Per quanto ci riguarda, la settimana che sta per aprirsi dovrebbe essere ricca di passaggi importanti per il confronto politico sulle amministrative.
TANTI INTERESSI PRIVATI NON FANNO UNA CITTA'!
La mer, la fin...
sabato 13 dicembre 2008
Editoriale. Tra vecchio e nuovo c'è di mezzo il mare.
Per prima cosa, martedì sera nella consueta sede di via de' Tintori, si incontrerà il Coordinamento dei Comitati Cittadini, allo scopo di elaborare una bozza programmatica condivisa da tutti i soggetti che ne fanno parte, che costituisca la base per il polo civico.
Mercoledì, a Firenze, è convocato l'Esecutivo Regionale dei Verdi, che avrà da dirimere la questione fiorentina, ovvero della partecipazione dei Verdi al prossimo centrosinistra e alle primarie di coalizione. Ci auguriamo che il massimo organo regionale del partito tratti in modo unitario e complessivo le sorti di Firenze, Prato e Pistoia ed elabori un progetto unitario di impegno ecologista nell'area metropolitana, oltre ogni alleanza, più o meno zoppa, a fini elettorali.
Giovedì, incontro al Teatro la Baracca, a Casale, promosso e organizzato dal gruppo La Primavera di Prato e aperto a tutti gli interessati alla costituzione del polo civico.
Ci auguriamo che i due appuntamenti dei comitati, abbiano modo di collegarsi e che si cominci a mettere le carte sul tavolo senza tatticismi e sospetti che finirebbero solo per fare soccombere le idee sotto il peso di personalismi piuttosto ingenui.
Venerdì, per la prima volta, si svolgerà a Coiano un'assemblea della sinistra ex-arcobaleno per far conoscere il programma e i punti su cui si baserebbe l'accordo con il PD. Siamo curiosi di avere qualche informazione, visto che gli organi dirigenti dei Verdi non vengono convocati da mesi e tutta la trattativa viene portata avanti da Bargellini e co. come se fosse un affare privato.
Se è vero, come ci ha detto qualche compagno, che i coordinatori della Sinistra sono riusciti a far digerire al partitone un programma spinto su trasparenza, partecipazione, rifiuti e altro ancora, (cosa che dai giornali non risulta affatto ma anzi si evidenzia il contrario), saremo contenti di confrontarci seriamente.
Intanto, il PD fa e disfa tutto a modo suo. E questa sembrerebbe l'unica cosa sicura.
Così come è accaduto sulla non riconferma di Romagnoli e Logli, la scelta dei candidati è un affare tutto interno al partito democratico e ogni cosa viene decisa senza consultazioni trasparenti e condivise. Paolo Abati sarà il candidato della segreteria provinciale e basta.
Anche il buon Carlesi, che aveva raccolto consenso perfino nei comitati, non avrà la forza di proporsi veramente. Nessuno sembra aver ipotizzato una candidatura nata dalla società civile ed estranea alla nomenclatura di partito. E così la nave riparte come se niente fosse.
L'idea di Municipio Verde di provare la strada dell'unione della Sinistra con le forze civiche, creando un polo con pretese di governo e forte di un marchio nuovo, laico e municipalista, sembra per il momento fantascienza.
Ma come abbiamo osservato numerose volte, quella di ricostituire un centro sinistra, ancora una volta dominato dal partito democratico, guidato dalla solita casta, magari un po' più arricchita della casta dei sindacalisti o dell'associazionismo più fedele, ci sembra un'idea che alla luce della logica si presenta come a dir poco bizzarra. E, ci scommettiamo, perdente.
Purtroppo Verdi, RC, SD, PdCi sono ancora completamente immersi in una concezione tradizionale della formazione delle alleanze e della trattativa politica.
Per Rifondazione, che a Prato è guidata da una solida maggioranza vendoliana, in antitesi con il partito a livello regionale e nazionale, (che è invece dominato dai comunisti di Ferrero), è molto importante cercare di affermare la linea del loro leader, tutta protesa a formare un'asse con il PD. Tale progetto è condiviso da SD e presto potranno dar vita ad un soggetto politico unico.
Certo che Vendola e gli altri amici dovrebbero rendersi conto che qui non siamo nè in Puglia nè in Sicilia e che dalle nostre parti il potere conservatore e affaristico non è in mano alla PdL ma, nei secoli dei secoli, nelle braccia solide degli eredi del Pci.
Per i Comunisti italiani, ridotti ad essere "tutta base", visto che i big sono passati a miglior vita nel partito della Squittieri, va bene così. Il loro livello di astenia, unito ad una sudditanza storica verso il partitone, li porta a riproporsi all'infinito nella stessa maniera, continuando ad esprimere un boccheggiante conservatorismo di sinistra, rozzo ed economicista.
Dei Verdi si è già detto molto: bloccati in una gestione privata da Celso Bargellini e Andrea Abati, signori delle tessere, non hanno alcuna possibilità di rinnovarsi.
Resta l'amarezza di dover constatare quanto sia facile per chi non ha scrupoli, conquistare un simbolo che in tutta Europa da oltre un ventennio rappresenta la bandiera delle speranze ecologiste di tanti cittadini, e usarlo a scopo personale, riducendolo ad una nullità.
Fatto sta che se questo baraccone avesse il coraggio di smontarsi e di ricomporsi, con coraggio e spirito di servizio verso la città, dando luogo ad una forza moderna, ecologista e solidarista, non più bloccata dalle logiche antiche da presidio antifascista ma proiettata a tutto campo in mezzo alla gente, per un progetto di rinnovamento radicale del modo di amministrare la cosa pubblica, tutto riprenderebbe vita.
Tutti dovrebbero farci i conti e, come in una vecchia fiaba di Perrault, il palazzo incantato tornerebbe a vivere e a svolgere la sua funzione di cuore pulsante della Città.
Noi di Municipio Verde continuiamo a sperare in una gestione del potere non più pietrificata dagli interessi e dai ricatti dei poteri forti dei costruttori e delle banche, dalle corporazioni degli industriali, degli avvocati e dei notai, dai colossi della grande distribuzione, dalle compagnie di assicurazione, ma bensì pubblica, trasparente e partecipata, attenta ai bisogni dei più deboli e non più sorda alle emergenze ambientali. Sognamo quindi la fine del sistema del PD toscano.
Proprio quel sistema che in questi giorni ha dato luogo ad un'altra miope e ostinatamente vecchia mossa della maggioranza in Comune: fornire altri benefici ai costruttori, aumentando il numero di appartamenti edificabili, in cambio di una percentuale di edilizia agevolata.
Questa è la strada sbagliata, quella che favorisce solo il cemento e la speculazione, senza scalfire il mercato immobiliare, neanche in superficie. Fusi ringrazia.
Municipio Verde
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