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da il Tirreno del 16/11/08
Il Comitato delle Badie sulle barricate
Tutti i motivi del “no” alla sede Cap: rumori, inquinamento, pericoli
Vengono citati anche i pareri di Arpat e della Circoscrizione Il problema del traliccio
E lo fa dati alla mano, con documenti pubblici e accessibili.
Parere impatto acustico Arpat (3 novembre 2008). Il Comitato cita questo testo per far notare la presenza di due siti sensibili lungo le direttrici di transito, la scuola materna-elementare delle Badie e la residenza sanitaria assistita “Villa Amelia” con valori di rispetto acustico «di ben lunga inferiori a quelli di altre aree urbane». Nella valutazione previsionale di impatto acustico del 22 febbraio e nelle integrazioni richieste dall’Arpat e fornite il 29 aprile, non è mai stata presa in considerazione la realizzazione del nuovo collegamento viario fra via Edison e via delle Fonti, indicata invece come condizione per il rilascio del permesso edilizio relativo all’intervento in via del Lazzaretto. «Siccome tale collegamento porterà notevoli modificazioni all’attuale assetto viario - scrive Arpat - tutte le ipotesi sui percorsi degli autobus, sul numero dei transiti ed in generale sul clima acustico della zona, dovrebbero essere aggiornate e/o riviste».
Nota del presidente della Circoscrizione Sud, Luisa Peris (10 novembre 2008). Alla Peris era stato segnalato da membri del Comitato delle Badie come fossero già presenti da qualche giorno alcune ruspe nell’area di via del Lazzaretto di proprietà Cap. Erano già in corso operazioni di decespugliamento del terreno in vista dell’inizio dei lavori per la costruzione del deposito autobus. Peris appoggia il testo dell’Arpat, inviando una richiesta scritta al sindaco Romagnoli ed agli assessori Curcio (Ambiente), Ciuoffo (Urbanistica) e Giardi (Lavori pubblici). E lo fa chiedendo a tutti di valutare, «se vi siano gli estremi per un’eventuale sospensione della concessione rilasciata a Cap». Anche per questo il Comitato delle Badie si attende da parte del Comune - si legge nel comitato - “un chiarimento sulla procedura seguita e sulla necessità di esaminare preventivamente le problematiche dell’inquinamento sulla base dei dati reali dell’aria, così come da ultimo riscontrati da Arpat”.
Replica del Comitato delle Badie sul progetto. Sulla base dei documenti esposti, si esprimono poi numerose critiche. A cominciare dal numero dei bus che circoleranno, più dei 300 sostenuti da Cap, fino alla quantità di asfalto fonoassorbente che verrà stesa per limitare l’inquinamento acustico emesso dai mezzi di trasporto. A tale proposito il Comitato aveva sollecitato da due anni al Comune e alla Provincia l’installazione di centraline per il monitoraggio dell’inquinamento dell’aria nella zona delle Badie.
Vengono spese anche due parole per lo spazio destinato dalla previsione Prg a verde pubblico. A parte la superficie stabilita di circa 1.800 mq e i 40 posti auto previsti, la zona sarà gravata «da una servitù da elettrodotto», in quanto il traliccio Enel presente nell’area del deposito degli autobus «dovrà essere spostato di 40 metri nell’area verde a spese di Cap, ma con disagi e, perché no, potenziali rischi». Preoccupano infine poi come verranno effettuate le installazioni del progetto, vista la presenza di due pozzi idropotabili.
Alto tasso di decibel e crescita dell’inquinamento, questo dunque produrrà la nascita del deposito Cap secondo il Comitato delle Badie. «Ci duole constatare come, ancora una volta, in questa città le istituzioni centrali siano cieche e sorde davanti all’evidenza dei fatti». Non rimane ai cittadini che appellarsi alla magistratura - conclude il comunicato - “come ultima speranza per vedere riconosciute le proprie valide ragioni”.
Alessandro Bicci

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