C'era una volta una strada etrusca che si trovava nel posto sbagliato.

Che stupidi questi etruschi. Costruire una strada proprio lì dove c'è bisogno di ampliare l'Interporto.Quando l’archeologia preventiva si trasforma in puro danneggiamento di un bene patrimoniale, oggi lo possiamo affermare con certezza, prove alla mano.
Ritengo infatti che ben si documenti in questa serie di foto la fine della più antica strada italica senza lasciare l’ombra del dubbio sugli intendimenti di chi ci parla di eccellenze archeologiche protette, la realtà supera persino l’immaginazione, e la sciatteria con la quale si conducono le opere infrastrutturali a danno delle risorse culturali condanna senza possibilità di appello quanto sta avvenendo, smascherando la mistificazione istituzionale che spaccia tutto questo per tutela e buona prassi di sviluppo.
Una lezione eloquente da intendersi anche come utile pro-memoria per gli smemorati di oggi che parlano di “partita chiusa”, di sconfitta da riassorbire, tal tempo stesso trattando la resa con gli stessi interlocutori che hanno permesso tutto questo!
Questa sequenza ci serva anche di monito!
Con buona pace per chi pensa di aver già chiuso la questione.

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