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La mer, la fin...

lunedì 8 dicembre 2008

Acqua. Parigi rimunicipalizza. E la Toscana?

da Ecologisti spa mv




Dicembre 7th, 2008
Intervista ad Anne Le Strat (Assessore alla ripubblicizzazione della Municipalità di Parigi) e al Sindaco Bertrand Delanoe:


Dopo 25 anni di gestione privata, Parigi rimunicipalizza l’acqua della città
La decisione è arrivata nella riunione del consiglio di ieri, e agiorni si attende un decreto che autorizzerà il ritorno in manipubbliche del servizio idrico integrato.
Dopo venticinque anni di gestione privata dell’acqua della città, il consiglio comunale alla Maire di Parigi ha deciso per una repentina inversione di rotta. La scelta è stata fortemente voluta dal sindaco della capitale francese Bertrand Delanoë, ancora fresco di investitura per un secondo mandato, che ha così optato per una rimunicipalizzazione dell’acqua. La decisione è arrivata nella riunione del consiglio di ieri, e a giorni si attende un decreto che autorizzerà il ritorno in mani pubbliche del servizio idrico integrato.
Fino ad oggi, a gestire l’acqua che scorre dai rubinetti delle case di Parigi erano stati i due colossi multinazionali Veolia e Suez. Dal primo gennaio del 2010 (occorrerà aspettare, dunque, ancora poco piùdi un anno) l’incombenza passerà nelle mani di un ente di diritto pubblico, che si occuperà dell’intero servizio idrico cittadino, dalla fase di produzione fino alle politiche di tariffazione.
Secondo Anne Le Strat, assessore alla municipalità di Parigi, il passaggio da un sistema privato ad uno pubblico sarà una vera panacea per le casse comunali, dato che consentirà un risparmio di 30 milioni di euro l’anno.


Parigi: la gestione dell’acqua torna in mani pubbliche
Dopo oltre vent’anni di disastrosa gestione privata, la distribuzione dell’acqua potabile a Parigi sta per tornare finalmente in mano al Comune parigino. A sancirlo, sarà il voto di oggi in seno all’assemblea comunale,mentre il passaggio di consegne avverrà compiutamente entro i primi mesi del 2010.
Nel 1985 le multinazionali Suez e Veolia si erano accaparrate la gestione delle acque parigine con la complicità di Chirac ed in un clima politico in cui si riteneva che la gestione privata fosse sempre la soluzione migliore, indipendentemente dalle caratteristiche del bene e del mercato di riferimento.
Sono stati vent’anni di abusi, prezzi “gonfiati” e casi talora clamorosi di corruzione. I prezzi sono schizzati alle stelle, tanto da portare a margini di profitto enormi per le grandi multinazionali dell’acqua.
Per contro, non ci sono stati cambiamenti di rilievo sotto il profilo della qualità dei servizi.
Ancora una volta, è emerso come la gestione privata, in mancanza di un sistema concorrenziale, implica sistematicamente un aumento dei prezzi, senza un contestuale miglioramento della qualità, e questo indipendentemente da qualsiasi tentativo di regolamentazione contenuto nei contratti di assegnazione, sempre poi facilmente aggirabili nella loro attuazione concreta.
In Francia tre quarti della gestione delle acque è oggi in mano ai privati, ma la speranza è che, sul modello parigino, il ruolo pubblico torni ad essere prevalente anche nelle altre zone del Paese.




Qui di seguito un vecchio post ripreso da Attac che mette in relazione la situazione Toscana con quella europea.
mv


Parigi ripubblicizza l’acqua. Toscana imbarazzata
28 May 2008
Il presidente della giunta regionale Toscana Claudio Martini non ha perso le staffe, come molti prevedevano, perché all’ultimo momento «improrogabili impegni» l’hanno tenuto lontano dal dibattito promosso domenica a Firenze, all’interno di Terra Futura, dal Forum toscano e nazionale dei movimenti per l’acqua sulla ripubblicizzazione del servizio idrico in Toscana e in Italia, partendo da importanti esperienze europee che hanno deciso che l’acqua non può essere considerata una merce.Certo, di motivi – diciamo così – per rendere Martini almeno inquieto ne sono emersi molti in quella discussione. Il primo sta nel fatto che la giunta regionale ha approvato a maggioranza una proposta di legge di riordino dei servizi pubblici, che ora andrà in discussione in consiglio, che di fatto, se verrà approvata, sancirà la privatizzazione del servizio idrico in Toscana, consegnandolo nelle mani di Acea e Suez, mentre le testimonianze emerse nella discussione di domenica [da Parigi, Bruxelles e Siviglia] ci consegnano una realtà assai diversa e in controtendenza.
Anne Le Strat, presidentessa dell’azienda pubblica Eau di Parigi e assessora della giunta del Municipio di Parigi con delega alla «ripubblicizzazione del servizio idrico», ha confermato l’intenzione dell’amministrazione parigina di tornare alla gestione completamente pubblica dell’acqua a Parigi entro la fine del 2009. Non è esagerato dire che questa decisione ha una portata storica e, nel momento in cui si realizzerà, costituirà probabilmente uno vero spartiacque nella battaglia mondiale per la ripubblicizzazione del servizio idrico e per il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale. Nel 1984, infatti, grazie all’allora sindaco Chirac, la distribuzione dell’acqua potabile a Parigi venne privatizzata, affidando il servizio alle due multinazionali francesi Suez e Veolia, che sono anche le più importanti aziende private del settore idrico nel mondo. Ebbene, nel 2009 questi affidamenti scadono e l’amministrazione parigina ha deciso di togliere la gestione a questi due colossi. Allo stesso modo, l’esperienza del Belgio e, ancor più, del Consorzio pubblico di Siviglia, impegnato a completare la ripubblicizzazione del servizio idrico in un’area estesa dell’Andalusia, confermano che l’impostazione della battaglia che da diversi anni il Forum nazionale dei movimenti per l’acqua ha promosso in Italia è tutt’altro che astratta e velleitaria.
Il secondo motivo di «nervosismo» per gli amministratori toscani del Pd sta nel fatto che le esperienze europee presentate a Firenze si sono incaricate di dimostrare l’assoluta inconsistenza di un altro dei pilastri dell’ideologia della privatizzazione, e cioè l’idea, che la gestione pubblica sia inefficiente. Eppure, il Consorzio pubblico di Siviglia utilizza quaranta indicatori verificabili per misurare l’efficacia della gestione per garantire un servizio di qualità e lo fa coinvolgendo cittadini e utenti, a riprova del fatto che esiste un’idea di efficacia/efficienza del servizio che non si riduce, anzi è alternativa, all’assunzione della redditività aziendale come parametro di misurazione.Insomma: la tanto sbandierata modernizzazione che viene rappresentata e identificata con una realtà europea che privatizza, realizza efficienza perché si affida al primato degli indicatori aziendali e di mercato e, per questa via, porta benefici ai «consumatori» è, questa sì, una visione ideologica, non corrispondente ai processi reali.
Infine, l’ultimo motivo di inquietudine per il presidente Martini, lo hanno dato quelli del Forum toscano e nazionale dei movimenti per l’acqua: non solo richiedendogli un confronto pubblico, ma anche promettendogli una fase di mobilitazione sociale, di contrasto alle logiche di privatizzazione del servizio idrico e di affermazione dell’idea dell’acqua bene comune e di una gestione del servizio idrico fondata su un nuovo ruolo del pubblico, efficace perché partecipato dai lavoratori e dai cittadini.
Corrado Oddi Fp Cgil, Forum movimenti per l’acqua

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