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La mer, la fin...

lunedì 8 dicembre 2008

Prato. Classifiche tra titoli e dati

Le classifiche sono una passione degli italiani. De quella più famosa della serie A fino a quelle stilate attraverso l'uso di una serie di dati riguardanti i capoluoghi di provincia.
Non ne siamo degli appassionati, perché come tutte le analisi prendono in considerazione una serie di dati e magari non altri, e li combinano secondo logiche che alcune volte sfuggono.
Però, nel caso della classifica stilata da Italia Oggi, c'è da notare un particolare su come viene presentata da il Tirreno.
Partiamo dal titolo, che di solito è la prima cosa che tanti guardano, e dove tantissimi si fermano: a Prato la qualità della vita è scarsa perché "fallimenti, furti e rapine collocano la città in coda alla classifica", per poi dire che il "bene" va al quinto posto per le tematiche ambientali.
Leggendo poi l'articolo, si scopre un panorama appena più articolato, e che non è lo stesso del titolo.
Intanto, si scopre che Prato perde tantissime posizioni (ben 11) nella classifica affari e lavoro, sia per i fallimenti che per i protesti, mentre per quanto riguarda la criminalità c'è un miglioramento (non eccelso, ma pur sempre miglioramento), che conferma il calo complessivo dei reati rilevato anche dal il Sole 24 ore nei giorni scorsi. Ma il dato che vede Prato (sembra) ultima in classifica è quello dedicato ai servizi e tempo libero: pochi posti disponibili in ospedale, pochi iscritti alle medie superiori, scarso "consumo culturale".
E poi veniamo alla quinta posizione "ambientale", e scopriamo che, mentre siamo dei consumatori moderati di energia, ma abbiamo un trasporto pubblico da 73° posto e viene fatto notare un peggioramento dei dati per quanto riguarda la raccolta differenziata.
In realtà, quindi, la qualità della vita a Prato è peggiorata non tanto per "furti e rapine", quanto per la devastante situazione dei servizi alla persona e per il peggioramento delle condizioni economiche complessive.
Ma questo lo avreste mai detto leggendo il titolo?
MV

da il Tirreno del 08/12/08
A Prato la qualità della vita è scarsa

Fallimenti, furti e rapine collocano la città in coda alla classifica
Nella classifica complessiva si sono perse nove posizioni rispetto al 2007. Bene solo il quinto posto per le tematiche ambientali

PRATO. La qualità della vita a Prato è scarsa. Parola di Italia Oggi che, nell’indagine 2008, colloca la città tessile al settantaquattresimo posto in Italia contro il sessantatreesimo del 2007. A tenere bassi i parametri della città sono un peggioramento degli affari e del lavoro con una crescita dei protesti e dei fallimenti e una scarsità di servizi legati alla scolarizzazione e al numero di posti letto e medici all’ospedale. Migliorano pur restando a fondo classifica invece il disagio sociale e la criminalità. Prato conquista una medaglia solo per il rispetto dell’ambiente guadagnandosi un quinto posto nazionale.
Ma entriamo più nel dettaglio dell’indagine realizzata da Augusto Merlini e Alessandro Polli del dipartimento di teoria economica e metodi quantitativi dell’università La Sapienza di Roma.
Affari e lavoro Prato è al 55º posto mentre nel 2007 era al 44º. In graduatoria è dopo le toscane Pisa (34º), Arezzo (43º) e Pistoia (49º). La sezione è determinata dal calcolo del numero dei fallimenti ogni 10.000 imprese registrate (dove Prato è a fondo classifica (al 97º, era al 74º) con 31,57 imprese fallite. E’ la peggio delle città toscane. E non se la passa meglio neppure se si analizza l’importo medio dei protesti per abitante: centesima posizione seguita solo da Milano, Crotone e Roma con 73,98 euro di media per abitante. Va meglio invece il tasso di disoccupazione dove siamo al 57º posto con il 5,1% di disoccupati (almeno in base all’elaborazione dei dati Istat/Movimprese 2007).
Ambiente Prato è al quinto posto. Ed è la migliore in Toscana. Il consumo annuo pro capite di energia è di 1114 kwh per abitante all’anno. Una cifra che colloca la città al 32º posto in Italia. Era al 44. Un indice che Italia Oggi prende come positivo anche se qui sappiamo che ha un solo significato: il progressivo calo del lavoro. L’indice di ecomanagement dà a Prato un decimo posto mentre va peggio per l’uso del trasporto pubblico dove la città è al 73º posto. Bene anche la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani con un peggioramento ma pur sempre un risultato da parte alta della classifica.
Criminalità Qui tornano le note dolenti nonostante un leggero miglioramento. Prato è al 91º posto in Italia, nel 2007 era al 97º. A dare a Prato una posizione da fondo classifica sono vari parametri: si va Reati contro la persona (96º posto), agli scippi e ai borseggi (81º posto), alle violenze sessuali sui minori di 14 anni (77º in classifica) e a quelle sui maggiori di 14 anni con un 97º posto in classifica che la fa essere meglio solo di Crotone, Milano, Novara, Firenze, Rimini e Bologna. Per i sequestri di persona Prato è al 95º (era al 102º) con 4,48 sequestri ogni 100.000 persone. Un brutto capitolo è anche lo spaccio di stupefacenti che fa di Prato una delle città peggiori d’Italia così come i reati legati alla prostituzione. Non bene neppure i dati dei furti d’auto e i furti in appartamento. Numeri record anche per le rapine in banca e negli uffici postali con un 92º posto, peggio solo di grandi città come, tra le altre, Palermo, Napoli e Catania.
Disagio sociale Questo parametro che vede per Prato un leggero miglioramento (85º posto contro il 90º del 2007) prende in esame il numero dei lavoratori parasubordinati con più di 29 anni ogni 100 occupati. Prato è al 99º in base all’elaborazione dei dati Inps-Istat 2006.
Popolazione Migliora il rapporto nati morti e, nonostante gli immigrati, la città se la cava e sale di cinque posizioni nella graduatoria italiana.
Servizi e tempo libero E’ il settore in cui la città se la cava peggio e guadagna l’ultima posizione. Complice di questo terribile risultato la carenza di posti letto all’ospedale rispetto al numero degli abitanti (ma su questo c’è da dire che la riduzione rientra in una politica sanitaria della regione che favorisce l’assistenza domiciliare), e il numero, scarso, di studenti iscritti alla scuola media superiore ogni 1000 abitanti. Per il tempo libero Italia Oggi rileva come sia aumentata la spesa media per cinema e intrattenimenti vari ma a sacrificare Prato rimane il numero delle librerie ancora troppo basso.
Tenore di vita Qui, e il dato appare poco comprensibile, si passa da una 55º posizione alla 29º. Aumenta la spesa media mensile pro capite per consumi, l’ importo medio mensile della pensione (743 euro) e salgono il valore pro capite (24.300 euro annui) e i depositi bancari (13.000 euro).
I.R.

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