TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

giovedì 13 novembre 2008

Scuola. Un frangionda in Veneto.


«Presidi, basta criticare la Gelmini»
Il diktat della Palumbo: stop a sit-in, striscioni e interviste anti-ministro


TREVISO. Stop alle proteste dell'Onda in tutte le scuole del Veneto, vietato criticare la riforma Gelmini sia con le «notti bianche» sia con più normali dichiarazioni ai giornalisti. Niente più striscioni davanti agli istituti della regione, dove docenti e studenti potevano scrivere anche «Gelmini Somara». È il contenuto di una circolare della dirigente scolastica regionale Carmela Palumbo, rivolta ai presidi e agli insegnanti in quanto dipendenti pubblici. Bavaglio anche ai presidi che sino ad oggi hanno potuto partecipare alle manifestazioni contro il ministro dell'Istruzione o avevano la possibilità di rilasciare interviste ai mass media, spesso al peperoncino, contro il ritorno al maestro unico. Su disposizione del ministero di viale Trastevere, la circolare emanata il 6 novembre dalla responsabile dell'Ufficio scolastico Regionale, Carmela Palumbo, ha cambiato le carte in tavola perché ricorda ai presidi e agli insegnanti tutte le norme alle quali si devono attenere in qualità di pubblici dipendenti. Non a caso la circolare, scaricabile da Internet, s'intitola "Ruolo e Competenze degli Organi Collegiali. Utilizzo delle sedi delle istituzioni scolastiche".I passi più significativi del documento, firmato dalla Palumbo, sono quelli in cui, in base all'articolo 98 della Costituzione, si dice che «i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione» oppure che «i dipendenti devono rispettare le prescrizioni di legge ai fini della cura dell'interesse pubblico loro rimesso». La circolare diventa più esplicita nel momento in cui fa notare che «il dipendente s'impegna ad evitare situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all'immagine della pubblica amministrazione». E la botta finale è del tutto lampante, quando si afferma «il dipendente tiene informato il dirigente dell'ufficio dei propri rapporti con la stampa».
Stop alle manifestazioni fuori dell'orario scolastico, lecite le assemblee di genitori e studenti purché autorizzate e purché rispettose della legge e autorizzate.Immediata la reazione sia dei sindacati confederali che di quelli di base. «Sul piano formale la circolare della Palumbo è ineccepibile - sottolinea il segretario regionale della Cgil scuola, Salvatore Totò Mazza -.

Il messaggio politico, però, che invia al mondo della scuola è ambiguo e criticabile. Come mai, infatti, la circolare, imposta dal ministro, è stata emanata in queste settimane, periodo in cui la protesta contro la Gelmini ha raggiunto livelli molto popolari, coinvolgendo anche numerosi presidi?».Più duro il commento di uno dei coordinatori regionali dei Cobas. «Siamo al regime - dice il docente padovano dell'Istituto Tecnico Scalcerle, Bepi Zambon -. Il governo Berlusconi ha tanta paura di come la rivolta si stia radicando in quasi tutte le scuole italiane».
(13 novembre 2008)

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