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La mer, la fin...

sabato 21 marzo 2009

Italia. Il governo strazia la Maddalena.


G8 della Maddalena: l’Ue “avverte” l’Italia per la Via
Frassoni: «il governo non potrà più far finta di nulla»


BRUXELLES. Ieri la Commissione europea ha deciso di inviare all’Italia un ultimo avvertimento scritto per l’adozione di una legge (ordinanza) in contrasto con le norme comunitarie che impongono di eseguire valutazioni dell’impatto ambientale per determinati progetti. L’ordinanza del governo Berlusconi istituisce un regime giuridico semplificato per le opere connesse alla riunione dei capi di Stato del G8 che si terrà sull’isola sarda della Maddalena e per quelle riguardanti le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia nel 2011.
«L’ordinanza prevede, in particolare – scrive l’Ue - la possibilità di dare inizio ai lavori prima del completamento delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale. In base alla normativa comunitaria, gli Stati membri devono provvedere affinché l’autorizzazione di progetti con un potenziale impatto significativo sull’ambiente e l’inizio dei lavori ad essi connessi siano subordinati a una valutazione dell’impatto ambientale. Una lettera di costituzione in mora è stata trasmessa alle autorità italiane nel giugno 2008. Essendo il regime giuridico istituito dall’ordinanza tuttora in contrasto con la pertinente normativa Ue ed essendo stato dato inizio ai lavori sull’isola della Maddalena prima del completamento delle procedure di valutazione dell’impatto ambientale, la Commissione si appresta ad inviare all’Italia un parere motivato».
Secondo Monica Frassoni, presidente dei Verdi/Ale al Parlamento europeo, «La decisione della Commissione di inviare un secondo richiamo all´Italia si basa sul ricorso presentato nel marzo 2008 dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, e sostenute da due mie interrogazione alla Commissione Ue. In tutti questi mesi il governo italiano tramite, il dipartimento della protezione civile, ha trattato con sdegno i nostri ripetuti appelli per applicare correttamente la legislazione europea in campo ambientale nelle procedure connesse a quello che dovrebbe essere la vetrina delle capacità organizzative italiane. Incredibilmente il Dipartimento di protezione civile è giunto ad affermare che la Commissione europea aveva comunicato ufficialmente la piena regolarità dei lavori. Preoccupa quindi che non solo siano stati avviati degli imponenti lavori in un luogo unico e prezioso per bellezza e ricchezza naturalistica senza un´adeguata valutazione degli impatti ambientali, ma che il governo italiano non sia neanche in grado di capire se la Commissione stia proseguendo una procedura d´infrazione o meno. In conclusione se l´Italia vuole svolgere un ruolo di primo piano sulla scena mondiale farebbe bene ad applicare le normative e a tener in maggior conto le istituzioni europee. Spero che gli elettori si ricordino al momento del voto di giugno, per il rinnovo del Parlamento europeo, che si tratta di un luogo di importanti decisioni in cui i politici al tramonto e i personaggi dello spettacolo non hanno ragion d´essere».

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