TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

lunedì 29 dicembre 2008

Guerra. Per favore niente tifo.



Le terribili notizie che giungono da Gaza ci costringono, ancora una volta, a chiederci come sarà possibile fermare una volta per tutte la tragica spirale di aggressione, repressione, terrorismo, violenza israeliana, interventi armati, fondamentalismo ecc. ecc.
Non ci paiono soluzioni realistiche nè risolutive gli appelli della Lega Araba, del Papa, dell'ONU, dell'Unione Europea a interrompere i reciproci attacchi e ad instaurare una nuova tregua. Così ci appaiono del tutto controproducenti e politicamente scorrette le posizioni di chi si schiera o dalla parte dei palestinesi ovvero dalla parte degli israeliani, come in una curva!
Noi siamo da sempre convinti che esiste un diritto di Israele alla sua libera esistenza come stato, tra l'altro l'unico democratico dell'area mediorientale, così come riconosciamo l'inalienabile diritto dei cittadini arabo-palestinesi ad ottenere pace, libertà, democrazia, riconoscimento. Conquiste e diritti che, per noi, non passano per l'affermazione di Hamas, organizzazione paraterroristica, fondamentalista, antidemocratica.
Forse l'unica proposta realistica è quella che i radicali e Marco Pannella vanno formulando da anni. E che è valida in mediooriente ed in Europa: il superamento degli stati nazionali per erigere una patria comune sovranazionale: l'Europa. In questa patria comune dovrebbero e potrebbero 'sciogliersi' israeliani e palestinesi, con tutti gli altri stati aderenti. E' una proposta utopica? Può essere, ma quale altra 'realistica' abbiamo a disposizione?


Vittorio Giugni


Giusta la solidarietà al popolo palestinese per l'esagerata reazione israeliana al lancio di missili, ma facciamo attenzione a non guardare da una parte sola, nel condannare Israele non si può non condannare con altrettanta fermezza lo stillicidio del lancio di missili da parte degli integralisti di Hamas.
La pace si fa solo se ognuno fa un passo indietro, ma purtroppo a me pare che nessuno dei due contendenti abbia intenzione di farlo, per questo occorre che noi leviamo la nostra voce contro chi sabota la pace, sia questo israeliano o palestinese.
Gianfranco Sciarra

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