I risultati del famoso "sondaggio"? Rendiamoli pubblici, specificando che il "pubblico" è solo quello interno al partito...
A questo punto, come non concordare con Vittorio Giugni dell'associazione Liber@mente?
MV
da la Nazione del 14/11/08
’Sondaggio solo interno E rimotiviamo il popolo Pd’
Il segretario regionale Manciulli e il caso Prato
«IL SONDAGGIO? Lo ha la segretaria provinciale Squittieri. Abbiamo concordato che sarà reso pubblico, ma solo all’interno del partito». Lo ribadisce con fermezza il segretario regionale Pd Andrea Manciulli ora che la pressione giorno dopo giorno è sempre più forte. E’ già un passo avanti, si potrebbe dire ironizzando, visto che è oltre un mese che se ne parla e con l’arma del sondaggio sono stati fatti fuori il sindaco Romagnoli e il presidente della Provincia Logli. Certo è che la città, non solo gli avversari del centrodestra e il popolo del Pd (specialmente la base e i rappresentanti dell’assemblea) e gli altri partiti, vuole sapere quali sono i contenuti che hanno detronizzato le due massime cariche istituzionali pratesi. Ma Manciulli non è disposto a cedere.
Un sondaggio, un «mistero».
«Il sondaggio che abbiamo commissionato non è un semplice sondaggio, ma contiene anche elementi che sono utili alla nostra strategia elettorale.
Quindi non abbiamo alcuna intenzione di fare un favore ai ’concorrenti’ di altri partiti. Quel sondaggio ha un valore aggiunto che vogliamo tenere per noi. La direzione del partito saprà come è giusto che sia».
Nessun timore di riaccendere il pessimismo nel popolo pidiessino, polemiche e attacchi quindi, ma solo tattica elettorale, vuol dire Manciulli?
«I risultati sono brutti non c’è che dire, ma non è emerso che chi ha votato per noi adesso voterebbe il centrodestra».
Certo è che gli elettori di centrosinistra sono disorientati.
«La nostra gente è demotivata, così appare dai risultati dal sondaggio e dal polso che abbiamo in città: dobbiamo lavorare proprio su questo aspetto: rimotivare il popolo del Pd».
Lo scollamento tra partito e cittadini è emerso chiaramente anche durante le assemblee cittadine.
«Lo scollamento esiste: proprio perciò bisognava dare un segnale forte di discontinuità anche a costo di sacrifici».
Il Pd non ha paura di perdere Prato?
«Paura? Non direi paura, siamo giustamente preoccupati e ciò ci dà la forza per lavorare e darci da fare su temi di rilievo come lavoro, immigrazione, sviluppo del territorio. C’è tempo per recuperare il terreno».
Lei è convinto che il Pd ce la possa fare nonostante i segnali particolarmente negativi che sono arrivati anche col sondaggio e l’aria che si respira in città?.
«Le possibilità di vincere sono notevoli».
Al primo turno?
«Non so se al primo turno, di vincere sì».
Il gruppo dirigente, segretaria in testa, ha incassato un bel po’ di critiche dalle assemblee.
«Noi abbiamo fiducia nel gruppo dirigente pratese: ha mostrato coesione».
Stanno circolando già i nomi di possibili candidati del Pd: Abati, Benigni.
«I nostri dirigenti pratesi ci stanno lavorando come per le primarie».
Luigi Caroppo
Ma le rilevazioni positive le hanno fatte conoscere
QUER pasticciaccio brutto di via Martelli. Così, parafrasando Gadda, potremmo intitolare la situation comedy che si va sviluppando all’interno del Pd sulla questione del famoso sondaggio. Che è costato la ricandidatura a Romagnoli e Logli ed un impasse sempre più imbarazzata ed imbarazzante nel partito di maggioranza pratese. Dopo aver annunciato urbi et orbi che i dati sarebbero stati subito pubblicizzati adesso il segretario regionale fa marcia indietro perché, sostiene Manciulli, non vuol fare un regalo al centrodestra. Possibile che questo Pd ma(n)ciullato e lacerato non si renda conto che sarà proprio non pubblicando integralmente il sondaggio che si alimenteranno i regali al centrodestra già abbondantemente gratificato di doni e benefit vari.
Proprio stamattina (ieri per chi legge ndr) è stato pubblicato, intanto, un sondaggio Ipsos sul Comune di Empoli (che risulta commissionato dal Pd locale).
Dal sondaggio emergono numeri altamente lusinghieri sia per il sindaco uscente che per il centrosinistra empolese e dunque esattamente in controtendenza con quelli di Prato.
A maggior ragione occorre che il Pd regionale, con uno scatto d’orgoglio e di moralità politica, e, se occorre, anche di coraggio, faccia conoscere a tutti i famosi dati “tagliateste”. Oltretutto perché la verità è ostinata; prima o poi viene a galla.
Associazione Radicale
Liber@Mente Prato
Il segretario
Vittorio Giugni

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