Il sindaco di Genova chiede una commissione di inchiesta parlamentare.
“Invece di essere l'occasione per una operazione di verita' giustizia e trasparenza su quella che fu una pagina nera della democrazia italiana – ha aggiunto - e' diventata il pretesto per gettare un'ombra su esecutori e mandanti e un'opportunita' per la destra al governo di legittimare abusi e violenze".
Intervengono anche i sindacati dei giornalisti. "Sette anni dopo il G8 – dice la Federazione nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), in una nota congiunta con l'Associazione Ligure dei giornalisti la sentenza sull'irruzione alla scuola Diaz dove vennero pestati e arrestati anche 5 giornalisti, due freelance tedesche, uno inglese ridotto in fin di vita e il collega italiano Lorenzo Guadagnucci, chiude, giudiziariamente con il giudizio di primo grado, i processi piu' importanti sul luglio 2001. Le sentenze si rispettano, si appellano, ma possono essere discusse".
"Quella emessa giovedi' sera a Genova - secondo Fnsi e stampa ligure - e' una sentenza che, per cosi' dire, fa 'volare gli stracci'. Condannato il capo del reparto mobile di Roma, figure di secondo piano, singoli agenti. Assolti i vertici della polizia”. La sentenza lascia irrisolti molti interrogativi, secondo Fnsi e il sindactao dei giornalisti liguri, su “chi decise al vertice quell'irruzione, chi autorizzo' tali e tanti abusi e violenze, chi decise la lunga opera di disinformazione a partire dalla notte della Diaz con la diffusione di notizie palesemente false, conferenze stampa in cui tra i corpi di reato vennero esibite anche le pettorine gialle dei giornalisti e dove era vietato porre domande, sul perche' i vertici della polizia italiana erano presenti all'esterno della scuola”.
Sulla sentenza è intervenuta anche Amnesty, che sottolinea come “qualcosa di grave accadde a Genova nel luglio di sette anni fa” dato che “tredici funzionari dello Stato sono stati condannati per le brutalita' commesse nei confronti di decine di persone inermi". Se il processo è giunto a conclusione "cio' si deve alla tenacia dei pubblici ministeri e al coraggio delle vittime, delle organizzazioni che le hanno sostenute e dei loro avvocati, che hanno preso parte a centinaia di udienze in un contesto nel quale si e' piu' volte cercato di aggirare l'obiettivo dell'accertamento della verita'”.
E' ''grave non aver accertato la verita' e aver infranto gli ideali di un'intera generazione'', dice Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente, secondo cui e' ''una sentenza che non fa giustizia'' e che ''non soddisfa il bisogno di verita' su quello che accadde in quei giorni''. “La verita' non e' stata ricostruita - prosegue Gubbiotti - e lo dimostra con evidenza la completa assoluzione dei vertici delle forze dell'ordine. Non e' credibile che chi stava al comando fosse all'oscuro di cio' che stava accadendo ed e' molto grave che oggi quegli stessi uomini ricoprano ruoli di ancor piu' grande responsabilita' nel sistema di sicurezza del Paese''.
Redazione di Notizie Verdi

1 commento:
"Non c'è da meravigliarsi, sarebbe stato da sorprendersi se le cose fossero andate come sarebbero dovute andare. L’indignazione è infinita e sarà carburante per impegnarsi ancora di più nella ricerca di un espressione ancora più democratica a partire da noi cittadini. Comunque c'è ancora l'appello…"
Alfredo Albiani
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