TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!

La mer, la fin...

sabato 13 dicembre 2008

Clima. Europa: la nuova rivoluzione industriale?

Gruppo dei Verdi/ALE
Comunicato Stampa - Bruxelles, 12 dicembre 2008

Consiglio europeo: pacchetto energia

Frassoni: "Poste le basi per una nuova rivoluzione industriale più amica dell'ambiente


"Monica Frassoni ha così commentato le conclusioni del vertice del Consiglio europeo sul pacchetto clima-energia: "E' fallito il piano di Berlusconi, che da mesi ha cercato, insieme a Confindustria, di sabotare il pacchetto energia citando dati inesistenti o fuori contesto. L'accordo del Consiglio ha salvato aspetti importanti dell'insieme di misure europee per la lotta ai cambiamenti climatici. Sono state fatte, questo è vero, concessioni notevoli a quella parte delle lobby industriali europee che ancora non riescono a vedere nella lotta ai cambiamenti climatici un'opportunità per crescere e innovare.

L'introduzione graduale delle aste dei diritti di emissione a pagamento, dal 20% del 2013, al 70% del 2020, al 100% nel 2025 rappresenta un notevole indebolimento dello spirito del pacchetto clima/energia. Altrettanto problematico è creare un sistema di crediti esterni che consente di realizzare 4/5 degli obiettivi di riduzione al di fuori dell'Europa: è bene che gli Stati membri riflettano sul rischio di perdita di credibilità nei confronti di paesi terzi che questo tipo di politiche veicola. Vogliamo comunque credere che esistano ancora margini di manovra nel trilogo di domani e che Parlamento, Consiglio e Commissione trovino un punto di equilibrio per tornare a limiti più stringenti e compatibili con le finalità del pacchetto.

La direttiva rinnovabili rappresenta sicuramente il maggior successo di questo pacchetto clima-energia, grazie al suo potenziale molto concreto in termini di aumento di indipendenza energetica e di creazione di nuovi posti di lavoro (almeno due milioni nella sola Ue). Ora gli Stati membri dovranno presentare dei piani d'azione nazionale per il raggiungimento degli obiettivi assegnati, mentre alla Commissione spetterà il compito di valutarli e di agire contro quegli Stati membri che non fanno abbastanza. La clausola di revisione inserita su richiesta del governo italiano non potrà infatti modificare in nulla l'obiettivo del 20% di rinnovabili nel totale dell'energia consumata in Europa entro il 2020. Si tratta di una svolta storica, del vero primo passo di una nuova rivoluzione industriale più compatibile con l'ambiente."

Nessun commento: