da il Manifesto 10.12.2008
A TUTTO FUOCO
Dimitri Deliolanes *
Bisognava averla seguita passo passo questa crisi. Bisognava vederla questa classe politica democratica, gli acclamati eredi dei grandi leader del periodo post colonnelli: il nipote Karamanlis e il figlio Papandreou. Vedere i loro collaboratori, ministri, portavoce, inchinarsi di fronte ai poteri forti, farsi umiliare nelle Tv private, supplicare le banche e omaggiare gli armatori. Uno spettacolo deprimente. Una classe politica di ignoranti, di incapaci, di abili arrampicatori. Sanno l'inglese ma non hanno un'idea, un progetto, una qualche ambizione. Oltre la villa a Mykonos.E' questa la crisi esplosa in questi giorni in Grecia. La crisi del neoliberismo, in salsa conservatore e socialista. Un modello che ha significato una sola cosa: lo stato non esiste. E' un idea platonica, un'illusione. Quello che c'è è una burocrazia totalmente asservita a interessi privati. Che vanno dai potenti signori dei canali Tv ai grandi costruttori, fino al poliziotto un po' nervoso che spara a volontà. E' questa la Grecia che i giovani incappucciati cercano di esorcizzare con la loro rivolta. Un paese dominato dall'illegalità, dalle prepotenze, dai soprusi del famoso «mercato». Ed i poteri pubblici, quelli democratici, quelli eletti, se ne stanno altrove, negli yacht, in Tv, a Kolonaki, il quartiere chic di Atene devastato ieri. Fianco a fianco con i grandi elemosinieri privati. Sia chiaro: stiamo parlando della destra al governo. Ma i socialisti non sono stati meglio. E la gente lo sa.Questa privatizzazione di tutto e di tutti ha avuto effetti devastanti sull'ordine pubblico. Era prevedibile. Oramai non c' è poliziotto greco che non sia al servizio di un interesse privato. Legale (un partito o un politico) o illegale. Gli stipendi e gli avanzamenti di carriera seguono le sorti del gruppo di riferimento privato e non certo la gerarchia interna. L'anno scorso la polizia ha tentato un incursione in un campo di hashish a Creta. Hanno risposto con i mitra: un morto e 6 feriti gravi. Non ci hanno più provato. Chi non si aggrega alle cordate, lo fa più per ignavia che per onestà. I poteri criminali? I gruppi mafiosi? Imperversano indisturbati. La Grecia fino a 20 anni fa era uno dei paesi più sicuri d'Europa. Ora gli strati più popolari, nell'enorme periferia ateniese, non sanno da chi difendersi: dai padroni, dai poliziotti o dai criminali. La legge? L'anno scorso hanno messo in prigione tre giudici corrotti. Ma non è stata fatta pulizia. E' questa dissennata (non) politica di ordine (non) pubblico che ha trasformato il quartiere Exarchia, fino a venti anni fa pittoresco ritrovo di artisti e fricchettoni, in una roccaforte di ribelli, sempre al limite tra spontaneismo barricadiero e criminalità comune. Non potendo contenere alcune centinaia di «insurrezionalisti», i poliziotti si sono sempre vendicati in modo smodato, esagerato, privatistico. Un disastro. I ribelli sono cresciuti. Hanno esteso la loro influenza. In queste infuocate giornate ateniesi hanno anche dimostrato di avere in mano il movimento di protesta. Una leadership cieca, senza sbocchi e senza prospettive. Ma è il raccolto di una semina lontana, che si chiama bipartitismo perfetto. Se non c'è alternativa credibile, non rimane che il fuoco.

1 commento:
Ma la polizia di tutto il mondo dove recluta gli agenti,fra i giocatori di biliardo a fine attività? Per Carlo Giuliani si è parlato di un proiettile rinterzato su di una pietra, per Sandri,l'anno scorso,di una pallottola rimbalzata su di una rete di recinzione,nella Grecia di questi giorni un rinquarto sull'asfalto ha "ghiacciato" un ragazzo di 16 anni. Ma i rimbalzi sono sempre sfavorevoli? o non esiste più il calcolo delle probabilità?
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