UNIVERSITA': L'ONDA IN PIAZZA. EPIFANI: CHI NON C'E' SBAGLIA
TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!
La mer, la fin...
venerdì 14 novembre 2008
Università. L'Onda in piazza.
notizia ansa
2008-11-14 22:23
UNIVERSITA': L'ONDA IN PIAZZA. EPIFANI: CHI NON C'E' SBAGLIA
UNIVERSITA': L'ONDA IN PIAZZA. EPIFANI: CHI NON C'E' SBAGLIA
ROMA - L'onda ha invaso Roma, ma non ha distrutto. Coerente con le promesse della vigilia, la manifestazione contro le politiche del governo in materia di università e ricerca è stata uno tsunami pacifico che ha lambito Montecitorio, il Senato, Palazzo Chigi, la cittadella della politica, per poi ritirarsi, lasciandosi dietro lattine vuote e cartelli stropicciati, verso i luoghi di partenza: La Sapienza, gli altri atenei romani o le tante città da cui, tra ieri sera e stamani, si sono mossi migliaia di studenti, precari, ricercatori, docenti, allievi di conservatori e accademie per dire "no" alla legge 133, ai tagli di personale e risorse, alla trasformazione delle università in fondazioni, al provvedimento ammazza-precari di Brunetta. E' stata una protesta con due anime - quella del sindacato e quella del movimento studentesco - e due grandi assenti: la Cisl che ha ritenuto sufficienti le rassicurazioni avute dal ministro Gelmini e, a 48 ore dallo sciopero, ha revocato la mobilitazione, e il Pd che, a parte qualche solitaria presenza avvistata nei pressi del palco di piazza Navona ha disertato la piazza. Movimento studentesco e sindacale si sono sfiorati, ma non saldati. Forse non soltanto fisicamente. I tre cortei degli studenti (agli universitari si sono uniti anche gli studenti medi) sono partiti stamani da La Sapienza (dove in tanti arrivati da fuori Roma hanno dormito la scorsa notte nelle facoltà occupate), da Roma Tre, da piazza della Repubblica. Quello dei sindacati ha preso il via dalla Bocca della Verità. Destinazione comune piazza Navona. Ma lo spezzone forte degli studenti è arrivato a comizi conclusi. In tanti hanno deviato prima, per raggiungere Montecitorio; altri li hanno raggiunti o si sono dispersi in tanti rivoli per le vie del centro: "blocchiamo la città, questa è la risposta dell'universita": Una promessa che non è rimasta campata in aria. Centomila hanno sfilato con i sindacati, secondo gli organizzatori, mezzo milione di ragazzi in piazza alla conta delle associazioni studentesche. Cifre ridimensionate dalla questura che parla di un più modesto 30 mila. Tanti i cori e gli slogan che hanno avuto come bersaglio non soltanto la Gelmini, ma anche Brunetta e l'intero Governo, alternando il sofisticato al casereccio: "Legge 133 più irrazionale di radice quadrata di due", "Il sonno della ragione genera mostri", "Quo usque tandem Gelmini abutere patientia nostra" ma anche i più spiccioli "governo di nani arriva lo tsunami", "Gelmini ci hai provocato?... e noi te se magnamo" o il drammaticamente realistico cartellone arrivato da Cosenza "la 'ndrangheta ringrazia vivamente per la manodopera di cualita'". Tantissimi i dipendenti, per lo più precari, degli enti di ricerca - dall'istituto di vulcanologia di Catania al Cnr, all' Ispra - con buona pace del ministro Brunetta. "Si sta affrontando la questione dei precari come mai si era fatto in precedenza" ha dichiarato in una nota stampa chiedendo a chi lo contesta: "al di là di generiche proroghe di contratti a tempo determinato (perché questo solo la normativa vigente garantisce ai precari, e comunque non oltre il 31 dicembre 2009), era mai stato fatto in precedenza un intervento così preciso e capillare per risolvere i problemi?". Ma con i tagli, solo con i tagli - ha insistito il sindacato - non si va da nessuna parte. "Il Governo cambi rotta" ha ammonito ai manifestanti che affollavano piazza Navona il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo (nel corteo e sul palco c'era anche il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ma non ha parlato alla piazza). E ha avvisato: "siamo solo all'inizio e finché non raggiungeremo i nostri obiettivi non ci fermeremo. Tocca all'esecutivo decidere se aprire seriamente un confronto o continuare con l'autoritarismo e l'autoreferenzialità che lo ha contraddistinto fin dall'inizio". Una posizione - questa sì - condivisa anche dal movimento studentesco: domani e domenica assemblea nazionale a La Sapienza per decidere le prossime mosse. L'Onda oggi si è ritratta, ma il mare resta agitato.
BERLUSCONI, ITALIANI VOGLIONO RIFORMA La manifestazione di Roma ha visto un numero di partecipanti "certamente molto inferiore" alle aspettative, "il che conferma che la grandissima maggioranza degli italiani vuole una riforma per una scuola efficiente": così il premier Silvio Berlusconi da Washington.
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