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La mer, la fin...

martedì 18 novembre 2008

Immigrazione. Un po' di numeri... anche su Prato

Alla faccia di chi sostiene che gli immigrati non contribuiscono alla ricchezza nazionale (andatevi un po' a leggere l'articolato del PDL pratese...), i numeri riportati in finale di articolo sono molto interessanti.
In generale, come abbiamo sempre sostenuto, il fenomeno migratorio è molto rilevante: abbiamo bisogno di una politica che riesca a gestirne i molteplici aspetti, in primis quello dell'impatto culturale.
Nessuna ricetta preconfezionata, ma nemmeno cedimenti alla facile retorica - di qualunque orientamento: c'è solo da lavorare, e da lavorare insieme!
MV

da la Nazione del 18/11/08
Stranieri, boom di rimesse per la Cina Nel 2007 spediti 450 milioni di euro

Importo quintuplicato in un anno: è oltre la metà del totale regionale
DEL FIUME di denaro che dall’Italia scorre verso l’estero, e in particolare la Cina, tramite le rimesse degli stranieri verso la madrepatria, Prato è la «capitale». Se infatti, secondo l’ufficio cambi della Banca d’Italia, la Toscana è al terzo posto, dopo Lazio e Lombardia, per entità di invii con 867 milioni di euro, pari al 14,4 per cento del totale nazionale, Prato ha quintuplicato il proprio ammontare rispetto al 2007 passando da 87 a 450 milioni di euro, ovvero più della metà del totale regionale che pure è raddoppiato rispetto all’anno precedente. Questo è solo un aspetto, forse il più eclatante, del quadro immigrati reso noto negli ultimi giorni da Caritas Migrantes. Tre milioni e 800mila, forse addirittura quattro milioni, secondo il dossier, sono gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia al 1° gennaio 2008, 300mila dei quali sono residenti anagraficamente in Toscana con un aumento percentuale che varia tra il 4,7% e il 10,2% (ad inizio 2007 erano circa 290 mila), dato superiore a quello nazionale, compreso tra il 2,6% e l’8,1%. Secondo i dati dell’ultimo dossier Caritas Migrantes, che fa una stima in base all’archivio Istat, le maggiori concentrazioni di stranieri nella regione sono a Firenze, Prato e Pisa. In particolare circa un terzo dei ‘regolari’ vive in provincia di Firenze; seguono Prato e Arezzo, 10,9% ciascuna, e Pisa, 9,3%. La tendenza è ad insediarsi soprattutto nelle province centrali — area fiorentina-pratese e lungo l’Arno— perché ritenute le più vivaci sul fronte economico. Il primato per l’incidenza sul totale dei residenti spetta a Prato: 14,2%, valore più che doppio rispetto al dato nazionale, 6,4%, ma sopra alla media nazionale si collocano anche Arezzo e Firenze (10,3%), Siena (9,9%), Pistoia (8,4%), Grosseto (7,6%) e Pisa (7,4%).
La comunità più consistente è quella albanese con oltre 55 mila persone. Seguono quella romena, quasi 52 mila, quindi quelle cinese, quasi 26 mila, e marocchina, oltre 21 mila. Il numero dei romeni in un anno è quasi raddoppiato.
Rilevante il contributo dei lavoratori stranieri all’economia toscana e soprattutto pratese. Alla fine del 2007, secondo la Banca d’Italia, in regione gli occupati nati all’estero erano quasi 200 mila, il 7,2% del totale nazionale. Un terzo circa lavora a Firenze;, ma Prato ne ospita più del 15%, mentre complessivamente ad Arezzo, Siena, Pisa, Lucca e Livorno si concentra circa il 40%. La comunità lavorativa cinese, che si concentra nella massima parte nella provincia di Prato, rappresenta l’8,3 per cento ed è meno folta di quelle romena (20,3) e albanese (14,4) che però sono sparse su tutta la regione.
La multiculturalità si avverte soprattutto tra i banchi di scuola e anche su questo fronte Prato è la provincia con la percentuale maggiore di alunni stranieri rispetto agli iscritti — 15,1 per cento — e in Italia è seconda solo a Mantova. In tutta la Toscana nell’anno scolastico 2007-2008 sono stati oltre 45 mila gli studenti immigrati inseriti nelle classi delle scuole di ogni grado, il 14 per cento in più rispetto all’anno precedente. Dal 2000 il loro numero è più che triplicato. Sempre a livello regionale l’incidenza media è del 9,4%, più alta di 3 punti percentuali rispetto a quella nazionale. In sostanza un alunno su 10 è straniero. Gli studenti stranieri delle superiori nel giro di 8 anni sono quintuplicati (+ 417,7%) rispetto a quelli delle primarie (158,5%), secondarie di primo grado (+159,1%) e scuole dell’infanzia (+192,3%). Dopo il ciclo dell’obbligo gli studenti di origine straniera tendono ad iscriversi soprattutto ai corsi di istituti professionali (42,3%) e tecnici (33,4%): ciò conferma la propensione ad inserirsi rapidamente nel mercato del lavoro.
Complessivamente, a livello nazionale, un dato significativo, è che gli immigrati, secondo la Caritas, pagano circa 3,7 miliardi di euro all’anno di tasse e contribuiscono con 5 miliardi alle entrate Inps; vivecersa gli stranieri che percepiscono una pensione sono soltanto l’1% del totale. Secondo il rapporto Unioncamere 2007 il loro contributo al Pil è dell’8,8% (l’anno precedente era del 6,1%).

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