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da la Nazione on line
Prato, 16 dicembre 2008 - Giovedì sarà operativo il nuovo patto per ’Prato sicura’: approvato dal ministero dell’Interno, sarà firmato da Prefettura, Comune, Provincia e Regione. E’ il documento che delinea le strategie di contrasto alla criminalità e all’illegalità (più telecamere, conferma del personale a disposizione e un corso di formazione specifico per le forze dell’ordine finanziato dalla Regione).
Di fatto, a parte l’aumento della videosorveglianza, ricalca il precedente, ma conferma comunque che Prato ha una sua specificità nella mappa delle città italiane a rischio (è l’unica ’provinciale’ dopo le grandi città). "E’ vero ci servono più uomini in campo - sottolinea il sindaco Romagnoli - e nel patto è ribadito ciò, ma gli uomini che ci servono sono carabinieri, poliziotti e finanzieri. Non certo i militari, lo ribadisco ancora una volta, visto che ci sono stati recentemente dei pareri diversi rispetto all’estate scorsa".
Il ministro dell’Interno Maroni ha delegato il prefetto alla firma del patto. "Avremo la conferma dell’aumento dell’organico come nel precedente patto - continua il sindaco - venti finanzieri, quindici carabinieri, dieci poliziotti. Un numero mai sufficiente per una realtà articolata come quella pratese ma sempre meglio di quindici marinai come ci volevano mandare quest’estate" continua il sindaco.
Insomma dal Comune viene rimnandata al mittente la richiesta che da più parti (Confesercenti, Unione commercianti, Unione industriale, Comitato centro storico, assessore Milone) arriva ora per cercare di far arrivare una contingente di militari di pattugliamento: "I militari fu detto anche quest’estate dal comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico che decide in materia - continua Romagnoli - sono di fatto d’impaccio nella nostra realtà perché non liberano forze, ma devono agire accompagnati, inoltre Prato non ha obiettivi sensibili da controllare per cui l’esercito potrebbe essere utile".
Semmai la città "ha bisogno più di uomini in borghese che divise". E conclude: "L’operazione militari è più di immagine che di sostanza". Non manca una stoccata anche ai commercianti del centro: "Sarebbe utile smettere di dare da parte dei commercianti stessi quest’immagine del centro in ostaggio della criminalità. Se io abitassi in periferia certo non verrei a fare acquisti in centro se corro dei rischi così grossi...".
Ribatte Luciano Gori del comitato centro storico: "Ma non le invetiamo certo noi le rapine, le spaccate e le aggressioni: i commercianti hanno paura e vogliono reagire, lo dimostrano le firme che abbiamo raccolto in pochi giorni sotto la lettera che invieremo al ministro Maroni".
Che manchi personale è lampante: basta ricordare che tutte le volte che questura e polizia municipale danno vita ai controlli a tappeto nel distretto parallelo cinese occorre chiedere personale 'in prestito' al reparto prevenzione crimine di Firenze. E basta sentire i sindacati di polizia per avere dati di organici carenti anche a fronte dei pensionamenti in corso. E vogliamo ricordare inoltre la polemica sull’organico della polizia municipale intorno alle 180 unità mentre a Brescia ad esempio ce ne sono 250 in azione?
Il patto parla "incremento di dotazione organica delle forze di polizia" e punta su alcuni aspetti come il completamento e potenziamento del sistema di videosorveglianza al fine di "verificare e tracciare gli accessi e le uscite di veicoli dai diversi punti nevralgici del territorio comunale in tempo reale e simultaneamente tra le sale operative".
Inoltre si prevede la creazione di una squadra interforze, sotto il coordinamento della prefettura, per dare ancora più forza alla battaglia all’illegalità economica diffusa per "analisi, programmazione, indagine e coordinamento degli interventi" anche con Inps, Asl, Ispettorato del lavoro, Agenzia delle Entrate. Il 31 dicembre 2009 è fissata la verifica dell’efficacia del patto rinnovato.
Luigi Caroppo





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