TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

mercoledì 23 luglio 2008

Variante sulla Declassata. Verdi e IdV si astengono

Per una volta, Ciuffo ha ragione: sulla Declassata c'è un grosso problema politico... Forse sarebbe il caso, però, che cercasse di capire perché si è creato, valutando come si è mossa la giunta e il partitone di riferimento!
MV

da La Nazione del 23/07/08
Ciuoffo: «Sulla Declassata c’è un problema politico»

Fa discutere l’astensione di Rindi e Donzella

L
A MAGGIORANZA ha retto, ma il giorno dopo la burrascosa seduta della quarta commissione consiliare l’astensione di pezzi della maggioranza sulla variante della Declassata, con all’interno la creazione del polo espositivo e polifunzionale nell’area ex Banci, il problema politico resta lì, irrisolto. L’astensione del presidente della commissione, il verde Tommaso Rindi, e di Aurelio Donzella, dell’Italia dei valori, ha lasciato il segno, come dimostra lo stupore dell’assessore all’urbanistica Stefano Ciuoffo. «Il voto compatto del Pd mette al riparo quell’atto da qualsiasi rischio, ma certo non è un fatto politicamente irrilevante che l’Italia dei valori in primis si sia astenuta. Il problema politico c’è». Ciuoffo appare più stupito dalla posizione di Donzella che non da quella di Rindi. «Rindi ha prima di tutto sottolineato gli elementi di condivisione dell’operazione e poi ha posto una serie di interrogativi sull’espansione demografica, sui volumi e i tempi dell’operazione, segnalando alcune difficoltà e chiedendo dei chiarimenti. Comprendo meno la posizione di Donzella, visto che l’Italia dei valori ha condiviso il momento in cui il consiglio comunale ha dato gli indirizzi all’operazione e ora, a tre giorni dalla discussione in consiglio comunale viene fuori questa astensione». L’assessore Andrea Breschi, collega di partito di Donzella, cerca di mascherare un po’ di imbarazzo ma non lo sconfessa: «Riteniamo che sia la proposta più importante che Prato sta portando avanti da alcuni decenni. Abbiamo fatto presente le nostre preoccupazioni, a partire dalla selezione dei partner di questa operazione e vogliamo che gestione del sistema non sia semplicemente. Se ci arriveranno le assicurazioni in questo senso può darsi che noi si arrivi a votare». Donzella, da parte sua, precisa ulteriormente i motivi della sua astensione: «Il fatto è che non abbiamo garanzie circa l’effettiva riuscita di questo centro polifunzionale. Presenterò un emendamento in cui chiedo che se dovesse essere insoddisfacente questa riuscita, nell’area ex Banci sia possibile fare realizzazioni immobiliari per i prossimi 25 anni». Donzella, poi, pone il problema della grandezza del polo espositivo: «Nasce già piccolo con 56mila metri quadri». Osservazione non nuova, alla quale replica Ciuoffo: «56mila metri quadri sono pochi? Non credo perché il polo dell’ex Banci non nasce a sé stante, ma all’interno del polo fieristico dell’area metropolitana».
Il verde Rindi, intanto, ribadisce di condividere a grandi linee il progetto, ma di avere optato per «un’astensione di interlocuzione, ponendo problemi come quello della previsione di una crescita demografica che invece non ci sarà o i contrasti all’interno degli uffici comunali su come realizzare la viabilità. Oltretutto credo che occorra un maggior coinvolgimento delle forze politiche in questo iter».
Da parte sua, gongola il capogruppo di Forza Italia, Goffredo Borchi: «Quello che è accaduto nella quarta commissione consiliare è la riprova della mancanza di una comune visione politica dell'attuale maggioranza di centro sinistra sul futuro della città. Non è la prima volta che il tema della variante e del polo espositivo fa scoppiare tutte le contraddizioni presenti nella coalizione di maggioranza». Borchi sottolinea che «la preoccupazione di fondo è che di fronte alle necessità della città, la giunta Romagnoli non riesce a dare risposte e sta sbandando al suo interno proprio su quel tema che doveva, a detta del sindaco, dare risposta alle attese di rilancio del nostro sistema economico».


da Il Tirreno del 23/07/08
Variante, Italia dei valori punta i piedi

Presenterà un emendamento, i Verdi motivano l’astensione

Ciuoffo: «Non voglio pensare che beghe sulle nomine nelle commissioni possano condizionare le scelte decisive per la città»

PRATO. Non è piaciuta al sindaco. E’ piaciuta ancora meno all’assessore all’Urbanistica. L’astensione a sorpresa dell’Italia dei Valori al voto in commissione sulla variante Declassata (passata con 6 voti favorevoli, 5 Pd e uno della lista Taiti; due contrari, lista Vannoni e Forza Italia; due astenuti, Verdi e Idv) che ha preceduto quella annunciata da tempo del presidente della commissione, il Verde Tommaso Rindi, ha aperto un problema politico. Che non verrà risolto, in vista del voto di domani in consiglio - voto blindato, numeri più che sufficienti a traghettare il procedimento verso la fase dell’adozione - con lunghe, estenuanti riunioni.
Una, veloce e piuttosto “calda”, pare sia già avvenuta e terminata con un sonoro altolà consegnato all’assessore Andrea Breschi dell’Italia dei Valori. «Noi crediamo nell’operazione - spiega - ma vogliamo cautelarci contro il rischio di speculazioni future nell’area sui cui nascerà il polo multifunzionale».
A spiegare come, sarà il consigliere e capogruppo Idv Aurelio Donzella, che ha annunciato di stare lavorando a un emendamento. «Abbiamo intenzione di presentarlo in consiglio - dice - prima del voto. Riguarderà l’obbligo di mantenere in tutta l’area del polo espositivo funzioni e destinazioni d’uso per venticinque anni. Se il consiglio voterà l’emendamento - aggiunge - l’Italia dei Valori darà il suo voto a favore della variante Declassata altrimenti il nostro consenso non ci sarà». L’Idv, prima dell’appuntamento consiliare, ha altre ventiquattro ore di riflessione e non è detto che i nuovi “duri e puri” di questa fase politica, anche nazionale, alla fine non vengano a più miti consigli.
Perchè, tanto per dirne una, nella riunione di maggioranza di mercoledì scorso, alla quale ha partecipato anche il segreterio regionale e facente funzioni a Prato, Giuliano Fedeli, tutte queste perplessità sul procedimento non erano state manifestate. «Non voglio pensare - commenta l’assessore Stefano Ciuoffo - che beghette politiche su nomine in commissioni possano condizionare le scelte più importanti di questa città».
Un riferimento, non casuale, a una sorta di malcontento di Idv nella confezione dell’organico - la discussione è di questi giorni - delle nuove commissioni, una istituzionale di controllo e garanzia, l’altra che scadrà al 31 dicembre sull’assetto delle partecipate. Italia dei Valori punta ad avere un rappresentante in entrambi gli organismi, «ma il percorso - ammette Donzella - non è in discesa». C’è chi sospetta, dunque, che i capricci dell’alleato del Partito democratico sulla variante abbiano una natura ben diversa da ciò che appare.
Più nobile - questo è il giudizio - la posizione dei Verdi che hanno annunciato a sindaco e assessore, in tempi non sospetti, il percorso che avrebbero intrapreso sulla variante, motivandolo in tre punti: lo scarso approfondimento del procedimento per quanto concerne i flussi demografici che sono dati costantemente in crescita «ma così potrebbe non essere» spiega Rindi; la valutazione degli impatti ambientali «che avrebbe potuto - aggiunge - essere fatta meglio»; e molte incertezze su chi abbia la delega a risolvere i contrasti tra gli uffici urbanistici, nel caso continuino o si ripresentino. Insomma, su una sostanziale condivisione del percorso, ribadita anche da Celso Bargellini, uno dei coordinatori Verdi, un invito a guardare in profondità nella variante «coinvolgendo la maggioranza, così da evitare di consegnare cambiali in bianco sul futuro della città - conclude Rindi - a chi verrà la prossima legislatura». «Mi dispiacerebbe che i Verdi che hanno lavorato molto bene sul fronte dell’urbanistica - commenta Ciuoffo - possano alla fine non raccoglierne i frutti. Un piano strutturale modermo - spiega - deve dare risposte a delle esigenze e non a dei numeri. Io credo che il nostro - che per la prima volta ragiona sull’equità, che sostiene che i diritti di edificazione sono della collettività, che mette il verde a sistema anche nelle aree dense - sia davvero il primo piano strutturale di sinistra». Ma i Verdi domani confermeranno l’astensione. C’è da scommetterci.
Cri. Or.

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