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La mer, la fin...

mercoledì 10 dicembre 2008

Università. Continua la protesta degli studenti greci.


GRECIA, LA VIOLENZA CONTINUA

(AGI) - Atene - Si infiamma di nuovo la protesta ad Atene. Giovani manifestanti e agenti in assetto anti-sommossa si sono scontrati dinanzi al Parlamento della capitale greca. Il corteo, composto da studenti e insegnanti, era partito poco prima e chiedeva giustizia per il giovane quindicenne ucciso sabato scorso da spari della polizia, in circostanze ancora da chiarire. In testa al corteo, uno striscione che puntava l'indice contro il governo. Stamane agenti in assetto anti-sommossa avevano sparato gas lacrimogeni contro gli studenti asserragliati nel Politecnico della capitale. Dopo i funerali di Alexis Grigoropuolos, il giovane ucciso sabato, i manifestanti hanno lanciato pietre e molotov contro i poliziotti che hanno usato i gas lacrimogeni. Nella capitale un poliziotto e' stato costretto a sparare in aria contro i manifestanti che tentavano l'asato ad un commissariato di un quartiere meridionale.
Intanto a Exarchia, il quartiere degli studenti dove sabato e' stato ucciso il quindicenne , le strade attorno al Politecnico e alla facolta' di legge, strutture entrambe occupate, rimangono chiuse al traffico. Il governo ha annunciato la mano dura e che non si lascera' piegare dai disordini provocati dalla morte del giovane, ucciso da un colpo d'arma da fuoco della polizia sparato in circostanze ancora da chiarire. Il premier greco, Costas Karamanlis, ha chiesto la condanna unanimee l'isolamento di coloro che hanno causato i violenti scontri e ha chiesto giustizia per la morte del giovane. "Nessuno ha il diritto di utilizzare questo evento tragico come una scusa per le azioni di violenza contro cittadini innocenti, le loro proprieta', contro la polizia e la democrazia", ha detto Karamanlis ai giornalisti dopo esser stato ricevuto dal presidente ellenico, Karolos Papoulias. Intanto il leader dell'opposizione socialista, George Papandrou, ha chiesto le dimissioni dell'esecutivo (che gode di un solo voto di maggioranza in Parlamento) e invocato nuove elezioni. Ma il timore sempre piu' concreto e' che le violenze scatenate dalla morte del giovane si sommino al disagio sociale dato da una crisi economica sempre piu' grave (per domani e' convocato uno sciopero generale contro il carovita che minaccia di paralizzare il Paese). Un portavoce ha tuttavia smentito che sia intenzione del governo sia quello di imporre la legge marziale per metter fine a quella che e' la peggiore ondata di violenza che ha travolto il Paese negli ultimi 40 anni.

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