TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

sabato 30 maggio 2009

Prato verso le amministrative. Clima da stadio

Per molti aspetti, era inevitabile che prima o poi si accendessero gli animi e che le rispettive "tifoserie" si scontrassero, anche se solo a fischi e applausi, in maniera più rumorosa.
E anche a leggere le cronache dello scontro, l'impressione forte è che confronti di questo genere non servano assolutamente a niente. Nessuna novità sul fronte delle dichiarazioni, sostanzialmente uguali a quelle straripetute nelle ultime settimane, nessun vero confronto tra idee.
Un'occasione persa di democrazia...
MV

da la Nazione del 30/05/09

Immigrati: lo scontro si accende
Cenni e Milone: ‘Legge Martini, una follia’. Carlesi: ‘Una buona norma’
CLIMA incandescente e pubblico da stadio per l’incontro organizzato dalla «Nazione» e andato in scena giovedì sera all’auditorium del Pecci fra i tre candidati a sindaco Massimo Carlesi, Roberto Cenni e Aldo Milone. Durante la caldissima serata, alla quale hanno partecipato quasi 500 persone, i candidati hanno affilato le armi, ricevendo applausi o fischi, a seconda delle «fazioni». Che la partita elettorale sia aperta come mai lo era stata lo dimostra anche il «tifo» dell’altra sera.

E’ STATO il tema caldo dell’illegalità, collegato alla legge regionale sull’immigrazione voluta da Martini, a dividere le posizioni. Il candidato civico sostenuto dal centrodestra Roberto Cenni non ha nascosto di essere preoccupato per Prato e il dibattito si è subito acceso. «Non si può sopportare un ulteriore carico di immigrati — ha detto —, sennò l’atto di discriminazione è nei confronti dei pratesi: il problema è complesso, ma la legge della Regione non contribuirà a risolverlo, visto che crea le condizioni perché arrivino altri clandestini: sugli immigrati ora serve soprattutto fermezza, Prato non può sopportare ulteriori afflussi». Di altro avviso Massimo Carlesi, candidato del centrosinistra: «La legge della Regione è una buona legge, perché assicura a Comuni e associazioni di volontariato maggiori strumenti nel costruire l’integrazione, per la quale Prato è già un esempio. Non solo. Grazie alle tessere per i non regolari, si potranno capire meglio le dimensioni dell’immigrazione clandestina: per affrontare un problema per prima cosa si deve conoscerlo». Il tema degli immigrati è il cavallo di battaglia della lista Prato Libera&Sicura, così Aldo Milone ha subito sostenuto la tesi di Cenni. «La legge regionale è improponibile e demagogica — ha attaccato —, porterà a Prato altri clandestini da tutta Italia, a cui secondo il Pd si dovranno garantire anche vitto e dormitori: vorrei sapere il Comune dove troverà le risorse per accoglierli. Taglierà i servizi per i pratesi o aumenterà le tasse?».

POSIZIONI diverse anche sui poteri del sindaco rispetto al tema sicurezza. «Un sindaco ha i poteri per contrastare l’illegalità e ristabilire le regole basilari — ha detto Cenni —, un sindaco può emettere ordinanze contro il sovraffollamento negli appartamenti, ordinanze per riportare la sicurezza e tutelare gli interessi dei pratesi». Per Carlesi, invece, «un sindaco può intervenire soltanto su alcuni aspetti, perché è lo Stato che si deve occupare di sicurezza e legalità». Poi la stoccata a Berlusconi: «Certo i provvvedimenti di questo governo ad esempio sulla tracciabilità dei flussi finanziari non fanno altro che favorire la circolazione del denaro nero...». Sui poteri del sindaco Milone è stato perentorio: «Un sindaco ha solo l’obbligo di comunicare al prefetto i provvedimenti in tema di ordine pubblico: se nei mesi scorsi mi sono dimesso da assessore alla sicurezza è proprio perché non vedevo in giunta intorno a me la determinazione che sarebbe stata possibile e necessaria».

Tasse, ex Banci e cinesi Gli sfidanti a confronto
ECONOMIA e legalità: un binomio che ha contribuito a scaldare gli animi e il pubblico, giovedì sera al Pecci al dibattito organizzato dalla Nazione con i candidati a sindaco Carlesi, Cenni e Milone. Nessuno ha la ricetta per risolvere i problemi di Prato, magari ci fosse. Tutti hanno parlato della necessità di diversificare, ma allo stesso tempo di creare le condizioni perché il tessile resti il settore trainante della nostra economia (con Cenni che, da esperto del ramo, ha illustrato di nuovo il suo progetto sul cardato eco-compatibile). Tutti hanno condiviso l’importanza per Prato di avere finalmente ottenuto la ribalta nazionale. Tutti, seppure con toni molto diversi — «buono» quello di Carlesi, «cattivo» quello di Milone, una via di mezzo quello di Cenni — hanno detto che il distretto parallelo cinese è un’emergenza da affrontare (e chi potrebbe affermare il contrario?).
Alla fine, sul fronte dell’economia, i tre sfidanti si sono divisi soprattutto su una cosa: il futuro dell’ex Banci. Carlesi nel polo fieristico ci crede, gli altri due no. «Dobbiamo fare delle scelte giuste — ha detto Carlesi — l’ex Banci è un’opportunità per portare occupazione ed essere di supporto al mondo del lavoro come luogo ad hoc dove creare eventi». Cenni: «Non ci interessa una nuova ‘Gardaland’, non ci interessa altro cemento: basta valorizzare le risorse che abbiamo». Milone: «Prima pensiamo alla città costruita, recuperiamo luoghi caduti in mano al degrado, riportiamo il decoro e poi possiamo pensare all’ex Banci».
In queste settimane le imprese (Unione industriale, associazioni di artigiani e commercianti) e i sindacati attraverso La Nazione hanno chiesto ai candidati precisi impegni sulle tasse, che pesano particolarmente in questo momento di crisi. Carlesi, Cenni e Milone sono stati onesti: nessuno ha fatto promesse elettorali che, visto lo stato delle finanze comunali, non si potranno mantenere. Ecco in sintesi cos’hanno detto. Cenni: «Va vista l’eredità lasciata da questa amministrazione. L’addizionale Irpef quest’anno sarà sicuramente molto bassa, perchè i redditi sono diminuiti ed è un problema in più. Certo le tasse e le tariffe andranno riviste sulla base delle necessità delle famiglie delle aziende, cercheremo di contenere al massimo la pressione fiscale». Milone: «Fino a quando non sarà avviata una seria politica del recupero dell’evasione Tia, pari a oltre 2milioni di euro e voi sapete per colpa di chi, a pagare saranno sempre i soliti noti, le aziende (non quelle cinesi) saranno sempre più in difficoltà e le famiglie pure». Carlesi: «Va trovato un giusto equilibrio sul peso da far gravare sulle famiglie e sulle imprese. Allo stesso tempo va avviato un recupero dell’evasione».

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