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La mer, la fin...

venerdì 14 novembre 2008

Prato. Il gran consulto

Per quanto ci riguarda, preferivamo Chechi quando si dedicava solo alla ginnastica...
MV

da il Tirreno del 14/11/08
Chechi porta i mali del centro in Questura
L’olimpionico ricevuto da Savi insieme agli assessori Milone e Giovagnoli

PRATO. E’ stato preso molto sul serio lo sfogo di Yuri Chechi, l’ex campione degli anelli che recentemente si è lamentato in un’intervista delle condizioni in cui versa il centro storico, e in particolare della zona intorno alla sua abitazione (via San Giorgio, via Magnolfi, via Pier Cironi). Ieri mattina Chechi, insieme a due residenti di via Pier Cironi, è stato ricevuto nell’ufficio del questore. Ad accoglierlo, insieme a Domenico Savi, c’erano gli assessori Aldo Milone (Sicurezza) e Fabio Giovagnoli (Attività produttive), il presidente della Circoscrizione Centro Rosita Mattei e il capo della polizia municipale Andrea Pasquinelli.

Uno schieramento ai massimi livelli, tanto per far capire che la questione non è stata presa sottogamba.
Chechi, che ha annunciato di voler passare sei mesi nelle Marche e sei mesi a Prato (cambiando casa, però), ha esposto insieme ai due residenti le lamentele che in questi mesi da più parti sono state fatte presenti alle forze dell’ordine e al Comune: sporcizia, schiamazzi, cattive frequentazioni di certi locali in via Magnolfi e in via Pier Cironi, spaccio e consumo di droga, abuso di alcol. Insomma, tutti gli ingredienti che, se non tenuti sotto controllo, contribuiscono a fare del centro storico un posto poco vivibile.
Il questore Savi ha illustrato quello che le forze dell’ordine stanno facendo e ha ribadito la volontà di essere sempre più incisivi nei controlli.
Su questo, hanno aggiunto i partecipanti all’incontro, tutti cercano di fare la propria parte, compatibilmente con le leggi e i regolamenti che regolano la materia.
In concreto, ci sono norme come quella che ha liberalizzato le licenze commerciali, che non possono essere abolite con un tratto di penna. Il questore può disporre la sospensione temporanea di un’attività per motivi di ordine pubblico, ma non è semplice ordinare la chiusura di un locale per il solo motivo che i clienti si picchiano per strada. A questo proposito la polizia sta studiando insieme ai tecnici dell’assessorato alle Attività produttive i possibili appigli consentiti dalla legge per limitare certe attività, oltre ai normali controlli delle volanti.
Oggi se ne tornerà a parlare in Prefettura in occasione del Comitato per l’ordine pubblico, allargato ai rappresentanti delle categorie economiche.

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