UNA PAROLA SUI DIRITTI LINGUISTICIMercoledì 10 dicembre ci sarà un a fiaccolata per il 60° anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani. Le associazioni che l’hanno organizzata, in collaborazione con il Comune e con il patrocinio della Provincia, sono da ringraziare e sostenere.
Permetteteci però una parola sui diritti linguistici, considerando che l’anno 2008 sta finendo e che era stato dichiarato dall’Unesco “Anno internazionale delle lingue”. Chi se n’è accorto? Cosa si è fatto per celebrarlo?
A Firenze il 25 novembre si è svolta una giornata di studi, organizzata dalla Federazione Esperantista Italiana, in collaborazione con il Comune e l’Accademia della Crusca. In quell’occasione sono state dette da studiosi e professori parole importanti: il diritto ad usare la propria lingua materna e a ricevere un’educazione scolastica in quella stessa lingua fa parte dei diritti fondamentali, la diversità delle lingue è una parte essenziale della diversità culturale (oltre il 50% delle 6000 lingue parlate al mondo è a rischio estinzione), la comunicazione fra gli uomini resta una necessità per arrivare alla comprensione reciproca e alla pace.
La onnipotenza e la onnipresenza di una lingua o poche lingue più forti costituiscono una discriminazione culturale, sociale, economica verso coloro che non sono nati in quell’ambito linguistico.
Fortunatamente disattendere i diritti linguistici non comporta di solito la morte o la tortura, ma le conseguenze negative sono sotto gli occhi di tutti e saranno ancora più funeste in futuro.
L’ “Anno internazionale delle lingue” poteva costituire un’opportunità per riflettere su questi temi e per avvicinarsi alle lingue minori, soprattutto in realtà

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