La Toscana non nega i diritti umani ai clandestini.
Mensa e Asl per i clandestini la Toscana sfida il governo
Tra le altre novità anche corsi di italiano e l´accesso ai dormitori
Se il governo li isola, la Toscana invece si pone il problema di come riuscire ad includerli. Se una legge nazionale in preparazione limiterà al massimo anche l´ingresso degli immigrati regolari, qui la giunta regionale approva una legge che stanzia due milioni per rendere più facile la vita a chi non ha un permesso di soggiorno e aprire le porte di mense per poveri e dormitori sociali finora inaccessibili per gli irregolari. Se in molte parti d´Italia i figli dei clandestini non hanno diritto a frequentare le scuole elementari e medie, nelle nostre città per ogni bambino l´istruzione di base resta obbligatoria senza distinzioni di nessun tipo e non importa se al momento dell´iscrizione non è possibile esibire un documento vero e proprio. Confessarsi clandestini, insomma, non significherà più esporsi al rischio di una denuncia, l´accoglienza sarà garantita sempre e comunque. Ancora prima di arrivare tra le mani degli extracomunitari, che sono gli unici destinatari di questa riforma, il testo della proposta di legge presentato ieri dal presidente Claudio Martini e dall´assessore alle Politiche sociali Gianni Salvadori è materia politica incandescente e c´è da scommettere che nell´aula del consiglio regionale i gruppi del Pdl rimarcheranno la distanza segnata da questo provvedimento tra il governo di Roma e quello di Firenze. «L´assistenza sanitaria è già assicurata ai clandestini», dice Martini, «ma a noi non basta confermare i servizi esistenti, vogliamo ampliare l´offerta per costruire un modello civile di convivenza ed eliminare qualsiasi forma di discriminazione. Le mense e i dormitori non possono escludere queste persone, spesso le più povere e bisognose di aiuto. Adesso se un vigile trova per strada un uomo senza permesso di soggiorno che sta morendo di fame non ha nessun obbligo di nutrirlo, così come non è tenuto a preoccuparsi se ha freddo e non sa dove passare la notte. D´ora in avanti non sarà più così, mentre altri smantellano i servizi noi li aggiungiamo. Queste persone non sono una minaccia per noi ma un´opportunità».Nei 37 articoli della legge si toccano molti temi, dal riconoscimento dei titoli professionali acquisiti all´estero, anche in base a specifici accordi con le regioni di provenienza, all´accesso ai servizi sanitari extraospedalieri delle Asl attraverso l´unificazione delle tessere Stp (straniero temporaneamente presente) già previste a livello nazionale da oltre dieci anni e rilasciate dalle Asl ai clandestini. Si parla poi di contributi per corsi di insegnamento della lingua italiana e del rispetto delle differenze religiose. Anche nei luoghi di lavoro si dovrà tenere conto del rispetto del giorno settimanale di riposo in base alle credenze di ciascuno. C´è una particolare attenzione anche per i metodi di macellazione della carne per musulmani ed ebrei. Salvadori annuncia che verrà organizzata una «campagna di informazione capillare per raggiungere i clandestini e far conoscere loro i propri diritti». Questo, spiega, anche nell´interesse della collettività, che è più garantita se l´assistenza sanitaria raggiunge ogni cittadino che vive sul territorio. Tra gli immigrati i soggetti "deboli" sono particolarmente a rischio: rifugiati e richiedenti asilo, minori e donne in stato di gravidanza, vittime di tratta e sfruttamento, detenuti. E le donne dovranno diventare elemento portante della legge, grazie a una campagna di prevenzione delle mutilazioni genitali femminili. Per dare più concretezza al discorso, Martini cita le stime della Caritas, che parla di oltre 300 mila immigrati regolari in Toscana al primo gennaio 2008, circa l´8,5 della popolazione, a fronte dei quasi quattro milioni in Italia. In Toscana gli immigrati versano ogni anno circa 300 milioni di tasse e ricevono in termini di servizi 60 milioni. Dal punto di vista economico, secondo la giunta, i conti tornano.
Autore: Simona Poli

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