TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

mercoledì 19 novembre 2008

Economia. Fedora: Nardi concorda

Siamo alle battute finali della vicenda Fedora.
Si liquidano alcune attività (Fintes, Fedora, Mako), se ne mantiene una - Pietraluna - per l'operazione sul lanificio, e se ne costituisce una nuova.
Come abbiamo detto in passato, una cosa tipicamente italiana: si fanno fallire (perché il concordato è una procedura fallimentare) e si manovra - sempre legalmente, si intende - per vere la maggior rendita possibile dall'operazione, scaricando buona parte dei costi sull'intera comunità, sotto forma di licenziamenti, casse integrazioni straordinarie, mobilità... per non parlare, magari, di qualche creditore che potrebbe rimaner fuori, al termine di tutta la procedura, dai pagamenti (è solo una ipotesi, ovvio...).
Complimenti...
MV
da il Tirreno del 19/11/08
Fintes e Nardi filati in liquidazione I concordati, anche per Fedora e Mako, saranno presentati a dicembre
Costituita una nuova società per le filature. Rimarrà solo Pietraluna
PRATO. Nuovi sviluppi sul caso Fedora. Anche Fintes e Nardi Filati hanno presentato le pratiche per lo scioglimento e la liquidazione. Si aggiungono a Mako e Lanificio Fedora. Per le quattro le aziende del Gruppo delle famiglie Nardi e Cavaciocchi adesso si aspetta il concordato preventivo. Dovrebbe essere presentato contemporaneamente entro il 15 dicembre. Rimarranno attive solo Pietraluna - che ha affittato il lanificio - e una nuova società, costituita ad hoc, che si occuperà della parte delle filature. Il tamtam di finanziamenti sì, finanziamento no è ormai archiviato. I soldi richiesti da Piero Nardi non ci sono e non arriveranno e quindi nel gruppo è cominciata l’operazione salviamo il salvabile. La prima società ad essere messa in liquidazione fu Mako prima dell’estate, poi toccò alla capofila del Gruppo, il lanificio Fedora. Una decisione irrimandabile perché le perdite avevano intaccato pesantemente il capitale sociale. Una decisione contemporanea alla scelta di affittare da parte di un’altra società, la Pietraluna. Affitto che è stato definito in una prima fase i primi di ottobre e poi perfezionato con un nuovo contratto - che contiene le modifiche contenute nell’accordo sindacale - il 5 novembre. Ora sindacati e proprietà stanno affrontando il problema Fintes per cui si sta discutendo di ampliare la cassa integrazione per tutti i lavoratori. La strada è comunque già segnata per tutti. Si scioglieranno tutte le aziende tranne Pietraluna che può contare sulla rete commerciale del vecchio lanificio e la nuova società che farà da coordinamento per le filature. I consulenti delle aziende sono ora a lavorare sui concordati: niente però trapela sulle percentuali che verranno riconosciute ai creditori chirografari. Il rischio del resto è che fornitori e terzisti possano, in caso di non soddisfazione della percentuale di pagamento proposta, non arrivare all’ assemblea del concordato ma presentare prima istanze di fallimento.I.R.

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