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La mer, la fin...

domenica 16 novembre 2008

Comunicazione. Licio Gelli in TV? io sono contro.

dal gruppo "Licio Gelli in TV? Io sono contro" di Faceboock.
mv


PRESENZE INQUIETANTI IN UN PERIODO INQUIETANTE
Dal 3 novembre e per 10 settimane il circuito televisivo ODEON TV del 60enne ex socialista Lagostena Bassi, che trasmette a Firenze attraverso Canale 10, manda in onda la trasmissione "Venerabile Italia", condotta dalla biografa ufficiale di Licio Gelli, tale Leonessi, e che vede proprio Gelli, oltre a svariati ambigui personaggi, come protagonista.
La prima trasmissione è consistita in un’apologia del periodo fascista mentre nelle altre puntate si parlerà di "maestro unico" (!!!!! con l’elogio della gelmini), guerra di Spagna, P2, Banco Ambrosiano, vicende in cui l’ex venerabile maestro della P2 è stato protagonista. Per finire, il 29 dicembre: «Gelli verrà in studio e ci saranno molte sorprese».
E già dalla conferenza stampa di presentazione è stato chiaro il contorno di questa ennesima operazione di revisionismo: "l’unico che può portare avanti il Piano di Rinascita Nazionale della P2 è Silvio Berlusconi"; elogi al ministro Gelmini. «La sua riforma riporta un po' di ordine, finalmente"; attacchi alla magistratura e soprattutto i soliti messaggi trasversali: "«Le stragi ci sono sempre state e ci saranno sempre».
Un passo indietro: Licio Gelli, 90 anni, fascista fino alla Repubblica di Salò, abbandona Mussolini e si mette al servizio della CIA, come tanti altri fascisti, in funzione anticomunista, prima della fine della guerra mondiale. Fondatore e capo della Loggia P2, composta da centinaia di politici, funzionari dello stato, militari, giudici e imprenditori come Berlusconi, scoperta e chiusa formalmente nel 1981.
Licio Gelli, una vita al servizio delle forze reazionarie e stragiste italiane ed internazionali. Uno dei personaggi più inquietanti della storia italiana, condannato tra le altre, per depistaggio per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Uno dei personaggi emblematici nello sviluppo della strategia della tensione e delle bombe in Italia, finanziatore dei gruppi neofascisti, gli stessi che si addestravano nella base Usa di Camp Derby.
Il suo Piano di rinascita nazionale prevedeva (prevede?) il controllo sui mezzi di informazione, prima di tutto la tv (e ci siamo), l’inserimento dei sindacati in un sistema corporativo ( e ci siamo quasi), il rafforzamento dell’esecutivo (e ci siamo abbondantemente), una scuola autoritaria e debole ( e lo stanno facendo con la sottrazione di risorse), il controllo completo della magistratura (e ci stanno provando). La costruzione insomma di uno stato autoritario e finto democratico, in cui il consenso si misura sui sondaggi del capo del governo che è anche capo della tv.
Tutto questo sta accadendo oggi, non nel 1980. E sta accadendo anche che i servizi segreti raccolgano dossier fuori da qualsiasi controllo ed anziché essere scaricati vengono promossi (Pollari ora consigliere del governo); che l’azienda principale della comunicazione italiana, Telecom, sia al servizio di forze oscure e contribuisca a raccogliere informazioni, a depistare, a ricattare. E succede anche che abbiamo l’esercito per le strade, anche con il consenso dei cittadini, con la scusa delle mille emergenze.
E succede che un altro dei terribili vecchi della storia italiana, Cossiga, lanci messaggi inquietanti contro il movimento di protesta, paventando morti, assalti, repressione.
Ed infine succede che nel bel mezzo di una manifestazione studentesca 30 neofascisti carichino i ragazzini e che il governo di fatto li difenda parlando di aggressione dei collettivi; e che poi gli stessi possano entrare indisturbati alla RAI, la tv di Stato, che dovrebbe essere protetta perlomeno, minacciare i giornalisti ed unirsi di fatto alla campagna di Berlusconi contro RAI3.
E tutto ciò accade in un momento di altissima crisi economica, attacco ai diritti dei lavoratori, proteste di massa e debolezza della sinistra politica.
Allo stupore ed alla indignazione per la presenza di Gelli in tv allora si sostituiscono la voglia di rispondere e la capacità di capire: capire perchè oggi, nel 2008, un vecchio arnese della strategia della tensione possa lanciare messaggi di minaccia, paventare stragi, fare pesare la presenza degli interessi che da sempre gli stanno dietro, nella politica italiana, governata dal piduista Berlusconi e con un ministro come Tremonti il cui motto è il sempre fascista "Dio, Patria, Famiglia". Allora non ci preoccupiamo perché Gelli è in tv ma perché i suoi piani stanno arrivando a compimento.
Alcuni giovani, chiamatisi Cure Antifascista, sono presenti tutti i lunedì, in contemporanea con la trasmissione, dalle 21.00, sotto la sede di Canale 10 a Ponte al Pino.
Lunedì 17 saremo presenti anche noi e proponiamo che i lunedì successivi si trasformino in serate di informazione e sensibilizzazione partecipata da tutte le forze cittadine.

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