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La mer, la fin...

lunedì 16 marzo 2009

Prato. Economia: le responsabilità degli industriali

Parole forti, quelle del segretario della CISL Toscana, ma importanti: sulla crisi anche gli imprenditori hanno forti responsabilità, e non è possibile "scaricare" tutto su fattori esogeni. Certo, sarebbe interessante vedere anche la responsabilità delle strutture sindacali, però per il momento possiamo accontentarci!
E comunque, se almeno si fosse perso tempo nell'analisi, avremmo qualcosa su cui lavorare... Il problema è che è stato perso tempo nella prospettiva di rianimare un malato terminale - il distretto tessile così come lo conosciamo - quando la decisione vera da prendere era staccare la spina, e iniziare a pensare e costruire una alternativa al tessile!
MV


da la Nazione del 15/03/09

«Sulla crisi gli imprenditori hanno forti responsabilità»
Il segretario Cisl Toscana: «Bene l’unità, ma non basta»
di ROBERTO DAVIDE PAPINI
SUL VALORE dell’unità del distretto, a partire dal grande successo della manifestazione del 28 febbraio («Prato non deve chiudere») nessuno discute e al congresso della Cisl questo punto è stato affermato più volte come un valore aggiunto. «In un Paese in cui c’è il grande problema di unirsi di fronte alla crisi, la dimostrazione che ha dato Prato è stata straordinaria e unica nel suo genere», come dice il segretario generale della Cisl Toscana nell’ultima giornata del congresso, che ha confermato Stefano Bellandi alla guida dell’organizzazione. Petriccioli, però, non si ferma qui: «Quella manifestazione è stato un grande successo, ma per essere pienamente fruttifera non avrebbe dovuto limitarsi all’unità, ma anche individuare le responsabilità per le quali il distretto pratese è giunto a questa situazione». Petriccioli non pratica il “buonismo” di maniera e non si tira indietro quando si tratta di definire le responsabilità: «Credo che la classe imprenditoriale pratese sia stata incapace di intercettare e di capire quello che da anni stava accadendo». Petriccioli non risparmia critiche e rincara la dose: «Non mi si dica che la colpa è tutta della crisi finanziaria. Quest’ultima ha aggravato la situazione, certo, ma la crisi c’era da prima». D’altronde, già nella relazione congressuale, il segretario pratese Bellandi aveva chiaramente ricordato come «da anni la Cisl aveva evidenziato le emergenze», sottolineando come si siano persi alcuni anni tra analisi e discussioni.

COME DETTO (e come ampiamente scontato dopo un dibattito decisamente unitario) Bellandi è stato rieletto segretario a pochi mesi dalla sua entrata in carica per prendere il posto della leader storica della Cisl, Gabriella Melighetti che ha presieduto l’assemblea congressuale. La mozione finale ha puntato sulla necessità di un forte sostegno alle famiglie e agli anziani, sull’impegno della pubblica amministrazione di fronte alla crisi, sulla riduzione della pressione fiscale per i redditi di pensionati e lavoratori dipendenti, sulla sicurezza sui luoghi del lavoro. Toccato anche il delicato tasto dell’unità sindacale. Se a Prato è una realtà consolidata, infatti, a livello regionale e nazionale lo è un po’ meno. A partire dall’accordo sulla riforma contrattuale (siglato da Cisl e Uil), mentre un po’ di problemi ci sono anche nella trattativa per l’utilizzo dei fondi per il rifinanziamento della cassa integrazione, con la Cgil restia a firmare sulla questione dei 90 giorni di indennità di disoccupazione che devono precedere la cassa integrazione. Ieri di questo non si è parlato, ma il confronto è sempre in atto. Martedì ci sarà un nuovo incontro e, forse, un’intesa complessiva.

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