Ci sarebbe molto da discutere, a partire dalla valutazione incomprensibilmente positiva delle politiche per l'integrazione portate avanti dall'amministrazione (vogliamo ricordarci delle polemiche sul capodanno cinese? giusto per fare un esempio...).
A parte questo, per conto nostro, ci pare difficile intraprendere un qualsivoglia percorso "unitario" con i principali protagonisti della gestione amministrativa e politica della città negli ultimi anni, anche solo per l'evidente indisponibilità del PD nel percorrere strade diverse da quella delle decisioni di vertice magnanimamente diffuse, poi, a chi accetta di condividere qualche poltrona.
I fatti dei prossimi mesi potrebbero smentirci? Ne dubitiamo!
MV
E’ forse vero che non era necessario un sondaggio (del quale conosciamo comunque soltanto le indiscrezioni) per rivelare il profondo malessere dei cittadini pratesi e il loro scontento nei confronti del governo locale. Il sondaggio però dice qualcosa di più. Ha il pregio di certificare la drammatica esemplarità e unicità del “caso pratese”. Una città dove si assommano contemporaneamente tutti i fattori di crisi che stanno scuotendo il mondo occidentale e globalizzato: crisi manifatturiera, perdita di migliaia di posti di lavoro, impetuosa immigrazione, paura per il proprio futuro. A poco serve affermare la verità che Prato è dietro, in Europa, solo a metropoli come Parigi e Londra per le dimensioni numeriche, ad esempio, della comunità cinese. La differenza è che in quelle capitali il fenomeno immigratorio si è spalmato nel corso di moltissimi decenni, mentre la nostra città ha dovuto in brevissimo tempo (gli ultimi 20 anni) affrontare un fenomeno di pesante impatto sociale.
Tutto questo non ha impedito il fatto che proprio sul fronte delle politiche di integrazione,, a nostro parere, si sia espresso il meglio dell’attività di questa amministrazione, nel solco di una bella tradizione della città. Un’amministrazione che si è fatta carico anche dell’azione di contrasto verso diffuse illegalità e, a volte, verso fenomeni di vero e proprio schiavismo, prodotti negativi dell’immigrazione odierna. Detto questo però cogliamo l’occasione per ribadire alcune nostre profonde convinzioni: 1) illegalità e criminalità non sono prerogative esclusive dei cittadini immigrati; 2) chi delinque, straniero o italiano che sia, deve essere perseguito secondo la legge; 3) ci si richiama spesso al binomio “diritti e doveri” degli immigrati; giusto, ma rischia di restare una affermazione astratta fin tanto che non verrà indicato loro un percorso praticabile d’integrazione e cittadinanza (per esempio, dando loro la possibilità di voto e prima ancora quella di legalizzarsi).
Ribadiamo la convinzione che la nostra città, su questo versante, ha fatto molto di più e meglio di altre realtà nazionali. Infine, un’altra nota di merito riguarda il fatto che la pesantissima situazione economica del distretto non ha impedito a questa amministrazione di risanare i conti comunali e quelli di importanti istituzioni pubbliche come il Centro Pecci. Pur tuttavia, Il rischio sotto gli occhi di tutti è che cedano i “fondamentali” di questo territorio dalle profonde radici democratiche (e di sinistra), di accoglienza, di benessere.
“Percorsi unitari per nuovi progetti”: questo il titolo dato ad una nota diffusa recentemente dai rappresentanti di forze politiche della sinistra pratese. Siamo d’accordo. Cedute di schianto logiche o pretese di autosufficienza deve aprirsi, anche a nostro parere, una fase che punti alla costituzione di un centro sinistra di larghe intese in vista delle prossime elezioni amministrative e non solo. Una nuova prospettiva dove si mescolino autocritica e capacità di ascolto (nonché una buona dose di umiltà) e che permetta, prima di tutto, la valorizzazione dell’impegno civico e politico che si è espresso in questa città anche attraverso il lavoro e proposte concrete da parte di associazioni, comitati civici, singoli cittadini. L’Arci di Prato chiede con forza a tutti i soggetti che operano nel campo del centro sinistra e della sinistra pratese di lavorare insieme attorno ad un progetto comune e condiviso per la città e, conseguentemente, ad organizzare vere e trasparenti primarie di coalizione. Un progetto che potrebbe essere chiamato “Laboratorio progettuale” o “Stati generali dei democratici e delle donne e degli uomini di sinistra”, promosso da tutti i partiti che intenderanno unirsi.
L’Arci di Prato

Nessun commento:
Posta un commento