TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

martedì 18 novembre 2008

Prato verso le amministrative. Sedotti e abbandonati?

Alla città a "misura d'impresa", chiesta dagli industriali pratesi, noi preferiamo decisamente quella a misura d'uomo.
Perché, in questo senso, già molto l'intera città e la provincia hanno dato al sistema imprenditoriale (che, lo ammettiamo, ha reso non poco, ma spesso solo in termini brutalmente economici): il consumo del territorio e delle risorse non rinnovabili, l'aumento dell'inquinamento atmosferico, etc.
Si chiede, invece, ancora di più: inceneritori, interporti e quant'altro...
Forse sarebbe il caso di puntare anche ad imprese a misura d'uomo, e non solo alla città!
MV

da La Nazione del 18/11/08

«NON LASCIATECI soli». L’Unione industriale pratese, in vista della consultazione elettorale amministrativa, lancia il suo «grido di dolore» ai candidati e agli attuali governanti. I candidati, in realtà, ancora non ci sono, ma la Uip vuole mettersi avanti col lavoro e prepara una serie di linee guida (che poi diventeranno proposte operative) da sottoporre a chi affronterà la sfida per conquistare la poltrona di sindaco. Non senza aver chiesto interventi urgenti all’amministrazione Romagnoli. «Prato — dice il presidente della Uip, Riccardo Marini — si salverà solo se faremo tutti quadrato attorno all’economia. Necessari segnali fin da subito: verifichiamo l’impegno dei diversi schieramenti».

AI CANDIDATI, quindi, gli industriali pratesi presenteranno un pacchetto di richieste e indicazioni piuttosto impegnativo: «Ciò che chiederemo ai candidati è, prioritariamente, il riconoscimento del ruolo portante dell’industria, e soprattutto della filiera del tessile-abbigliamento e del manifatturiero in genere, nell’economia della città, e quindi un impegno straordinario a sostenere le attività produttive — spiega Marini — Nonostante tutte le drammatiche difficoltà che abbiamo vissuto e che viviamo, a Prato quasi il 43% dell’occupazione dipendente è concentrato nell’industria: basta questo a spiegare perché bisogna fare tutti quadrato intorno all’industria e più in generale alle attività produttive della città. Quando negozi e locali pubblici lamentano il calo dei consumi, dobbiamo leggere in trasparenza proprio questo: affanno nel settore trainante, problemi a cascata anche sul terziario. All’amministrazione cittadina chiediamo di non lasciarci soli a combattere la battaglia della sopravvivenza di Prato e del benessere dei suoi cittadini».

SOSPESE nel doppio binario tra misure d’urgenza e provvedimenti di più ampio respiro, le richieste della Uip partono da «una gestione straordinaria per l’intero quinquennio della fiscalità locale: applicazione della Tia alle aree aziendali che effettivamente producono rifiuti esentandone magazzini e depositi, cosa che non avviene in tutti i comuni della provincia; allineamento delle tariffe di fognatura alla media nazionale; blocco delle addizionali e dell’Ici sugli immobili produttivi». Poi gli interventi per favorire il “fare impresa” a Prato: dal termovalorizzatore all’alta velocità, dal raccordotra formazione ed economia sino all’innovazione e alla ricerca. «Occore fare di Prato una città a misura di impresa — continua Marini — creando condizioni ottimali per la persistenza delle attività produttive sul territorio e per attrarne di nuove. Ciò significa investimenti infrastrutturali , ma anche semplificazione amministrativa e fiscalità agevolata per le nuove imprese».
Altro punto centrale, quello della legalità: «Senza legalità non si va da nessuna parte — precisa Marini — Nelle linee guida diamo atto all’attuale amministrazione di aver affrontato, sia pur molto tardivamente e con troppe esitazioni, questo fondamentale problema, soprattutto riferito all’imprenditoria straniera. Ma non bisogna demordere».
Roberto Davide Papini

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