Veltroni dietro la lavagna
Matteo Bartocci
Veltronianamente, l'Italia è un paese migliore della destra che lo governa. Ma anche dell'opposizione che la contrasta in parlamento, verrebbe da aggiungere guardando l'Onda di questi giorni e la mareggiata, si spera, che verrà a dicembre con lo sciopero generale della Cgil.Colpiva, ieri a Roma, l'assenza del Pd dal corteo sindacale per lo sciopero generale dell'università. Un imbarazzo forse dovuto al fatto che i più stretti collaboratori della Gelmini sulla riforma degli atenei non sono certo uomini della destra ma anzi di provata fede democratica. Capo di gabinetto a viale Trastevere è infatti il potentissimo avvocato dello stato Vincenzo Nunziata, già primo collaboratore di Paolo Gentiloni al ministero delle comunicazioni nel governo Prodi. Un grand commis inossidabile e competente, buono per tutti i governi e vero recordman negli incarichi ministeriali ed extragiudiziari (arbitrati e consulenze, secondo un'inchiesta dell'Espresso, gli hanno fruttato tra il 2004 e il 2007 un reddito di 1 milione 521 mila euro). Mentre si dichiara apertamente «un estimatore di Enrico Letta» il capo della segreteria tecnica della ministra proprio sull'università Alessandro Schiesaro. Editorialista del Sole e latinista insigne, il professor Schiesaro ha già collaborato con il Ds Luciano Modica, che è l'attuale responsabile atenei del Pd. «Il fatto che col governo ci sia una persona stimabile come Schiesaro per noi è una garanzia», confessava non a caso entusiasta dopo la sua nomina la deputata Pd Alessia Mosca. Stando così le cose, è comprensibile che Veltroni ieri si sia tenuto alla larga dal corteo romano. La settimana che si chiude è stata quasi mortale per la credibilità del principale partito di opposizione. Dai fasti del 25 ottobre sembrano passati secoli. Allora, al Circo Massimo, Veltroni promise un'«opposizione di popolo». Ma proprio in questi giorni i riformisti Treu e Ichino hanno votato insieme al Pdl in senato gli emendamenti al ddl Brunetta «anti-fannulloni». Lo stesso ddl contro cui la Cgil tuona da giorni e sciopererà tra un mese. La collaborazione tra i poli è stata tale che il ministro dei tornelli può esultare: «Il mio sarà il primo provvedimento bipartisan della legislatura». E vallo a spiegare agli studenti che anche ieri protestavano urlando «vergogna» davanti al ministero di Brunetta. Certo non basteranno i dubbi, troppo isolati, dell'ala Cgil nel Pd degli ex segretari Nerozzi e Passoni.

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