non ci ha cancellati.
NOI CI SIAMO COMUNQUE.
Questa assemblea ha avviato una riflessione sulle molte cause della sconfitta elettorale, ma con determinazione ha ribadito che il PROCESSO COSTITUENTE DI UNA SINISTRA UNITA E PLURALE E' IRREVERSIBILE.
Deve ripartire da un profondo rinnovamento della sinistra e di noi stessi.
E' un processo che avrà bisogno di tempi rispettosi delle diverse identità e appartenenze, ma deve iniziare da subito, A PARTIRE DALLE ESPERIENZE DEI TERRITORI PER CREARE LUOGHI PUBBLICI PIU' LARGHI DELLE FORME ORGANIZZATE GIA' ESISTENTI, SPERIMENTANDO NUOVE FORME DI DEMOCRAZIA CHE ABBIANO UN'IMMEDIATA OPERATIVITA'.
Occorre ripartire dalle donne e dagli uomini che si sono impegnati nella campagna elettorale e dalle tante case comuni della sinistra che già esistono, diffuse.
E' altrettanto urgente aprire laboratori di analisi e di pensiero a sinistra, costruendo seminari territoriali e nazionali.
DA OGGI NASCE UN GRUPPO DI LAVORO CHE AVVIA E ORGANIZZA LUOGHI DI DISCUSSIONE E DI ELABORAZIONE SULLE REGOLE E SULLE FORME DEL NUOVO SOGGETTO, per costruire un NUOVO APPUNTAMENTO PRIMA DELL'ESTATE [hanno già dato la disponibilità Marco Revelli, Paul Ginsborg, i compagni e le compagne del Veneto, il Movimento delle associazioni per la Sinistra l 'Arcobaleno].
Da domani ripartiamo dal radicamento sociale, dai conflitti e dai contenuti, impegniamoci ad un appuntamento nazionale di confronto sulle priorità che ne emergono.
L'OBBIETTIVO E' QUELLO DI RISPONDERE OGNI GIORNO AI BISOGNI REALI E CONCRETI DELLE DONNE E DEGLI UOMINI per far vivere nel paese l'opposizione al governo Berlusconi, a partire dalla riaffermazione e difesa della Costituzione, dal contrasto ad ogni forma di rinascita del fascismo, e dalla più forte PARTECIPAZIONE ALLE MANIFESTAZIONI DEL 25 APRILE E DEL PRIMO MAGGIO.



Una Sinistra unitaria e plurale resta la strada (F. Bandoli)

Riportiamo un lungo ma interessante articolo di Fulvia Bandoli, esponente di Sinistra Democratica.
MV

Una Sinistra unitaria e plurale resta la strada .


Sarà un pezzo più lungo di quelli che scrivo di solito, me ne scuso. Ma il momento è serio.
Il Popolo delle libertà e la Lega stravincono le elezioni, il Pd resta inchiodato a oltre nove punti di distanza , Berlusconi torna al governo, la Sinistra Arcobaleno subisce una sconfitta storica e per la prima volta non entra in Parlamento. Siamo stati penalizzati dall’appello ossessivo al voto utile ( tanti elettori di sinistra hanno votato Pd illudendosi di poter battere Berlusconi ma il loro voto non è servito) e dall’astensione di un’altra parte delusa dall’operato del Governo Prodi appoggiato anche dalle forze di sinistra.
Questi due elementi però non spiegano una sconfitta tanto bruciante maturata nell’ultimo anno, e che deriva dai nostri enormi e persino incredibili errori.
Non abbiamo convinto gli elettori che avevano votato a sinistra nel 2006, non abbiamo conquistato nuove forze. La Sinistra Arcobaleno in versione lista elettorale finisce qui. Quando nacque il Pd dicemmo che era un terremoto politico, che nulla sarebbe più stato come prima. Che nessuna delle forze della sinistra poteva da sola rispondere al vuoto che si creava a sinistra del Pd: che era necessaria e urgente una sinistra unitaria e plurale, un nuovo soggetto politico. Ma tra il nostro dire e il nostro fare c’è stato di mezzo il mare. Abbiamo sprecato un anno . Nonostante gli Stati Generali in dicembre , dove tutti i dirigenti della sinistra politica si erano dichiarati pronti a promuovere e a farsi “travolgere” da una costituente della Sinistra , capace di risvegliare la partecipazione alla politica, pochi giorni dopo tornavano a prevalere chiusure, piccoli egoismi e nessuna costituente è partita nei territori. Siamo così arrivati tardi all’appuntamento delle elezioni anticipate, solo con una lista elettorale ( la Sinistra Arcobaleno), senza una idea di sviluppo di questo paese, senza un progetto chiaro e credibile per il dopo elezioni, noncuranti di ristabilire un minimo di radicamento sociale. Abbiamo puntato tutto sul fatto che la sinistra rischiava di scomparire, che bisognava difenderne l’esistenza. Questo appello non poteva essere sufficiente perché per quanto un elettore di sinistra sia sensibile al mantenimento di una Sinistra nel suo Paese egli vuole capire come sarà, dove lo porta, quali politiche concrete propone per cambiare in meglio la vita delle persone, quali principi mette a base del suo progetto. E vuole anche democrazia nelle scelte programmatiche, nella elezione dei gruppi dirigenti, nella definizione delle liste, condivisione e partecipazione. Senza democrazia diventa asfittico qualsiasi organismo politico ( oppure diventa leaderistico e personalistico come sono il PDL e il PD). Senza partecipazione siamo stati percepiti come uno dei tanti ceti politici che cercano di salvare loro stessi, e questo, per una sinistra che aveva denunciato la crisi della politica e si era proposta di cambiarla nelle forme e nei modi è risultata una contraddizione enorme. Se ci guardiamo intorno siamo, paradossalmente, noi dirigenti della Sinistra Arcobaleno quelli che più di tutti gli altri risultano travolti dalla pesante critica che montava, spesso con analisi che io non ho condiviso, dalla cosiddetta antipolitica. E a questo voglio aggiungere che l’aver dato una immagine totalmente maschile è stato un limite serissimo che denuncia una cecità profonda e mai superata.
Se sono vere anche solo una parte delle cose che ho scritto fin qui è chiarissimo che siamo di fronte ad una mole enorme di problemi da capire e da risolvere se vogliamo pensare ad una ripartenza. Per ricominciare bisogna avere chiare le ragioni di una sconfitta, rimettere mano in fretta alle pratiche politiche sbagliate che hanno condotto a quegli errori, cambiare con la democrazia ( e non con sommarie rese dei conti) coloro che dirigeranno in futuro l’eventuale progetto di rilancio. Ma bisogna anche dirsi con chiarezza e senza prese in giro qual’è la proposta politica e il progetto di paese che vogliamo rimettere in campo. Ho scritto tante volte della Sinistra che vorrei e non potrei adesso scrivere cose diverse . Vedo moltiplicarsi in questi giorni convulsi appelli di ogni genere ma ciò che li accomuna è un dato chiaro: la richiesta di tornare ognuno nei propri accampamenti e nei vecchi perimetri culturali. Il solito ritornello che vuole i comunisti con i comunisti, i verdi con i verdi, i socialisti con i socialisti..ripropone solo la congenita e maledetta incapacità delle varie culture della sinistra italiana a stare insieme. E’ una resa. Credo che ognuna di queste culture politiche per quanto ben organizzata non possa, da sola, andare da nessuna parte. Temo che andrebbe solo verso il suo esaurimento. Sento anche che alcuni altri ( pochi per fortuna) propongono di trasferirci armi e bagagli nel Pd : mi pare anche questa una proposta disperata e sbagliata. Se siamo uomini e donne di sinistra come potremmo ritrovarci in un partito che , per sua stessa ammissione non è e non vuole essere un partito di Sinistra? Tutte le ipotesi che ho elencato rinunciano alla sfida che resta intatta davanti a noi e che ci è caduta addosso quando è nato il Pd : come e chi ridarà forza ad una sinistra in italia? Come ricostruirla? E su quali basi? Dobbiamo tenere i nervi saldamente ancorati alla ragione perché in un momento tanto grave i gesti istintivi e frettolosi possono apparire più semplici, ma in genere sono sostenuti da poco pensiero e rischiano di diventare altri errori che si accumulano a quelli già fatti. Io penso che resti tutto intero davanti a noi l’obiettivo di una sinistra unitaria e plurale perché ritengo maturo ( anzi oramai quasi scaduto) il tempo nel quale le culture più storiche della sinistra possano convivere insieme a quelle più recenti e nuove ( quelle nate dall’ecologia scientifica, dal pensiero della differenza di sesso e dalla libertà femminile, dalla critica alla globalizzazione). E del resto quanti di noi interrogando la loro coscienza ( e anche la loro pratica politica quotidiana) potrebbero dirsi oggi solo e soltanto comunisti, o solo socialisti o soltanto verdi? Siamo molte culture ( ognuno di noi ne raccoglie nel suo intimo molte più di quel che ci diciamo) e insieme dobbiamo cercare di radicare nel paese una sinistra unitaria e plurale. Che non può essere la somma di tanti partitini e dei suoi gruppi dirigenti, ma un soggetto politico nuovo.
Per quel che attiene al progetto riparto anche qui da cose già dette :“Se non si cresce non c’è nulla da ridistribuire. La crescita prima di tutto e il Pil come totem” Questo è stato il tema della campagna elettorale del PDL ma purtroppo è diventato anche il motivo dominante di quella del Pd. La Sinistra parte da altri presupposti: è una forza politica che vede il mondo e le sue contraddizioni globali e ha il coraggio di dire al Paese cosa deve crescere e cosa invece deve decrescere. Devono crescere, ad esempio,i servizi immateriali, i trasporti di merci su ferro e per mare e i mezzi pubblici per le persone, il risparmio energetico e le energie rinnovabili, il salario e gli stipendi, la sicurezza e il ruolo sociale del lavoro, l’agricoltura non modificata, le reti idriche, l’edilizia di manutenzione e di recupero , l’impresa sociale, i diritti. Devono diminuire le rendite, le speculazioni edilizie e finanziarie, l’uso di cemento che ci vede tra i primi Paesi nel mondo, il trasporto di merci su gomma, la dipendenza dal petrolio, il numero di automobili, la chimica più inquinante, le spese per armamenti ( che negli ultimi dieci anni toccano il picco). La chiave di volta è una idea di sviluppo fondata sulla riconversione ecologica di settori importanti della nostra economia. Una diversa concezione dei consumi,dei cicli produttivi e delle merci. Lanciare allarmi sui cambiamenti climatici e sui limiti delle risorse naturali non vale nulla se si rinuncia ad indirizzare lo sviluppo verso altri fini, anche attraverso indirizzi chiari e forti dello Stato in economia.
Il cambiamento del modello di sviluppo liberista è il nostro obiettivo e la riconversione ecologica dell’economia è l’insieme di riforme da mettere in campo per conseguirlo. Spesso la Sinistra non ha saputo vedere quanta giustizia sociale passi attraverso la riconversione ecologica, e ha sbagliato. Proviamo a pensare all’acqua. Di quale giustizia sociale si può mai parlare in un mondo nel quale una parte enorme di persone non ha accesso all’acqua e da qualche settimana neppure al cibo minimo? Che l’acqua resti un bene comune, un diritto, e
che la gestione delle reti resti pubblica è una scelta precisa, di sinistra, redistributiva, antiliberista. Il Pil misura in modo indifferenziato la produzione di un Paese, non ci parla degli squilibri.
Il Pil non misura i diritti e non li garantisce, non riequilibra le risorse, non ci parla di democrazia, non si cura della sicurezza sul lavoro, non ci dice che stiamo consumando troppo territorio agricolo, che cementifichiamo le coste( vera risorsa per un turismo di qualità), che abbiamo il 40 per cento di acqua che si disperde . Il Pil è un indicatore nudo e crudo.
Lo consideriamo, ma non è la bussola della Sinistra. A noi interessa il benessere economico netto . Il disco rotto della crescita indifferenziata gira sul piatto da molti anni. E da molti anni nulla di buono cresce. Noi lavoriamo invece per l’aumento della qualità sociale e ambientale dello sviluppo. Se queste ( e molte altre ancora) sono alcune delle nostre idee, dalle quali derivano progetti di cambiamento che migliorano la vita delle persone, un altro nodo va sciolto al nostro interno.
Si tratta del fatto se la Sinistra alla quale pensiamo debba avere oppure no una cultura di governo. Che non vuole dire stare al governo.
Io provengo da una forza politica, il Pci, che aveva una solida cultura di governo. Che sapeva misurarsi con tutti i problemi che i lavoratori, i cittadini, gli insegnanti, i tecnici, le città come organismi complessi presentavano. Si può stare all’opposizione con una solida cultura di governo e ottenere risultati importanti, si sta spesso al governo per anni senza ottenere alcun risultato e senza governare ( la Campania insegna). Ebbene io penso che una sinistra unitaria e plurale per diventare una forza popolare, radicata socialmente, presente sui problemi del territorio debba avere una cultura di governo su tutti i temi che si aprono davanti a noi in questo secolo così difficile.
Nessuno escluso, anche quelli che ci imbarazzano di più o che vedono una nostra elaborazione assai scarsa. Parlerei di egemonia, una parola fondante per la sinistra, ma non vorrei aprire un confronto filosofico.
Da ultimo le forme, i modi, le relazioni, le nostre parole. L’unica forma per organizzare una forza politica di qualsiasi genere è la democrazia. Nessuno accetta più, a sinistra di vivere senza democrazia.
Se la Pdl e il Pd hanno scelto il modello leaderistico e personale di tanti uomini soli al comando io ritengo che la Sinistra non possa farlo perché negherebbe in radice la sua natura. I modi sono quelli della trasparenza delle scelte, della partecipazione e dell’ascolto, del ritorno ad organizzazioni territoriali e a rete.
Le relazioni sono quelle tra le persone nelle quali si riconosce ad ogni livello e si rispettano le differenze e la presenza e la libertà di tutti e due i sessi. Le parole nuove ce le dobbiamo inventare tutti e tutte insieme, e non sarà facile perché spesso, parlando quasi sempre tra noi abbiamo assunto un linguaggio autoreferenziale e incomprensibile a chi ci ascolta, ai giovani in particolare. Vedo in questi giorni tentativi sommari di trovare capri espiatori, di consumare rese dei conti. Inutili pratiche, vecchie come il mondo. Chiarito il percorso che vorranno fare tutti coloro che non sono disponibili a tornare dentro i recinti di prima allora democraticamente e con un forte collegamento con i territori dovremo trovare tutta la democrazia che serve per eleggere in modo trasparente chi dovrà portare più responsabilità di altri. Vendola nella sua intervista di ieri ha detto un nuovo gruppo dirigente che comprenda al suo interno anche una nuova generazione, e io concordo. Dice anche che si potrebbe pensare ad una direzione duale ( un uomo e una donna), può essere e sarebbe un fatto nuovo. Ma la condizione è che percorsi, programmi, persone vengano scelte con la democrazia e con il voto. Abbiamo fretta da una parte ma abbiamo anche un po’ di tempo. Rifondazione è alle prese con un dibattito congressuale difficile che io rispetto e che credo vada svolto. Ma pur seguendo con attenzione quella riflessione non è detto che nel frattempo si debba restare fermi. Ripartiamo dal territorio, dai gruppi unitari che si sono formati in tante realtà, dalle case della sinistra, dalle associazioni che sono disponibili, dagli eletti nei comuni, nelle province e nelle regioni. Costruendo attorno a loro partecipazione , legame con i territori e discussione politica.
Riuniamoci, compagne e compagni, diciamoci tutto quello che pensiamo…e poi, finite le critiche e le invettive, rimettiamoci in cammino.

Fulvia Bandoli

domenica 20 aprile 2008

Il PD chiama i Verdi (da Il Manifesto)

da Il Manifesto del 17/04/08

Arcobaleno
Il Pd chiama i Verdi: la vostra casa è qui
Il Sole che ride Bonelli: «Sì al dialogo. Possiamo essere alleati per il bene del paese»
m. d. c.
Roma

L'Arcobaleno precipita nelle urne e perde pezzi, in attesa della resa dei conti dentro Rifondazione comunista, che riunirà il Comitano politico nazionale sabato e domenica prossimi e in quell'occasione Franco Giordano e tutta la segreteria si presenteranno dimissionari.
Se i Comunisti italiani non hanno atteso un minuto, il 14 aprile, per chiamarsi fuori, anche i verdi vacillano. E le sirene del Partito democratico non restano inascoltate. Il neo senatore del Pd Roberto della Seta, ex presidente di Legambiente, rompe gli indugi. E lancia un appello al Sole che ride a costruire insieme la «casa dell'ecologismo riformista». Il Pd, scrive, «ha perso la sfida per il governo con il Popolo della libertà e con la Lega, ma ha dato all'Italia per la prima volta una forza riformista di dimensioni europee: qui è lo spazio naturale per un ambientalismo volitivo, efficace, pragmatico, capace di contrastare oggi la vocazione anti-ambientale della destra italiana e di mettere l'ambiente al centro della rivincita riformista». E ancora: «In tutta Europa i Verdi sono stati e rimangono un elemento di modernizzazione della politica, una forza post-ideologica e di rinnovamento. Possibile che solo in Italia si sciolgano in uno schieramento dominato da visioni ideologiche rigide e inattuali? Il mio auspicio è che i Verdi italiani ci ripensino». Conclusione: «Il Pd, che già oggi vede impegnati tanti ecologisti, è la sola casa dove questa prospettiva può mettere utilmente e realisticamente radici».
Dal Sole che ride risponde con interesse il capogruppo uscente della camera Angelo Bonelli: «Ritengo che dialogo con il Pd sia fondamentale, a partire dai grandi temi dell'ambientalismo e delle politiche energetiche. I Verdi non si sciolgono e guardano al Pd non come a un nemico, ma come a un alleato per il bene del paese». Per il momento, e in attesa del Consiglio federale convocato per il 10 e 11 maggio, Bonelli sostiene la necessità di «aprire un confronto non solo con i Verdi, ma con la Sinistra Arcobaleno». Secca invece Loredana De Petris, che a Della Seta risponde: «I Verdi non sono in vendita». E «l'identità ecologista potrà proseguire o in una Sinistra l'Arcobaleno da rinnovare e rilanciare o in un progetto di profilo marcatamente ecologista». Per Paolo Cento, bisogna pensare «un soggetto federale diverso dalla Sinistra Arcobaleno».

sabato 19 aprile 2008

Ipotesi sulla sconfitta

Pubblichiamo con piacere le riflessioni sul risultato elettorale, diffuse sulla mailign list dell'Associazione per una Sinistra Unita e Plurale di Firenze, di una giovane "di sinistra", che ringraziamo per averci consentito di pubblicarle: parole che escono dal cuore, e che dovrebbero far pensare tanti quadri e dirigenti politici...
MV

Ciao a tutti, sono una ragazza di 25 anni e sono iscritta da qualche mese alla vostra mailing list ma non avevo mai scritto nulla e mi è capitato di venire qualche volta alle vostre iniziative ma non sono ancora iscritta all’associazione e non conosco personalmente nessuno di voi.

Utilizzo questo spazio per buttare giù qualche mia ipotesi sulla sconfitta. Suonerà tutto disfattista e accusatorio, ma in realtà vuole essere un incoraggiamento per un futuro totalmente nuovo.

Siamo stati sconfitti per il valore sempre scarso dato alle istituzioni e alle sue regole, con le quali si pastrocchia di continuo. Non ci si interessa affatto a fondo di quali siano i meccanismi e la prassi che tengono in piedi l’ordinamento e a volte non se ne sa proprio nulla oppure se lo si sa non si è affatto interessati a diffonderlo. Ieri una mia amica sveglia e intelligente laureanda in sociologia elettrice e rappresentante di lista della sinistra arcobaleno mi chiedeva quando ci sarebbe stato il ballottaggio. Ieri nei seggi di Brindisi a nessun rappresentante della sinistra arcobaleno era stato spiegato come funzionava lo spoglio, nè che il regolamento prevedeva che le bianche venissero annullate subito, ogni volta che venivano estratte, cosa fondamentale per evitare i brogli. La legge elettorale stomachevole e insensata è stata contestata dalla Sinistra Arcobaleno ma non più di tanto e non prioritariamente e vorrei far presente che una sua parte mostruosa è quella che prevede gli scrutatori di nomina partitica. Su questo parte poi ci si è proprio adattati comodamente, tanto comunque anche noi eravamo rappresentati, quindi anche noi avevamo i nostri scrutatori. E adesso che la nostra rappresentanza è sparita – so che la rappresentanza per avere gli scrutatori serve nei comuni, ma è il concetto che mi interessa – spero rifletteremo. Io voto in Puglia e in realtà non so come funziona da voi, ma da noi Rifondazione e ora la SA provvede a nominare gli scrutatori tra gli iscritti e i loro parenti (lo fa anche mia madre, quindi non parlo per invidia) senza interrogarsi sulla gravità della cosa.

Siamo stati sconfitti per la cecità e la siderale distanza dal paese: esemplificativo di questo è la questione del reddito sociale. Vi racconto una storia: in Puglia, che non è nemmeno depressa come altre zone del meridione, ma al contrario al confronto di altre regioni per molti versi è un paradiso, lo stato sociale è utilizzato ora e da sempre come fondo da cui lucrare, a tutti i livelli. C’è ad esempio nel leccese un’intera generazione di anziane che prende una pensione come lavoratrice agricola pur non essendo mai stata in un campo ed avendo pagato i contributi per questa pensione con i soldi che lo stato stesso le ha dato per la finta disoccupazione stagionale destinata ai lavoratori agricoli. E si tratta di brava gente, badate bene, ma a cui nessuno ha mai spiegato niente. Né il valore dello stato sociale, né il concetto del rispetto per le istituzioni, viste da loro come una nebulosa poco chiara. E chi ha proposto il reddito sociale non sa che ora le cose vanno ancora peggio perché sempre in Puglia i proprietari terrieri fanno lavorare la gente gratis nei campi e l’unico stipendio per questi lavoratori consiste sempre nella disoccupazione stagionale che fornisce lo stato. E forse non si sa che un sacco di giovani e la quasi totalità delle giovani di sesso femminile in Puglia lavora in nero nei supermercati, nei negozi di vestiti, negli studi di grafica, nelle agenzie immobiliari, negli studi degli avvocati per 50 ore a settimana e con uno stipendio che va dai 350 ai 500 max 600 euro e semmai esistesse il reddito sociale sarebbe il più grande incentivo per abbassare ulteriormente questi pietosi salari e per spingere a licenziare e riassumere in nero quei pochi che hanno personale regolare. Con i soldi per un ipotetico salario di cittadinanza andrebbero invece fatte delle cose per la comunità in generale in termini di servizi e cultura che portino progresso per tutti così che se proprio si vorrà tra 100 anni il reddito sociale si potrà istituire, perché ci saranno le condizioni per accoglierlo .

Siamo stati sconfitti perché quello che serve è una massiccia profonda rivoluzione culturale e per attuarla bisogna partire semplicemente dal mettere in discussione e modificare ogni proprio comportamento quotidiano. E non parlo del consumo critico e dell’ecologia pure sacrosanti e fondamentali, ma di qualcosa che sta a monte e di cui queste due prassi non sono che una logica conseguenza: parlo di una lotta a tutte le forme nascoste e non palesi di servilismo e autosfruttamento oltre che di sopraffazione e sfruttamento nei confronti dell’altro – tipo per fare un banale esempio il personale domestico a ore non dichiarato oppure, cosa molta più subdola, del personale domestico a cui si da una mano, forma gravissima di umiliazione – e ancora contro ogni forma di ipocrisia – così diffusa, così capillare, così letale - e di maschilismo che si annida anche lui dappertutto e costantemente - da parte anche dei più insospettabili - e che ha un potente forma di espressione nella valutazione degli altrui comportamenti sessuali molto più che nell'utilizzo dei sostantivi al maschile invece che al neutro ottenuto con l’asterisco. Alla base del maschilismo e di molti altri mali c’è a mio parere innanzitutto l’idea del sesso che è ancora un enorme tabù e che dunque non essendo ancora considerato una cosa naturale può essere sfruttato strumentalmente da tutti i reazionari di ogni ordine e grado per tenere ferme le coscienze in molti modi e la sinistra arcobaleno non contribuisce affatto a sciogliere il tabù. Anche per questo siamo stati sconfitti.

Siamo stati sconfitti per Franco Giordano che è venuto a fare l’unico comizio a Firenze – escluso quello della festa di chiusura – al chiuso, in una sala Arci naturalmente vuota perché l’evento non era stato neanche segnalato ed è stato quasi tutto il tempo a dire che aveva fretta e doveva tornare a roma. E c’erano anche i giovani-vecchi dirigenti che si affrettavano a togliere le sedie perché la sala non sembrasse vuota, tanto per rendere la scena del burocrate nominato certo della propria elezione bloccata che viene a salutare gli aficionados completa.

Siamo stati sconfitti per atteggiamenti alla Sansonetti che forcaiolamente oggi si è messo a chiamare forcaioli gli elettori di Di Pietro e siamo stati sconfitti da un garantismo vuoto e indultista che non si sforza nemmeno di darsi solide basi teoriche e che non so come si concilia poi con chiedere un inasprimento delle pene per i reati ambientali e le ecomafie.

Siamo stati sconfitti per Fausto Bertinotti che nei giorni dell’approvazione dell’indulto a chi gli scriveva alla mail ufficiale della camera per protestare rispondeva con una mail uguale per tutti che anche quel simpatico reazionario di Giovanni Paolo II l’aveva chiesto ed era dunque giusto così, mentre Di Pietro riusciva ad incanalare questa protesta dando spazio alla gente.

Siamo stati sconfitti per Niki Vendola che non parla mai di laicità ed ammicca sempre ai cattolici, sputando di fatto sulla sua base. Strano però, perché se lui si mettesse a dire al papa che questo diritto può averlo e quest’altro no perché l’essere il papa è contro natura ( ad esempio in quanto troppo fantasioso essendo rappresentante in terra di qualcuno che non esiste – lo so che Vendola è credente, faccio un esempio ) non credo che il papa gli ammicherebbe altrettanto

Siamo stati sconfitti perché a livello locale molte volte la sinistra arcobaleno si è chiusa nel proprio gioco di piccoli poteri e piccole scale gerarchiche.

Siamo stati sconfitti perché spesso la sinistra arcobaleno si chiude a livello culturale, non sognandosi mai ad esempio di guardare un programma reazionario del pomeriggio per farsi un’idea e restando anni luce lontano dalla cultura popolare, lasciando quel terreno totalmente libero perr gli ultra-conservatori.

Infine siamo stati sconfitti per chi come Pancho Pardi e Flores D’arcais l’altra sera al cinema Colonna ha fatto una pressione psicologica incredibile per togliere voti alla SA, ma questo è a mio parere l’ultimo dei motivi di cui ci dobbiamo occupare.

Ciao a tutti,

Tatiana

CENTO, CAPIRE MOTIVI SCONFITTA SENZA RECINTI IDENTITARI

(ASCA) - Firenze, 19 apr - ''Non dobbiamo cedere alla tentazione di rinchiudersi in un recinto identitario, ma dobbiamo ragionare sul perche' di questa sconfitta''. Lo afferma Paolo Cento, sottosegretario uscente all'Economia, che questa mattina e' intervenuto all'assemblea di Firenze organizzata dall'associazione per la 'Sinistra unita e plurale'. Quella di Firenze, ha spiegato Cento parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea, e' una ''riunione importante'' che ''dimostra che anche se fuori dal Parlamento la sinistra c'e' nella societa'. Da qui si riparte come si riparte dalla discussione che e' in corso nei partiti della sinistra arcobaleno''. Cento sottolinea la necessita' di una profonda riflessione sui motivi che hanno portato alla sconfitta elettorale della Sinistra Arcobaleno. ''Guai - ammonisce - a ripartire senza capire fino in fondo le ragioni di questa sconfitta. E dobbiamo ricostruire una leadership collettiva della sinistra che parta dal territorio e dalle cose concrete''. E in particolare come Verdi, ha concluso, occorre ''ridefinire un ecologismo convincente"

Analisi del voto montemurlese

Damiano Galeotti è un giovane e promettente studente di Scienze Politiche a Firenze, appassionato di politologia e impegnato nei "Cittadini Uniti Montemurlesi", che già da tempo seguiamo con interesse: dal sito internet dell'associazione riportiamo la sua analisi del voto alle ultime politiche nel comune di Montemurlo.
Una questione non da poco, visto che nel secondo comune della nostra provincia tali esiti hanno provocato una serie di dichiarazioni sulla tenuta della giunta e sulle prospettive da qui alle prossime amministrative - da quella dell'assessore Bagattini di RC alla risposta del sindaco Menchetti pubblicata sui giornali di oggi, passando per la proposta di Biscotti - PD - di rivedere la struttura della giunta alla luce del risultato dell'IDV.
Dai dati riportati da Damiano, è importante rilevare come anche a Montemurlo, a conti fatti, si possa esere verificata quella "traslazione" del voto analizzata nei giorni scorsi che, pur favorendo il PD, ha visto una consistente parte dell'elettorato di questo migrare verso il PDL, la Lega e La Destra: se anche in questo contesto si dovesse verificare quello accaduto nelle consultazioni amministrative in Toscana, paradossalmente il PD si ritroverebbe ad avere molto più bisogno delle componenti della Sinistra Arcobaleno di quanto possa ammettere in questo momento.

Municipio Verde


ANALISI DEL VOTO MONTEMURLESE


In questo piccolo post voglio cercare di analizzare il voto delle elezioni politiche 2008 confrontandolo con le elezioni politiche del 2006, per il nostro Comune.
Nel 2006 l'assetto partitico era diverso rispetto a quello attuale,ma possiamo in maniera approssimativa equiparare il numero di voti ottenuti dal Popolo della Libertà, ad esempio, con la somma dei voti ottenuti da Forza Italia ed Alleanza Nazionale alla Politiche 2006.
Nel confrontare i dati riscontriamo che la Lega Nord abbia ottenuto un grande risultato anche a Montemurlo. Infatti nel 2006 i consensi per il Carroccio alla Camera erano 156 e nel 2008 sono passati ad essere ben 313; stesso balzo in avanti al Senato dove il partito di Bossi nel 2006 ha ottenuto 128 preferenze contro le 283 del 2008. Senza ombra di dubbio lo dobbiamo considerare come un dato molto significativo, soprattutto nel voto giovanile in quanto è alla Camera che la Lega ha raddoppiato i consensi.
Il crollo della Sinistra l'Arcobaleno lo riscontriamo in maniera evidente anche nella nostra cittadina. Gli elettori nel 2006,alla Camera, attribuirono complessivamente a Rifondazione,Comunisti Italiani e Verdi (senza Sinistra Democratica,ancora nei Ds) 1331 voti,contro i 351 del 2008 una catastofe davvero impensabile. Stessa diminuzione la possiamo verificare anche al Senato dove, nel 2006 le forze componenti SA ottenero 1506 preferenze contro le 359 del 2008 un dato davvero inaspettato, un crollo senza precedenti.
Il Partito Democratico a Montemurlo,ha tutto sommato, ''tenuto botta''. Nel 2006 i consensi alla Camera per l'allora Ulivo sono stati 5390 contro i 5200 del 2008. Mentre al Senato Ds e Margherita raccolsero complessivamente 4395 voti, contro i 4820 raccolti dal PD.
Infine il Popolo della Libertà, il quale registra,come il Pd,una sostanziale conferma dei voti ottenuti nelle Politiche 2006 nel nostro Comune. Nel 2006 la somma dei voti di Forza Italia ed Alleanza Nazionale alla Camera era di 3814 consensi,mentre nel 2008 il PdL ha ottenuto 3811
consensi. Al Senato nel 2006 i voti sono stati 3518 mentre nel 2008 3567.
Infine anche il partito di Antonio Di Pietro, Italia dei Valori, ha registrato un miglioramento notevole confermando anche a Montemurlo, come avvenuto per la Lega il dato nazionale. Infatti IdV nel 2006 alla Camera aveva ottenuto 230 voti contro i 416 del 2008, un raddoppio significativo. Al Senato nel 2006 le preferenze sono state 319 contro i 389 del 2008. Quindi anche per IdV possiamo notare che ha raccolto molti consensi tra i giovani come la Lega.
Per concludere possiamo solo osservare come il trend nazionale si sia confermato anche a Montemurlo, dove la Lega ha sensibilmente aumentato i consensi e dove la Sinistra l'Arcobaleno ha registrato un'emorragia di consensi impensabile alla vigilia. Bene spero di aver fornito un quadro generale abbastanza chiaro e soddisfacente.


Damiano Galeotti

giovedì 17 aprile 2008

Il voto in Toscana.

Ragionare sui numeri, si dirà, è esercizio che in questo periodo si "divertono" tutti, in un modo o nell'altro, a fare.
Per noi, questo "esercizio" è fondamentale per capire cosa è successo, e quali possono essere le prospettive politiche per il prossimo futuro - perché, non dimentichiamocene, ci sono alle porte le Amministrative e le Europee del 2009.
Il dato toscano è interessante, perché conferma una tendenza che si è verificata anche a livello nazionale (confermato da uno studio sui flussi elettorali pubblicato su Repubblica on line e che abbiamo riportato nel nostro blog).
E' tutto sulla carta: in Toscana, PD + IDV raccolgono circa il 5,5% in più, ma tra SA e Socialisti la perdita è del 10,3%... Dov'è il resto? Non bastano le formazioni neonostalgiche a sininistra a compensare... Perché il vero dato eclatante è il boom dell'area a destra, ed è spiegabile solo con la "traslazione" del voto dell'ex Margherita verso il PDL e lo slittamento di parte di questo verso la Destra e la Lega, che non è un caso ritornano (tenendo conto del voto all'ex MSI) ad una situazione simile a quella precedente il 1994 (in Toscana, la Lega non eleggeva un deputato dalle elezioni del 1996)...
Ma il "travaso" dalla Sinistra Arcobaleno al PD, verificatosi per il livello nazionale, in maniera apparentemente "inspiegabile" viene - seppur parzialmente - recuperato dove si sono tenute anche elezioni amministrative. Questo avviene in tutta Italia, ed in Toscana ha anche riflessi notevoli, visto che senza l'apporto della SA il Partito Democratico si trova costretto al ballottaggio (e perde quote consistentissime degli stessi elettori che nella stessa cabina hanno appena votato per le Politiche...).
Giusto per fare alcuni esempi, a Massa, il simbolo della SA ha raccolto 770 voti in più rispetto alle Politiche, e le liste collegate al candidato a sindaco hanno raccolto addirittura circa 2000 voti in più rispetto alle politiche del 2006 (che fanno recuperare rispetto alla perdita secca sul simbolo comune)!
A Campi Bisenzio, da 1067 voti per le politiche si passa a 2033 per le amministrative, sommando SA e Verdi (che oltretutto aumentano sia in percentuale che in valore assoluto rispetto al 2006!) che erano separati... Direi che in questo contesto andrebbe esaminato anche il voto dato alla lista NO Inceneritore, che si posiziona su un dignitoso 6,6%: quanti di questi avrebbero votato "a sinistra"? forse qualcuno di sicuro...
Nel comune di Impruneta, contro 540 voti alle Politiche, alle Amministrative SA e Verdi (anche in questo caso separati) raccolgono assieme 1769 voti (il 18,30%, che migliora anche il dato del 2006)!
Sarà il caso che in questi contesti, comunque, la Sinistra Arcobaleno si presenta contro le amministrazioni del PD uscenti? Questo è un dato su cui riflettere...
Altro dato che sembra emergere è che se il PD, a livello locale, riperde i voti "conquistati" a sinistra, dall'altra parte stenta a riprendere quelli che ha perso al centro (il caso di Poggio a Caiano è un po' particolare, visto che nemmeno con la SA alla Camera il PD raggiungeva il 50%, e alle amministrative è "esplosa", la lista, fino al 59%): è infatti da notare che il PD, in valore assoluto, nei comuni esaminati perde molti dei consensi ricavabili dai dati del 2006.
In questo panorama, sembra più stabile, ma di poco, il voto che anche in Toscana si è riversato massicciamente sull'Italia dei Valori. Anche questo, un dato che deve far riflettere...
Da questi dati, e da questi segnali, occorre ripartire, e chiedersi seriamente non solo il perché di questo fenomeno, ma anche che prospettive può aprire. Una sfida non di poco conto per una intera classe politica - quella della Sinistra Arcobaleno (e quindi anche per noi) - che si trova a dover fare i conti con uno stravolgimento inaspettato.

Lanfranco Nosi
Municipio Verde

mercoledì 16 aprile 2008

Il Walter del Grillo

Chi ricorda lo splendido personaggio del Marchese del Grillo, recitato magistralmente da Alberto Sordi qualche annetto fa? Un "patrizio romano", membro della Guardia Pontificia, che si divertiva a dileggiare il prossimo, financo a renderlo oggetto di pubblico ludibrio o di ingiuste punizioni.
Sarà per la romanità del personaggio, ma ho trovato spontaneo accostarlo al Walter nazionale: provate ad immaginarvi un Veltroni in abiti settecenteschi che pensa "Si può fare! Posso realmente menare per il naso qualche milione di elettori e passarla liscia..."
E così, probabilmente, è nata quella che personalmente definisco una vera e propria "manovra", prendendo letteralmente per il culo - non scandalizzatevi! - buona parte del nostro elettorato, facendogli credere che era possibile battere Berlusconi, per parare il proprio, di culo, dopo essersi accorto che non solo al centro non sfondava, ma perdeva pure grosse fette.
I dati sono lì, sulla carta: in Toscana, PD + IDV raccolgono circa il 5,5% in più, ma tra SA e Socialisti la perdita è del 10,3%... Dov'è il resto? Non bastano le formazioni neonostalgiche a sinistra a compensare... Perché il vero dato eclatante è il boom dell'area a destra, ed è spiegabile solo con la "traslazione" del voto dell'ex Margherita verso il PDL e lo slittamento di parte di questo verso la Destra e la Lega, che non è un caso ritornano (tenendo conto del voto all'ex MSI) ad una situazione pre-94...
Si dirà che è una ben magra consolazione l'averlo capito, ed è purtroppo chiaro che ci attende un periodo difficile, ma solo il coraggio di mantenere forte una posizione può salvarci dalla totale sparizione!
C'è, evidentemente, la necessità di un forte ricambio della classe dirigente, e questo dovrebbe essere facilitato dalla "extraparlamentarizzazione" dei "quadri nazionali"; c'è la necessità di prepararsi, sin da ora, alle prossime elezioni amministrative, per non ritrovarsi nelle stesse condizioni che si sono presentate due mesi orsono.
C'è, soprattutto, da intraprendere una forte battaglia culturale - prima che politica - per eliminare l'handicap dell'antiberlusconismo, che è servito solo ed esclusivamente "da sponda" al gioco sporco del PD, e dalle nostre parti ha avuto gioco sin troppo facile. Insieme a questo, è necessario uscire dal "tunnel" del minoritarismo e della sudditanza psicologica (oltre che dai giochetti di mera convenienza, sia a livello nazionale che locale, ma questa è altra storia...), che porta a considerarsi sempre una "parte", e pure piccola, dell'area "a sinistra" dello schieramento politico.
Possiamo farcela?

Kritias
per Municipio Verde

Giorno d'elezione

Riceviamo e pubblichiamo questa riflessione in forma di poesia sulla giornata elettorale.
MV

Che pesante silenzio oggi in città!

Chi non l'ha sentito
stava teleascontando i rumori
del successo. Oh, che successo!
Io da parte mia lo percepivo
denso, questo silenzio,
così distante dall'accaduto.

Ho spento tutto per ascoltare quello
che mi sembrava come uno straniero
che mi parlasse a fatica, serio.
Poi a sera ha diluviato
e se n'è andato tutto.

Ma in quel silenzio ho sospettato
di esser più colei che spenge
piuttosto essere spenta o cambiata,
come accade a un canale televisivo
dove ormai il mondo al completo
si finge e urla d'esser vivo.

Maila

martedì 15 aprile 2008

MENO UNO...ma che astio signori!

Non potevamo non pubblicare questa notizia Ansa che descrive la prima defezione dall'Arcobaleno.
Qualcuno sta facendo la valigia con l'aria di chi in fondo non era mai stato convinto di sposarsi.
E' il Pdci a tornare dalla mamma per primo: a Frosini mancano troppo le lasagne di sua madre e la salma di Lenin.
"Lasciate che i morti seppelliscano i morti", disse qualcuno...
MV

FROSINI, I COMUNISTI RICOSTRUISCANO PARTITO IN ITALIA

FIRENZE, 15 APR - L'esito delle elezioni ''deve spingere rapidamente i comunisti a dar vita ad un processo di ricostruzione di un nuovo partito comunista in Italia''. Lo afferma, in una nota, il segretario toscano del Pdci Nino Frosini commentando il risultato elettorale per la Sinistra Arcobaleno.
Secondo Frosini ''Nei commenti fin qui espressi sui risultati elettorali e' molto diffuso l'apparente 'cordoglio' per la scomparsa della Sinistra dal parlamento e dal senato della Repubblica. La sinistra - aggiunge -, una sinistra del tutto simile a quella di Bertinotti e dintorni, in parlamento e' presente nella sinistra del Pd di Veltroni. La realta' ci dice invece che in parlamento, per la prima volta dal dopoguerra, mancano i comunisti''.
Il segretario toscano del Pdci sottolinea poi che nell'ottica della ricostruzione di un nuovo partito comunista italiano ''l'appuntamento fiorentino di sabato 19 aprile'', organizzato dall'associazione per la Sinistra unita e plurale, ''fra professori, Bertinotti e sinistra di varia eziologia, non ci serve e non ci interessa''. (ANSA)

Risultati elettorali a Prato e provincia

I risultati elettorali in Provincia di Prato e nel capoluogo per la Camera dei Deputati.
I risultati elettorali per il Senato della Repubblica in Provincia di Prato e nel capoluogo

Se Atene piange...

Abbiamo perso!
Potremmo dire "senza se e senza ma".
E il dato nella provincia di Prato e nel capoluogo non differisce dal dato nazionale. Una coalizione che sulla carta andava (dati 2006) dal 10,61% alla Camera al 13,31% al Senato si ritrova oggi al 2,92% alla Camera e al 3,34% al Senato. I numeri parlano da soli, ed Atene (la Sinistra Arcobaleno) piange...
Piange per i propri demeriti, piange per i propri errori, piange per le perdite subite nella "sfida a sinistra", e per non essere riuscita a trasmettere anche ai propri (ex) elettori l'importanza di questo voto, anche a livello locale.
Eppure...
Eppure Sparta (il PD) non può ridere! Facendo perno sui dati per la Camera, a Prato, dove la coalizione a sostegno di Romano Prodi, solo due anni fa, prendeva quasi il 60% dei voti, oggi non raggiunge il 54% (SA inclusa). Escludendo il capoluogo, nel resto della provincia PD e Italia dei Valori dovrebbero addirittura fermarsi appena sotto il 50% (con crolli verticali a Carmignano e Poggio a Caiano). Il PD da solo non riesce a raggiungere, in valore assoluto, il numero di voti raccolti da l'Unione nel 2006 - tantomeno a sommarci almeno quelli della Rosa nel Pugno, e solo in percentuale ne supera di poco la somma.
Quindi, se la Sinistra Arcobaleno è praticamente scomparsa, e il PD non ha ottenuto il risultato che molti si aspettavano (e per cui hanno ferocemente cannibalizzato proprio la Sinistra), dove sono andati a finire quei cinque punti percentuali in più che c'erano nel 2006?
Una semplice ipotesi l'abbiamo, tutta da verificare: anche qui in provincia, come del resto a livello nazionale, si sarebbe verificato un vero e proprio travaso a mo' di "vasi comunicanti". Il PD ha compensato una drammatica perdita al centro con parte dei voti derivanti dall'area "sinistra", ma non è riuscito ad intercettarli tutti.
Parte dei voti della Sinistra, oltre che nell'astensionismo, parrebbero andati all'IDV, che raggiunge un risultato notevole anche da noi.
A "destra" ci sono le maggiori sorprese: si rafforzano le ali estreme (Lega e Destra insieme raggiungono quasi il 6%!), e Berlusconi si "consola" del travaso verso destra apparentemente raccogliendo a man bassa i tanti voti persi dal centrosinistra - ed in misura paradossalmente minore dall'UDC. Nel complesso, a Prato e in provincia le opposizioni "a destra" guadagnano circa tre punti percentuali, e sarà interessante, oggi, verificare il risultato di Poggio a Caiano, dove si votava anche per le amministrative.
Il materiale per riflettere c'è.
La Sinistra l'Arcobaleno si trova di fronte a più possibilità: scomparire definitivamente, accettando l'abbraccio mortifero che il PD sarà sicuramente pronto ad offrire, frammentarsi di nuovo, da una parte per dedicarsi alla minoritaria testimonianza di "falce e martello" e dall'altra per ritornare velocemente dagli "amici" dell'ambientalismo "del fare", oppure iniziare realmente a costruire un processo politico e culturale che, passando anche attraverso una dura opposizione al PD (senza i tentennamenti di queste settimane), porti alle prossime elezioni amministrative un soggetto rinnovato nelle forme, nelle idee e nelle persone.
Quest'ultima è la strada più difficile, ma molto probabilmente l'unica che possa offrire reali prospettive.

Kritias
per Municipio Verde

sabato 12 aprile 2008

The power is the only thing... I CARE!

Vogliono la scuola dell'" I care", per questo, a detta loro, sostengono il PD. Sono quaranta insegnanti pratesi che hanno firmato una lettera-appello di sostegno al partito di Veltroni e pubblicata oggi sulla stampa locale.
Chiedono di tornare alla scuola del dialogo e della vita, quella che, per intendersi, è stata smontata negli ultimi venti anni, oltre che dalla destra, con l'importante contributo delle forze attualmente unite nel partito di Veltroni.
Vediamo brevemente come.
Hanno vanificato e abbandonato il tema della partecipazione sociale e delle famiglie
Hanno eliminato la visione di un'insegnante ricercatore che promuove la conoscenza attraverso un sapere unitario.
Hanno introdotto una visione manageriale e personalistica della dirigenza scolastica
Hanno dato un calcio al pensiero educativo, alla pedagogia e alla filosofia della conoscenza.
Hanno aumentato il confessionalismo e ridotto i principi costituzionali della laicità della scuola ad una barzelletta.
Hanno promosso di volta in volta tutto e il suo contrario.

Se questi insegnanti fossero davvero degli insegnanti lo saprebbero.
E saprebbero che la scuola dell'I care e di Don Milani, da cui hanno prelevato il motto Kennediano, non ha alcuna considerazione reale nella politica scolastica del Pd, in particolare a livello locale.
Ma andiamo a vedere chi sono i professori o i maestri.
Tolti gli assessori, fra i quali forse alcuni facevano gli insegnanti, Paola Giugni, Giuseppe Gregori, Andrea Mazzoni, troviamo nella lista insegnanti in pensione, direttori amministrativi e presidi.
Ohibò, dove sono gli insegnanti del Pd? Già ci sembravano pochi se fossero stati quaranta, ma qui insegnanti in servizio non ce ne sono.
Ci viene il sospetto che il partito del trasformismo veltroniano, che da una parte predica don Milani e dall'altra toglie fondi alla scuola, abbia qualche difficoltà a trovare quaranta educatori disposti a scommettere sulla sua politica scolastica.

MUNICIPIO VERDE

Veltrusconi presidente

"RIALZATI ITALIA che SI PUO' FARE!"...
Questo potrebbe essere lo slogan dei due "contendenti"che hanno fatto di tutto per dividersi equamente la politica italiana, blaterando di voto utile (ovviamente per loro) e accusandosi reciprocamente di aver copiato "il programma" - in realtà, dovrebbero chiedere a chi ha scritto entrambi i programmi di evitare, per la prossima volta, il "copia e incolla", e di metterci un po' più di fantasia, altrimenti lo scopron subito...
Qualcuno, nel mare magnum della Rete, ha pensato bene di dare una mano ai due "grandi" leader politici, realizzandogli uno splendido spot elettorale...

MV



giovedì 10 aprile 2008

La Sinistra l'Arcobaleno. Appello agli indecisi

La campagna elettorale si è ormai consumata. In essa si sono sovrapposti due piani.

Il balletto insopportabile della politica separata, ridotta al confronto tra due soli contendenti che si assomigliano nel linguaggio e nelle proposte. E’ la pulsione neocentrista come esito della transizione irrisolta della crisi sociale, economica e politica. E’ l’esito su cui esplicitamente puntano i centri di comando dell’economia, della finanza, dell’informazione e dei poteri forti. Una camicia di forza sull’intero sistema politico per rendere le istituzioni impermeabili alle istanze sociali e al conflitto democratico.
Realizzare questo esito comporta l’eliminazione definitiva di quella che è stata chiamata l’anomalia italiana, ovvero la presenza di una sinistra politica, sociale, del mondo del lavoro, radicata nella società, rappresentata nelle istituzioni, influente nelle assemblee elettive.
Solo così si può comprendere l’apparente paradosso di una crisi, esplosa nel ventre molle del centro moderato e pagata, invece, con una rottura con la sinistra.
Si vuole arrivare allo splash down: la cancellazione della sinistra come strumento per la normalizzazione del caso italiano. Un obiettivo di fase che sta dentro un processo di americanizzazione di più lunga lena di cui va colta l’ispirazione di fondo: il conflitto di classe è ineliminabile ma ad esso può essere cancellata la rappresentanza politica e negata la politicità. Esso può esprimersi anche in forme radicali e diffuse ma senza che possa avere la capacità di scalare il livello della proposta generale di cambiamento. Esso va, quindi, sterilizzato dal punto di vista della possibilità di incisione nelle scelte di società.

C’è stata un’altra campagna elettorale, quella che abbiamo vissuto come Sinistra L’Arcobaleno, fatta di mille incontri, dibattiti, comizi. La campagna elettorale vissuta come l’aggiornamento dell’inchiesta sullo stato del Paese reale.
Questa ci restituisce l’immagine di un Paese sospeso tra ansia di cambiamento e sfiducia. Due facce anche qui che si sovrappongono. Nulla è semplice o può essere semplificato: questa rappresentazione doppia è dentro il corpo vivo e ferito del popolo della sinistra.
Non possiamo rivolgerci a questo popolo senza una autocritica sul tempo breve della crisi e sul processo di lungo respiro della ricostruzione della sinistra.
Non possiamo rivolgerci ad esso senza un bilancio di verità sui due anni di governo in cui la sinistra ha assunto ruoli importanti di responsabilità di governo e istituzionale.
Nei fatti, è stata smentita l’idea della permeabilità di quel governo da parte dei movimenti. Esso è stato assai più permeabile ai poteri forti che ne hanno condizionato le scelte attraverso la penetrazione dentro le principali forze che lo sostenevano: sulla redistribuzione del reddito, sulla lotta alla precarietà, sull’estensione dei diritti civili e così via. Così è ripiombato nella logica dei due tempi.

Abbiamo colto il senso di quell’esito.
La Sinistra si presenta autonomamente alle elezioni. Non è una condizione a tempo. Sarà autonoma ugualmente dopo il voto.
Al popolo di sinistra, ci rivolgiamo con l’avvio di un nuovo processo di aggregazione.
Il progetto che la sinistra italiana presenta alla prova elettorale, ovvero la Sinistra L’Arcobaleno, è quello necessario. Ma non è ancora sufficiente.
La questione decisiva si ripropone e chiama in causa la capacità di tutti e di ognuno, a partire dai gruppi dirigenti degli attuali partiti, di mettersi in discussione dentro un processo partecipativo. Il vero punto di applicazione del processo unitario è, quindi, quello di aprirsi alla partecipazione, di cessare di essere vissuto come elemento proprietario dei partiti che chiamano associazioni e singoli ma non li rendono protagonisti a pari titolo.

Concludo con due argomenti che sono anche l’assunzione di una responsabilità solenne.
La sinistra italiana ha una grande tradizione: dalla storia del Partito Comunista, alle esperienze socialiste e alle altre forze della sinistra politica che hanno fatto la storia e costruito la democrazia di questo Paese, alle organizzazioni del lavoro e del conflitto di classe, a quella sinistra sociale e dei movimenti che ha innervato il tessuto partecipativo più attivo, a quelle culture politiche di trasformazione, dal femminismo, all’ambientalismo critico, al pacifismo che sono fondative della nuova sinistra. Il movimento altermondialista, la sua domanda di un altro mondo possibile, ne hanno riaperto la strada per il futuro. Ci vuole il nostro, il vostro concorso perché si concretizzi, perché si riprenda il cammino. Ci vogliono sentimenti caldi, passione, emozione. Dobbiamo metterli in opera.
Non si illudano: l’anomalia del caso italiano non sarà cancellata. Questo è il voto utile che chiediamo a tutte le donne e gli uomini di sinistra.
Qualsiasi esito del voto, non metterà in discussione il processo unitario in atto.
Abbiamo la forza di innovarci e cambiare per reggere la sfida di oggi, invertendo il processo di divisione e frantumazione. La Sinistra L’Arcobaleno è questo progetto, non è l’espediente per l’oggi ma l’investimento per il futuro.
Il 15 aprile parte il processo costituente della nuova sinistra.

Fausto Bertinotti

mercoledì 9 aprile 2008

I Verdi Toscani invitano al voto.

SCEGLIERE E' UN DIRITTO PREZIOSO. NON RINUNCIARCI!

"I Verdi Toscani, che hanno scelto di correre insieme alla Sinistra Arcobaleno in queste elezioni politiche, lanciano un appello a tutti i cittadini e le cittadine perche' esercitino il loro diritto di voto".
"Comprendiamo la delusione di molti - spiega il Portavoce Mauro Romanelli - per una politica sempre più distante, dalle logiche spesso incomprensibili, e per quei privilegi della classe politica (anche se non solo di essa) che risultano tanto più ingiusti e insopportabili se paragonati alle condizioni di vita di tante persone che faticano a tirare avanti"
"Ma rinunciare a scegliere, farsi travolgere dallo scoramento e dalla convinzione che "tanto sono tutti uguali", non servirà, come qualcuno potrebbe ingenuamente pensare, a dare un segnale a chi governa le sorti di questa società"
"Il sistema americano che si vuole creare a partire da questa tornata elettorale, un sistema con due soli partiti, praticamente uguali, nessuno dei quali è al servizio dei cittadini ma solo di lobbies e interessi forti, è un sistema che si nutre e si alimenta di un alto astensionismo, e trae giovamento e convenienza dal fatto che larghi strati della società rimangano disillusi, marginali, ignoranti, e non vadano mai a votare"
Disertare le urne non danneggerà i poteri dominanti di questa società: anzi, farà loro un favore.
Scegliere, esercitare il proprio diritto democratico, nonostante tutto, nonostante la comprensibile rabbia e la comprensibile delusione, è sempre la cosa migliore da fare.
Non pretendiamo certo che ricada su di noi la scelta di tutti coloro che, dopo essere stati incerti fino all'ultimo, alla fine decideranno di votare.
Auspichiamo però che i cittadini valutino con attenzione un programma, il nostro, ricco di contenuti, e soprattutto che ha il coraggio delle scelte, il coraggio di schierarsi, e che non cerca di
far contenti tutti.
Sappiamo di non essere stati sempre all'altezza delle aspettative, e che nel governare siamo caduti in alcune contraddizioni. Riteniamo che fosse però nostro dovere misurarci col Governo, per dimostrare che non sappiamo solo protestare.
Oggi, unendo finalmente le forze in un nuovo grande soggetto, la Sinistra Arcobaleno, possiamo essere in grado di dare a milioni di donne e uomini di questo Paese la prospettiva di una forza che si batte per una società più giusta, e che finalmente è in grado di rispondere alle esigenze e alle attese di chi ormai da troppo tempo sente la mancanza di una sinistra forte e innovativa in Italia, incardinata sui valori ecologisti.
Pensiamo di poter chiedere, con tante buone ragioni, fiducia e incoraggiamento ai cittadini per proseguire questo percorso.
Mauro Romanelli - Portavoce dei Verdi Toscani