TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

giovedì 5 marzo 2009

Prato. Immigrazione e residenza: cala o non cala?

Si è scatenata nei giorni scorsi una specie di "guerra" sui numeri pubblicati dall'Ufficio statistica del Comune di Prato in merito ai residenti nel territorio. Numeri che, per l'ennesima volta, hanno segno negativo, nonostante il saldo migratorio positivo - in particolare per la crescita delle comunità rumena ed albanese.
Ci troviamo però di fronte a due reazioni, quella dell'avvocato Taiti - della lista omonima - e di Celso Bargellini, portavoce dei Verdi, perlomeno strane, e che vogliono accreditare, a fronte del dato, una "realtà" che a loro dire sarebbe diversa, cioè quella di una popolazione in costante crescita.
Ora, vero che dal dato si escludono gli irregolari e i clandestini, per il semplice motivo che non si possono contare, e possiamo solo fare supposizioni (e ognuno è libero di fare la sua), la polemica si è però centrata sulle cancellazioni "amministrative", cioè il depennamento dall'anagrafe dei residenti dei cittadini non reperibili agli indirizzi comunicati.
Il paradosso è che si accusa il Comune di fare il proprio dovere, e cioè di effettuare controlli sull'effettiva permanenza sul territorio della popolazione - addirittura paragonando, e forzando non poco, questa attività ad una "bastonatura" della "povera gente".

Eppure, ben si dovrebbe sapere che non è poi così strano, vista la burocrazia italiana e le normative in materia, che lo straniero prenda una residenza fittizia proprio per poter accedere al lavoro (ricordiamo che il lavoratore extracomunitario deve presentare il certificato di residenza anagrafica e l'idoneità alloggiativa), "spalleggiato" da connazionali e parenti.
La cosa più probabile - ma come gli altri due commentatori non abbiamo dati in quanto non ci possono essere - è che il saldo tra chi prende la residenza fittizia a Prato, per poi spostarsi sul resto del territorio nazionale, e chi invece è residente altrove, ma abita regolarmente in città, sia sostanzialmente in pareggio.
Nessuno, quindi, può sostenere al di là dei dati rilevabili che la popolazione reale sia "in crescita" ma, paradossalmente, non è possibile sostenere nemmeno il contrario. E la cosa veramente incredibile, per molti aspetti, è che questo è un fenomeno che non è limitato a Prato, ma è così per tutta Italia: di fatto, non sappiamo quanti abitanti ci sono in città, e possiamo limitarci solo a delle stime.
MV


da la Nazione del 04/03/09

Popolazione in calo: mai così forte dal 1872 Stranieri: tante cancellazioni e rumeni boom
NUOVO DOSSIER sulla popolazione dell’ufficio statistica del Comune: i residenti sono 185102, nel 2008 sono diminuiti di 512 unità e in termini assoluti si tratta della contrazione più forte della storia pratese dal 1872, cioè da quando si hanno statistiche a disposizione. La nuova tendenza demografica è determinata non soltanto da un diminuzione del saldo migratorio, ma soprattutto dalle cancellazioni amministrative, per lo più per irreperibilità. C’è stato infatti un aumento dei controlli per il rilascio della residenza: il numero di coloro cui non è stata concessa è salito dai circa 800-850 del biennio 2005/06, ai 1.398 del 2007, fino ai 1.651 del 2008. Le cancellazioni, quasi sempre per irreperibilità, sono invece lievitate dalle 392 del 2005 fino alle 1.997 del 2008.

QUANTO agli stranieri, nel 2008 quasi la totalità dell’incremento registrato (da 23.658 a 24.153 residenti, quindi 495 in più) riguarda i rumeni, cresciuti di 440 unità (da 1.656 a 2.096). Si tratta, comunque, di un incremento decisamente più contenuto di quello registrato nel 2007, anno di ingresso della Romania nella Ue (648 unità, pari ad oltre il 60% dei residenti rumeni a fine 2006). Inoltre, soprattutto in seguito ai maggiori controlli, per la prima volta in assoluto i cinesi sono diminuiti (504 residenti in meno). Se l’incremento dei residenti rumeni ha compensato, sia pure in parte, la riduzione dei cinesi, l’aumento complessivo degli stranieri è stato provocato anche dalla crescita della popolazione di altri gruppi nazionali, e in particolare di quello albanese, passato da 3.989 a 4.297 residenti (308 residenti in più).

IL CALO dei residenti e soprattutto il rallentamento della crescita degli stranieri ha avuto l’effetto di invecchiare la popolazione. La circoscrizione Nord è quella con la popolazione più anziana, con un’età media di 44,44 anni, ed una proporzione di popolazione con più di 65 anni pari a 22,67. Quasi altrettanto anziana è la struttura per età della circoscrizione Est, con un età media pari a 44,27, ed una proporzione di popolazione oltre i 65 anni di età pari al 22,3%. Caso emblematico è quello della circoscrizione Centro, dove la proporzione di popolazione straniera residente è più elevata (25,03%, a fronte di una proporzione media comunale pari a 13,05%), e che ancora nel 1998 era quella con la struttura per età più anziana, mentre l’anno scorso era la più giovane.

INFINE, il numero dei nuclei familiari diminuisce più lentamente della popolazione residente, perché ci sono più separazioni familiari, e il numero medio di componenti per famiglia ha una consolidata tendenza al ribasso: 2,5 nel 2008, contro i 2,53 del 2006.

da il Tirreno del 04/03/09
Popolazione calata ma solo perché sono stati gli stranieri irreperibili

L’analisi statistica contenuta nella nota congiunturale dell’Ufficio Statistica del Comune di Prato, su dati al 31 dicembre 2008, evidenzia alcuni fatti importanti la cui conoscenza è essenziale per un esame attento dell’andamento demografico pratese degli ultimi 2 o tre anni. Il primo dei quali è il seguente: la diminuzione della popolazione residente in città è virtuale. Frutto, quasi unicamente, di una più puntuale applicazione delle normative demografiche da parte dei competenti uffici e da più rigorosi accertamenti sulle domande di nuova residenza in città da parte, in special modo, di cittadini stranieri comunitari ed extracomunitari.
Dalla considerazioni effettuate dall’Ufficio Statistica si rileva come la diminuzione della popolazione sia da imputare essenzialmente alle pratiche di cancellazione di cittadini extracomunitari, in particolare cinesi, per irreperibilità agli indirizzi delle residenze dichiarati. Ed, inoltre, alla mancata iscrizione in anagrafe di ben 1651 cittadini, per lo più extracomunitari cinesi, per la non abitualità della loro dimora a Prato. Senza questi due comportamenti, diciamo, burocratici, la tendenza dell’immigrazione a Prato e l’aumento conseguente della popolazione residente si sarebbe realizzato anche nel corso del 2008.
Ne derivano alcune considerazioni: 1. Il Comune di Prato ha inteso porre in essere attività di contrasto legale dell’immigrazione in città. Seguendo le precise indicazioni operative del sindaco sia i Servizi Demografici che la Polizia Municipale hanno raggiunto importanti risultati in questa direzione;
2. I flussi migratori verso la nostra città non paiono essere scomparsi. Anche nel 2008 vi è stato un aumento dei residenti in città se pure non registrati all’Anagrafe.
3. Le azioni di contrasto alla residenza irregolare hanno creato e creeranno anche per gli anni futuri una ingente massa di cittadini, per lo più extracomunitari e specialmente cinesi, che, se pur regolarmente presenti sul territorio pratese, non avranno la possibilità di essere legalmente iscritti presso la nostra Anagrafe. Ne deriva che questi cittadini potranno optare per diverse soluzioni: o rimanere a Prato in condizioni di svantaggio perchè privati di tutti i diritti derivanti dalla normale iscrizione anagrafica ovvero rivolgersi verso altri Comuni, vicini o meno, per regolarizzare la loro posizione dal punto di vista anagrafico, ma, di fatto, restando stabilmente presenti sul nostro territorio ove, presumibilmente, lavorano e vivono.
Alcune osservazioni vengono spontanee. Lo stato reale delle cose è che Prato continua, nonostante ovvero a causa della sua crisi economica, migliaia di nuovi immigrati ogni anno. La maggior parte di loro, e parte anche di quelli già residenti, non vengono più iscritti nei registri anagrafici. Ne derivano conseguenze importanti. L’amministrazione comunale non ha più l’effettivo controllo non soltanto dell’immigrazione clandestina ma, adesso, neppure di quella legale. E se la popolazione tende alla virtuale diminuzione in concreto la città supera già adesso i 200.000 residenti effettivi. Ma servizi, trasferimenti dello Stato e della Regione, dovranno essere tarati sulla popolazione legale, 185.000 abitanti, in decrescita. Manca all’appello, dunque, un quantitativo di cittadini compreso tra 15 e 20.000 abitanti, a star cauti. Ovvero una intera cittadina delle proporzioni di Montemurlo.
Avv. Massimo Taiti Lista Civica Taiti per Prato

da la Nazione del 05/03/09
«Residenti in calo per la rigidità verso gli stranieri»

DURO intervento di Celso Bargellini, portavoce dei Verdi e del Centro contro il razzismo, a proposito delle rigidità nella concessione delle residenze, dopo i dati pubblicati da La Nazione di ieri a proposito della popolazione. «I numeri dal punto di vista anagrafico non corrispondono a quelli della popolazione presente, quindi realmente residente, nella nostra città — dice —. Infatti sono aumentati quelli che richiedono, ottenendola, la residenza anagrafica in un’altra città pur vivendo qui, basta leggere le cronache dei giornali sulla residenza degli stranieri fermati dalla polizia». Bargellini ricorda che i cittadini romeni richiedono la residenza soprattutto quando vengono assunti per un lavoro regolare, ma che molti lavorano nei servizi alla persona e nell’edilizia che sono settori dove l’economia sommersa è molto diffusa. «Dobbiamo inoltre conteggiare — aggiunge — l’alto numero di cancellazioni fatte dall’anagrafe. La controtendenza nell’andamento della popolazione è quindi solo formale, si è invece implementato l’esercito di persone non registrate, che vivono tra noi come fantasmi o come li chiamano i cinesi dei ‘senza nome’. Non mi riferisco ai clandestini, ma ai regolari che mantengono o prendono residenze altrove, ai non rintracciabili, agli stranieri in attesa di regolarizzazione e a quelli che non hanno necessità impellente di una residenza anagrafica». Alla luce di queste considerazioni, Bargellini non ha dubbi: «Credo che la popolazione realmente residente a Prato stia crescendo — conclude —, così come cresce nelle altre città con forte immigrazione, nonostante qualcuno abbia pensato di poter invertire questa tendenza “bastonando” la povera gente».

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