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La mer, la fin...

martedì 9 dicembre 2008

Prato verso le amministrative. Perché le primarie di coalizione salverebbero il PD

A questo punto, appare evidente che alla segreteria del PD pratese (ma non solo a quella pratese, a quanto pare) le primarie di coalizione convengono, e non poco...
Perché in tal caso il numero di firme necesarie alla presentazione delle candidature salirebbe notevolmente, e per certo, al momento, solo Abati e Melighetti ne hanno a sufficienza.
Insomma, se fosse trovato l'accordo, la Sinistra ufficiale leverebbe qualche castagna dal fuoco del PD... Ma in cambio di cosa???

Il Sorcio Verde
per Municipio Verde


da il Tirreno del 09/12/08
Pd, cercasi accordo disperatamente

Nessun passo avanti tra i due candidati della Provincia

Faccia a faccia tra Melighetti e Marigolli: «Nessuna questione personale». L’incognita primarie di coalizione

PRATO. Candidature Pd in Provincia: cercasi accordo disperatamente. «Ma non per evitare la conta - è la riflessione che fa la squadra che sostiene Daniele Panerati - bensì per affrontare la prova elettorale delle amministrative con il massimo della forza che abbiamo. Perchè sarà una prova difficile». Eppure il grande patto - che prevede il passo indietro della candidata Gabriella Melighetti e contemporaneamente quello di Panerati - stenta. «Se il confronto sarà sui contenuti e sulle idee - ragionano i supporter della segretaria Cisl che fanno capo a Daniele Mannocci - e non precipiterà in uno scontro tra persone o tanto peggio tra sindacati, perchè no le primarie».
Partendo dal presupposto che entrambi i candidati le firme le hanno (per Melighetti si è mobilitato l’establishment più meno spontaneamente e quindi ha raggiunto il quorum necessario anche per le eventuali primarie di coalizione, circa una cinquantina di adesioni, Panerati ha quello necessario alle primarie di partito ma chi lavora per il candidato è certo di poter raggiungere la soglia fissata entro il 15 dicembre), tutto il lavoro è affidato alle diplomazie. Che riprenderanno in pieno l’attività oggi, giornata di snodo. Perchè bisogna arrivare all’assemblea provinciale - fissata per mercoledì ma più probabilmente per giovedì - con le idee chiare: o un accordo riposto nel cassetto con un nuovo nome di aspirante presidente della Provincia (indicazione di competenza dell’ex Margherita) o il battesimo ufficiale delle primarie. Per sgombrare il campo dal rischio di scontri personali, sabato si sono incontrati Melighetti e il segretario Cgil Manuele Marigolli. Un faccia a faccia all’insegna del politicamente corretto nel quale è stato detto che non c’è nulla di personale nella contrapposizione che si è venuta a creare ma che per risolvere pacificamente la situazione la rinuncia è necessaria. Rinuncia - è stato risposto - che non ci sarà. Quindi, ancora per oggi, avanti.
Presto il Pd dovrà affrontare un’altra incognita. E’ quella del tipo di primarie che il partito farà. Anche quel fronte è in movimento soprattutto in conseguenza alla situazione fiorentina. I big del capoluogo che hanno chiesto l’intervento degli apparanti nazionali, spingono per l’azzeramento delle primarie di partito e per andare a una consultazione allargata agli alleati.
Per i prossimi giorni è stata messa in calendario una riunione a Roma alla quale parteciperanno anche i segretari provinciali, summit dal quale potrebbe uscire l’indicazione di preferire la formula di coalizione. Una scelta che certo non dispiacerà alla segretaria Benedetta Squittieri e al suo giovane direttivo. Se la situazione in Provincia non dovrebbe subire alterazioni (sono due i candidati), potrebbe aprirsi invece la questione Comune per il quale sono tre i candidati possibili: Paolo Abati, Massimo Carlesi, Giuseppe Gregori. Tre sono troppi (il quorum di firme necessario è il 35% dell’assemblea provinciale, quindi sono solo due i candidati che può esprimere), uno dovrà fare un passo indietro. E per gli equilibri in campo si potrebbe aprire un’altra fase non poco travagliata.
C.O.

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