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La mer, la fin...

venerdì 14 novembre 2008

Genova 2001. La notte dei computer spezzati.

notizia Ansa
2008-11-13 22:34
Cosi' la scuola dopo il blitz di quella notte
GENOVA - La mattina del 22 luglio del 2001 chi vide la scuola Diaz dopo l'irruzione notturna della polizia definì quei locali come torturati dal passaggio di un tornado, di quelli che abbattono tutto ciò che incontrano sul loro cammino: vetri rotti, computer divelti, indumenti strappati e sparsi dappertutto, tracce di sangue ancora fresco su pavimenti e pareti. Erano passate poche ore dal blitz che, venne spiegato allora dalle forze dell'ordine, era mosso dalla ricerca di armi e di persone, tra cui black bloc, che avevano partecipato agli scontri nei quali, poche ore prima, era morto Carlo Giuliani.
Il bilancio complessivo fu di 66 feriti e 96 fermati. Nell'edificio di via Cesare Battisti erano ospitati il 'press center' di Indymedia e gli studi di Radio Gap (l'emittente ufficiale del contro G8) oltre a diversi ragazzi e ragazze che avevano preparato giacigli improvvisati stendendo i sacchi a pelo nelle sale e nei corridoi. Anche l' edificio di fronte, un'altra scuola, dove aveva sede il centro stampa del Genoa social forum, fu perquisito dalle forze dell' ordine: anche in questo caso computer e telefoni non si salvarono. Alla Diaz, l'ampio salone al piano terra che era stato trasformato dai giovani in dormitorio, fu completamente devastato: ovunque sacchi a pelo multicolori stracciati, maglie, pantaloni e camicie (quasi tutte lacerate) sparsi per l'intero vano, libri scritti in tante lingue diverse sparpagliati sul pavimento e pagine stracciate. In una saletta adiacente all'androne (l'area adibita dai giovani a 'quartier generale dell'informazione anti G8') diversi computer distrutti e gettati a terra. Rovesciati dai tavolini, con i monitor frantumati, le tastiere spezzate sul pavimento, cosparso da schegge di vetro delle tante finestre andate in mille pezzi. Ai piani superiori, tra indumenti e sacchi a pelo rovinati, spuntano anche tracce di sangue. E nei corridoi del primo piano, in diversi punti del pavimento, le chiazze di sangue ancora fresco si estendevano su parte della superficie. A dimostrazione della necessità del blitz la polizia esibì subito dopo le molotov, le spranghe, i coltelli e le tute nere che, venne detto, erano state trovate nella scuola durante la perquisizione. L'intervento, fu spiegato, si rese necessario anche perché una volante che passava di fronte era stata colpita da un lancio di pietre.

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