Si, grandi affari...
MV
da il Tirreno del 11/12/08
Fallimento per l’azienda Job&Color
L’affare Basilicata passa alla Undated ma per ora è tutto fermo
L’assemblea per definire il passivo è fissata per marzo. Incerto il ruolo della Job&Color sud
PRATO. Il tribunale di Prato ha dichiarato il fallimento della Job&Color di via Tasso. Curatore dell’azienda già in liquidazione è stato designato il commercialista pratese Marco Mariani. L’adunanza per la quali si procederà all’esame dello stato passivo è fissata per il 12 marzo: i creditori e i terzi che vantano diritti mobiliari su cose in possesso del fallito dovranno presentare le domande di insinuazione alla cancelleria del tribunale entro i 30 giorni precedenti all’adunanza.
L’azienda di Ovidio e Katia Petrucci era in liquidazione dallo scorso novembre. Aria di crisi però tirava già dall’agosto scorso quando dallo studio legale Totaro e dello studio professionale del commercialista Roberto Meoni fu annunciata ai creditori, con una lettera, la possibilità di mettere in liquidazione l’azienda. Ancora non ci sono notizie sull’ammontare dei debiti della società. Allora, ma anche oggi, era difficile comprendere sia quali erano stati i motivi che avevano portato alla chiusura di una delle aziende storiche del distretto sia quanto la chiusura della società metterà in pericolo l’affare Basilicata, ossia il progetto di riqualificazione dell’area dismessa dell’ex Standartela. Un mese prima dell’annuncio della probabile messa in liquidazione della Job&Color fu costituita una nuova società, la Job&Color Sud (sempre con sede legale in via Torquato Tasso 23/C). Società il cui fine - quello cioè di collaborare nel progetto - fu annunciato dallo stesso Petrucci (qui in società con Ovidio Morucci, il liquidatore di Job&Color sud) nel maggio scorso a Potenza quando fu firmato l’accordo per il sito ex Standartela. Ad oggi i sindacalisti di Potenza non sanno a che punto sia il piano industriale dopo un incontro, avvenuto circa due mesi fa, con cui gli imprenditori pratesi avevano garantito di risentirsi dopo che gli istituti di credito avessero dato il loro via libera all’affare. Da settimane si attende un incontro in Regione (nel frattempo l’assessore alle attività produttive si è dimesso) per comprendere che fine faranno i 110 ex dipendenti, ora in mobilità e in attesa di essere ricollocati. Da quel che è possibile sapere a tenere i rapporti con i rappresentanti sindacali negli ultimi incontri è stato l’imprenditore Simonello Marchesini, padre di Marco, uno dei soci della Undated, la società con cui la Regione Basilicata sta trattando per portare avanti il recupero dell’ex area industriale. E anche società acquirente del lanificio Draplane (ex famiglia Bellucci) il cui ruolo sarebbe quello di curare la parte commerciale del progetto Basilicata.
I.R.

2 commenti:
fallimento LANIFICIO DEL CASENTINO fallimento BISTOFFE
boh
!
sono d'accordo la regia e' sempre la stessa
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